Sostenibilità, Endiale e Conou uniscono le forze nell'economia circolare
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Endiale, il Sistema Collettivo Nazionale per la Gestione Alternativa degli Oli Lubrificanti Esausti in Grecia, ha ospitato il Consorzio Conou per una collaborazione di tre giorni, che si è svolta ad Atene dal 20 al 22 ottobre 2025. Scopo dell’incontro - si spiega in una nota - lo scambio di esperienze e know-how sui temi della gestione della filiera degli oli usati e dell'economia circolare. All'ordine del giorno sono stati discussi tre argomenti principali: da una parte, le attività necessarie per promuovere e mostrare gli effetti benefici della rigenerazione degli oli lubrificanti usati sull'ambiente, sulla salute pubblica e sull'economia, per sensibilizzare i decisori politici e i cittadini. Dall’altra, come rafforzare la ricerca e la tecnologia in collaborazione con istituti di istruzione e ricerca per la tutela ambientale basata sulle buone pratiche dell'economia circolare, per una produzione industriale sostenibile e per l'estrazione di dati scientifici affidabili. E, infine, si è parlato di cooperazione per intraprendere congiuntamente l'iniziativa di creare una rete di sistemi alternativi europei di gestione dei rifiuti. Il Ceo di Endiale, George Deligiorgis, ha dichiarato: "Il dialogo, la cooperazione e lo scambio di buone pratiche sono una condizione necessaria per un successo ancora maggiore nella gestione alternativa degli oli lubrificanti esausti. In questo contesto, abbiamo avuto l'opportunità di un produttivo incontro di tre giorni con uno dei sistemi europei di rigenerazione dei lubrificanti di maggior successo, come il CONOU italiano, la cui delegazione desidero ringraziare calorosamente per questa costruttiva collaborazione. Continuiamo a impegnarci quotidianamente per la massima efficienza possibile nella gestione alternativa degli oli lubrificanti esausti, con benefici per tutti e l'attuazione concreta dell'Economia Circolare." Il Presidente del Conou, Riccardo Piunti, ha aggiunto: "Sono particolarmente grato di aver avuto l'opportunità di incontrare e discutere con il management di Endiale dei principi, degli standard e del modello organizzativo dell'economia circolare, nonché della sua applicazione agli oli lubrificanti di scarto nei nostri Paesi, che sono ai vertici d'Europa. Siamo concordi nel ritenere che la circolarità non sia un processo spontaneo e possa essere raggiunta solo attraverso un modello organizzativo come quello che entrambe le parti stanno implementando".
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Il remake del primo Halo arriva su PC e console, anche su PS5
(Adnkronos) - A venticinque anni esatti dal debutto di Halo: Combat Evolved, il titolo che ha definito un genere e cambiato per sempre il volto degli sparatutto su console, Microsoft riaccende il mito con Halo: Campaign Evolved. Un remake completo dell’indimenticabile campagna originale, senza il comparto multiplayer, sviluppato da Halo Studios e pubblicato da Xbox Game Studios, in arrivo nel 2026 su Xbox Series, PC (Steam e Microsoft Store) e, in un colpo di scena storico, anche su PlayStation 5. Il gioco sarà disponibile dal giorno del lancio anche su Game Pass. L’annuncio è arrivato durante l’Halo World Championship 2025, dove Brian Jarrard, community director di Halo Studios, ha definito l’uscita su PlayStation “un momento epocale”. “È qualcosa che aspettavamo da tempo", ha spiegato. "Siamo entusiasti di poter accogliere nuovi giocatori nella saga che amiamo, e di farli innamorare di Halo come successe a noi ventiquattro anni fa. È davvero l’inizio di una nuova era: Halo approda su PlayStation, a partire proprio da Campaign Evolved”. Il progetto, ricostruito da zero con tecnologie di ultima generazione, promette di rispettare la struttura narrativa e l’atmosfera del titolo originale, arricchendoli con un comparto tecnico da nuova generazione, effetti dinamici e un sistema di illuminazione avanzato. L’obiettivo è restituire la magia della prima missione su Installation 04, ma con la potenza visiva e cinematografica del 2026. Anche il PlayStation Blog ha celebrato la notizia, confermando il lancio in contemporanea su PS5 e invitando i fan a inserirlo già nella lista dei desideri. “Come direbbe il Master Chief: penso che siamo solo all’inizio”, ha dichiarato Jarrard nel post ufficiale, suggerendo che Campaign Evolved rappresenterà solo la prima tappa di un’apertura più ampia del franchise verso altre piattaforme.
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Due batteri sfiancarono l'esercito di Napoleone nella campagna di Russia
(Adnkronos) - Nell'estate del 1812, l'imperatore francese Napoleone Bonaparte guidò oltre mezzo milione di soldati a invadere l'Impero russo. Già a dicembre solo una piccola parte di quella Grande Armata era ancora in vita, e la campagna di Russia si concluse con una sconfitta devastante che inferse un duro colpo alle ambizioni napoleoniche. I documenti storici raccontano che la fame, il freddo e il tifo sfiancarono gli uomini di Bonaparte costringendoli alla ritirata. Ora, a più di 2 secoli di distanza, la scienza riscrive quel pezzo di storia. Uno studio dell'Istituto Pasteur - apparso a luglio in versione preprint su 'bioRxiv' e pubblicato oggi su 'Current Biology' - analizzando il Dna isolato ed estratto dai denti di 13 soldati dell'esercito francese ha scoperto che a combattere dalla parte nel nemico ci furono 2 insospettabili alleati: i batteri della febbre paratifoide e della febbre ricorrente. I ricercatori dell'Unità di Paleogenomica microbica dell'Istituto Pasteur, in collaborazione con il Laboratorio di Antropologia bioculturale dell'università di Aix-Marseille, hanno condotto le loro indagini su resti riesumati nel 2002 da una fossa comune di Vilnius (Lituania), sulla strada della ritirata dell'esercito di Napoleone. Gli scienziati hanno utilizzato tecniche di sequenziamento di nuova generazione applicate al Dna antico per scovare nel genoma ottenuto dai denti dei soldati potenziali agenti infettivi. Per riuscirci, hanno collaborato con colleghi dell'università di Tartu (Estonia) sviluppando una metodica che permettesse di identificare accuratamente eventuali microrganismi anche se il loro Dna forniva solo una bassa copertura, indicando in alcuni casi anche una discendenza specifica. Hanno così trovato le 'firme genetiche' di 2 batteri: Salmonella enterica sottospecie enterica (sierotipo Paratyphi C), che causa la febbre paratifoide, e Borrelia recurrentis, responsabile di una malattia trasmessa dai pidocchi e caratterizzata da febbre ricorrente, con attacchi seguiti da periodi di remissione. Entrambe le patologie possono provocare sintomi come febbre alta, affaticamento e problemi digestivi. "La loro presenza simultanea - ritengono gli autori - potrebbe aver contribuito al peggioramento delle condizioni dei soldati", i cui fisici erano già "indeboliti da freddo, fame e carenza di servizi igienici". Dei 13 soldati napoleonici riesumati a Vilnius, i denti di 4 sono risultati positivi a S. enterica Paratyphi C e quelli di 2 a B. recurrentis. Poiché l'analisi si è basata sui campioni di soli 13 soldati (su oltre 3mila corpi sepolti a Vilnius e circa 500-600mila componenti della Grande Armée , 300mila dei quali morirono durante la ritirata), i ricercatori ritengono "impossibile determinare in che misura questi patogeni abbiano contribuito all'altissima mortalità osservata". Tuttavia, lo studio fornisce "la prima prova genetica" della presenza di questi 2 batteri nell'esercito napoleonico della campagna di Russia. Mentre lavori precedenti avevano rilevato nell'Armata di Bonaparte tracce genetiche dell'agente del tifo, la Rickettsia prowazekii, e di quello della febbre delle trincee, Bartonella quintana, il nuovo studio non ha rinvenuto questi 2 microrganismi. Una discrepanza di risultati legata probabilmente all'impiego di tecniche di sequenziamento diverse, ipotizzano gli scienziati. "Accedere ai dati genomici dei patogeni che circolavano nelle popolazioni storiche ci aiuta a comprendere come le malattie infettive si siano evolute, diffuse e siano scomparse nel tempo", nonché "a identificare i contesti sociali o ambientali che hanno avuto un ruolo in questi sviluppi. Queste informazioni ci forniscono spunti preziosi per comprendere e affrontare meglio le malattie infettive oggi", afferma Nicolás Rascovan, responsabile dell'Unità di Paleogenomica dell'Istituto Pasteur e autore principale del lavoro. "Nella maggior parte dei resti umani antichi - sottolinea - il Dna patogeno è estremamente frammentato e presente solo in quantità molto ridotte, il che rende molto difficile ottenere genomi completi. Abbiamo quindi bisogno di metodi in grado di identificare in modo univoco gli agenti infettivi a partire da questi segnali deboli, e talvolta persino di individuare le discendenze, per esplorare la diversità patogena del passato".
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Leggende Pokémon: Z-A stravolge i combattimenti più famosi dei videogiochi
(Adnkronos) - L’eredità di Leggende Pokémon: Arceus è evidente, ma in questa nuova incarnazione ambientata a Luminopoli, cuore pulsante della regione di Kalos, l’equilibrio cambia: non più l’esplorazione come centro dell’esperienza, ma la battaglia, dinamica e totalizzante. Game Freak rielabora la struttura, portandola su un piano che ricorda un'altra serie di successo prodotta da Nintendo, Xenoblade. Attacchi in tempo reale e libertà di movimento costituiscono un’evoluzione che funziona sorprendentemente bene e dona nuova vita al combattimento tra Pokémon, rendendolo finalmente vivo, reattivo e coinvolgente. Ogni scontro è un piccolo duello tattico in cui contano distanza, velocità, tempi d’attacco e gestione dello spazio. Le mosse non sono più semplici icone nel menu: un Bollaraggio può colpire a distanza ma richiede tempo per caricarsi, mentre un Morso è immediato ma espone al contrattacco. Anche le mosse di supporto tornano protagoniste, trasformando il campo in un vero terreno di strategia. Quando poi entra in scena un Pokémon Alfa o una Mega Evoluzione, lo spettacolo raggiunge un livello mai visto nella serie: trasformazioni rapide, esplosioni di luce e colpi che scuotono l’arena. Il cuore dell’esperienza è la Z-A Royale, un campionato tra allenatori Pokémon che si anima di notte nei vicoli di Luminopoli. È qui che i giocatori scalano le classifiche affrontando allenatori sempre più forti, accumulando punti e Bonus Card che incentivano approcci diversi: vincere con mosse di tipo specifico, addormentare l’avversario o concludere un incontro senza subire danni. Una modalità che non solo offre un ritmo narrativo interessante, ma diventa anche il fulcro della progressione del personaggio, portando il sistema di battaglia al centro del design. Parallelamente, la trama ruota attorno al misterioso fenomeno delle Mega Evoluzioni Ferox, che costringono il giocatore e il Team MZ a intervenire per contenere Pokémon fuori controllo. Questi scontri richiamano quelli visti in Arceus, capitolo precedente della serie, ma con una struttura più profonda e interattiva: veri e propri raid in stile MMORPG, dove si alternano schivate, osservazione dei pattern d’attacco e l’uso oculato delle Mega Evoluzioni per colpire nei momenti di vulnerabilità. È in questi momenti che Leggende: Z-A mostra tutto il suo potenziale, regalando un’intensità di gioco che la saga principale non aveva mai raggiunto. Sul fronte tecnico, Leggende: Z-A rappresenta anche un punto di svolta per Game Freak. Sulla nuova Nintendo Switch 2, il titolo gira a 60fps stabili, sia in modalità portatile che docked, con tempi di caricamento ridotti e una fluidità che sorprende. È quasi incredibile scriverlo, ma Pokémon riesce finalmente a offrire un’esperienza solida anche nelle fasi più concitate. Peccato solo per una direzione artistica meno ispirata del solito: Luminopoli è ricca di dettagli e vita urbana, tra caffè, boutique e mercati, ma fatica a lasciare il segno dal punto di vista visivo. L’atmosfera resta affascinante, ma il colpo d’occhio è altalenante: ombre incoerenti, texture piatte, edifici che mancano di profondità. L’altro limite è proprio la città in sé. Pur essendo densa, viva e piena di scorci curiosi, Luminopoli è anche una gabbia. L’intera avventura si svolge in un unico grande ambiente urbano, che si esplora a fondo in poche ore. Le nuove zone selvagge nelle quali catturare Pokémon offrono un po’ di respiro, ma mancano il senso di scoperta e meraviglia che avevano reso Leggende Pokémon: Arceus così sorprendente. Le aree selvagge sono ridotte a piccoli spazi delimitati — giardini, cantieri, vicoli — e la fauna Pokémon ne risente. Certo, è bello vedere i Fletchling volare tra i lampioni o i Goomy rifugiarsi dalla pioggia sotto un ponte, ma il tutto dà la sensazione di un ecosistema controllato, più che di un mondo vivo. Narrativamente, Leggende: Z-A sceglie un tono più maturo, parlando di amicizia, perdono e rinascita, ma lo fa con la solita formula testuale: ancora una volta, nessun doppiaggio, nemmeno nei momenti più cinematografici. È un’assenza che pesa, soprattutto quando la storia vorrebbe emozionare e la regia visiva non basta a compensare. Pokémon Leggende: Z-A è un passo avanti importante per la saga, e soprattutto per Game Freak, che dimostra di poter reinventare le sue fondamenta senza tradirle. Il sistema di combattimento in tempo reale è ben fatto, le Mega Evoluzioni ritrovano finalmente la loro gloria, e il gameplay raggiunge livelli di intensità mai toccati prima. Tuttavia, la scelta di confinare tutto in una sola città finisce per limitare l’immaginazione, sacrificando quella sensazione di libertà che ha sempre definito il viaggio Pokémon.
Formato: Switch, Switch 2 (versione testata) Editore: Nintendo, The Pokémon Company Sviluppatore: Game Freak Voto: 7
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Giorgini (Enpacl): "In 10 anni +42% fatturati studi consulenti lavoro"
(Adnkronos) - "Negli ultimi 10 anni i fatturati degli studi dei consulenti del lavoro sono aumentati del 42% a fronte di una svalutazione del 19%. Anche il reddito si è alzato, siamo arrivati a un miliardo e 400 milioni e nella classifica degli ordini professionali siamo al terzo posto, quindi in una posizione medio alta. Anche i contributi sono aumentati tra il 6 e l'8% e sono aumentati del 9%, di 16 milioni le prestazioni che abbiamo erogato. Quindi la nostra è un'attività in espansione, che sta crescendo e che continuerà a farlo. Dobbiamo lavorare e lo stiamo facendo a favore dell’ingresso dei giovani, che è fondamentale per il nostro sistema previdenziale e per fronteggiare l'inverno demografico". Lo ha detto Sergio Giorgini, presidente di Enpacl, l'ente nazionale di previdenza dei consulenti del lavoro, intervenendo alla Convention nazionale dei consulenti del lavoro a Napoli, in occasione dell'anniversario dei 60 anni del consiglio nazionale dei professionisti.
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Ia, Consulenti del lavoro: "Regolazione è necessaria, folle il contrario"
(Adnkronos) - "Io credo che più di arresto della crescita dell'intelligenza artificiale oggi si parla una scelta di qualità sull'Ia. E' uno strumento che dipende molto dai dati per sviluppare gli algoritmi, e oggi la quantità di questi è talmente grossa che ormai non fa più la differenza. Si tratta ora di fare un discorso sulla qualità dei dati e sull'integrazione. Tutti noi usiamo e useremo sempre più l'ia per ogni fase della nostra attività lavorativa ma dobbiamo essere in grado di farlo con consapevolezza e con l'obiettivo di governarla. E io credo che la regolazione sia necessaria, non si può pensare di diffondere un sistema così innovativo, che prende decisioni e non è solo di ausilio, senza regolarlo. Sarebbe una decisione folle e sono d'accordo quindi con la decisione dell'Ue anche se non dobbiamo eccedere nella regolazione, che è dietro l'angolo perchè si fa l'errore di non integrare queste normative con tutto quello che c'è intorno". Così Giovanni Marcantonio, segretario del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, intervenendo a Napoli alla Convention nazionale dei consulenti del lavoro in occasione dei 60 anni della nascita del Consiglio nazionale dei professionisti. Marcantonio ha ricordato che "l'Ia Act classifica tutta la materia del lavoro in alto rischio, e questo vorrà dire che sarà centrale il ruolo del professionista nell'applicazione di questa normativa nella vita quotidiana. E nei rapporti con la pubblica amministrazione la nostra categoria ha davanti la scelta o di subire l'innovazione tecnologica che si interseca con la pa o progettare con essa queste innovazioni", ha sottolineato. E Stefano Sassara, tesoriere Cno consulenti del lavoro, parlando dell'ia ha sottolineato: "Dubito che possiamo includere nella polizza assicurativa di un professionista l'ia come unica causa di un danno".
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aizoOn: 20 anni e agenda 2045 per un futuro sostenibile e etico
(Adnkronos) - aizoOn Technology & Consulting ha celebrato i suoi vent'anni di attività con un evento che ha riunito oltre 1000 persone nella cornice della Reggia di Venaria. L'occasione ha segnato non solo un traguardo significativo per l'azienda torinese, fondata nel 2005 da Silvana Candeloro e Franco Cornagliotto, ma anche il lancio dell'Agenda aizoOn 2045, un manifesto che definisce la visione strategica per i prossimi due decenni.
aizoOn, oggi attiva con oltre 750 professionisti tra Europa, Stati Uniti e Australia, è riconosciuta come player di riferimento nella consulenza tecnologica, contribuendo in modo significativo a sei delle dieci tecnologie definite "critiche" dall'Unione Europea, inclusa l'artificial intelligence e la cybersecurity. Il manifesto Agenda 2045 è stato presentato attraverso cinque panel condotti dai collaboratori aziendali e rappresenta un impegno concreto verso le nuove generazioni, focalizzato sulla responsabilità e sull'impatto positivo dell'innovazione.
Silvana Candeloro, CEO di aizoOn, ha sottolineato la proiezione verso il futuro: "Vent’anni sono un traguardo significativo, ma per noi non è un punto di arrivo. Abbiamo scelto di guardare al futuro, indicando come l’innovazione possa continuare a migliorare la vita delle persone e delle comunità in cui operiamo". L'Agenda strategica di aizoOn per il 2045 si articola su cinque pilastri fondamentali, che ridefiniscono il percorso dell'azienda nei prossimi due decenni. Al centro della visione si trova la centralità delle persone: un principio cardine che promuove la valorizzazione del talento, del benessere e della crescita professionale, elementi essenziali per costruire un futuro equo e inclusivo. A guidare ogni scelta è l'Innovazione responsabile, concepita come la capacità di indirizzare il cambiamento tecnologico con una forte componente etica e di garantire un impatto positivo sulla società. Questa vision è saldamente legata alla Sostenibilità ambientale e sociale, che si traduce nell'impegno concreto verso soluzioni green, nell'equità e nella responsabilità sociale d'impresa. Parallelamente, aizoOn punta sulla crescita e visibilità, con l'obiettivo di consolidare l'eccellenza in settori strategici e di rafforzare la propria presenza a livello internazionale, in particolare in Spagna, Stati Uniti e Australia. Infine, l'intera struttura si sorregge sulla comunità e collaborazione, un pilastro che sottolinea l'importanza di una rete di relazioni autentiche, dove il lavoro di squadra e il senso di appartenenza fungono da leve primarie per la generazione di valore. I fondatori hanno ribadito che la vision aziendale è frutto di un dialogo esteso con i dipendenti. "L’Agenda 2045 è la visione collettiva dell’azienda, risultato di un dialogo aperto con i nostri colleghi", ha spiegato Candeloro, aggiungendo che "Il futuro di aizoOn è scritto da tutte le persone che ogni giorno contribuiscono a renderla migliore".
Franco Cornagliotto, co-fondatore, ha evidenziato la coerenza storica del percorso: "Abbiamo vissuto vent’anni di evoluzione tecnologica e sociale, mantenendo sempre una direzione chiara: innovare con competenza, migliorare la qualità della vita delle persone e creare valore sostenibile. Questa è la nostra sfida e la nostra promessa per i prossimi vent’anni". In conclusione dei lavori, è stata ribadita la centralità dell'essere umano nell'equazione tecnologica. Il Vicepresidente, Federico Cornagliotto, ha evidenziato l'impegno di aizoOn nel garantire che "la tecnologia sia disponibile alla comunità e al servizio di un mondo a misura d'uomo". A conclusione della conferenza, i bambini presenti hanno lanciato ai partecipanti palline colorate che simboleggiavano i cinque pilastri dell'Agenda 2045, un gesto simbolico per sottolineare l'impegno verso le generazioni future.
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Ora solare, neurologo Barbanti: "Lunedì dopo cambio meno infarti, sonno cura più potente"
(Adnkronos) - Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre tornerà l'ora solare, regalandoci 60 preziosi minuti di riposo in più. Un dono piccolo, ma potentissimo per il nostro cervello. "Un'ora sola ti vorrei: non è soltanto la celebre canzone resa immortale da Ornella Vanoni e Fausto Leali negli anni Sessanta, è anche la richiesta del nostro cervello, costantemente in debito di sonno", afferma il neurologo Piero Barbanti, direttore dell'Unità per la cura e la ricerca su Cefalee e dolore dell'Irccs San Raffaele di Roma e docente di Neurologia clinica all'università San Raffaele. Del resto, sottolinea, importanti studi scientifici dimostrano che il lunedì successivo al ritorno dell'ora solare è quello con il numero più basso di infarti cardiaci in tutto l'anno. "Proprio così: basta una sola ora di relax in più - spiega il neurologo - per far crollare il cortisolo, riducendo le malattie stress-correlate, come l'infarto. Il nostro deficit cronico di sonno non consente al cervello di ricaricarsi, di 'ripulirsi' tramite il flusso glinfatico notturno e di spegnere completamente il sistema di allerta, il cosiddetto sistema simpatico". Se dormire 60 minuti in più fa bene alla salute, non tutti però vivono serenamente il cambio dell'ora. Per alcuni diventa un piccolo 'jet lag' biologico. Alcune persone, "in particolare chi soffre di emicrania, insonnia, ansia o depressione - chiarisce Barbanti - faticano ad adattarsi al nuovo orario per giorni. Normalmente in ciascuno di noi il centro dei bioritmi (il nucleo soprachiasmatico dell'ipotalamo) si resetta automaticamente ogni giorno allineandosi al naturale alternarsi di luce e buio, come i nostri smartphone che si aggiornano automaticamente al fuso locale quando viaggiamo. In chi patisce il cambio dell'ora, invece, il reset è più lento e laborioso, dando origine a una peggiore qualità del sonno, stanchezza e nervosismo. L'uso della melatonina tra le 21 e le 22 può facilitare il superamento di questo fastidio". Un dato che fa riflettere su quanto viviamo in apnea, travolti da stress e mancanza di riposo. Nel 2025 dormire bene è diventato un atto rivoluzionario, ragiona lo specialista. Viviamo connessi 24 ore su 24, bombardati da notifiche, luce blu e ansie da performance. L'Oms parla di una vera e propria epidemia di insonnia. "Dormire non è tempo perso - conclude il neurologo - ma tempo ritrovato. Il ritorno all'ora solare ci ricorda una verità semplice: c'è una saggezza silenziosa nel corpo, conosce ciò che ci nutre, anche quando la mente si perde altrove".
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Università, Brambilla (UniMi): "Agorà della psicologia apre il sapere alla città"
(Adnkronos) - "Con questo nuovo ciclo di incontri aperti alla cittadinanza intendiamo rafforzare l'impegno civico della Statale sul tema della psicologia e del benessere psicologico, in tutte le sue declinazioni". Così Marina Brambilla, rettrice dell'università degli Studi di Milano, intervenendo oggi alla presentazione di 'Agorà della psicologia', il progetto culturale dell'università meneghina, che per la rettrice rappresenta "il coronamento di un percorso costruito negli anni, che unisce in modo coerente la filiera della didattica e della ricerca nell'ambito della psicologia". Ispirandosi alla piazza centrale della polis greca (l’Agorà, appunto), l'iniziativa offre ai cittadini un calendario di 6 incontri condotti da menti brillanti e voci di spicco della cultura, per rendere la cittadinanza attiva e partecipe sui grandi temi del nostro tempo. Il progetto evidenzia quanto la psicologia rappresenti oggi un ambito prioritario per l'ateneo meneghino. L'offerta formativa comprende infatti "una laurea triennale, diverse lauree magistrali, alcune delle quali attivate di recente - ricorda Brambilla - e si completa con la scuola di specializzazione, rendendo così l'intero percorso formativo pienamente strutturato. Anche le attività di ricerca sono cresciute nel tempo, assumendo un ruolo sempre più rilevante. Agorà della psicologia è dunque un momento significativo per la Statale, un'occasione per confermare la nostra missione integrata di didattica, ricerca e trasferimento delle conoscenze verso la città e il territorio". La rettrice fa poi notare come "un'attenzione particolare è rivolta all'applicazione della psicologia nell'ambito della cura, poiché il nostro percorso è inserito nel Dipartimento di Oncologia e Medicina. Questo ci consente di sviluppare competenze solide anche nella psicologia clinica e nella relazione con il paziente", conclude.
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Università, Vago (UniMi): "Agorà della psicologia completa filiera formativa"
(Adnkronos) - "All'università Statale di Milano abbiamo un corso di laurea triennale in Scienze psicologiche per la prevenzione e la cura, a cui seguono due lauree magistrali, una in Neuropsicologia e l'altra in Psicologia della sanità. A questi si aggiungono un corso in Scienze cognitive, diversi master e, a breve, una scuola di specializzazione. Il progetto Agorà della psicologia rappresenta il completamento", della filiera didattica, "e al tempo stesso l'apertura verso l'esterno di questo percorso". Lo ha detto Gianluca Vago, direttore del Dipartimento di Oncologia e oncoematologia dell'università degli Studi di Milano, alla presentazione del progetto culturale dell'ateneo meneghino: 6 incontri aperti alla cittadinanza per confrontarsi e discutere sui grandi temi del nostro tempo, con menti brillanti e voci di spicco della cultura. Per Vago il progetto, inserito nel Dipartimento di Oncologia e Medicina, "completa l'intera filiera formativa dell'ateneo". Un'offerta formativa che mira anche a formare nuove professionalità in ambito sanitario per migliorare concretamente la qualità dei servizi offerti ai cittadini e ai pazienti. "Questo - sottolinea - è il contributo che, come università, possiamo dare. C'è una crescente consapevolezza che la figura dello psicologo in ambito sanitario non sia solo un valore umano, ma anche un elemento essenziale di sostenibilità per l'intero sistema: un supporto reale e ormai riconosciuto alla sanità pubblica".
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