Terzo Settore: 9 aprile al via tour nazionale di 'Co-programmare con i giovani'
(Adnkronos) - L'ente del terzo settore Moby Dick Aps annuncia l'avvio ufficiale del tour nazionale legato al progetto 'Co-programmare con i giovani'. L'iniziativa, di rilevanza nazionale, è finanziata dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l'annualità 2024 (ai sensi dell'art. 72 del D.lgs. n.117/2017) e vede l'ente salernitano guidato da Francesco Piemonte nel ruolo di capofila di un ampio partenariato composto da enti del Terzo Settore distribuiti su tutto il territorio italiano. “Parte il 9 aprile da Vibo Valentia il tour nazionale di Co-Programmare con i giovani – afferma Francesco Piemonte, presidente di Moby Dick Aps - progetto che ci vede capofila insieme a dodici partner di tutta Italia che si occupano di politiche giovanili. Una scelta ambiziosa con un unico grande obiettivo: andare sui territori per spiegare la co-programmazione e la co-progettazione non solo agli enti di terzo settore e alla pubblica amministrazione, ma anche e soprattutto ai giovani in qualità di potenziali fruitori. La nostra sfida è quella di coinvolgere soprattutto nuove generazioni, stimolando loro a fare delle proposte reali, da presentare poi al Governo entro la fine del 2026. In quest'ottica – conclude il Presidente Piemonte - un focus centrale dei meeting regionali è orientato a un risultato pratico e di forte impatto: i partecipanti lavoreranno con il chiaro obiettivo di raccogliere proposte in linea con gli 11 Youth Goals e con il lavoro che il Governo sta svolgendo per la definizione di una legge quadro nazionale”. Il viaggio di Co-programmare con i giovani attraverserà l'Italia con una serie di incontri operativi ospitati dai partner di progetto. Ecco il calendario ufficiale delle tappe: 9/10 aprile: Vibo Valentia - VV (Regioni coinvolte: Calabria / Sicilia), a cura della Fondazione Valentia; 29/30 aprile: Campobasso- Cb (Regioni coinvolte: Sardegna / Molise), a cura di Tdm 2000; 8/9 maggio: Taurisano- Le (Regioni coinvolte: Puglia / Basilicata), a cura di Fattoria Pugliese diffusa Aps; 23/24 maggio: Bassano del Grappa – VI (Regioni coinvolte: Veneto / Friuli) a cura di Amici del Villaggio Aps; 25/26 maggio: Ascea - Sa (Regioni coinvolte: Campania / Umbria), a cura di: Festival della Filosofia in Magna Grecia; 30/31 maggio: Pieve di Bono - Tn (Regioni coinvolte: Provincia Autonoma di Trento/Piemonte), a cura di Piazza Viva Aps; 30/31 maggio: Fiorenzuola - Pc (Regioni coinvolte: Emilia Romagna/Lombardia), a cura di Sciara Progetti Aps/Ets; 26/27 giugno: San Costanzo - Pu (Regioni coinvolte: Lazio / Marche), a cura di MO.D.A.V.I. APS-RA; 10/11 settembre: La Spezia - Sp (Regioni coinvolte: Liguria / Toscana), a cura di Senza Confini Aps. Il progetto, che coinvolge circa 2.500 persone tra giovani, operatori del Terzo Settore e della Pubblica Amministrazione è pensato per coinvolgere operatori e giovani di tutte le regioni in un percorso di partecipazione attiva e co-programmazione delle politiche giovanili. L'obiettivo cardine è ascoltare i bisogni reali delle nuove generazioni, stimolare un dialogo costruttivo con le istituzioni e favorire la nascita di idee e iniziative condivise, al fine di costruire comunità più inclusive, sostenibili e partecipative. Per tradurre questo ascolto in azioni concrete, il progetto mette in campo uno strumento fondamentale: una grande indagine conoscitiva, attraverso un lavoro di redazione partecipata. Da qui nasce il questionario nazionale, accessibile sul sito ufficiale https://www.coprogrammare.it/ , uno strumento essenziale per raccogliere su tutto il territorio italiano le opinioni e i bisogni dei giovani, ma anche degli operatori del terzo settore e delle istituzioni. Attraverso le loro risposte sarà possibile individuare tendenze, criticità e aspettative che guidano la progettazione delle attività successive. Questo passaggio permette inoltre di dare voce ai ragazzi, rendendoli protagonisti attivi nella costruzione delle politiche e dei servizi a loro destinati. I risultati dell’indagine conoscitiva saranno presentati a dicembre 2026, nel corso de meeting di chiusura di Co-programmare con i giovani.
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Voltolina (Repubblica degli stagisti): "Giovani hanno fame di buone opportunità di lavoro, vanno dove le trovano"
(Adnkronos) - "Rispetto allo stage, a livello italiano siamo messi un po' meglio della media europea, perché le battaglie combattute intorno al 2010-2012 con la Repubblica degli Stagisti hanno portato i loro frutti: in Europa ci sono ancora Paesi dove gli stage gratuiti sono legali, per esempio. Noi in Italia, quantomeno per gli stage extracurricolari (quelli svolti al di fuori del periodo di studi) abbiamo adesso delle leggi che impongono una indennità mensile. Ma non è tutto rose e fiori: alcune Regioni hanno indennità minime bassissime, come la Sicilia con 300 euro al mese, o l'Emilia Romagna con 450 e la Lombardia con 500. E poi resta completamente scoperto il segmento dei tirocini curricolari, per i quali la gratuità è purtroppo ancora legale. Non a caso, il numero di italiani che si candidano a tirocini in istituzioni europee, che solitamente prevedono indennità mensili generose (intorno ai 1200 euro al mese), è altissimo ed eccezionalmente costante da anni. Gli italiani sono sempre al primo posto per numero di candidature, e talvolta questo numero è il doppio o addirittura il triplo della nazionalità in seconda posizione per numero di candidati. I giovani italiani hanno fame di buone opportunità, e vanno dove le trovano". Così, con Adnkronos/Labitalia, Eleonora Voltolina, direttrice editoriale di Journalism for Social Change, associazione che gestisce i progetti 'Repubblica degli Stagisti', 'The Why Wait Agenda' e l'osservatorio 'Lo stato del lavoro', commenta l'analisi comparativa realizzata dall’Eurispes su 22 paesi europei che mette in evidenza come l'Italia perde 34.700 giovani l'anno e 1,7 mld pil a causa dell' emigrazione. Secondo Voltolina, la definizione 'caso anomalo' data nell'analisi alla situazione del nostro Paese "è particolarmente calzante: in Italia i giovani sono sempre meno, ma continuano a non trovare buone condizioni e buone opportunità. E così molti di loro vanno all'estero. Anche la ricerca su cui si basa il libro che ho appena scritto sulle famiglie italiane all'estero, 'Crescere Expat', conferma questa visione. Il questionario poneva la domanda diretta, "perché sei partitə?", offrendo ben 12 risposte - e se ne poteva anche scegliere più d'una, ovviamente. La risposta più frequente in assoluto (37%) è risultata: per ottenere un lavoro o un lavoro migliore. A poca distanza, altre due risposte molto gettonate sono state la ricerca di condizioni economiche migliori (32,5%); e un 22% di persone che hanno risposto di essere partite perché sentivano che in Italia non avrebbero potuto realizzarsi pienamente. Delle prime sei motivazioni che spingono all’espatrio, tre dunque sono intrinsecamente legate alla sfera professionale e lavorativa: un dato che deve far riflettere i politici". Secondo Voltolina "è desolante leggere che l’Italia riesce a offrire ai propri giovani laureati condizioni occupazionali peggiori di Bulgaria, Polonia o Croazia. Ma non sorprende. Il mercato del lavoro italiano è preda di una corsa al massimo ribasso: si offre il meno possibile, sperando di trovare candidati che accettino. Per fortuna ci sono anche aziende che invece investono sui giovani, anche in Italia, offrendo condizioni di lavoro buone e stipendi generosi. Sono le aziende che noi raccontiamo sulla Repubblica degli Stagisti, che premiamo con i nostri AwaRdS. Sono una punta di diamante, ma non sono affatto la maggioranza. E i risultati si vedono: i giovani fuggono". E per Voltolina "un aspetto interessante è quello dei rientri. Anche qui non sorprende che la bilancia sia in disequilibrio. Da anni il Rapporto Italiani nel Mondo monitora questa bilancia, e i numeri dei rientri sono sempre largamente inferiori ai numeri delle partenze. Bisogna chiedersi: perché non si rientra? Nel mio libro c'è un capitolo che si chiama proprio "E se tornassimo?". Dei 1.250 partecipanti alla ricerca, solo il 9% dichiara che tornerebbe subito in Italia. Il fronte dei no è molto più nutrito: un 19% che dice con nettezza "assolutamente no", e un 44,5% che dice di no, anche se non se la sente di escluderlo del tutto. Il restante 27,5% dice che vorrebbe tornare, ma non in un futuro prossimo. Se si chiedono i motivi della reticenza a pensare a un rimpatrio, il quadro è subito netto. Al 71% la situazione economica in Italia non sembra rosea; il 68,7% pensa che la qualità della vita dei figli sia molto più alta all'estero di quanto sarebbe in Italia (va ricordato che la ricerca alla base del libro coinvolgeva tutte persone all'estero con figli); un 64,6% non pensa di tornare perché la situazione politica in Italia li preoccupa e/o non li rappresenta. E poi c'è il problema del lavoro: oltre la metà - il 53,7% - teme che non riuscirebbe a trovare in Italia un buon impiego adatto alle sue competenze; e un 47,5% pensa che sarebbe il-la partner a non riuscire a trovarlo. Il quadro è chiaro: chi parte non ha voglia di tornare perché non vede prospettive in Italia per poter prosperare, realizzarsi professionalmente, avere una stabilità lavorativa e un tenore di vita buono col proprio stipendio", conclude.
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Angeleri (Assosoftware): "Software comparto in forte crescita, al via nostro Centro studi"
(Adnkronos) - "Il software è un comparto in forte crescita, capace di generare valore economico, occupazione qualificata e innovazione diffusa. Nel 2024 ha impiegato oltre 140.000 addetti e generato 66,7 miliardi di euro di fatturato, con un ruolo particolarmente forte dei software gestionali, che rappresentano quasi la metà del comparto. Il settore conta complessivamente fra 1.500 e 2.000 imprese, mentre Assosoftware rappresenta da sola tra il 65 e il 70 per cento del fatturato complessivo. Le prospettive restano molto significative: secondo una ricerca condotta con l’Università Luiss Guido Carli, un aumento del 20 per cento della domanda di software potrebbe attivare 9,6 miliardi di euro di produzione domestica aggiuntiva, 4,8 miliardi di valore aggiunto e 67.000 nuovi posti di lavoro. Resta però un gap rispetto ad altri grandi Paesi europei, sia nella dimensione media delle imprese sia nella capacità di attrarre capitali e investimenti. Per questo far crescere il settore significa non solo sostenere l’innovazione, ma anche rendere il Paese più competitivo e più attrattivo". Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Pierfrancesco Angeleri, presidente Assosoftware, che oggi ha presentato alla Camera dei Deputati il Centro studi software per l’Innovazione digitale. "Il Centro studi software per l'innovazione Digitale di Assosoftware nasce -spiega- per rafforzare la capacità di analisi e di proposta su un settore che oggi è sempre più centrale per lo sviluppo economico e per la trasformazione digitale del Paese. L’obiettivo è produrre ricerca indipendente, alimentare il confronto pubblico e offrire un contributo più strutturato al dibattito su industria del software, innovazione e competitività. Le attività saranno accompagnate da una Commissione scientifica composta da esponenti del mondo accademico e della ricerca, così da garantire solidità metodologica e rigore nelle analisi. In un contesto segnato da grandi trasformazioni tecnologiche e da tensioni geopolitiche crescenti, il software non è più soltanto un settore economico, ma una componente strategica della sovranità tecnologica e della resilienza del sistema produttivo". L’iniziativa è nata per rafforzare la produzione di conoscenza su un settore sempre più centrale per la competitività economica, la trasformazione digitale e la sovranità tecnologica italiana ed europea. Il Centro Studi intende contribuire alla definizione di una visione strategica sul futuro dell’industria del software, sia dal lato della sua filiera produttiva sia da quello del suo utilizzo da parte del sistema economico. Come presentato dalla coordinatrice del Comitato Scientifico del Centro Studi nonché Direttrice dell’Osservatorio Tech Company del Politecnico di Milano Marina Natalucci, il Centro promuoverà ricerche in collaborazione con i alcuni dei principali Atenei italiani che si concentreranno in particolare su due direttrici: da un lato l’analisi della filiera produttiva del software, del suo valore economico, del suo impatto sull’occupazione qualificata e sulla capacità di innovazione; dall’altro il ruolo del software nella digitalizzazione delle pmi, con attenzione alla diffusione delle soluzioni, alla maturità di utilizzo e agli effetti su produttività e competitività. Alcune ricerche passate condotte dalla Luiss, dagli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, dalla Sda Bocconi e dall’Università di Pavia mostrano un settore strategico per l’innovazione tecnologica e la sovranità digitale. La ricerca presentata da Livia De Giovanni, Prorettore per Rankings, Accreditamenti e Qualità della Luiss, ha evidenziato il maggiore dinamismo del comparto software rispetto al resto dell’economia italiana. Tra il 2019 e il 2024, software e servizi connessi hanno registrato una crescita media annua del 6,1% nei redditi da lavoro dipendente, del 5,2% nel valore aggiunto, del 6,5% nel valore della produzione e del 2,9% nell’occupazione. Su un orizzonte più lungo, tra il 2000 e il 2024, il valore aggiunto del settore è cresciuto del 166%, contro il 63% dell’hardware, il 46% della manifattura e il 76% del totale economia, confermando il software come uno dei segmenti più dinamici del sistema produttivo nazionale. Nel corso dell’evento è stata inoltre presentata la ricerca di Valentina Meliciani, direttrice del Luiss Research Centre for European Analysis and Policy (Leap), dedicata al contributo del software alla crescita della produttività italiana. Dai dati presentati nel corso dell’evento emerge che la filiera italiana del software rappresenta un asset strategico per l’innovazione tecnologica e la sovranità digitale, pur mostrando oggi una dinamica di crescita meno sostenuta rispetto agli anni trainati dal Pnrr e dagli incentivi 4.0. Su 1.130 produttori analizzati dall’Osservatorio Tech Company del Politecnico di Milano l’85% sviluppa software gestionali per la digitalizzazione dei processi d’impresa, il 35% soluzioni di security, il 25% analytics e il 21% intelligenza artificiale. In prospettiva europea, il settore appare inoltre attraversato da una crescente tendenza al consolidamento, mentre l’Italia continua a soffrire più di altri Paesi per la frammentazione del proprio tessuto produttivo, con effetti sulla capacità di scalare e investire in innovazione. In questo quadro, il Centro studi nasce per offrire un contributo stabile e qualificato all’analisi del settore, mettendo in relazione rappresentanza, ricerca e policy in un ambito sempre più decisivo per la crescita del sistema economico italiano. E Angeleri sottolinea anche ruolo centrale "del software che può incidere sull’efficienza energetica lungo più direttrici: da un lato riduce direttamente alcuni consumi, dall’altro ottimizza i processi, limita sprechi, tempi morti e riavvii e rende più preciso il monitoraggio dei dati energetici. In uno dei casi analizzati, la migrazione al cloud combinata con strumenti di energy dashboarding ha prodotto un risparmio energetico annuo del 40,98 per cento. Non è un dato automaticamente estendibile a tutte le imprese, ma dimostra che il software, se ben integrato nei processi e misurato con serietà, può avere un impatto molto rilevante. In questo quadro, anche l’intelligenza artificiale può rafforzare questa capacità, perché consente di leggere meglio i dati, anticipare anomalie, migliorare le decisioni operative e rendere più efficiente l’uso delle risorse", rimarca. Infine spiega che "L’uscita da Confindustria nasce dalla convinzione che il settore del software abbia oggi bisogno di una rappresentanza più autonoma, più visibile e più centrale. Dentro il sistema confindustriale, invece, il software rischiava di restare in secondo piano, pur essendo ormai un’infrastruttura essenziale per la competitività del Paese e per la trasformazione digitale di imprese e pubblica amministrazione. La scelta quindi non è contro qualcuno, ma a favore di una rappresentanza più efficace, più coerente con le esigenze del comparto e più capace di valorizzarne il peso strategico. L’obiettivo è dare al software la voce e il riconoscimento che merita nel confronto con istituzioni e stakeholder, accompagnando con maggiore forza una filiera che ogni giorno sostiene innovazione, produttività e crescita. In un sistema troppo dispersivo e ingessato come quello confindustriale questo, purtroppo, non accadeva", conclude.
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Al via la Dacia Sandrider Experience, quando la Dakar incontra i Videogame
(Adnkronos) - E' un progetto concepito e realizzato integralmente in Italia, la Dacia Sandrider Experience, una iniziativa che ha l'obiettivo di creare un punto di contatto innovativo tra i valori del brand del gruppo Renault ed i codici di comunicazione dell'universo del gaming. La presentazione a Roma - alla presenza anche dei piloti vincitori del Rallye di Portogallo 2026, Sébastien Loeb ed Édouard Boulanger - ha segnato il debutto ufficiale di un tour che porterà nelle concessionarie italiane un'esperienza immersiva ispirata alla competizione off‑road. Elemento centrale dell'iniziativa è il simulatore Sandrider 1:1, progettato per riprodurre fedelmente la Dacia Sandrider, vettura protagonista della vittoria dell'ultima Dakar. Il pubblico potrà così mettersi al volante e affrontare una sfida a tempo su un tracciato virtuale ispirato alla competizione. "Sandrider Experience - spiega Rosa Sangiovanni, Direttore Marketing Dacia Italia - nasce per portare lo spirito della Dakar nel territorio dell'esperienza e del gaming, dove emozione e sfida diventano centrali. È il nostro modo di avvicinare Dacia a una nuova audience di gamer, creando una connessione autentica con chi sceglie i brand che sanno coinvolgere, sorprendere e parlare il loro linguaggio".
Il Sandrider Experience Tour attraverserà l'Italia in 31 tappe, ognuna della durata di tre giorni, offrendo a chiunque la possibilità di partecipare alla sfida che consisterà nella ricerca del miglior tempo di gara realizzato. Il concorso nazionale mette in palio un viaggio a Los Angeles per due persone con accesso ai The Game Awards, uno degli eventi internazionali più importanti dedicati al gaming e all'innovazione tecnologica. La roadmap completa delle tappe sarà disponibile sui canali ufficiali Dacia.
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E-SWAN 2026: Luca Spogli (INGV) confermato Presidente
(Adnkronos) - Luca Spogli, primo ricercatore dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha ufficialmente iniziato il suo secondo mandato come Presidente della European Space Weather and Space Climate Association (E-SWAN). La riconferma, giunta dopo un biennio trascorso nel ruolo di Vicepresidente, riflette il consolidamento delle attività di ricerca condotte dal Centro Osservazioni Spaziali della Terra (COS-INGV) e sottolinea l'importanza strategica dell'Italia nello studio degli effetti dell'attività solare sull'ambiente terrestre. La nomina si inserisce in un calendario di rilievo per la comunità scientifica globale. Dal 2 al 6 novembre 2026, Firenze ospiterà infatti la European Space Weather Week (ESWW), la principale conferenza europea dedicata al meteo spaziale. L'evento è organizzato da E-SWAN con il supporto della Space Weather Italian Community (SWICo) e dell'INGV. "Sono onorato e profondamente emozionato di assumere nuovamente questo ruolo", ha dichiarato il Presidente Spogli, aggiungendo che la concomitanza tra la presidenza e l'evento di Firenze "posiziona il nostro Ente al centro del panorama dello Space Weather e dello Space Climate europeo e internazionale". L'impegno dell'INGV in questo ambito non riguarda solo la ricerca pura, ma si estende alla comprensione dei fenomeni circumterrestri che possono influenzare le infrastrutture tecnologiche, dalle reti elettriche ai sistemi di navigazione satellitare. Fondata nel 2022, E-SWAN conta oggi circa 250 membri e opera per rafforzare la resilienza europea di fronte agli eventi meteorologici spaziali.
Secondo il Presidente dell'INGV, Fabio Florindo: "La guida di Spogli rappresenta un riconoscimento importante del valore della ricerca italiana e conferma l'eccellenza delle attività di osservazione condotte dall'Istituto da anni". La sinergia tra le istituzioni nazionali e l'associazione internazionale mira a sviluppare modelli predittivi sempre più accurati, fondamentali per la sicurezza dei voli orbitali e della tecnologia terrestre.
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Cancro retto extraperitoneale, a Roma specialisti a confronto su terapie personalizzate
(Adnkronos) - Oltre 200 medici si sono riuniti all'Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma per un convegno dedicato a uno dei temi più attuali dell'oncologia: l'equilibrio tra escalation e de-escalation nel trattamento del cancro del retto extraperitoneale. Un approccio che segna il passaggio da protocolli standardizzati a strategie sempre più calibrate sul singolo paziente. L'iniziativa, promossa da Roberto Santoro, primario della Chirurgia digestiva epato-bilio-pancreatica dell'istituto, ha visto la partecipazione di alcuni tra i principali esperti del settore tra cui Carlo Garufi, Giuseppe Ettorre, Massimo Carlini e Gianfranco Gualdi, informa una nota. Al centro del dibattito le due strategie terapeutiche che oggi guidano le scelte cliniche. Da un lato l'escalation, ovvero l'intensificazione delle cure nei casi più complessi: tumori localmente avanzati, margini a rischio evidenziati dalla risonanza magnetica, fattori prognostici sfavorevoli. In questi casi si punta su radiochemioterapia neoadiuvante, combinazioni di trattamenti e, sempre più spesso, sulla Total neoadjuvant therapy (Tnt) che integra chemioterapia e radioterapia prima dell'intervento chirurgico. L'obiettivo è chiaro: aumentare il controllo della malattia e ridurre il rischio di metastasi. Dall'altro lato la de-escalation rappresenta la frontiera opposta, ma complementare: ridurre l'intensità delle cure quando possibile, evitando tossicità inutili. Un'opzione che riguarda pazienti con tumori iniziali o con risposta completa alla terapia, nei quali si possono adottare approcci meno invasivi, fino alla strategia 'watch and wait', che consente in alcuni casi di evitare l'intervento chirurgico preservando la qualità della vita. Il punto di sintesi emerso dal convegno è una nuova visione della cura oncologica: non più un modello unico valido per tutti, ma percorsi costruiti su misura. La personalizzazione passa attraverso l'imaging avanzato, in particolare la risonanza magnetica pelvica, la valutazione della risposta ai trattamenti e le caratteristiche biologiche del tumore. "In oncologia - è il messaggio condiviso dagli specialisti - la sfida non è solo curare di più, ma curare meglio". Il futuro del trattamento del tumore del retto extraperitoneale si gioca proprio su questo equilibrio: massimizzare l'efficacia quando necessario, ridurre l'impatto terapeutico quando possibile. Un cambio di paradigma che mette al centro non solo la sopravvivenza, ma anche la qualità della vita dei pazienti.
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TCL NXTPAPER 70 Pro in Italia: display innovativo e protezione oculare
(Adnkronos) - Previsto per la primavera 2026, in occasione della Paris Launch Week è stato annunciato l'arrivo sul mercato italiano del TCL NXTPAPER 70 Pro, dotato di una nuova soluzione hardware focalizzata sulla protezione oculare. Il nuovo smartphone TCL si distingue per l'adozione del sistema NXTPAPER 4.0 Natural Light, una tecnologia progettata per emulare la resa visiva della carta, riducendo drasticamente i riflessi e la luce blu senza sacrificare la fedeltà cromatica. Questo approccio ha permesso di ottenere certificazioni da enti internazionali come TÜV e SGS, confermando l'efficacia delle sette tecnologie chiave implementate per il comfort dell'utente. Una delle caratteristiche tecniche più rilevanti è la presenza di un tasto fisico dedicato che permette di commutare istantaneamente tra diverse modalità di visualizzazione: Color Paper, Ink Paper e Max Ink. Quest'ultima trasforma l'interfaccia in un sistema monocromatico ottimizzato per la lettura prolungata, estendendo l'autonomia del dispositivo fino a 7 giorni in modalità lettura e 26 giorni in standby. "Il mercato italiano ci chiede sempre più tecnologie in grado di semplificare e migliorare la vita quotidiana", ha dichiarato Federico Faravelli, direttore commerciale Consumer Electronics di TCL Italia, sottolineando come le soluzioni attuali debbano combinare funzionalità avanzate e design orientato all'utente. Oltre al comparto visivo, l'architettura del dispositivo integra strumenti di intelligenza artificiale come AI Outline e AI Q&A, pensati per la gestione intelligente dei contenuti e della produttività. Per le attività di scrittura, il supporto alla T-Pen a bassa latenza consente l'inserimento di annotazioni anche a schermo spento tramite la funzione Off Screen Memo. La dotazione tecnica è completata da un sensore fotografico da 50MP con stabilizzazione ottica (OIS), inserendo il terminale in un ecosistema interconnesso che spazia dai sistemi Mini LED agli elettrodomestici intelligenti.
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Pediatri Fimp con Coni e Fondazione Milano-Cortina per promuovere sport e vita sana
(Adnkronos) - Promuovere l'attività fisica come sana abitudine quotidiana, educare fin dall'infanzia a corretti stili di vita e rafforzare la cultura della prevenzione: sono gli obiettivi al centro del protocollo d'intesa siglato tra la Federazione italiana medici pediatri (Fimp), il Coni e la Fondazione Milano-Cortina 2026. Un'alleanza che punta a trasformare l'eredità dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 in un'opportunità concreta per migliorare la salute delle nuove generazioni. A suggellare il valore dell'accordo è stata la firma simbolica messa in occasione del 52° Congresso nazionale sindacale della Fimp dal presidente della sigla, Antonio D'Avino, e da Diana Bianchedi, vice presidente vicario del Coni e Chief Strategy planning and Legacy Officer di Fondazione Milano-Cortina 2026, già campionessa olimpica di fioretto a squadre e medico dello sport. Promuovere l'attività fisica e la cultura della prevenzione significa intervenire precocemente sui determinanti della salute, contrastando sedentarietà e cattive abitudini, si legge in una nota. In questo percorso si conferma centrale il ruolo del pediatra di famiglia, figura di riferimento capace di incidere concretamente sui comportamenti quotidiani di bambini, genitori e famiglie. "E' nel dialogo costante con le famiglie che si costruiscono le basi di uno stile di vita attivo, contrastando sedentarietà e abitudini scorrette sin dai primi anni di vita - dichiara D'Avino - La firma di questo protocollo ci rende particolarmente orgogliosi. Grazie a questa iniziativa, il pediatra di famiglia sarà supportato attraverso strumenti pratici da integrare nella propria attività: indicazioni per fasce d'età, suggerimenti per favorire il movimento nella quotidianità e momenti di confronto con bambini e adolescenti sul valore di uno stile di vita attivo. Il pediatra di famiglia è il primo alleato delle famiglie nel costruire salute ogni giorno". L'alleanza prevede attività di informazione e sensibilizzazione rivolte alle famiglie su scala nazionale, percorsi formativi dedicati ai pediatri e momenti di confronto, con l'obiettivo di consolidare nel tempo una maggiore consapevolezza sul ruolo dell'attività fisica nella crescita equilibrata dei più giovani. "Questo protocollo rappresenta una grande assunzione di responsabilità - afferma Bianchedi - Sedentarietà e obesità sono sfide sempre più urgenti per la salute dei giovani del nostro Paese. Promuovere l'attività fisica fin da piccoli è fondamentale non solo in ottica di prevenzione, ma anche per educare a corretti stili di vita. E' da qui che dobbiamo partire per incidere davvero sul futuro delle nuove generazioni", precisa. "Questa collaborazione - conclude D'Avino - è un passo concreto verso un cambiamento culturale: riconoscere il movimento come parte integrante della vita quotidiana e come strumento di prevenzione e benessere, al pari di una corretta alimentazione e di sani stili di vita".
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Inquinamento e malattie cardiovascolari, alla Vanvitelli nuovo centro ricerca
(Adnkronos) - Nasce il Centro di ricerca universitario per l'inquinamento ambientale e le malattie cardiovascolari (Ciamc). L'ateneo Vanvitelli lo presenterà ufficialmente martedì 8 aprile, dalle 9 alle 13, nell'Aula degli Affreschi del Complesso Sant'Andrea delle Dame a Napoli, nel corso di un evento aperto a pubblico e stampa. Il centro studierà l'impatto degli inquinanti ambientali - in particolare microplastiche e nanoplastiche - sul sistema cardiovascolare, uno dei temi emergenti più rilevanti per la salute globale. Negli ultimi anni numerose ricerche internazionali hanno dimostrato che le microplastiche sono ormai presenti nell'ambiente, negli alimenti e perfino nei tessuti umani, spiega una nota. Studi recenti suggeriscono che queste particelle possono contribuire a processi infiammatori e a patologie cardiovascolari come infarto e ictus. Il nuovo centro della Vanvitelli rappresenta uno dei primi poli di ricerca al mondo dedicati specificamente allo studio del ruolo delle micro e nanoplastiche nelle malattie cardiovascolari, integrando competenze di medicina clinica, biologia molecolare, imaging cardiovascolare e tecnologie avanzate di spettroscopia. Il progetto è supportato da importanti risultati scientifici già pubblicati su riviste internazionali di alto impatto e ha ricevuto un ampio riscontro sui media internazionali, testimoniando l'interesse crescente verso questo nuovo campo della medicina ambientale. Durante l'evento verranno presentati: gli obiettivi scientifici del centro, le principali linee di ricerca, i risultati scientifici già pubblicati, i progetti futuri di prevenzione cardiovascolare legati all'inquinamento ambientale. L'iniziativa è rivolta non solo alla comunità scientifica, ma anche alla società civile, con l'obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sui nuovi fattori ambientali che possono influenzare la salute cardiovascolare.
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Farmacogenetica, esperti a confronto su roadmap per implementarla nel Ssn
(Adnkronos) - Rendere la medicina personalizzata sempre più concreta, equa e accessibile ai cittadini è l'obiettivo dell'incontro con la stampa che si svolgerà il 15 aprile alle 9 nella Sala Caduti di Nassirya, al Senato della Repubblica, dal titolo 'Una roadmap verso l'implementazione della farmacogenetica nel sistema sanitario nazionale'. L'evento, su iniziativa della senatrice Daniela Ternullo, è organizzato con la collaborazione congiunta di Sigu-Società italiana di genetica umana e Sif-Società italiana di farmacologia. La farmacogenetica - spiega una nota - rappresenta una delle applicazioni più concrete della medicina personalizzata: consente di modulare la terapia sulla base del profilo genetico del paziente, migliorando efficacia e sicurezza dei trattamenti e contribuendo alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Nonostante le solide evidenze scientifiche e le raccomandazioni internazionali, l'implementazione della farmacogenetica nel Ssn risulta ancora disomogenea e frammentata. Differenze organizzative, carenze formative e l'assenza di percorsi condivisi limitano oggi una diffusione strutturata e uniforme sul territorio nazionale. L'iniziativa ha portato alla mappatura nazionale dei laboratori che offrono servizi di farmacogenetica germinale clinica, con il coinvolgimento di 50 centri su tutto il territorio italiano. I risultati hanno evidenziato un elevato livello di competenza e interesse da parte degli operatori, ma anche la necessità di maggiore coordinamento, armonizzazione e supporto infrastrutturale e regolatorio. Nel corso dell'incontro saranno presentare i risultati di questa attività e sarà avviato un confronto istituzionale volto a favorire un'implementazione strutturata, coordinata e sostenibile della farmacogenetica nella pratica clinica italiana, rafforzando il dialogo tra istituzioni, società scientifiche e stakeholder del sistema salute.
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