Audible, trailer e data dell'ultima stagione di Marvel's Wastelanders con Rubini e Bentivoglio

(Adnkronos) - Audible, il servizio di Amazon per audiolibri e podcast, ha pubblicato il trailer della sesta e ultima stagione della serie podcast in italiano "Marvel's Wastelanders". La stagione conclusiva sarà disponibile in esclusiva su Audible a partire dal 13 settembre 2024. Il trailer, disponibile sul sito ufficiale della serie, offre uno sguardo sull'atmosfera epica e drammatica che caratterizzerà questa stagione finale. I Supereroi, provati dalle innumerevoli battaglie contro le forze del male, si preparano per un ultimo scontro decisivo che determinerà il destino del mondo. Un cast di voci d'eccezione darà vita ai personaggi Marvel: Neri Marcorè (Star-Lord), Fabrizio Bentivoglio (Occhio di Falco), Lella Costa (Vedova Nera), Sergio Rubini (Wolverine) e Luca Ward (Dottor Destino) sono i protagonisti della stagione questa serie evento. "Marvel's Wastelanders" è un'epopea audio in sei stagioni, originariamente lanciata in lingua inglese nel giugno 2021. La stagione finale in lingua inglese è stata diretta da Kimberly Senior e scritta da Nick Bernardone, J. Holtham e Mark Waid, con sound design originale di One Thousand Birds e musiche originali di Lindsay Jones. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sony sconta i due modelli di PS5 per il ritorno a scuola

(Adnkronos) - Sony Interactive Entertainment ha annunciato oggi il lancio della campagna "Back to...Play con PS5", che offre sconti sul modello Slim di PlayStation 5. A partire dal 6 settembre, e fino al 19 settembre, sarà possibile acquistare sia la versione con unità disco che la Digital Edition con un risparmio di 50 euro sul prezzo di listino. La PS5 con unità disco sarà disponibile a 499,99 euro, mentre la PS5 Digital Edition potrà essere acquistata a 399,99 euro. La campagna "Back to...Play con PS5" coincide con il periodo di rientro alla routine dopo le vacanze estive e offre l'opportunità di scoprire il nuovo modello Slim di PlayStation 5. Il nuovo design presenta una forma più snella e confortevole rispetto alla versione precedente, con un volume e un peso ridotti rispettivamente del 30% e del 18%. Inoltre, per la prima volta, l'Ultra HD Blu-ray Disc è totalmente rimovibile. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Semaglutide e rischio suicidi, esperti UniVr 'prudenza e più studi'

(Adnkronos) - Il possibile legame tra i farmaci antidiabete dimagranti come la semaglutide e il rischio suicidi torna sotto i riflettori della scienza. Lo ha approfondito uno studio pubblicato su 'Jama Network open' al quale hanno partecipato Corrado Barbui e Chiara Gastaldon dell'università di Verona, oltre a Georgios Schoretsanitis, psichiatra e ricercatore dello Zucker Hillside Hospital di New York negli Usa. Alla luce dei risultati del lavoro, gli autori italiani invitano alla prudenza e sottolineano la necessità di nuovi studi per chiarire il nesso causale tra questi farmaci e le ideazioni suicidarie. Un rapporto causa-effetto, infatti, al momento non è dimostrato.  Semaglutide, agonista del recettore Glp-1, è noto alle cronache anche per i pazienti 'vip' che lo avrebbero utilizzato per perdere peso in tempi brevi, da Elon Musk a Oprah Winfrey e Robbie Williams. La nuova ricerca ha attinto al database globale dell'Organizzazione mondiale della sanità sulle sospette reazioni avverse ai farmaci. Nello specifico - riferisce UniVr - sono state analizzate le segnalazioni di eventi avversi che comportavano pensieri suicidi, di autolesionismo e comportamenti o tentativi suicidari/autolesionistici associati a semaglutide e liraglutide, raccolte tra novembre 2000 e agosto 2023. Sono stati individuati 107 casi di persone con ideazione suicidaria collegati a semaglutide e 162 legati a liraglutide. "Un risultato rilevante dello studio - spiegano i ricercatori, secondo quanto riporta l'ateneo veronese - è stato che semaglutide è associata in modo sproporzionato a segnalazioni di ideazione suicidaria. Questa associazione è rimasta statisticamente significativa anche quando i pazienti assumevano altri farmaci come antidepressivi o benzodiazepine, mentre non era significativa in persone che non assumevano antidepressivi, suggerendo un possibile aumentato rischio in persone con depressione o storia di depressione oltre che diabete e obesità. Inoltre, la sproporzione era notevolmente più elevata per semaglutide rispetto ad altri farmaci antidiabetici per il diabete di tipo 2 e l'obesità come dapagliflozin, metformina e orlistat. Lo studio ha evidenziato questo aumento delle segnalazioni di idee suicidarie legato alla semaglutide, ma necessita di ulteriori indagini urgenti per chiarire i potenziali rischi e stabilire se esista davvero un nesso causale in questa correlazione", precisano gli esperti che comunque ritengono il risultato del lavoro "particolarmente preoccupante dato l'uso diffuso e in espansione di semaglutide sia per la gestione del diabete che per la gestione dell'obesità". "Sulla base di questi risultati - afferma Gastaldon, che ha coordinato lo studio della Sezione di Psichiatria del Dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e scienze del movimento dell'università di Verona - suggeriamo che i medici che prescrivono semaglutide informino i loro pazienti sui rischi dei farmaci e valutino la storia psichiatrica e lo stato mentale dei pazienti prima di iniziare il trattamento con semaglutide, agendo con prudenza, valutando approfonditamente rischi e benefici in chi soffre di depressione o ha sofferto di depressione, ideazione suicidaria o tentati suicidi". Inoltre "incoraggiamo gli operatori sanitari a monitorare e consigliare i pazienti che utilizzano semaglutide a segnalare depressione nuova o in peggioramento, pensieri suicidari o eventuali cambiamenti insoliti dell'umore o del comportamento".  "Studi futuri dovrebbero fornire uno sguardo più attento al rischio di ideazione suicidaria associata a semaglutide in persone con precedenti di disturbi psichiatrici o in persone con disturbi psichiatrici in comorbidità", prosegue l'esperto. "Anche la tirzepatide - aggiunge - un duplice agonista dei recettori Gip e Glp-1 recentemente approvato per il trattamento dell'obesità, dovrebbe essere monitorata da operatori sanitari ed esperti di farmacovigilanza. Scoraggiamo l'uso di questo farmaco per impiego diverso da quello per il quale è stato autorizzato e senza alcuna supervisione medica, come successo in diversi Paesi".  "I medici e i pazienti - puntualizza tuttavia Gastaldon - non dovrebbero interpretare questi risultati come prova della relazione causale tra ideazione suicidaria e semaglutide, poiché gli studi di farmacovigilanza non possono dimostrarlo, ma mostrano solo un'associazione tra l'uso di semaglutide e segnalazioni di ideazione suicidaria". Le ricerche in corso su semaglutide e rischio suicidi, rimarcano da UniVr, confermano "l'importanza di una tempestiva sorveglianza post-marketing proattiva. La farmacovigilanza raccoglie e analizzai casi di eventi avversi, fornendo un quadro sulla sicurezza dei farmaci nella vita reale, dove i soggetti possono essere esposti a una serie di farmaci aggiuntivi e possono avere comorbilità (notevoli criteri di esclusione degli studi clinici pre-marketing)". Sia l'Agenzia del farmaco americana Fda che l'europea Ema stanno proseguendo la sorveglianza sul tema utilizzando diversi dati post-marketing. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Malattie rare, terapia genica migliora vista fino a 10mila volte, studio

(Adnkronos) - Una paziente, affetta da una rara forma di cecità ereditaria, ha visto la sua prima stella, raccontano gli esperti. Un'altra ha ammirato per la prima volta i fiocchi di neve. Altri ancora sono stati in grado di orientarsi fuori casa o di leggere le etichette sui dolci di Halloween dei loro figli. Qualcosa di impensabile quando si cresce fin da piccoli nel buio. Eppure questi sono i risvolti concreti che raccontano i risultati scientifici ottenuti, nell'ambito di un piccolo studio, con una terapia genica sviluppata da scienziati dell'università della Florida e mirata alla mutazione all'origine dell'amaurosi congenita di Leber di tipo I o Lca1, malattia che porta alla perdita di gran parte della vista già nella prima infanzia. Il miglioramento ottenuto a seguito della somministrazione è stato di 100 volte, ma alcuni pazienti hanno persino sperimentato un miglioramento di 10mila volte dopo aver ricevuto la dose più alta della terapia, secondo i ricercatori della Perelman School of Medicine all'università della Pennsylvania che hanno co-diretto la sperimentazione clinica.  I dati sono pubblicati su 'The Lancet'. Il miglioramento di 10mila volte descritto, spiega l'autore principale dello studio, Artur Cideciyan, co-direttore del Center for Hereditary Retinal Degenerations, è quello di "un paziente che riesce a vedere l'ambiente circostante in una notte di luna piena all'aperto, anziché aver bisogno di una forte illuminazione interna" come prima del trattamento. Per fare un esempio, una persona trattata "ha riferito di essere stata in grado per la prima volta di orientarsi a mezzanotte all'aperto solo con la luce di un falò". Un totale di 15 persone hanno partecipato alla sperimentazione di fase 1/2, tra cui 3 pazienti pediatrici, tutti 'arruolati' per via della diagnosi di Lca1 come risultato di mutazioni nel gene Gucy2d (presenza di 2 copie difettose), essenziale per la produzione di proteine ​​cruciali per la vista. Questa specifica condizione colpisce meno di 100mila persone in tutto il mondo, circa 3mila in Europa e negli Stati Uniti.  I pazienti trattati avevano una grave perdita della vista e la sperimentazione ha testato diversi livelli di dosaggio della terapia genica, Atsn-101, che è stata iniettata chirurgicamente sotto la retina. Per la prima parte dello studio, ciascuna coorte di 3 adulti ha ricevuto uno dei 3 diversi dosaggi: basso, medio e alto. Tra ogni livello di dosaggio sono state effettuate valutazioni per garantire che fossero sicuri prima di aumentare per la coorte successiva. Una seconda fase dello studio ha comportato solo la somministrazione dei livelli di dosaggio elevati sia agli adulti che a una coorte di 3 pazienti pediatrici, sempre dopo le revisioni di sicurezza. I miglioramenti sono stati notati rapidamente, riportano gli esperti, "spesso entro il primo mese" dall'applicazione della terapia, e sono durati "per almeno 12 mesi". Ora sono in corso anche le osservazioni dei pazienti partecipanti. La metà di quelli sottoposti a un dosaggio alto hanno ottenuto il punteggio massimo nei test che prevedevano di completare un percorso di mobilità in vari livelli di luce. E dei 9 che hanno ricevuto il dosaggio massimo, 2 hanno avuto il miglioramento della vista di 10mila volte. "Sebbene avessimo precedentemente previsto un grande potenziale di miglioramento della vista in Lca1, non sapevamo quanto i fotorecettori dei pazienti sarebbero stati recettivi al trattamento dopo decenni di cecità", osserva Cideciyan. "E' molto soddisfacente vedere un trial multicentrico di successo che dimostra che la terapia genica può essere notevolmente efficace". I pazienti sono stati arruolati sia presso l'università della Pennsylvania che nell'Oregon Health and Science University. Principalmente, lo studio ha cercato di determinare la sicurezza della terapia genica e dei suoi diversi livelli di dosaggio. Gli effetti collaterali erano in gran parte limitati a complicazioni chirurgiche. La terapia genica stessa ha causato una lieve infiammazione che è stata trattata con steroidi.  I ricercatori si aspettano che la terapia genica duri indefinitamente, richiedendo solo un singolo trattamento per occhio. Finora, si sono visti miglioramenti visivi durare almeno 5 anni. Questo studio è stato finanziato da Atsena Therapeutics, spin-off dell'università della Florida che ha sviluppato la terapia genica e finanziato lo studio. "Questi risultati aprono la strada al progresso della terapia in una sperimentazione clinica di fase 3 e alla sua commercializzazione finale", ha affermato Shannon Boye, che in ateneo è capo della Divisione di terapia cellulare, ed è coautrice dello studio e co-fondatrice di Atsena Therapeutics.  Boye ha lavorato allo sviluppo di una terapia genica mirata a Lca1 per oltre 20 anni, da quando si è iscritta come studentessa laureata all'University of Florida nel 2001. In collaborazione con il marito Sanford Boye, il suo laboratorio ha messo a punto il sistema di trasporto, basato su virus, necessario per fornire copie funzionanti del gene Gucy2d nelle cellule corrette negli occhi. I Boye hanno fondato Atsena Therapeutics nel 2019 per portare sul mercato il trattamento e altre terapie geniche. "La maggior parte delle aziende farmaceutiche non è interessata a curare queste malattie rare, perché non sono forti generatori di entrate - evidenzia Sanford Boye - Ma pensiamo che questi pazienti meritino attenzione, perché abbiamo trattamenti che funzionano e forniscono miglioramenti davvero significativi alla loro qualità di vita". Ovviamente per un ampio accesso alla terapia sarà necessaria l'approvazione della Fda, che potrà arrivare dopo la sperimentazione clinica di fase 3 su una popolazione più ampia di pazienti.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Iss, ridurre alcol a zero in gravidanza, progetto e campagna social

(Adnkronos) - Zero alcol in gravidanza per proteggere i neonati dalla sindrome feto-alcolica, una costellazione di 400 disturbi che causano disabilità più o meno gravi destinate ad accompagnare i nascituri per tutta la vita. Problemi "prevenibili al 100% evitando di bere" in dolce attesa. "L'alcol in gravidanza va completamente evitato", ammonisce l'Istituto superiore di sanità in occasione della Giornata mondiale della lotta alla sindrome feto-alcolica e disturbi correlati in calendario lunedì 9 settembre, "eppure una percentuale significativa di future mamme continua a bere anche durante la gestazione". Per dissuaderle l'Iss lancia una campagna social con la partecipazione di diversi testimonial fra cui due giovani medici e futuri genitori. L'istituto annuncia inoltre un progetto biennale di monitoraggio, formazione e prevenzione di cui è capofila. Una percentuale piccola, ma pur sempre significativa di future mamme, lo 0,2%, rientra in un profilo di bevitrice cronica - riporta l'Iss sul suo sito werb - mentre quasi il 6% è bevitrice sociale: beve cioè saltuariamente durante incontri e uscite con amici e colleghi, come evidenziano gli ultimi dati del Centro nazionale Dipendenze e doping (Cndd) dell'istituto relativi al triennio 2019-2022. La campagna 'Zero alcol in gravidanza', con il coordinamento scientifico del Cndd, prevede informazioni e pillole video (reel) mirate a "intercettare le giovani e più in generale tutti coloro che pianificano una gravidanza, per spiegare in modo semplice che non esiste una quantità sicura di alcol nel periodo della gestazione: l'unica scelta possibile per tutelare il bambino che nascerà è non assumere alcolici. Questo vale per le future mamme - precisa l'Iss - ma anche per i futuri papà che sono un supporto importante".  Un messaggio veicolato dai video della direttrice del Cndd Simona Pichini e di Emanuele Scafato dell'Osservatorio Alcol dell'Iss. Claudio Diaz, presidente di Aidefad (Associazione italiana disordini da esposizione fetale ad alcol e/o droghe), racconterà la sua storia evidenziando il valore dell'associazionismo per contrastare lo stigma che rende alcune problematiche come la sindrome feto-alcolica difficili da affrontare e condividere. Infine Agata Ingala e Roberto Zizzo, coppia di ginecologi che operano in un ospedale pubblico torinese, come giovani medici associati all'Aogoi (Associazione degli ostetrici e ginecologi ospedalieri italiani) e futuri mamma e papà illustreranno i danni dell'alcol al feto invitando a focalizzarsi sull'importanza di garantire al proprio bimbo un inizio di vita sano. Le persone con spettro dei disturbi feto-alcolici o Fasd (Fetal Alcohol Spectrum Disorders) "mostrano deficit di pensiero astratto, di organizzazione, di pianificazione, di apprendimento", descrive l'Iss. Hanno problemi "nel ricordare sequenze di eventi, nel collegare relazioni di causa-effetto", e "deficit di linguaggio espressivo e ricettivo, nelle abilità sociali e di consapevolezza e regolazione dei comportamenti e delle emozioni". Una condanna per la vita. Accanto alla campagna social c'è il progetto scientifico 'Salute materno-infantile: formazione degli operatori socio-sanitari ed empowerment delle giovani donne (18-24 anni) sui rischi connessi al consumo di alcol in gravidanza', supportato dal ministero della Salute e coordinato dal Cndd e dal Servizio tecnico scientifico di coordinamento e supporto alla ricerca dell'Iss. Prende il via in occasione della giornata mondiale e si svolge in collaborazione con il Dipartimento Materno neonatale dell'Irccs Burlo Garofolo di Trieste, il Dipartimento Materno infantile e Scienze uroginecologiche del Policlinico Umberto I di Roma e la Uoc Neonatologia e Terapia intensiva neonatale dell'ospedale San Marco di Catania. Tre gli obiettivi: "Monitorare il consumo di alcol in gravidanza, formare gli operatori e sensibilizzare sui rischi".  Il progetto, illustra l'Iss, prevede una parte di laboratorio dedicata ad acquisire informazioni sul consumo di alcol in gravidanza e l'eventuale utilizzo concomitante di altre sostanze psicotrope tra le donne 18-24enni attraverso l'analisi della presenza di Etg (etilglucuronide, un metabolita specifico dell'alcol etilico) nei capelli delle gestanti e nel meconio di neonati di madri in questa fascia di età. Inoltre, per verificare l'eventuale uso concomitante di altre sostanze psicotrope, sui capelli materni e sul meconio neonatale verrà eseguito uno screening con tecniche ifenate per la ricerca delle principali sostanze d'abuso (oppiacei, cocaina, cannabinoidi, amfetamine). Si punta poi a formare efficacemente gli operatori socio sanitari, così da aumentare la possibilità di intercettare precocemente i rischi del consumo di alcol in gravidanza nelle giovani. Ci saranno corsi Fad per gli operatori sui rischi alcol-correlati, con lo scopo di fornire skill per la strutturazione di ambulatori per la diagnosi precoce di Fasd. In questo ambito, l'Iss - sottolinea l'istituto - ha maturato una specifica esperienza, realizzando negli ultimi anni dei corsi di formazione a distanza su diagnosi, trattamento e prevenzione dello spettro dei disturbi feto-alcolici che hanno permesso di formare circa 30mila operatori sul territorio nazionale. Ginecologi, ostetriche, neonatologi, pediatri, infermieri, psicologi, psicoterapeuti e assistenti sociali sono tra i destinatari delle attività di formazione previste dal progetto Iss. Il 9 settembre, informa l'istituto, partirà il primo corso Fad sul tema 'Alcol e uso di sostanze in gravidanza. Lo spettro dei disordini feto-alcolici, diagnosi ed epidemiologia'. Erogato sulla piattaforma Eduiss.it, è rivolto a 5mila professionisti socio sanitari che nella loro attività professionale quotidiana sono principalmente coinvolti nella diagnosi delle problematiche alcol-correlate. A partire dal 30 ottobre saranno erogati altri 3 corsi sui temi del trattamento, della prevenzione e delle principali indicazioni per implementare l'organizzazione dell'attività ambulatoriale mirata alla diagnosi e al trattamento del Fasd. Ogni corso sarà destinato a 5mila professionisti socio sanitari ed erogato sulla piattaforma Eduiss.it. L'attività di sensibilizzazione è rivolta invece ai giovani studenti delle ultime classi delle scuole secondarie di secondo grado (17-19 anni), attraverso i social media e nelle scuole. Verranno infine realizzati dei poster per gli operatori sanitari e per la popolazione in generale. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sostenibilità, Tasca (A2A): "Afflusso cittadino e climate change aspetti fondamentali"

(Adnkronos) - "Ci sono due fenomeni da considerare: in termini demografici si registra un progressivo afflusso di persone nei centri urbani, e questo accade per motivi naturali, in quanto le città sono in grado di produrre un livello di efficienza sociale ed economica che le campagne non sono in grado di sostenere. L'altro fenomeno da considerare è che, utilizzando questo sistema produttivo, stiamo progressivamente avendo problemi di cambiamento climatico, altro elemento al quale dobbiamo porre delle resistenze". Sono le parole del presidente del Consiglio di amministrazione di A2A, Roberto Tasca, in merito al ruolo fondamentale che hanno le città nell'innovazione, in termini di maggiore sostenibilità e decarbonizzazione, intervenendo a margine della presentazione del Position Paper “Sostenibilità urbana. Decarbonizzazione, elettrificazione e innovazione: opportunità e soluzioni per città future-fit”, realizzato da Teha Group in collaborazione con A2A e il contributo scientifico di ASviS, svoltasi oggi nell’ambito della 50° edizione del Forum di Cernobbio, intitolata “Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive”. Uno studio completo e dettagliato sul ruolo di catalizzatore economico e sociale delle città italiane e sulla loro rilevanza nel promuovere il processo di decarbonizzazione dell’intero sistema-Paese. Afflusso dei cittadini e climate change si possono tenere insieme attraverso gli investimenti, spiega il presidente Tasca: "E soprattutto potendo sfruttare il fatto che le città sono produttrici di efficienza: pensando, ad esempio, al riscaldamento di un condominio e alla difficoltà a riscaldare case che sono viceversa sparse in una campagna, si capisce subito quale effetto alveare si avrebbe e l'effetto conseguente che si otterrebbe dall'altro lato, ad esempio, se si riducesse il trasporto pubblico che utilizza ancora oggi i motori endotermici, spostandolo su motori elettrici avremmo una progressiva riduzione".  "Le città sono i destinatari naturali di investimenti che, come abbiamo stimato, potranno essere circa 270 miliardi di euro fino al 2050 e che consentiranno di ridurre le emissioni di poco più del 50%. Oggi si parla molto dello sviluppo dell'intelligenza artificiale, ma sviluppare l'intelligenza artificiale significa utilizzare molti data center, che produrranno anche grande calore. Noi possiamo raccogliere quel calore tramite il teleriscaldamento e indirizzarlo verso le città. In questo modo molte abitazioni diverranno automaticamente sostenibili. Questo è un fatto importante da considerare per poter avere e dare un contributo forte al pianeta", conclude. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Medico-fisiatra, 'peso zaino max 4 kg, a rischio postura bambini'

(Adnkronos) - Manca poco al suono della campanella che farà rientrare in classe gli studenti italiani, e sono anche i giorni degli acquisti di libri, diari e zaini. Proprio sul peso di questi ultimi è bene ricordare, anche in occasione della Giornata mondiale della fisioterapia che si celebra domenica ed è dedicata al mal di schiena, i rischi per i bambini che indossano uno zaino troppo pesante. "Da anni si dibatte in merito all'influenza dello zaino sulla postura degli studenti. L'impatto che può avere in soggetti in età evolutiva potrebbe infatti influenzare l'assetto della colonna vertebrale e provocare alterazioni anche durante il movimento. Ad oggi i dati in merito non sono moltissimi. Alcuni studi hanno effettuato delle valutazioni specifiche, anche se su campioni limitati. Ad esempio uno studio è stato condotto in Germania proprio per capire come un carico di 4 kg in uno zaino possa influenzare la postura dei bambini delle scuole elementari". Così all'Adnkronos Salute Andrea Bernetti, vice presidente della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer).  "Lo studio ha previsto un esame clinico dettagliato, un'analisi tridimensionale del cammino con registrazioni elettromiografiche e la misurazione dell'oscillazione posturale utilizzando una pedana di forza - prosegue il medico-fisiatra - I risultati hanno mostrato che il peso dello zaino, che mediamente rappresentava il 15% del peso corporeo dei bambini, comportava vari cambiamenti nel loro cammino. Con il carico dello zaino a 4 kg, i bambini camminavano più lentamente, facevano passi più corti e trascorrevano più tempo con entrambi i piedi a terra (aumento della fase di doppio supporto). Inoltre, si osservava un maggior inclinarsi in avanti del bacino e del tronco, nonché una maggiore flessione dell'anca".  Secondo il medico-fisiatra, "l'uso quotidiano di zaini pesanti può avere significativi impatti negativi sulla salute dei bambini, influenzando la loro postura, il pattern del cammino e la stabilità corporea, ma sono comunque necessari studi con un più ampio campione per fare delle valutazioni generalizzabili". Quindi, "la cosa migliore da fare nelle scuole sarebbe promuovere campagne di screening in grado di identificare le alterazioni posturali. Inoltre - conclude Bernetti - sono necessarie strategie per ridurre il peso portato dagli studenti, come l'uso di zaini trolley, l'uso di armadietti a scuola e la digitalizzazione del materiale di studio". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sostenibilità, Mazzoncini (A2A): "Nelle città economie di densità efficienti"

(Adnkronos) - “Le città, oggetto del nostro studio, oggi in Italia occupano il 7% del territorio e a viverci è il 30% della popolazione, che produce il 60% del Pil nazionale, ma consuma solo il 29% dell'energia. Ciò è la dimostrazione del fatto che le città hanno delle economie di scala, che abbiamo chiamato economie di densità, che fanno sì che, pur essendo un posto in crescita - dove quindi cresce anche la CO2 che si produce - sono in realtà intrinsecamente efficienti e, quindi, sono delle alleate rispetto al tema della sostenibilità”. Lo afferma l’amministratore delegato di A2A Renato Mazzoncini, intervenuto a margine della presentazione del Position Paper “Sostenibilità urbana. Decarbonizzazione, elettrificazione e innovazione: opportunità e soluzioni per città future-fit” realizzato da Teha Group in collaborazione con A2A e il contributo scientifico di ASviS. Il documento è stato presentato oggi, nell’ambito della 50° edizione del Forum di Cernobbio, intitolata “Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive”.  “Stiamo, quindi, lavorando su queste economie di densità: una rete elettrica, ad esempio, presente in una città, allaccia al chilometro cinque volte più utenze rispetto a una rete rurale, mentre una rete dell'acqua tre volte e mezzo - spiega Mazzoncini - Riscaldare un appartamento in una città costa in termini energetici il 20-25% in meno rispetto ad un appartamento in un'area rurale. Dobbiamo lavorare su questo in quanto la sfida alla decarbonizzazione al 2050 è ancora molto complessa da realizzare”.  “Abbiamo stimato che una decina di miliardi di euro all'anno di investimenti nelle città - circa 270 miliardi di euro al 2050 - ci può consentire di ridurre del 52% le emissioni di CO2 nelle città. Dobbiamo lavorare molto sui parametri che conosciamo: il teleriscaldamento, le pompe di calore, il tema dell'illuminazione pubblica, il fotovoltaico sui tetti, gli alberi nelle città, tutti aspetti che contribuiscono sia alla sostenibilità che alla qualità della vita delle persone, che rimane uno dei nostri obiettivi fondamentali”, conclude. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


I Vaccini del Futuro: Innovazione e tecnologie avanzate

(Adnkronos) - In collaborazione con: LAST Technology La storia della medicina è costellata di momenti rivoluzionari e lo sviluppo dei vaccini rappresenta uno dei traguardi più significativi nella lotta contro le malattie infettive. Con l'avvento delle biotecnologie avanzate, i vaccini del futuro promettono di essere più efficaci, sicuri e personalizzati. Vediamo insieme quali innovazioni ci aspettano nei prossimi anni. La pandemia di COVID-19 ha accelerato la ricerca sui vaccini a mRNA, una tecnologia che sta già rivoluzionando il modo in cui preveniamo e trattiamo molte malattie. Utilizzano una piccola porzione del codice genetico del virus (sotto forma di mRNA) per indurre una risposta immunitaria. A differenza dei vaccini tradizionali, che spesso sfruttano virus inattivati o attenuati, i vaccini a mRNA non contengono il patogeno stesso. Forniscono invece alle cellule le istruzioni per produrre una proteina del virus (solitamente la proteina Spike nel caso del SARS-CoV-2), che il sistema immunitario può poi riconoscere e combattere. L'avvento della genomica e della medicina personalizzata sta aprendo la strada a vaccini su misura per individui o gruppi specifici. Questi vaccini, sviluppati sulla base delle caratteristiche genetiche del paziente, promettono di essere più efficaci e di ridurre il rischio di effetti collaterali. Ad esempio i vaccini contro il cancro personalizzati, progettati per attaccare le cellule tumorali uniche di un paziente, stanno già mostrando risultati promettenti in studi clinici. Il futuro dei vaccini non si limita alla prevenzione delle malattie infettive. La ricerca scientifica sta esplorando la possibilità di sviluppare vaccini per malattie croniche come il diabete di tipo 1 e le malattie neurodegenerative come l'Alzheimer. Questi vaccini funzionerebbero stimolando il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule malate o le proteine anomale associate a queste condizioni. Vediamo in dettaglio come potrebbero trasformare la medicina. - Vaccini per il Diabete di Tipo 1 - Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca erroneamente le cellule beta del pancreas, responsabili della produzione di insulina. La mancanza di insulina provoca un aumento dei livelli di glucosio nel sangue, con gravi conseguenze per la salute. I vaccini a mRNA, simili ai vaccini COVID-19, potrebbero essere sviluppati per codificare proteine specifiche che modulano la risposta immunitaria, riducendo l'attacco autoimmune. Alcuni vaccini per il diabete di tipo 1 sono già in fase di sperimentazione clinica. Ad esempio, il vaccino Diamyd, che utilizza una proteina chiamata GAD65, ha mostrato risultati promettenti nel rallentare la progressione della malattia. - Vaccini per le Malattie Neurodegenerative - Le malattie neurodegenerative come l'Alzheimer e il Parkinson sono caratterizzate dall'accumulo di proteine anomale nel cervello. Queste proteine formano aggregati che danneggiano le cellule nervose e compromettono le funzioni cerebrali. Numerosi vaccini per l'Alzheimer sono in fase di sperimentazione clinica. Aducanumab, un anticorpo monoclonale che rimuove le placche di beta-amiloide, è uno dei primi trattamenti approvati, dimostrando che la modulazione immunitaria può avere effetti terapeutici. Un aspetto cruciale per il successo dei vaccini del futuro è la loro produzione e conservazione. In questo contesto, le tecnologie avanzate di lavaggio, disinfezione, sterilizzazione e depirogenazione giocano un ruolo fondamentale. Sono tante le aziende che forniscono all'industria macchinari farmaceutici all'avanguardia per garantire che i vaccini siano prodotti e conservati in condizioni ottimali, mantenendo la loro efficacia e sicurezza. In Italia è Last Technology a giocare un ruolo da leader nell’offrire soluzioni complete per la gestione dei processi di decontaminazione e sterilizzazione, cruciali per mantenere l'efficacia e la sicurezza dei vaccini durante la produzione e la distribuzione. L'intelligenza artificiale sta diventando uno strumento fondamentale nella ricerca e sviluppo di nuovi vaccini. Gli algoritmi di machine learning sono in grado di analizzare vasti insiemi di dati genomici e proteomici per identificare le parti più promettenti di un patogeno da utilizzare come antigeni nei vaccini. Questo approccio accelera significativamente il processo di scoperta, riducendo i tempi e i costi rispetto ai metodi tradizionali. Uno degli esempi più promettenti di vaccini personalizzati è nel campo dell'oncologia. Utilizzando l'IA, i ricercatori possono identificare le mutazioni specifiche nelle cellule tumorali di un paziente e sviluppare vaccini che stimolino il sistema immunitario a riconoscere e attaccare queste cellule. Questo approccio ha già mostrato risultati promettenti in studi clinici. Altro aspetto cruciale nella creazione di un vaccino è la selezione dell'antigene, la parte del patogeno che innesca la risposta immunitaria. L'IA può analizzare enormi quantità di dati per prevedere quali antigeni saranno più efficaci nel stimolare una risposta immunitaria protettiva. L'IA, però, non si limita alla scoperta di nuovi antigeni. Gli algoritmi possono anche ottimizzare le formulazioni dei vaccini, prevedendo la stabilità e l'efficacia delle diverse combinazioni di ingredienti. Può infine analizzare i dati epidemiologici per prevedere i focolai di malattie e stimare la domanda di vaccini in diverse regioni. Questo permetterebbe di allocare le risorse in modo più efficiente e rispondere rapidamente alle emergenze sanitarie. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Venezia 81, Green Drop Award 2024 a 'Vermiglio' e 'Ainda Estou Aqui'

(Adnkronos) - Ai film 'Vermiglio' di Maura Delpero e 'Ainda Estou Aqui' di Walter Salles, in concorso alla 81esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, è andato il 'Green Drop Award' 2024 di Green Cross Italia, giunto alla tredicesima edizione. Il premio, la goccia di vetro di Murano realizzata dal maestro Simone Cenedese, contiene quest’anno la terra della casa natale di Rachel Carson, a Springdale, nei pressi di Pittsburgh, in Pennsylvania. Il Green Drop Award, nato nel 2012, è il premio collaterale che Green Cross assegna al film, tra quelli in gara nella selezione ufficiale del Festival, che interpreta meglio i valori dell'ecologia, dello sviluppo sostenibile e della cooperazione fra i popoli. “Ci sono stati due titoli che hanno rappresentato i valori e la mission di questo premio”, ha spiegato la giuria d’onore presieduta da Simone Gialdini, direttore generale Anec - Associazione Nazionale Esercenti Cinema, annunciando i vincitori di questa edizione.  
Vermiglio per aver rappresentato, spiega una nota, "con echi poetici che richiamano il cinema di Ermanno Olmi, un mondo rurale che vive secondo il ritmo delle stagioni scandito dalla natura, dando vita a una narrazione che, oltre a recuperare memorie e valori di una società contadina ormai scomparsa, diviene un significativo apologo sulla modernità. Un’opera nella quale le montagne sono sfondo di ogni inquadratura fino a diventare protagoniste quanto gli interpreti. Una produzione cinematografica, infine, che, unisce alla tensione etica della narrazione quella tecnica e tecnologica di abbattere i suoi impatti e certificare la sostenibilità di ogni processo, nel rispetto dell’ambiente e delle generazioni future".  
Ainda Estou Aqui perché "unisce il tema portante della resilienza civile al percorso della protagonista come attivista dei diritti civili, negli stessi anni in cui in Brasile si assiste, per esempio, alla campagna di perimetrazione dei territori della foresta amazzonica, ribadendo una volta di più, come i valori che riguardano l’umanità non siamo mai distanti e non possano essere disgiunti da un processo di crescita democratica e in generale come l’etica umana sia l’unica via di salvezza per il nostro pianeta".  Il Green Drop Award assegnato al film 'Vermiglio' è stato ritirato da Francesca Andreoli, produttrice del film, stamattina all’Hotel Excelsior, alla Terrazza Cinematografo. "Questo premio, per me, ha un significato particolare perché è il primo premio ricevuto da 'Vermiglio' che rappresenta il primo film prodotto da Cinedora, la mia nuova casa di produzione che ho fondato pochi anni fa con i miei soci Leonardo Guerra Seràgnoli, Santiago Fondevila e Maura Delpero. Questo primo premio a 'Vermiglio' mi fa capire che abbiamo imboccato la strada giusta che sicuramente cercheremo di seguire, anche nei prossimi film, negli anni a venire", ha spiegato Andreoli.  "'Vermiglio' - ha aggiunto - è stato un progetto produttivamente molto stimolante, ma anche molto impegnativo per rispettare il ciclo temporale della storia che la regista voleva raccontare, abbiamo deciso di girare davvero nel corso delle quattro stagioni: in questo modo abbiamo mostrato l’interno ciclo di vita del passaggio di tempo e delle stagioni del luogo. Il luogo è protagonista di questa storia, le montagne ricordano all’uomo quanto, in fondo, sia piccolo rispetto all’immensità della natura, una natura che ci dobbiamo impegnare sempre di più a conservare e a rispettare. In questo i protocolli di mobilità ambientale che sono stati studiati ed implementati in questi anni sono finalmente diventati uno strumento importantissimo ed imprescindibile per l’industria cinematografica e audiovisiva".  ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)