Turismo: per la Capitale europea cultura Bad Ischl Salzkammergut in 6 mesi 220mila visitatori

(Adnkronos) - Un bilancio con il segno ‘più’ quello dei primi sei mesi del progetto Bad Ischl Salzkammergut 2024, la Capitale europea della cultura che vede questa cittadina austriaca, con la regione circostante composta da 23 comuni, al centro di un rilancio turistico-culturale. Ma soprattutto di una delle più ampie strategie di sviluppo locale implementate in questa zona, famosa nella storia per l’estrazione del sale e per aver ospitato per 60 estati l’imperatore Francesco Giuseppe con la moglie, la famosa Sissi. Al 30 giugno, infatti, sono già stati realizzati 130 dei progetti in calendario (di cui 8 su 10 connessi al territorio).  Sono stati 220mila i visitatori finora, 827 i partecipanti tra artisti, scienziati ed esperti nazionali e internazionali, oltre a numerosi esponenti di associazioni locali e volontari. In termini turistici, nella città di Bad Ischl si è registrato un 36% in più di arrivi e un 21% in più di pernottamenti, mentre nell’intero Salzkammergut l’aumento è stato rispettivamente pari a +8% e +5%. “Per me, questi dati positivi sono solo una parte del quadro. Quello che con il mio team ci chiediamo è: abbiamo dato all’arte la giusta cornice utilizzando a pieno il suo potenziale, in cui io ancora credo? Dall’inizio la sfida è stata quella di dimostrare, infatti, l’enorme potenziale di questa regione e costruire la strada per il suo futuro”, afferma Elisabeth Schweeger, direttore artistico della Capitale europea della cultura Bad Ischl Salzkammergut 2024. Anche Manuela Reichert, direttore commerciale di Bad Ischl Salzkammergut 2024, non nasconde la sua soddisfazione: “Sono molto contenta che gli eventi di questi primi sei mesi abbiano avuto successo, con dati così positivi che vanno nella giusta direzione. La Capitale europea della cultura farà del Salzkammergut una regione ancora più attrattiva”. E in occasione di questo bilancio di metà anno un plauso è arrivato dalle autorità governative. “Possiamo già dire che qualcosa è stato raggiunto con la Capitale europea della cultura. Stiamo sperimentando come una regione sta ripensando se stessa attraverso l’arte e la cultura, abbracciando nuovi percorsi”, dichiara Werner Kogler, vice-cancelliere e ministro della Cultura. “Questi primi sei mesi hanno già ampiamente dimostrato il potenziale di questa regione e come l’arte e la cultura possono fungere da ponte fra tradizione e modernità. Non solo rafforzando l’identità locale ma generando anche un’attenzione internazionale”, sottolinea Andrea Mayer, Segretario d Stato per l’Arte e la Cultura. Per Alexander Schallenberg, ministro federale per gli Affari europei e internazionali, “il programma è stato un successo nel combinare antico e nuovo, locale e globale, fornendo un esaltante impulso per il futuro a questa regione tradizionalmente ricca”. Soddisfazione anche da parte delle istituzioni locali, che hanno creduto nell’importanza del gioco di squadra. “La Capitale europea della cultura è stata un successo a livello non solo nazionale ma anche internazionale e sono particolarmente contento che la cooperazione fra tutti gli attori in questo anno speciale abbia funzionato così bene”, dice Thomas Stelzer, governatore dell’Alta Austria. “La regione del Salzkammergut sta crescendo ancora più unita: un nome che è un brand e che non ha mai brillato così intensamente: con la Capitale europea della cultura siamo riusciti a comunicato arte e tradizione al mondo”, rimarca Christopher Drexler, governatore della Stiria.  “La città di Bad Ischl è compiaciuta di essere riuscita a rivitalizzare edifici chiusi, nuove apertura e rinnovamenti sono parte del progetto della Capitale europea della cultura e soprattutto parte di una strategia più ampia di sviluppo culturale della nostra città, che rafforza la comunità e rivitalizza l’economia locale”, fa notare Ines Schiller, sindaco (per la prima volta una donna) di Bad Ischl. Con il progetto Bad Ischl Salzkammergut 2024 quello tra cultura ed economia si è rivelato un binomio vincente. “La cultura connette le forze economiche e sociali, unisce persone impegnate con l’obiettivo di creare effetti positivi di lunga durata. E’ l’espressione di una cultura del ‘noi’ ed è per questo che, come gruppo bancario al cento per cento regionale, siamo orgogliosi di essere partner”, osserva Martin Schaller, direttore generale di Raiffeisen-Landesbank Stiria. Christian Purrer e Martin Graf, membri del Management Board di Energie Steiermark, parlano di “progetti esaltanti in particolare per le municipalità stiriane, radicati nella storia e aperti all’arte contemporanea”, dicendosi onorati del “supporto attivo offerto a eventi di così alto livello”.  Da parte sua, il Ceo di Salinen Austria Ag, Peter Untersperger, ricorda “la trasformazione, per una sera, della salina in una location per un grande evento culturale, che ha permesso al lavoro del sale di risuonare”. Anche Andreas Glatz, managing director di Gmundner Keramik, pone l’accento sulla “fusione di arte e cultura con gli interessi economici, che nella nostra azienda ha una lunga tradizione e raggiunge un nuovo apice con la Capitale europea: questa cooperazione ci consente di raggiungere un gran numero di persone che apprezzano il valore dell’arte, dell’artigianato e del design”. “E un aspetto non meno importante - aggiunge - è quello relativo alla motivazione dei nostri dipendenti, che hanno l’opportunità di collaborare con artisti internazionali”. E gli enti del turismo che rappresentano i diversi versanti del Salzkammergut guardano al futuro e all’eredità che lascia questo anno speciale. “La Capitale europea della cultura è una fantastica opportunità per il turismo culturale e per l’intera regione. Ci permette di sviluppare molte collaborazioni all’interno dell’Austria e con mercati internazionali, per promuovere una diversa offerta culturale”, spiega Astrid Steharnig-Staudinger, managing director dell’Ente del turismo austrico nazionale. “Il Salzkammergut è uno dei più forti brand turistici in Austria e allo stesso tempo una regione storicamente culturale. Questo 2024 è il palcoscenico perfetto per farla riscoprire al pubblico internazionale. Gli enti del turismo locali hanno unito le forze per sfruttare questa opportunità unica, per portare i turisti internazionali nel Salzkammergut nel 2024 e oltre”, sostiene Andreas Winkelhofer, managing director dell’ente del turismo dell’Alta Austria. Per Michael Feiertag, managing director dell’Ente del turismo della Stiria, “l’attenzione portata sulla regione è destinata a durare: in questo che è il cuore dell’Austria, la Capitale europea della cultura permette di sviluppare importanti progetti che resteranno per il futuro”. E Leo Bauernberger, managing director dell’ente del turismo del Salisburghese, conclude: “Il Salzkammergut come territorio che attraversa tre regioni ha grandi opportunità e la sua tradizione culturale viene da lontano, per questo è il luogo ideale per incarnare la Capitale europea della cultura”.  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Turismo: nell'austriaca Bad Ischl 'la cultura è il nuovo sale', con la Capitale europea torna al centro

(Adnkronos) - L’imperatore Francesco Giuseppe, con la sua Sissi, l’aveva scelta come residenza estiva. Al suo seguito arrivarono aristocratici, letterati, musicisti. Così, da villaggio alpino, Bad Ischl, nel cuore dell’Austria, diventò una piccola Vienna, con palazzi fastosi, parchi lussureggianti e una intesa vita culturale. Ma nessuno, allora, avrebbe mai pensato che oltre un secolo dopo questa cittadina potesse diventare Capitale europea della cultura. Un titolo che, invece, si è guadagnata per il 2024 insieme alla regione circostante del Salzkammergut, paradiso per gli amanti della natura e degli sport open air, con ben 76 laghi in 2.800 chilometri quadrati e alcuni dei picchi più importanti d’Europa.  Una regione che prende il nome dalla sua storia, che è la storia dell’estrazione del sale, cominciata 7mila anni fa nella miniera di Hallstatt, la più antica del mondo. L’oro bianco qui ha scolpito montagne e vite, e tuttora è una delle risorse economiche più rilevanti. Ma in questo 2024 “la cultura è il nuovo sale”, come recita il motto scelto per Bad Ischl Salzkammergut 2024, Capitale europea della cultura insieme, quest’anno, alla norvegese Bodo e all’estone Tartu.  E’ la prima volta che una zona alpina e rurale detiene questo prestigioso titolo che ne fa una Capitale europea diffusa, in quest’area a cavallo fra tre regioni (Alta Austria, Stiria e Salisburghese), che ha riunito 23 Comuni, centrando l’obiettivo di farli cooperare in sinergia per una comune missione: rilanciare, fra tradizione e innovazione, l’appeal culturale dell’area, ancora troppo poco conosciuta soprattutto nel nostro paese, rimettendola al centro delle rotte internazionali, senza nulla da invidiare alla vicina più famosa, Salisburgo, che dista solo 55 chilometri. “Una Capitale formata da 23 Comuni vuol dire 23 sindaci, autonomi, ognuno con le sue idee e concentrato sul proprio territorio, che per la prima volta si sono messi a lavorare insieme, facendo squadra anche per affrontare i problemi comuni che sono quelli di una regione alpina, dalla mobilità alla digitalizzazione, dalla fuga dei giovani alla carenza di personale. Ed è proprio per i giovani che bisogna creare prospettive”, afferma Elisabeth Schweeger, direttore artistico della Capitale europea della cultura Bad Ischl Salzkammergut 2024. “La Capitale europea della cultura - sottolinea - è un grande stimolo e volano per rendere questa area, diventata turistica solo nel 19° secolo, nuovamente attrattiva e in tutte le stagioni. Normalmente in questa zona il turismo è legato alla natura, ma può esserlo anche alla storia e all’arte. Un rinnovamento che parte proprio dalla destagionalizzazione. E con la Capitale europea si è riusciti a destagionalizzare, registrando un +5% di pernottamenti nel Salzkammergut e +20% a Bad Ischl, con la soddisfazione di tutto il settore turistico e anche di quello del commercio”.  “Si è cercato di mostrare - prosegue - che con l’arte si può sviluppare una regione rurale, e questo è molto importante per il futuro. Dall’impulso alla mobilità sostenibile alle nuove costruzioni con il legno ad alta efficienza energetica, attraverso la Capitale europea una regione rurale diventa esempio per l’Europa di come sviluppo locale e anche civile e urbano si realizzano nel rispetto della natura. E’ stato creato un laboratorio per promuovere la tradizione artigianale e connetterla a livello internazionale: il sapere artigianale della regione esce così dal territorio mentre un altro sapere entra in una sorta di scambio. Questa regione ha una forte identità, un legame con la sua storia e tradizione, elementi che rappresentano risorse per costruire il futuro, aprendosi agli scambi internazionali proprio come fece con il commercio del sale”. “In un equilibrio tra natura e cultura, la Capitale europea mostra, quindi, come attraverso l’arte - fa notare - si può creare una strategia di sviluppo locale, un diverso sguardo sulle cose. Ad esempio, non c’erano spazi per esposizioni, e abbiamo dimostrato che rivitalizzando luoghi chiusi o non utilizzati si lascia qualcosa per il futuro e le persone prendono coscienza delle loro potenzialità. La più grande eredità che lascia la Capitale europea è proprio aver cambiato la consapevolezza, stimolato il dibattito. Resteranno quei luoghi che erano vuoti e che sono stati riaperti, i musei restaurati e riformulati, l’artigianato accelerato, la rete sinergica che si è cresta tra i Comuni. Con la Capitale europea si creano reti locali e internazionali e abbiamo dimostrato che una regione rurale è altrettanto importante di una città. Siamo soddisfatti, abbiamo avuto molti riconoscimenti, tanti visitatori, un’ampia copertura mediatica, grande interesse. La cerimonia di closing, in programma il 30 novembre, sarà una partenza e non una fine”. Ultimo in ordine di tempo tra gli spazi restituiti alla città è ‘Hotel Austria’, il museo di Bad Ischl. Antica casa di mercanti di sale, come altre affacciate sull’Esplanade, la passeggiata ombreggiata lungo il fiume Traun, è stato a lungo un albergo, di cui conserva il nome, e poi un museo dal 1989. E in veste di museo, completamente rinnovato e ripensato, è stato riaperto e inaugurato il 18 luglio. “La riapertura è innanzitutto per la popolazione, è importante imparare la propria storia e farlo in modo moderno”, afferma la curatrice Herta Neiss. In questo edificio storico, che vide anche il fidanzamento tra Francesco Giuseppe e Sissi, si racconta la storia della città, compresi gli anni bui del nazismo su cui prima si preferiva sorvolare. Una sala è dedicata all’espressione delle proprie opinioni e tutto l’allestimento ha un impatto interattivo.  Come spiega l’altro curatore, Michael John, “il concept è cronologico, vuole raccontare tutta la storia della città: prima era concentrato solo sull’imperatore, adesso si rappresentano 7mila anni, con una proiezione verso il futuro; per narrarla abbiamo realizzato 6 interviste ad abitanti, tra cui anche Markus Habsburg”. Discendente diretto degli Asburgo, dopo 3 generazioni, questo illustre concittadino, che non è raro incontrare per strada, vive tuttora a Bad Ischl nella famosa Kaiservilla, la dimora - dono di nozze dell’arciduchessa madre - dove Francesco Giuseppe e Sissi soggiornavano in estate e dove l’imperatore firmò la fatale dichiarazione di guerra alla Serbia.  Se un’ala è tuttora di proprietà della famiglia che fu imperiale, l’altra si può visitare così come l’enorme parco che la circonda. Un polmone verde alle porte della città dove sorge anche il ‘Castello di marmo’, che Francesco Giuseppe regalò a Sissi, il quale ospita anche mostre d’arte contemporanea soprattutto in questo speciale 2024. Attualmente, è visitabile (fino al 27 ottobre) l’esposizione dell’artista e attivista cinese Ai Weiwei, ‘Transcending Borders. Dialogue with Hallstatt Culture’, che mette in relazione reperti archeologici dell’area con opere che richiamano l’antica Cina ed espressioni moderne dedicate al tema della violazione dei diritti, anche con installazioni di landart all’aperto.  Tra gli edifici di Bad Ischl recuperati grazie alla Capitale europea della cultura, c’è la Sudhaus, sede delle vecchie saline, chiusa dal 1965 e oggi riaperta per essere destinata, dal 2025, a polo culturale, con biblioteca e spazio esposizioni. Per quest’anno ospita la mostra ‘Arte con sale e acqua’, con suggestive installazioni di luci, suoni e materia e questa preziosa risorsa a fare da leitmotiv, dove è presente anche un’artista italiana, Caterina Gobbi, che ha rappresentato il suono del cambiamento climatico.  Il sale come fonte di ispirazione artistica, quindi, ma anche come testimonianza storica attraverso l’arte. Così, nella miniera di Altaussee, la più grande ancora attiva in Austria, nel nuovo centro visitatori al primo piano, la mostra del disegnatore satirico tedesco Simon Schwartz (‘Hidden in the rock. The mountain, the salt & the art’) racconta il lavoro e le lotte per i diritti sociali ma anche una storia che non tutti conoscono. La miniera, infatti, sul finire della Seconda guerra mondiale, fu teatro di un’azione eroica da parte dei minatori, che non solo ne impedirono il bombardamento ma salvarono innumerevoli capolavori d’arte saccheggiati in tutta Europea dai nazisti e poi nascosti qui.  Un’epopea che si può anche ‘respirare’ facendo l’esperienza del tour guidato attraverso i cunicoli della miniera, dove sono stati ricavati spazi museali e perfino una cappella e una sala concerti. “Abbiamo in media 30mila visitatori all’anno. Per il 2024 abbiamo questa importante mostra e il progetto è di ampliare lo spazio espositivo al primo piano con altre parti interattive dedicate anche alle opere salvate. La Capitale europea della cultura è certamente un’occasione per far conoscere la storia e il suo indissolubile legame con la natura in questa regione”, sostiene il responsabile della miniera Salzwelten, Harald Pernkopf. Una zona, quella dell’Ausseer, scelta spesso da letterati e artisti in cerca di ispirazione - annoverati in un museo dedicato - e che da quest’anno ha una pagina del sito ufficiale dell’Ufficio del turismo anche in italiano, grazie a una campagna di promozione nel nostro paese lanciata a maggio. Fa parte del versante stiriano del Salzkammergut ed è facilmente raggiungibile da Bad Ischl in treno fino a Bad Aussee. Del resto, anche alla mobilità su rotaia guarda la Capitale europea della cultura, che ha voluto rivitalizzare spazi vuoti di stazioni ferroviarie con 30 installazioni di artisti austriaci e stranieri.  C’è poi un progetto originalissimo di realtà cine-virtuale che vuole offrire al viaggiatore un’esperienza audio-visiva lungo il tragitto in treno. Si chiama ‘Regional Express’ e si articola in 5 escursioni che propongono diverse tratte percorribili nel Salzkammergut, e in ciascuna si racconta una storia diversa, come spiega la curatrice Marlene Rutzendorfer: “Siccome per la prima volta una città alpina è Capitale europea della cultura, abbiamo pensato a qualcosa che rappresentasse il collegamento. ‘Regional Express’, che prende il nome dal treno che collega la regione, è un progetto di ‘living heritage’, multimediale, che offre un’esperienza audiovisiva a bordo del treno”.  “E’ accessibile con Qr code o tramite app. Per ognuno dei tragitti è proposto un tema. In 15-20 minuti, testimonianze di abitanti e 3 voci narranti guidano nel percorso, fanno commenti e riflessioni anche su temi di attualità e sociali e illustrano il paesaggio in un dialogo costante, con la montagna, con il lago e con la natura in generale. Volevamo fare qualcosa per il territorio coinvolgendo le persone del posto, per raccontare la storia che è nella natura e in particolare quella del sale, che fa parte della storia e del paesaggio di questa regione. Il progetto resterà anche dopo il 2024”, aggiunge. Le aree tematiche in cui si articola il progetto Bad Ischl Salzkammergut 2024 sono quattro: Building the new (Costruire il nuovo); Culture in motion (Cultura nel flusso); Power and tradition (Potere e tradizione); Art of travelling (Arte del viaggiare). E un ruolo trasversale spetta alla sostenibilità, tanto da aver previsto un capo progetto dedicato a ecologia, agricoltura e affari sociali, ruolo ricoperto da Christina Jaritsch. “Ho curato due filoni di progetti: uno dedicato al cambiamento climatico e l’altro alla diversità di genere. Sono temi molto importanti per la regione ed è fondamentale svilupparli. Qui natura, arte e cultura sono interconnesse. E tutto il progetto della Capitale europea coinvolge molto natura e cultura”.  “Temi come il cambiamento climatico vanno affrontati ora - avverte - per essere in grado di gestirli in futuro. Lavoro sugli aspetti legati allo sfruttamento della natura, dal punto di vista ambientale ma anche economico. Il confine tra lavoro e sfruttamento della natura, infatti, è molto labile. Bisogna creare un equilibrio tra questi aspetti e favorire momenti di confronto e di discussione. Il Salzkammergut è un esempio di area rurale che sta affrontando problemi globali, come il cambiamento climatico, l’overtourism, la mancanza di opportunità per i giovani, l’urbanizzazione. Pensiamo di essere un esempio per l’Europa. Tutta la regione è coinvolta per la prima volta in un progetto culturale. Anche riaprire e rivitalizzare spazi prima chiusi vuol dire essere ecologici, mostrandone il potenziale”.  “Il cambiamento climatico - continua - è anche tema trasversale di alcune mostre, come quella alla Sudhaus. Vogliamo suscitare l’attenzione su questo che è un tema globale. Ma il cambiamento climatico è anche fonte di ispirazione per alcuni artisti. A ottobre avremo un’altra mostra Green, proprio sull’equilibrio tra lavorare la natura e sfruttarla. Cerchiamo di rappresentare questi temi in modo nuovo, coinvolgendo scienziati e artisti. A settembre si terranno gli Academy Games in collaborazione con l’Università di Vienna. Lavoriamo molto sul rapporto tra arte e scienza. Un altro progetto si chiama ‘Silent echoes’. E’ un’occasione anche per far parlare e cooperare i diversi comuni della regione, creare sinergie. La cultura inoltre aiuta la destagionalizzazione. La Capitale europea ha reso anche eventi che già si tenevano più coinvolgenti e favorisce l’immagine come destinazione culturale attrattiva”. Tra le manifestazioni più famose di Bad Ischl che in questo anno speciale hanno avuto ulteriore slancio, c’è il ‘Lehar Festival’, uno dei più importanti festival dell’operetta in Europa che ogni anno si tiene a luglio e agosto nella maestosa Congress and Theater House. E’ intitolato a Franz Lehar, fra i più importanti compositori di questo genere che nella città ha vissuto (la sua dimora lungo il fiume, Lehar Villa, è da poco visitabile).  “Un Festival che si tiene da 60 anni - ricorda la regista Angela Schweiger, che ha curato l’operetta ‘Der Bettel-Student’, in calendario quest’estate - ed è dedicato alla memoria di Franz Lehar che, come altri musicisti, ha soggiornato a lungo qui, al seguito della corte. Poi il genere ha avuto un periodo buio con l’avvento del nazismo e la deportazione anche di artisti, molti dei quali erano ebrei. E’ il più importante Festival dell’operetta in Austria e il più antico nel mondo. Propone 3 titoli ogni anno: uno classico, uno stile Rivista anni ‘20 e uno nuovo. Per il 2024 c’è stata una competizione tra giovani compositori, ed è stata quindi anche un’opportunità per i giovani. Proviamo a rivitalizzare l’operetta in modo nuovo, sottolineando gli aspetti sarcastici”.  In città c’è un anche un teatro dedicato a Lehar, in fase di ristrutturazione. Ma la musica si incontra un po’ ovunque: concerti si tengono nella chiesa parrocchiale, dove è custodito uno dei più importanti e innovativi organi del paese e dove si celebrarono le nozze di Marie Valerie, la figlia prediletta di Sissi, diretta antenata del ramo di Asburgo che risiede a Bad Ischl, o anche all’aperto al Kurpark, in questa che è pure una città di cura dove si possono fare trattamenti che sfruttano le proprietà del sale e passeggiare nei parchi fioriti che hanno valso nel 2016 il riconoscimento dell’Entente floreale.  “Bad Ischl è un mix di natura e cultura, un luogo dove si possono fare molte cose e anche shopping, è una città giovane, un piccolo centro di quasi 15mila abitanti con un’elevata qualità della vita”, conferma Luzia Gamsjager, di Austria Guide, che accompagna turisti soprattutto italiani a conoscere Bad Ischl, con i suoi dintorni, che dispone di 2.300 posti letto e registra in media 100mila pernottamenti l’anno. Che la città sia sempre in fermento si vede anche dai negozi. Saltano all’occhio quelli specializzati nell’immancabile sale, in tutte le sue preparazioni, dalle confezioni ad uso alimentare ai prodotti cosmetici, e che sicuramente è il souvenir più gettonato. C’è poi chi vende oggetti ricordo di design dedicati a Francesco Giuseppe e Sissi, come Sissikuss sull’Esplanade, dove a pochi passi si trova anche la galleria d’arte della collezionista Iris Daniela Auerbach, molto affezionata anche al nostro paese tanto da ospitare in questi giorni le creazioni di stilisti italiani.  Vero e proprio must è la pasticceria Zauner, tra le più famose in tutta l’Austria, dove sedersi per un caffè, alla maniera viennese, nel locale storico dell’isola pedonale, o per uno snack nella sede con i tavoli all’aperto affacciata sul fiume. Qui si possono comprare raffinati dolci e infinite varietà di cioccolatini e praline, esportati in tutto il mondo. Ci sono quelli ‘imperiali’ naturalmente e poi, per quest’anno, la limited edition dedicata alla Capitale europea della cultura. Un gusto che rimane impresso, come la visita in questo angolo d’Austria tornato al centro dell’Europa.  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Formazione specializzandi, Gesualdo (Fism):"Sosteniamo con Siaarti la riforma"

(Adnkronos) - "La Siaarti e la Fism, congiuntamente, hanno da tempo sottolineato la necessità di una riforma seria della formazione post laurea nel settore medico. E' fondamentale garantire un percorso formativo che permetta ai medici in formazione di acquisire le competenze necessarie per diventare specialisti qualificati. La critica al sistema attuale, parzializzato e frammentario, è condivisa da molti e l'appello del presidente della Siaarti, Antonello Giarratano, per una riforma seria e di qualità è assolutamente fondato". Così Loreto Gesualdo, presidente Federazione italiana delle società medico-scientifiche, interviene - con una nota - sostenendo la posizione della Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva, nel dibattito acceso in questi giorni dopo il parere del ministero dell'Università e della Ricerca sul ripristino dell'esame per il passaggio d'anno dei medici specializzandi assunti con il cosiddetto 'Decreto Calabria'. "L'interazione di teoria e pratica - spiega Gesualdo - è essenziale per la formazione di medici competenti e sicuri. La divisione tra università e ospedale, alimentata da interessi diversi, non fa altro che danneggiare il sistema nel suo complesso. E' necessario agire con urgenza per garantire la qualità della formazione post laurea e assicurare che i futuri medici siano adeguatamente preparati a svolgere il loro ruolo nel sistema sanitario". La proposta di includere le società scientifiche e gli esperti del settore nella definizione di una riforma efficace, per il presidente Fism "è del tutto ragionevole e dovrebbe essere considerata dalle Istituzioni competenti. La qualità del sistema sanitario e la salute dei cittadini sono strettamente legate alla formazione dei medici e non possiamo permetterci di compromettere questo elemento essenziale. Sottoscriviamo appieno l'appello di Siaarti - conclude Gesualdo - per una riforma seria e di qualità della formazione post laurea nel settore medico, e ci impegniamo a sostenere ogni iniziativa che vada in questa direzione". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Al via il tour di presentazione della CX-80, la nuova ammiraglia Mazda

(Adnkronos) - In vista del lancio di ottobre, parte con un tour estivo in dieci città italiane il cammino della nuova ammiraglia, il maxi-Suv CX-80, 'testimonial' delle ambizioni premium di Mazda, già affermate lo scorso anno con la CX-60.  Se la gamma motori resta la stessa - con un potente diesel 6 cilindri in linea da 249 CV dotata di tecnologia M Hybrid BOOST48V o in alternativa un benzina Plug-in Hybrid da 327 CV - il nuovo modello è più lungo (sfiora i 5 metri) e grazie a un passo di 3,12 metri può ospitare comodamente fino a 7 passeggeri (ma c'è anche l'opzione a 6 posti con due poltrone singole in seconda fila). Ancora più raffinate le tecnologie a supporto della guida e della sicurezza per un modello che strizza l'occhio al mercato americano ma che - spiega il Managing Director di Mazda Motor Italia Roberto Pietrantonio - può trovare clienti anche nel nostro paese. "Come il modello presentato lo scorso anno la CX-80 - sottolinea all'Adnkronos - è perfettamente coerente con la direzione verso il percorso che guarda al premium annunciato 12 anni fa e portato avanti senza incertezze: sappiamo di avere ancora tanta strada da fare ma questo modello è un tassello importante. Magari non faremo volumi - anche se il segmento in Italia vale circa 75 mila auto - ma possiamo sicuramente fare profitti e imparare a parlare clienti che prima non conoscevamo". Pietrantonio riconosce che "per il mercato italiano mi piacerebbe avere un B-suv, ma in Europa e nel mondo le richieste sono differenti e Mazda costruisce e vende a livello globale. D'altronde, dalle Mazda 2 alla CX-80 abbiamo una gamma molto estesa, con la quale, nonostante il contesto più difficile, puntiamo a ripetere nel 2024 i risultati dello scorso anno" chiuso in aumento del 65% a 15.129 immatricolazioni e una share dell'1%. "Ma per farlo dovremo lavorare bene negli ultimi quattro mesi" sfruttando al massimo il traino degli incentivi che - sottolinea - "hanno cambiato le dinamiche del mercato": a questo proposito il manager di Mazda Italia osserva come "con l'attuale velocità gli incentivi 61-135 la previsione è che i fondi si esauriscano a fine settembre, e questo lo renderà un mese abbastanza 'frizzante' nel quale faremo molta comunicazione sulle Mazda 2, 3 e CX-30 mentre verso la fine dell'anno punteremo sulla fascia 21-60 con MX-30 e CX-60 plug-in". Il tour della CX-80 coinvolge direttamente i concessionari e Pietrantonio sottolinea come "queste sono relazioni di cui andiamo orgogliosi". "Le concessionarie sono aziende fatte da persone che devono parlare con le persone che sono i clienti: chi sta provando a limitare i concessionari si sta accorgendo che la loro esperienza ha un valore" aggiunge, in riferimento ai modelli contrattuali che molte altre case stanno adottando. "La nostra è una rete piuttosto stabile, conta 63 concessionari e ha visto minimi cambiamenti 'fisiologici': è un rapporto di cui siamo molto soddisfatti e so che è una soddisfazione reciproca". ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


MV Augusta si prepara con successo ad affrontare il secondo semestre 2024

(Adnkronos) -
MV Agusta condivide un aggiornamento sul positivo riguardo l'andamento del primo semestre del 2024.  Sotto la nuova leadership di PIERER Mobility AG, l'azienda ha quindi implementato significativi miglioramenti, con sviluppi chiave in ogni dipartimento. Ricordiamo che PIERER Mobility AG lo scorso marzo ha acquisito una quota di maggioranza in MV Agusta, assumendo la gestione dell'azienda e apportando numerosi e positivi cambiamenti. Nel medio termine, si prevede un volume di produzione annuo di oltre 10.000 motociclette.  Nel primo semestre MV Augusta ha presentato il lancio della Superveloce 1000 Serie Oro, prodotta in soli 500 esemplari. In contemporanea sono stati lanciati altri due modelli esclusivi come la LXP Orioli e la Brutale 1000 RR Assen, anch'esse in edizione limitata. A livello di distribuzione l'obbiettivo di MV Agusta è di avere 230 dealer a livello globale entro la fine del 2024 con ben 30 punti di assistenza, dove i clienti possono recarsi per far manutenere le loro MV Agusta da tecnici formati in fabbrica. In Italia MV Agusta ha aperto nuovi concessionari in aree importanti come Firenze, Bari e Cesena. 
Luca Martin, Amministratore Delegato di MV Agusta Motor S.p.A., ha commentato: “Sono estremamente orgoglioso di quanto è stato fatto nella prima metà del 2024, un periodo di trasformazione per MV Agusta che è ancora in corso. Con il supporto di PIERER Mobility AG e del nostro Team dedicato, siamo pronti per una crescita e un successo senza precedenti, e siamo costantemente impegnati a fornire prodotti ed esperienze eccezionali ai nostri clienti”. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Partite le nuove gare per l’affidamento in autostrada del servizio di ricarica per veicoli elettrici

(Adnkronos) - Prosegue l’impegno di Autostrade per l’Italia per lo sviluppo e il miglioramento degli standard a supporto della mobilità sostenibile.  Sono infatti state pubblicate le nuove procedure di gara per l’installazione di ulteriori stazioni in 60 Aree di Servizio. I bandi di gara prevedono l’installazione di colonnine esclusivamente ad alta potenza di ricarica (HPC) da almeno 300 kW complessivi (ovvero 150 kW per punto di ricarica) e saranno suddivise in 10 lotti e organizzate in due tranche.  Sono giù 100 le aree di servizio attive sulla rete Aspi a cui se ne aggiungeranno presto ulteriori 8 aggiudicate attraverso il bando aggiudicato nel mese di maggio.  ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Chevrolet Corvette ZR1: la sportiva made in USA

(Adnkronos) - La nuova Chevrolet Corvette ZR1 entrerà in produzione il prossimo anno.  È assemblata nello stabilimento Bowling Green della General Motors nel Kentucky e andrà ad affiancarsi alla Corvette Stingray, Corvette Z06 e alla Corvette E-Ray, la nuova Chevrolet ZR1 ha l’obiettivo di elevare ancora di più, le prestazioni della famiglia Corvette. La ZR1 sarà equipaggiata con un V8 da 5,5 litri, con doppio turbocompressore conosciuto con la sigla LT7.  La potenza della nuova ZR1 è di 1.064 CV a 7.000 giri/min per una coppia massima di 1.123 Nm a 6.000 giri.  La velocità massima stimata è di 346 km/h, il quarto di miglio sarà “bruciato” in un tempo inferiore ai 10 secondi.  
Sarà la più potente Corvette mai prodotta. Cuore della supercar americana è un potente V8.
 
Scott Bell, vicepresidente Chevrolet, ha avuto modo di affermare che: " il team che ha rivoluzionato la Corvette con un'architettura a motore centrale ha accettato un'altra sfida: portare la ZR1 al livello successivo. La Corvette ZR1 si spinge oltre i limiti, contando su di una potenza pura e su di una innovazione all'avanguardia. Dalla Stingray alla Z06, passando per la E-Ray, ora con il lancio della nuova ZR1, la famiglia Corvette continua a elevarsi ed è pronta a sfidare le supercar più potenti al mondo"
 Il V8 biturbo da 5,5 litri si caratterizza per alcuni particolarità tra cui la camera di combustione più grande, un sistema di aspirazione del tutto nuovo, i turbo compressori con doppia copertura e una calibrazione specifica del software di gestione. L’abitacolo è curato nei minimi dettagli, l’esclusivo badge ZR1 è presente sulla plancia, battitacco e volante. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Nuova Dacia Spring: l’elettrica del momento

(Adnkronos) -
Dacia Spring è il primo modello totalmente elettrico della Marchio del Gruppo Renault. Commercializzata in oltre 140.000 esemplari, la Dacia Spring si rinnova radicalmente.  Ciò che ha reso la vettura vincente sui mercati internazionali è il rapporto qualità-prezzo, elemento che da sempre caratterizza il brand e che incoraggia i clienti a passare alle auto completamente elettriche in modo accessibile.  
Dacia Spring è la vettura perfetta per chi desidera una mobilità a zero emissioni. La sua efficienza energetica e l’impatto ambientale hanno contribuito alle 5 stelle da parte dell’organizzazione europea Green NCAP.  
David Durand, Direttore del design Dacia, ha commentato: "Spring abbraccia il nuovo linguaggio stilistico del marchio, perché rappresenta la famiglia Dacia. Le abbiamo dato un design serio e sicuro. Basandosi sul successo della generazione precedente, la nuovissima Spring afferma con sicurezza la propria identità."
 Identità evidente nelle due strisce nere incorniciate dall'iconica firma luminosa full LED a forma di Y. Le decalcomanie decorano i paraurti nell’allestimento Extreme, mentre i cerchi da 15 pollici aggiungono un senso di robustezza.  La nuova Spring viene offerta con nuove tinte carrozzeria, tra le quali la Brick Red e Beige Safari.  La suite ADAS è stata potenziata ed ora include: • la frenata automatica di emergenza con rilevamento di veicoli, pedoni, ciclisti e motocicli • riconoscimento dei segnali stradali con avviso di velocità • assistenza al parcheggio • segnale di arresto di emergenza • avviso di cambio corsia • assistenza al mantenimento della corsia • avviso di attenzione del conducente  • eCall, chiamata di emergenza.  La prima ha una potenza di 45 CV per una accelerazione nel classico 0-100 km/h di poco inferiore ai 20 secondi, la seconda più potente, si avvale di una potenza massima di 65 CV, per unno 0 – 100 km/h in 14 secondi.  Entrambe le motorizzazioni raggiungono una velocità di 125 km/h. Le unità elettriche sono supportate da una batteria da 26,8 kWh per una autonomia, nel ciclo WLTP, di oltre 220 km. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


BMW M5 M Performance: massima potenza e prestazioni

(Adnkronos) - La nuova BMW M5 M Performance è una berlina ad alte prestazioni. Grazie al suo sistema M HYBRID capace di produrre una potenza massima di sistema di 727 CV e una coppia di 1.000 Nm, l’abbinamento del V8 M TwinPower con una unità elettrica consente alla nuova BMW M5 M Performance di essere tra le quattro porte più veloci del pianeta.  
Cambio M Steptronic ad 8 rapporti e trazione integrale M xDrive, nel classico 0-100 km/h la M5 M Performance impiega soli 3,5 secondi per una velocità massima autolimitata di 250 km/h.  In presenza del M’Driver’s Package, la berlina tedesca tocca i 305 km/h. Il suo design esterno vanta diversi componenti in fibra di carbonio. Innegabile il fascino della M5 Performance, una vettura in grado di trasmettere emozioni e passione.  Uno stile scultoreo con l’attraente calandra BMW M, i prominenti passaruota e le minigonne laterali che ne esaltano la personalità.  A contribuire a rendere la sua estetica grintosa ci pensa il diffusore posteriore M Performance a due sezioni in fibra di carbonio, che si unisce ai terminali di scarico M Performance con i rivestimenti realizzati in un mix di titanio e materiale composito.  Il diffusore posteriore M Performance in fibra di carbonio è incluso nel pacchetto esterno M Carbon. Un particolare che migliora l’equilibrio aerodinamico della vettura. Nella zona anteriore uno splitter M Performance in fibra di carbonio a due sezioni contribuisce ad aumentare la stabilità della vettura alle alte velocità.  L’esclusività della BMW M5 M Performance si conferma nella massima cura per i particolari. Il tappo del serbatoio è in fibra di carbonio, mentre un tocco di eleganza è tangibile nell’abitacolo con i tappetini M Performance con cuciture a contrasto e badge M Performance. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Musso (Irem): "Idrogeno verde sempre più il futuro, Sicilia hub"

(Adnkronos) - Nata all'ombra del polo industriale di Siracusa in Sicilia, oggi è leader mondiale nella progettazione e costruzione di apparecchi per il controllo e la generazione di energia elettrica, e guarda allo sviluppo sempre più crescente in tutti i paesi del mondo. Puntando su innovazione e tecnologia, con un occhio attento all'energia green e in particolare all'idrogeno verde. E' la storia di Irem, che dalla fondazione nel 1979 ha sempre visto crescere il proprio business. E non intende fermarsi, come racconta ad Adnkronos/Labitalia il ceo dell'azienda, Giovanni Musso.  "Negli ultimi dieci anni -sottolinea- siamo passati da un fatturato di 70 milioni a 200 milioni con un aggregato di Gruppo di 300 milioni con 5 mila dipendenti". Oggi Irem è presente con le sue branch o subsidiary in Ungheria, Olanda, Svezia, Oman, Egitto, Suriname, Francia, Grecia e Kazakistan.  E lo sguardo è rivolto alle opportunità per continuare a crescere. "Stiamo passando dalla costruzione di impianti tradizionali a quella di impianti green, abbiamo acquisito un lavoro molto grosso in Svezia per la costruzione delle acciaierie verdi che funzionano a idrogeno verde, prodotto con fonti alternative. L'investimento è di circa 6 miliardi e mezzo, noi in questo momento abbiamo acquisito soltanto una piccola parte di 90 milioni di euro, dovremmo acquisirne un secondo lotto. In questo progetto, che è molto importante, sono coinvolte moltissime banche a livello europeo perché appunto sfrutta i fondi di Next Generation", sottolinea.  Ma la via per l'idrogeno passa anche da Siracusa e dalla Sicilia. "A Siracusa -racconta Musso- dovremmo realizzare da settembre con una nostra controllata, Res Integra, un impianto per la produzione di idrogeno. Questo impianto di idrogeno dovrebbe produrre 170 tonnellate all'anno di idrogeno verde, perché l'utilizzatore è alimentato da un impianto fotovoltaico di 5 megawatt. L'impianto è piccolo però sarà un impianto pilota su cui poi si può basare la produzione di altri impianti di idrogeno molto più grossi in Sicilia, visto che la Regione, come ha annunciato il governo, è destinata a diventare un hub dell'idrogeno con una stretta collaborazione con i paesi nordafricani", sottolinea.  "Questo impianto -prosegue Musso- vale 18 milioni di euro ed è interamente finanziato con il Pnrr e i tempi di realizzazione sono entro giugno 2026", sottolinea.  L'attività di Irem non si ferma qui. "Nel 2025 abbiamo acquisito un altro lavoro per un'altra acciaieria green in Germania, sempre con produzione di idrogeno verde. E stiamo quotando diversi lavori per impianti eolici a mare, con delle piattaforme che dovremmo costruire su cui poi vengono poggiate queste pale eoliche che galleggiano. Si sta cercando di definire il sito di installazione qui nel canale di Sicilia", sottolinea.  Nuove commesse e nuovi investimenti che spingono Irem a cercare e formare nuovo personale. "L'azienda -racconta Musso- ha un'academy fissa di personale che stiamo formando periodicamente. L'ultimo corso è finito proprio l'altro ieri. Abbiamo formato 18 planner che sono dei programmatori che ci serviranno proprio per seguire questi lavori e altri. E a settembre inizia un altro corso, perché per noi la formazione è molto importante, le competenze sono centrali", sottolinea.  Competenze che oggi mancano, lamenta Musso. "Anche se ci sono le risorse finanziarie, però poi bisogna mettere a terra -sottolinea- questi progetti, ci vorranno delle competenze che attualmente scarseggiano. Quindi stiamo cercando di far fronte con formazione interna e di creare queste competenze necessarie per una continuità aziendale. Oltre ai planner cerchiamo dei project manager, dei construction manager. Per non parlare poi di saldatori e tubisti, profili ormai sempre rari ormai da trovare, soprattutto in Italia. E quindi bisognerà far fronte anche con una manodopera che viene anche da fuori del Paese, da formare, da portare in Italia. Non è molto semplice trovare questa manodopera ma bisogna riuscirci, altrimenti gli impianti non riusciamo a farli", ribadisce.  E gli obiettivi aziendali per il 2025 sono chiari. "Per il 2025 ad oggi siamo a 210 milioni di euro di progetti acquisiti ma può essere che da qui a dicembre, qualcosa salterà fuori", conclude.  ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)