Safety expo, l'Intelligenza artificiale è la leva strategica per il futuro del settore della prevenzione incendi

(Adnkronos) - L’Intelligenza artificiale come leva strategica per il futuro del settore della prevenzione incendi. Questo uno dei temi centrali della seconda giornata di Safety expo prevenzione incendi in corso a Bergamo. La transizione digitale, favorita dai progressi tecnologici e dall’adozione di approcci innovativi, offre ai progettisti strumenti sempre più sofisticati per ottimizzare la sicurezza antincendi. In questo contesto, l’Intelligenza artificiale si sta affermando come tecnologia abilitante capace di trasformare processi e metodologie. Parallelamente, è emerso con forza un punto cruciale: l’Intelligenza artificiale apre opportunità straordinarie, ma comporta anche il rischio di una semplificazione eccessiva, che richiede un approccio consapevole e attento. Come ha spiegato Maddalena Rostagno, coordinatore task group generative AI-FA1 European material modelling council e leader WG innovation construction Iam-I (EC platform): “Le potenzialità dell’intelligenza artificiale nella prevenzione degli incendi sono straordinarie, soprattutto sul fronte delle analisi predittive basate su deep learning e machine learning. Oggi, grazie a calcolatori molto più potenti rispetto al passato, è possibile elaborare milioni di dati, combinare variabili non lineari e arrivare a previsioni sempre più ampie e precise, anche su processi naturali estremamente complessi. E' qui che possiamo compiere un vero salto in avanti”. Ma a queste grandi opportunità si affiancano anche rischi e criticità, come il pericolo di semplificare troppo l’approccio all’Ia e di non costruire basi adeguate per la sua applicazione. “Allo stesso tempo - ha precisato Maddalena Rostagno - dobbiamo muoverci con grande cautela. Esiste infatti un rischio concreto di investire male: spesso si cerca di implementare algoritmi per processi che non hanno realmente bisogno di essere migliorati con l’Ia. A volte la soluzione non è un modello predittivo, ma un rafforzamento del capitale umano - ad esempio più competenze specialistiche - che può portare risultati molto più concreti. Prima di applicare l’intelligenza artificiale, è indispensabile un’analisi strutturale dell’azienda: capire dove ci sono dati utilizzabili, valutare se un algoritmo può realmente migliorare quel processo o se servono invece altri interventi organizzativi. Il problema di fondo è che la trasformazione digitale non è ancora sufficiente. Molte aziende non hanno abbastanza dati o non hanno ancora sviluppato una vera cultura del dato. Le informazioni sono disperse in archivi cartacei, computer e cartelline non classificate: manca una strutturazione interna che permetta di rendere i processi leggibili e utilizzabili da un punto di vista analitico”. Un’accelerazione forzata sarebbe quindi controproducente. “Su tutto questo - sottolinea l’esperta - pesa una spinta mediatica fortissima che porta a pensare di dover adottare l’intelligenza artificiale a tutti i costi. Ma non è così: senza fondamenta solide - digitalizzazione, raccolta e classificazione dei dati, cultura organizzativa - nessun progetto può funzionare davvero. Lo confermano anche i dati del Mit, secondo cui oltre il 90% dei progetti di Ia avviati a livello globale fallisce proprio per la mancanza di basi adeguate. A complicare il quadro c’è poi l’impatto della cosiddetta Ia generativa, che ha accorciato le distanze percepite dalle aziende, facendo sembrare che basti usare un chatbot o uno strumento generativo per ‘fare intelligenza artificiale’. In realtà, questi strumenti automatizzano soprattutto task semplici o amministrativi, mentre la vera rivoluzione è altrove: nelle analisi predittive, che possono trasformare davvero i processi e aiutare a prevenire rischi e criticità”. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Carburanti, Idrogeno rinnovabile: a Porto Marghera al via lavori per stazione rifornimento

(Adnkronos) - Eni e Agsm Aim Power, soci paritari della società in joint venture Green Hydrogen Venezia, annunciano in una nota congiunta l’avvio dei cantieri a Porto Marghera (Venezia) per la realizzazione dell’impianto di produzione di idrogeno rinnovabile a servizio dei 94 autobus a idrogeno di Avm (Azienda Veneziana della Mobilità, che gestisce operativamente il servizio tramite la società Actv) per il trasporto pubblico urbano del Comune di Venezia.  Il progetto, che prevede un investimento di oltre 50 milioni di euro, ha recentemente ottenuto le autorizzazioni e il cantiere è già operativo per la realizzazione dell’impianto di produzione da 8 MW, che sarà collegato tramite idrogenodotto alla stazione per il rifornimento degli autobus - si legge - La stazione sarà realizzata in via dei Petroli a Porto Marghera da Enilive, società di Eni per la mobilità sostenibile, e include anche ulteriori servizi, tra cui un parcheggio per gli autobus, un’officina, un punto per il lavaggio dei bus e un parcheggio a servizio degli autisti.  La capacità produttiva della nuova stazione sarà di circa 1700 kg/giorno e la conclusione dei lavori è prevista entro l’estate 2026. Eni ha inaugurato nel giugno 2022 a Mestre (Venezia) la prima stazione in Italia per il rifornimento di idrogeno per la mobilità su strada, in ambito urbano e aperta al pubblico. L’impianto, gestito da Enilive, è dotato di due punti di erogazione, con una potenzialità di oltre 100 kg/giorno, in grado di caricare autoveicoli e autobus. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ia, l'esperta: "Con ddl cambia il codice penale e si rafforza la tutela alla persona"

(Adnkronos) - Approvata la legge quadro sull’intelligenza artificiale, cambia il codice penale e si rafforza la tutela alla persona. A spiegarlo, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, l'avvocata Lilla Laperuta, esperta di Diritto del lavoro e contratti pubblici. "La rivoluzione informatica - afferma - che, a partire dal secondo Novecento, ha dilatato in maniera esponenziale l’impiego di strumenti digitali nella quotidianità, unitamente all’evoluzione tecnologica per effetto della quale oggi le ‘macchine’ dispongono ormai di margini di auto-apprendimento, auto-organizzazione e auto-decisione, deve necessariamente rispondere alla domanda posta dalla società civile di assicurare la tutela dei diritti e delle libertà delle persone. Al riguardo Stefano Rodotà si domandava se, 'nel mondo divenuto globale e segnato dalle innovazioni scientifiche e tecnologiche', il principio di dignità è ancora un viatico. Ed invero, in tale direzione, l’Unione europea ha approntato strumenti regolatori su più ambiti caratterizzati dalla digitalizzazione, quali la protezione dei dati personali, i diritti sui dati e contenuti digitali, la responsabilità dei fornitori di servizi digitali, la concorrenza dei mercati digitali, il commercio elettronico. Con specifico riguardo all’intelligenza artificiale, al fine di garantirne un utilizzo 'corretto, trasparente e responsabile, e in una dimensione antropocentrica', rileva il regolamento UE 2024/1689 del Parlamento e del Consiglio del 13 giugno 2024, che 'stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale' cosiddetta Ai Act".  "Adesso - sottolinea - nell’intento di promuovere un approccio trasparente e rispettoso dei diritti fondamentali al Regolamento (UE) 2024/1689, si affianca la neonata legge quadro, approvata in via definitiva ieri, quale fonte regolatoria nazionale in materia di principi e governance dei sistemi d’intelligenza artificiale. Quanto ai rapporti con l’AI Act, secondo i principi stabiliti dalla Corte di giustizia dell’Unione europea e dalla stessa Corte costituzionale italiana (a partire, riguardo a quest’ultima, dalla sentenza cosiddetta Granital, n. 170 del 1984), viene chiarito il regolamento europeo ha preminenza sulla legge italiana. Quest’ultima, pertanto, si intende rivolta agli aspetti tipici della realtà socio-economica nazionale e ai profili non espressamente coperti dalla normativa unionale e a quelli che la medesima rimette proprio alla disciplina dei singoli Stati membri".  Si legge all’articolo 3: 'L’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale non deve recare pregiudizio allo svolgimento con metodo democratico della vita istituzionale e politica'. "A questo riguardo nel corso dell’esame alla Camera - precisa - è stata aggiunta la previsione che l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale non debba altresì pregiudicare la libertà del dibattito democratico da interferenze illecite, da chiunque provocate, tutelando gli interessi della sovranità dello Stato nonché i diritti fondamentali di ogni cittadino riconosciuti dall’ordinamento nazionale ed europeo'. L’Agenzia per l’Italia digitale (AgID) e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) sono designate, all’articolo 20, quali autorità nazionali per l’intelligenza artificiale: esse sono, dunque, responsabili di garantire l’applicazione e l’attuazione della P6 normativa nazionale ed unionale.  "Il Capo V - analizza l'esperta rubricato 'Disposizioni penali' prevede all’articolo 26 una serie di modifiche al codice penale. In primo luogo viene integrato l’art. 61, primo comma, c.p. in materia di circostanze aggravanti comuni, prevedendosi ora tra le predette aggravanti l’aver commesso il fatto mediante sistemi di intelligenza artificiali quando: gli stessi, per la loro natura o le modalità di utilizzo, abbiano costituito mezzo insidioso; il loro impiego abbia comunque ostacolato la pubblica o privata difesa; il loro impiego abbia aggravato le conseguenze del reato.  "Si ricorda - chiarisce - che l’art. 61, primo comma, c.p. prevede, tra l’altro, le aggravanti dell’aver profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa (n. 5) e dell’aver aggravato o tentato di aggravare le conseguenze del delitto (n. 8). L’aggravante di cui la norma in commento si applica ai casi in cui l’ostacolo alla pubblica o privata difesa o l’aggravamento delle conseguenze del reato derivino dall’impiego di sistemi di intelligenza artificiale. Si prevede, ancora, l’introduzione di una circostanza aggravante del delitto di attentati contro i diritti politici del cittadino di cui all’art. 294 c.p. L’art. 294 c.p. nel testo vigente punisce con la reclusione da uno a cinque anni chiunque con violenza, minaccia o inganno impedisce in tutto o in parte l’esercizio di un diritto politico, ovvero determina taluno a esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà. Nello specifico, la novella introduce un comma aggiuntivo all’art. 294 c.p. volto a prevedere una circostanza aggravante a effetto speciale ai sensi della quale si prevede la reclusione da due a sei anni se l’inganno è posto in essere mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale". "Infine - continua l'avvocata Lilla Laperuta - s'introduce nel codice penale l’art. 612-quater, volto a prevedere il nuovo reato di 'Illecita diffusione di contenuti generati o manipolati con sistemi di intelligenza artificiale', nell’ambito del titolo XII (Delitti contro la persona), capo III (Delitti contro la libertà individuale), sezione III (Delitti contro la libertà morale). Il nuovo art. 612-quater c.p. punisce con la reclusione da 1 a 5 anni chiunque cagioni un danno ingiusto ad una persona cedendo, pubblicando o diffondendo, senza il suo consenso, immagini, video o voci falsificati o alterati mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale e idonei a trarre in inganno sulla loro genuinità. Secondo quanto riportato dalla relazione illustrativa attraverso la disposizione in commento si vuole offrire una tutela rafforzata della persona, incentrando 'l’offensività della condotta sul pregiudizio all’autodeterminazione ed al pieno svolgimento della personalità, circostanza confermata anche dalla collocazione sistematica della disposizione fra i delitti contro la persona e, segnatamente contro la libertà morale'. Il delitto, inoltre, è punibile a querela, ma si procede d’ufficio se il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio ovvero se il fatto è commesso nei confronti di persona incapace, per età o infermità, o nei confronti di una pubblica autorità a causa delle funzioni esercitate". ---lavoro/normewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sprint room-l'innovazione amica delle persone', l'Intelligenza artificiale non spaventa purché regolata e orientata al bene comune

(Adnkronos) - "L'Intelligenza artificiale non spaventa gli italiani, purché sia regolata e orientata al bene comune". E' quanto emerso da Sprint room - l'innovazione amica delle persone', l'evento organizzato oggi alla Camera dei Deputati da Sprint-Italia con il patrocinio di Unione nazionale consumatori, nell’ambito della Rome Future Week. Il convegno ha rappresentato un dialogo strutturato tra diversi stakeholder dell'innovazione.  Nel primo panel si sono confrontati esperti e ricercatori, molto attivi anche sui social network con la loro attività di divulgazione: Gianni Bientinesi (presidente business Intelligence Group), Fjona Cakalli (tech reporter e conduttrice tv), Jacopo Ierussi (presidente Assoinfluencer), Antonio Palmieri (Presidente Fondazione Pensiero Solido), Stefano Rossi (Psicopedagogista, scrittore e divulgatore), Valerio Rosso (medico-chirurgo, psichiatra e psicoterapeuta). Per poi passare la parola ad alcune delle aziende che contribuiscono a creare innovazione nel nostro Paese e che hanno raccontato esempi concreti di innovazione responsabile e alto impatto sociale: Anastasia Buda (Samsung), Cristina Camilli (Coca Cola), Filippo De Caterina (L'Oréal Italia), Luana Lavecchia(TikTok), Michele Rillo (iliad), Eugenio Serra (Meta Italia), Mattia Tarelli (Google). Il messaggio centrale emerso dall'evento è che l'innovazione tecnologica non può essere sviluppata senza considerare l'impatto sui diritti e il benessere dei cittadini. "L'innovazione - ha sottolineato Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori - deve servire davvero ai cittadini e non solo al business. E' necessario un cambio di paradigma che riconosca una responsabilità condivisa tra istituzioni, aziende tecnologiche e società civile". L'Osservatorio RI-Generazione, curato da Business intelligence group, partner di Sprint, è stato presentato durante l'evento, fornendo una fotografia inedita del rapporto degli italiani con l'innovazione tecnologica. La ricerca, condotta su oltre 1.000 intervistati rappresentativi della popolazione italiana adulta, ha evidenziato alcuni dati. Il 63% degli italiani ritiene che l'innovazione possa favorire una società più giusta e inclusiva, con percentuali ancora più alte tra i giovani (media 3.00 su 4 per i 18-24enni) e i residenti del Sud (2.87 vs media nazionale 2.71). Il 74% si dichiara favorevole all'intelligenza artificiale quando applicata ad ambiti specifici, con particolare fiducia verso diagnosi medica (30%) e tutela ambientale (26%). Solo il 26% teme la perdita del lavoro a causa dell'automazione - un dato molto inferiore alle aspettative comuni. Le vere preoccupazioni riguardano l'uso improprio dei dati personali (44%), la disinformazione (38%) e la mancanza di regole chiare (37%) Emerge, inoltre, che solo il 26% degli intervistati dichiara di non fidarsi completamente dell'Ia 'in nessun caso' - principalmente persone over 65, con basso livello di istruzione e che vivono sole - mentre la maggioranza mostra una 'fiducia condizionata' legata ai benefici tangibili. L'evento 'Sprint room' segna una nuova tappa nel percorso verso un'innovazione più responsabile e inclusiva. "Questo - ha commentato Massimiliano Dona - è un passo in avanti verso un nuovo paradigma di sviluppo tecnologico basato sul dialogo costruttivo tra tutti gli stakeholder. Continueremo a lavorare per trasformare questa visione in realtà concrete a beneficio di tutti i cittadini." Sprint Room è stato organizzato nell'ambito della Rome Future Week, con il patrocinio dell'Unione nazionale consumatori e la partecipazione di Coca Cola, Google, iliad, L'Oréal Italia, Meta, Samsung Electronics Italia e TikTok. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Rifiuti nei parchi urbani, quattro ogni metro quadrato

(Adnkronos) - Nel 2025 sono stati 24.260 i rifiuti raccolti e catalogati dai volontari di Legambiente in 49 parchi urbani distribuiti in 20 città italiane, da Milano a Firenze, da Napoli a Potenza, passando per Perugia, Terracina (LT), Bologna e Udine. La densità dei rifiuti è significativa: quattro oggetti dispersi ogni metro quadrato monitorato. A dominare la classifica dei rifiuti più frequenti sono i mozziconi di sigaretta, con 10.472 pezzi raccolti, pari a 161 ogni 100 metri quadrati. La plastica rappresenta il 64,3% del totale dei rifiuti monitorati. Lo mette in evidenza la nuova indagine Park Litter di Legambiente, diffusa in occasione della 33esima edizione di 'Puliamo il Mondo' (puliamoilmondo.it), la storica campagna di volontariato dell’associazione ambientalista in programma da venerdì 19 a domenica 21 settembre con migliaia di iniziative da Nord a Sud del Paese all’insegna del motto: 'Chi lo ama, lo protegge'.  “Prendersi cura dell’ambiente è un gesto semplice che può generare un grande cambiamento. Ogni azione, anche piccola, ispira altri, rafforza il senso di comunità e diffonde una cultura del rispetto e della responsabilità. Con Puliamo il Mondo mettiamo insieme la conoscenza con l'azione, attraverso la citizen science per monitorare i rifiuti dispersi nell'ambiente e le iniziative di volontariato per raccoglierli. Oggi ciascuno di noi può e deve fare la propria parte per proteggere le aree pubbliche comuni, tutelarle e costruire un futuro sostenibile e di pace, grazie al volontariato”, dichiara il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani.  Tornando ai dati, in 38 dei 65 transetti (aree campione da 100 metri quadrati) utilizzati per l’indagine, sono state osservate zone di accumulo, soprattutto vicino a panchine e tavoli. I problemi - segnala Legambiente - riguardano anche la dotazione di cestini: solo in 28 transetti su 65 sono presenti contenitori con chiusura antivento, e in 27 dei 60 transetti dove i cestini sono presenti, essi risultano predisposti per la raccolta differenziata.  C’è un dato su cui Legambiente richiama particolare attenzione, perché direttamente legato all'inquinamento dei nostri mari: in 48 dei 65 transetti monitorati (73,8%) sono stati rilevati canali di scolo e tombini. "Queste infrastrutture, spesso parte di sistemi fognari collegati a corsi d’acqua o canali che sfociano in mare, possono diventare vie dirette di trasporto dei rifiuti verso l’ambiente marino, soprattutto in casi di cattiva gestione dei rifiuti urbani", rimarca l'associazione.  Se i rifiuti in materiale plastico, compresi i mozziconi di sigaretta, si pongono in cima alla classifica dei rifiuti più rinvenuti, subito dopo, al secondo posto, si collocano i prodotti in carta e cartone: con 2.659 pezzi raccolti, rappresentano l’11% del totale. Seguono 2.204 rifiuti in metallo (9,1%), 1.728 in vetro e ceramica (7,1%) e 1.309 in gomma (4,3%). A chiudere, con il 4%, sono gli scarti in materiale organico, legno trattato, tessili, bioplastica, materiali misti e Raee.  Infine, un focus specifico dell’indagine è dedicato alla Direttiva europea Sup (Single Use Plastics): nonostante la sua entrata in vigore in Italia nel 2022, la maggior parte dei rifiuti raccolti appartiene ancora alle categorie di prodotti da essa regolamentati, rappresentando il 51,1% del totale monitorato. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Unionbirrai, trionfo all'European beer star di Monaco di Baviera segno di una filiera matura

(Adnkronos) - L'Italia torna protagonista sulla scena internazionale della birra artigianale grazie ai prestigiosi riconoscimenti ottenuti all’European beer star 2025, una delle più importanti competizioni brassicole al mondo. Nel corso della cerimonia di premiazione svoltasi mercoledì a Drinktec a Monaco di Baviera, i birrifici italiani hanno conquistato ben 37 medaglie in diverse categorie, confermando l’eccezionale livello qualitativo raggiunto dalla produzione nazionale. Protagonista assoluto è stato il birrificio 50&50, già vincitore come 'Birrificio dell’anno' a Birra dell’anno 2025, concorso nazionale organizzato da Unionbirrai, che si è distinto anche all'European beer star con 5 medaglie, tra cui l’oro nella categoria New-Style Lager con Slo MO e l’oro nella categoria Flavoured o Pastry Stout con OX&Donkey. Molti i birrifici artigianali italiani che hanno visto premiate le proprie birre: MC77, Birra Perugia, Birrificio Lambrate, Bozner Weisse, Birrificio Manerba, Giustospirito, Birrificio del Forte, Birra 100Venti, Birrificio WAR, Pintalpina, Biren, Elvo Brewery, Birra Puddu, Beha e Mastri Birrai Umbri, tra gli altri. “Siamo orgogliosi - dichiara Simone Monetti, segretario generale di Unionbirrai, associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti italiani - dei nostri birrifici: questi premi confermano come la birra artigianale italiana sia ormai un punto di riferimento riconosciuto anche a livello internazionale. I risultati ottenuti all’European beer star 2025 testimoniano l’alto livello qualitativo, la creatività e l’identità unica della nostra produzione. Complimenti a 50&50 per l’ennesima conferma di eccellenza dopo il successo a Birra dell’anno, ma anche a tutti gli altri birrifici artigianali che con passione portano alto il nome dell’Italia brassicola nel mondo”.  Con 72 categorie in gara e un panel internazionale di degustatori composto da esperti di oltre 30 Paesi, l'European beer star si conferma una vera e propria 'Champions League' della birra, e il risultato ottenuto dai birrifici italiani è la dimostrazione di un comparto in piena crescita, capace di competere e vincere anche nei contesti più esigenti. Unionbirrai continuerà a supportare la crescita del comparto e a valorizzare i successi di una filiera che unisce artigianalità, innovazione e cultura del bere consapevole.  ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


'Le avventure di Orso e Pulcina', un libro per i diritti dei malati oncologici

(Adnkronos) - Martedì 23 settembre, alle 11 a Palazzo Montecitorio (Sala della Regina), è in programma l'incontro 'I Diritti dei malati oncologici - presentazione del libro illustrato Le avventure di Orso e Pulcina', su iniziativa dell'onorevole Valentina Barzotti in collaborazione con Ail - Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma. Un convegno in memoria di Valentina Lunardi, giovane logopedista pediatrica la cui testimonianza di vita continua a rappresentare "un esempio di forza, sorriso e impegno civile", sottolinea l'Ail. Un momento di confronto istituzionale, tecnico e umano per riflettere su cura, dignità, lavoro e qualità della vita delle persone. Nel corso dell'evento sarà presentato il libro per bambini 'Le avventure di Orso e Pulcina', un'opera che "non è solo memoria personale, ma anche messaggio civile e politico: trasformare il dolore individuale in stimolo collettivo".  Il convegno - riporta una nota - vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo associativo e della comunità che ha accompagnato la vita di Valentina. Aprirà i lavori il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, seguiranno gli interventi dei familiari, degli amici e del presidente nazionale Ail, Giuseppe Toro. Successivamente un dibattito con alcuni esponenti politici, moderato da Massimo Maria Amorosini, 'Fortune Italia'.  "Valentina era la regina dei sorrisi - afferma l'onorevole Barzotti - e con il suo esempio ci insegna che anche di fronte alla sofferenza si può continuare a creare valore per sé e per gli altri. Il nostro compito, come istituzioni, è trasformare questo insegnamento in azioni concrete a sostegno dei pazienti oncologici e delle persone fragili". "La missione di Ail - dichiara il presidente Toro - è sostenere la ricerca scientifica e assistere i pazienti e le loro famiglie accompagnandoli in tutte le fasi della malattia, sostenendo con determinazione la difesa dei diritti dei pazienti oncoematologici per informare e sensibilizzare l'opinione pubblica alla lotta contro i tumori del sangue e alla loro conoscenza".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


RemTech Expo: riconosciuto ai geologi ruolo strategico per l'Italia

(Adnkronos) - In occasione della XIX edizione di RemTech Expo, l’appuntamento si è confermato una piattaforma centrale per il settore tecnologico ambientale. L’evento ha fornito l'occasione per mettere in luce e ribadire il ruolo fondamentale dei geologi, professionisti capaci di interpretare la complessità del suolo e del sottosuolo per la sicurezza e lo sviluppo del Paese. La presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha sottolineato la crescente attenzione istituzionale verso le competenze di questa categoria professionale.   L'evento, organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi, ha visto la partecipazione del Sottosegretario Alessandro Morelli e dell'On. Jacopo Morrone, in un dibattito incentrato sulle attività di rilevamento, analisi e gestione dei rischi geo-ambientali. È stato ribadito che il ruolo tecnico-scientifico dei geologi è cruciale non solo nella prevenzione e mitigazione dei rischi naturali, ma anche nella gestione delle georisorse, essenziali per la crescita economica dell’Italia. Gli esperti hanno sottolineato l'importanza dei "professionisti della Terra" nel sistema di Protezione Civile nazionale. Il loro contributo si estende dal supporto strategico alle autorità politiche — come la Presidenza del Consiglio dei Ministri, le Regioni e i Comuni — fino al lavoro più specifico nei Centri funzionali, dove si elaborano previsioni, scenari di rischio e allerte. Questo ruolo evidenzia la loro responsabilità diretta nel sistema di allarme e nella protezione dei cittadini. In conclusione, è stata evidenziata la necessità di una forte sinergia culturale tra i geologi, le altre professioni tecniche e gli organi pubblici preposti. Come emerso dall'intervento del Presidente Massimo Sessa, la collaborazione con enti come il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è fondamentale per garantire una progettazione sostenibile e di qualità, essenziale per il futuro del territorio italiano.  ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Fiat, al Salone dell'Auto debutto per la nuova 500 Hybrid Torino

(Adnkronos) - Fara’ il suo debutto il ufficiale al Salone dell'Auto di Torino, in programma dal 26 al 28 settembre, la Fiat 500 Hybrid Torino, un’edizione speciale prodotta nello storico stabilimento torinese di Mirafiori che celebra il ritorno della 500 nella sua città natale. Gli esterni della vettura sfoggiano due brillanti colori, Yellow Gold e Ocean Green, che si aggiungono a cinque colori aggiuntivi su richiesta. Il design, pur ispirandosi alla versione elettrica, si distingue subito grazie al badge laterale con la Mole Antonelliana, il simbolo più riconoscibile di Torino, accanto al logo Hybrid che rappresenta la nuova tecnologia ibrida del veicolo. “Mirafiori non è solo una fabbrica, è il cuore di Fiat - commenta Olivier François, ceo di Fiat e cmo Globale di Stellantis - e oggi la leggendaria 500 torna finalmente a casa, a Torino, con un’edizione speciale, la 500 Hybrid Torino. Un modello che rende omaggio alle nostre origini e che continua a essere simbolo di innovazione, cultura e società italiana. La storia cominciata nel 1957 oggi segna un nuovo importante capitolo dedicato alla nostra città”.  All’interno, l’edizione Torino si fa notare per i sedili in tessuto esclusivo con il logo Fabbrica Italiana Automobili Torino, un cruscotto in tinta con la carrozzeria e un volante soft-touch, di colore nero. La nuova vettura e’ dotata di un motore FireFly 1.0L da tre cilindri con 65 CV (conforme alla normativa E6bis), abbinato a un cambio manuale a sei marce e supportato dalla tecnologia mild-hybrid a 12V. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


L'80% dell'energia di un terremoto sparisce. Ma dove va?

(Adnkronos) - Il tremore che un terremoto genera è solo una piccola parte dell'energia totale che un sisma rilascia. La maggior parte di quell'energia, secondo un nuovo studio dei geologi del MIT, si disperde in calore. Per la prima volta, i ricercatori sono riusciti a quantificare l'intero bilancio energetico di un terremoto simulato in laboratorio, scoprendo che la stragrande maggioranza dell'energia — circa l'80% — si converte in calore. Misurare la distribuzione dell'energia di un terremoto in natura è quasi impossibile. Sebbene le scosse possano essere rilevate con i sismometri, le altre due componenti principali del rilascio energetico — il calore e la fratturazione delle rocce sotterranee — rimangono in gran parte inaccessibili.  "

A differenza del meteo, dove possiamo vedere schemi quotidiani e misurare un certo numero di variabili pertinenti, è molto difficile farlo molto in profondità nella Terra

", ha spiegato Daniel Ortega-Arroyo, presso il Dipartimento di Scienze della Terra, Atmosferiche e Planetarie del MIT. Per superare queste sfide, il team ha creato delle "lab-quakes", analoghi in miniatura di terremoti naturali. Lavorando con piccoli campioni di granito rappresentativi della crosta terrestre, i ricercatori hanno applicato una pressione crescente fino a quando le rocce non sono scivolate, innescando un evento sismico su microscala.   

Lo schema illustra un campione di roccia sottoposto a un esperimento di "terremoto in laboratorio", che rilascia energia in tre forme: frattura e comminuzione (riduzione della granulometria); riscaldamento per attrito; e scuotimento sismico. Crediti Immagine: Concessione dei ricercatori

   Utilizzando sensori speciali e particelle magnetiche come indicatori di temperatura, hanno misurato il rilascio di energia. Oltre all'80% di energia dispersa in calore, hanno scoperto che circa il 10% dell'energia di un "lab-quake" causa scosse fisiche, mentre una frazione ancora minore, inferiore all'1%, è responsabile della rottura delle rocce e della creazione di nuove superfici. "In alcuni casi abbiamo visto che, vicino alla faglia, il campione è passato dalla temperatura ambiente a 1.200 gradi Celsius in una frazione di secondo", ha raccontato Ortega-Arroyo.  

Una fotomicrografia a scansione elettronica evidenzia una regione di roccia che è scivolata durante un terremoto indotto in laboratorio. L'area centrale "fluida" rappresenta una porzione di roccia che si è fusa ed è diventata vetro a causa dell'intenso riscaldamento per attrito. Crediti Immagine: Concessione dei ricercatori

   I geologi hanno anche scoperto che il bilancio energetico di un terremoto dipende dalla "storia di deformazione" di una regione, ovvero dal grado in cui le rocce sono state spostate e alterate da movimenti tettonici precedenti. "La storia di deformazione — essenzialmente ciò che la roccia ricorda — influenza davvero quanto distruttivo un terremoto potrebbe essere", ha aggiunto Ortega-Arroyo. Questi risultati, pubblicati sulla rivista AGU Advances, potrebbero aiutare i sismologi a valutare la vulnerabilità delle regioni soggette a eventi sismici. Comprendendo come l'energia di un terremoto precedente ha influito sulle rocce in profondità, gli scienziati potrebbero stimare meglio il rischio di future scosse. "Non potremo mai riprodurre la complessità della Terra, quindi dobbiamo isolare la fisica di ciò che sta accadendo in questi terremoti da laboratorio", ha commentato Matěj Peč, professore associato di geofisica al MIT. "Speriamo di capire questi processi e provare a estrapolarli alla natura". "I nostri esperimenti offrono un approccio integrato che fornisce una delle visioni più complete della fisica delle rotture simili a terremoti nelle rocce fino ad oggi", ha concluso Peč. "Questo fornirà indizi su come migliorare i nostri attuali modelli di terremoto e la mitigazione dei rischi naturali". ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)