Vacanze, Bravo: "I 10 segreti per pianificare viaggi estivi alla portata di tutti"

(Adnkronos) - Un momento di relax e divertimento, che tuttavia rischia di mettere a dura prova il bilancio familiare, soprattutto dopo il recente rincaro dei prezzi. Così per aiutare le famiglie a godersi le ferie senza rischiare di indebitarsi, Bravo – fintech che opera nell’ambito della gestione e liquidazione dei debiti privati – ha stilato un decalogo con consigli pratici per risparmiare in vacanza.  “Le vacanze - dichiara Daniel Martinez, co-country manager di Bravo in Italia - sono un’occasione per staccare dalla routine e concedersi un momento di relax. A volte però, per salvaguardare il proprio futuro e fare attenzione ai costi, è meglio ridurre il tempo dedicato alle ferie così da non rischiare di spendere oltre le proprie possibilità e, di conseguenza, incorrere in difficoltà economiche in seguito. Inoltre, è sempre bene evitare di chiedere prestiti per andare in vacanza Bravo si impegna a promuovere l'educazione finanziaria e a sostenere le persone nella gestione del proprio budget, supportandole in caso di sovraindebitamento. Ci impegniamo nel condividere l'importanza di fare attenzione al proprio budget, anche in periodi come le vacanze estive, in cui è fondamentale riposarsi ma senza mettere a rischio la propria stabilità finanziaria". Dalla flessibilità nella partenza all’attenzione per le spese più superflue, sono 10 i consigli di Bravo per viaggiare in modo intelligente. 1) Pianificazione anticipata: iniziare a pianificare le vacanze con largo anticipo consente di intercettare offerte vantaggiose, confrontare i prezzi e trovare le migliori opzioni senza dover prendere decisioni affrettate. È essenziale valutare se organizzare una vacanza sia finanziariamente sostenibile e, in caso contrario, evitare l'uso di carte di credito o altre formule di pagamento che potrebbero portare a indebitamento. Il risparmio infatti inizia proprio dalla pianificazione: in alternativa a un lungo viaggio, si possono preferire delle escursioni fuori porta in giornata o nei weekend. 2) Stabilire un budget: prima di iniziare a cercare destinazioni e alloggi, è fondamentale stabilire un budget realistico che comprenda tutti i costi previsti. Questo budget dovrebbe coprire le spese principali come alloggio, trasporti, pasti, attività e spese extra, ma anche considerare eventuali imprevisti. Una pianificazione accurata del budget permette di avere un quadro chiaro delle finanze, aiutando a evitare sorprese sgradevoli e a mantenere il controllo delle spese. Inoltre, suddividere il budget per categorie può rendere più semplice monitorare dove si sta spendendo di più e dove è possibile eventualmente risparmiare. È importante tenere conto anche delle piccole spese quotidiane, come snack, souvenir e mance, che spesso vengono trascurate ma possono sommarsi rapidamente. 3) Applicare il metodo 50 - 30 - 20: è consigliabile mettere da parte dei soldi nel corso dell’anno destinati esclusivamente alle vacanze, evitando così di doversi indebitare. Applicare il metodo del 50 - 30 - 20 può essere utile: il 50% del reddito per le spese necessarie, il 30% per i desideri e il 20% per risparmi e investimenti. È importante capire quanto si riesce a risparmiare mensilmente in modo sostenibile. In assenza di risparmi, è più opportuno considerare vacanze più modeste in termini di alloggio, spostamenti e tempistiche. 4) Flessibilità nelle date di viaggio: essere flessibili sulle date di viaggio può aiutare a risparmiare significativamente. Evitare i periodi di alta stagione, quando i prezzi sono generalmente più elevati, può fare la differenza. Alcune compagnie aeree offrono opzioni di ricerca flessibili per trovare i voli più economici: viaggiare la mattina presto può essere meno costoso, così come optare per un volo con tempi di percorrenza maggiori per giungere a destinazione. Prenotando, ad esempio, un volo di sola andata Roma - Catania in questo periodo, si può scegliere l’opzione che con soli 20 minuti in più all’arrivo costa quasi la metà. 5) Destinazioni meno turistiche e alloggi alternativi: considerare destinazioni meno turistiche può risultare più economico rispetto alle mete più ambite. Ad esempio, invece di optare per spiagge famose e affollate, si potrebbe optare per le meno conosciute ma altrettanto affascinanti. Inoltre, può essere utile valutare opzioni di alloggio alternative come case vacanze, generalmente più convenienti rispetto agli hotel tradizionali. Il noleggio di un camper permette non solo di risparmiare sui costi di alloggio, ma anche di avere maggiore flessibilità negli spostamenti, rendendo l'esperienza di viaggio più conveniente. 6) Pagamento dilazionato: se si sceglie di prenotare attraverso agenzie di viaggio o piattaforme online, il consiglio è quello di verificare se offrono opzioni di pagamento dilazionato senza interessi, soluzione che può aiutare a distribuire i costi nel tempo. Tuttavia, è importante non accumulare più forme di pagamento dilazionato, per evitare di incorrere in situazioni di sovraindebitamento. 7) Attenzione all’uso di carte di credito e revolving: utilizzare carte di credito e revolving rende difficile monitorare le entrate e le uscite, aumentando il rischio di scoperti. È consigliabile controllare periodicamente il bilancio della carta imponendosi un tetto massimo di spese, così da non rischiare che il conto della carta scenda vertiginosamente e mantenere il saldo sempre in positivo. Anche questa è una buona pratica che aiuterà a non dover gestire dei debiti ingenti. 8) Evitare le spese superflue: ridurre gli acquisti impulsivi o costose attività turistiche è fondamentale quando si è in viaggio. Per questo, conviene stabilire un budget anche per attività secondarie, come i souvenir, ad esempio destinando una somma massima in base alle proprie possibilità. 9) Assicurazione viaggio: investire in un'assicurazione viaggio adeguata, anche se può sembrare un costo aggiuntivo, può proteggere da spese impreviste come cancellazioni o emergenze di varia natura. Un'assicurazione viaggio completa copre una vasta gamma di imprevisti che possono insorgere durante una vacanza. Ad esempio, in caso di cancellazione del volo per cause meteorologiche o problemi della compagnia aerea, l'assicurazione può rimborsare i costi del biglietto e delle eventuali prenotazioni non rimborsabili come hotel e noleggio auto. Inoltre, l'assicurazione viaggio offre una copertura sanitaria che è fondamentale quando si viaggia all'estero. In caso di malattia o infortunio, le spese mediche possono essere molto elevate, specialmente in paesi come gli Stati Uniti dove il costo delle cure è notoriamente alto e un’assicurazione base a partire da 60 euro può impedire di spenderne migliaia. L'assicurazione può anche includere la copertura per la perdita o il furto di bagagli e effetti personali, garantendo il rimborso per gli oggetti smarriti e fornendo assistenza per il recupero di documenti importanti come il passaporto.  10) Creare un fondo di emergenza: mettere da parte una somma di denaro per far fronte a eventuali imprevisti durante il viaggio è essenziale. Per questo, quando si pianifica il budget da destinare a una vacanza bisogna sempre considerare anche una cifra 'cuscinetto' che ci permetta di partire con la mente serena. E’ meglio ridurre la portata della vacanza, optando per attività vicine o meno costose, piuttosto che mettersi in viaggio avendo con sé solo le finanze strettamente necessarie per arrivare a fine vacanza. Una situazione finanziaria precaria, ricorda Bravo, può infatti portare a stress al ritorno dalle vacanze, compromettendo il benessere complessivo e rendendo più difficile godere appieno degli svaghi nel tempo libero. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Vino, a scuola di dendrochirurgia in vigna per combattere il mal dell’esca con Simonit&Sirch

(Adnkronos) - I Vine master pruners Simonit&Sirch hanno messo a punto da anni una tecnica innovativa per combattere il mal dell’esca, la dendrochirurgia, una vera e propria operazione chirurgica sulle piante della vite grazie alla quale la carie bianca che colonizza la struttura legnosa delle piante e ne causa l’infezione viene eliminata con una specifica attrezzatura, mantenendo intatta la qualità delle uve. I risultati che il team Simonit&Sirch ha raggiunto in 14 anni di lavori e sperimentazioni sono sorprendenti e di grande importanza sia per la qualità dei vini che per il risparmio economico da parte dell'azienda: il 90% delle piante trattate è tornato infatti pienamente produttivo. La dendrochirurgia è, al momento, l’unica tecnica valida per fermare il mal dell’esca ed evitare l’estirpo. Per chi volesse apprendere le basi di questa tecnica, viene organizzato dal 22 al 25 luglio, nel Campus Mario Schiopetto di Capriva del Friuli, un corso residenziale guidato dai tecnici Simonit&Sirch. Rivolto a tutti, il corso è un’occasione unica per apprendere questa tecnica in grado di prolungare la vita produttiva delle vigne. Il numero massimo di partecipanti è di 10 persone. Il corso si articolerà in 3 giornate di formazione per un totale di 3 lezioni pratiche e 1 teorica. Sede del corso sarà l’Accademia Vine Lodge di Capriva del Friuli, dove i corsisti alloggeranno e si terrà la parte teorica, mentre le lezioni pratiche si svolgeranno nei vigneti limitrofi del Campus Mario Schiopetto. La quota di partecipazione è di 1.480 euro a persona e comprende, oltre al corso, 3 pernottamenti con prima colazione, aperitivo di benvenuto, 1 light lunch, 2 cene, 2 degustazioni, e brindisi finale all’Accademia Vine Lodge, 3 merende e 2 light lunch in vigna, il noleggio del vestiario e dell’attrezzatura, l’assicurazione e una visita al Campus Mario Schiopetto (dove il Metodo Simonit&Sirch ha preso embrionalmente forma più di 30 anni fa), alle cantine dell’azienda. Al termine, i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione al corso e la T-shirt Pruninguy/Pruningirl.  I tecnici Simonit&Sirch hanno sottoposto alla dendrochirurgia più di 15.000 piante di 12 varietà (Sauvignon blanc, Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Sauvignon, Pinot Nero, Riesling, Malvasia Istriana, Sangiovese, Gruener Veltiner, Carmenere, Malbec), in vigneti di 12 regioni italiane e straniere: Collio, Franciacorta, Montalcino, Champagne, Borgogna, Bordeaux, Mendoza, Kamptal, Steiermark, Pfalz, Istria e Maipo in Cile. Analizzando i dati raccolti - e validati anche dall’Università e dall’Inra Institut National de la Recherche Agronomique di Bordeaux - si evince che la dendrochirurgia rallenta la progressione di sintomi di mortalità delle piante infette e che la qualità delle uve è comparabile con quella di piante sane. Non è lo stesso per le piante infette non operate. In 14 anni di lavori e sperimentazioni, il 90% delle piante trattate è tornato pienamente produttivo.  ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Turismo, Vangstein (Havila Voyages): "Interesse crescente per l'unico brand con navi eco-friendly"

(Adnkronos) - "Havila Voyages porta, per la prima volta da decenni, navi da crociera di nuova costruzione lungo la Coastal Route, la rotta dei fiordi norvegesi. Navi più moderne con cabine e aree comuni più spaziose e un format gastronomico unico. Sono navi ecologiche, in grado di ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 35% rispetto ai valori di riferimento del 2017, e le emissioni Nox e Sox addirittura del 90%. Per noi il 2024 è il vero anno zero, dopo un avvio molto sfidante". A parlare del nuovo brand entrato nel mercato crocieristico navigando in modo eco-friendly in uno degli itinerari più amati da turisti è Lasse A. Vangstein, Chief Communications & Marketing Officer di Havila Voyages.  L'idea di Havila Group di lanciare il nuovo brand di trasporto turistico Havila Voyages arriva con l'apertura alla concorrenza della storica rotta. "E' stato il nostro fondatore e principale azionista, Per Sævik, a decidere di entrare nella Coastal Route controllata dallo Stato, convinto che fosse giunto il momento - racconta - di aprirsi alla concorrenza in una rotta monopolizzata da un'unica compagnia nell'ultimo periodo di concessione con 11 navi. Un forte sostenitore del grande potenziale del settore turistico e allo stesso tempo con l'obiettivo e la missione di creare valore nel lungo periodo e occupazione per la costa della Norvegia". Così Havila Voyages ha cominciato a navigare lungo la costa norvegese e lo ha fatto in un momento particolare per tutto il settore a livello internazionale, nel dicembre 2021. "Lo start-up per noi è stato davvero sfidante - ammette - e non solo a causa della pandemia. Due delle nostre navi dovevano essere costruite in un cantiere spagnolo, che però andò in bancarotta dopo che gli scafi delle nostre barche erano stati già fatti. Ciò ha comportato che abbiamo dovuto spostare la costruzione in Turchia, allo Tersan Shipyard, dove avevamo il contratto per la fabbricazione delle altre due nostre navi. Inoltre, anche l'attacco all'Ucraina e la guerra hanno avuto conseguenze per noi, perché la nostra compagnia di finanziamento originaria aveva legami con la Russia e quindi è stata sanzionata. Ci siamo fatti carico di questo ma naturalmente ha ritardato ulteriormente il rilascio delle nostre navi. In più, a complicare il processo di costruzione c'è stato pure il terremoto che ha colpito la Turchia". "Finalmente, ad agosto 2023 abbiamo avuto tutte e quattro le nostre navi operative ed è per questo che per noi il 2024 è un po' l'anno 'zero', il nostro primo anno in piena operatività. Ora cominciamo a vedere un interesse crescente nel nostro brand e nel nostro prodotto e guardiamo con fiducia al futuro", prosegue Vangstein. Un ottimismo confermato dai dati in crescita del brand: "Sul fronte dei mercati target, storicamente, la Germania è stato sempre quello più importante per il turismo lungo la costa norvegese. Ma quest'anno osserviamo una predominanza di turisti dagli Stati Uniti sia come numero di prenotazioni sia come valore. E l'Italia è uno dei mercati su cui stiamo lavorando, anche tramite agenzie e tour operator e con la presenza alle fiere di settore", sottolinea. Il punto di forza e l'unicità delle navi Havila sta nella tecnologia ecologicamente avanzata: "Ad oggi le nostre navi - spiega - sono alimentate come 'Plug-in hybrids', usando gas naturale liquido (Lng) combinato con l'energia elettrica, grazie a grandi pacchi di batterie che consentono un'autonomia di quattro ore di navigazione emission-free, e possono essere ricaricate in porto usando energia idroelettrica pulita e norvegese. Abbiamo le uniche navi sulla Coastal Route che possono ricaricare le batterie in porto - assicura - e siamo l'unico operatore crocieristico al mondo che può permettersi di visitare il sito di Geirangerfjorden, patrimonio Unesco dell'Umanità, senza inquinare. Un sistema che ci fa essere precursori rispetto alle nuove regole sulle emissioni che entreranno in vigore nel 2026. Infatti, potremmo essere già oggi completamente 'climate neutral' utilizzando il biogas liquido (Lbg) invece di quello naturale (Lng), ma è una questione di disponibilità e prezzo nel mercato. Per questo, vogliamo che le autorità norvegesi diano priorità allo sviluppo di questo settore, a renderlo possibile". "Anche il design delle navi - spiega - è stato pensato per ridurre attrito e massimizzare l'efficienza energetica. Monitoriamo costantemente i livelli di alimentazione e siamo molto impegnati nel ridurre il consumo di gas. Non solo: usiamo l'eccesso di calore a bordo per riscaldare ambienti e acqua, come quella che arriva nelle docce delle cabine. E questo limita lo spreco di calore ed energia". Fondamentale, poi, l'impegno contro lo spreco alimentare. "Il nostro food concept - afferma il Chief Communications & Marketing Officer di Havila Voyages - è stato pensato e sviluppato non solo per far conoscere la cucina norvegese ma anche per ridurre lo spreco di cibo, che costituisce un grande problema nell'industria crocieristica e alberghiera ed è dovuto principalmente all'uso dei buffet. Noi, invece, abbiamo optato per un servizio alla carta, che ci consente di ridurre lo spreco di cibo a solo 58 grammi in media per passeggero al giorno, un valore ben al di sotto degli standard del settore. Inoltre, la maggior parte del cibo che serviamo è prodotto e distribuito in Norvegia, in particolare lungo la costa. Le uniche eccezioni sono qualche spezia, frutti e fiori edibili che sono usati per le decorazioni e che non sono norvegesi".  L'attenzione per le comunità locali è una mission per Havila e riguarda anche il servizio dedicato alle escursioni che sono offerte ai passeggeri. "Tutte le nostre escursioni lungo la rotta costiera - ricorda - sono offerte in collaborazione con fornitori locali. La nostra attività contribuisce a generare almeno 3mila posti di lavoro lungo la costa. Essendo una rotta controllata dal governo, rappresentiamo una infrastruttura cruciale in quanto anche i residenti utilizzano le nostre navi come mezzo di trasporto e le nostre navi trasportano anche merci da e per le destinazioni che toccano". Dunque, l'impegno per la sostenibilità fa parte della mission di Havila. "Crediamo di essere riusciti nell'assumere un approccio sostenibile nella nostra attività. La sostenibilità è la spina dorsale di tutte le nostre operazioni, sia marittime sia nell'hotellerie. Cerchiamo costantemente di migliorare e ancora di più di coinvolgere i nostri passeggeri in un atteggiamento di scelte sostenibili", osserva Vangstein, aggiungendo che per il futuro l'auspicio è di "poter operare lungo la Coastal Route a zero emissioni con la flotta attuale, utilizzando l'idrogeno: le nostre navi sono già autorizzate dalle autorità per questo ed è un obiettivo raggiungibile entro il 2030".   ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Turismo:, con Havila Voyages la crociera dei fiordi norvegesi diventa green e tech

(Adnkronos) - La crociera dei fiordi norvegesi diventa green e tech. Per uno degli itinerari turistici più gettonati al mondo, che, navigando per 2.500 miglia tra scogliere, picchi, isolette e villaggi, porta dalla storica Bergen nel sud del paese fino a Kirkenes, a pochi chilometri dal confine russo, si apre infatti una nuova epoca. Questa antica rotta battuta da oltre un secolo - da quando nel 1893 partì il primo collegamento espresso alla volta delle remote regioni del nord, per portare viveri e posta - oggi viene percorsa da imbarcazioni ultra-moderne e tra le più ecologiche al mondo. E’ la flotta di Havila Voyages, nuovo brand che opera nel trasporto turistico e che ha avviato questa rotta, come secondo operatore, dopo l’apertura alla concorrenza da parte delle autorità norvegesi.  Havila ha cominciato a navigare lungo la Coastal Route nel dicembre 2021, accogliendo la sfida di partire proprio in un momento particolarmente difficile per tutto il settore del turismo per le pesanti ripercussioni dovute alla pandemia. Dopo un rodaggio che è andato di pari passo con le prime riaperture post-Covid, e con una situazione geopolitica difficile, è da quest’anno che si può dire effettivamente raggiunta la piena operatività. E con essa anche il momento di cominciare a raccogliere i primi importanti risultati, con numeri in crescita costante.  Un’intuizione vincente, quella del fondatore di Havila Group, Per Saevik, oggi 80enne: partito dalla pesca dell’aringa acquistando a 16 anni, nel 1957, la sua prima barca, piano piano ha costruito un impero. Oggi Havila è un Gruppo attivo nella tecnologia shipping, offshore, nel traporto e nel turismo. Tre anni fa la decisione di entrare nel mercato fino ad allora monopolizzato dal postale dei fiordi. E di farlo in modo completamente nuovo.  Le quattro navi della flotta - Havila Capella, Havila Castor, Havila Polaris e Havila Pollux - sono state tutte costruite tra il 2021 e il 2023. Nuove di zecca, hanno una tecnologia all’avanguardia e navigano con sistema ibrido. Sono dotate, infatti, del più grande pacco batteria mai montato su una nave, che ha una autonomia di quattro ore e si ricarica con energia idroelettrica; il sistema può switchare al gas naturale liquido (Lng), il che consente un taglio delle emissioni di CO2 del 35% e di quelle Nox del 90% rispetto alle imbarcazioni che usano carburanti tradizionali, come testimoniato nel primo Report integrato e di sostenibilità redatto nel 2023. Lo scafo è appositamente disegnato per offrire la massima efficienza energetica e anche il riscaldamento a bordo viene ottenuto dal raffreddamento dell’acqua di mare e dal riutilizzo del calore in eccesso.  Un sistema rivoluzionario di navigazione emission-free che consente di attraversare il fragile ecosistema dei fiordi rispettando l’ambiente e in modo silenzioso: mentre la nave corre lungo la costa, infatti, non si avverte il rumore dei motori e il passeggero si sente immerso nello spettacolare paesaggio che ha di fronte. Con questa tecnica le navi Havila Voyages hanno anticipato i requisiti imposti per raggiungere nei prossimi anni l’obiettivo del taglio delle emissioni, tanto da aggiudicarsi già nel 2022 il Next Generation Ship Award. Non solo: si è posta come traguardo quello di arrivare a zero emissioni e le imbarcazioni sono già predisposte per nuove frontiere, come ad esempio l’uso dell’idrogeno. Fra gli obiettivi, la sostituzione del gas naturale con il biogas (Lbg), che contribuirà gradualmente a ridurre ancora di più le emissioni di CO2, fino al 90%.  Per questo, la compagnia plaude alla recente iniziativa del governo norvegese di mappare, in vista del prossimo periodo di concessioni sulla rotta, le esigenze di trasporto lungo la costa, augurandosi che vengano fissati parametri ambientali più stringenti. Una responsabilità, quella verso l’ambiente marino e costiero, da parte degli operatori di trasporto, che il Ceo di Havila Voyages, Bent Martini, ha più volte sottolineato. Così come quella verso il territorio: proprio da queste crociere arriva un contributo molto importante per le comunità locali, che possono contare sulla vendita di beni e servizi, creando un forte indotto anche in termini occupazionali.  Ma la sostenibilità, in casa Havila, attraversa tutta la vita a bordo. Così, l’uso di plastica e carta è ridotto al minimo. I dispenser di acqua evitano le bottigliette e i monitor digitali offrono tutte le informazioni sulla rotta e sul programma. Anche per ordinare, ogni tavolino è dotato di un Qr code per inviare direttamente la comanda. E ogni passeggero quando sale a bordo riceve tutte le istruzioni per comportarsi da eco-viaggiatore provetto.  Un capitolo fondamentale di questa mission è la lotta allo spreco alimentare, che a bordo delle navi Havila va a braccetto con il fine dining. I prodotti e le materie prime utilizzate in cucina dagli chef provengono prevalentemente da produttori e fornitori norvegesi e premiano le eccellenze locali, con menu che cambiano a seconda della regione di navigazione (almeno 4 diverse proposte si alternano nel corso del tragitto completo). Al ristorante principale si affianca, poi, in ogni nave, una proposta gourmet e due caffè per snack veloci e drink. A differenza di altre navi da crociera, si evitano i buffet in modo da offrire un servizio più accurato e ordinato a tutto vantaggio della qualità e dell’esperienza a tavola. Un’ampia scelta che si personalizza costruendo il proprio pasto, tra piatti principali e una varietà di piattini di contorno, comodamente seduti a tavola. Questo evita di ordinare ciò che poi non si mangia e quindi di buttare cibo. Quando Havila ha avviato le sue operazioni l’obiettivo era di produrre solo 75 grammi di cibo sprecato per passeggero al giorno; nel 2023 già si è raggiunta la media di 58 grammi, un valore molto più basso rispetto agli standard del settore. Il feedback dai clienti è positivo e la compagnia proprio quest’anno ha anche ricevuto il premio ‘Food saver of the year 2024’. La tradizione norvegese e l’anima tech si riflette anche negli arredi delle navi, che ricordano i colori del paesaggio, dal mare ai ghiacciai, dove il design nordico e i materiali naturali la fanno da padrone. A cominciare dagli ampi spazi comuni, con poltrone e angoli salotto studiati per ammirare il paesaggio stando seduti di fronte alle vetrate. Le cabine, quasi tutte con finestra, sono più spaziose degli standard di altre navi (vanno dai 16 ai 45 mq) e dotate di prese Usb, tv e wifi. A bordo pure palestra, sauna, vasca idromassaggio open-air e una sala conferenze dove quotidianamente l’expedition team, che si occupa delle tantissime escursioni organizzate durante gli scali per esplorare il territorio anche via terra, dà appuntamento per presentazioni sulla rotta, i porti, le destinazioni.  Sono 34 in tutto i porti attraversati lungo la rotta nelle due direzioni, da sud verso nord o, viceversa, da nord verso sud, lungo un itinerario che si può percorrere per intero, anche in versione round-trip per un totale di 12 giorni, oppure per brevi tratti nella formula port-to-port. Gli scali nei porti durano dai 10 minuti a qualche ora, nelle località da dove partono anche escursioni via terra, e a seconda della direzione sono toccati di giorno o di notte, sempre con uno scenario diverso e, a seconda del periodo, anche sotto lo spettacolo dell’aurora boreale (Northern lights) o del sole di mezzanotte. Le navi Havila, tra l’altro, offrono anche il servizio passeggeri per chi non pernotta a bordo, che viaggiano in una lounge apposita, e il trasporto merci. Nel 2023 il 51% dei passeggeri Havila era di lunga distanza e la compagnia ha trasportato quasi 9mila tonnellate di beni lungo la costa norvegese.  E i numeri sono in crescita. Nel 1° trimestre 2024 (il secondo trimestre con le quattro navi in piena operatività) ha visto un aumento del 17% della redditività rispetto all’ultimo trimestre 2023, dovuto in parte a un maggiore tasso di occupazione (68% contro il 60%). Si stima di raggiungere un tasso di occupazione pari all’80% per l’intero 2024 e a maggio era già stato venduto il 66% della capacità per tutto l’anno. Un trend positivo nell’andamento delle prenotazioni, dunque, segno che sempre più persone stanno scoprendo il brand Havila e lo scelgono perché sposano il suo concept eco-friendly e all’avanguardia.   ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


L'Europa avverte X: il profilo verificato a pagamento viola le leggi Ue

(Adnkronos) - La Commissione Europea ha lanciato un severo monito alla piattaforma X, dichiarando che il suo sistema di verifica con blue check non rispetta le disposizioni del Digital Services Act (DSA) dell'Unione Europea. Secondo i risultati preliminari delle indagini, il sistema risulta ingannevole per gli utenti e in contrasto con le pratiche standard del settore. L'UE ha inoltre scoperto che X non adempie agli obblighi di trasparenza riguardanti la pubblicità e la fornitura di dati pubblici ai ricercatori. Èil primo caso in cui una società viene formalmente accusata di violazione del DSA nella fase preliminare del processo investigativo dell'UE. Ora, X ha l'opportunità di difendersi rispondendo alle accuse. Nel suo comunicato stampa, l'UE ha sottolineato che le modifiche apportate al sistema di verifica di X, che consente a qualsiasi utente di pagare per ottenere la verifica, ostacolano la capacità degli utenti di verificare l'autenticità degli account con cui interagiscono. Inoltre, secondo le indagini dell'UE, esistono prove che attori malintenzionati stiano sfruttando il sistema per ingannare intenzionalmente gli utenti. Margrethe Vestager, responsabile antitrust dell'UE, ha dichiarato: "A nostro parere, X non rispetta il DSA in aspetti chiave della trasparenza, utilizzando schemi poco chiari per ingannare gli utenti, non fornendo un archivio pubblicitario adeguato e impedendo l'accesso ai dati per i ricercatori. La trasparenza è al cuore del DSA e siamo determinati a garantire che tutte le piattaforme, inclusa X, rispettino le normative dell'UE". Se X non affronta le tre contestazioni avanzate dalla Commissione Europea, l'azienda potrebbe essere soggetta a sanzioni formali e multe fino al sei per cento del suo fatturato globale. Poiché X è una società privata, acquistata da Elon Musk per 44 miliardi di dollari nell'ottobre 2022, non è chiaro quanto potrebbe perdere in termini di sanzioni finanziarie. X è classificata come piattaforma online principale (VLOP) secondo il DSA, in quanto raggiunge oltre 45 milioni di utenti attivi mensili nell'UE. La Commissione ha avviato un'indagine DSA su X il 18 dicembre 2023. Oltre a esaminare pratiche ingannevoli, trasparenza pubblicitaria e accesso ai dati per i ricercatori, oggetto dei risultati odierni, l'indagine sta anche esplorando la diffusione di contenuti illegali sulla piattaforma e le sue pratiche di moderazione a seguito del conflitto Israele-Hamas. La Commissione ha dichiarato che questa parte dell'indagine è ancora in corso. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Tumori, Ai individua nuove 'spie' per prevedere cancro ritorno cancro prostata

(Adnkronos) - Grazie all’intelligenza artificiale sono stati individuati nuovi marker, veri e propri 'campanelli d’allarme', per prevedere il rischio di recidiva del tumore alla prostata, anche a dieci anni di distanza: è questo il risultato di un nuovo studio condotto da ricercatori dello Human Technopole di Milano, dell’Institute of Cancer Research di Londra e del Royal Marsden Nhs Foundation Trust. I ricercatori hanno individuato, grazie all’uso di big data e Ai, che la compresenza di cellule tumorali con caratteristiche genetiche diverse all’interno dello stesso tumore e di differenze nella loro forma, dimensione e struttura è indicativa della capacità della neoplasia di cambiare nel tempo. A questa sua capacità evolutiva si associa, anche dopo un lasso di tempo molto lungo, un elevato rischio di ritorno della malattia. Lo studio è pubblicato oggi sulla nota rivista scientifica Nature Cancer. Questa ricerca, sottolineano gli scienziati, "potrà aiutare i medici a personalizzare meglio il trattamento per il cancro alla prostata, adottando trattamenti più aggressivi in quei casi in cui emerga, grazie a questi parametri, un maggiore rischio di recidiva. Per Andrea Sottoriva, responsabile del centro di ricerca in Biologia computazionale di Human Technopole e corresponding author dello studio. "oltre a produrre biomarcatori prognostici migliori per il cancro alla prostata, il nostro studio costituisce un’ulteriore prova delle possibilità predittive che derivano dallo studiare come uno stesso tumore si evolve e cambia nel tempo. Applicando un approccio computazionale a più set di dati, siamo stati in grado di decifrare alcune dinamiche della progressione del cancro e della resistenza al trattamento. Questo tipo di ricerca è fondamentale per approfondire la nostra comprensione di come e quando trattare i tumori, compreso il cancro alla prostata". Si tratta, "ancora di una sperimentazione e non di una pratica clinica - sottolinea Marino Zerial, direttore dello Human Technopolema - in futuro questo approccio potrebbe aiutare i medici a classificare sistematicamente i pazienti in base al rischio di recidiva della malattia e decidere quali terapie adottare. Ancora oggi rimane difficile prevedere gli esiti del cancro alla prostata perché la malattia presenta un’ampia eterogeneità, cioè esistono differenze significative tra le sue cellule, non solo nei diversi pazienti ma anche all’interno di ciascun tumore. Inoltre, la patologia spesso si sviluppa in più di un punto all’interno della ghiandola, producendo due o più tumori vicini. Di conseguenza, è spesso difficile per i medici determinare i migliori trattamenti per i pazienti". Studio diverso da precedenti per elevato numero di campioni analizzati e per analisi diverse fasi sviluppo tumorale Questo studio si differenzia da altri lavori che in precedenza hanno misurato specifiche caratteristiche del tumore per prevederne gli esiti per l’elevato numero di campioni analizzati e per aver preso in esame la malattia in diverse fasi del suo sviluppo. Utilizzando il machine learning, i ricercatori hanno analizzato 1.923 campioni di 250 pazienti, concentrandosi sulla struttura spaziale del tessuto. Hanno anche utilizzato una tecnica di intelligenza artificiale appositamente creata per eseguire la classificazione di Gleason, un sistema di punteggio che classifica il tessuto canceroso da uno a cinque in base al modello delle sue cellule. Alle cellule cancerose che appaiono molto simili alle cellule sane viene assegnato il grado uno, mentre a quelle che sembrano significativamente diverse viene assegnato il grado cinque. Allo stesso tempo, i ricercatori hanno valutato le differenze genetiche tra le cellule all’interno dei singoli tumori, utilizzando 642 campioni provenienti da 114 partecipanti a studi di radioterapia al Royal Marsden. Questi campioni sono stati sovrapposti al gruppo citato sopra, fornendo ai ricercatori informazioni integrate sulla genomica e sulla morfologia delle cellule, e sulle condizioni dei pazienti nell’arco di oltre un decennio. I ricercatori hanno scoperto che le differenze genetiche e la diversità morfologica misurata dall’intelligenza artificiale (la differenza nella forma, dimensione e struttura delle cellule) sono indicative della capacità del tumore di evolversi, caratteristica che consente alla malattia di adattarsi e sopravvivere. Hanno misurato questa diversità osservando l’entità delle differenze tra le cellule in diverse aree del tumore, nota come eterogeneità intratumorale. I risultati hanno mostrato che questa 'evolubilità' era un forte predittore di recidiva, con la combinazione delle due misurazioni che identificava un sottogruppo di pazienti che presentavano recidiva della malattia nella metà del tempo rispetto al resto dei pazienti.I ricercatori hanno anche verificato una correlazione tra la perdita di un cromosoma specifico e una ridotta presenza di cellule immunitarie nel tumore, che potrebbe influenzare la sua risposta a determinati trattamenti. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Fisiatra: "Nel beach tennis più frequenti infortuni coscia e legamenti alluce"

(Adnkronos) - Un tempo c'eano i racchettoni di legno e una pallina da tennis che bastavano per trasformare un pezzo di spiaggia nel centrale di Wimbledon. Oggi il beach tennis continua a spopolare d'estare con attrezzi sempre più performanti. Ma spesso serve essere allenati ai movimenti sulla sabbia. "Secondo una recente ricerca condotta su circa 200 giocatori di beach tennis l'incidenza degli infortuni nel BT è pari a 1,81 per 1000 ore di gioco. Gli infortuni da sovraccarico erano maggiormente frequenti a livello dell'arto superiore (tendinopatia della spalla e del gomito), mentre gli infortuni acuti erano più frequenti a livello dell'arto inferiore era il sito di più infortuni acuti (muscoli della coscia e legamenti dell'alluce e della caviglia)". Così Andrea Bernetti, vice presidente della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer), fa il punto per l'Adnkronos Salute sui rischi dei 'crack' legati al beach tennis, secondo di 3 focus sugli sport da spiaggia più diffusi in estate. "Poiché il beach tennis prevede generalmente molti movimenti con l'arto che impugna la racchetta in elevazione inclusi il servizio, le mosse difensive e gli attacchi, questo potrebbe spiegare la maggiore incidenza di infortuni a livello della cuffia dei rotatori. Inoltre, muoversi sulla sabbia richiede più energia a causa del lavoro meccanico maggiore e alla minore efficacia del lavoro muscolare - prosegue Bernetti - I giocatori modificano le posizioni delle articolazioni e i movimenti per adattarsi alla sabbia e per eseguire i colpi richiesti. Ad esempio nel salto è più difficile per la caviglia spingere il corpo verticalmente. Sono in pratica richiesti maggiori carichi articolari e muscolari sulla sabbia per produrre più potenza utile. Questo può spiegare in parte gli infortuni da sovraccarico a carico del rachide lombare".  Un'ulteriore differenza sottolineata nello studio, "è quella tra giocatori agonisti e amatoriali, generalmente gli atleti agonisti hanno una quantità simile di infortuni acuti e cronici, i giocatori amatoriali hanno invece principalmente infortuni cronici, che costituiscono il 61,1% degli infortuni. Questo - conclude il medico fisiatra - può essere spiegato dal fatto che i giocatori amatoriali hanno una pratica irregolare in termini di frequenza e intensità, che non permette alle strutture muscolo-tendinee di adattarsi quando affrontano carichi di lavoro elevati, che possono essere meno graduali e continui rispetto ai giocatori professionisti".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dermatologo Di Lernia: "Per dermatite atopica mai sospendere terapia"

(Adnkronos) - Per la dermatite atopica, malattia infiammatoria cronica che si accompagna ad arrossamento, prurito e desquamazione, “i farmaci che abbiamo a disposizione – i cosiddetti Jak inibitori - sono molto efficaci ma non è consigliabile sospenderli. Per le caratteristiche della patologia, la terapia va mantenuta. In genere il paziente ha una buona risposta, non presenta fenomeni di intolleranza o di effetti collaterali, per questo motivo è consigliabile proseguire il trattamento poiché la dermatite potrebbe di fatto ripresentarsi. Si tratta di una malattia sostenuta da fenomeni infiammatori complessi. Questi farmaci sono in grado di bloccarli, ma non è possibile al momento pensare di sospenderli o di evitare la recidiva”. Così il dermatologo Vito Di Lernia, responsabile della Struttura Semplice Dermatologia Immunologica Asl Reggio Emilia con Adnkronos Salute fa il punto sulla malattia che interessa “circa il 5-7% della popolazione adulta e addirittura il 20% della popolazione pediatrica”. Una condizione invalidante per chi ne è colpito “a causa dell’intenso prurito§”. I bambini, come gli adulti, “non riescono a dormire la notte, faticano a concentrarsi durante il giorno – spiega Di Lernia – Quindi è una malattia che ha un forte impatto sulla qualità della vita. Va detto, che i bambini possono guarire molto di più rispetto agli adulti ma trattandosi di una patologia cronica è destinata a persistere lungo il corso della vita”. Geni, familiarità, barriera cutanea alterata e squilibrio idrico: ecco gli elementi che possono portare allo sviluppo della dermatite atopica, la cui diagnosi “nonostante i progressi in ambito di biomarcatori, test del sangue, esami immunologici e di imaging, è di pertinenza del dermatologo con l’osservazione clinica”. Tra le terapie a disposizione che permettono di gestire questa patologia, “oltre agli anticorpi monoclonali – sottolinea lo specialista - che hanno la funzione di bloccare una singola citochina” (piccola molecola di natura proteica) abbiamo i cosiddetti farmaci Jak-inibitori che vanno ad intercettare questi enzimi che bloccano il segnale delle citochine, per cui le citochine rimangono in circolo ma non possono più effettuare la loro azione dannosa nei confronti del tessuto epidermico. E quindi si torna a una vita normale, diciamo, senza più i problemi di pruriti, rossori e fastidi”. Queste terapie “sono in grado, molto spesso, di determinare una remissione completa, o quasi, di tutti i sintomi. Ci sono farmaci che agiscono un po' più lentamente e farmaci come, appunto, i Jak-inibitori, che sono spesso in grado di agire già nel giro di poche settimane, eliminando subito il prurito. E poi, nei giorni successivi, anche le manifestazioni infiammatorie, le lesioni. In questo modo i pazienti tornano ad avere una cute normale, e senza più il prurito possono finalmente riposare e torna a vivere dopo mesi o anni”. Tuttavia, “la terapia va mantenuta – conclude Di Lernia - perché altrimenti la dermatite potrebbe ripresentarsi con una recidiva”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Startup world cup sbarca a Palermo, la più grande competizione al mondo

(Adnkronos) - "Sono tanti gli eventi a tema startup che si svolgono nel nostro Paese, eppure, chi ha un minimo di esperienza di ecosistemi evoluti, si rende conto che esistono circuiti molto differenti in cui correre e, purtroppo, in Italia non siamo certo fra i più performanti". A raccontarlo è Francesco Cracolici, 30 anni appena compiuti, imprenditore e fondatore di Nomadic Minds, azienda nata per supportare gli ecosistemi tecnologici emergenti nella crescita delle loro startup e nella raccolta di capitali locali e internazionali.  Da 10 anni, Francesco gira il mondo impegnato nello sviluppo degli emerging market, ovvero quelle aree che rappresentano una grande opportunità per gli investitori perché terreno fertile per la creazione di nuove imprese che spesso ricalcano modelli occidentali giù validati e di cui si conoscono le potenzialità. Dopo aver gestito tre programmi di accelerazione su tre continenti e aver costruito un importante portfolio di partecipazioni dall'Etiopia al Brasile e coinvestimenti con figure di rilievo come Justin Mateen, fondatore di Tinder, e Peter Thiel di PayPal, Francesco si è impegnato per realizzare un suo grande sogno.  Insieme ad altri professionisti quali Monica Guizzardi, madrina dell’ecosistema startup siciliano, Federica Pasini esperta di community building per l’innovazione e Danilo Mazzara, ceo di Skillforequity, ha deciso di portare in Italia e precisamente nella sua Palermo, l’evento più importante al mondo dedicato all’universo startup: lo Startup world cup. L’evento, che connette ecosistemi di innovazione a livello globale, è organizzato da Pegasus Tech Venture, società di venture capital con sede in Silicon Valley che fornisce capitale intellettuale e finanziario a startup tecnologiche emergenti in tutto il mondo e mette in palio, per la finale della Startup world cup, un premio di 1 milione di dollari. La tappa italiana dell’evento: la Mediterranean startup world cup avrà luogo a Palermo il prossimo 11 ottobre e metterà in competizione 66 startup provenienti da 22 Paesi del Mediterraneo. "L’Italia, la Sicilia e Palermo sono il centro del Mediterraneo e in questa occasione lo saranno anche per chi fa innovazione. I founder avranno la possibilità di presentare il proprio progetto a una platea di oltre 30 investitori internazionali selezionati con un portfolio a disposizione di circa 2,3 miliardi di dollari. L’evento è una tappa regionale della Startup world cup, ha valore di semifinale e la startup vincitrice della tappa siciliana, parteciperà di diritto alla finale Startup world cup che si svolgerà a San Francisco per concorrere al premio da 1 milione di dollari", ha spiegato Danilo Mazzara. All’evento parteciperanno 4 Big Fund americani (Pegasus Tech Venture, Better Tomorrow Ventures, Gainangels e Coelius Capital) che avranno la possibilità di valutare le startup in competizione.  La Mediterranean startup world cup sarà una giornata di networking, pitch delle startup e interventi di alcuni dei più affermati investitori e imprenditori della Silicon Valley. La Mediterranean Startup world cup avrà luogo ai Cantieri culturali alla Zisa, una location dal valore altissimo per la città di Palermo ma anche per la Regione stessa che mira a creare proprio qui un Polo Unico per l’Innovazione, un ecosistema capace di mettere in rete i principali operatori del settore, in partenariato con il mondo pubblico.  "E' importante sottolineare che questo evento non è una fiera, ma una importante giornata di confronto. Per questo motivo, l’accesso è solo su invito perché crediamo che sia le startup, sia gli investitori e gli addetti ai lavori presenti all’evento abbiano bisogno della massima concentrazione per poter esprimere al meglio le proprie potenzialità", ha spiegato Monica Guizzardi. "Quello che vogliamo realizzare in Italia è una tappa stabile e riconosciuta della Startup world cup. Un evento che rappresenti l’inizio di una grande opportunità con respiro internazionale per l’ecosistema italiano", ha concluso Federica Pasini.  ---lavoro/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Crypto.com, arriva l’Airdrop Arena

(Adnkronos) - Il futuro del settore fintech si gioca soprattutto sul terreno dei rapporti con gli utenti. In questo senso, oltre alla messa in sicurezza del bacino di riferimento, diventa indispensabile intercettare nuove forze disposte a scommettere sul progetto DeFi. È solo alla luce di queste premesse che l’ultima iniziativa di Crypto.com acquisisce un significato ben determinato. L’exchange, leader globale del settore, ha infatti recentemente annunciato il lancio della Airdrop Arena. In questo spazio virtuale, gli investitori si contenderanno una serie di appetitosi premi in valuta digitale. ---economia/fintechwebinfo@adnkronos.com (Web Info)