Storia di Lamine, 14enne del Senegal salvato dall'amputazione a Como

(Adnkronos) - Lamine, 14enne del Senegal, stava per perdere una gamba dopo che una ferita riportata 5 anni fa era degenerata in una grave osteomielite della tibia. Nel suo Paese d'origine aveva già subito 2 interventi chirurgici a distanza di 2 anni, il primo nel 2020 e il secondo nel 2022, ma l'infezione peggiorava e i medici, privi di mezzi e strumenti per contenerla, gli avevano detto che l'unica chance per salvarsi era l'amputazione. Un epilogo scongiurato grazie a una rete di solidarietà che ha permesso a Lamine di arrivare in Italia dove il team di Fabrizio De Marchi, responsabile dell'Unità operativa di Ortopedia II all'Istituto clinico Villa Aprica di Como, è riuscito a operarlo e guarirlo restituendogli un futuro. Il Gruppo San Donato (Gsd), a cui fa capo la struttura comasca, racconta oggi la sua "storia di speranza e rinascita".  Un parente di Lamine che abita vicino a Como è stato il primo anello della catena che la salvato il ragazzo e la sua gamba. Sergio Fumagalli, chirurgo generale di Villa Aprica, ha raccolto l'appello dell'uomo e grazie al supporto della direzione dell'ospedale è stato possibile ottenere l'autorizzazione del ministero della Salute, organizzare il trasferimento del giovane e offrirgli un'opportunità di cura. Il ministero - spiegano da Gsd - ha coperto i costi base dell'intervento, mentre Villa Aprica si è fatta carico delle terapie, degli esami e dei controlli necessari, garantendo assistenza gratuita e continuità delle cure. Poiché la permanenza di Lamine in Italia richiedeva autorizzazioni speciali per motivi sanitari, per il rilascio del permesso temporaneo di soggiorno è stata coinvolta la Questura di Como. Il ragazzo e la sua mamma sono stati ospitati in una comunità religiosa dei padri Comboniani che hanno messo a disposizione supporto logistico e accoglienza, e dopo l'intervento Lamine è stato assistito al domicilio per le terapie necessarie dal personale infermieristico volontario di Villa Aprica. L'équipe ortopedica ha eseguito una complessa resezione ossea di parte della tibia, rimuovendo un segmento infetto di circa 6 centimetri di lunghezza per 2 di larghezza e lasciando una cavità in prossimità del ginocchio del paziente. I campioni biologici sono stati quindi inviati in laboratorio per individuare il germe responsabile dell'infezione. "La prima fase di trattamento post-chirurgico - illustra De Marchi - prevedeva un ciclo di terapia antibiotica mirata della durata di circa 6 settimane. Poi non rimaneva che aspettare che la natura facesse il proprio corso e che l'osso si riformasse spontaneamente, tramite un processo biologico di riparazione. Fortunatamente nel caso del ragazzo questo è avvenuto, complice anche la giovane età. Questo ha evitato di dover intervenire nuovamente chirurgicamente procedendo con un prelievo di osso dalla cresta iliaca del ragazzo per poi innestarlo nell'area della cavità". Dopo un decorso post-operatorio di circa 3 mesi, che prevedeva immobilizzazione con gesso, monitoraggio clinico e controlli radiologici periodici, Lamine è stato dichiarato guarito e ha potuto lasciare l'ospedale. "La straordinarietà dell'intervento non risiede nell'atto chirurgico in sé", sottolinea De Marchi, perché "si trattava di trattare una patologia che in Italia non sarebbe mai degenerata in maniera così grave, ma è una testimonianza dell'impegno condiviso tra istituzioni, ospedale e comunità. Una rete di solidarietà che ha permesso di salvare la gamba di un adolescente con un destino apparentemente segnato. Tutti coloro che sono stati coinvolti in questa rete di supporto - conclude lo specialista - hanno contribuito a regalare un futuro a questo ragazzo". 
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Dalle cause legali ai contratti milionari: Warner firma la pace con l'IA di Suno

(Adnkronos) - La guerra fredda tra le major discografiche e le piattaforme di intelligenza artificiale generativa sembra aver raggiunto un punto di svolta decisivo, segnando il passaggio dallo scontro frontale alla cooperazione commerciale. Warner Music Group ha annunciato di aver siglato un accordo di licenza strategico con Suno, la nota piattaforma per la creazione musicale tramite algoritmi. In base ai termini dell'intesa, la casa discografica consentirà agli utenti di generare nuove tracce sfruttando voci, nomi, immagini e composizioni dei propri artisti, subordinando tuttavia tale possibilità a una esplicita adesione al programma da parte dei musicisti stessi. Sebbene i dettagli operativi non siano stati divulgati integralmente, la narrazione ufficiale punta sulla tutela del talento e sulle nuove opportunità di mercato. Il gruppo, che vanta nel proprio roster nomi globali come Ed Sheeran e Dua Lipa, assicura che gli artisti partecipanti manterranno il pieno controllo sulle modalità di utilizzo della propria immagine e delle proprie opere. Dal canto suo, Suno presenta l'iniziativa come un'opportunità per inaugurare esperienze creative inedite, permettendo ai fan di costruire nuove composizioni attorno ai suoni dei loro idoli e garantendo, almeno sulla carta, la compensazione economica per gli autori originali. La mossa ha un risvolto legale immediato e significativo: Warner Music Group si ritira dalla causa collettiva precedentemente intentata insieme con Universal Music Group e Sony, nella quale si accusava la startup di aver addestrato i propri modelli violando massicciamente il diritto d'autore su YouTube. Si tratta di un cambio di paradigma che sta contagiando l'intero settore, dato che nelle ultime settimane anche le altre grandi etichette hanno iniziato a convertire le battaglie in tribunale in accordi di licenza, stringendo patti simili con altre realtà emergenti come Udio e la piattaforma Klay. Oltre alla risoluzione delle dispute legali, l'accordo possiede una forte valenza strategica per lo sviluppo tecnologico della piattaforma. Suno ha reso noto che utilizzerà il catalogo ufficialmente licenziato da Warner per addestrare la prossima generazione di modelli di sintesi audio, con l'obiettivo di superare le prestazioni dell'attuale modello v5. Parallelamente, l'azienda si prepara a monetizzare l'utenza in modo più strutturato: a partire dal prossimo anno, il download delle canzoni generate sarà vincolato alla sottoscrizione di un abbonamento a pagamento, con limiti specifici basati sul livello di sottoscrizione scelto. 
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Snapdragon 8 Gen 5 ufficiale: meno muscoli dell'Elite, cuore da fuoriclasse

(Adnkronos) - Quando Qualcomm ha annunciato a novembre il suo performante Snapdragon 8 Elite Gen 5, aveva anticipato l'arrivo di una versione non-Elite destinata a una fascia di mercato leggermente più accessibile. Quella promessa si è ora concretizzata con il lancio ufficiale dello Snapdragon 8 Gen 5, un processore che, pur accettando alcuni compromessi in termini di potenza bruta, mantiene intatto il set di funzionalità principali del fratello maggiore. L'obiettivo è chiaro: alimentare una nuova ondata di smartphone di fascia alta che possano offrire un'esperienza premium senza necessariamente toccare i vertici di prezzo dei dispositivi ultra-flagship. Nel presentare il nuovo arrivato, il produttore statunitense ha scelto di confrontarlo con lo Snapdragon 8 Gen 3 del 2023, vantando un miglioramento del 36% nelle prestazioni della CPU e dell'11% in quelle della GPU, oltre a una superiore efficienza energetica. Sebbene i numeri siano positivi, il paragone con un chip di due anni fa e basato su una diversa architettura appare piuttosto conservativo. Un'analisi più pragmatica richiede il confronto diretto con l'attuale Snapdragon 8 Elite Gen 5, dato che entrambi condividono la medesima generazione tecnologica e, soprattutto, la nuova architettura della CPU Oryon. Le differenze sostanziali risiedono nelle frequenze di clock. Lo Snapdragon 8 Gen 5 presenta sei core dedicati alle performance che operano fino a 3,32 GHz e due prime core che raggiungono i 3,8 GHz; si tratta di valori sensibilmente inferiori rispetto ai 3,62 GHz e 4,6 GHz toccati dalla variante Elite. Sulla carta, questo ridimensionamento pone il nuovo chip su un gradino inferiore persino rispetto allo Snapdragon 8 Elite dello scorso anno, anche se per valutare l'impatto reale nell'uso quotidiano sarà necessario attendere le prime prove sul campo con i dispositivi commerciali. Oltre alla velocità di elaborazione, vi sono altri ridimensionamenti strategici. Il modem X80 integrato offre velocità di picco 5G leggermente inferiori, pur conservando intatte le prestazioni per Wi-Fi, Bluetooth, supporto satellitare e banda ultra-larga (UWB). Anche la GPU Adreno e la NPU Hexagon per l'intelligenza artificiale hanno subito un downgrade, sebbene Qualcomm non abbia fornito dettagli tecnici specifici sull'entità di tali limitazioni, ed è assente il supporto per le più recenti memorie UFS 4.1. Tuttavia, le capacità di ricarica, il supporto ai display e la quasi totalità dell'hardware fotografico rimangono identici alla versione più costosa. L'adozione del nuovo processore appare imminente. Qualcomm ha confermato che partner storici come Motorola, OnePlus e Vivo hanno già siglato accordi per integrare il chip nei loro prossimi dispositivi, con i primi arrivi previsti già nelle prossime settimane. Il banco di prova inaugurale per questa piattaforma sarà OnePlus 15R, il cui lancio ufficiale è stato confermato per il prossimo 17 dicembre. 
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A Milano inaugurato l'Ieo 3, una casa da 40 milioni per la chirurgia hi-tech anticancro

(Adnkronos) - Dodici sale operatorie smart, di cui 4 sono il regno di robot chirurghi di ultima generazione; una farmacia ospedaliera con magazzino automatizzato e integrato con i sistemi gestionali in uso nell'ospedale. L'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano allarga la 'famiglia' e aggiunge una nuova 'casa' per ospitare l'innovazione tecnologica. Apre le porte l'Ieo 3, inaugurato oggi alla presenza del governatore lombardo Attilio Fontana, della presidente del Consiglio comunale di Milano Elena Buscemi, e dei vertici dell'Irccs. Investimento complessivo, tra immobile e attrezzature: "Intorno a 41-42 milioni di euro", riferisce l'Ad del gruppo Mauro Melis. "Tutto in autofinanziamento", precisa. "Noi abbiamo dotazioni autonome. Questo edificio è stato fatto con mezzi propri, senza ricorrere al debito bancario". Il taglio del nastro arriva a pochi giorni dal centenario della nascita dell'oncologo Umberto Veronesi (28 novembre) che fondò l'Irccs di via Ripamonti con il banchiere Enrico Cuccia e lo fece crescere sotto la sua ala. Una crescita che continua ancora oggi nel suo nome, a 9 anni dalla morte (8 novembre 2016).  "Nel 2008, quando ho avuto l'onore di essere chiamato a ricoprire la carica di presidente di questo istituto, neanche a farlo apposta una delle prime cose che di cui mi occupai fu l'investimento nella robotica - ripercorre Carlo Buora, oggi vicepresidente Ieo - Adesso siamo qua, è passato un po' di tempo e noi siamo stati 'anticipatori' di questa tecnologia". In quegli anni "c'era solo l'Ieo 1 ed era in costruzione l'Ieo 2. Erano momenti difficili, con la crisi finanziaria del 2008. E noi l'affrontammo. L'Ieo 2 fu inaugurato nel 2010, è una delle iniziative nate nel periodo della difficoltà, in cui si andava lentamente su queste cose. Poi si partì anche con il Proton Center. Oggi siamo di nuovo qui, non ci siamo mai fermati, abbiamo sempre continuato a investire".  Il nuovo edificio offre una veste "ancora più tecnologica" a quella che era proprio la specialità di Veronesi: la chirurgia del cancro, campo in cui fu pioniere. Le nuove sale sono delle 'smart operating rooms', ambienti intelligenti dotati di sistemi che consentono di integrare tutte le apparecchiature e i dispositivi puntando a massimizzare efficienza e precisione. La dotazione robotica, spiegano dall'Irccs, "rappresenta un unicum in Italia in un ospedale monospecialistico". I 4 robot chirurgici, di cui uno 'single port' (che usa un accesso unico e quindi implica un'unica incisione, per interventi mininvasivi), avranno ognuno una sala operatoria dedicata e progettata per ottimizzarne le procedure. La possibilità di disporre di una 'piastra robotica' (4 sale robotiche affiancate) consente - illustrano gli esperti - di migliorare i flussi di lavoro, minimizzare i tempi di preparazione e di transizione tra gli interventi, aumentando anche i numeri, elemento importante per una realtà che è già un 'ospedale robotico': all'Ieo infatti tutte le specialità oncologiche utilizzano questa tecnologia e l'Irccs è già oggi in Italia tra i primi centri oncologici per numero di interventi robotici. Il 2025 si chiuderà con circa 1.500 interventi (dei circa 15mila totali) con tecnica robotica. La nuova farmacia è frutto dell'investimento dell'istituto nell'automazione della logistica e della distribuzione dei farmaci attraverso due sistemi automatizzati che "consentono di migliorare l'efficienza operativa, ottimizzando lo spazio per lo stoccaggio e riducendo il margine di errore umano", spiegano ancora dall'Irccs. All'interno della farmacia sono stati realizzati un laboratorio per la galenica, 2 laboratori sterili per la preparazione in sicurezza dei farmaci oltre a un laboratorio per il controllo della qualità delle preparazioni. Il tutto è racchiuso in una struttura in carpenteria metallica che ha una parte che sporge di circa 10 metri, soluzione che ha reso possibile la costruzione dell'edificio in adiacenza al contesto già esistente e operativo, senza interruzioni dell'attività ospedaliera.  Ieo 3, progettato per garantire anche "la massima efficienza energetica", si sviluppa su 4 livelli fuori terra con un piano interrato e il corpo principale è collegato ai piani 1 e 2 degli edifici Ieo 1 e Ieo 2 da una passerella aerea, per la continuità funzionale e logistica tra i diversi padiglioni del comparto. La superficie costruita è pari a circa 4.100 metri quadrati, con un incremento complessivo di circa 3.500 mq destinati a servizi sanitari. "Una pietra miliare per l'oncologia mondiale e un motivo di grande orgoglio per la Lombardia", commenta Fontana durante il suo intervento. "Il nuovo centro - aggiunge - unisce innovazione, sostenibilità e altissima specializzazione, confermando la nostra Regione come uno dei principali poli europei nello studio, nella prevenzione e nella cura dei tumori. Non è solo un ampliamento infrastrutturale, ma un vero ecosistema clinico e tecnologico progettato per offrire percorsi sempre più personalizzati ed efficaci. Qui si integrano chirurgia d'avanguardia, ricerca scientifica e approcci multidisciplinari che rafforzano ulteriormente la qualità della nostra rete oncologica". Fontana ricorda anche il premio internazionale 'Lombardia è Ricerca', il Nobel Lombardo. Douglas F. Easton, uno dei 2 scienziati britannici vincitori quest'anno (insieme a Mark Caulfield), ha infatti indicato l'Ieo fra i centri partner per la realizzazione del suo progetto di sviluppo. "Com'è noto - rimarca il governatore - una quota rilevante del premio è destinata a sostenere progetti innovativi, e il fatto che l'Ieo sia stato individuato come partner scientifico, insieme all'Istituto nazionale tumori (Int), conferma la sua capacità di incidere sul futuro della medicina e della prevenzione oncologica".  L'eredità di Veronesi L'Ieo 3, commenta in una nota Carlo Cimbri, presidente Ieo, "è pienamente coerente con la nostra missione: mettere la tecnologia al servizio della cura e accelerare l'impatto della ricerca sulla vita delle persone". E' una casa per "l'innovazione tecnologica che ci porterà all'oncologia di precisione, che significa cure più personalizzate, più efficaci e con meno effetti collaterali - precisa il direttore scientifico dell'Irccs, Roberto Orecchia - Oggi quando parliamo di oncologia di precisione pensiamo soprattutto ai farmaci, ma lo stesso principio (e lo stesso investimento di risorse umane e finanziarie) va applicato ai trattamenti locali. Il nostro obiettivo è arrivare a una radioterapia e una chirurgia di precisione. L'inaugurazione si colloca nella settimana in cui celebriamo il centenario della nascita del nostro fondatore, Umberto Veronesi. Con Ieo 3 diamo concretezza al suo pensiero: non smettere mai di innovare, perché ci sarà sempre una terapia da migliorare e una speranza in più da offrire ai nostri pazienti. Il nuovo blocco operatorio oggi è all'avanguardia, ma è pensato anche per gli sviluppi tecnologici e scientifici di domani".  "Diventeremo - prosegue Orecchia - un istituto di medicina di precisione, in parte lo siamo già, senza dimenticare mai l'altro grande insegnamento di Umberto Veronesi: il medico deve instaurare con il paziente un rapporto prima di tutto umano. Ci vogliono la scienza e la tecnologia per curare, ma ci vuole una carezza per guarire". Erano, queste ultime, fra le parole più ricorrenti di Veronesi. Oggi campeggiano su alcuni poster affissi nell'atrio dell'Ieo 1 per ricordarlo. In un videomessaggio inviato per l'inaugurazione di Ieo 3, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ricorda un'altra delle sue frasi celebri citate nei poster: "Comunicare una diagnosi di cancro genera sofferenza. Da quel momento l'amore è parte integrante della cura. In questo senso mi sento di poter dire che ho amato i miei pazienti".  "Come molti sanno - racconta Sala - ho affrontato anch'io la malattia. E anche io, come tutti coloro che si trovano a combattere contro questi mali, ho avuto bisogno onestamente di sostegno, di un conforto che avesse sì basi scientifiche, ma potesse allo stesso tempo lenire le preoccupazioni e le paure dell'animo umano. Quel conforto lo trovai nel rapporto onesto e diretto che instaurai con Umberto. Lo trovai nelle sue parole, nei suoi gesti, nella speranza e serenità che riuscì a infondermi. Era una grandissima persona, e la capacità di unire scienza e umanità, il rigore della ricerca scientifica e la sensibilità verso i pazienti è l'eredità più grande che ci ha lasciato".  
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Sport invernali e vacanze natalizie, consigli contro i piccoli traumi

(Adnkronos) - Tempo di ritorno sulle piste da sci e nelle località di montagna soprattutto in vista delle vacanze natalizie. Luoghi molto amati dagli italiani, insieme alle attività connesse. Secondo i dati Istat 2025, infatti, sono oltre 2,4 milioni le persone che ogni anno praticano sport invernali. Un esercizio che richiede attenzione al benessere di muscoli e articolazioni per evitare fastidi purtroppo diffusi. Lo confermano i dati: più del 53% degli italiani dichiara di aver sofferto nell'ultimo anno di dolori muscolari o articolari, come evidenziato da uno studio del Censis. A spiegare come coniugare il piacere delle attività sulla neve con la sicurezza e la salute muscolare è Michelangelo Giampietro, docente della scuola di specializzazione Medicina dello sport e dell'esercizio fisico all'università Sapienza Roma, intervenuto a un evento sul tema promosso da Assosalute, l'associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica.  Tra i protagonisti delle vacanze e dei fine settimana sulla neve ci sono i 'weekend warriors', come definiti da Giampietro: persone che, per motivi di lavoro o impegni familiari, concentrano tutta l'attività fisica al sabato e alla domenica o durante le festività. "Dal punto di vista degli esperti - sottolinea lo specialista - è una modalità che, se praticata con buon senso, può comunque portare benefici: meglio poco movimento che niente, anche se concentrato in pochi giorni. Tuttavia, questa abitudine espone a rischi specifici, soprattutto se si sottovaluta la preparazione e la gradualità". Proprio questa tendenza a concentrare lo sforzo in brevi periodi spesso porta i weekend warrior a commettere errori tipici: saltare il riscaldamento, esagerare con l'intensità o ignorare i segnali di fatica del corpo, aumentando così la probabilità di traumi, distorsioni, contratture e dolori muscolari acuti. "Gli errori più comuni sono la mancanza di preparazione, i gesti tecnici eseguiti in modo scorretto, il voler 'recuperare' in poco tempo ciò che non si è fatto nel resto dell'anno e la sottovalutazione della fragilità dei tendini, soprattutto con l'avanzare dell'età", elenca Giampietro.  L'ideale rimane distribuire l'attività fisica durante la settimana, anche con sessioni brevi, ma regolari. Tuttavia, anche chi può allenarsi solo nei weekend deve ricordare l'importanza di ascoltare il proprio corpo, scegliere attività piacevoli e sostenibili e non pretendere troppo da sé stessi in poco tempo. "La salute muscolo-tendinea-articolare si costruisce ogni giorno, non solo durante le vacanze", ribadisce l’esperto. Non solo sci alpino: oggi le discipline invernali comprendono anche sci di fondo, snowboard, pattinaggio su ghiaccio, ciaspolate e trekking. "Le attività aerobiche come sci di fondo o trekking offrono benefici cardiovascolari e sono meno traumatiche dal punto di vista muscolare, mentre le attività anaerobiche come sci alpino o snowboard prevedono sforzi intensi e movimenti bruschi, aumentando il rischio di traumi acuti", analizza Giampietro. Queste differenze si riflettono anche sulle parti del corpo maggiormente esposte a infortuni e dolori: ginocchia, spalle e, nei casi più gravi, le strutture ossee degli arti inferiori soprattutto per chi ama scendere sulle piste. "Le fasce d'età più a rischio sono i giovani, per eccesso di slancio e sottovalutazione dei pericoli, e gli over 60 che spesso si cimentano in gesti tecnici non più adeguati alla propria condizione fisica, con una maggiore predisposizione a fratture e lesioni tendinee", continua il medico dello sport. Quando si parla di prevenzione degli infortuni sulle piste, è importante considerare due aspetti fondamentali: la preparazione fisica e la corretta alimentazione. La preparazione fisica inizia ben prima di mettere gli sci ai piedi. "Riscaldamento e stretching sono fondamentali, così come una preparazione progressiva già nelle settimane precedenti la vacanza", consiglia Giampietro. Anche l'alimentazione gioca un ruolo chiave nella prevenzione. "La disidratazione e la carenza di zuccheri - ricorda - aumentano il rischio di crampi e lesioni muscolo-tendinee. Prima e durante l'attività fisica, via libera a zuccheri semplici, frutta secca, acqua e bevande leggermente zuccherate. Non dimentichiamo proteine, calcio e vitamina D per la salute muscolo-articolare". Non va neppure sottovalutata la stanchezza. Ascoltare il proprio corpo è importante e quando si è stanchi bisogna fermarsi. Si tratta di una misura di cautela contro eventuali incidenti (cadute o disattenzione nei movimenti), fondamentale per proteggere muscoli a articolazioni.  Durante la pratica degli sport invernali, anche in presenza di una buona preparazione e delle opportune attenzioni, può comunque capitare di incorrere in piccoli traumi alla base di dolori e lesioni muscolari o articolari. In questi casi l'automedicazione responsabile rappresenta un valido alleato per una pronta gestione dei sintomi, consentendo di ridurre dolore, gonfiore e limitare il disagio, soprattutto quando ci si trova in vacanza o lontani dal proprio medico di fiducia. "Dopo un trauma acuto, come una distorsione o una contusione, dopo ad esempio una caduta sulle piste, è fondamentale applicare subito il protocollo Price (protezione, riposo, ice, compressione, elevazione)", indica Giampietro. "Il ghiaccio va applicato sulla zona colpita per non più di 10 minuti consecutivi, a intervalli, per ridurre il gonfiore e il dolore. La compressione e l'elevazione aiutano a contenere l'ematoma e favoriscono un recupero più rapido". Per alleviare dolore e infiammazione, possono essere utilizzati farmaci di automedicazione ad azione antinfiammatoria o antidolorifica, disponibili in gel, creme o compresse, riconoscibili dal bollino rosso che sorride sulla confezione. "I farmaci topici sono utili per un'azione mirata sulla zona interessata. Nei casi di evidente contrattura muscolare, invece, possono essere indicati i miorilassanti, ma sempre con cautela: la tempistica di utilizzo è fondamentale: prima si comprime e si raffredda l'area, poi, se necessario, si interviene con il miorilassante", puntualizza l'esperto.  In questo percorso di gestione dei disturbi e cura in autonomia, il farmacista gioca un ruolo centrale, non solo come dispensatore di farmaci, ma come vero e proprio consulente della salute: è la figura a cui rivolgersi per chiarire dubbi, ricevere consigli personalizzati e capire quando è il caso di chiedere il parere di un medico. Cinque consigli sintetizzano le indicazioni del medico dello sport per un inverno in salute muscolo-scheletrica. Eccoli: muoversi con regolarità, meglio una camminata ogni giorno che ore intense solo nel weekend; gradualità, aumentare progressivamente durata e intensità dell'attività fisica; idratazione e alimentazione equilibrata, fondamentali prima, durante e dopo lo sport; ascoltare il corpo, fermarsi ai primi segnali di dolore o affaticamento; automedicazione consapevole e uso corretto dei medicinali da banco, riconoscibili dal bollino rosso che sorride sulla confezione, sono degli alleati se usati correttamente per alleviare i sintomi di piccoli traumi e disturbi muscolo-scheletrici.  "L'attività fisica costante, una dieta equilibrata e l'ascolto del proprio corpo sono il segreto per godersi lo sport invernale senza rischi", conclude Giampietro. 
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Nissan e Monolith: l’IA accelera lo sviluppo dei futuri veicoli

(Adnkronos) - La rinnovata collaborazione tra Nissan e Monolith conferma quanto l’intelligenza artificiale stia diventando un elemento strategico nello sviluppo automobilistico moderno. Le due realtà hanno siglato un nuovo accordo triennale che punta a rendere più rapida, efficiente e sostenibile la progettazione dei futuri modelli, riducendo la dipendenza dai test fisici e accelerando l’introduzione delle novità sul mercato. Un percorso che sostiene direttamente il piano industriale Re:Nissan, focalizzato sull’ottimizzazione delle risorse, sull’innovazione tecnologica e su un miglioramento concreto del time-to-market.
 La tecnologia sviluppata da Monolith è già stata impiegata nel programma di validazione della nuova Nissan LEAF prodotta a Sunderland, e verrà estesa alla futura gamma destinata al mercato europeo.  Il valore aggiunto risiede nella capacità di trasformare una vasta eredità di know-how in un vantaggio competitivo misurabile: oltre 90 anni di dati reali provenienti da prove su strada e da collaudi interni vengono elaborati per prevedere con precisione l’esito dei test fisici, consentendo agli ingegneri del Nissan Technical Centre Europe di concentrarsi sulle decisioni cruciali di progetto.La tecnologia sviluppata da Monolith è già stata impiegata nel programma di validazione della nuova Nissan LEAF prodotta a Sunderland, e verrà estesa alla futura gamma destinata al mercato europeo.  Il valore aggiunto risiede nella capacità di trasformare una vasta eredità di know-how in un vantaggio competitivo misurabile: oltre 90 anni di dati reali provenienti da prove su strada e da collaudi interni vengono elaborati per prevedere con precisione l’esito dei test fisici, consentendo agli ingegneri del Nissan Technical Centre Europe di concentrarsi sulle decisioni cruciali di progetto.  L’estensione dell’accordo nasce dai risultati ottenuti nella precedente fase di sperimentazione, dedicata ai giunti bullonati dei telai. Grazie ai modelli predittivi basati su machine learning, è stato possibile individuare la coppia di serraggio ottimale e stabilire una gerarchia delle verifiche necessarie.  Il beneficio è tangibile: una riduzione del 17% dei test fisici rispetto al processo tradizionale e, applicando su scala lo stesso metodo, la possibilità di dimezzare i tempi di collaudo per l’intera produzione europea. 
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Nuova Fiat 500 Hybrid: il ritorno a Mirafiori

(Adnkronos) - La Fiat 500 Hybrid torna sotto i riflettori internazionali inaugurando una nuova fase per il marchio torinese, presentata durante un media drive ospitato nel capoluogo piemontese dal 21 al 28 novembre. Questa versione ibrida conserva il fascino intramontabile della 500, ma introduce un approccio più contemporaneo alla mobilità urbana, mantenendo intatto il legame con l’eleganza del design italiano. Il debutto della nuova Fiat 500 Hybrid della compatta ibrida segna anche un ritorno simbolico alle origini: la produzione è ripartita a novembre nelle Carrozzerie di Mirafiori, lo storico impianto dove la 500 vide la luce nel 1957. L’obiettivo iniziale è raggiungere quota 5.000 unità entro fine anno, per poi arrivare (a pieno regime) a un incremento potenziale di circa 100.000 vetture annue. Una scelta industriale che rafforza il ruolo strategico di Torino e consolida la relazione tra FIAT e la sua città natale.  La gamma si sviluppa su tre configurazioni di carrozzeria: Hatchback, 3+1 (ordinabile dall’inizio del prossimo anno) e Cabrio, affiancate dagli allestimenti POP, ICON e LA PRIMA. In occasione del lancio debutta anche la serie speciale “TORINO”, dedicata esclusivamente alla Hatchback e pensata come tributo alla città che continua a incarnare l’identità del brand. La versione POP rappresenta la 500 nella sua forma più essenziale: concreta, intuitiva, ideale per chi cerca funzionalità quotidiana senza rinunciare allo stile. La ICON interpreta invece l’anima tecnologica della gamma, con un mix di comfort, connettività e carattere urbano che conferma la vocazione moderna dell’ibrida cittadina. Al vertice si colloca LA PRIMA, allestimento premium che concentra finiture curate, dotazioni esclusive e tutto il fascino senza tempo della city car FIAT. 
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In arrivo nuovi marchi per il Gruppo Chery

(Adnkronos) - l Gruppo Chery accelera il proprio piano di espansione in Italia: dopo il lancio di OMODA & JAECOO, arrivano nel mercato nazionale tre nuovi marchi – LEPAS, iCAUR ed EXLANTIX , che debutteranno tra il 2026 e i prossimi cinque anni. 
LEPAS, atteso in Italia dal 2026, si posiziona come brand votato a una mobilità elegante e tecnologica. Presentato in anteprima europea al Salone di Torino, porterà sul mercato modelli come l’ammiraglia L8 e le più compatte L6 e L4.
 
iCAUR, in arrivo nel 2027, proporrà una gamma di veicoli che fonde design classico e innovazione. Il debutto italiano sarà affidato al SUV V27, dotato di tecnologia ibrida a range extender, autonomia elettrica di circa 200 km e potenza fino a 455 CV.  
EXLANTIX, il marchio elettrico di fascia alta di Chery, previsto in Italia entro i prossimi cinque anni. La gamma comprende modelli come la berlina ES e il SUV ET, già affermato in Asia e votato “Auto dell’Anno” in Cina nel 2024. «Siamo entusiasti di portare LEPAS, iCAUR ed EXLANTIX in Italia», ha dichiarato Kevin Cheng, CEO OMODA & JAECOO Automotive Italy, sottolineando come il rafforzamento dell’offerta premium rappresenti «una tappa strategica per il nostro Gruppo e per il mercato italiano». 
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Italia-A.Saudita, l’imprenditore italiano: "Fase ideale per nuova stagione cooperazione"

(Adnkronos) - “Alla luce dell’evoluzione dei rapporti tra Italia e Paesi del Golfo, riteniamo che questa sia la fase ideale per aprire una nuova stagione di cooperazione. Per questo Protom ha definito un piano industriale che prevede, nei prossimi cinque anni, investimenti mirati proprio nell’area del Golfo, con l’obiettivo di avviare partnership stabili nei settori dell’innovazione”. Lo dichiara in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia il fondatore di Protom, Fabio De Felice, a margine del Forum imprenditoriale Italia Arabia Saudita, iniziato oggi a Riad. De Felice da anni è tra i membri italiani della task force dedicata al digitale del B20, il business forum del G20. L’azienda è certificata Elite, il programma di Borsa Italiana per le aziende ad alto potenziale ed è entrata in TechShare è il programma di preparazione alla quotazione di Euronext dedicato alle società tecnologiche. “Da oltre trent’anni - spiega - Protom lavora per portare soluzioni ad alto valore aggiunto alle imprese e alle istituzioni, con un approccio che combina competenze tecniche, cultura del progetto e una forte identità italiana. L'azienda è la prima kti company italiana che opera in diversi settori dell’innovazione tecnologica, dalla digital transformation allo smart manufacturing”.  “L’intervento del ministro Tajani a Riad - commenta - conferma una realtà che come imprenditori italiani percepiamo da tempo: l’Arabia Saudita non è più soltanto un mercato in espansione, ma un partner strategico con cui costruire progetti di lungo periodo. La Vision 2030 rappresenta una delle più grandi trasformazioni economiche al mondo, e l’Italia ha oggi l’opportunità di inserirsi in modo strutturale in questo processo. Quello che emerge dal summit è un messaggio chiaro: non parliamo solo di scambi commerciali, ma di cooperazione industriale, di innovazione condivisa e di investimenti bilaterali".  Secondo De Felice ,"il fatto che siano già stati siglati accordi per circa 10 miliardi di dollari conferma che i due Paesi stanno costruendo un vero partenariato, che unisce know-how italiano e capacità di investimento saudita. Rispetto ai piani strategici della mia realtà intravedo diverse scenari in diversi settori dall’energia alla transizione sostenibile alla tecnologia. L’Italia ha competenze tecnologiche d’eccellenza su varie dimensioni tecnologiche mentre l’Arabia Saudita sta investendo in modo massiccio su questi fronti. L’incontro tra queste due realtà può generare filiere nuove e progetti ad alta scalabilità”. “Queste aree - sottolinea - unite al nuovo corridoio economico tra India, Medio Oriente ed Europa, offrono all’Italia la possibilità di posizionarsi come piattaforma mediterranea della crescita. Per questo ritengo che sia il momento giusto per un approccio più integrato: imprese, università e istituzioni italiane devono presentarsi come un unico sistema in grado di costruire valore, non solo di vendere prodotti. L’Italia e l’Arabia Saudita hanno oggi una convergenza strategica: loro cercano tecnologia e competenze, noi cerchiamo nuovi mercati e stabilità nelle catene del valore. La collaborazione tra i due Paesi può essere una leva fondamentale per la nostra competitività globale”.  
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Violenza su donne, Consulenti lavoro: impegno con Fond. Doppia Difesa, ecco opuscolo informativo con misure per aiuto

(Adnkronos) - Contrastare la violenza sulle donne favorendone l'indipendenza economica. Una battaglia sociale, culturale e valoriale che i Consulenti del lavoro conducono attraverso l'intesa siglata con la 'Fondazione Doppia Difesa', con l’obiettivo di ampliare le opportunità lavorative delle vittime di violenza attraverso la formazione, l'inserimento e la ricollocazione nel mondo del lavoro.  In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, la categoria mette a disposizione un opuscolo illustrativo che riassume le misure esistenti per aiutare le donne a ritrovare la loro libertà.  Dal sostegno economico per l’autonomia abitativa e personale, agli incentivi alle assunzioni per i datori di lavoro fino al congedo retribuito e all’assegno di inclusione.  
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