40 anni fa scandalo vino al metanolo, medico-nutrizionista: "La sicurezza non è il traguardo, ma un processo di vigilanza continua".
(Adnkronos) - Quarant'anni fa una delle più grandi frodi alimentari fa scattare il panico tra gli italiani. Decessi e casi di cecità dopo il consumo di vino che si scoprì 'tagliato' con l'alcol metilico. Una 'correzione' biochimica a fini di lucro che è rimasta impressa nella memoria come una delle più spietate truffe alimentari. "Fu un atto di puro cinismo biochimico. Per innalzare la gradazione di vini poveri e di scarto, vennero utilizzate tonnellate di alcol metilico (metanolo), un solvente industriale destinato a vernici e antigelo", afferma all'Adnkronos Salute Mauro Minelli, immunologo e docente di Nutrizione clinica all'università Lum 'Giuseppe Degennaro'. Fra il 3 e l’8 marzo 1986 iniziano i primi ricoveri sospetti in Lombardia. Diversi pazienti arrivano negli ospedali di Milano, Voghera e Gallarate con sintomi devastanti: cecità improvvisa, coma e gravi acidosi metaboliche. L’11 marzo 1986 si registrano i primi decessi. I sanitari inizialmente sospettano patologie neurologiche o virali, ma "la frequenza e la similitudine dei sintomi indirizzano le indagini verso un'intossicazione acuta", ricorda Minelli. Il 17 marzo 1986 la Procura di Milano e il Centro antiveleni confermano ufficialmente la presenza di alcol metilico in dosi massicce (fino al 7%, contro un limite di legge dello 0,15%) in campioni di vino da tavola. "Mentre il metanolo era un veleno aggiunto deliberatamente per profitto, le emergenze odierne sono prevalentemente di natura microbiologica. A fare capolino nella memoria recente degli italiani sono il botulino - ricorda Minelli - spesso legato a una gestione domestica o artigianale errata delle conserve, dove l'assenza di ossigeno favorisce la tossina, e l’epatite A frequentemente associata al consumo di molluschi crudi o di frutti di bosco surgelati, ciò che evidenzia soprattutto la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento globalizzate. Oggi la sicurezza alimentare dipende dalla sorveglianza epidemiologica e dall'educazione. È necessario - avverte l'immunologo - colmare il gap informativo del consumatore, che spesso percepisce il cibo 'naturale' o 'artigianale' come intrinsecamente sicuro, sottovalutando i rischi legati a temperature e conservazione. Ecco perché, quarant’anni dopo la lezione del metanolo, il messaggio resta attuale: la sicurezza non è un traguardo, ma un processo di vigilanza continua". La scoperta delal frode del vino al metanolo "fu uno shock senza precedenti perché colpì il quotidiano, visto che il vino era l'alimento base delle tavole italiane. L'idea che un gesto conviviale potesse portare alla cecità permanente o alla morte immediata generò un panico collettivo che portò al sequestro di milioni di litri di prodotto - prosegue Minelli - Alla fine, il bilancio fu devastante: 23 decessi accertati e decine di persone colpite da lesioni irreversibili". "Il metanolo - sostanza tossica per inalazione, ingestione e contatto con la pelle - è solubile in acqua oltre che in diversi solventi organici. La sua tossicità acuta, principalmente legata alla produzione del metabolita acido formico, si manifesta inizialmente con vomito, dolori addominali e poi acidosi metabolica e compromissione funzionale del sistema nervoso centrale che, in un tempo compreso tra le 12 e le 24 ore dopo l’ingestione, tende ad aggravarsi con danni al nervo ottico fino a completa cecità, scosse tonicocloniche, convulsioni e coma associato ad insufficienza multiorgano che conduce alla morte. "In Italia, quello fu il momento in cui si consumò la più grave rottura del patto di fiducia tra produttore e consumatore. Oggi la sfida è mutata. Se il metanolo rappresentò nel 1986 il culmine della frode chimica dolosa, la risposta istituzionale portò alla creazione dei Nas dei Carabinieri e all’implementazione di protocolli di tracciabilità che oggi rendono la filiera italiana tra le più sicure al mondo. Tuttavia, la cronaca recente dimostra che il rischio non è azzerato, ma ha cambiato natura", conclude Minelli.
---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Oncoematologia, Ail presenta libro su impatto di ambiente e stili vita
(Adnkronos) - Raccoglie gli atti del Convegno nazionale Ail 2024, il volume dal titolo ‘L’impatto dell’ambiente e degli stili di vita nel rischio onco-ematologico’, che verrà presentato mercoledì 1 aprile all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Il libro, promosso dall’Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma - edito da FrancoAngeli e con la prefazione di Giuseppe Toro, presidente nazionale Ail - nasce dall’esigenza di rendere disponibili i contributi scientifici, sociali e istituzionali emersi durante la quarta edizione del Convegno Ail ‘Curare è prendersi cura. Impatto ambientale e rischio sanitario, benessere e stili di vita’, che ha messo a confronto esperti di medicina, epidemiologia, scienze ambientali e sociali, rappresentanti delle Istituzioni e dell’associazionismo, con l’obiettivo di approfondire le possibili correlazioni tra inquinamento, stili di vita e rischio onco-ematologico. Il cancro - informa l’associazione in una nota - rappresenta una delle maggiori sfide sanitarie e sociali: l’aumento dell’incidenza è legato non solo all’invecchiamento della popolazione, ma anche all’esposizione a fattori di rischio ambientali modificabili, come l’inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua, oltre a comportamenti individuali non salutari. In questo scenario, Ail intende contribuire costantemente al dibattito pubblico promuovendo una visione integrata tra politiche ambientali e sanitarie, nel rispetto del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione. Il volume, a cura di Aurelio Angelini, già professore ordinario di Sociologia dell’ambiente, presidente Comitato nazionale per l’educazione alla sostenibilità Agenda 2030 e Mariaclaudia Cusumano, ricercatrice e sociologa dell’Ambiente e del territorio, Università Milano-Bicocca, raccoglie gli interventi di oltre 30 relatori che hanno affrontato temi centrali come l’impatto degli inquinanti atmosferici, delle plastiche e dei Pfas, l’alimentazione e la nutrizione, i cambiamenti climatici, l’inquinamento elettromagnetico, la prevenzione primaria, gli stili di vita sostenibili e il modello ‘One Health’. Ampio spazio è dedicato anche alle esperienze delle sezioni Ail sul territorio e al ruolo della prevenzione come strumento di tutela individuale e collettiva. La presentazione presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca rappresenta un momento di confronto istituzionale per sottolineare che "prendersi cura della salute significa anche ridurre i rischi ambientali, promuovere consapevolezza sociale e rafforzare strategie condivise per la prevenzione delle patologie onco-ematologiche" Con questa pubblicazione Ail conferma il proprio impegno, accanto al sostegno alla ricerca scientifica e all’assistenza ai pazienti ematologici, nel diffondere conoscenza e nel favorire una cultura della salute che integri ambiente, stili di vita e benessere psicofisico, nell’interesse dell’intera collettività. Da oltre 55 anni - conclude la nota - Ail, con le sue 83 sezioni provinciali e gli oltre 17mila volontari in tutta Italia, promuove e sostiene la ricerca scientifica per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma. Assiste i malati e le loro famiglie, accompagnandoli in tutte le fasi del lungo e spesso sofferto percorso della malattia, offrendo loro servizi, conoscenza e comprensione. È al loro fianco per migliorarne la qualità della vita e sostenerli nel percorso di cura. All’evento parteciperanno anche: Paolo Corradini, professore ordinario di Ematologia, Università degli Studi di Milano, direttore Ematologia, direttore scientifico ff dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano; Matteo Colleoni, professore ordinario di Studi urbani, delegato del rettore per la Sostenibilità e Mobility Manager, Università Milano-Bicocca; Paola Palestini, professoressa associata Biochimica, direttrice Master Ada, Università Milano-Bicocca e Monica Bernardi, professoressa associata Sociologia dell’ambiente e del territorio, Università Milano-Bicocca, European Climate Pact Ambassador.
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Iran, Aidit Confindustria: "Effetto guerra su mercato turistico, prenotazioni giù e crescono cancellazioni e costi"
(Adnkronos) - Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno incidendo in modo rilevante sul mercato turistico italiano, determinando un cambiamento nei comportamenti di acquisto dei viaggiatori e un aumento della complessità gestionale per gli operatori della distribuzione. È quanto emerge dall’Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria, realizzato il 25 marzo scorso su un campione di 235 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale e che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare in anteprima. Il 75% degli operatori rileva un impatto significativo sul proprio business, con effetti che si manifestano principalmente su tre direttrici: riduzione delle nuove prenotazioni (90,1%), incremento dei costi operativi (49,8%), aumento delle cancellazioni e delle richieste di rimborso (42,5%). Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno producendo una riallocazione dei flussi: le destinazioni più penalizzate risultano Medio Oriente (oltre 80%), Nord Africa (66%) e Turchia (47%). È quanto emerge dall’Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria, realizzato il 25 marzo scorso su un campione di 235 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale e che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare in anteprima. Secondo l'Osservatorio sono in crescita le destinazioni percepite come più stabili, in particolare Italia (41,1%), Spagna (23,6%), crociere e bacino Mediterraneo. Il dato evidenzia una maggiore propensione verso destinazioni di prossimità o a rischio percepito inferiore. L’Osservatorio rileva elementi di criticità nella gestione operativa della filiera: le policy dei vettori aerei sono considerate adeguate solo dal 31,6% degli operatori, mentre il restante campione le giudica poco chiare o penalizzanti: emergono esigenze di maggiore flessibilità, chiarezza e supporto operativo, in particolare su cancellazioni e rimborsi. Per quanto riguarda i tour operator, il giudizio appare complessivamente più equilibrato, con una prevalenza di valutazioni positive, ma con margini di miglioramento su policy e tempi di gestione. Secondo Aidit, il quadro mette in rilievo una contrazione della domanda accompagnata da un incremento delle attività di gestione post-vendita. L’indagine evidenzia anche un cambiamento significativo nel comportamento dei viaggiatori: oltre l’80% delle agenzie segnala variazioni rilevanti, il 62% dei clienti tende a rimandare la prenotazione, il 21,8% richiede modifiche o informazioni aggiuntive. Il principale driver di scelta è la sicurezza (55,8%), seguita da flessibilità e prezzo. Si osserva inoltre un aumento della volatilità della domanda: il 61,7% degli operatori prevede prenotazioni caratterizzate da elevata incertezza per la stagione estiva. E le aspettative delle agenzie di viaggi per la stagione estiva risultano orientate alla cautela: il 72,2% degli operatori prevede una contrazione della domanda, una quota limitata prevede stabilità o crescita. "I dati dell’Osservatorio confermano che, in presenza di shock geopolitici, il turismo non si ferma ma cambia rapidamente forma. I clienti diventano più cauti, più informati e chiedono maggiore protezione. In questo contesto, il turismo organizzato e le agenzie di viaggio rappresentano un presidio fondamentale di sicurezza, assistenza e gestione del rischio per i cittadini", spiega Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria. "Serve una piena consapevolezza istituzionale del ruolo economico e sociale della distribuzione turistica, anche nelle fasi di crisi. In questo quadro, riteniamo fondamentale avviare un confronto strutturato con il Governo. La recente assunzione ad interim della delega al Turismo da parte del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni rappresenta un’ulteriore opportunità per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese su temi centrali come sicurezza, regolazione del mercato e sostegno alla domanda", conclude.
---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Gestione energetica intelligente riduce i consumi del 22% in tutta Europa
(Adnkronos) - Il mercato europeo della gestione energetica domestica sta vivendo una fase di consolidamento strutturale, spinto dalla necessità di mitigare l'instabilità dei prezzi e accelerare la transizione verso le fonti rinnovabili. tado° ha ufficializzato il raggiungimento della redditività operativa, un traguardo supportato dal collegamento di oltre 5,5 milioni di termostati intelligenti in tutto il continente. Questo passaggio segna l'evoluzione dell'azienda da produttore di hardware a piattaforma software complessa, capace di gestire in modo coordinato riscaldamento, raffrescamento e consumi elettrici. "La forte crescita degli ultimi anni e la nostra posizione di leadership nel mercato europeo ci hanno permesso di raggiungere la redditività come azienda", ha dichiarato Johannes Schwarz, co-fondatore e CEO di tado°, sottolineando come l'indipendenza finanziaria consenta di accelerare l'espansione tecnologica del gruppo.
tado° Co-founders Christian Deilmann (a sinistra) e Johannes Schwarz (a destra)
L'approccio tecnologico attuale combina l'uso di termostati smart con l'analisi delle tariffe elettriche dinamiche, permettendo di spostare automaticamente i consumi verso le fasce orarie più economiche ed efficienti. Questa automazione, progettata per adattarsi alla varietà dei sistemi di riscaldamento europei, dalle pompe di calore alle caldaie a gas, fino al teleriscaldamento, consente una riduzione media dei consumi stimata intorno al 22%. L'integrazione di questi strumenti trasforma l'abitazione in un vero e proprio hub energetico, dove il controllo stanza per stanza ottimizza l'uso della risorsa senza compromettere il comfort abitativo. Christian Deilmann, co-fondatore dell'azienda, ha evidenziato la centralità del dibattito sulla sicurezza energetica osservando che "il kilowattora più economico è quello che non consumi mai". In un'ottica di lungo termine, la strategia aziendale punta a integrare riscaldamento, energia solare e ricarica dei veicoli elettrici in un unico sistema intelligente guidato dall'intelligenza artificiale. Parallelamente al rafforzamento operativo, è stato introdotto un programma di partecipazione che rende i dipendenti azionisti virtuali, promuovendo una cultura della proprietà condivisa. Con l'aumento della quota di energia eolica e solare nel sistema elettrico, la capacità di bilanciare domanda e offerta attraverso tecnologie smart diventa un requisito fondamentale per la stabilità della rete e il risparmio delle famiglie.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Olidata Cybersecurity: servizi SOC e sicurezza informatica
(Adnkronos) - Olidata S.p.A., system integrator quotato su Euronext Milan, ha ufficializzato per mezzo di una nota stampa la nascita di Olidata Cybersecurity S.r.l., operazione che riflette la centralità strategica della protezione dei dati per le infrastrutture critiche e il settore mission critical. La nuova società, con sede a Roma, punta alla realizzazione e gestione di un Next Generation Security Operation Center (SOC), offrendo servizi di Managed Security progettati per rispondere a minacce informatiche sempre più sofisticate. L'operazione si fonda su una partnership che vede Olidata S.p.A. detenere il 70% del capitale sociale, mentre il restante 30% fa capo a Cyber Capital Alliance S.r.l. La struttura di governance è presieduta da Cristiano Rufini, affiancato dai consiglieri Pierre Levy e Giuseppe Di Fuccia. Un passaggio chiave del progetto è rappresentato dal rilevamento delle attività di Atlantica Cybersecurity S.r.l., mossa che permette alla nuova realtà di ereditare un SOC già operativo e un portafoglio clienti esteso tra Italia, Europa e Medio Oriente. L'offerta integrerà soluzioni software per ambienti on-site e cloud, affiancate da attività di outsourcing informatico e monitoraggio operativo costante. "Oggi la cybersicurezza è una condizione dello sviluppo: senza protezione non ci sono innovazione, fiducia né continuità. Olidata Cybersecurity nasce per dare una risposta nazionale concreta a un rischio che è ormai strutturale", ha dichiarato Cristiano Rufini. A queste parole si aggiungono quelle di Pierre Levy, il quale ha sottolineato l'obiettivo di "contribuire alla crescita della sicurezza e della resilienza delle aziende attraverso l'apporto di competenze consolidate nel mercato tecnologico." Il rafforzamento della sovranità digitale nazionale passa dunque per la creazione di poli tecnologici capaci di garantire la continuità del business in un contesto di rischio informatico permanente.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sandrider Experience: Motorsport e Gaming a Roma
(Adnkronos) - Il prossimo 2 aprile, le Officine Farneto di Roma ospiteranno un evento progettato per trasferire l’intensità della guida off-road in un contesto urbano, utilizzando una replica fedele del veicolo che ha partecipato alla Dakar 2026. Al centro dell'iniziativa si colloca un simulatore di guida in scala 1:1, concepito per restituire le vibrazioni e le sollecitazioni tipiche dei percorsi desertici attraverso una prova a tempo in stile racing game. Questa configurazione "phygital" mira a coinvolgere una community trasversale di appassionati, unendo le prestazioni tecniche dei motori all'intrattenimento interattivo. Il concept creativo dell'appuntamento capitolino si basa sulla trasformazione dell’immaginario legato ai grandi rally in un’esperienza concreta e condivisibile, facilitata dalla presenza di creator del panorama digitale come Giampytek e Naska. La partecipazione di queste figure sottolinea la volontà di amplificare il racconto dell'evento verso un pubblico sempre più orientato alla fruizione social e tecnologica. L'esperienza proposta non si limita alla semplice esposizione del mezzo, ma invita l'utente a testare le proprie abilità di guida estrema in un ambiente controllato ma tecnologicamente avanzato, dove la fedeltà della simulazione è garantita dal design racing del veicolo originale. Per chi desidera approfondire le modalità di partecipazione e i dettagli tecnici del simulatore, le informazioni sono disponibili sulla piattaforma web dedicata all'evento.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Lo studio, 80% di chi soffre di schizofrenia ha deficit cognitivi
(Adnkronos) - In Italia si stima che la schizofrenia interessi circa 300 mila persone, con una prevalenza intorno allo 0,6% della popolazione adulta. Tra queste, oltre l’80% presenta un deficit cognitivo che incide in modo significativo sulla capacità di lavorare, mantenere relazioni sociali e gestire la vita quotidiana, ed è uno dei principali fattori che determinano la qualità della vita quotidiana, anche più dei sintomi psicotici. Ma non tutto il deficit cognitivo è direttamente espressione della malattia. Una parte, almeno un terzo, può essere infatti legata a fattori esterni e potenzialmente modificabili. Questo approccio segna un cambio di prospettiva nella gestione della schizofrenia, spostando l’attenzione dal solo controllo dei sintomi psicotici alla valutazione sistematica dei fattori che possono influenzare il funzionamento cognitivo. I dati dello studio italiano, condotto dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Università di Brescia diretto da Antonio Vita, presidente della Società italiana di psichiatria, sono stati presentati durante il Congresso Europeo di psichiatria (Epa 2026) in corso a Praga. "Una quota significativa dei deficit cognitivi, almeno un terzo, osservati nelle persone con schizofrenia è riconducibile a fattori secondari e quindi, almeno in parte, modificabile. Si tratta di un aspetto cruciale, perché apre a margini concreti di intervento", spiega Vita. Il contributo del gruppo dell’Università di Brescia introduce una distinzione chiave tra deficit cognitivo 'primario' e 'secondario. Il primo riflette la componente neuroevolutiva intrinseca della schizofrenia e coinvolge diverse funzioni – dalla memoria all’attenzione, fino alle funzioni esecutive e alla cognizione sociale – spesso già prima dell’esordio della psicosi, con un andamento relativamente stabile nel tempo. Il deficit cognitivo secondario, invece, è determinato da fattori che possono peggiorare ulteriormente le prestazioni cognitive. Tra questi rientrano il carico di farmaci con effetti anticolinergici, l’utilizzo di antipsicotici di prima generazione e benzodiazepine, la sindrome metabolica, i disturbi del sonno, la sedentarietà, l’uso di sostanze – in particolare la cannabis – e la deprivazione sociale. "Distinguere queste due componenti – prosegue Vita – è fondamentale nella pratica clinica. Se il deficit primario richiede interventi strutturati come la riabilitazione cognitiva e una gestione ottimizzata della terapia, quello secondario impone un lavoro sistematico di identificazione e riduzione dei fattori che lo determinano". In questa prospettiva, la gestione della schizofrenia si amplia oltre il controllo dei sintomi psicotici, includendo la revisione delle terapie in funzione dell’impatto cognitivo, la gestione delle comorbidità metaboliche, la promozione dell’attività fisica, il trattamento dei disturbi del sonno, il contrasto all’uso di sostanze e programmi di inclusione sociale e lavorativa. Un approccio che può tradursi in un miglioramento concreto del funzionamento quotidiano e della qualità della vita delle persone con schizofrenia.
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Medicina, intervento neurochirurgico da sveglio con ipnosi, rimossa lesione cervello
(Adnkronos) - Neurochirurgia da svegli con ipnosi, realizzata all'Irccs Neuromed di Pozzili per migliori risultati preservando, al contempo, le funzioni cerebrali. L'intervento con la cosiddetta tecnica 'awake'(a paziente sveglio) ha consentito di mantenere un’elevata precisione chirurgica e una buona gestione dell’esperienza intraoperatoria del paziente. La chirurgia awake viene utilizzata quando è necessario operare lesioni cerebrali vicine alle 'aree nobili', come ad esempio quelle che controllano il movimento, il linguaggio, la memoria, la capacità di riconoscere i volti o di eseguire calcoli. In questi casi, durante alcune fasi dell’intervento, il paziente collabora con l’équipe eseguendo semplici compiti, permettendo il monitoraggio in tempo reale delle funzioni cerebrali e guidando l’azione del neurochirurgo. Nel caso specifico, la lesione era localizzata in un’area motoria coinvolta nel movimento del piede. Durante l’intervento, al paziente è stato chiesto di eseguire movimenti mirati dell’arto, consentendo un monitoraggio continuo e permettendo di preservare la funzione motoria. In questo contesto, le tecniche di ipnosi clinica hanno permesso di modulare in modo dinamico lo stato del paziente, favorendo la collaborazione attiva durante le fasi di monitoraggio motorio e un profondo rilassamento nelle fasi chirurgiche non collaborative. Questo ha consentito condizioni operative ottimali, inclusa la riduzione dell’attività muscolare interferente durante le fasi di stimolazione. L’integrazione di queste tecniche ha inoltre consentito di ridurre al minimo l’utilizzo di farmaci anestetici, favorendo una maggiore stabilità intraoperatoria e un recupero rapido già nelle prime ore successive all’intervento. "L’ipnosi - evidenzia Vincenzo Esposito, responsabile della Neurochirurgia II del Neuromed - non è qualcosa di magico, ma uno strumento che consente di mettere il paziente a proprio agio e ridurre in modo significativo l’ansia legata alla chirurgia da sveglio. Questo si traduce in una collaborazione più efficace durante l’intervento e in una maggiore affidabilità nella valutazione delle funzioni". Le tecniche di ipnosi clinica sono state utilizzate per favorire la focalizzazione dell’attenzione, ridurre l’ansia e facilitare la risposta del paziente ai compiti richiesti, limitando l’interferenza degli stimoli ambientali. "Abbiamo lavorato insieme già dal giorno precedente all’intervento costruendo un percorso che ha permesso al paziente di mantenere un’elevata focalizzazione attentiva e una collaborazione costante anche nelle fasi più delicate", spiega Marco Ciavarro, neuropsicologo. "Dal punto di vista anestesiologico – dice Svitlana Kaskiv, anestesista Neuromed - l’integrazione con l’ipnosi consente di modulare in modo più fine lo stato del paziente, mantenendo elevati standard di sicurezza e stabilità intraoperatoria, con un utilizzo minimo dei farmaci ansiolitici. Inoltre, con tale metodica, il paziente sopporta meglio l’anestesia locale che viene fatta a livello del cranio nella fase iniziale dell’intervento". Il paziente, a due giorni dall’intervento, ha raccontato di aver vissuto l’esperienza in modo più semplice di quanto si aspettasse. "La sala operatoria è passata liscia, non sentivo dolore. Ascoltavo solo la voce che mi guidava, e riuscivo a fare quello che mi veniva chiesto, come muovere il piede. Pensavo ai miei figli, a quello che voglio tornare a fare. Per me è durato molto meno di quanto è stato realmente". L’integrazione di tecniche di ipnosi clinica nella chirurgia da svegli rappresenta un ulteriore sviluppo dell’approccio multidisciplinare, in cui neurochirurghi, anestesisti e neuropsicologi lavorano in stretta sinergia con il paziente. "La riduzione della componente ansiosa - spiega Esposito - consente di limitare l’uso di farmaci aggiuntivi e di ottenere una valutazione più precisa delle funzioni durante l’intervento. Questo rende la procedura più fluida e, spesso, anche più rapida, con un’esperienza complessivamente positiva per il paziente". È da sottolineare come al Neuromed le tecniche di ipnosi clinica siano applicate anche in altri contesti chirurgici, in particolare negli interventi di chirurgia spinale, sempre con l’obiettivo di migliorare l’esperienza del paziente nelle fasi pre e post-operatorie. I dati preliminari raccolti indicano una riduzione dei livelli di ansia e una minore necessità di farmaci analgesici, suggerendo un potenziale beneficio anche in termini di recupero complessivo.
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Attie, l'IA che permette a chiunque di creare un algoritmo social
(Adnkronos) - Il team che ha guidato l'ascesa di Bluesky ha presentato Attie, un assistente basato su intelligenza artificiale progettato per rivoluzionare l'interazione con il protocollo AT. Svelato durante la conferenza Atmosphere dall'ex CEO Jay Graber e dal CTO Paul Frazee, il software sfrutta i modelli Claude di Anthropic per consentire agli utenti di modellare i propri algoritmi senza dover ricorrere alla programmazione tradizionale. L'obiettivo dichiarato è quello di superare le barriere tecniche che finora hanno limitato lo sviluppo nell'ecosistema decentralizzato. Nella sua forma attuale, Attie permette la creazione di feed personalizzati attraverso semplici istruzioni testuali. Gli utenti possono richiedere flussi di contenuti estremamente specifici, come discussioni su folklore e tradizioni musicali celtiche, ottenendo una selezione curata dall'intelligenza artificiale. Sebbene il servizio sia inizialmente confinato a un'applicazione dedicata, la strategia a lungo termine prevede un'integrazione profonda con Bluesky e le altre piattaforme che poggiano sul protocollo atproto, estendendo la capacità di personalizzazione a tutta la rete. L'ambizione del progetto si spinge oltre la semplice gestione dei contenuti, puntando verso quello che Graber definisce "vibe coding". Grazie agli strumenti di programmazione agentica, gli utenti potranno costruire applicazioni complete sfruttando lo strato di dati aperti della rete Atmosphere. Secondo gli sviluppatori, l'architettura del protocollo AT, dotata di schemi chiaramente definiti, è particolarmente adatta a questo tipo di automazione, rendendo il software personalizzabile anche da chi non possiede competenze tecniche. Attie si trova ora in una fase di beta chiusa, con una lista d'attesa attiva sul sito ufficiale.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Satispay punta su welfare, obiettivo 700 mln volumi entro fine 2026
(Adnkronos) - Satispay punta sul welfare aziendale con una strategia che pone al centro un modello innovativo pensato per introdurre un maggior equilibrio e restituire valore all’intera catena del valore: esercenti, aziende e lavoratori, garantendo la massima convenienza sia nell’incasso che nella spendibilità. In una nota, la società spiega che i dati confermano l’impatto positivo sul business locale: per i piccoli esercenti questi servizi non solo aumentano il traffico in negozio, ma generano una spesa di valore molto più elevato. Basti pensare che lo scontrino medio delle transazioni effettuate con i buoni pasto Satispay è superiore del 60% rispetto alla media dei pagamenti digitali Satispay registrati nel medesimo punto vendita. Questo approccio riduce drasticamente gli attriti operativi e migliora le condizioni economiche per tutto l'ecosistema, trasformando i benefit in un valore concreto e quotidiano. Il 2025 ha segnato una forte accelerazione per SatisWelfare: a due anni dal lancio del servizio, si legge nella nota, la fintech ha raggiunto traguardi che mediamente richiedono tempi di maturazione molto più lunghi nel settore: a dicembre sono stati superati i 41 milioni di euro di volumi mensili di prodotti welfare emessi, portando il valore annualizzato a quota 360 milioni di euro. Sulla base di questo trend e della fiducia di oltre 40.000 aziende, Satispay punta a raggiungere i 700 milioni di euro di volumi annualizzati entro la fine del 2026 per tutti i prodotti welfare. "Crediamo fermamente in un modello che rimetta al centro gli esercenti, perché il welfare genera valore solo quando è sostenibile per tutti gli attori coinvolti: aziende, lavoratori e negozianti -commenta Alberto Dalmasso, ceo e co-fondatore del Gruppo Satispay-. I risultati ci confermano che siamo sulla strada giusta: vedere che i nostri servizi aumentano la capacità di spesa dei clienti e il traffico nei negozi di quartiere è la prova che la tecnologia può sostenere l'economia reale. Restituire valore al territorio significa per noi eliminare gli attriti burocratici e i costi eccessivi, offrendo soluzioni eque che avevamo adottato ben prima che diventassero un obbligo di legge. La nostra missione resta quella di sempre: semplificare il rapporto con il denaro per restituirne il pieno valore nelle mani delle persone e delle imprese".
---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)










