StaristicAll: anche i giovani innovatori protagonisti al Festival della Statistica
(Adnkronos) - Nella decima edizione di StaristicAll - Festival della Statistica, protagonisti anche gli Innovatori con la presenza e contribuito dell'Associazione Nazionale Giovani Innovatori in qualità di main partner scientifico. Sul tema "Europa tra innovazione digitale e convergenza tecnologica: i dati e le sfide", è intervenuto il Presidente dell'Angi, Gabriele Ferrieri che ha evidenziato la necessità di un maggiore sforzo in termini di investimenti in ricerca in sviluppo con l'Italia che spende meno della metà della media europea e un rinnovamento dell'offerta didattica per scuole e università al fine di avvicinare maggiormente competente e domanda e offerta nel mondo del lavoro. Ulteriore novità portata proprio dall'Angi quest'anno è stata la call for startup in collaborazione con l'Istat che ha dato spazio a visioni e storie d'impresa. Infatti il panel intitolato 'Case History dal mondo startup: l’innovazione e i dati interpretati dalle giovani imprese' e diretto da Roberto Rubini, event coordinator di Angi - Associazione Nazionale Giovani Innovatori, ha voluto dare un’opportunità alle imprese innovative e al mondo dei talenti per poter raccontare la propria storia. Questa call ha permesso ai partecipanti di ricevere una menzione speciale in virtù del proprio percorso imprenditoriale svolto. Ciascuna startup ha raccontato il proprio percorso fatto e le best practices messe in campo per l’uso dei dati e l’innovazione tecnologica. Sul palco si sono presentate Eflyke, IrisCheck, iThanks, Niverbec, Foodoc e Psiqa. "Siamo lieti della collaborazione sviluppata in questa iniziativa con StaristicAll - sottolinea il Presidente Ferrieri - Ringraziamo tutti i partner promotori e l'auspicio è di poter rinnovare tale iniziativa con ulteriori elementi di innovazione a sostegno del dialogo pubblico privato e di spunti e prospettive sulla crescita del nostro ecosistema paese". Conclude Ferrieri. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Screening del cuore completo e gratuito, riparte 'Truck tour' con tappa in 28 città
(Adnkronos) - La salute del cuore prima di tutto. Il 25 ottobre riparte la Campagna nazionale di prevenzione cardiovascolare 'Truck Tour Banca del Cuore 2024-2025' promossa dalla Fondazione per il Tuo cuore dell’Anmco, l'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri facente parte del più ampio progetto nazionale di Prevenzione Cardiovascolare 'Banca del Cuore'. Nel corso dei prossimi 7 mesi, da ottobre ad aprile, il 'Jumbo Truck' di Banca del Cuore, appositamente allestito, tornerà a fare tappa nel cuore di oltre 28 città italiane, per offrire a tutti i cittadini la possibilità di sottoporsi ad uno screening cardiologico completo e gratuito che comprende: screening di prevenzione cardiovascolare comprensivo di esame elettrocardiografico e screening aritmico; stampa dell’elettrocardiogramma con tutti i valori pressori e anamnestici presenti su BancomHeart; screening metabolico con il rilievo (estemporaneo) di 9 parametri metabolici con una sola goccia di sangue: colesterolo totale, trigliceridi, colesterolo Hdl, rapporto colesterolo hdl/Ldl, colesterolo Ldl, colesterolo non Hdl, glicemia fast, Emoglobina glicata e Uricemia; stampa del profilo glicidico, lipidico, uricemico e del proprio rischio cardiovascolare; consegna del kit di 23 opuscoli di prevenzione cardiovascolare realizzati dalla Fondazione per il Tuo cuore; rilascio della card BancomHeart attiva. "Durante la permanenza del Truck nelle singole città, inoltre, saranno svolti dibatti e incontri sul tema della prevenzione e delle malattie cardiovascolari con i cittadini e con i medici locali. Grazie al Progetto Banca del Cuore, ideato e coordinato dal professor Michele Gulizia per la Fondazione per il Tuo cuore - sottolinea una nota della Fondazione per il tuo cuore - a tutti i cittadini che afferiranno al Truck verrà consegnata una BancomHeart personale, una card unica al mondo che permette l’accesso 24 ore su 24 al proprio elettrocardiogramma, ai valori della pressione arteriosa, alle patologie sofferte, alle terapie assunte, agli stili di vita praticati e a tutti gli esami cardiologici e di laboratorio eseguiti. Tutti i dati verranno custoditi in una 'cassaforte' virtuale che consente, attraverso una password segreta conosciuta solo dall'utente, di connettersi dall'Italia e/o dall'estero alla 'Banca del Cuore' per consultare o scaricare i propri dati clinici ogni volta che lo si desidera, o metterli a disposizione del proprio medico curante o a quello di un pronto soccorso in caso di emergenza sanitaria". Il Truck attraverserà l’Italia e sosterà per tre giorni nelle più belle piazze nazionali per raggiungere il cuore dei cittadini direttamente a casa loro, ponendo così l’attenzione sulla prevenzione cardiovascolare, spesso considerata in modo ancora troppo superficiale, con l’obiettivo di ridurre le morti cardiache che restano ancora oggi la prima causa di morte nel nostro Paese. Le città coinvolte quest’anno saranno in ordine: Catania, Vittoria, Trapani, Catanzaro, Potenza, Milano, Matera, Bari, Andria, Salerno, Isernia, Chieti, Gubbio, Roma, Pavia, Trento, San Daniele del Friuli, Udine, Rovigo, Bologna, Pesaro, Siena, Pisa, Nuoro, Savona, Cuneo, Biella e Torino. secondo Michele Gulizia, responsabile del Settore operativo autonomo Banca del Cuore e direttore della Cardiologia dell’ospedale Garibaldi-Nesima di Catania, "La Banca del Cuore è il più grande Progetto nazionale di prevenzione cardiovascolare in Italia, unico al mondo, che permette ai cittadini italiani di avvantaggiarsi di uno screening cardiovascolare completo, rapido e immediatamente condivisibile con il proprio medico curante o con altri specialisti in tutto il mondo, in tempo reale e con una copertura 24 ore su 24. Rappresenta un modo innovativo per conoscere il proprio stato di salute cardiovascolare e il miglior mezzo per prevenire concretamente l’insorgenza di un infarto al cuore, di una patologia cardiovascolare come l’ipertensione arteriosa, la fibrillazione atriale o lo scompenso cardiaco e permette, anche, la prevenzione e il controllo del diabete mellito". "Inoltre, grazie alla Campagna di Prevenzione 'Truck Tour Banca del Cuore', ci consente dal 2017 di andare direttamente a casa degli italiani per svolgere questo importante screening gratuito di prevenzione cardiovascolare, di portata finora mai realizzata nel nostro Paese. Fino a oggi – continua Gulizia - grazie a questa diffusione capillare, sono state distribuite oltre 80.000 BancomHeart ad altrettanti cittadini italiani, permettendo di identificare un incredibile aumento di prevalenza di alcune malattie cardiovascolari, soprattutto fibrillazione atriale e scompenso cardiaco, accertando altresì molte forme asintomatiche e misconosciute di fibrillazione atriale in altrettanti i cittadini inconsapevoli, trovandone diversi a rischio di morte cardiaca improvvisa per anomalie cardiache a trasmissione genetico-ereditaria, riscontrate grazie all’esame elettrocardiografico”. "Le malattie cardiovascolari rappresentano uno dei più importanti problemi di salute pubblica, poiché rientrano tra le principali cause di morbosità e invalidità, oltre ad essere la prima causa di mortalità nel nostro Paese - spiega Domenico Gabrielli, presidente Fondazione per il Tuo cuore - Ma è però d’obbligo ricordare che sono in buona parte prevenibili, poiché accanto a fattori di rischio non modificabili (età, sesso e familiarità) vi sono anche fattori modificabili, legati a comportamenti e stili di vita (come fumo, alcol, scorretta alimentazione o sedentarietà) spesso a loro volta causa di diabete, obesità, ipercolesterolemia e ipertensione arteriosa. Per tale ragione la prevenzione cardiovascolare è importantissima e va attuata il prima possibile”. Secondo Fabrizio Oliva, presidente nazionale Anmco, "Il Truck Tour Banca del Cuore, che anche quest’anno vede il coinvolgimento a titolo gratuito di cardiologi ospedalieri Anmco, rappresenta una preziosa opportunità per tutti i cittadini. La prevenzione, nonostante sia la prima arma per combattere le patologie cardiovascolari, viene spesso poco considerata e per tale ragione resta uno dei punti su cui maggiormente ci battiamo costituendo il caposaldo delle iniziative della nostra Associazione di cardiologi ospedalieri.” La Campagna Nazionale di Prevenzione Cardiovascolare Truck Tour – Banca del Cuore 2024-2025 è sostenuta interamente dalla Fondazione per il Tuo cuore HCF Onlus. La Campagna sarà attiva anche sui social con l’hashtag #bancadelcuore2024. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
iPhone 17 Slim: Apple punta sulla sottigliezza
(Adnkronos) - Sembra proprio che Apple stia preparando una rivoluzione per la sua prossima linea di iPhone. Dimenticatevi i modelli "Plus", perché nel 2025 potrebbe arrivare iPhone 17 Slim, un dispositivo che, come suggerisce il nome, punta tutto sulla sottigliezza e l'eleganza. A dare credito a queste voci è l'analista Jeff Pu, noto per le sue previsioni azzeccate sul mondo Apple. Secondo le sue indiscrezioni, iPhone 17 Slim avrà un design completamente rinnovato, con un display da 6,6 pollici e un corpo in alluminio. Ma la vera sorpresa è la fotocamera posteriore singola da 48MP, una scelta audace che sembra voler privilegiare l'estetica minimal alla versatilità di un sistema multi-lente. Sotto al cofano, troveremo il chip A19 e 8GB di RAM, prestazioni di tutto rispetto che lo posizioneranno in linea con il modello base di iPhone 17. Per sbloccare il telefono, ci affideremo al collaudato Face ID. Ma quanto costerà questo gioiellino? Le voci di corridoio suggeriscono un prezzo superiore addirittura all'attuale iPhone Pro Max. Una strategia che potrebbe far storcere il naso a molti, considerando la presenza di una sola fotocamera. D'altronde, Apple ci ha abituati a scelte a volte controcorrente, puntando su design e ottimizzazione software per giustificare prezzi premium. Non mancheranno novità anche per gli altri modelli della gamma iPhone 17. Si parla di 12GB di RAM per i modelli Pro e Pro Max, oltre a una Dynamic Island più piccola sul Pro Max grazie a una nuova tecnologia per il sensore di prossimità. Tutti e quattro i modelli, inoltre, avranno una fotocamera frontale da 24MP, un bel salto di qualità rispetto agli attuali 12MP. Ovviamente, è ancora presto per dare queste informazioni per certe. Manca quasi un anno al lancio di iPhone 17 e Apple potrebbe ancora rivedere i suoi piani. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Contro l'obesità i nuovi farmaci o la chirurgia? Cosa dice la scienza
(Adnkronos) -
Contro l'obesità meglio il 'bisturi' oppure i nuovi farmaci antidiabetici dimagranti della '
famiglia Ozempic'? Uno studio presentato al Congresso 2024 dell'American College of Surgeons (Acs), che si apre oggi a San Francisco, ha cercato di rispondere a questa domanda analizzando - nello scenario statunitense - il rapporto costo-efficacia nel tempo per il trattamento farmacologico confrontato con la chirurgia antiobesità. La conclusione, in sintesi, è che i medicinali cosiddetti Glp-1 Ra (agonisti del recettore dell'ormone intestinale Glp-1) "sono convenienti a lungo termine solo se abbinati alla chirurgia bariatrica". Più precisamente, se i 2 approcci vengono esaminati singolarmente, il più costo-efficace risulta essere la chirurgia. Ma una combinazione dei 2 interventi, chirurgico e farmacologico, è più conveniente rispetto al bisturi da solo. Originariamente utilizzate per trattare il diabete di tipo 2 - ricordano i ricercatori - le iniezioni di liraglutide (nome marchio Saxenda*) e più di recente di semaglutide (Wegovy*, versione anti-obesità dell'Ozempic*) sono state approvate dall'Agenzia del farmaco americana Fda, su prescrizione, per la perdita di peso nei pazienti obesi o sovrappeso con almeno una condizione patologica associata ai chili di troppo. Questi medicinali fanno dimagrire mimando l'azione degli ormoni che riducono l'appetito e aumentano il senso di sazietà, e vanno usati a tempo indeterminato se si vuole mantenere la perdita di peso. "I Glp-1 Ra sono farmaci a vita", afferma Joseph Sanchez, chirurgo generale all'ospedale Northwestern Medicine di Chicago, autore principale dello studio. Negli Stati Uniti "non sono sempre coperti dall'assicurazione - sottolinea - e possono costare ai pazienti da 800 a 1.200 dollari al mese", ma finora "non sapevamo come queste terapie si confrontassero, in termini di rapporto costo-efficacia, con l'opzione gold standard contro l'obesità ossia la chirurgia bariatrica" che si esegue in laparoscopia. Far luce su questo punto è cruciale, evidenzia Anne Stey, ricercatrice senior dello studio e professore associato di chirurgia alla Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago, perché siccome "continuano a emergere prove dei benefici di salute dei Glp-1 Ra, le compagnie assicurative dovranno decidere se coprire questi farmaci e in quali scenari". Pertanto, "capire se e come queste opzioni terapeutiche sono economicamente vantaggiose è fondamentale per garantire che quante più persone possibile possano accedervi". Lo studio Sanchez e colleghi hanno eseguito un'analisi di costo-efficacia della sola terapia con Glp-1 Ra, della sola chirurgia bariatrica (bypass gastrico o gastrectomia a manica) e del mix farmaci-intervento chirurgico, prevedendo nei 3 scenari - per migliaia di pazienti coinvolti in diverse sperimentazioni cliniche negli Usa - i costi del trattamento fino alla morte, per un periodo di tempo fino a 50 anni. Il trattamento veniva considerato economicamente vantaggioso se il costo totale era inferiore a 100mila dollari per ogni anno di vita corretto per qualità della vita (Qaly), quindi per ogni anno di vita in salute guadagnato. A conti fatti - riportano gli autori - con un range 17.400-22.850 dollari, il costo a paziente stimato per la chirurgia bariatrica supera il costo medio annuo dei Glp-1 Ra (9.360-16.200 dollari). Tuttavia, rispetto ai farmaci da soli, la sola chirurgia aggiunge circa 2 Qaly e fa risparmiare oltre 9mila dollari per guadagnare un anno di vita di qualità. Ancora meglio va però l'abbinamento tra Glp-1 Ra e chirurgia: rispetto al solo bisturi, il mix fa risparmiare oltre 7.200 dollari per Qaly e ne aggiungerebbe più di 5. "Sottoporsi a chirurgia bariatrica - riassume Sanchez - è più conveniente a lungo termine rispetto al proseguire la cura farmacologica per tutto il resto della vita. Il ruolo chiave di questi farmaci, visto in una prospettiva di rapporto costo-efficacia, si esprime utilizzandoli dopo la chirurgia bariatrica per smaltire il peso ripreso" eventualmente. I risultati dello studio andranno ovviamente rivisti, precisa l'autore, se il costo dei Glp-1 Ra diminuisse o se arrivassero sul mercato nuovi medicinali antiobesità più economici. Ma per cambiare le cose il costo dovrebbe scendere molto, di quasi il 75%. Un secondo studio presentato al meeting Acs ha voluto invece valutare i nuovi farmaci antiobesità usati prima dell'intervento chirurgico. Una ricerca dell'Indiana University (Iu) School of Medicine di Indianapolis ha infatti rilevato che dal 2018 l'impiego dei Glp-1 Ra nell'anno precedente a una procedura bariatrica è più che triplicato, dall'8% al 24%. L'idea è che perdere peso prima di entrare in sala operatoria, specie nei pazienti con indice di massa corporea Bmi superiore a 50, "può rendere l'intervento chirurgico più semplice e sicuro", spiega Tarik Yuce, ricercatore senior dello studio, Acs Associate Fellow e professore associato di chirurgia alla Iu School of Medicine. Però va chiarito se ci sono rischi assumendo Glp-1 Ra, come antidiabetici e/o antiobesità, prima dell'operazione. Gli scienziati hanno analizzato informazioni relative a 2.169 pazienti sottoposti a intervento bariatrico in 3 ospedali affiliati Iu dal 2018 al 2023. I dati valutati includevano differenze nei ricoveri ospedalieri a 30 giorni, visite al pronto soccorso e complicazioni tra chi aveva usato Glp-1 Ra in fase preoperatoria (293 pazienti) e tra chi non li aveva presi (1.876 pazienti). I ricercatori non segnalano differenze statisticamente significative tra i gruppi di trattamento in questi risultati a breve termine, o nella perdita di peso a 1 anno dall'intervento chirurgico: i pazienti che hanno utilizzato Glp-1 Ra prima dell'operazione avevano perso in media il 25,5% del loro peso totale, quelli che non avevano usato i farmaci il 27,3%. "Potrebbe essere sicuro utilizzare Glp-1 Ra nel periodo preoperatorio - conclude Qais AbuHasan, ricercatore associato della Iu School of Medicine e autore principale del lavoro - Ma dobbiamo indagare ulteriormente per capire se fattori come la dose e la durata del trattamento possano produrre o meno differenze nei risultati". L'analisi di Marco Antonio Zappa, il chirurgo di Fedez I nuovi farmaci antidiabetici dimagranti non sono dei 'rivali' della chirurgia bariatrica anti-obesità. In alcuni momenti possono essere invece validi alleati del 'bisturi', a patto però di "rispettare le indicazioni". Perché se da un lato "la chirurgia bariatrica non va fatta su chiunque", dall'altro "il farmaco non va dato a tutti". L'appropriatezza deve essere il faro per Marco Antonio Zappa, past president della Sicob (Società italiana di chirurgia dell'obesità e delle malattie metaboliche) e big mondiale della chirurgia addominale. Nel settembre 2023, allora direttore dell'Uoc di Chirurgia generale dell'Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, Zappa curò in urgenza Fedez per un'emorragia da 2 ulcere. Oggi dirige il Dipartimento chirurgico del gruppo Iseni Sanità, dopo che nel marzo scorso ha lasciato il Servizio sanitario nazionale denunciando le anomalie di "un sistema al quale ho dedicato la vita, ma dove 1 vale 1". All'Adnkronos Salute commenta gli studi presentati al congresso Acs, da cui arrivano "indicazioni con cui mi trovo assolutamente d'accordo". La premessa dello specialista è che "il bene del paziente è quello a cui dobbiamo guardare, quindi ben venga qualsiasi soluzione, medica o chirurgica, che faccia guarire il paziente". Il trattamento gold standard nei casi di grande obesità è la chirurgia bariatrica, per la quale "c'è un'indicazione assoluta", sottolinea Zappa. Per quanto riguarda i farmaci, "sono innovativi, ben vengano, anche i chirurghi sono felici che ci siano e anche io li prescrivo", ma appunto vanno usati "nel rispetto delle indicazioni". Nei casi di obesità grave possono essere complementari all'intervento "in momenti specifici. Prima e dopo la chirurgia, soprattutto". Mirare la soluzione alle esigenze del paziente è cruciale, spiega Zappa. "Il farmaco, che ha un'ottima efficacia, produce cali ponderali del 10-12-15% massimo in 1 anno". Ecco perché nei casi di grande obesità l'indicazione è la chirurgia, che permette di perdere "il 40-50% in 1 anno e poi altro peso successivamente". Se per mantenere il risultato e non ingrassare di nuovo gli analoghi di Glp-1 "vanno assunti per la vita" e c'è il nodo costi, "per la chirurgia bariatrica è importante che l'intervento si inserisca all'interno di un percorso in cui il paziente viene assistito in un centro specializzato, da un'équipe multidisciplinare, monitorato e accompagnato nel tempo. Perché se il paziente operato non si fa seguire - avverte l'esperto - anche dopo la chirurgia rischia di riprendere peso", vanificando i costi dell'operazione. Ecco allora che "il farmaco può essere utile ed efficace in 2 momenti", descrive Zappa. Innanzitutto, "fondamentale, prima dell'intervento chirurgico per ridurre il peso e con il peso il rischio operatorio: si porta il paziente a un indice di massa corporea Bmi minore e si opera con meno rischi". Poi, "altrettanto fondamentale, è il potenziale d'uso del farmaco nel post-chirurgico. Nei casi di 'weight regain', di ripresa del peso, prima il chirurgo si trovava nel dilemma di cosa fare, di dover reintervenire con un rischio molto più alto. Invece ora, grazie al farmaco, il chirurgo ha uno strumento che può usare per aiutare il paziente a riprendere il calo di peso rafforzandosi anche psicologicamente. In questi casi la terapia può non essere a vita", puntualizza il chirurgo: "Si può dare il farmaco per 6-7 mesi e poi il paziente riprende il suo percorso". Insomma, appropriatezza e personalizzazione. Bisturi e iniezioni possono convivere, aiutarsi l'un l'altro, usati sul paziente giusto, al momento giusto. ---salute/medicinawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Obiettivo competitività. Le lenti di Meta sull’innovazione tecnologica in Ue
(Adnkronos) - Le aziende tecnologiche che vogliono innovare in Unione europea trovano la strada tutt’altro che spianata. Da una parte una normativa poco chiara, la difficoltà di avere risposte dai regolatori, enormi complessità burocratiche. Dall’altra una mancanza cronica di competitività e fondi che fa arrancare l’economia europea rispetto a Stati Uniti e Cina. Per sbloccare la situazione servirebbe una revisione del sistema di regolamentazione... Questa è la diagnosi che Markus Reinisch, Vice President Public Policy per l’Europa di Meta, ha offerto ad Adnkronos ai margini della conferenza Comolake 2024 di Cernobbio. Il dirigente austriaco ha parlato delle ragioni che ostacolano la competitività europea e, tra le altre cose, impediscono all'azienda di lanciare in Ue il suo nuovo modello di intelligenza artificiale multimodale Llama 3.2. “Non è una questione di scelta”, sottolinea Reinisch, ricordando che anche altre grandi aziende (come Apple) faticano a rilasciare i prodotti più innovativi. Modelli come quello offerto da Meta possono essere parte della soluzione, ha aggiunto il dirigente: essendo open source possono essere liberamente adottati per una molteplicità di usi, inclusi quelli più verticali. Ma prima è necessario capire cosa non ha funzionato finora in Ue, tema al centro dei rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta a cui sta prestando grande attenzione la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Si parte dall’inizio: la regolamentazione. Sul lato pratico una realtà digitale che vuole operare in Ue deve tener conto di almeno 270 regolatori distinti nei vari Stati membri dell’Ue e circa 100 leggi locali in ambito digitale, spiega il dirigente di Meta. “Noi come grandi aziende possiamo permetterci di affrontare le difficoltà e i costi di compliance delle diverse normative. Ma se sei una piccola azienda europea, questo è impossibile”. Inoltre non è chiaro né che tipo di dati possono essere utilizzati per addestrare i modelli di intelligenza artificiale in Ue, né in che misura si possono utilizzare, spiega Reinisch. E poi c’è il tema delle tempistiche, che è cruciale vista la velocità con cui si muove il settore tecnologico. Per esempio - continua - le conversazioni sull’Ia tra Meta e le istituzioni europee sono iniziate da tempo e si protrarranno almeno fino al primo trimestre del 2025. Il processo equivalente nel Regno Unito ha invece richiesto solo poche settimane. La questione sarebbe quasi filosofica se non fosse per le sue pesanti implicazioni nell’economia reale. Con l’AI Act, Bruxelles si è posta all’avanguardia della disciplina e mira a implementare dei guardrail ben definiti per ridurre il rischio delle nuove applicazioni dei sistemi di intelligenza artificiale. Dalla prospettiva di Reinisch, però, utilizzare solo la lente del rischio per valutare queste nuove tecnologie potrebbe essere deleterio. “Pensate al Covid: c'era la necessità di trovare un equilibrio tra la privacy e la sicurezza delle persone. Ciò che vale per la salute e la sicurezza vale anche per la produttività e l'innovazione”, spiega, sottolineando l’urgenza di realizzare soluzioni in grado di valutare l'effetto della regolamentazione sulle imprese. Anche perché l’Ue, che già arranca sul digitale, non può permettersi altro ritardo. Per Reinisch i Paesi dell’Unione si stanno rassegnando alla superiorità statunitense nello sviluppo delle nuove tecnologie. In Europa il settore privato investe 50 volte meno degli Stati Uniti nel settore dell’Ia. “Vi dico che questo divario aumenterà e perderemo ancora più terreno”, avverte. Anche perché la competizione non arriva solo da ovest. “Probabilmente perderemo anche contro la Cina, che nonostante sia frenata dalle sanzioni sui chip riesce comunque a muoversi più velocemente”. Secondo Reinisch ormai è l'India che si contende con l’Ue il terzo posto a livello globale. “Come europei abbiamo perso molte opportunità di creare un mercato unico, sia a livello industriale che normativo”. Non troppo tempo fa, il Pil europeo era più alto di quello statunitense, ricorda, ripensando agli albori della connessione mobile: sono stati i finlandesi di Nokia, gli svedesi di Ericsson e i grandi operatori telco europei a introdurre il 3G, mentre gli Stati Uniti rincorrevano. “Nel giro di 15 anni abbiamo perso il primo posto. E da europeo lo dico con enorme rammarico”. Esiste un rischio culturale oltre che economico nello scegliere di non correre nell’ambito di una delle più grandi rivoluzioni tecnologiche, continua il dirigente austriaco. “Se la tecnologia non è costruita con il pensiero, con le specificità delle diverse culture – che sono rappresentate dai dati oltre che dai talenti –la tecnologia non rifletterà la nostra cultura”, avverte. Come recuperare, dunque? “La verità scomoda è che lo sviluppo di foundation models è incredibilmente costoso”, spiega Reinisch, parlando dei modelli di grandi dimensioni e versatili alla base dei chatbot moderni. Al momento Meta investe circa 40 miliardi di dollari all'anno solamente sull’Ia. “Non siamo neanche i maggiori investitori, il valore degli investimenti dei primi quattro operatori è di circa 100 miliardi nel 2024”. Questo non è un buon segno per l'Europa, perché aziende e istituzioni avrebbero difficoltà anche solo a reperire simili somme di denaro. Per non parlare del costo e della quantità di energia necessaria per allenare i foundation models, continua Reinisch. Dunque, dato che lo sviluppo da zero è “sostanzialmente impossibile” per aziende europee, ragiona il dirigente, le aziende europee potrebbero sfruttare i sistemi open source per saltare la fase di sviluppo e fare “ciò che sanno fare meglio, ovvero costruire le applicazioni verticali”. Il suo ragionamento esprime la visione dell'azienda: scegliendo di sviluppare una famiglia di modelli open source – dunque liberamente scaricabili e sfruttabili da chiunque – Meta ha fatto una scelta unica rispetto a quelle delle altre grandi realtà tech nel campo dell’Ia. Però secondo Reinisch la strategia sta già pagando perché i modelli Llama “molto probabilmente diventeranno lo standard per questa industria". Finora il modello è stato scaricato circa 500 milioni di volte a livello globale, racconta, e tra gli utenti ci sono diverse eccellenze europee che lo hanno utilizzato per le proprie applicazioni specifiche. Per gli europei “l’open source è una grande opportunità”: la disponibilità del modello, unito al controllo completo sul suo funzionamento e sui dati, sono una soluzione ideale per le realtà europee che vogliono sfruttare l’Ia per diventare più competitive, . La stessa Meta ha all’attivo una collaborazione con il conglomerato italo-francese EssilorLuxottica, insieme a cui ha sviluppato gli occhiali intelligenti Ray-Ban Meta con fotocamere, sensori e sistema IA integrato – non disponibile in Europa proprio per ragioni di incertezza normativa, spiega l’azienda. Reinisch li ha indicati come un esempio concreto della strada che ha immaginato per le aziende europee. Si tratta di un prodotto costruito con “competenze e qualità europee, su una piattaforma tecnologica creata negli Usa”. E sono “la serie di dispositivi IA di maggior successo” sul mercato, chiosa. ---economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nissan Silence S04, la nanocar elettrica
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Nissan Silence S04 è una nanocar elettrica dai grandi contenuti tecnologici. Una “piccola auto elettrica” che si rivolge soprattutto ai giovanissimi che intendono spostarsi agilmente in città, la Nissan Silence S04 è disponibile in due versioni. La L6e si rivolge ai possessori di patente A1 e può essere guidata dai 14 anni in su. Ha un motore da 5,6 kW e può essere equipaggiata con uno o due batterie. La sua autonomia arriva fino a 179 km. La L7e si rivolge invece a chi ha più di 16 anni ed è in possesso della patente B1. Se equipaggiata con una sola batteria il motore è da 6 kW, in presenza di una coppia di batterie il motore è da 14 kW. La sua autonomia arriva fino a 149 km. Lunga 2,28 metri, larga 1,27 metri e alta 1,57 metri, la Nissan Silence S04
ha un raggio di sterzata di soli 3,5 metri.
Capace di ospitate comodamente due persone, ha una ricca dotazione di serie. Impianto di aria condizionata, vetri elettrici, caricatore per smartphone ma anche un impianto audio potente, cinture di sicurezza e freno di stazionamento elettronico, sono presenti nella configurazione standard. Da record, viste le dimensioni ultra-compatte della carrozzeria, la capacità di carico della Silence S04, fino a 247 litri. Tramite l’app My Silence, tantissimi i servizi digitali che consentono un facile e veloce accesso alla vettura e una perfetta gestione delle chiamate e degli itinerari di viaggio. Visto il pubblico a cui si rivolge, immancabile la possibilità di creare da remoto ua propria playlist musicale. Tramite l’app è possibile così effettuare una serie di operazioni tra cui: • accesso alla vettura senza chiavi • localizzazione del mezzo • monitoraggio autonomia e stato di carico da remoto • condivisione dell’accesso alla vettura con altri utenti, tramite la sola chiave digitale. Durante la conferenza stampa Marco Toro, Amministratore Delegato di Nissan Italia, ha confermato che nel corso dei prossimi mesi, la gamma Silence, sempre commercializzata in Italia, Francia e Germania tramite la rete ufficiale Nissan, si arricchirà di altri modelli, comprese diverse soluzioni dedicate al trasporto commerciale (ultimo miglio). ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Porsche presenta Macan, il suo primo SUV elettrico
(Adnkronos) -
Porsche presenta il secondo modello a trazione completamente elettrica puntando su uno dei modelli più venduti, la nuova Macan.
A dieci anni dal debutto, la Porsche Macan si avvia verso la seconda generazione, ora in versione completamente elettrica. I motori elettrici sincroni a magneti permanenti (PSM) di ultima generazione che muovono la nuova Macan sono molto performanti, la Macan 4 eroga fino a 300 kW (408 CV) di potenza in overboost, mentre la Macan Turbo arriva a 470 kW (639 CV) mentrei valori di coppia massima arriva rispettivamente a 650 e 1.130 Nm. La Macan 4 raggiunge i 100 km/h da ferma in 5,2 secondi, che si riducono a 3,3 secondi per la Macan Turbo. La velocità massima dei due modelli è, rispettivamente, di 220 e 260 km/h. L'autonomia di percorrenza secondo lo standard WLTP è fino a 613 km per la Macan 4 e fino a 591 km per la Macan Turbo. La capacità della batteria è di 100 kWh lorda di cui si possono utilizzare attivamente fino a 95 kWh. La batteria può essere caricata dal 10 all'80% in soli 21 minuti presso le apposite colonnine di ricarica rapida. Sia la Macan 4 che la Macan Turbo sono dotate di trazione integrale. I due motori elettrici sono infatti gestiti dall'elettronica di potenza quasi in tempo reale. Il sistema Porsche Traction Management a gestione elettronica (ePTM) è ben cinque volte più veloce di un sistema di trazione integrale convenzionale ed è in grado di reagire in 10 millisecondi in caso di slittamento. Internamente una volta al volante il guidatore e il passeggero anteriore siedono ora in una posizione più bassa fino a 28 mm rispetto alla precedente versione, mentre la posizione di quelli seduti dietro si abbassa fino a 15 mm, con un aumento dello spazio per le gambe. Parlando di interfaccia operativa, la Macan è dotata di un sistema di visualizzazione di ultima generazione che prevede fino a tre schermi, tra cui il quadro strumenti autoportante curvilineo da 12,6 pollici e lo schermo centrale da 10,9 pollici. Per la prima volta, anche il passeggero anteriore può visualizzare informazioni, regolare le impostazioni del sistema di infotainment o riprodurre contenuti in streaming mentre l'auto è in movimento utilizzando il proprio schermo opzionale da 10,9 pollici. "Con la Macan completamente elettrica, presentiamo la prima Porsche che parte da un'identità di prodotto consolidata per assumere una connotazione nuova, elettrica", afferma Michael Mauer, Vice President di Porsche Style. "La nuova Macan è chiaramente identificabile come componente della famiglia di prodotti Porsche grazie alla sua aderenza all’identità di marchio. Le classiche proporzioni Porsche sono state ulteriormente elaborate e perfettamente adattate a quelle che sono le esigenze di un veicolo elettrico. Ciò esalta ancora di più l'aspetto sportivo, moderno e dinamico della vettura. La sua linea parla chiaro: la Macan rimane la vettura sportiva del segmento di appartenenza, anche in versione elettrica".
Con la nuova Macan elettrica il centro stile Porsche ha grazie al sistema Porsche Active Aerodynamics (PAA) ha creato uno dei SUV più effcienti sul mercato con un coefficiente di resistenza aerodinamica di appena 0,25. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Vaccino covid-influenza, stop sperimentazione dopo effetto avverso grave
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La sperimentazione del vaccino combinato anti Covid e influenza di Novavax finisce in stand by. Lo ha annunciato l'azienda stessa, spiegando che la statunitense Food and Drug Administration (Fda) ha deciso di mettere una 'sospensione clinica' alla sua domanda per il candidato vaccino combinato Covid-influenza e per il candidato vaccino antinfluenzale singolo. La decisione dell'ente regolatorio (atto che viene emesso per ritardare o sospendere una sperimentazione clinica proposta su un farmaco) è dovuta, ha informato Novavax, a una segnalazione spontanea di un evento avverso grave, una neuropatia motoria, in un singolo partecipante al trial di fase 2 del vaccino combinato, al di fuori degli Stati Uniti. La persona aveva ricevuto il vaccino a gennaio 2023. La sperimentazione si è conclusa a luglio e il partecipante ha segnalato l'evento avverso a settembre. "Stiamo lavorando a stretto contatto con la Fda per fornire le informazioni necessarie che consentiranno di comprendere meglio questa osservazione e di risolvere la sospensione clinica", ha assicurato Robert Walker, Chief Medical Officer di Novavax. "Sebbene non crediamo che sia stata stabilita una causalità per questo grave evento avverso, ci impegniamo a lavorare rapidamente per soddisfare le richieste" della Fda. Il nostro obiettivo è risolvere" e "avviare il nostro studio di fase 3 il prima possibile". L'azienda precisa anche che i dati dei precedenti studi Novavax su Covid e influenza non hanno mostrato segnali di neuropatia motoria. Nel frattempo la notizia della sospensione, come riportano i media internazionali, mercoledì ha fatto crollare le azioni della società, che sono scese in quella giornata di quasi il 20%, si legge su 'Cnbc'. Il tutto mentre il vaccino anti-Covid dell'azienda non decolla, anche registra un calo della domanda in tutto il mondo. ---internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Drone batte ambulanza anche su brevi distanze e aumenta chance salva-vita
(Adnkronos) - Drone batte ambulanza anche sulle brevi distanze, per portare soccorso in caso di arresto cardiaco improvviso. Questo l'esito del quarto test di volo, oggi a Palagianello (Taranto), del progetto sperimentale di cardioprotezione aerea Sanitary Emergency Urban Air Mobility (Seuam), della Società italiana sistema 118. "In uno scenario di arresto cardiaco improvviso simulato, nella masseria Sacramento di Palagianello, sono stati contemporaneamente attivati dalla Centrale Operativa 118 di Taranto una ambulanza del 118 e il drone “Prometeus” dotato di defibrillatore - spiega Mario Balzanelli, presidente nazionale Sis118 - Percorrendo una distanza similare di 4 km circa dalla sede dell'evento, il drone è arrivato dopo 1 minuto e 31 secondi, mentre l’ambulanza ci ha impiegato 4 minuti e 37 secondi. Calcolando all’incirca 1 minuto perché il primo soccorritore occasionale prenda il defibrillatore, colleghi gli elettrodi al torace del paziente ed eroghi la scarica elettrica, grazie al trasporto iperveloce del defibrillatore tramite drone, la scarica elettrica sul torace del paziente è stata erogata 2 minuti circa prima dell’arrivo dell’ambulanza". "Anticipare, su un tragitto così breve, la scarica elettrica del debrillatore al paziente in arresto cardiaco di almeno 2 minuti – sottolinea con soddisfazione - significa restituirgli almeno il 20% in più di probabilità di tornare a vivere. Stiamo dimostrando che negli scenari di arresto cardiaco improvviso che si verifichino anche a brevissima distanza chilometrica dalla sede di stazionamento di un mezzo mobile di soccorso del 118 su gomma (ambulanza o automedica) il defibrillatore arriva dal paziente con il drone significativamente molto tempo prima che con l’ambulanza o con l’automedica". Per Balzanelli, "questo significa, in concreto, che in una visione di scenario futuro del soccorso da parte del Sistema di emergenza territoriale 118, che ipotizziamo potersi realisticamente realizzare nei prossimi anni in Italia e nel mondo, in caso di arresto cardiaco improvviso l'invio da parte delle Centrali Operative 118 di un drone con un defibrillatore può anticipare il tempo di erogazione della scarica elettrica, arrivando molto tempo prima di qualsivoglia altro mezzo di soccorso, sia sulle lunghe distanze di percorso rispetto alla sede dell’evento (12 km nell’ultimo test effettuato ad Altomonte) ma anche sulle corte (4 km da Palagianello). Questo importantissimo guadagno temporale consente, in ogni caso, di aumentare in modo rilevante le probabilità di ripristino della circolazione spontanea", chiosa "ringraziando Enac, l’azienda Asl di Taranto, Autostrade per l’Italia, la Polizia, i Carabinieri, il Comune di Palagianello, il consorzio aerospaziale Caltec, DLdroni, Gec Software". “Il futuro ha messo qui radici importanti nel presente - commenta Vito Gregorio Colacicco, direttore generale della Asl di Taranto – perché quando le vocazioni, umane e professionali, e le competenze salvavita valorizzano l’impiego delle nuove tecnologie, i risultati inaugurano nuove e rivoluzionarie dimensioni del soccorso tempo dipendente, e quindi di servizio reso alla comunità, e devono pertanto diventare, al più presto, prassi nei percorsi operativi di tutela della salute della comunità". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Enogastronomia: tra casari, cheese bar e Spa è boom di turisti del formaggio
(Adnkronos) - Ci sono malghe e casari dove vedere la produzione dal vivo, musei per ripercorrere la storia e le tradizioni, cheese bar dove degustare le specialità e persino delle Spa a tema dove rilassarsi. Sono le tantissime e sempre più numerose esperienze che il 'turismo del formaggio' offre nel Belpaese. Un trend che si sta sempre più affermando, con il 32,7% dei turisti italiani che dichiara di aver partecipato ad almeno un’esperienza a tema formaggio nel corso dei viaggi degli ultimi tre anni - tra visite ai caseifici, eventi e festival, itinerari tematici ed esperienze dedicate nei ristoranti - e i numeri sono cresciuti in modo significativo nell’ultimo triennio: +7,3% sul 2021. A rivelarlo è il primo Rapporto sul turismo e il mondo caseario, realizzato dall’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico e ideato dalla presidente, Roberta Garibaldi, con la collaborazione del Comune di Bergamo e del progetto Forme e di Bergamo Città Creativa per l’Enogastronomia. Uno strumento nuovo per analizzare un fenomeno in evoluzione e restituire linee di sviluppo dell’offerta turistica a tema mondo del formaggio, contribuendo ad accrescere il benessere delle comunità locali e dei territori. La conferenza di lancio dello studio nazionale ha visto la partecipazione di Elena Carnevali, sindaca del Comune di Bergamo, Antonio Auricchio, presidente Afidop, Cesare Baldrighi, presidente Origin Italia, Dominga Cotarella, presidente Terranostra, Igino Morini, Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, Francesco Maroni, presidente Associazione The Cheese Valleys le Tre Signorie, e Alberto Gottardi, vicepresidente Progetto Forme, moderati da Alberto Lupini, direttore 'Italia a Tavola'. Lo studio delinea, inoltre, le nuove esigenze dei cheese lover e presenta l’offerta turistica, evidenziando best practice e progetti di rete per la valorizzazione turistica del formaggio. “Pur avendo già suscitato un crescente interesse da parte dei viaggiatori, il settore caseario - afferma Roberta Garibaldi - non ha ancora ricevuto l’attenzione che merita in un’ottica sistemica. L’offerta attuale presenta numerose esperienze di alto valore, che testimoniano il potenziale di sviluppo di questa nicchia turistica. Con questo rapporto, mi auguro di fornire un primo contributo concreto alla valorizzazione del comparto caseario come risorsa strategica per il turismo, promuovendo un approccio integrato che possa stimolare una maggiore attenzione verso le eccellenze territoriali e la loro capacità di attrarre visitatori, generando così nuove opportunità di crescita e sostenibilità per i territori produttori”. Caseifici e aziende casearie sono il core dell’offerta turistica dedicata. Alle tradizionali visite e degustazioni si affiancano proposte ingaggianti, coinvolgenti e stimolanti. Fra queste spiccano corsi di cheese pairing (apprezzati dal 55% dei rispondenti) e laboratori del formaggio (52%). Il confine tra business e leisure diviene anche nel turismo legato al mondo caseario sempre più sottile, e le proposte dedicate alle aziende stanno iniziando ad essere apprezzate dal pubblico (il 41% dei rispondenti vorrebbe parteciparvi). Ad esempio, Carozzi Formaggi (Pasturo) organizza i blind test per le aziende. La stessa ristorazione è in 'fermento'. Dai cheese bar - come Latteria Perenzin a San Pietro di Felet to, Formaggioteca Terroir a Firenze, Baby Dicecca nella foresta di Cassano delle Murge, come esempi, ai servizi di cheese catering, ne è un esempio l’altoatesino Degust, i format si stanno innovando per soddisfare i desideri degli amanti di questo mondo. Senza dimenticare le proposte tradizionali come le carte dedicate ai formaggi, che quasi 6 italiani su 10 vorrebbero trovare quando si recano nei ristoranti. L’offerta si allarga dalle aziende ai territori, con i musei del formaggio, con il 44% degli italiani che gradirebbe visitarne uno di respiro nazionale, e molti eventi e festival, fra cui, ad esempio, Cheese di Slow Food. Un’altra frontiera interessante è quella legata alle Spa a tema formaggio: in Italia l’ha realizzata ad esempio La Fiorida in Valtellina, con trattamenti a base di miscela di acqua e latte crudo e di fieno. Infine, itinerari tematici come la Strada dei Formaggi delle Dolomiti del Trentino e pacchetti turistici con visite ai luoghi di produzione. “Il turismo enogastronomico rappresenta una delle innovazioni più promettenti e immediate per molte denominazioni, soprattutto quelle caratterizzate da produzioni più limitate. Questa forma di turismo consente di raggiungere i consumatori in modo più diretto e profittevole, offrendo esperienze autentiche e valorizzando la qualità à dei prodotti locali”, dichiara Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia. “Il turismo legato al formaggio, comparto in crescita in un mercato molto competitivo che spesso ci pone nemici sleali, pensiamo a italian sounding, etichettatura, origine garantita ecc., è pertanto un comparto che va difeso, sostenuto negli investimenti, nei canali commerciali, nei mercati. Sappiamo essere un comparto ad alta intensità di capitale materiale (gli alti costi degli impianti) e immateriale (le conoscenze e le competenze umane). Ed è su questo che vogliamo e dobbiamo orientare la traiettoria, per poter sostenere la competitività delle imprese. Diversificando e differenziando attività e proposte, anche turistiche”, sottolinea Dominga Cotarella, presidente Terranostra. “I turisti che scelgono l’Italia sono sempre più alla ricerca di esperienze enogastronomiche appaganti. Ciò consente loro di entrare in contatto con l’essenza dei nostri prodotti tipici, imparando a conoscerli in profondità. Una volta tornati a casa, i turisti non si limitano più a ricordare i sapori, ma hanno acquisito una conoscenza che permette loro di chiedere gli stessi prodotti e, soprattutto, di saper distinguere tra le eccellenze italiane autentiche e le imitazioni che sfruttano il cosiddetto Italian Sounding. In questo contesto, il ruolo degli chef e dei ristoratori diventa cruciale: sono loro i veri ambasciatori del gusto italiano. Attraverso i loro piatti, trasmettono la storia, le tradizioni e l’autenticità dei nostri formaggi e delle nostre eccellenze gastronomiche. È grazie a loro se chi visita l’Italia quando torna a casa diventa un ambassador dei prodotti made in Italy, quelli veri", osserva Antonio Auricchio, presidente di Afidop. Essenziale per lo sviluppo del settore è la collaborazione tra gli attori pubblici e privati della filiera turistica e casearia, come il Sistema Bergamo. “Questo lavoro, che va oltre i confini di Bergamo, è un importante punto di partenza per una riflessione che abbraccia tutto il nostro paese: il potenziale del turismo caseario grazie all’eccellenza rappresenta dalla produzione dei formaggi. Il nostro territorio, Bergamo e la sua provincia, riconosciuto pe r la sua lunga tradizione casearia, oggi con i 9 formaggi Dop su 53 a livello nazionale, di cui 14 lombardi, una ricca varietà di prodotti caseari riconosciuti e certificati, 3 presidi Slow Food, i formaggi Principi delle Orobie ha un primato di eccellenza, non solo nazionale, che legittima l'ambizione di fare di Bergamo e la sua provincia una capitale del formaggio, un punto di riferimento per l'intera filiera lattiero-casearia italiana”, dice Elena Carnevali, sindaca di Bergamo. “Bergamo dal 2019 è anche Città Creativa Unesco per la Gastronomia, grazie alle Cheese Valleys Orobiche, e ha l’opportunità e la responsabilità di collaborare con altre 350 città in tutto il mondo per la promozione reciproca e la valorizzazione delle eccellenze culturali e gastronomiche che le rendono uniche. La città diventa così una straordinaria vetrina per promuovere l’arte casearia delle nostre valli, celebrare la qualità e l’autenticità dei nostri formaggi, mirando anche a sostenere l'economia locale e preservare il paesaggio e la cultura che caratterizza il territorio bergamasco. L'auspicio è che, come già avvenuto per il turismo del vino e dell’olio, anche il turismo caseario possa diventare un motore di crescita per l’Italia", aggiunge. "Il turismo enogastronomico - prosegue - non si limita infatti alla valorizzazione dei prodotti, ma racconta il legame tra cibo, cultura e territorio, creando reti di collaborazione che rafforzano, da una parte, l’identità locale e promuovono esperienze autentiche, dall’altra possono dar vita a processi virtuosi di promozione, sviluppo economico e coesione sociale. Sono convinta che questo rapporto contribuirà a rafforzare il ruolo di Bergamo e la sua provincia come meta enogastronomica d’eccellenza, promuovendo un turismo sostenibile e inclusivo, in grado di gene rare opportunità per tutte le comunità coinvolte”. Altri esempi sono 'Nutrire il Domani', progetto di rete sviluppato a partire dal 2015 nelle Valli di Primiero e Vanoi (Trentino) per promuovere i formaggi locali, fino alle iniziative del Consorzio del Parmigiano Reggiano, che si stima abbiano portato sul territorio 180mila visitatori nel 2023. “Dal punto di vista economico e sociale - spiega Roberta Garibaldi - il turismo legato ai formaggi ha il potenziale per generare benefici significativi per i territori coinvolti. L’aumento del reddito per i produttori locali, la creazione di nuove opportunità lavorative e il sostegno alla conservazione delle tradizioni sono alcuni degli impatti positivi osservabili. Inoltre, il rafforzamento del legame tra agricoltura e turismo può contribuire a dare nuove prospettive di crescita sostenibile alle comunità locali". "Questo Rapporto rappresenta un primo passo verso una maggiore valorizzazione del mondo caseario in chiave turistica. L’auspicio è che le raccomandazioni e i casi di studio presentati possano stimolare ulteriori progetti e iniziative in grado di promuovere le eccellenze del settore, consolidando il formaggio come elemento centrale del turismo enogastronomico. La collaborazione tra produttori, operatori turistici e istituzioni sarà fondamentale per costruire un’offerta integrata e sostenibile, capace di rispondere alle esigenze del mercato e di contribuire allo sviluppo dei territori”, conclude. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)









