Startup, al via l’ottava edizione della call for ideas di GoBeyond

(Adnkronos) - Aprono oggi le iscrizioni all’ottava edizione della call for ideas di GoBeyond, la piattaforma di innovazione responsabile di Sisal per sostenere lo sviluppo di startup e progetti imprenditoriali che producono impatti positivi sulla società. Negli ultimi anni GoBeyond si è confermato un vero e proprio ecosistema di innovazione con oltre 1600 progetti che hanno partecipato alle edizioni precedenti della call for ideas.  "L’innovazione - ha commentato Camilla Folladori, Chief Strategy Officer di Sisal - è uno dei driver della nostra strategia di crescita per creare valore a lungo termine in Sisal. Nell’ambito delle nostre iniziative di Open Innovation, progettate per sostenere e collaborare attivamente con l’ecosistema delle startup, GoBeyond rappresenta una piattaforma essenziale per stimolare lo scouting di idee e modelli di business innovativi, supportando così crescita e maturità delle startup. Possiamo così creare un impatto positivo sulla comunità promuovendo l'innovazione e l'imprenditorialità e sostenendo la crescita economica e digitale del Paese”. La startup vincitrice dell’edizione 2024 di GoBeyond riceverà un premio da 50mila euro messo a disposizione da Sisal e avrà accesso a un mentorship program riservato a tutte le 6 finaliste, garantito dal rinnovato network di partner che offriranno competenze e know-how per rispondere a tutte le esigenze di sviluppo delle startup. Dopo l’esperienza positiva dell’anno scorso prosegue nel 2024 la collaborazione con Startup Geeks per offrire un percorso online di incubazione alle 3 startup 'idea-stage' più meritevoli, ovvero quelle realtà imprenditoriali non ancora costituite e senza un prodotto o servizio testato.  Questa edizione introduce anche una importante novità. La Sisal Challenge, con un grant equity-free da 10mila euro per una startup già costituita con un prodotto pronto o sul mercato, la cui offerta rientra nei seguenti ambiti applicativi in un contesto di Retail Sostenibile: Green store (qualità dell'aria interna e inquinamento, gestione dell'energia e dei rifiuti, circolarità e materiali sostenibili); Retail transformation (tecnologie digitali, AI e analisi predittiva, tecnologie biometriche, AR, IoT); Customer experience (coinvolgimento ed educazione del cliente) o Responsible and inclusive retail (coinvolgimento della comunità e Csr, benessere delle persone). "La Challenge è la dimostrazione concreta della volontà di Sisal di individuare modelli innovativi per affrontare una delle principali sfide del retail sostenibile. Adottiamo un approccio di mentorship e venture clienting per supportare il go-to-market delle startup, attraverso un utilizzo diretto delle loro soluzioni e instaurando così una vera e propria partnership che possa affiancare la loro crescita sul mercato. La nostra ambizione è che questo approccio ci permetta di scoprire e implementare proposte che rendano i punti vendita sempre più sostenibili per contribuire a creare un futuro più responsabile, digitale e inclusivo", ha concluso Camilla Folladori.  Per partecipare alla Call for ideas è sufficiente registrarsi sul sito GoBeyond.info, accedere al form di presentazione della candidatura e descrivere il progetto allegando un pitch e una video-presentazione. Le iscrizioni sono aperte fino al 30 settembre 2024. Tra i criteri di valutazione utilizzati nel processo di valutazione da parte di tutte le giurie - innovazione, utilità, fattibilità, scalabilità, impatto - quest’ultimo è il parametro di valutazione più rilevante poiché la startup deve essere in grado di generare valore condiviso per tutti gli stakeholder, migliorando le condizioni economiche, sociali e ambientali. Collaborano con GoBeyond importanti realtà specializzate in diversi ambiti che rappresentano un fondamentale supporto per le startup finaliste grazie alla condivisione delle loro consolidate competenze: Carter Benson, Mamacrowd, Google, Zest, Startup Geeks, K&L Gates, FoundationC, frog-Part of Capgemini Invent, Social Innovation Teams, Ntt Data, A4W (Angels for Women), SheTech, Alkemy, StartupItalia.  ---economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Spy x Anya: Operation Memories, la recensione

(Adnkronos) - Il manga di Spy × Family ha visto la luce nel 2019 in Giappone, e da allora ha conquistato una fama crescente sia in madrepatria che a livello globale, diventando un fenomeno di culto. Questo successo ha portato a diverse trasposizioni del fumetto originale, tra cui una serie TV animata, un film, un romanzo e, naturalmente, un videogioco. Spy x Anya: Operation Memories, disponibile da qualche mese in Giappone, arriva anche nei nostri mercati su Switch, PC, PS5 e PS4. Nel gioco troviamo tutta la famiglia Forger, composta da una spia, un sicario e la piccola telepate Anya, insieme con la banda di comprimari che abbiamo imparato ad amare nell'opera di Tatsuya Endo. Spy x Anya non adatta direttamente la trama del manga o dell'anime, ma si concentra su una storia secondaria dove Anya deve creare un album di ricordi per un compito scolastico. Questo obiettivo permette ai giocatori di esplorare le dinamiche familiari e scolastiche attraverso una serie di mini-giochi e attività fotografiche da fare durante delle passeggiate con tutta la famiglia. Le attività si sviluppano in tre ambientazioni diverser, con momenti dedicati alla scuola e altri alla vita familiare. Durante le varie fasi , Anya può interagire con vari personaggi, mentre durante le attività all'aperto deve scattare foto che vengono valutate secondo criteri di messa a fuoco, angolazione e tempismo. Il gioco offre poi oltre quindici mini-giochi, alcuni dei quali permettono di controllare anche altri personaggi come Loid e Yor, i genitori adottivi di Anya Loid è una spia, e controllandolo bisognerà evitare di farsi scoprire da una moltitudine di nemici, mentre nel caso di Yor dovremo far fuori quanti più avversari possibile in un tempo prestabilito. La varietà di questi livelli extra è molto alta, e passa dall'azione allo sport fino ai rompicapo. I giocatori possono anche collezionare punti per sbloccare abiti e accessori per i personaggi, aumentando così la personalizzazione. Dal punto di vista tecnico, il gioco presenta una grafica in cel-shading pulita e colorata, con modelli di personaggi ben realizzati e espressivi. Tuttavia, i cali di frame rate in alcune fasi e gli ambienti piuttosto vuoti e limitati sono note dolenti. La colonna sonora è adeguata, ma non memorabile, mentre il doppiaggio giapponese è impeccabile, così come i sottotitoli in italiano che riprendono fedelmente le battute del manga. Spy x Family: Operation Memories offre un'esperienza simpatica e accessibile, perfetta per i fan del manga e dell'anime. La varietà di mini-giochi e la possibilità di giocare in modalità cooperativa locale aumentano la longevità del titolo. In definitiva, è una buona traduzione videoludica del mondo di Spy × Family, pensata per dare risalto al personaggio di Anya, il più amato e il più buffo dell'opera. Pur non basandosi su una trama intricata e senza eccellere nella realizzazione tecnica, l'idea di Bandai Namco è stata quella di offrire uno spaccato di vita della famiglia Forger in un titolo leggero da giocare e che non mancherà di strappare un sorriso a tutti i fan dell'opera di Endo. 
Formato: Switch (versione testata), PS4, PS5, PC Editore: Bandai Namco Sviluppatore: Groove Box Japan Voto: 8/10 ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Apple entra nel consiglio di amministrazione di OpenAI

(Adnkronos) - Nel corso della Worldwide Developers Conference dello scorso mese, Apple ha annunciato una partnership strategica con OpenAI per integrare ChatGPT in iOS 18. L'accordo sembrerebbe avviare una collaborazione molto stretta tra le due aziende, in quanto assegna ad Apple un "ruolo di osservatore" nel consiglio di amministrazione di OpenAI, in modo simile a quanto già avviene con Microsoft. Tale ruolo permetterà a Phil Schiller, figura di rilievo all'interno dell'azienda, di partecipare alle riunioni del consiglio senza avere potere di voto. La presenza di Schiller consentirà ad Apple di acquisire una visione dettagliata dei processi decisionali di OpenAI, senza tuttavia influenzarne direttamente le decisioni. Phil Schiller, scelto per rappresentare Apple in questo nuovo ruolo, è una figura storica dell'azienda. Dopo aver ricoperto per lungo tempo la carica di responsabile marketing, nel 2020 è passato al ruolo di Apple Fellow, ovvero uno dei principali dirigenti dell'azienda. In questa posizione, Schiller continua a gestire l'App Store e gli eventi Apple, riportando direttamente al CEO Tim Cook. Inoltre, Schiller è in prima linea nella difesa dell'App Store contro le accuse di pratiche anticoncorrenziali a livello globale, soprattutto nell'Unione Europea dove il controllo in questo senso si è fatto molto più stretto negli ultimi mesi. L'accordo tra Apple e OpenAI diventerà operativo entro la fine dell'anno, anche se i dettagli potrebbero subire modifiche. Al momento, Schiller non ha ancora partecipato a nessuna riunione del consiglio di OpenAI, ma è atteso un suo coinvolgimento nei prossimi mesi. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


La prima edizione del MolFest ha registrato oltre 70000 presenze

(Adnkronos) - La prima edizione del MolFest, il festival dedicato alla cultura POP che si è tenuto il 29 e 30 giugno a Molfetta, ha superato tutte le aspettative, registrando una partecipazione eccezionale di oltre 70.000 persone. Organizzato dalla STEP srl sotto l'egida del Comune di Molfetta, l'evento ha trasformato il centro storico della città in un palcoscenico vivace, grazie a contenuti e ospiti interessanti . L'evento, a ingresso gratuito, si è distinto per la sua vasta gamma di attività, coinvolgendo oltre 60 associazioni locali che hanno animato l'evento con la loro creatività e passione. Gli spettatori hanno potuto godere di più di 100 eventi diversi, sparsi in 11 aree tematiche, con 4 palchi principali che hanno ospitato più di 100 artisti e ospiti.  Il tema di questa edizione, "Kindness" (Gentilezza), ha rispecchiato l'obiettivo del festival di promuovere empatia e inclusività. Questo spirito è stato evidenziato non solo nella programmazione ma anche nel manifesto ufficiale del festival, creato dall'artista locale Ennio Bufi, il quale è stato celebrato anche con una mostra molto apprezzata alla Chiesa della Morte.  Tra gli highlights, il concerto di Cristina D'Avena sul Main Stage che non ha avuto difficoltà a riempire la piazza presso la Banchina San Domenico, e la magia Disney degli ANIMEniacs Corp, reduci da “Italia's Got Talent”. Inoltre, il Cosplay Contest e le performance di K-Pop hanno aggiunto un tocco di modernità e internazionalità all'evento, mentre la musica itinerante dei Valkanorr ha portato sonorità profonde e arcaiche per le strade di Molfetta. Non solo musica e divertimento, il MolFest ha anche dato spazio alla cultura con eventi educativi e presentazioni intriganti come quella del prof. Giovanni Covone su "Simpson e Astronomia", e la proiezione del trailer del documentario su Luciano Pavarotti. L'enorme successo di questa prima edizione ha posto le basi per che MolFest diventi un appuntamento fisso nel panorama culturale italiano, un evento che celebra la bellezza e la vivacità del territorio di Molfetta e che promette di crescere e evolversi nelle prossime edizioni.  Esprime soddisfazione il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini: “Col primo MolFest in questi due giorni Molfetta ha avuto occhi nuovi per vedere la felicità. Dai bambini ai più grandi. Tutti abbiamo diritto alla felicità e la felicità è un momento da vivere insieme senza distinzioni e senza barriere, dai bambini del filo d'oro ai grandi dello spettacolo. In queste due giornate abbiamo vissuto un mondo variegato, fantastico e pieno di energie genuine. Abbiamo interagito con la bellezza della città e la partecipazione di migliaia di persone. Portato alla ribalta il localismo coi grandi del festival pop nazionale, del comics e del cosplay. Un mondo originale, un angolo nascosto del vissuto dei singoli partecipato collettivamente con gente di ogni dove. Grazie all'opera encomiabile di tutti che anche stavolta hanno dato prova che Molfetta, le sue istituzioni, i suoi cittadini nelle grandi occasioni danno il meglio di sé. Assessori, amministratori, presidente e consiglieri, dipendenti comunali e partecipate, forze dell'ordine, il meraviglioso mondo del volontariato, i cittadini. Sono tanti. Non posso citare il lungo elenco. Ringrazierò tutti personalmente perché tutti importanti. Questa coesione ha reso possibile la più grande concentrazione gioiosa di gente a Molfetta. Però debbo nominare qui almeno gli organizzatori Sandro, Tania ed Elisabetta e con loro lo staff tra cui Paolo, Vito e tutti gli altri genuini e professionali "operai intelligenti" di un arcobaleno emotivo portato a Molfetta da Lidia. Il primo MolFest ha riportato, insieme al motto della gentilezza, un pensiero emblematico scritto dal suo direttore e ideatore Gianluca, che ben si addice a Molfetta: unire le forze è un inizio, mantenerle unite è un progresso, crescere insieme è un grande successo. Grazie, grazie, grazie. Anche questa esperienza ha portato un contributo importante e ci ha fatto crescere tutti”."  “È stata una grande, emozionante festa questa prima edizione di MolFest” dichiarano Giacomelli, Ferri e De Luca di STEP, agenzia del gruppo LEG Live Emotion Group, e proseguono: "la proposta culturale e di entertainment portata in questi due giorni in città è stata realizzata da una speciale squadra composta non solo dal nostro staff ma anche dal Comune e dalle realtà associative del territorio che sono state il valore aggiunto dell'evento. Il Sindaco, e con lui tutta la giunta, hanno affiancato l'organizzazione con un senso collaborativo straordinario che raramente abbiamo trovato in tutti questi anni di lavoro. MolFest è stata per noi la scoperta di un luogo in cui la gentilezza, l'energia positiva, la cura e l'amore per la propria terra sono principi importanti su cui si basa la costruzione e la realizzazione di un sogno, quello di regalare alla città colori, emozioni, svago e contenuti interessanti e positivi. Un grazie da parte nostra a tutta la giunta comunale, alle associazioni, al nostro staff, a chi ha ideato il progetto e che fa parte della famiglia STEP-LEG, Gianluca Del Carlo e a chi con lui ha saputo divulgare il messaggio aggregativo consentendo i risultati che abbiamo ottenuto, tutto in nostro staff di comunicazione, un grazie a tutte le persone che in questi giorni e nei mesi passati hanno collaborato con il cuore affinché MolFest prendesse forma e sentimento". 
L’ideatore del progetto, Gianluca Del Carlo, direttore di Produzione e Capo Progetti delle aziende STEP e LEG dichiara: “Mille pensieri affollano la mente, ancora immersa nella bella favola vissuta in questi giorni. Sicuramente la gratitudine, verso tutti, per la fiducia e la collaborazione riscontrata, è il sentimento prevalente in questo momento. Sono grato di aver vissuto la nascita di un nuovo modello di festival in cui tutto è possibile, dove la condivisione delle idee è la chiave del vero successo dell’evento. Credo che la nostra ambizione debba essere quella di sviluppare questo modello con il coraggio di portare avanti i valori che ci hanno fatto iniziare questa avventura. Anche se conto le ore che mancano per tornare a casa, da mia moglie e dalle mie gatte, e riprendere il mio posticino nella grande famiglia STEP/LEG, che hanno organizzato l’evento insieme all’amministrazione comunale, ammetto che un pezzettino del mio cuore rimarrà sulla Banchina San Domenico a osservare i pescherecci che salpano bagnati dalla luce del tramonto... Molfetta è, e sarà sempre, un luogo magico”.   ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Marvel's Wastelanders, Sergio Rubini diventa Wolverine

(Adnkronos) - Audible ha annunciato l'imminente uscita della sesta e ultima stagione della serie Audible Original italiana "Marvel's Wastelanders". In Italia, questa stagione sarà disponibile in esclusiva a partire dal 13 settembre 2024 e vedrà la partecipazione di voci note come Neri Marcorè (Star-Lord), Fabrizio Bentivoglio (Occhio di Falco), Lella Costa (Vedova Nera), Sergio Rubini (Wolverine) e Luca Ward (Dottor Destino), che ha già partecipato alla stagione precedente. La trama segue Wolverine, Vedova Nera, Star-Lord, Occhio di Falco e Dottor Destino, impegnati a fermare Valeria Richards. Valeria è descritta come la donna più intelligente sulla Terra, immortale e solitaria, che dopo essere sopravvissuta a una pioggia di missili nucleari nel sud della California e aver preso possesso del Cubo Cosmico, un artefatto capace di alterare la realtà, si avvicina pericolosamente alla follia. I protagonisti devono svelare i misteri nascosti nella "Zona Morta" colpita dalle radiazioni e fermare Valeria prima che possa realizzare un piano di distruzione senza precedenti. La serie "Marvel's Wastelanders" rappresenta la prima collaborazione tra Audible e Marvel Entertainment. Questo capitolo finale, che arriverà in Italia a settembre, si distingue per una produzione di alto livello e per la presenza di attori di grande rilievo che prestano la loro voce ai celebri personaggi Marvel. L'epopea audio, articolata in sei stagioni, è stata originariamente lanciata come serie in lingua inglese nel giugno 2021. L'ultima stagione in inglese è stata diretta da Kimberly Senior e scritta da Nick Bernardone, J. Holtham e Mark Waid, con il sound design originale di One Thousand Birds e musiche originali di Lindsay Jones. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Google Pixel 9 con ancora più intelligenza artificiale: le anticipazioni

(Adnkronos) - Con l'avvicinarsi del lancio della prossima generazione di telefoni Pixel, emergono dettagli sulle nuove funzionalità di intelligenza artificiale che potrebbero essere integrate nei dispositivi Google. Tra queste, una in particolare ha suscitato interesse e discussioni: la funzionalità "Pixel Screenshots", progettata per salvare e elaborare informazioni utili dai propri screenshot, permettendo di cercare tra essi. A differenza dello strumento "Recall" di Microsoft, che cattura automaticamente le attività sul dispositivo, la versione di Google elaborerà solo gli screenshot catturati manualmente. Questo approccio meno invasivo dovrebbe alleviare alcune delle preoccupazioni legate alla privacy, che hanno portato Microsoft a ritardare il lancio di Recall su Windows 11. Secondo le anticipazioni, gli utenti avranno la possibilità di attivare o disattivare la funzione di elaborazione AI per gli screenshot in qualsiasi momento. Quando attivata, la funzionalità consentirà di riassumere gli screenshot o rispondere a domande sulle informazioni contenute in essi. Google salverà anche i metadati, come link, nomi delle app e il momento in cui lo screenshot è stato catturato, per facilitare la ricerca di immagini specifiche. Non è solo "Pixel Screenshots" a beneficiare delle nuove tecnologie AI. Google sta pianificando di implementare una funzionalità simile in Google Photos, che aiuterà gli utenti a cercare tra le loro foto in modo più efficiente. Inoltre, un'altra novità sarà la funzione di modifica delle foto chiamata "Add Me". Questa permetterà di aggiungere una persona a una foto di gruppo, andando oltre la semplice ottimizzazione delle espressioni facciali con "Miglior scatto" già implementato in Pixel 8.  ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


L'Agente Smith di Matrix si unisce a MultiVersus

(Adnkronos) - L'Agente Smith, il famigerato antagonista della serie di film The Matrix, sarà il prossimo personaggio giocabile in MultiVersus, il titolo corale pubblicato da Warner Bros. Games. Il nuovo trailer rilasciato oggi ha mostrato per la prima volta il gameplay dell'Agente Smith, che entrerà nel roster del gioco l'8 luglio, nell'ambito della Stagione 1: Cattivi e Cabaret. L'Agente Smith, noto per la sua inesorabile caccia a Neo e ai suoi alleati, è stato introdotto come un personaggio di classe Picchiatore. Le sue mosse sono state progettate per riflettere il suo ruolo di difensore della Matrice.  Dotato di una velocità sconcertante e una precisione letale, Smith porta con sé una combinazione di combattimento ravvicinato e abilità con le armi da fuoco. Una delle sue caratteristiche distintive è la capacità di teletrasportarsi durante la lotta, accorciando le distanze tra sé e i suoi avversari in un batter d'occhio. Inoltre, può chiamare in supporto un altro Agente, aumentando ulteriormente la sua già impressionante presenza sul campo di battaglia. Per celebrare l'arrivo dell'Agente Smith, MultiVersus ha organizzato l'evento “Batti le fenditure, ottieni l’Agente Smith gratuitamente”. Dal 8 luglio, i giocatori potranno partecipare a questa sfida nella modalità PvE, affrontando vari boss per ottenere ricompense e sbloccare gratuitamente l'Agente Smith come combattente giocabile. Questo evento promette di aggiungere una dimensione extra di sfida e divertimento, incoraggiando i giocatori a immergersi ancora di più nell'universo di MultiVersus. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dotgroup, social recruiting in linea con richieste aziende clienti

(Adnkronos) - Dot recruiting è il nuovo brand di Dotgroup, che si occupa esclusivamente di ricerca e selezione del personale. Dot recruiting ha messo a punto processi di social recruiting all’avanguardia, dinamiche di assessment immersive e partecipative assolutamente innovative. Tutto questo le consente, con l’aiuto di un team di specialisti, di identificare le risorse perfettamente in linea con le richieste delle aziende clienti. Attualmente le sue ricerche nei settori beauty, impiantistica, gdo, telecomunicazioni, metalmeccanica, finance, it.  In particolare: parrucchieri, store manager, hair director a Milano. Addetti vendite a Milano, Forte dei Marmi e Roma. Finance Planning & Analysis a Castellanza; Elettricisti impianti civili e industriali a Bergamo; hardware design engineer, embedded fw design engineer, addetti ufficio gare e appalti, capocantiere e software developer a Bari. Analisti funzionali a Monsampolo del Tronto, buyer a Busnago (MB); backoffice commerciale a San Donato Milanese; impiegato fiscalista a Cremona; junior business analyst a Pavia; communication & social media specalist a Milano. ---lavoro/offerte-lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Turismo, la norvegese Bodo Capitale europea della cultura diventa hub creativo e meta cool

(Adnkronos) - “From cold to cool”. E’ il claim che descrive la transizione che sta vivendo Bodo, città norvegese a nord del circolo polare artico che quest’anno detiene il titolo di Capitale europea della cultura - per la prima volta a questa latitudine - insieme con l’estone Tartu e l’austriaca Bad Ischl (ogni tre anni, infatti, si aggiunge una terza Capitale che non fa parte dell'Unione europea). Una città dove il freddo non è solo un dato meteorologico dovuto alla sua collocazione all’altezza del 67° parallelo, ma un’eredità storica con gli echi della Guerra fredda che hanno lasciato tracce indelebili. Rasa al suolo durante la Seconda Guerra mondiale e poi ricostruita, Bodo, per la sua posizione strategica affacciata sul mare di Norvegia, ha ospitato fino a due anni fa una base Nato. Dopo il suo trasferimento in un’area più a Sud, ha dovuto quindi reinventarsi un ruolo. E lo ha fatto non solo forte dello scenario naturale che la circonda, ma puntando su una strada che in questo angolo a Nord del mondo è ancora tutta da percorrere: la cultura.  Nasce da queste premesse l’idea, e il successo, di Bodo2024, il progetto culturale più ampio mai organizzato nella regione del Nordland e il più grande nel paese degli ultimi 10 anni, con mille eventi in calendario, che mira a fare della città un hub creativo, un polo di attrazione artistica e, dunque, una nuova meta ‘cool’. Una città in transizione, quindi, fra sviluppo urbanistico sostenibile e capacità di promuovere iniziative che catalizzino l’attenzione di addetti ai lavori e un pubblico più ampio. La sfida è di trasformarla in una città viva e vivibile, dunque attrattiva e sostenibile. E in questo passaggio la cultura è proprio il volano per affermare la città come centro d’avanguardia, favorendo il dialogo con il resto d’Europa. “Bodo - ricorda Henrik Sand Dagfinrud, direttore della programmazione di Bodo2024 - è una città che è stata rapidamente ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale e poi sviluppatasi insieme a tutta la regione soprattutto grazie alla presenza della base Nato: basti pensare che gli abitanti sono passati dai 15mila del 1950 ai 50mila del 1970. Quando la base Nato è stata spostata, sono andati persi circa duemila posti di lavoro. Si profilava quindi una grande crisi all’orizzonte".  "Da qui - prosegue - sono nati due importanti progetti per lo sviluppo di Bodo. Il primo riguarda l’aeroporto, che sarà trasferito verso il mare e sarà pronto per il 2029-30. Il secondo è quello culturale e vuole mettere l’accento su come noi lavoriamo in questo campo, perché la città può svilupparsi solo se si apre all’esterno e all’estero in particolare. Da questo binomio è nato il progetto Bodo2024. La sfida è di far parlare di questa area non solo per il suo paesaggio naturale, da sempre motivo di attrazione turistica, ma anche per la cultura. E molte persone che vengono sono sorprese di quanto sta accadendo: la percezione è che sia possibile venire qui proprio per sperimentare cultura”. Come Capitale europea della cultura, l’obiettivo è quello di sviluppare co-produzioni, partnership, internazionalizzazione. “Il nostro focus come organizzazione di Bodo2024 - spiega - è stato quello di creare connessioni, cooperazioni, coordinamento di progetti anche non direttamente prodotti o preesistenti, ponendosi non in competizione ma in ottica di collaborazione e sostegno reciproco. E se abbiamo fatto sì che la città cooperasse su questo fronte, abbiamo già raggiunto un importante risultato. Quanto ai finanziamenti, abbiamo avuto un totale di 31 milioni di euro, tra fondi del Comune, dell’amministrazione regionale e dello Stato, più altre risorse private e sponsor”. Un progetto che intende andare oltre il 2024, che rappresenta solo l’inizio di un cammino che porterà la regione a essere considerata un hotspot per la sua cultura, grazie allo sviluppo di competenze, network e idee. “Deve diventare un progetto di lungo periodo, questa è la sfida. E la seconda parte dell’anno è dedicata proprio a costruire questa eredità, per mantenere esperienza e competenza. Certamente, non sono questi i tempi migliori per una sfida di questo tipo, tra post-Covid, guerre, inflazione, tagli ai budget. Ma il rapporto tra le persone e i progetti che possono sopravvivere deve rimanere, così come deve rimanere questa dimensione internazionale e non solo locale”, afferma.  E il riscontro in termini di presenze va oltre le aspettative, a fronte di un obiettivo di 500mila visitatori nell’arco dell’anno. “Il numero presenze, finora, è stato migliore di quanto ci aspettassimo, con un 30% in più di visitatori rispetto al +10% stimato, e abbiamo ancora tutta l’estate che è sicuramente la stagione più gettonata”, riferisce Henrik Sand Dagfinrud. Ad aprire la stagione estiva, che a questa latitudine regala anche lo spettacolo del sole di mezzanotte, con la luce per 24 ore al giorno, è stato ‘Midsummer Mystery’, evento spettacolare sulla baia di Bodo, tra leggende, magia e fuochi. “Una cosa mai vista prima - assicura - a cui hanno collaborato anche oltre cento volontari e con duemila spettatori. Ma l’evento più grande finora è stato l’opening, con circa 20mila persone ad ammirare una spettacolare piattaforma flottante sul mare, nonostante i tre terribili uragani che hanno preceduto il giorno della cerimonia”.  Il programma di Bodo come Capitale europea della cultura - la terza in Norvegia dopo Bergen e Stavanger - è intitolato ‘Arcticulation’ e vuole esprimere, seguendo il succedersi delle stagioni con le loro peculiarità, i valori dell’Artico, la sua relazione unica tra mare e terra, la sua storia troppo poco conosciuta e apprezzata. I tre temi scelti per Bodo2024 riflettono, infatti, l’identità della Norvegia del Nord: Arte della natura, Fish and Ships, Transizione. Tra gli eventi più di richiamo che si sono svolti nella prima metà dell’anno, ‘Art in Arctic Nature’, o l’Anti-Biennale, dove la natura diventa spazio espositivo e il visitatore uno spettatore outdoor, e ‘The Cave’, una prima assoluta che ha visto un concerto in una grotta. E sono molti quelli in programma nei prossimi mesi, come la ‘Kjerringøy Land Art Biennale’ (Klab), l’unica Biennale di Land Art in Europa, e la ‘Bodo Biennale’, che si tiene ogni anno a settembre e che in questo 2024 arricchirà il programma della Capitale europea della cultura, o il ‘Lofoten International Art Festival’ (Liaf), la più lunga biennale scandinava, dal 20 settembre al 20 ottobre, giunta alla 18ma edizione.  Sul mare, la ‘Coastal Convention’, tra il 19 e il 21 luglio, riunirà nella baia di Bodo centinaia di imbarcazioni storiche di tutte le dimensioni. Poi, a settembre, la Norwegian Sculptors Society, in collaborazione con Bodo2024, porterà 5 nuove sculture in punti centrali della città, dal porto all’aeroporto. Altra collaborazione importante è quella con la Bodo Art Association, che a dicembre porterà i contributi di nuovi artisti alla città. Non mancano, ancora nella seconda parte dell’anno, festival musicali, mostre d’arte, eventi sportivi (tra cui Eurogym il 13-19 luglio e l’Arctic Race il 4-7 agosto). Un posto speciale nella programmazione di Bodo2024 spetta alla cultura Sami, il popolo indigeno che abita da sempre questa terra dell’estremo nord, in un rapporto ancestrale e profondo con la natura, e i cui diritti, per tantissimo tempo calpestati, sono tuttora un tema particolarmente sensibile. La Sami week è stata uno dei primi eventi subito dopo l’inaugurazione (in coincidenza con il 6 febbraio, la Giornata nazionale Sami), mentre a inizio giugno si è tenuta a Bodo la conferenza annuale delle associazioni di studi indigeni (Naisa). E dal 17 agosto al 6 ottobre si terrà la prima edizione della Sapmi Triennale, frutto di una cooperazione che unisce l’intera regione Sapmi, come si chiama il territorio transnazionale abitato dai Sami che attraversa Norvegia, Svezia, Finlandia fino alla Russia.  Non solo. Per tutto l’anno il Badaddjo Musea, il museo civico di Bodo, si è trasformato in museo Sami, con mostre dedicate a quell’arte duodji, che nelle dieci lingue Sami indica l’artigianato, tutto ciò che viene creato con le mani da questi allevatori di renne, e al joik, il canto tradizionale il cui incedere vocale accompagnato da uno strumento simile al tamburo viene oggi riproposto da molti giovani esordienti. “L’attenzione dedicata alla cultura Sami è un esempio dello spirito di cooperazione che anima Bodo2024: un’attenzione mai così alta in questa zona, con un museo completamente trasformato in museo Sami per un anno. Dunque, nuove idee e nuovi modi di lavorare, in un approccio che potremmo definire pan-nordico”, dice il direttore della programmazione di Bodo2024.  C’è poi il capitolo giovani, cuore pulsante di ogni manifestazione artistica. Uno degli scopi dell’intero progetto è proprio quello di rendere la regione più attrattiva per i ragazzi, combattendo la ‘fuga dei cervelli’ che anche da queste parti è una costante. Così è stato sviluppato Young2024, con progetti creati per e dai giovani. “Abbiamo avuto pochi giorni fa un festival nato quest’anno e che proseguirà con altre edizioni. In una posizione geografica particolare come quella di Bodo, molto isolata, è importante il richiamo delle nuove generazioni”, sottolinea.  Sono numerosi i collegamenti anche con l’Italia nella programmazione di Bodo2024. “Ci sono artisti italiani impegnati e soprattutto c’è il progetto ‘Via Querinissima’, che ricorda l’impresa di Pietro Querini e riafferma i legami con il Veneto grazie al commercio dello stoccafisso. Nell’ambito di questo progetto, è stata creata anche un’opera che ha debuttato a Venezia lo scorso ottobre e che sarà replicata anche a Bodo”, aggiunge Henrik Sand Dagfinrud. Il progetto ‘Via Querinissima’, in procinto di riconoscimento come percorso storico di interesse europeo dal Consiglio d’Europa, infatti, vuole ripercorrere l’avventura di Pietro Querini, il mercante veneziano che nel 1431, dopo un drammatico naufragio si ritrovò alle isole Lofoten con pochi sopravvissuti, che furono aiutati dai pescatori locali. Da qui, al rientro nella Serenissima, riportarono lo stoccafisso dando il via a un commercio che ha fatto la fortuna di questi luoghi e al tempo stesso ha fornito l’ingrediente principale di quello che poi è diventato un piatto simbolo del Veneto, il baccalà, nelle sue diverse varianti. Un rapporto, quello tra il Veneto e questa parte di Norvegia, ancora molto sentito e che ‘Via Querinissima’ vuole valorizzare ricostruendo lo storico percorso.  Per secoli, del resto, la pesca è stata l’attività principale ed è proprio grazie al commercio dello stoccafisso, conservato attraverso una tipica tecnica di essiccazione ancora oggi praticata, che Bodo conosce il suo momento di prosperità tra la fine del 19° e l’inizio del 20° secolo aprendosi ai mercati internazionali. Ancora oggi questo tipo di pesca e di lavorazione hanno un ruolo importante nell’economia locale. Un’eredità raccontata nel Jekt Trade Museum, poco fuori città, dove sono esposti i grandi vascelli mercantili che hanno solcato le acque lungo la rotta dei commerci internazionali avviati per primi dai Vichinghi, trasportando e scambiando derrate con le città norvegesi del sud, come Bergen, navigando tra i fiordi lungo la interminabile costa.  A raccontare un altro capitolo di storia della città, quella geopolitica, è il Norwegian Aviation Museum, il museo nazionale dell’aviazione norvegese, che su 10mila metri quadrati, alle porte della città, narra le gesta dell’aviazione civile e militare, con alcuni degli aerei che hanno fatto la storia, e tanto di torre di controllo con affaccio sugli hangar che hanno ospitato per 66 anni i caccia sempre pronti a intervenire. E che, nell’ambito di Bodo2024, ospita la mostra ‘Stories from Cold War Hotspots’, con testimonianze dell’epoca della Guerra fredda. Poco distante a conservare la memoria della guerra è anche il ‘War history museum’, una raccolta di cimeli e testimonianze provenienti da collezioni private. Ma intorno alla città si trovano pure diversi bunker risalenti al periodo della Guerra fredda. E non mancano statue tributo agli eroi di guerra, in una città che ha pagato un conto salatissimo e mai saldato. Alcuni dei monumenti simbolo della città risalgono proprio al periodo della ricostruzione post-bellica, come la cattedrale, con un campanile a forma di piramide, o il municipio dove, alla struttura creata nel 1959 con la torre dell’orologio, emblema cittadino, si è aggiunto un blocco nuovo, in marmo e vetro, costruito nel 2019 dallo studio di architettura danese All.  Ma l’opera architettonica più iconica della città moderna è sicuramente il complesso della Stormen Konserthus, la sala concerti dove si esibisce la Arctic Orchestra che insieme alla biblioteca (giudicata tra le 10 più belle al mondo da Wired Magazine nel 2016) costituisce un polo aperto nel 2014 per ridare slancio culturale alla città. La grande sala, con un’ottima acustica, è in grado di ospitare concerti, prosa, danza ma anche conferenze, con 900 posti a sedere nella sala più grande. E la biblioteca, affacciata sulla baia e con la facciata a forma di un libro aperto, si propone come luogo di studio inclusivo. Non è raro poi, in centro, imbattersi in opere di Street art, con facciate dipinte in occasione di un festival nel 2016 e poi rimaste a futura memoria.  La Bodo Capitale europea della cultura è sicuramente una città in fermento, che offre anche esperienze di shopping, dal classico mall City Nord, ai brand locali di giovani creativi, come Fogg Gildeskal per l’abbigliamento, dall’idea di due sorelle, o Studio Ebn, che crea borse e accessori in pelle di salmone e che in città ha un proprio negozio monomarca.  Per non parlare della scena culinaria che in questo 2024 ha certamente il suo spazio. Se è vero che anche il cibo è cultura, l’obiettivo di Bodo2024 è anche quello di mettere la cucina artica con i suoi mille ingredienti, che non sono solo stoccafisso, salmone e aringa, nella mappa culinaria europea. Così, il progetto mira a mappare i produttori locali, fare una ricerca su prodotti e sapori della regione e soprattutto creare nuovi network. A settembre è in programma un food festival, che vuole proprio portare alla ribalta quanto la Norvegia del Nord ha da offrire sul fronte gastronomico. Al cloudberry, una sorta di lampone giallo tipico della regione artica, è dedicata addirittura un’installazione che intende riflettere sulle sfide del cambiamento climatico.  E poi ci sono loro, i protagonisti della scena culinaria di Bodo. Locali che non ti aspetti, come LystPa, con prodotti a km0 ma soprattutto con una delle migliori carte dei vini nel paese. Oppure Berbusmel, panificio di due fratelli che propone anche panini particolari e vendita di prodotti locali, secondo un format ormai diffuso in Europa. Originale anche l’idea di Craig Alibone, maestro pasticcere che propone iconici cioccolatini, un vasto assortimento di macarons e altre preparazioni dolci, che ha creato una pasticceria-champagneria dove degustare una pralina abbinata a un calice delle raffinate bollicine. Immancabili, come in tutta la Norvegia del Nord, i birrifici artigianali: tra i tanti, a Bodo si trova Badin Bryggeri, con mescita e rivendita in loco.  Restano poi a farla da padrone, in una città che vuole unire alla natura che la circonda la vita culturale urbana, le tante esperienze che si possono fare fuori dal centro, dall’hiking tra ghiacciai e riserve naturali al Rib-rafting nello Saltstraumen, il gorgo marino più potente al mondo, da cui proviene anche il sale artico, tra i souvenir più gettonati. E Bodo2024 ha previsto anche alcuni percorsi particolari.  Un progetto coinvolge le ferrovie in questa che è la stazione finale della Nordland Railway, il treno che da Trondheim percorre in quasi 10 ore uno dei tratti più scenografici della Norvegia. I visitatori potranno muoversi ‘hop on hop off’ lungo il tragitto alla scoperta del territorio, raccontato per esempio attraverso performance spettacolarizzate o partecipando alle passeggiate geopoetiche condotte tra l’altro dall’italiano Davide Sapienza. Il progetto ‘The Trail way’ vuole promuovere una mobilità sostenibile, sperimentare la natura ma anche conoscere l’eredità storica di questi luoghi. Altra occasione per esplorare l’area interna è il progetto Nordlandsruta, un tragitto di 650 km che corre lungo il confine con la Svezia, attraversando 3 tra le maggiori cime del paese, oltre 50 laghi tra cui il secondo più grande, 3 parchi naturali, diversi ghiacciai ma anche 6 distretti di allevamento di renne nella zona abitata dai Sami. Qui è in programma tour con vari eventi artistici tra il 27 luglio e il 17 agosto.  Non poteva mancare, sul finire di questo speciale anno, il ‘Nordland by Light’, tra novembre e dicembre, il primo festival in assoluto delle luci nel Nord della Norvegia, a ricordare che siamo pur sempre nella patria dell’aurora boreale, dove la natura è cultura e dove la cultura si riprende il suo spazio.  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ia, 'Capirci un tubo': il podcast di Gruppo Cap protagonista della nuova stagione

(Adnkronos) - Intelligenza artificiale: che cos’è, da dove viene, dove sta andando e che implicazioni avrà sul mondo dell’acqua. E' questo il tema della nuova stagione di 'Capirci un tubo', il podcast realizzato da Gruppo Cap in collaborazione con Frame-divulgazioni scientifiche, giunto alla terza edizione. Disponibile dal 1° luglio sulle principali piattaforme di podcasting, questa nuova stagione prevede 10 puntate di circa 15 minuti con cadenza quotidiana. Dalla storia all’etica, passando per le prospettive future, ogni puntata sarà dedicata a un macro-tema che riguarda l’IA come fenomeno, ma sempre con un collegamento al mondo idrico, attraverso case history ed esempi concreti. Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale è diventata sempre più pervasiva, con un aumento delle applicazioni in molti settori diversi. Nell’ambito idrico, l’IA può aprire nuove frontiere per un utilizzo più efficiente e sostenibile dell’acqua, rivoluzionando la gestione di questa risorsa preziosa. Ad oggi, le moderne tecnologie basate su IA consentono di ripensare i metodi di lavoro tradizionali attraverso analisi predittive: dalla previsione della domanda, all’ottimizzazione della distribuzione e alla determinazione dell’indice di rischio di rottura delle tubazioni, fino ai 'Digital twin', in grado di rappresentare a livello digitale la realtà fisica degli asset e dei loro comportamenti.  Ma non solo: modelli predittivi e IA possono offrire soluzioni innovative per la gestione energetica, per esempio, prevedendo con precisione la domanda di energia per ottimizzare la produzione e regolare il consumo negli edifici nei contesti urbani. Il podcast affronterà anche i risvolti più critici, come la legislazione, l’etica, l’impatto sul mondo del lavoro e quello ambientale dell’intelligenza artificiale.  A guidare l’ascoltatore, ancora una volta il divulgatore scientifico ed esperto di comunicazione Alberto Agliotti, insieme a un ospite diverso in ogni puntata, tra cui la famosa divulgatrice Beatrice Mautino (aka @divulgatrice su Instagram). Con queste nuove dieci puntate, 'Capirci un tubo' arriva così alla sua terza stagione. Le prime due, dedicate interamente all’acqua la prima e al cambiamento climatico la seconda, erano sempre state realizzate in collaborazione con Frame e sono ancora disponibili su tutte le piattaforme.  'Capirci un tubo' si inserisce all’interno di una serie di iniziative educative promosse da Gruppo Cap nell’ambito dei podcast, a partire dal progetto di climate fiction The Source, realizzato nel 2021 e che racconta un’Italia in un futuro molto prossimo alle prese con la più spaventosa siccità mai sperimentata. Dal podcast è nato un concorso letterario che ha portato alla realizzazione di un’antologia di racconti (The source – scrivere sull’acqua) edito da DeAgostini. Inoltre, Cap ha prodotto anche Tempi sbagliati, ideato per sensibilizzare rispetto ai temi della sostenibilità, dando voce alla Generazione Z: le due stagioni di questa serie sono composte da una serie di interviste a protagonisti dei mondi dell’impresa, del design, dei servizi e delle istituzioni, fatte dalla giovane divulgatrice ambientale e attivista Sofia Pasotto. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)