Aton IT, i programmatori serviranno ancora come supervisori e controllori delle attività IA

(Adnkronos) - "Qualcuno dice che fra qualche anno che i programmatori non serviranno più, ma secondo me continueranno a servire e saranno molto aiutati dall'intelligenza artificiale. Il programmatore sarà una sorta di supervisore, di controllore di ciò che fa l'intelligenza artificiale, vedendo se ciò che è stato fatto preventivamente è stato rispettato. Noi stiamo formando le nostre risorse, perché oggi diventa complicato trovare persone che siano già pronte per lavorare nel nostro ambiente". Così, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia Fulvio Duse, direttore generale di Aton IT, azienda che sta sul mercato dal 2014. "In dieci anni - spiega - abbiamo raggiunto traguardi lusinghieri, siamo passati attraverso varie configurazioni aziendali, l'ultima è datata qualche mese fa nella quale abbiamo diviso l'azienda per business unit, cercando di interpretare quelle che sono le spinte del mercato; abbiamo creato le business unit che in qualche modo rispondono alle richieste del mercato. C'è la business unit digital analytics nella quale noi crediamo tanto, abbiamo investito tanto e che ci sta dando anche soddisfazioni soprattutto nel mondo finance".  "Abbiamo - precisa - la business unit sviluppo software nella quale confluiscono, al di là dello sviluppo e della produzione di procedure, pacchetti e prodotti software, anche l'intelligenza artificiale e tutto quello che è la parte innovativa relativa allo sviluppo del codice, abbiamo la business unit cyber security che è un'altra business unit. Abbiamo accordi con i maggiori produttori di soluzioni per gli antivirus, per il firewall. Abbiamo la business unit dati dal punto di vista dello sviluppo di tutto quello che è la business intelligence e quindi tutto ciò che sovraintende le aziende. Abbiamo poi la business unit della consulenza informatica. Oggi contiamo circa 170 unità produttive, alla fine del 2026 contiamo di uscire con circa 250-260 persone e diventare a quel punto anche una realtà economica di un certo peso, di un certo rilievo per poterci poi confrontare con aziende pari a noi, magari facendo delle partnership e partecipare a qualche progetto per la Pubblica amministrazione piuttosto che progetti di ricerca importanti".  A proposito dei progetti di ricerca continua: "Abbiamo una business unit che è dedicata esclusivamente ai progetti di ricerca che per noi rappresenta tra l'altro anche una visibilità significativa perché collaboriamo con il mondo universitario, con le regioni e con tutti i bandi relativi appunto a questa materia specifica. E anche questa contiamo di farla crescere, di utilizzarne i risultati all'interno delle altre business unit perché tutto quello che viene prodotto qua poi deve essere sviluppato, rimesso sul mercato e venduto, comunque proposto a quelli che sono i nostri clienti".  E David Iarriccio, responsabile business unit manager software development & system integration di Aton IT, racconta il core business della sua attività in Aton. "Ci occupiamo fondamentalmente di sviluppo software - spiega - quindi di produzione di prodotti ad hoc, verticali se vogliamo, in vari ambiti, soprattutto in ambito automotive e sanitario attualmente, però in generale si occupa di integrazione di sistemi eterogenei sviluppando orchestratori che mettono in comunicazione sia questi sistemi sia per creare interfacce verso prodotti gestionali, come per esempio il sistema informativo aziendale e la gestione di lavori".  "Aton - spiega - già da un po' di tempo vuole introdurre l'intelligenza artificiale, in parte l'abbiamo già fatto, per esempio, in ambito più sviluppo software lo stiamo già facendo attraverso una maggiore efficienza nell'utilizzo dei strumenti, per esempio nello sviluppo software questa cosa si declina concretamente con l'utilizzo di co-pilot, quindi una maggiore efficientazione, maggiore sicurezza, pulizia, manutenibilità del codice che viene prodotto. I software che abbiamo già sviluppato in ambito automotive li vorremmo arricchire con moduli che permettono, una manutenzione predittiva, per cui il prodotto che abbiamo già realizzato sarà poi in grado di prevedere la richiesta di manutenzione delle vetture, per cui, per esempio, attraverso l'analisi di certi dati, è possibile prevedere,delle stagionalità, delle fasce d'età, diciamo così, esigenze ad hoc sui vari brand delle macchine, perché non tutte le autovetture hanno, diciamo così, le stesse caratteristiche, alcune vetture soffrono di alcuni difetti di fabbrica, altri di altri e così via. Ecco, l'intelligenza artificiale può aiutare a prevedere questo".     ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Int, mercoledì 20 novembre convegno nazionale tributaristi

(Adnkronos) - Mercoledì 20 novembre, alle ore 10.00, avrà luogo il XXIII convegno nazionale dell’Int, Istituto nazionale tributaristi. Quattro i temi affrontati nel corso della giornata: le problematiche connesse all’attività degli intermediari fiscali abilitati e alla tutela dei professionisti ex lege 4/2013 in malattia nonché il dibattito su legge di bilancio e CPB e l’applicazione dell’intelligenza artificiale in ambito tributario. Intervengono: Paola De Maio, consigliere nazionale e delegato provinciale di Roma Int, Edoardo Boccalini segretario nazionale, Riccardo Alemanno presidente nazionale, Giorgio Del Ghingaro vice presidente vicario, il sottosegretario di Stato al MEF Federico Freni, Angelo Deiana, autore del libro 'Il grande gioco', Giacovelli editore, Salvatore Cuomo, consigliere nazionale Inr, Massimo Garavaglia, presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera, Giuseppe Zambon vicepresidente nazionale Int, Roberto Bellini direttore generale AssoSoftware, Enrico Maria Molinari professore universitario e membro comitato tecnico-scientifico Fondazione ITS Academy Innovaprofessioni Regione Lombardia.  ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Le proteine blu per la transizione ecologica

(Adnkronos) - La comunità scientifica è da tempo a caccia di un’alternativa sostenibile alle proteine della carne e potrebbe averla trovata nella lattuga di mare. È la tesi degli esperti della Chalmers University of Technology, in Svezia. Gli esperti sono convinti che le proprietà di questo particolare tipo di alga potrebbero fargli acquisire una certa importanza nella nostra dieta. Non è tutto: i processi legati alla produzione, alla raccolta e alla raffinazione avrebbero un impatto molto ridotto sull’ambiente rispetto alla ben più inquinante filiera della carne. Lo studio è comparso su “Food Chemistry”. ---sostenibilita/tendenzewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Mario & Luigi: Fraternauti alla carica, la recensione

(Adnkronos) - Con il fascino di un cartone animato e meccaniche RPG semplificate ideali per principianti, Mario & Luigi: Fraternauti alla Carica si presenta come un’avventura accessibile, adatta a tutte le età. Ereditando un patrimonio di giochi di ruolo amati ma spesso sottovalutati, questo capitolo si afferma come un degno successore, sebbene la sua narrazione soffra di un ritmo a tratti troppo dilatato. L’ambientazione del gioco è un mosaico di isole fluttuanti, collegate tra loro dopo un cataclisma che ha frammentato il mondo. A bordo di una nave-isola, i fratelli Mario e Luigi navigano tra le correnti oceaniche per riconnettere le isole e riportare armonia al mondo. La grafica è accattivante, con colori vividi che catturano l’essenza della vita insulare e un'ottima caratterizzazione di nemici e nuovi personaggi. La forza del gioco risiede sicuramente nel suo stile visivo. Le animazioni sono straordinarie e Mario e Luigi incarnano una dinamica fraterna adorabile: Luigi, meno agile e spesso goffo, trova sempre il supporto del fratello, sottolineando un legame che è il cuore della narrazione. Il cast di supporto è variegato, con nuovi personaggi e volti familiari del Regno dei Funghi. Fraternauti alla carica integra meccaniche RPG semplificate, con battaglie a turni che includono timidi elementi di interattività. Per massimizzare i danni o contrattaccare, i giocatori devono premere pulsanti al momento giusto, rendendo il combattimento coinvolgente ma accessibile. Inoltre, la progressione delle abilità consente di personalizzare le battaglie con effetti passivi, favorendo l’esplorazione e la sperimentazione. Tuttavia, il ritmo del gioco è penalizzato da dialoghi prolissi e missioni che richiedono frequenti ritorni su isole già esplorate. Le mosse speciali fuori dalla battaglia, che offrono nuove abilità esplorative come rotolare in una palla o volare come un UFO, sono utili per sbloccare nuove aree ma risultano meccanicamente macchinose e interrompono il flusso dell’esperienza. La narrativa di base — collegare le isole e sconfiggere i cattivi — è funzionale ma si perde in una mole di dialoghi e personaggi secondari non sempre necessari. L'eccesso di contenuti diluisce l’esperienza complessiva, facendo sembrare il gioco più esteso di quanto la sua struttura possa sostenere. In definitiva, Mario & Luigi: Fraternauti alla Carica è un titolo che brilla per il suo stile visivo, le animazioni e il gameplay accessibile, ma che fatica a mantenere un ritmo coerente a causa di contenuti superflui. Nonostante ciò, rimane un’esperienza godibilissima per i fan della serie e un’introduzione accattivante al genere RPG per i nuovi arrivati. Con alcune modifiche per snellire il flusso narrativo e ottimizzare le meccaniche, avrebbe potuto essere un capolavoro. 
Formato: Switch Editore: Nintendo Sviluppatore: Acquire, Nintendo Voto: 7/10 ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Scelte le sette finaliste del Car of the Year 2025

(Adnkronos) - Due vetture del gruppo Stellantis, due del gruppo Renault e altrettante di Kia-Hyundai, oltre a una sola tedesca (anche se con brand spagnolo) ma non premium. Sono le sette finaliste per l'edizione 2025 del premio Car of the Year (Coty), selezionate da 60 giurati provenienti da 23 paesi europei che hanno dovuto scegliere tra 42 modelli. In attesa della votazione finale con premiazione - il 10 gennaio prossimo, durante il Brussels International Motor Show - si aprono 8 settimane di nuovi test per le auto selezionate: Alfa Romeo Junior, Citroën C3, Cupra Terramar, Dacia Duster, Hyundai Inster, Kia EV3 e Renault 5 / Alpine A290 (considerate lo stesso modello). Per la scelta finale, che designerà l'auto destinata a succedere alla vincitrice di quest'anno, la renault Scenic, ogni giurato può distribuire 25 punti, offrendo un massimo di 10 punti a un'auto ed essendo obbligato a votare almeno cinque veicoli dei sette finalisti. L'analisi dei modelli selezionati propone interessanti riflessioni: ad esempio, la scelta della Duster (già premiata in Italia con il riconoscimento Auto Europa dell'Uiga) rappresenta il debtto in finale per il brand Dacia, confermando la sua crescita in quanto a contenuti, design e tecnologia. Quanto a Renault, con la 5 E-Tech Electric e Alpine A290, si tratta di due vetture basate sulla piattaforma AmpR Small, che permettono al marchio francese di essere presente per il quarto anno consecutivo nella short list delle finaliste del prestigioso premio. Quanto alla Kia EV3 è la proposta elettrica per il mercato dei SUV compatti, con un’autonomia fino a 605 km (WLTP): Kia è arrivata per ben sei volte in finale al COTY nelle ultime otto edizioni e si è già aggiudicata il titolo con un veicolo elettrico. Per la nuova Hyundai Inster, la designazione arriva addirittura in anticipo sul suo debutto sul mercato: il SUV di segmento A 100% elettrico del brand vede nel nuovo modello "il futuro della mobilità urbana secondo Hyundai grazie alle dimensioni ultracompatte e a caratteristiche di categoria superiore". L'Italia è presente invece con l'Alfa Romeo Junior , un modello che si propone "sportivo nell’anima, compatto nelle dimensioni e con uno stile italiano al primo sguardo". con l'obiettivo di "conquistare una nuova generazione attraverso un nuovo linguaggio di design". Peraltro la proposta commerciale di Junior è la più ampia del segmento con la disponibilità delle versioni 'ibrida' , 48v Hybrid VGT (Variable Geometry Turbo) da 136 CV, prima nel segmento ad offrire anche la variante a trazione integrale Q4, ed 'elettrica', in 2 varianti di potenza con 156CV e autonomia fino a 410 km, e la più sportiva 'Veloce' con 280CV, massima espressione del DNA sportivo Alfa Romeo. L'altra Stellantis, la Nuova Citroën C3, si è già aggiudicata tredici premi internazionali, e ha già raccolto dal lancio oltre 12.000 ordini, più di un quarto dei quali relativi alla versione 100% elettrica.  Infine la Cupra Terramar è un suv sportivo elettrificato che conferma il successo del nuovo brand del gruppo VW e segue le orme di Formentor e Born, che sono arrivate in finale rispettivamente nel 2021 e nel 2022. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Federmanager: Valter Quercioli alla presidenza

(Adnkronos) - Valter Quercioli, dirigente in Baker Hughes - Nuovo Pignone, è il neoeletto Presidente nazionale di Federmanager. Votato dal Congresso riunito oggi a Roma per rinnovare le cariche del triennio 2024-2027, ottiene il pieno consenso con il 97% dei votanti. Alla vicepresidenza è designato Gherardo Zei, General Counsel Cellnex Italia e viene riconfermato alla tesoreria Fabio Vivian, Ceo Gruppo Fami Spa. Quercioli, fiorentino, classe 1963, già vicepresidente della federazione, riceve il testimone dal presidente uscente Stefano Cuzzilla, alla guida dal 2015. "Voglio ringraziare tutto il Congresso per la fiducia accordata e per la condivisione del programma che ci impegnerà da qui ai prossimi tre anni", dichiara il neo presidente Valter Quercioli. "Intendo offrire risposte concrete ai manager industriali, sia a chi è in servizio sia a chi è in pensione, con una particolare attenzione a donne e giovani. Questa Federazione proseguirà nella sua politica di relazioni industriali sempre più contemporanee e rispondenti alle esigenze delle aziende e dei loro manager, in un contesto che riserva ogni giorno nuove soprese. Perciò ritengo fondamentale rafforzare il nostro ruolo di parte sociale, propositiva e decisa nelle istanze di equità, nei confronti delle istituzioni e della politica", sottolinea.  Stefano Cuzzilla, in qualità di Presidente Cida, la Confederazione che riunisce le organizzazioni di rappresentanza dei manager pubblici e privati, dichiara: "Le mie congratulazioni al nuovo presidente, con cui ho lavorato negli ultimi anni e che apprezzo per le sue doti manageriali e per la conoscenza approfondita del sistema Federmanager. Sono certo che, insieme alla squadra, proseguirà sulla strada della valorizzazione del management italiano rafforzando il ruolo dell’Organizzazione nell’ambito delle relazioni industriali e del dibattito istituzionale, politico e sociale", conclude. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Fondazione Alessandra Bono, in azione per ricerca formazione e borse studio

(Adnkronos) - Avanzare la ricerca scientifica oncologica, in particolare per combattere il tumore all'ovaio, ma la sua azione si estende a una varietà di iniziative che abbracciano numerosi ambiti di utilità sociale. Questa la missione che guida la Fondazione Alessandra Bono onlus, nata in memoria di Alessandra Bono, una giovane donna laureata in Ingegneria Civile all'Università di Brescia, scomparsa prematuramente a causa di un tumore ovarico. La sua storia e la sua forza durante la malattia hanno ispirato la famiglia Bono a fondare un'organizzazione che potesse fare la differenza nella lotta contro questa devastante malattia e, più in generale, nel campo della ricerca scientifica e del benessere sociale. “Dal 2017 - racconta all’Adnkronos/Labitalia Valerio Bono, presidente di Fondazione Alessandra Bono - anno della sua fondazione, la Fondazione Alessandra Bono ha destinato oltre 10 milioni di euro a progetti di utilità sociale, promuovendo ricerca, salute, educazione e sostegno alla comunità. La Fondazione opera principalmente in quattro settori: ricerca e salute, sociale, formazione e borse di studio. Questa scelta è stata dettata dall'esigenza di affrontare alcune delle sfide più urgenti nel nostro paese, sia sul piano medico-scientifico che su quello educativo e sociale”. “Il focus principale della Fondazione - spiega - è la ricerca oncologica, con particolare attenzione alla diagnosi precoce e al trattamento del tumore ovarico. L'importanza di quest’area nasce dall’esperienza personale della famiglia Bono e dalla necessità di fornire nuove risorse alla comunità scientifica per combattere una malattia tanto letale quanto subdola nella sua diagnosi. Accanto a questo, la Fondazione sostiene altre iniziative nel campo della salute, tra le più importanti la donazione di un angiografo robotizzato integrato con un sistema di ricostruzione tridimensionale del cuore e dei vasi sanguigni per la sala operatoria cardiovascolare ibrida di ultima generazione di Fondazione Poliambulanza e il sostegno al Centro di ricerca universitario Alessandra Bono dell’Asst spedali civili di Brescia e Università degli Studi di Brescia che si propone di promuovere la ricerca e la disseminazione di conoscenze sulla sindrome Post-terapia intensiva, una sindrome ancora oggi ampiamente inesplorata”.  “Inoltre - sottolinea il presidente Valerio Bono - non bisogna dimenticare i progetti di ricerca a supporto della cattedra di anatomia patologica dell'Università degli Studi di Brescia per supportare i giovani studiosi del Dipartimento di medicina molecolare e traslazionale (Dmmt) nella ricerca di una più approfondita definizione della medicina personalizzata e con il Centro di ricerca Eugenia Menni specializzato nella ricerca oncologica sulle cellule staminali da placenta umana”. “La Fondazione - afferma - sostiene numerose iniziative di grande impatto sociale a livello locale, nazionale e internazionale. Partendo dal sostegno alle associazioni sportive del territorio per avvicinare i più giovani ai valori dello sport e passando ai progetti di inclusione sociale come la collaborazione con l’Associazione Luna che si occupa di ragazzi affetti da diversi disturbi del neurosviluppo e che si adopera per supportare loro e le famiglie nell’inserimento nella società. Nel 2017 parte anche il progetto a sostegno della mensa per i poveri a Quito, in Ecuador, dove ogni giorno vengono distribuiti 250 pasti e sempre per restare fuori dall’Italia la Fondazione ha deciso di sostenere Skychildren con un progetto per togliere dalla strada i bambini e ragazzi di Calcutta e del distretto di Gondia Bhadura per portarli in centri d’istruzione, dove possono prepararsi a entrare o rientrare nel sistema scolastico ufficiale”. Per Valerio Bono “la formazione delle nuove generazioni è essenziale per il progresso scientifico. La Fondazione ha infatti costruito e donato al comune di Corte Franca una scuola per l’infanzia in grado di ospitare 240 bambini mentre a livello internazionale ha realizzato una scuola elementare in Brasile, che serve più di 7.000 abitanti di due villaggi. Promuove inoltre numerose iniziative per incentivare i più giovani a intraprendere carriere scientifiche come #nonsoloscienza, in collaborazione con Fondazione Teatro Grande e Fondazione della Comunità Bresciana, o Cellule come opere d’arte in collaborazione con Aitic per ispirare i giovani ad avvicinarsi alle discipline STEM attraverso il teatro e le arti”. “Consapevole dell'importanza della formazione e della preparazione dei futuri professionisti - continua - la Fondazione ha istituito 103 borse di studio e di ricerca principalmente nel settore medico-scientifico ma, in memoria del percorso di studi di Alessandra, anche in quello ingegneristico e architettonico. Nel 2024 si è inserito anche il sostegno a 3 ricercatori del Nanochemistry camp dell’Istituto Iseo che ha visto l’assegnazione di 3 borse di studio e di due premi per la nanochimica. Questi progetti mirano a sostenere giovani talenti che, grazie al loro impegno, contribuiranno in futuro alla ricerca e all’innovazione” “Uno dei progetti di punta della Fondazione - rimarca - è lo studio sulla diagnosi precoce del tumore ovarico, sviluppato in collaborazione con il team del professore Maurizio d’Incalci dell’Humanitas University. Questo progetto di ricerca rappresenta un passo avanti rivoluzionario nella lotta contro una delle malattie oncologiche più difficili da diagnosticare. Il tumore ovarico, infatti, raramente presenta sintomi precoci e, per questo motivo, è spesso rilevato quando è già in fase avanzata. L'innovazione principale di questo studio è l'introduzione di una biopsia liquida per il monitoraggio della malattia e la diagnosi delle recidive. Inoltre, è in fase di sviluppo un rivoluzionario pap test specifico che potrebbe individuare la presenza della malattia fino a 9-10 anni prima rispetto alla sua manifestazione clinica consentendo quindi la sconfitta di questo tipo di tumore. Questa ricerca, già riconosciuta come una delle più avanzate a livello mondiale, potrebbe trasformare radicalmente l’approccio alla diagnosi e al trattamento del tumore ovarico, salvando la vita di migliaia di donne ogni anno”. Guardando al futuro, la Fondazione ha in programma di ampliare il progetto ‘La vita dopo la terapia intensiva’ in collaborazione con gli Spedali Civili di Brescia: “Un’iniziativa che mira a supportare i pazienti che hanno superato gravi malattie e che necessitano di un percorso di riabilitazione fisica e psicologica per tornare a una vita normale. Questo progetto pone un focus particolare sui pazienti che hanno affrontato la sepsi, una patologia che spesso lascia importanti strascichi nel lungo termine. Inoltre, la Fondazione intende finanziare nuove strumentazioni per migliorare la diagnosi e il trattamento di tumori alla prostata e al seno, con l’obiettivo di espandere il proprio raggio d'azione in ambito oncologico. Un ulteriore ambito di intervento sarà il rafforzamento delle collaborazioni con università e ospedali per promuovere l’educazione scientifica e la formazione di nuovi professionisti. Nel campo sociale, continuerà il sostegno alle associazioni del territorio e a quelle internazionali concentrandosi su quei progetti atti a sostenere i soggetti più fragili della nostra società”.  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Jaguar, al via test globali per nuova Gt 100% elettrica

(Adnkronos) - Aspettando il debutto della Design Vision Concept del Giaguaro alla Miami Art Week il prossimo 2 dicembre Jaguar accelera sulla preparazione della sua ammiraglia 100% elettrica: il prototipo della nuova vettura di serie dello storico marchio, infatti, è entrato nella sua prima fase di test globali e sviluppo su strade pubbliche e specifici siti di collaudo in tutto il mondo. La nuova Jaguar, una GT 4 porte completamente elettrica, ha già peraltro percorso decine di migliaia di chilometri in test sia virtuali che reali. Con i primi collaudi dei nuovi prototipi sulle strade britanniche la strategia Reimagine di Jaguar completa così una tappa importante del suo percorso: il primo modello del nuovo corso sarà costruito a Solihull, nel Regno Unito, e sarà basata su una specifica architettura elettrica chiamata JEA (Jaguar Electric Architecture). ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Giornata diabete, online corso Consulcesi su 'L'algoritmo terapeutico'

(Adnkronos) - In prima linea nella lotta contro il diabete, Consulcesi, impegnato a potenziare l'accesso alla formazione di qualità per tutti i medici, in occasione della Giornata mondiale del diabete ha reso disponibile gratuitamente l'accesso al corso Ecm online 'L'algoritmo terapeutico del diabete mellito 2', che è stato realizzato in collaborazione con esperti endocrinologi e offre un aggiornamento completo e avanzato per il trattamento della patologia. Il corso punta proprio a fornire una guida strutturata e personalizzata alla gestione clinica della patologia. Le linee guida più recenti sottolineano la necessità di un approccio terapeutico graduale, che parta dalla modifica degli stili di vita fino alla prescrizione di farmaci specifici solo quando necessario. L'algoritmo terapeutico, oggetto dell'Ecm, permette una personalizzazione delle cure tenendo conto di aspetti come l'età del paziente, la presenza di comorbidità e le sue fragilità, mirando a ridurre i livelli di glicemia e prevenire le complicanze.  Il tipo 2 - ricorda una nota - rappresenta circa il 90% dei casi di diabete, una vera e propria epidemia che interessa milioni di persone. In Italia, il 6% della popolazione, quasi 4 milioni, convive con questa condizione, e i numeri sono destinati a salire. Il diabete di tipo 2, legato principalmente a insulino-resistenza e deficit di secrezione di insulina, è associato a un rischio elevato di complicanze cardiovascolari, insufficienza renale, cecità e amputazioni. Sebbene la patologia abbia un'origine multifattoriale, giocano un ruolo cruciale obesità, familiarità e stili di vita sedentari. Molti studi indicano che la prevenzione primaria e l'adozione di abitudini salutari, come un'alimentazione equilibrata e l'esercizio fisico costante, possono ridurne del 60% l'incidenza. Negli ultimi anni, la ricerca ha portato a importanti innovazioni terapeutiche. Farmaci come gli analoghi di Glp-1 e le gliflozine hanno dimostrato notevoli risultati nella prevenzione cardiovascolare, rivoluzionando l'approccio al trattamento del paziente diabetico. Questi farmaci permettono di migliorare il controllo glicemico e, allo stesso tempo, riducono il rischio di eventi avversi come ipoglicemia e problemi cardiovascolari, soprattutto nei pazienti più fragili.  Il corso gratuito curato da Valerio Renzelli, medico specialista in Endocrinologia e Malattie del metabolismo e Research Fellow presso l'Ospedale pediatrico Bambino Gesù, è stato sviluppato in partnership con l'Associazione medici endocrinologi (Ame). Oltre ai 2 crediti, il corso offre un approfondimento scientifico aggiornato sulle terapie e sugli algoritmi terapeutici per la gestione del diabete di tipo 2, considerando le comorbidità e la prevenzione delle complicanze. Subito dopo aver svolto il corso, si riceverà l'attestato e i crediti verranno registrati sulla piattaforma Agenas. Con questa iniziativa, Consulcesi Club intende contribuire alla diffusione di un'adeguata conoscenza tra i professionisti sanitari, che avranno così a disposizione uno strumento per affrontare al meglio le sfide cliniche e migliorare la qualità della vita dei pazienti.  La piattaforma Consulcesi Club, con oltre 300 corsi Fad interattivi, webinar e eBook, permette di accumulare più di 1.800 crediti Ecm in settori quali medicina, management, sicurezza e aspetti legali. L'accesso è semplice e veloce da qualsiasi dispositivo, grazie a strumenti innovativi come filmati didattici e videoclip formativi. Oltre alla formazione, Consulcesi Club mette a disposizione numerosi strumenti utili per la pratica quotidiana dei sanitari. Gli iscritti possono aggiornarsi sulle ultime novità del settore tramite infografiche, guide, ebook, podcast, articoli personalizzati e video. Il Club offre anche un supporto legale attraverso un team di avvocati specializzati, consulenze assicurative e un assistente personale dedicato. Inoltre, favorisce il networking tra i professionisti attraverso l'Elenco professionisti sanitari, che stimola collaborazioni e connessioni nel settore. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Cni, premiate le 5 migliori tesi di laurea in ingegneria al femminile

(Adnkronos) - Si è tenuta ieri, presso la Sala Conferenze del Comando Generale delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera a Roma, una struttura del Mit che ha concesso il patrocinio all’evento, la premiazione della quarta edizione del 'Premio tesi di laurea Ingenio al femminile. Il Premio, nato su iniziativa del Consiglio nazionale degli ingegneri per promuovere l'Obiettivo 5 della Agenda ONU 2030 sulla parità di genere nell’ambito del più vasto progetto 'Ingenio al femminile', ha lo scopo di valorizzare la figura femminile nell'ambito delle professioni ingegneristiche e di offrire l’occasione alle neolaureate ingegneria di inserirsi nel mondo del lavoro con le stesse opportunità e la stessa retribuzione economica dei colleghi uomini. Il Cni si è avvalso della partnership di Cesop hr consulting company, primario player nella consulenza strategica aziendale in ambito hr sui temi dell’employer branding e fiere del lavoro. L’edizione 2024 si è articolata attraverso cinque categorie, relative ai vari settori dell’ingegneria. Alle cinque vincitrici è andato un premio di 1.500 euro. Il Premio Ingegneria Civile e Ambientale è andato a Francesca Villano (Università del Sannio) che ha realizzato una ricerca su uno strumento di previsione di due parametri riguardanti gli edifici esistenti: la domanda di energia termica e il consumo di energia primaria. Il Premio Ingegneria Industriale è andato a Maria Salvato (Università Federico II Napoli) la cui tesi aveva come obiettivo quello di validare un algoritmo capace di identificare e localizzare imbarcazioni all’interno di immagini acquisite dai satelliti Sentinel 2 del programma Copernicus.  Il Premio Ingegneria dell’Informazione è andato a Elena Di Donato (Politecnico di Torino) che ha analizzato le correlazioni tra i paradigmi digitali del programma 'Industria 4.0' e tre specifici obiettivi dell’Agenda ONU 2030: lavoro dignitoso e crescita economica; imprese, innovazione e infrastrutture; consumo e produzione responsabili. Il Premio Giulia Cecchettin per l’Ingegneria Biomedica è andato a Francesca Bucchieri (Politecnico di Torino) che ha sperimentato l’ottimizzazione di un sistema di coltura cellulare finalizzato alla crescita e maturazione del tessuto nervoso, per realizzare applicazioni ingegneria tissutale volte al trapianto di tessuti nervosi. Il Premio Tesi di Dottorato, infine, è andato a Ersilia Cozzolino (Università Federico II Napoli) per un’attività di ricerca finalizzata ad ottimizzare le condizioni di processo di diverse tecnologie emergenti di stampa 3D, per renderle sempre più sostenibili. Sono state inoltre assegnate due menzioni speciali a Margherita Rizzieri (Università di Ferrara) per una tesi sul supporto a un ambiente collaborativo digitale attraverso l'implementazione di un Digital Workplace e ad Angela Braccia (Università di Pisa) per lo studio di un nuovo metodo di fabbricazione per elettrodi cuff completamente polimerici. In totale sono pervenute 201 candidature, di cui 195 ritenute valide dalla commissione dei valutatori. Piuttosto bassa l’età prevalente delle neolaureate premiate che si è attestata tra i 24 e i 26 anni. Tutte le premiate si sono laureate con 110 e lode e, in generale, tutte le candidate hanno conseguito votazioni molto elevate. Gli atenei italiani che hanno totalizzato il maggior numero di candidature sono stati l’Università Federico II di Napoli e l’Università La Sapienza di Roma. Le candidature sono arrivate da un numero molto elevato di atenei ed hanno coperto in maniera pressoché uniforme l’intero territorio nazionale. “Quella di oggi - ha detto Remo Vaudano, vice presidente vicario del Cni - è una vera e propria festa, per la freschezza delle partecipanti e per l’importanza che la componente femminile riveste per l’ingegneria italiana. Voglio citare un dato significativo. Dal 1999 ad oggi il numero di donne ingegnere iscritte al nostro Albo professionale ha fatto registrare un incremento del 29%, laddove le iscrizioni degli uomini sono sostanzialmente stazionarie. E’ il segno che in questi anni molto è cambiato e il Cni, con iniziative come queste, dimostra di saper fare la sua parte”.  Ippolita Chiarolini, consigliera del Cni e responsabile del progetto 'Ingenio al femminile', nel corso del suo intervento si è soffermata, in modo particolare, sul concetto di paradigma. “Un cambio di paradigma - ha detto - significa una vera e propria rivoluzione culturale. In questo senso, promuovere la figura della donna nell’ingegneria significa diventare protagonisti del cambiamento. Il Cni tiene molto a questo premio. Ma non si ferma qui. Lavora quotidianamente per realizzare ulteriori sviluppi, a partire dalla promozione delle discipline STEM al femminile. Oggi voglio ringraziare le ragazze che hanno partecipato a questa edizione, così come il comitato scientifico, il gruppo dei valutatori, Cesop e tutte le aziende Ambassador”.  “L’uomo al centro di tutti i processi innovativi - ha detto Maria Raffaella Caprioglio, presidente di Cesop hr consulting company e Umana spa - è questo il tema cardine del nuovo paradigma 5.0 che si inserisce in un momento storico di ampie transizioni, tecnologiche e ambientali, che la nostra epoca sta vivendo. Ed è proprio nel tempo delle grandi evoluzioni tecnologiche che la centralità della persona diventa ancor più fondamentale. Con le proprie competenze umane e sociali, quelle soft skill di cui l’universo femminile è particolarmente dotato e che oggi le imprese stanno cercando, soprattutto se alle soft skill si accompagnano ottime competenze tecniche, e prova ne abbiamo avuto oggi con Ingenio al femminile. Per queste donne di talento, Umana ha realizzato e dedicato appunto il Women in engineering training program, un percorso formativo per allenare queste competenze soft e accompagnare le giovani ingegnere verso il mondo del lavoro”.  Tra gli interventi, moderati da Guido Razzano del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, anche la testimonianza di Silvia Berardelli, vincitrice dell’ultima edizione del premio. Inoltre, da segnalare il saluto di Giorgio Agrifoglio (dirigente del MIT). Tra le presenze istituzionali quella di Sabrina Lia (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) che ha dichiarato: “Il Ministero vede con favore iniziative come queste perché vanno nella direzione dell’innovazione tecnologica. Il tema di questa edizione del vostro premio, Paradigma 5.0, per noi è di particolare interesse perché prevede la centralità del capitale umano e del cittadino con le sue esigenze”.  Raffaele Spallone (dirigente del Ministero delle Imprese e del Made in Italy), infine, si è espresso così: “Il sistema industriale italiano deve fronteggiare una sfida importante sui vari fronti della transizione che impone grandi cambiamenti alle imprese. La competizione internazionale è feroce e giganti come USA e Cina stanno investendo in maniera massiccia sull’innovazione. Noi non possiamo stare a guardare. Occorre investire sul capitale umano in termini di istruzione e formazione. Tra gli elementi decisivi per la crescita del Paese c’è la consistenza della componente femminile”. Numerose le aziende Ambassador che hanno contribuito all’edizione 2024, offrendo occasioni di colloqui di lavoro e/o di stages alle partecipanti al Premio: 3TI PROGETTI, A2A, Air Liquide, Gruppo Autostrade per l'Italia, Benincà, Capgemini, Cassa Depositi e Prestiti, Diesse, DKC Europe, Fastweb, Iberdrola Spa, Impresa Pizzarotti & C., Innova SpA, Italgas, Jacobacci & Partners, KPMG, Leonardo, Lutech, Masmec, Maticmind, Minsait, Momentive, NTT DATA, OpenEconomics, Sasol, SISAL, Snam, Solesi, Thales Alenia Space, Trevi Group, Umana e Unoenergy. Il progetto ha goduto del supporto dei seguenti enti sostenitori: Sapienza Università di Roma, Tor Vergata, Università Campus Bio-Medico di Roma, Università di Brescia, Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Cagliari, Università degli Studi di Padova, Università degli Studi di Trento, Università Politecnica delle Marche, DICAr - Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura - Università di Pavia, DII - Dipartimento Ingegneria Industriale - Università degli Studi di Padova, DTG - Dipartimento di Tecnica e Gestione dei Sistemi Industriali dell’Università di Padova, Dicea - Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale dell’Università di Padova, DEI - Dipartimento di Ingegneria dell'informazione dell’Università di Padova, Scuola di Ingegneria della Basilicata, Scuola di Ingegneria - Università degli Studi di Padova, DIArch - Dipartimento di Ingegneria e Architettura - Università di Enna Kore, Aidia - Associazione italiana donne ingegneri architetti. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)