Nuova Toyota Aygo X Hybrid: la compatta ibrida pensata per la città
(Adnkronos) -
Toyota rinnova la sua city car più audace: la nuova Aygo X Hybrid segna un’evoluzione decisa nel segmento A, introducendo per la prima volta la tecnologia full hybrid tra i modelli più compatti della gamma. La nuova Toyota Aygo X si presenta come la non plug-in più pulita in Europa. Realizzata su piattaforma GA-B, la nuova Aygo X mantiene dimensioni compatte ma migliora la dinamica grazie alla batteria in posizione ribassata e alla rigidità strutturale. Il nuovo sistema full hybrid, condiviso con Yaris, garantisce una potenza complessiva di 116 CV (anziché i precedenti 72), accelerando da 0 a 100 km/h in meno di 10 secondi.
I due moduli batteria sono ora posizionati longitudinalmente sotto i sedili posteriori, mentre la batteria ausiliaria è stata integrata nel pianale, senza sacrificare lo spazio per i bagagli (231 litri). Grazie alle nuove soluzioni di insonorizzazione e all’adozione del freno di stazionamento elettrico, l’abitacolo risulta più confortevole. Il nuovo quadro strumenti digitale da 7 pollici, i comandi touch del climatizzatore e le due porte USB-C di serie enfatizzano l’approccio tecnologico e funzionale. Nei modelli top di gamma si aggiungono ricarica wireless, chiave digitale e sistema per la purificazione dell’aria. A livello di sicurezza, Aygo X Hybrid offre di serie Toyota Safety Sense con funzioni aggiornabili via OTA: Pre-Collision System, Lane Trace Assist, Road Sign Assist e nuovi supporti alla guida proattiva ed emergenza. La versione GR SPORT, ispirata al motorsport, introduce sospensioni dedicate, una risposta più precisa dello sterzo e una livrea esclusiva Mustard bicolore con cofano nero. La nuova Aygo X Hybrid sarà disponibile in Europa da fine 2025. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
BMW aggiorna la gamma 2025: più autonomia per la i4, nuove dotazioni e vernici esclusive
(Adnkronos) - L’estate 2025 segna un’importante evoluzione per la gamma BMW, che si rinnova con migliorie tecniche, aggiornamenti software e dotazioni ampliate su numerosi modelli. Tra le novità di rilievo figura l’ottimizzazione dell’elettronica di potenza della BMW i4, ora dotata di semiconduttori al carburo di silicio. Questo upgrade consente una riduzione dei consumi energetici fino al 4,5% e un’autonomia incrementata fino a 22 km, in base alla configurazione. Debutta anche la nuova versione di punta della BMW i4 M60 xDrive, che raggiunge 442 kW (601 CV) e scatta da 0 a 100 km/h in soli 3,7 secondi. Tutto questo mantenendo zero emissioni locali e una guida sportiva senza compromessi. Anche la connettività compie un salto di qualità: la BMW Digital Key diventa lo standard per molti modelli, semplificando l’accesso e la condivisione della vettura via smartphone. Sarà progressivamente introdotta su quasi tutta la gamma, dalla Serie 1 alla Serie 7, fino a SUV come BMW X5, X6, X7 e XM.
Per migliorare la praticità quotidiana, diversi modelli saranno dotati di serie del kit di riparazione pneumatici o del più completo kit Plus. Al contempo, l’estensione gratuita della garanzia sulle batterie ad alta tensione fino a 8 anni o 160.000 km interesserà tutti i modelli elettrici, nuovi o usati, immatricolati dopo il 1° aprile 2025. Sul fronte estetico, nuove tinte esclusive entrano nel configuratore BMW, come il Fire Red metallizzato e il Frozen Pure Grey. Anche gli interni si arricchiscono con inediti rivestimenti e combinazioni bicolore. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
'Due di noi', al Milano Film Fest il corto sulla storia di due donne con tumore al seno
(Adnkronos) - Storie di donne che fanno i conti con un tumore. Al Cinema Anteo di Milano è stato presentato il corto 'Due di noi', docufilm fuori concorso al Milano Film Fest che vede l’attore Claudio Santamaria come direttore artistico, in programma fino all’8 giugno. Promosso da Gilead Sciences Italia con l’associazione Europa Donna Italia e prodotto da Tapelessfilm, il cortometraggio che ha per protagoniste due donne - Chiara e Teresa - dopo la diagnosi di tumore al seno metastatico con i loro progetti, le loro aspettative per il futuro, il significato diverso che assume il tempo. Le due donne, 50 e 38 anni, sono distanti geograficamente (Chiara vive a Venezia, Teresa a Salerno), ma parallele e profondamente intrecciate nella loro umanità. Entrambe convivono con un tumore al seno metastatico, una diagnosi che, solo nel 2022, ha riguardato oltre 52.000 donne e che spesso strappa ogni certezza, ogni progetto. Ma che oggi, grazie al progresso terapeutico, sta evolvendo sempre più nella dimensione della cronicità. "Io sono una persona con una malattia, non sono una persona malata - afferma Chiara nel film – e dunque vivo la malattia come una piccola parte della mia vita che curo". Raccontare queste due storie senza che la malattia ne diventasse protagonista assoluta è stata la sfida del docufilm diretto da Mattia Colombo e Davide Fois. Nove mesi di aspettativa di vita: è questa la prognosi che ho ricevuto nel 2020 quando la malattia si è ripresentata” ricorda Chiara Ruaro, protagonista di Due di Noi. "Da allora sono passati 5 anni, una laurea, una carriera e tante passioni. La vita ti mette davanti a salite molto ripide, spetta a noi decidere come affrontarle. La mia storia - che è fatta anche di paure e di momenti di sconforto, soprattutto quando aspetto i risultati degli esami - e che ho avuto la fortuna di raccontare in un modo così amplificato, spero sia di aiuto alle donne che si trovano di fronte a questo percorso. Non si può e non si deve minimizzare, ma si può e si deve prendere il tempo e riempirlo di vita, perché il presente deve essere vissuto appieno e il futuro e la scienza possono cambiare il nostro cammino". "Si chiama cancro, non possiamo evitare di chiamarlo con il suo nome" dice Teresa Giordano, l’altra protagonista di Due di noi. “Ciò che dico a me stessa quando sento di crollare è di avere coraggio. Mi dico: cadi, sprofonda, attraversa questo dolore e prova a trasformarlo. Anche a 30 anni, anche quando la vita sembra così difficile, il tempo può essere meraviglioso; negli ultimi 7 anni ho fatto cose che non avrei fatto prima. Ho talmente tanti progetti da realizzare nei prossimi anni che non basterebbe un libro per contenerli tutti; il più vicino è il mio matrimonio, con un compagno che mi ha scelto il giorno della mia prima diagnosi e non mi ha mai abbandonata". "Le storie di Chiara e Teresa sono una testimonianza preziosa", afferma Alessandra Gennari, docente di oncologia medica presso l'Università del Piemonte Orientale, Coordinatrice della Faculty sulle neoplasie della mammella di Esmo (Società europea di oncologia), direttore della Clinica Oncologica dell’ospedale universitario di Novara. Due storie che"raccontano in modo indiretto come le terapie possano incidere in modo significativo per le pazienti che ricevono una diagnosi di progressione della malattia. La ricerca è in continua evoluzione e oggi il tumore al seno metastatico, sia nelle forme più aggressive, sia nelle forme più diffuse, può contare su terapie più efficaci che riescono a dare più tempo con una migliore qualità di vita. Per noi clinici vedere affrontare un percorso così difficile con tenacia e voglia di futuro è un grande traguardo; diffondere questo messaggio con la voce delle pazienti è fondamentale". Il percorso di Chiara e Teresa non potrebbe essere lo stesso senza il supporto di una rete di donne che quotidianamente si sostengono e si aiutano. Le associazioni pazienti rappresentano un porto sicuro, dove trovare conforto, accoglienza e aiuto. Il docufilm 'Due di Noi' è realizzato grazie alla collaborazione di Europa Donna Italia, da sempre impegnata per le pazienti a fianco della comunità scientifica e delle istituzioni. "Dedichiamo un’attenzione speciale alle pazienti con tumore al seno metastatico dal 2012, quando abbiamo promosso la prima indagine dedicata a far emergere i loro bisogni", dichiara Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia. "In quel tempo il tumore metastatico era un tabù; oggi lo è molto meno, grazie anche ai progressi della ricerca che hanno permesso di dare una dimensione nuova alla fase avanzata della malattia. Una fase che porta con sé esigenze specifiche, legate non solo alla prospettiva di vita, ma anche alla particolare condizione fisica e psicologica della donna, che si trova ad affrontare scenari molto diversi rispetto a chi convive con la malattia localizzata. Nel tempo non abbiamo mai smesso di restare in ascolto delle pazienti, da questo ascolto sono emerse in particolare cinque richieste che sintetizzano i loro bisogni: le abbiamo racchiuse nel Manifesto del tumore al seno metastatico e ci siamo impegnate per portarlo sui tavoli istituzionali, avviando un’azione di advocacy che chiede alle istituzioni risposte rapide e tempestive". 'Due di Noi' è parte dell’impegno che Gilead Italia, presente nell’area dell’oncologia solida, rafforza da quattro anni. "Siamo fieri di essere riusciti in un tempo breve, quanto mai prezioso, a contribuire al miglioramento della vita di persone che affrontano una malattia oncologica metastatica, grazie a terapie che aumentano l’aspettativa di vita, garantendo che questa possa essere vissuta con qualità", afferma Carmen Piccolo, direttore medico Gilead Sciences Italia. "Il nostro impegno è costante non solo per trovare terapie sempre più innovative ed efficaci – si pensi che a oggi sono attivi 30 studi per 20 nuove potenziali indicazioni per il tumore al seno e altre tipologie di tumori solidi entro il 2030 – ma anche per garantire che l’accesso a queste terapie avvenga il più rapidamente possibile. Per questo la collaborazione con la comunità scientifica, le istituzioni e le associazioni pazienti rimane imprescindibile". "La possibilità di comunicare l’esperienza di malattia in contesti sempre più ampi oggi è una realtà e questo consente di valicare le barriere e lo stigma che ogni persona con esperienza di malattia porta con sé” afferma Gemma Saccomanni, Senior Director Public Affairs di Gilead Sciences Italia. “Essere inseriti, con Due di Noi, nella programmazione della prima edizione del Milano Film Fest è la conferma di un cambio di marcia e di una sensibilità che in questo senso stiamo contribuendo a consolidare e siamo felici che il nostro progetto sia stato accolto con favore dalla direzione artistica della manifestazione. Gilead continuerà ad ascoltare le voci delle pazienti e ad amplificarle in contesti dove la cassa di risonanza può essere forte e raggiungere un pubblico sempre più vasto". "Negli anni la filmografia non solo italiana, ma internazionale, ha prodotto film di grande risonanza che raccontano il tema della malattia. Il cinema è un canale potente per muovere sensibilità e coscienze”", afferma Claudio Santamaria, direttore Artistico del Milano Film Fest. “Al nostro battesimo non potevamo che accogliere con entusiasmo 'Due di Noi', riservando uno spazio a un messaggio così forte come quello raccontato dalle storie di Chiara e Teresa. Un messaggio di speranza, ma soprattutto di vita". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Turismo, Trainline: boom viaggi in treno per concerti Guns N’ Roses e Dua Lipa
(Adnkronos) - L’estate dei concerti è ufficialmente iniziata, e porta con sé una tendenza sempre più chiara: il treno si conferma come mezzo preferito per raggiungere i principali eventi musicali live, in un'ottica sempre più sostenibile. I dati raccolti da Trainline, app leader in Europa per la prenotazione di treni e pullman, e che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare, evidenziano un significativo aumento del traffico ferroviario in occasione di due tra i concerti più attesi del mese: Guns N’ Roses a Firenze e Dua Lipa a Milano, a conferma del legame crescente tra intrattenimento dal vivo, trasporti sostenibili e turismo musicale. La leggendaria band americana si è esibirà in Italia per un’unica data, il 12 giugno, alla Visarno Arena, nell’ambito del Firenze Rocks Festival. L’effetto concerto si è fatto sentire anche nei numeri della mobilità: tra l’11 e il 13 giugno, i viaggi in treno verso Firenze sono aumentati del 22% rispetto a quattro settimane prima (su base comparabile). Le tratte che hanno registrato i maggiori aumenti includono: Verona – Firenze: +150%; Milano – Firenze: +31%; Venezia – Firenze: +31%; Napoli – Firenze: +28%; Roma – Firenze: +6%. E con Dua Lipa a Milano il traffico ferroviario è in crescita fino al +300%. La popstar internazionale infiammerà il palco di Milano nei giorni 6-8 giugno. Anche in questo caso, il concerto ha generato un netto aumento dei flussi ferroviari, in particolare da città lombarde, liguri, dell’Adriatico e persino dalla Svizzera. Ecco le tratte con gli aumenti più significativi rispetto al periodo di confronto 14–16 marzo: La Spezia – Milano: +300%; Varenna-Esino – Milano: +261%; Como – Milano: +252%; Lugano (CH) – Milano: +185%; Trieste – Milano: +195%; Rimini – Milano: +129%; Ventimiglia – Milano: +108%. Quindi un fenomeno in crescita quello del turismo musicale sostenibile. Secondo Andrea Saviane, country manager Italy di Trainline, "i dati Trainline mostrano come i concerti si stiano trasformando in veri catalizzatori di viaggi in treno, dove lo spostamento diventa parte integrante dell’esperienza. La musica dal vivo non solo unisce le persone sotto un palco, ma le spinge anche verso modalità di viaggio più intelligenti, sostenibili e consapevoli”. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Referendum, il giuslavorista: "Quesito su Jobs act è inutile, già smantellato da Consulta"
(Adnkronos) -
Il referendum sul Jobs Act? Di nessuna utilità, perchè il provvedimento varato dall'allora governo Renzi è stato già 'smantellato' nei suoi aspetti più innovativi dalle sentenze della Corte Costituzionale. Ne è convinto il giuslavorista Luca Failla, avvocato dello studio Failla&Partners, come spiega ad Adnkronos/Labitalia. "All’esito degli interventi della Corte Costituzionale, da ultimo in particolare grazie alle sentenze cosiddette gemelle 128 e 129 del 2024 - si può dire senza tema di smentita che il regime prevalentemente 'indennitario' anziche reintegratorio all’epoca introdotto dal Jobs Act di fatto sia stato integralmente smantellato, annullandosi così ogni differenza fra tale disciplina e quella prevista dalla previgente disciplina della Legge Fornero", sottolinea il giuslavorista. Secondo Failla, "alla luce della giurisprudenza costituzionale, che ha già inciso pesantemente sull’impianto originario del cosiddetto contratto a tutele crescenti, è lecito interrogarsi sull'effettiva utilità e impatto dell'iniziativa referendaria, a mio avviso pressoché nulla". Per il giuslavorista, "l’iniziativa referendaria mantiene certamente un valore politico e simbolico, soprattutto a mio avviso con riferimento agli altri quesiti proposti, ma appare limitato nella sua portata applicativa con riferimento al primo quesito dell’abrogazione del Jobs Act. "E infatti - ribadisce - le differenze ormai colmate, ad opera della giurisprudenza costituzionale, in tema di reintegrazione fra la disciplina Fornero e quella del cosiddetto contratto a tutele crescenti oggetto del primo quesito rendono di fatto di alcuna concreta utilità la abrogazione di quest’ultima anche in caso di esito positivo del referendum, se non addirittura peggiorando la misura massima dell’indennizzo che da trentasei scenderebbe a ventiquattro mensilità anche per i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015", sottolinea. Secondo Failla, è necessario quindi guardare al futuro. "La parabola del Jobs Act -sottolinea- sembra oggi segnata da una profonda revisione operata dai giudici, più che dal legislatore. In questo scenario, è auspicabile una riforma sistemica e complessiva della disciplina del licenziamento, che aggiorni soglie, criteri e tutele alla luce delle trasformazioni del lavoro e del sistema produttivo, magari andando ad integrare il criterio semplicemente numerico della soglia dei 15 dipendenti, come da più parti richiesto e come anche rilevato dalla Corte Costituzionale". "A prescindere dalla questione relativa al raggiungimento del quorum o meno, in relazione al quesito referendario relativo al Jobs Act, l’abrogazione di singole disposizioni di legge senza una contestuale riformulazione organica del quadro normativo -sottolinea il giuslavorista- rischia di produrre vuoti regolativi ed ulteriore confusione applicativa che necessiterebbe a quel punto l’iniziativa del legislatore. Tuttavia, più che un ulteriore intervento normativo oggi si avverte l’esigenza di una revisione sistemica e coerente della integrale disciplina dei licenziamenti, che tenga conto delle trasformazioni del mercato del lavoro e dell’evoluzione del sistema produttivo italiano". "Senza un intervento legislativo razionale e complessivo, si continuerà infatti a demandare alla giurisprudenza, costituzionale e ordinaria, il compito di colmare lacune normative, esponendo il sistema a incertezze e disomogeneità interpretative", conclude. ---lavoro/normewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Rosario De Luca: "Registro autorizzati adempimenti sia gestito da ordine consulenti lavoro"
(Adnkronos) - "Il Consiglio nazionale ha come obiettivo quello di rafforzare anche di più l'ordinamento, noi siamo una categoria molto forte da tutti i punti di vista, però credo che il fatto che negli ultimi vent'anni abbiamo avuto una serie di 'esclusive' previste da tante norme che si sono succedute ci mette nelle condizioni di creare un ordinamento più completo. Abbiamo, quindi, deciso come ufficio di presidenza e ne discuteremo alla prossima riunione di Consiglio nazionale, di avviare una rivisitazione della nostra legge istitutiva". A dirlo Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro. "Si è creato - avverte - un varco insormontabile fra i consulenti di lavoro abilitati e gli autorizzati e, quindi, penso che il registro degli autorizzati agli adempimenti possa essere gestito dall'Ordine dei consulenti del lavoro. C'è un tema di vigilanza sull'esercizio abusivo della professione che è un bene che va protetto e un comportamento illecito invece che va contrastato. Questo è il nostro impegno, prendendo esempio quello che è successo nel 2006 quando il registro dei revisori è stato dato in gestione al Consiglio nazionale dell'ordine dei commercialisti". ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
L’eleganza del design italiano protagonista al BMW Museum con “Belle Macchine”
(Adnkronos) - Dal 7 giugno il BMW Museum di Monaco apre le porte a un’affascinante esposizione intitolata “Belle Macchine. Il design automobilistico italiano in BMW”. Un omaggio alla raffinata estetica italiana che, fin dagli anni Trenta, ha lasciato un segno profondo nell’identità stilistica del marchio bavarese. La mostra mette in luce l’impatto dei maestri del design italiano, da Giorgetto Giugiaro a Giovanni Michelotti, fino a Marcello Gandini, attraverso una selezione di 23 vetture iconiche, disegni originali e prototipi rari. BMW riconosce in queste collaborazioni non solo un’ispirazione estetica, ma una chiave per comprendere l’evoluzione delle sue forme. Il percorso espositivo si sviluppa su cinque livelli dell’iconica struttura “Bowl”, partendo da esempi di eccellenza nel fashion e nel product design italiano per poi concentrarsi sull’automotive. Tra i modelli esposti, spiccano la concept car BMW Garmisch di Gandini, la BMW 1800 TI/SA, la BMW 3000 V8 “Glaserati”, la BMW Nazca M12 e l’elegante Pininfarina Gran Lusso Coupé.
Ogni sezione è costruita come un viaggio immersivo nella storia, culminando con una visione del futuro attraverso modelli come la BMW Vision Neue Klasse e la BMW M1 Hommage. L’allestimento si completa con una spettacolare proiezione a 360° dedicata all’artista italiano Giorgio de Chirico, che visse proprio a Monaco. Con “
Belle Macchine”
, BMW celebra la sinergia tra creatività italiana e ingegneria tedesca, tracciando un filo conduttore che unisce tradizione e avanguardia nel panorama del design automobilistico globale. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
FIAT Grande Panda 4x4: il concept che unisce passato e futuro
(Adnkronos) -
FIAT presenta una nuova visione di libertà su quattro ruote con il concept della Grande Panda 4x4, evoluzione audace di un modello che ha segnato un’epoca. Il prototipo segna l’inizio di un nuovo percorso per il marchio torinese, rievocando l’iconico spirito della Panda originale e proiettandolo nel presente, tra innovazione tecnica e attenzione alla sostenibilità. Nel 1983 nacque un’auto capace di sorprendere per la sua semplicità e genialità: la Panda 4x4, destinata a conquistare generazioni con il suo carattere inconfondibile. Capace di destreggiarsi tra asfalto cittadino e sentieri sterrati, univa compattezza, versatilità e trazione integrale, diventando subito un riferimento tra le piccole tuttofare. Svelato durante il Media Drive della Grande Panda Hybrid, il nuovo concept reinterpreta lo spirito dell’antesignana unendo stile e soluzioni all’avanguardia. L’approccio progettuale mette in primo piano un asse posteriore elettrificato, pensato per garantire trazione intelligente e prestazioni adatte a ogni scenario di guida, dalla città alla montagna. Un passo deciso verso una mobilità più responsabile, senza sacrificare lo spirito pratico e dinamico che ha reso celebre questo modello. Il design punta su linee decise e proporzioni moderne, senza rinunciare ai richiami emotivi del passato. Il rosso bordeaux della carrozzeria, profondo e materico, incontra inserti beige che evocano l'estetica della storica 4x4. Sul tetto, due fari supplementari rafforzano l’identità off-road del veicolo e anticipano possibili personalizzazioni. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Opel Astra OPC: 25 anni di passione sportiva
(Adnkronos) - Nel 1999, appena due anni dopo la nascita dell’Opel Performance Center (OPC), il marchio tedesco presentava una berlina compatta destinata a segnare un’epoca: la prima Opel Astra OPC. Nata più per esigenze regolamentari che per strategia commerciale, questa sportiva fu prodotta in 3.000 esemplari, andati esauriti in soli quattro mesi. In realtà, l’obiettivo iniziale della Opel Astra OPC era soddisfare i requisiti tecnici della federazione sportiva tedesca, che imponevano una produzione minima di 2.500 unità per ottenere l’omologazione alle competizioni. La base scelta fu la Astra-G tre porte, da cui prese vita una vettura equipaggiata con un motore 2.0 litri ECOTEC aspirato da 160 bhp (162 CV), assetto ribassato, impianto frenante maggiorato e aerodinamica dedicata. Con un'accelerazione 0-100 km/h in 8,2 secondi e una velocità massima di 220 km/h, si impose anche per l’eccellente rapporto prezzo/prestazioni, proposta a poco più di 19.000 euro. Nel 2002 arrivò una svolta decisiva: l’introduzione del turbocompressore aumentò la potenza a 200 bhp (203 CV), facendo della nuova Astra OPC una delle compatte più rapide della sua categoria, capace di toccare i 230 km/h. Questa evoluzione fu seguita da varianti ancora più audaci. Tra il 2001 e il 2002 furono infatti presentate anche una versione Station Wagon e la sorprendente Opel Zafira OPC, entrambe con il 2.0 turbo da 240 bhp (243 CV). Quest’ultima si guadagnò l’appellativo di “monovolume sportiva”, raggiungendo i 231 km/h e vendendo oltre 12.000 unità, compresa una speciale versione GPL sviluppata da Opel Italia.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Syngenta, con InterraScan più produttività agricola e consumo d'acqua ridotto
(Adnkronos) - Numeri che parlano di sostenibilità, innovazione e risultati concreti: è questo il contributo che Syngenta racconta oggi, in occasione della Giornata mondiale dell'Ambiente. L'azienda, attraverso le proprie 'sustainability priorities', trasforma l'impegno ambientale in benefici misurabili, sia nelle attività agricole sia presso la propria supply chain. Le tecnologie digitali stanno trasformando l'agricoltura italiana. InterraScan, la soluzione che analizza la struttura del suolo e permette di aumentare la produttività agricola fino al 10% e ridurre il consumo d’acqua fino al 30%, ha già mappato in modo dettagliato migliaia di ettari di terreno agricolo nel nostro Paese. Questi risultati confermano il ruolo pionieristico dell'Italia nell'adozione di soluzioni agricole digitali. L'impegno dell'azienda si concretizza attraverso ulteriori iniziative innovative: la piattaforma Cropwise per l'ottimizzazione delle risorse naturali che in Italia conta circa 80mila ettari, l'Interra Farm Network per la diffusione di pratiche rigenerative, e le soluzioni biologicals per potenziare la resilienza delle colture e migliorare la qualità del suolo. L'impegno di Syngenta si estende oltre il campo. Uno studio condotto dal Dipartimento di Ingegneria gestionale del Politecnico di Milano per conto dell’azienda ha evidenziato, infatti, come l'ottimizzazione della sua supply chain possa generare benefici ambientali significativi: l'ottimizzazione dei carichi può ridurre le emissioni fino al 50%, mentre il potenziamento del trasporto intermodale permette un abbattimento del 22%. "I risultati del nostro impegno verso un’agricoltura più sostenibile oggi dimostrano come il raggiungerla non sia solo un obiettivo sulla carta, ma una realtà misurabile e concreta -commenta l'amministratore delegato di Syngenta Italia, Massimo Scaglia-. Attraverso le nostre sustainability priorities, stiamo dimostrando che è possibile coniugare rispetto dell'ambiente ed efficienza produttiva. Dal campo alla supply chain, l'innovazione tecnologica sta generando benefici tangibili per gli agricoltori, per l'ambiente e per l'intera filiera agroalimentare. Questi dati confermano che l'agricoltura può giocare un ruolo attivo nel contrastare il cambiamento climatico e rigenerare il Pianeta". ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










