Startup, ecco Oasi: con l'Ia il camerino diventa 'intelligente' e il personal shopper è virtuale
(Adnkronos) - Dimezzare i tempi di scelta nello shopping e trovare l'outfit giusto? La soluzione arriva con l'intelligenza artificiale, ed è stata presentata nel corso della prima giornata di Digithon 2024, la maratona digitale fondata da Francesco Boccia che ha preso il via oggi a Bisceglie in Puglia. "Siamo qui a presentare Oasi, la prima high-tech fitting room intelligente", racconta ad Adnkronos/Labitalia Sharon Alario, uno dei tre soci di Oasi Società Benefit SRL con Michele Maiello e Giuseppe Gaspari. "Cosa significa? Da domani andremo nei negozi ed entreremo in questo camerino speciale in cui verremo scannerizzati in pochissimi secondi e di fronte a noi troveremo il nostro Virtual-Human. Semplicemente parlandogli e muovendo le nostre dita potremo fare un'esperienza d'acquisto unica grazie anche all'intelligenza artificiale installata al suo interno", sottolinea. Un vero e proprio personal shopper virtuale. "Dopo l'entrata nel 'camerino intelligente -racconta Sharon- viene creato allo specchio in maniera iperealistica una nostra riproduzione, parlando e muovendo le mani si possono provare diversi outfit. C'è un dialogo con l'intellgenza artificiale per fare la scelta che più ci soddisfa in molto meno tempo rispetto a quello abituale", spiega. "Insomma, da domani avremo una nuova esperienza d'acquisto immersiva e emozionante per fare shopping". spiega ancora Sharon. Com'è nata l'idea? "In verità è nata -spiega Michele- per abbattere le varie tempistiche. All'incirca la statistica parla di 27 minuti da quando una persona entra in negozio e trova il capo d'abbigliamento adatto e noi puntavamo ad abbattere questa tempistica. Inoltre tutto lo scarto tessile che viene fatto durante la produzione, l'inquinamento, l'abbattimento di CO2. Volevamo creare una soluzione per far fronte a tutte queste necessità. E da lì è nata poi Oasi", conclude. "Il messaggio che vogliamo che passi sul palco di Digiton è che Oasi è un 'camerino intelligente' che darà una nuova esperienza d'acquisto per l'industria della moda e che è frutto di lavoro di una grande squadra che ama il proprio lavoro e che vuole fare qualcosa di bene e di bello per l'umanità", conclude. ---lavoro/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Digitale, Boccia: "In Puglia ecosistema migliore, continuare così"
(Adnkronos) - In Puglia "per il digitale c'è l'ecosistema migliore, ed è stato merito della Puglia e dei pugliesi se tutto questo è accaduto in questi anni. Le università, che funzionano, le imprese aperte al mondo, i giovani imprenditori che osano e poi devo sottolineare l'impegno di Confindustria nel caso di Digithon. Digithon nasce infatti con l'impegno iniziale di Confindustria , impegno che è continuato, con i partner che sono qui presenti e che sono interessati ad accompagnare questa trasformazione digitale della società, e nella quale la Puglia nel Mezzogiorno sta svolgendo il ruolo di primattrice. E dobbiamo continuare così". Lo ha detto Francesco Boccia, fondatore di Digithon, nel corso della prima giornata della maratona digitale a Bisceglie. Secondo Boccia "accompagnare le grandi rivoluzioni sociali attraverso il capitalismo digitale significa anche non inseguire i cambiamenti, cosa che invece spesso accade dentro le istituzioni. Purtroppo le istituzioni nazionali, l'Europa stessa, i paesi occidentali arrancano dietro le grandi trasformazioni digitali", ha sottolineato. "Sta cambiando tutto il nostro modo di approcciarci ai sistemi sanitari, ai modelli di sicurezza, al commercio, alla logistica e l'innovazione tecnologica ha cambiato le nostre vite. Spesso le leggi vengono fatte con 3-4 anni di ritardo", ha spiegato Boccia. "Gli Stati Uniti hanno innovato tanto, i cinesi hanno copiato tanto, ma ora innovano tanto e noi europei abbiamo regolato tanto. Noi dobbiamo regolare meno, innovare molto di più. E quindi i data center europei, gli algoritmi europei e soprattutto sfide comuni sull'innovazione tecnologica europea possono far crescere il nostro continente. La Puglia, da questo punto di vista, deve essere protagonista in Italia e in Europa", ha concluso. ---lavoro/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Startup, Delli Noci (Regione Puglia): "Stiamo crescendo tantissimo, pronti a essere sempre più attrattivi"
(Adnkronos) - "Stiamo crescendo moltissimo e crediamo che le startup siano una delle parti principali di questa strategia che abbiamo avviato e che si chiama 'Mare a sinistra', che ha l'obiettivo di creare le condizioni, grazie a questo ecosistema dell'innovazione creatosi in questi anni, per fare rientrare le 'idee'. Noi dobbiamo fare scegliere di investire qui in Puglia, così come sta avvenendo, visto che vi sono tante startup di non pugliesi che hanno deciso di 'atterrare' qui e di creare le condizioni per essere uno dei punti attrattivi nel Paese". Così Alessandro Delli Noci, assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, arrivando a Bisceglie alla prima giornata della nona edizione di Digithon, la maratona delle idee digitali fondata da Francesco Boccia. "Siamo diventati -ha ricordato l'assessore- la sesta regione italiana per numero di startup innovative, negli ultimi anni abbiamo raddoppiato il numero di startup sul territorio anche grazie agli incentivi regionali. E prossima settimana firmeremo un'intesa con 4 fondi di investimento per accompagnare le startup alla crescita e far si che non 'muoiano' per non aver avuto l'occasione di andare più in alto". E non è finita qui. "Stiamo lavorando anche con una nuova forma di 'TecnoNidi'. Crediamo che ci sia l'opportunità di iniziare a verticalizzare e attrarre su temi importanti, su sfide competitive su cui la Puglia vuole essere protagonista, provando a integrare il mondo del start-up con le grandi imprese", ha continuato Delli Noci. Per l'assessore l'intelligenza artificiale "è un'onda talmente alta che o diventiamo tutti surfisti o ci travolge. Alcuni Paesi si stanno muovendo prima di noi e quindi è arrivato il momento di cogliere questa sfida con uno sguardo rivolto al futuro", ha concluso. ---lavoro/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Made in Italy, Gruppo Caffo 1915: "Dal Vecchio Amaro del Capo al Ferro China il sapore del Sud"
(Adnkronos) - Esperienza, innovazione e soprattutto made in Italy. Questo il segreto di Gruppo Caffo 1915 da cui nascono diversi prodotti, primo fra tutti il Vecchio Amaro del Capo. Una storia ultracentenaria che prende vita da Giuseppe Caffo, mastro distillatore, alla fine dell’Ottocento quando, ai piedi dell'Etna, inizia a distillare vinacce. Nel 1915, dopo averla gestito per anni in affitto, rileva una distilleria esistente a Santa Venerina, vicino a Catania, con una produzione basata soprattutto sui distillati, alcole e derivati della lavorazione del vino. Con il passare del tempo si inizia la produzione di liquori ottenuti da antiche ricette che, grazie ai sapienti dosaggi di erbe aromatiche ed officinali infuse in alcole di ottima qualità, ottengono immediatamente i favori dei buongustai e della raffinata clientela dell’epoca. La tradizione e il mestiere di mastro distillatore passano dal fondatore Giuseppe al figlio Sebastiano che, insieme ai fratelli tornati dall’Australia, costituiscono la società 'Fratelli Caffo-Distillerie di alcole, brandy e tartarici', riattivando un’antica distilleria in Calabria a Limbadi, località all’epoca famosa per la sua produzione di ottimo vino rosso. L’azienda, oggi in mano al nipote omonimo di Giuseppe e a suo figlio Sebastiano Giovanni, detto Nuccio, coniugando esperienza e innovazione, con le dovute trasformazioni alle apparecchiature di distillazione e alla lavorazione dei liquori per ottenere il risultato ottimale, è cresciuta rapidamente, anche aprendo filiali all’estero e diventando il punto fondamentale di un gruppo di aziende controllate dalla holding Caffo 1915 srl. "I nostri prodotti - spiega in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia Nuccio Caffo, amministratore delegato di Gruppo Caffo 1915 - sono apprezzati a livello nazionale e internazionale. Anche quest'anno, per l'ottava volta, Vecchio Amaro del Capo ha conquistato il titolo come 'Migliore indice di rotazione nella categoria 'Bevande alcoliche e birre' al prestigioso concorso Brands Award 2024 e ha ottenuto un altro primo posto tra tutte le categorie con il Premio Retailer per Indice di rotazione. La qualità costante nel tempo viene premiata dai consumatori che ogni giorno lo scelgono Vecchio Amaro del Capo, l'amaro più amato e consumato in Italia. Ora la priorità per l'azienda è quella di replicare questo successo anche sui mercati internazionali dove stiamo costruendo il nostro progetto per il futuro". "All'origine - sottolinea - era un prodotto praticamente del sud della regione Calabria in quanto era il leader a livello regionale tra le produzioni di questa categoria di prodotto e l'espansione dell'Amaro del Capo fuori dalla regione ha aperto i confini per una vera e propria categoria di questi amari a base di erbe calabresi che sta sicuramente avendo un momento felice. Anche perché Limbadi, in provincia di Vibo Valentia dove viene prodotto, è una città che ha un amore per la Calabria; è una terra ricca di materie prime, di tante erbe officinali, di frutti, di radici come per esempio la liquirizia proprio selvatico, che permettono di ottenere a chilometro zero prodotti di qualità sicuramente importante e permettono all'azienda di poter lavorare partendo appunto dalle materie prime fresche". "Noi - racconta Nuccio - all'interno della nostra distilleria prepariamo tutte le infusioni stagionali. Siamo in un piccolo comune di campagna di circa 2000 abitanti e siamo circondati dalla natura quindi, da questo punto di vista, non abbiamo difficoltà a reperire quelle che sono le materie prime non solo per il lavoro del capo ma per tutti i nostri prodotti. Ci sono, infatti, anche tanti marchi chiamiamoli più locali legati al territorio come per esempio il Liquorice che è stato il primo liquore a base di liquirizia calabrese a uscire sul mercato". "Ormai da oltre 25 anni - sottolinea - abbiamo aperto la categoria di liquore da liquirizia che prima non esisteva prima; la liquirizia era considerata solo un ingrediente soprattutto negli amari con noi, invece, è diventata una categoria di liquore a se stante. Noi lavoriamo le radici in un nostro stabilimento dedicato, a pochi chilometri dalla distilleria, dove vengono conferite le radici fresche che trinciamo e facciamo bollire secondo un metodo che in Calabria si utilizza dal Settecento. Gestiamo direttamente la filiera della liquirizia anche per la parte agricola, abbiamo un'azienda agricola di circa 16 ettari a tre chilometri dalla distilleria quindi tracciamo tutto quello che poi va a finire nostre bottiglie". "Oltre all'Amaro del Capo - spiega - c'è anche la Ferro China che nei secoli passati veniva considerato un medicinale contro l'anemia nei periodi di crescita quando magari si mangiava poca carne perché non c'erano protezioni economiche. E' un liquore amaro aperitivo di fama mondiale a base di citrato di ferro e china. Si può bere a qualsiasi ora del giorno, preferibilmente prima dei pasti, secco o allungato con acqua semplice o minerale. Ferro China Bisleri è stato il primo liquore in assoluto ad essere realizzato con il sale di un metallo, guadagnando il posto di precursore degli integratori e dei ricostituenti. Una formula segreta che prevede infusi tutti naturali di erbe rare, erbe benefiche e gradevoli, dalle proprietà digestive e aperitive e due ingredienti principali: la corteccia di china calissaya, nota a farmacisti ed erboristi per la sua azione antimalarica e febbrifuga e il citrato di ferro". "La Ferro China - continua Nuccio Caffo - ha contribuito a curare la malaria infatti l'inventore Bisleri acquistata da un farmacista maremmano una ricetta di pillole risultanti dall'associazione di farmaci noti, quali il chinino, l'arsenico e il ferro, migliorò il preparato, cui dette il nome di 'esanofele' per sottolineare l’azione antianofelica, e chiese al malariologo G. B. Grassi di sperimentarlo (1899). Il farmaco dette buoni risultati e si diffuse anche all'estero. Infatti l’attività di Bisleri poté a buon diritto inserirsi nella lotta antianofelica allora in pieno svolgimento. In tale occasione Bisleri organizzò non solo ricerche sperimentali, ma promosse anche la raccolta della letteratura scientifica sulla malaria e curò la stampa e la diffusione, sempre a sue spese, di vari volumi sull’argomento, con passione che prescindeva da ogni immediato successo industriale". "Queste - fa notare - sono solo alcune delle innumerevoli storie legate alla produzione Caffo che con artigianalità e innovazione porta avanti la tradizione di una 'terra'". "Al sud - dice - si può fare un prodotto che è impresa e che dà anche ottimi risultati. Perciò rimboccandoci le maniche lavorando con costanza senza mollare alle prime difficoltà. Tante aziende che stanno emergendo nel sud Italia devono capire che si può andare oltre. Noi siamo a Limbadi, un paesino di circa duemila abitanti in provincia di Vibo Valentia, eppure da qua abbiamo contatti con tutto il mondo. Questo è un po' il miracolo avvenuto al sud, qualcosa del genere in passato sarebbe stato anche più difficile per le barriere date dai collegamenti materiali e immateriali che però piano piano stanno cadendo, dando così la possibilità anche al sud di emergere". "Noi ad esempio - ricorda - da qua siamo connessi via internet con tutte le nostre sedi sia in Italia che all'estero, come fossimo vicini di stanza. Con una telefonata alla nostra distilleria di Udine, dove produciamo la grappa, si può parlare con il nostro ufficio in Germania o negli Stati Uniti o in Olanda, fino a qualche anno fa era impensabile quindi diciamo che è un po' forse un simbolo di quello della centralità nel Mezzogiorno della Calabria. Ci vuole qualche aggiustamento come aiutare a migliorare i trasporti e quindi riuscire a riempire i trasporti sulla ferrovia in maniera tale da accorciare le distanze e fare anche meglio per il porto di Gioia Tauro che abbiamo qui a 15 km. Bisogna sfruttare al meglio i collegamenti ferroviari prevedendo aggiustamenti anche dal punto di vista logistico, ciò aiuterebbe a realizzare uno sviluppo più veloce. Sono sicuro che ci sarà, è solo una questione di tempo". ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Scuola, il pediatra: "No compiti last minute ma vita all'aperto per ripresa sprint"
(Adnkronos) - Mancano pochi giorni ormai al suono della prima campanella nelle scuole d'Italia. "I ragazzi ben presto si troveranno di nuovo fra i banchi, con temperature tutto sommato ancora elevate", fatte salve le tempeste di questi giorni, e "saranno accolti in certi casi nelle cosiddette 'classi pollaio', ad alto affollamento. Tutti elementi che non aiutano a concentrarsi nell'apprendimento". In vista dell'impegnativo avvio del nuovo anno scolastico che aspetta i ragazzi, "il consiglio è di non anticipare la necessità di concentrarsi sullo studio e quindi di non ricreare situazioni simili alle ore d'aula fino al giorno prima del rientro a scuola". E' l'invito rivolto ai genitori dal pediatra Italo Farnetani, che boccia l'idea dei compiti 'last minute' per chi non ha smaltito le assegnazioni dei professori per le vacanze. Meglio prolungare la fase di 'ricarica' prima del tour de force invernale, è il messaggio dell'esperto, professore ordinario di Pediatria dell'università Ludes-United Campus of Malta. "Al contrario - evidenzia all'Adnkronos Salute - è più strategico investire questo tempo facendo qualcosa che possa essere utile alla salute dei ragazzi: piscina il più possibile, oppure se i genitori o i nonni sono liberi gita al mare o in luoghi freschi come quelli appenninici o alpini. Se una volta i giorni di settembre erano per colmare eventuali lacune, oggi con il cambiamento climatico - e visto che non possiamo rimandare a ottobre il rientro a scuola - almeno i genitori ritardino l'impatto con le fatiche scolastiche e alleggeriscano il dato negativo sulla salute e sulla capacità di apprendimento. Far studiare i bambini con alte temperature è infatti dannoso, anche nell'approccio che poi avranno con l'apprendimento". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Iss, buona partecipazione a screening seno e collo utero ma non al Sud
(Adnkronos) - In Italia il 73% delle donne fra i 50 e i 69 anni e il 78% di quelle fra i 25 e i 64 anni si sottopone rispettivamente allo screening mammografico e allo screening cervicale (Pap test o Hpv test) a scopo preventivo, all'interno di programmi organizzati o per iniziativa personale, mentre la copertura nazionale dello screening colorettale resta ancora piuttosto bassa: nel biennio 2022-2023 il 46% degli intervistati nella fascia 50-69 anni riferisce di aver eseguito uno degli esami per la diagnosi precoce dei tumori colorettali a scopo preventivo. E' quanto emerge dalla sorveglianza Passi del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) dell'Istituto superiore di sanità, pubblicati oggi, che evidenziano in generale un gap Nord-Sud. "Un nostro rapporto recente, basato proprio sulle rilevazioni della sorveglianza Passi, ha dimostrato che in regioni in cui lo screening raggiunge una buona parte della popolazione target il sistema è anche in grado si prendersi carico dei casi di tumore - sottolinea il presidente dell'Iss, Rocco Bellantone - Sono sicuro che questi dati potranno essere molto utili per elaborare strategie che riescano a mitigare le disparità regionali nell'accesso all'assistenza sanitaria, di gran lunga il problema principale della sanità nel nostro Paese". La quota di donne che si sottopone allo screening cervicale - dettaglia l'Iss - è maggiore fra le più istruite o con maggiori risorse economiche, fra le cittadine italiane rispetto alle straniere e fra le coniugate o conviventi. La copertura dello screening cervicale disegna poi un netto gradiente geografico Nord-Sud che divide l'Italia in due, con coperture mediamente pari all'83% nelle regioni del Nord e Centro Italia (89% nella pa di Bolzano) e al 69% nelle regioni del Sud (con coperture minime per la Calabria, 58%). Anche la quota di donne che si sottopone allo screening mammografico è maggiore fra quelle più istruite o con maggiori risorse economiche, fra le donne di cittadinanza italiana rispetto alle straniere e fra le donne coniugate o conviventi. La copertura dello screening mammografico disegna anch'essa un chiaro gradiente Nord-Sud, con una copertura totale dell'83% al Nord, del 78% al Centro e solo del 61% nelle regioni meridionali. Il Friuli Venezia Giulia (89%) è la regione con la copertura maggiore, la Calabria (45%) quella con le coperture totali più basse. Negli anni il gap geografico si è ridotto e la quota di donne che si sottopone a mammografia a scopo preventivo è aumentata, grazie soprattutto all'aumento dell'offerta/adesione ai programmi organizzati avvenuta ovunque nel Paese. Per quanto riguarda lo screening colorettale, vi è una forte variabilità da Nord a Sud a sfavore delle regioni meridionali dove la quota di persone che si sottopone allo screening non raggiunge il 28% nel biennio 2022-2023, valore che quasi raddoppia nelle regioni centrali fino a raggiungere il 67% fra i residenti nel Nord Italia. La gran parte delle persone che ha effettuato lo screening colorettale lo ha fatto nell'ambito di programmi organizzati dalle Asl (38%), mentre quello eseguito su base spontanea (ossia al di fuori dell’offerta delle Asl) è poco frequente (quasi 8%). ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Estate, rientro tra disturbi intestinali e quei chili in più, cosa fare
(Adnkronos) - Meteorismo, distensione addominale, digestione lenta, dolori addominali, stipsi, diarrea, reflusso gastro-esofageo e la bilancia che manda un 'Sos'. Al rientro dalle vacanze gli italiani fanno i conti con disturbi intestinali e chili in più. Dopo la pausa estiva, molti vacanzieri lamentano disturbi digestivi a causa di stress, alterata regolazione del transito intestinale o una serie di agenti esterni infettivi o tossici. Non è tutto. In vacanza si registra un frequente aumento di peso rispetto al periodo lavorativo/scolastico. Secondo uno studio condotto dall'Università della Georgia (Usa), in una sola settimana di relax il peso corporeo può aumentare dai 500 grammi ai 3,5 Kg. Dagli specialisti della Commissione Nutrizione dell'Aigo, l'Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri che in Italia rappresenta oltre 2mila professionisti, arrivano alcuni consigli per rendere il rientro dalle vacanze un proficuo momento di recupero di forma fisica, energia e benessere. "Le cause dell'aumento di peso - spiegano gli esperti Aigo - vanno ricercate principalmente nelle condotte alimentari qualitativamente e quantitativamente meno controllate, in particolare in occasioni sociali e conviviali. Gli studi dimostrano che durante le vacanze è frequente l'aumento del consumo di carboidrati, di grassi saturi, di cibi processati e ultra-processati e di alcol e una ridotta assunzione di fibre. I pasti sono inoltre più disordinati a causa di orari giornalieri meno strutturati e della frequente alterazione del ritmo sonno veglia. Gli effetti metabolici di uno stile di vita scorretto in periodi intermittenti, come durante le vacanze, sono stati oggetto di recenti studi americani condotti su giovani adulti. I risultati dimostrano che lo scarso controllo della dieta è associato ad una alterazione sia degli ormoni che regolano il metabolismo dei carboidrati che delle transaminasi". Al rientro dalle vacanze è quindi opportuno adottare una serie di comportamenti per il rapido ripristino dell'equilibrio intestinale:. "Innanzitutto, evitare le diete spontanee e autogestite saltando i pasti o imponendosi eccessive restrizioni caloriche, spesso inefficaci per la riduzione del peso e rischiose per la salute in quanto essendo squilibrate favoriscono i deficit nutrizionali - raccomandano da Aigo - Inoltre, causando stress, sono destinate alla interruzione precoce con rapido recupero dell'eccesso di peso". Per quanto riguarda i cibi da evitare, è dimostrato - ricorda una nota - che la 'western diet', ricca di alimenti processati e ultra processati (cioè contenenti molecole artificiali quali conservanti, coloranti, additivi, emulsionanti), insieme a un eccesso di zuccheri aggiunti e di grassi saturi di carne rossa e di farine raffinate, nonché di elevate quantità di sodio, esercita un effetto pro-infiammatorio sull'apparato digerente attraverso l'alterazione del microbiota e la perdita della funzione di barriera mucosa, con conseguente penetrazione all'interno della parete intestinale di agenti microbici. Altrettanto importante è limitare l'uso di alimenti ricchi di sale come salumi e prodotti in scatola e ridurre quello di sale da cucina, il cui eccesso rappresenta un fattore di rischio per ipertensione arteriosa e malattie cardiovascolari. Evitare quindi pasti abbondanti e in particolare gli eccessi serali, poiché questo è il momento della giornata più sfavorevole per l'accumulo degli eccessi calorici. Al rientro delle vacanze (e per tutto l'anno) è invece importante adottare una dieta e uno stile di vita sani, recuperare la regolarità del ritmo sonno veglia e pianificare un regolare esercizio fisico. "Una dieta sana - ribadiscono i medici Aigo - è quella dotata di proprietà antinfiammatorie per la mucosa intestinale, basata sul consumo di cibi freschi, ed è ricca di fibre derivate da frutta e verdura di stagione, di cereali integrali, legumi, semi e frutta secca. Senza dimenticare che è fondamentale un'abbondante idratazione, almeno 1,5 litri di acqua al giorno". Quanto agli integratori alimentari, spesso proposti in associazione alla dieta per migliorarne le qualità nutrizionali, correggere i deficit di micronutrienti e ottimizzare le condizioni del sistema digestivo, in particolare dopo stress potenziali quali un episodio infettivo o una dieta disordinata, gli esperti Aigo precisano: "Sebbene esistano studi clinici che supportano l'efficacia e la sicurezza di queste molecole, non è facile neppure per il personale medico orientarsi nella enorme varietà di prodotti, di diversa qualità e con diverse indicazioni. Per tale motivo è sconsigliabile l'impiego spontaneo che rischia tra l'altro di essere guidato dal messaggio pubblicitario o da impressioni soggettive, piuttosto che da una base razionale. Prima di utilizzare qualsiasi integratore alimentare è quindi necessario chiedere consiglio al medico curante, per stabilirne l'appropriatezza e a indirizzarne la scelta". I gastroenterologi Aigo invitano a rivolgersi al medico quando al rientro del periodo vacanziero compaiono non solo sintomi di allarme quali febbre o presenza di sangue nelle feci, ma anche se la sintomatologia gastrointestinale, per quanto apparentemente 'banale', tende a persistere o diviene progressivamente più intensa. Poiché l'intestino presenta reazioni stereotipate di fronte a una varietà di stimoli diversi - conclude la nota - sintomi come diarrea e dolori addominali possono essere le manifestazioni di una sindrome dell'intestino irritabile, di un'infezione transitoria o di una malattia infiammatoria cronica intestinale: trascurarli a lungo o curarli autonomamente con terapie da banco può ritardare una diagnosi importante e una terapia appropriata. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Startup: Mastrodonato (Digithon): "Per sviluppo servono fondi ed ecosistema integrato"
(Adnkronos) - "Le start-up per sviluppare i loro prodotti, oltre ai fondi necessari, hanno bisogno di un ecosistema che sia altamente integrato alle loro esigenze, un ecosistema che veda protagonisti altre aziende, istituzioni, il mondo accademico. Questo è molto importante". Così, con Adnkronos/Labitalia, Giuseppe Mastrodonato, cto e cofounder DigithON, a margine della prima giornata della maratona digitale fondata da Francesco Boccia e in corso a Bisceglie in Puglia. E, secondo Mastrodonato, "soprattutto c'è bisogno di una sburocratizzazione, in Italia non è facile come in altri Paesi al mondo fare azienda in modo semplice come dovrebbe esserlo". "Insomma l'Italia ha bisogno di diventare più semplice, un posto più semplice dove fare impresa", conclude. ---lavoro/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Volvo taglia stime e rallenta su '100% elettrico' al 2030 ma accelera su tecnologie
(Adnkronos) - Il giorno dopo avere annunciato una pausa nella corsa verso una produzione 'tutta elettrica' (con l'abbandono del target 2030), Volvo, per la seconda volta in un anno, ha tagliato le stime sui margini per l'utile lordo rivedendo al ribasso il target sui ricavi, a testimonianza del momento difficile vissuto dall'industria automobilistica, in particolare in Europa. A inizio anno la casa svedese, controllata dai cinesi di Geely, stimava per il 2026 un ebit fra l'8 e il 10% con 1,2 milioni di unità vendute. Oggi Volvo invece nel suo Capital Markets Day indica un range fra il 7 e l'8% e cancella il target di ricavi da vendite tra i 550 e i 600 miliardi di corone svedesi (da 48 a 53 miliardi di euro) alla luce di "una maggiore complessità" del mercato "soprattutto in relazione al commercio globale e alle tariffe doganali". "In termini di generazione di free cash flow, Volvo Cars continua a puntare a un free cash flow neutro nel 2024 e 2025, seguito da un forte free cash flow dal 2026 in poi", scrive la casa in una dichiarazione mentre l'ad Jim Rowan sottolinea come i target "che annunciamo oggi rafforzano ulteriormente il nostro impegno a generare valore come azienda, pur rimanendo fedeli alla nostra missione". Ieri la casa svedese aveva comunicato quello che Rowan ha definito una "leggera modifica alla tempistica per le nostre ambizioni di elettrificazione". Se a lungo Volvo si è impegnata a cessare nel 2030 la produzione di motori a combustione interna, oggi il livello di elettrificazione 'pura' è fissato fra il 90 e il 100%, con la evidente volontà di mantenere aperta una finestra produttiva così da rispondere alle "mutevoli condizioni di mercato e alle richieste dei clienti”. Il CEO Jim Rowan ha affermato che l’azienda è “pragmatica e flessibile”, ma non ha indicato una tempistica per l'uscita di scena delle auto con motore a combustione interna. Nel suo messaggio Rowan ribadisce come "il nostro impegno per l'elettrificazione completa rimane leader del settore e in ogni caso, ben prima della fine di questo decennio avremo una gamma completa di auto completamente elettriche pronte per partire": in questo modo "potremo passare all'elettrificazione completa quando il mercato sarà pronto" ma "qualunque sia la preferenza del cliente, abbiamo quello che fa per lui". Nel secondo semestre 2024 le vendite di modelli Volvo 100% elettrici si sono attestate al 26 %, dato che sale al 48 percento se si includono i Plug-in ibridi. L'annuncio è caduto in occasione della presentazione della nuova XC90 ibrida plug-in che affiancherà il maxi-suv 100% elettrico EX90, prodotto negli Usa, le cui consegne inizieranno nelle prossime settimane. Altrettanto importante è il 'balzo' tecnologico legato alla partnership con Nvidia che permetterà il ricorso a una singola piattaforma software con possibilità di intelligenza artificiale. Questo 'stack tecnologico' Superset basato su chip DRIVE Orin (che sarà seguito dal superpotente Thor) aiuterà Volvo a realizzare sistemi di sicurezza migliori per le sue auto e a migliorare costantemente i veicoli in circolazione tramite aggiornamenti over-the-air. Infine, per approfondire ulteriormente il potenziale dell'IA, Volvo Cars, attraverso la sua società di software controllata al 100%, Zenseact, sta utilizzando anche i sistemi Nvidia DGX - una piattaforma di supercomputing con IA ottimizzata per la gestione di grandi carichi di lavoro - per contribuire allo sviluppo di una guida autonoma sicura. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Alla scoperta del mondo sommerso, gli obiettivi della ricerca
(Adnkronos) - Esperti a confronto a Lecce per svelare i segreti del mondo sommerso. Tre in particolare gli obiettivi della ricerca. "Primo, mappare i fondali marini ancora in larghissima parte sconosciuti: solo il 20% è noto. Secondo, tutelare un ambiente che è fondamentale per la vita sul pianeta. Terzo, ma non certo d’importanza, lavorare sul patrimonio archeologico subacqueo che è enorme". Così Vincenzo Pisani, responsabile coordinamento progetti di ricerca per Fondazione Leonardo Civiltà delle Macchine Ets, spiega all’Adnkronos i temi del workshop di due giorni 'Forma Maris - Sistemi per la conoscenza e la mappatura del mondo subacqueo' (5 e 6 settembre a Lecce e Porto Cesareo), promosso da Università del Salento in collaborazione con Fondazione Leonardo e Marina Militare. Una iniziativa che si inserisce nell’ambito del programma ‘Civiltà del Mare - Il Subacqueo’. “La ricerca sulla dimensione subacquea nasce da una collaborazione con Marina Militare, che ha portato, nel marzo 2023, alla pubblicazione, in collaborazione con esperti e ricercatori della Sapienza e del Cnr, di ‘Civiltà del Mare. Il Subacqueo, nuovo ambiente dell’umanità, il primo rapporto multidisciplinare dedicato alla materia, e nel successivo avvio, a giugno 2023, dell’iniziativa Le Università per il Subacqueo, volta a diffondere e promuovere la cultura del subacqueo mettendo a conoscenza del grande pubblico la ricchezza, in questo campo, delle competenze scientifiche e delle attività di ricerca delle nostre Università. Ad oggi sono oltre 50 gli Atenei italiani che hanno aderito al progetto”. Un impegno che si traduce in seminari, conferenze, workshop, su tutto il territorio nazionale. Obiettivo: "Coinvolgere non solo gli esperti, ma anche i più giovani, per stimolarli a diventare i futuri professionisti di un settore, che richiede competenze altamente specializzate, tra cui, solo per fare alcuni esempi: sommergibilisti, biologi marini, geologi, oceanografi, archeologi subacquei, esperti di diritto del mare". Quello di Lecce, incentrato su archeologia subacquea e profili professionali del settore, è il terzo appuntamento del percorso ‘Le Università per il Subacqueo’. “Un’occasione di confronto e approfondimento sulle principali metodologie e tecnologie innovative necessarie per svolgere attività di ricerca, posizionamento, documentazione e monitoraggio, nonché per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio sommerso culturale e naturale a diverse profondità - spiega Pisani - In un Paese come il nostro, che cela sotto i suoi mari testimonianze di inestimabile valore delle varie civiltà succedutesi nel corso dei secoli, è fondamentale sapere quali soluzioni tecnologiche e metodologie possono facilitare e rendere più ergonomico ed economico il lavoro di archeologi, biologi e altri ricercatori. Ma soprattutto garantire condizioni di sicurezza durante le operazioni subacquee”. Il prossimo appuntamento con ‘Le Università per il Subacqueo’, fa sapere Pisani, è previsto in autunno nel capoluogo lombardo, in collaborazione l’Università degli Studi di Milano - Bicocca. Un territorio immenso ancora da esplorare. “La dimensione subacquea abbraccia un’estensione di 360 milioni di km2, vale a dire oltre due terzi della superficie terrestre, con 1,3 miliardi di km3 d’acqua e una profondità media oceanica di 3800 metri. Paradossalmente, di questa dimensione, a noi molto più prossima rispetto alla volta celeste, sappiamo molto poco. Ad oggi, abbiamo mappato circa il 20% dei fondali marini e il 95% dei Paesi non dispone ancora degli strumenti necessari per mappare i propri territori oceanici - prosegue - Una mappa completa sarebbe fondamentale per analizzare la circolazione oceanica, per contribuire alla previsione degli tsunami, per la sicurezza della navigazione, per monitorare e contenere i rischi idrogeologici sottomarini, per la posa dei cavi e delle condutture: tutti aspetti per i quali è cruciale una approfondita conoscenza della forma del fondale marino”. Molto importante il contributo che le innovazioni tecnologiche possono offrire. “Un prezioso contributo ci arriva dall’utilizzo della fotogrammetria subacquea, nonché dall’integrazione di vari tipi di telecamere e sensori, come sonar e multibeam, installati su droni sottomarini o di superficie telecomandati. Inoltre, il patrimonio subacqueo è attualmente riservato ai professionisti e ai subacquei sportivi: le tecnologie possono invece consentire l’accessibilità ‘ampliata’, la fruizione e la condivisione dei paesaggi sottomarini attraverso modelli 3D e percorsi immersivi o semi-immersivi, restituendo alle comunità un patrimonio ‘invisibile’ ancora privilegio per pochi”, conclude Pisani. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










