Pediatri-Bing-Assonidi per promuovere lettura condivisa 0-6 anni

(Adnkronos) - Bing, il personaggio più amato dai bambini e dalle famiglie italiane, protagonista della serie animata prescolare che ha raccolto oltre 2 miliardi di visualizzazioni in tutto il mondo, si fa portavoce dell’importanza della lettura condivisa nella primissima infanzia grazie al progetto che promuove la lettura condivisa come strumento di benessere e di cura per i bambini 0-6 anni e le loro famiglie. Il progetto ‘Le buone abitudini’ vede insieme i pediatri della Sip (Società Italiana di Pediatria), gli educatori di Assonidi e gli specialisti di Nati Per Leggere. Il progetto si propone di portare negli asili nido e negli ospedali italiani momenti di lettura condivisa dedicati ai bambini della prima infanzia per sottolineare quanto questo strumento possa essere importante per favorire la crescita sana del bambino, per sostenere lo sviluppo relazionale e, non ultimo, per supportare le famiglie nel superamento di situazioni critiche. I primi eventi dedicati alla lettura condivisa si svolgeranno a Milano presso l’Asilo Nido Familosophy e presso l’ospedale San Paolo rispettivamente il 19 e il 20 settembre prossimi, seguiranno altri appuntamenti sul territorio italiano fino alla fine dell’anno. "Grazie alle evidenze scientifiche nazionali e internazionali e all’impegno di 'Nati per Leggere, sappiamo che la lettura condivisa nella prima infanzia ha benefici sullo sviluppo del linguaggio, sulla capacità di comprensione e sullo sviluppo cognitivo e relazionale - sottolineano i promotori del progetto - La lettura condivisa, il leggere e ri-leggere, produce effetti positivi sulle reti neurali che sostengono le diverse competenze e funzioni cognitive stimolando la ricchezza lessicale nel linguaggio, la capacità di attenzione, la concentrazione e la curiosità. Fondamentali anche i vantaggi che le letture condivise portano sullo sviluppo socio emotivo del bambino, rafforzando le relazioni con i caregiver, favorendo la regolazione emotiva e sostenendo le capacità empatiche e di comprensione dell’ambiente, anche quello interiore". Gli eventi avranno una durata di due ore circa e vedranno il personale di 'Nati per Leggere' impegnato nella lettura condivisa di testi della letteratura classica con i bambini delle strutture coinvolte. In occasione di queste iniziative saranno anche distribuite schede educative con attività ludico-pedagogiche realizzate 'ad hoc', materiali informativi con un QR Code grazie al quale i genitori potranno accedere a specifici materiali (video e grafiche con Bing) dedicati ai consigli per le famiglie per promuovere la lettura e il benessere dei più piccoli. “Siamo onorati di lavorare con i prestigiosi partner del progetto 'Le 'buone abitudini' per incoraggiare, in tutti i bambini, la curiosità e l'amore per la lettura - commenta Mikael Shields, Ceo di Acamar Films, casa di produzione della serie Bing Bunny - Siamo altresì orgogliosi che Bing sia l’ambasciatore di questo importante messaggio per la crescita sana dei bambini e siamo grati di essere associati ad alcuni tra i più accreditati specialisti in Italia. Lo straordinario successo di questa iniziativa dimostra quanto le famiglie italiane abbiano a cuore lo sviluppo e il benessere dei loro figli. Continueremo a lavorare con impegno per creare episodi di Bing che riflettano davvero le autentiche esigenze del nostro prezioso pubblico di giovani". Il progetto delle letture condivise si inserisce nel più ampio progetto 'Le buone abitudini', una campagna di sensibilizzazione e promozione di buone pratiche per la crescita sana e serena dei bambini iniziata nel 2023 grazie a Bing, la Società Italiana di Pediatria e Assonidi. Oltre 11 mila pediatri su tutto il territorio nazionale, circa 450 strutture per l’infanzia tra asili nido e scuole materne, centinaia di migliaia di famiglie con bambini in età 0-6 che seguono Bing su Rai e su tutte le principali piattaforme di distribuzione di contenuti multimediali, sono coinvolti in un grande progetto di sensibilizzazione su argomenti quali la nutrizione, la lettura, l’importanza del gioco all’aria aperta, le principali regole di igiene e cura del bambino, l’importanza del sonno, la paura dei dottori e degli ospedali e molto altro. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Park Litter, nei parchi urbani 5 rifiuti ogni metro quadrato

(Adnkronos) - Rifiuti abbandonati nei parchi urbani, una piaga che non si ferma. Secondo i dati della nuova indagine di Legambiente Park Litter, nel 2024 sono stati 20.757 i rifiuti raccolti e catalogati dai volontari nei 42 transetti eseguiti in 35 parchi urbani in 12 città: Ancona, Bari, Caltanissetta, Codigoro (FE), Firenze, Milano, Moncalieri (TO), Napoli, Perugia, Pineto (TE), Roma, Torino. Circa 5 rifiuti ogni metro quadrato monitorato. Tra i rifiuti più trovati si confermano al primo posto i mozziconi di sigaretta (11.077, il 53%), seguiti da tappi di bottiglia/barattoli e dalle linguette di lattine (1.436, il 7%). A segnalarlo l'associazione in vista dell'avvio ufficiale della 32esima edizione di Puliamo il Mondo (dal 20 al 22 settembre), la storica campagna di volontariato ambientale organizzata in Italia da Legambiente per ripulire dai rifiuti abbandonati aree verdi, strade, piazze, sponde di fiumi e spiagge. Migliaia gli eventi in programma dal nord al Sud del Paese e che anche quest’anno avranno come protagonisti cittadini di tutte le età, studenti, amministrazioni e aziende, impegnati per fare un gesto concreto per l’ambiente. Ad aprire il weekend di Puliamo il Mondo sarà domani 18 settembre, alle 10:30, l’anteprima organizzata a Napoli presso piazza Garibaldi. Un luogo simbolico, altamente frequentato, protagonista di un progetto di rigenerazione urbana e sociale che vedrà all’azione, muniti di guanti e sacchetti, i volontari e le volontarie di Legambiente e di 13 associazioni di volontariato aderenti all’iniziativa: Croce Rossa Italiana, Caritas, Dedalus cooperativa sociale, Erasmus Student Network, Azione Cattolica, i segni dei tempi, Un Ponte Per, Agesci, Focsiv, Centro Astalli, la comunità palestinese, Action Aid, Libera. Tutte insieme unite anche per lanciare un messaggio di pace.  Raggruppati per categorie di materiali, i rifiuti dispersi nei parchi sono riconducibili per il 74% ai polimeri artificiali (plastiche) per un totale di 15.452 rifiuti, per l’8,6% al metallo (1.787 rifiuti), l'8% a carta e cartone (1.603), il 6% a vetro e ceramica (1.154), il 4% ad altre tipologie di rifiuti. Segnala Legambiente: "La categoria 'altri oggetti in plastica identificabili ma non in lista' è costituita da coriandoli (1.101, il 5% del totale dei rifiuti), oggetti che si usano per festeggiare ma che si diffondono molto facilmente nell’ambiente, anche trasportati dal vento".  Legambiente, inoltre, sottolinea che le principali zone di accumulo dei rifiuti nei parchi urbani restano perlopiù sotto o nelle vicinanze di panchine e tavoli da picnic e dei cestini. Il vento resta la principale causa della dispersione dei rifiuti nell’ambiente, unita al fatto che spesso i cestini sono privi di copertura. Solo in 19 transetti su 42 (46,3%) Legambiente ha trovato questa caratteristica utile a prevenire la dispersione di materiale. Rifiuti che, spesso, attraverso tombini e canali di scolo dai parchi urbani arrivano fino al mare.  “In Italia non si arresta la piaga dei rifiuti abbandonati - dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - Da 32 anni, con Puliamo il mondo, promuoviamo l’informazione e la sensibilizzazione sul tema dei rifiuti abbandonati e dispersi promuovendo strumenti e soluzioni per ridurne sempre di più la presenza e organizzando iniziative di cittadinanza attiva in difesa dell’ambiente, restituendo, grazie alle volontarie e ai volontari, alla comunità luoghi più puliti, accoglienti e anche più inclusivi. Infatti, con il motto 'Per un clima di pace', la campagna vuole farsi promotrice e sostenitrice di una società che promuove la pace e l’inclusione, secondo il principio che è cittadino di un luogo chi se ne prende cura, attraverso il rispetto della diversità, rifiutando la guerra, ogni forma di pregiudizio, violenza, di odio e discriminazione. Vi aspettiamo questo weekend, insieme possiamo fare la differenza".  ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Mostre, autunno di novità alla Heidi Horten Collection di Vienna con nuove esposizioni

(Adnkronos) - Si apre con due nuove mostre, una permanente e una temporanea, la stagione autunnale della Heidi Horten Collection, a Vienna, il nuovo museo di arte moderna e contemporanea che da due anni ospita una delle collezioni private più pregiate d'Europa. Un 'tempio' all'interno dell'edificio Stockl, a due passi dall'Albertina e dall'Opera, ristrutturato in modo innovativo per offrire una diversa esperienza museale ai suoi 300 visitatori giornalieri, che inizia dal giardino di sculture che si attraversa per accedere e termina nella Tea Room, uno spazio eventi che ricorda un salone privato e cela un vero e proprio angolo delle curiosità, disegnato dall'artista austriaco Markus Schinwald. A lui si deve anche l'allestimento della nuova esibizione permanente ospitata al piano terra e aperta dal 6 settembre. Si intitola 'Klimt-Warhol' ed è il risultato dell'originale progetto 'ArtInfluence', che ha visto il coinvolgimento dei visitatori stessi. Per nove mesi, infatti, hanno potuto votare la loro opera preferita della collezione e contribuire così a dare forma alla nuova presentazione. Ben 21mila voti sono stati raccolti e la più preferita è risultata un'opera di Paul Klee.  "Con l'esposizione 'Klimt-Warhol' vogliamo mostrare quanto siano diverse l'arte del 20° e del 21° secolo. Grazie a decenni di lungimirante collezionismo privato, oggi possiamo mostrare autentiche icone dell'arte moderna e contemporanea. Attraverso la partecipazione attiva dei nostri visitatori al progetto 'ArtInfluence', questa esposizione è davvero qualcosa di speciale e riflette anche gli interessi e le preferenze condivise dal nostro pubblico", ha affermato Agnes Husslein-Arco, direttore della Heidi Horten Collection.  Nell'allestimento di Markus Schinwald le opere sono esposte ricreando un'atmosfera intima, con riferimenti a interni borghesi, come pezzi di arredo, tendaggi e cornici. "Per me, il progetto è una sfida tecnica poiché solitamente non lavoro in formati così grandi. Abbiamo dovuto persino reinventare i nostri strumenti che non erano sufficienti per queste dimensioni", ha spiegato Schinwald, che con questo nuovo intervento prosegue l'esplorazione dell'interazione fra spazio, opera e visitatore, proponendo un palcoscenico che supera i confini del design museale tradizionale incoraggiando un dialogo fra arte e pubblico.  Ad affiancare la nuova esibizione permanente un focus su Franz West, uno dei più importanti artisti austriaci contemporanei, che comprende il Ciclo Biennale dal 1990 e le iconiche sculture portatili, con cui la Heidi Horten Collection vuole rafforzare il legame fra l'arte nazionale e internazionale. Non manca l'esprienza tecnico-immersiva offerta grazie all'audio-tour via Smartify, da sperimentare durante la visita o da remoto. E l'autunno della Heidi Horten Collection si arricchisce anche con la mostra 'Light Sound Senses', che si inaugura il 20 settembre. L'idea è di esplorare la luce come un fenomeno fisico e al tempo stesso estetico stimolando le diverse percezioni sensoriali. La mostra comprende opere della stessa collezione, prestiti e lavori site-specific, realizzati esclusivamente per l'esposizione come installazioni immersive. I visitatori sono incoraggiati a interagire con le opere in modo partecipativo: che sia nel costruire suoni, nel riconoscere odori, nel creare luci o nel riflettere ombre, la sfida è di mettere alla prova la propria consapevolezza di spazio, tempo e sensi. La mostra, che occupa i due piani superiori dell'edifico, resterà aperta fino al 23 marzo 2025. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Blanco e Geolier nella colonna sonora di EA Sports FC 25

(Adnkronos) - Electronic Arts ha svelato oggi la soundtrack ufficiale di EA Sports FC 25, una playlist internazionale che abbraccia diversi generi musicali. Tra gli artisti di fama mondiale, spiccano i debutti del rapper Geolier e di Blanco, che portano l'energia della musica italiana nel gioco, ispirando i fan del calcio a dare il massimo per il proprio club. Blanco, acclamato artista italiano e tifoso appassionato dell'AS Roma, contribuirà con il suo singolo "Ancora, ancora, ancora". Geolier, superstar del rap internazionale e tifoso della SSC Napoli, infiammerà gli animi dei tifosi partenopei con il brano "I p' me, tu p' te". "Essere nella soundtrack di EA Sports FC 25 è un sogno che si avvera, ci gioco da quando ero bambino!", ha dichiarato Blanco. "La cosa più bella del tifare la Roma è sentirsi parte di una famiglia: andare allo stadio e cantare l'inno con gli altri tifosi è un'emozione travolgente. È fantastico poter unire le mie passioni per il calcio e la musica in un progetto così importante". Geolier ha aggiunto: "Sentire il mio pezzo in sottofondo mentre gioco è una bella soddisfazione. L'unione, il gioco di squadra e il raggiungimento di un obiettivo sono valori presenti nel calcio che condivido anche io nella mia vita e con la mia famiglia, che alla fine è anche la mia squadra". La soundtrack completa di EA Sports FC 25 è disponibile da ora su Spotify e altre piattaforme streaming. ll gioco sarà disponibile dal 27 settembre 2024, con accesso anticipato tramite la Ultimate Edition a partire dal 20 settembre 2024. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Osteopati, imminente chiusura iter albo professionale: "No a spettacolarizzazione trattamenti"

(Adnkronos) - “La chiusura dell’iter legislativo è ormai imminente e porterà alla creazione dell’albo professionale. Gli osteopati sono pronti a dare il loro contributo sempre maggiore all’interno del Sistema Sanitario Nazionale e ad avere un ruolo centrale nell’ambito della prevenzione e nella promozione della salute dei cittadini di tutte le età, in sinergia con le altre professioni sanitarie". Ad affermarlo, ad Adnkronos/Labitalia, Paola Sciomachen, presidente del Roi - Registro Osteopati d'Italia.  "Nelle ultime ore - sottolinea - sono emerse polemiche strumentali in seguito a una manovra mostrata in una nota trasmissione televisiva da un professionista laureato in fisioterapia e osteopata non iscritto alla nostra associazione. Il Roi - Registro Osteopati d’Italia fa appello all’etica e alla deontologia professionale, contro la ‘spettacolarizzazione’ dei trattamenti manipolativi osteopatici, che confondono le idee ai cittadini e sviliscono una categoria che da anni porta avanti un lavoro costantemente orientato alla ricerca scientifica e all’aggiornamento professionale. Un concetto sottolineato anche attraverso una campagna condotta lo scorso anno per una corretta informazione dei pazienti". Nel futuro dell’ordinamento universitario italiano, quindi, ci sarà l’osteopatia, come ha stabilito il decreto interministeriale n. 1563 pubblicato il 1° dicembre dal ministro dell’Università e della ricerca, che definisce, per la prima volta, l’ordinamento didattico del corso di laurea in osteopatia. Per il completamento dell’iter, è necessario affrontare il tema conclusivo delle equipollenze dei titoli pregressi alla laurea universitaria che chiuderà il percorso legislativo in attesa della creazione dell’albo professionale. Ma ecco la 'storia' dell’iter per il riconoscimento della professione osteopatica, che parte dal ddl Lorenzin, che ha attraversato tre governi, una votazione alla Camera e due al Senato. Il percorso è iniziato nel luglio 2013, con l’approvazione del ddl da parte del Consiglio dei ministri. Nel giugno 2014 il Roi chiede un’audizione in Senato alla relatrice del ddl, la senatrice Emilia De Biasi, per segnalare la necessità della regolamentazione dell’osteopatia come professione sanitaria. Nel febbraio 2014 il ddl viene trasmesso dal Consiglio dei ministri al Senato che nel maggio 2016 approva al suo interno il testo dell’emendamento per l’istituzione e definizione della professione di osteopata presentato in commissione Sanità da Emilia Grazia De Biasi. Nell’ottobre 2017 il ddl è approvato anche alla Camera dei deputati e trasmesso al Senato.  Il 22 dicembre 2017 il ddl Lorenzin sulla riforma degli Ordini e le sperimentazioni cliniche è approvato in larga maggioranza con 148 voti su 173 Senatori presenti. L’osteopatia, che in Italia esiste da oltre 30 anni, è ufficialmente individuata come professione sanitaria. La legge 3/2018 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 31 gennaio 2018. L’articolo 7 della legge 3/2018 ha tracciato l’iter per la definitiva istituzione dell’osteopatia come professione sanitaria. La procedura ha previsto che il percorso per il definitivo riconoscimento passi attraverso l’accordo in Conferenza Stato-Regioni per definire l’ambito di attività, le funzioni, i criteri di valutazione dell’esperienza professionale nonché quelli per il riconoscimento dei titoli equipollenti connessi a tali professioni. La legge prevede che con decreto del Miur, di concerto con il ministro della Salute, debba essere definito l’ordinamento didattico della formazione universitaria. Dal febbraio 2018 all’ottobre 2020 il ministero della Salute ha avviato le consultazioni con le associazioni di categoria e gli stakeholder per la definizione del profilo professionale. Ha chiesto poi il parere del Consiglio Superiore di Sanità di cui ha recepito la proposta e ha quindi inviato il testo alla Conferenza Stato-Regioni. La Conferenza delle Regioni, nel novembre 2020, ha approvato il profilo professionale degli osteopati. Il decreto del Presidente della Repubblica (dpr) relativo al profilo professionale è stato adottato il 24 giugno 2021. Il dpr è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 30 settembre 2021. Questo decreto rappresenta il primo importante tassello di un iter atteso dall’intera categoria e getta le basi necessarie per la definizione del percorso di formazione e delle relative equipollenze.  Dopo due anni dalla pubblicazione del decreto sul profilo professionale, il Mur (ministero dell’Università e della Ricerca), di concerto con il ministero della Salute, il 1° dicembre 2023, pubblica il decreto interministeriale n.1563, relativo alla 'Definizione dell’ordinamento didattico del Corso di Laurea in Osteopatia ai sensi dell’articolo 7 della legge 11 gennaio 2018, n. 3'. Il testo definisce gli obiettivi formativi qualificanti e le attività formative della classe, specificando che “nell’ambito della professione sanitaria dell’osteopata, il laureato è un operatore sanitario cui competono le attribuzioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica 7 luglio 2021, n. 131; ovvero è quel professionista sanitario che svolge in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, interventi di prevenzione e mantenimento della salute attraverso il trattamento osteopatico di disfunzioni somatiche non riconducibili a patologie nell’ambito dell’apparato muscolo scheletrico”. Dopo il controllo di legittimità espresso dalla Corte dei Conti, il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 16 febbraio 2024.   ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Bari, Di Bisceglie (Camera Commercio): "Più occupati ma in crisi aziende meno competitive"

(Adnkronos) - "Gli effetti positivi sul piano occupazionale fanno pensare ad un territorio che nel complesso ha reagito bene allo choc pandemico, superando la precedente offerta di lavoro di gran lunga e nel complesso crescendo. Intanto è però in atto un fenomeno di concentrazione delle imprese in alcuni comparti (commercio e agricoltura in primis) ed espulsione dei player meno competitivi dal mercato, con contemporaneo rafforzamento di una base produttiva più consolidata e dinamica. Lo stock di imprese del territorio di competenza della Camera di Commercio di Bari fa infatti segnare una diminuzione di 4.401 aziende in cinque anni (-3%)". Così, con Adnkronos/Labitalia, Luciana Di Bisceglie, presidente Camera di Commercio di Bari e di Unioncamere Puglia, analizza la situazione delle imprese e del tessuto produttivo barese.  Secondo l'ufficio studi di Unioncamere Puglia, le imprese nelle province di Bari e BAT al 2° trimestre 2024 risultano essere 142.262 dando lavoro a 466mila persone, contro i 410mila occupati di cinque anni prima. (2° trim. 2019). Per Di Bisceglie quella che stanno vivendo le imprese del territorio "è una dinamica complessa, che vede uscire dal mercato soprattutto aziende poco strutturate e non riguarda tutti i settori. Si perdono aziende nei comparti del commercio al dettaglio (-2.201) e ingrosso (-1.027), dell'agricoltura (-932) e di altri settori maturi (moda, edilizia, ecc.). Vanno invece molto bene, per natimortalità, altri settori: lavori di costruzione specializzati, dalla muratura all'idraulica, dagli infissi alla pitturazione e ad altri installatori (+910 imprese)".  Secondo la presidente della Camera di commercio "crescono anche l'alloggio (+602), le attività immobiliari (+500), i servizi alla persona (+398, soprattutto estetisti, parrucchieri, centri benessere) e le attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale (+385). Questo dato "bipolare", con aumento dell'occupazione e diminuzione di alcuni settori, ma con crescita in altri, è assolutamente in linea non solo con quanto avviene in Puglia, ma con gli andamenti dell'intero Paese", sottolinea.  Sulle imprese che stanno performando al meglio Di Bisceglie chiarisce che "non è possibile fornire dati precisi a fronte di processi articolati che per molti versi sono ancora in itinere. Possiamo probabilmente dire che i servizi sono stati trainanti nell’ultimo periodo, nonostante qualche rallentamento, per alcuni specifici settori, rispetto all’anno precedente".  E sulle aspettative per la ripresa di settembre la presidente della Camera di commercio sottolinea che "in queste ultime settimane è evidente che si stanno raccogliendo i dati soprattutto sul turismo che, al di là dei numeri, sembrano segnalare un lento ma progressivo allungamento della stagionalità, andando oltre i canonici mesi estivi, soprattutto per i turisti stranieri. Ѐ chiaro però che c’è ancora molto da fare in direzione della destagionalizzazione, anche per avere una risposta occupazionale che specie nell’ultimo anno ha visto grandi problemi di reperimento di molte figure professionali, soprattutto le più qualificate", sottolinea.  Le difficoltà più serie sono in altri settori. "Sono invece molte le incertezze sul versante agricolo, anche a causa dei cambiamenti climatici e più in generale per la redditività connessa ai prezzi all’origine, ancora mediamente relativamente bassi specie se raffrontati con il forte incremento dei costi di produzione. Preoccupazioni si registrano anche per alcuni importanti comparti industriali, a cominciare dall’automotive e la relativa componentistica alle prese con gli effetti delle transizioni energetica ed ambientale", sottolinea.  E sulle preoccupazioni delle aziende per il futuro Di Bisceglie spiega che "non si può parlare di specificità territoriali. Si tratta di problemi che affrontano da tempo la maggior parte delle imprese del Mezzogiorno. La ripresa post pandemica è stata vivace, come segnalato anche dal Rapporto Svimez secondo il quale la Puglia nel periodo 2019-2023 è stata la regione italiana più dinamica con una crescita del 6,1%. Una crescita che ovviamente si sviluppa a macchia di leopardo anche all’interno delle singole province".  "Le imprese vivono tutte le incertezze di un periodo che, nonostante l’incremento del Pil e dei tassi occupazionali, mostra ancora difficoltà negli investimenti, preoccupazioni in termini di mercato, soprattutto domestico, qualche difficoltà di accesso al credito ed un mismatch tra domanda e offerta di lavoro che risulta particolarmente grave nel Mezzogiorno, specie nelle aree più sviluppate, anche a fronte di una emigrazione giovanile non irrilevante. Un fenomeno, quest’ultimo, che aggrava un inverno demografico che non accenna ad attenuarsi. Basti dire che al 1° gennaio 2023 in Puglia risiedevano 4.052.566 persone, oltre 144mila in meno (-3,5%) del 2011", conclude. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


G7 Agricoltura, Danone Italia al fianco filiera per promuovere parità genere in Italia

(Adnkronos) - La sostenibilità economica e sociale della filiera agroindustriale nazionale rappresenta un fattore di stimolo e di grande attenzione per Danone Italia che, in un contesto aziendale già storicamente proattivo e sensibile nei confronti del sistema del welfare d’impresa, ha scelto di valorizzare il tema della parità di genere uscendo dalle proprie porte e parlando a tutte le realtà del comparto, anche le più piccole e legate ai territori. Per questo, nell’ambito del G7 Agricoltura e Pesca in programma dal 21 al 29 settembre 2024 a Ortigia, nella città di Siracusa, Danone Italia promuove il proprio impegno verso le persone e sarà presente con un panel dal titolo 'La sostenibilità economica e sociale di Danone Italia e della sua filiera' e con il Family Pit Stop Danone, per presentare ciò che sta facendo ed essere di ispirazione per altre realtà. In Italia, l’occupazione femminile registra purtroppo ancora molte criticità: solo il 55% delle donne di età compresa tra i 20 e i 64 anni lavora, a differenza della media Ue, che registra un tasso di occupazione femminile pari al 69,3%11. Scenario che evidenzia la scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro nel nostro Paese, il cui tasso di occupazione risulta essere quello più basso tra gli Stati UE, con circa 14 punti percentuali al di sotto della media. Divario che permane anche nel rapporto tra la popolazione maschile e quella femminile in ambito lavorativo: le donne occupate, infatti, sono circa 9,5 milioni, mentre gli uomini occupati sono circa 13 milioni. A questo si deve aggiungere, inoltre, che una donna su cinque fuoriesce dal mercato del lavoro a seguito della maternità. Favorire la parità di genere, l’occupazione e la crescita professionale femminile non rappresenta soltanto un’urgente istanza sociale, ma offre molteplici opportunità. La Banca d‘Italia stima che il calo demografico avrà un impatto sul pil pari al 7.6% nel 2050. Se il tasso di occupazione femminile raggiungesse quello maschile entro il 2040, la perdita del pil sarebbe solo del 1,7%. Promuovere concretamente una maggiore occupazione femminile significa, dunque, dar vita a un circolo virtuoso, capace di generare maggiore produttività, maggiore competitività e, da ultimo, maggiore natalità. Il tasso di natalità dell’Italia è molto basso, pari al 1.25 rispetto al 1.53 media europea. Per rispondere a queste sfide, già dal 2011 Danone Italia si è impegnata con politiche a sostegno della parità di genere. La responsabilità dell’azienda a favore della genitorialità nasce con la creazione di un Decalogo di impegni, che ha portato a risultati notevoli nel corso degli anni, sia in termini di benessere aziendale che di produttività. Nel 2013 le politiche sulla genitorialità (Parental Policy) sono diventate una 'best practice' a livello globale e, nel 2017, hanno ispirato la nascita ufficiale della Danone Global Parental Policy. Nel 2023 il tasso di natalità interno di Danone Italia è cresciuto del +3%. L’attuazione di queste politiche ha permesso a Danone Italia di ottenere a marzo 2023 la Certificazione per la Parità di Genere (Uni/Pdr 125:2022), un importante riconoscimento che dimostra l’impegno nel favorire l’adozione di politiche atte a incoraggiare la parità di genere e l’empowerment femminile a livello aziendale e quindi migliorare la possibilità per le donne di accedere al mercato del lavoro, a posizioni di leadership e a condizioni di armonizzazione della vita privata e professionale. Questo percorso ha portato l’azienda, nel 2024, a sottoscrivere il “Manifesto per la Parità di Genere nella Filiera Italiana”, promosso da Winning Women Institute e di cui Danone Italia è la prima azienda firmataria, con l’obiettivo di realizzare un grande movimento a supporto della parità di genere, nella consapevolezza che questa sia una leva importante per la competitività dell’Italia. “Danone Italia ha puntato da anni sulla valorizzazione delle donne in termini di occupazione e crescita professionale, favorendo politiche a sostegno della maternità e della paternità, che hanno generato ottimi risultati in termini economici e sociali, con un tasso di natalità interno positivo. L’attuazione di queste politiche ci ha permesso di ottenere a marzo 2023 la Certificazione per la Parità di Genere. A seguito di questo importante riconoscimento, abbiamo scelto di coinvolgere i nostri fornitori nel percorso verso la Parità di Genere, accompagnandoli e supportandoli nel conseguire la Certificazione. - ha commentato Sonia Malaspina, Direttrice Relazioni Istituzionali, Comunicazione e Sostenibilità di Danone Italia – Invitiamo pertanto tutte le aziende della nostra filiera, e non solo, ad intraprendere azioni concrete per aumentare l’occupazione e favorire la crescita professionale delle donne, colmare il divario salariale e introdurre politiche a sostegno della genitorialità. Ad oggi contiamo già 38 firmatari aderenti al ‘Manifesto per la Parità di Genere nella Filiera Italiana’ e speriamo che questo numero possa crescere sempre di più”. Al fine di promuovere il proprio impegno per la sostenibilità economica e sociale, che si concretizza attraverso politiche a sostegno della parità di genere e percorsi di supporto alle famiglie e alla natalità, Danone Italia sarà presente al G7 Agricoltura e Pesca di Ortigia con il panel “La sostenibilità economica e sociale di Danone Italia e della sua filiera”, che si svolgerà mercoledì 25 settembre, alle ore 16:00, presso il Salone Paolo Borsellino, Palazzo Vermexio, Ortigia (Sr). L’evento rappresenta un importante momento di confronto tra i protagonisti della filiera di Danone, i partner, le parti sociali, le associazioni e le istituzioni, che si aprirà con l’intervento del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. In questo contesto verrà illustrato il “Manifesto per la Parità di Genere nella Filiera Italiana” e l’impatto positivo che può generare anche nelle piccole e medie imprese agricole e agroindustriali italiane di lavorare concretamente alla parità di genere sul posto di lavoro e all’interno delle strutture aziendali nel complesso. Danone Italia presidierà, inoltre, la manifestazione promossa dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, con l’attivazione del Family Pit Stop Danone, un luogo pensato per genitori, nonni e bambini, dove allattare, dare la pappa ai piccoli, cambiarli ma anche semplicemente prendersi una pausa tra un evento e l’altro. Questo spazio riflette l’attenzione che Danone Italia pone da sempre nei confronti delle proprie persone e delle famiglie, dando vita a un modello virtuoso che valorizza l’attività di cura, di cui riconosce tutto il valore e le potenzialità, e portando questa attenzione anche fuori dalle mura dell’azienda. Per dare vita a un cambiamento significativo che abbia un impatto reale nella vita delle persone, Danone Italia ha scelto di lanciare una sfida ai propri fornitori: conseguire la certificazione per la Parità di Genere (UNI/Pdr 125:2022), aderendo all’esperienza del “Manifesto per la Parità di Genere nella Filiera Italiana”. Il Manifesto rappresenta l’intenzione di Danone di inserire punti di premialità, stimati tra il 5 e il 10% della valutazione complessiva, in tutte le gare indette per le forniture di beni e servizi alle aziende certificate per la parità di genere. Alla base di questo approccio c’è la volontà di favorire un complessivo impulso alla produttività e al benessere aziendale, con l’auspicio di positive conseguenze sugli equilibri delle famiglie e sulla natalità nel Paese. Il Rapporto di Sostenibilità 2023 di Danone Italia conferma l’impegno dell’azienda nel promuovere le pari opportunità: il 63% delle persone che lavorano in Danone sono donne, contro il 37% di uomini. In Danone Italia, infatti, la valorizzazione delle persone, sia a livello personale che lavorativo, è fondamentale, e ha puntato a creare nel tempo un ambiente di lavoro positivo, inclusivo, flessibile e capace di accogliere le sfide e le esigenze delle nuove generazioni. Come quella della genitorialità: il 100% dei papà, ad esempio, ha usufruito del congedo di paternità di 20 giorni obbligatorio e retribuito, da utilizzare entro i 12 mesi dalla nascita del/della figlio/a. Un percorso intrapreso nel 2011 con l’adozione in Italia della “Parental Policy”, che ha registrato un tasso di rientro al lavoro del 100% delle mamme successivamente alla nascita del proprio figlio. Danone Italia, inoltre, ha adottato politiche e procedure a tutela della parità di genere a partire dal processo di selezione, sviluppo professionale, supporto alla genitorialità, sino all’equilibrio vita-lavoro. Il percorso di Danone per la valorizzazione delle attività di cura e l’impegno nel favorire l’equilibrio vita-lavoro, si è ulteriormente arricchito con la Caregivers Policy - lanciata nel 2020 - a supporto dei Danoners che devono prendersi cura di genitori anziani, persone malate, disabili o non autosufficienti e - dal 2023 - con la Policy a supporto delle persone affette da patologia oncologica e dei loro caregivers, entrambe nate dall’ascolto e dalla condivisione delle esperienze vissute dalle persone in azienda. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ieo-UniMi, speranze contro anomalia genetica tallone d'Achille del cancro

(Adnkronos) - Scienziati dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) e dell'università Statale di Milano hanno dimostrato che 2 classi di farmaci anticancro già utilizzate in clinica possono colpire un 'tallone d'Achille' genetico comune a diversi tipi di tumore. Si tratta dell'aneuploidia, cioè la presenza nelle cellule malate di un numero di cromosomi diverso da quello delle cellule sane, che si riscontra nel 90% circa dei tumori solidi e nel 75% di quelli del sangue. I risultati sono frutto di 2 ampi lavori sostenuti da Fondazione Airc per la ricerca sul cancro e sono stati pubblicati su 'Nature Communications' e 'Cancer Discovery'.  La scoperta è firmata da un team coordinato da Stefano Santaguida, group leader del Laboratorio di integrità genomica dell'Ieo e professore di biologia molecolare all'UniMi, in collaborazione con il laboratorio di Uri Ben-David (università di Tel Aviv, Israele) e con la partecipazione di centri di eccellenza tra cui il National Cancer Institute (Bethesda, Usa), il Broad Institute del Mit e di Harvard (Cambridge, Usa), il Max Planck Institute for Molecular Genetics (Berlino, Germania) e il Centro di scienze genomiche dell'Istituto italiano di tecnologia (Iit, Milano). I nuovi dati - spiega una nota - rientrano nel filone di uno studio precedente, i cui risultati erano stati valutati come molto rilevanti dalla comunità oncologica. Lo stesso gruppo aveva infatti contribuito a dimostrare che l'aneuploidia può essere un bersaglio di farmaci anticancro: un punto debole della malattia, vulnerabile anche nei tumori che resistono ai farmaci a bersaglio molecolare, diretti contro specifiche alterazioni. "Finora, tuttavia, questo importante segno distintivo del cancro non è mai stato clinicamente sfruttato come bersaglio di cura - sottolinea Santaguida - perché fino a poco tempo fa mancavano gli strumenti necessari a riprodurre e coltivare in laboratorio cellule puramente aneuploidi. Le cellule tumorali sono infatti caratterizzate da un caos genetico dovuto a diverse anomalie, fra cui appunto l'aneuploidia. Diversi laboratori di ricerca da anni cercavano di generare sistemi in cui l'aneuploidia potesse essere studiata singolarmente, ossia senza la presenza di altre alterazioni normalmente esistenti nelle cellule tumorali. Lo scopo era analizzare questa caratteristica e capire come colpirla. Per la prima volta allo Ieo siamo riusciti a sviluppare cellule in coltura esclusivamente con cariotipi aneuploidi. Abbiamo così potuto creare dei cloni di cellule aneuploidi e studiarli per capire le loro vulnerabilità, vale a dire quali processi servono loro a sopravvivere e quali sono quindi sfruttabili come bersagli terapeutici". "Siamo arrivati per primi a questo risultato - illustra Marica Rosaria Ippolito, prima autrice dei due articoli e dottoressa di ricerca della Scuola europea di medicina molecolare, grazie agli studi svolte presso il Laboratorio di integrità genomica dello Ieo - grazie all'utilizzo di diverse tecniche 'omiche', approcci di ultima generazione che consentono di avere una visione globale delle attività di una cellula o un tessuto, tra cui tecniche di sequenziamento del Dna, screening genomici e analisi di proteomica. Abbiamo inoltre usato tecniche di microscopia ad alta risoluzione, in cui il nostro laboratorio ha una solidissima esperienza da ormai diversi anni".  "Abbiamo così scoperto - riferisce Santaguida - che le cellule aneuploidi vengono colpite sia dai farmaci chemioterapici che inducono danni al Dna sia dai Parp-inibitori, i farmaci a bersaglio molecolare utilizzati per esempio nella terapia del tumore dell'ovaio e della mammella. Si tratta di farmaci efficaci in caso di mutazione Brca e altri deficit genetici che alterano i meccanismi di riparazione dei danni al Dna. I risultati ottenuti con le cellule aneuploidi generate in laboratorio sono stati validati su campioni ottenuti da pazienti. Siamo quindi fiduciosi che i nostri studi offriranno a breve nuove possibilità di cura per l'ampio gruppo di tumori aneuploidi". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Studio Bambino Gesù, per 9% giovani atleti anomalie in Ecg

(Adnkronos) - L’elettrocardiogramma (Ecg) per il rilascio della certificazione sportiva agonistica rappresenta un ottimo strumento di screening per individuare precocemente eventuali cardiomiopatie, o altre patologie, che possono aumentare il rischio di morte improvvisa anche in giovani atleti apparentemente sani. Uno studio dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, pubblicato sulla rivista ufficiale della Società europea di cardiologia pediatrica (Cardiology in the Young), ha rilevato la presenza di anomalie nel tracciato elettrocardiografico per il 9% dei circa 600 tra bambini e ragazzi esaminati. Il 3% dei giovanissimi atleti, dopo ulteriori approfondimenti, è stato sospeso precauzionalmente dall’attività agonistica per le problematiche cardiache riscontrate. L’Ecg è un esame molto semplice ed efficace - ricordano dall'ospedale capitolino in una nota - che registra l'attività elettrica del cuore in forma di grafico, attraverso una sequenza di onde e segmenti rettilinei. Una di queste onde – l’Onda T – rileva in particolare la ripolarizzazione ventricolare, ovvero il 'tempo di ricarica' del cuore. Normalmente la forma di questa Onda è positiva, con la curva verso l’alto rispetto all’asse orizzontale del grafico. Quando invece è negativa, può essere generalmente indice di possibili anomalie del muscolo cardiaco (sia in termini di struttura muscolare che di regolare perfusione sanguigna). La presenza dell’Onda T negativa nell’elettrocardiogramma di screening, dunque, o 'Inversione dell’Onda T' (Wti), va registrata come anomalia della ripolarizzazione e può generare qualche sospetto anche in soggetti molto giovani e apparentemente sani, fino a determinare una controindicazione alla pratica sportiva agonistica. I protocolli di valutazione per l’idoneità sportiva sono molto severi e prevedono in questi casi delle indagini ulteriori (ecocardiogramma, risonanza magnetica, Tac cardiaca) per arrivare a una possibile diagnosi o escludere una cardiopatia sottostante. Partendo da queste premesse, medici e ricercatori della Medicina dello sport del Bambino Gesù hanno promosso uno studio per valutare la prevalenza di anomalie della ripolarizzazione (inversione dell'Onda T) in una popolazione di giovani atleti agonisti e determinare se queste anomalie, rilevate dal tracciato Ecg, possano essere associate all'insorgenza di cardiomiopatie in assenza di altre caratteristiche patologiche.  La ricerca, svolta in collaborazione con i colleghi della Radiologia toracica e cardiovascolare avanzata e della Cardiologia e aritmologia di San Paolo, Palidoro e Santa Marinella, ha coinvolto 581 giovani atleti – età media 15 anni, per l’80% maschi - selezionati nell’arco di 18 mesi per la valutazione dell'idoneità all’attività sportiva agonistica. Per 53 di loro (9%) sono state rilevate anomalie nel tracciato Ecg legate alla presenza dell’inversione dell’Onda T (Wti). Sottoposti a indagini ulteriori (ecocardiogramma, Holter Ecg, Rmn o Tac cardiaca), 17 di loro (3%) non hanno potuto ricevere l’idoneità all’attività sportiva agonistiche a causa delle patologie cardiache riscontrate: 8 cardiomiopatie, 2 miocarditi, 5 ponti miocardici, 2 anomalie coronariche. Gli altri 36 atleti con Wti – in assenza di patologie rilevate - hanno ottenuto l’idoneità agonistica con l’indicazione di controlli ravvicinati ogni 6-12 mesi.  "La probabilità che gli atleti agonisti abbiano una cardiomiopatia nascosta è bassa, ma non trascurabile. Lo screening elettrocardiografico, preliminare all’idoneità sportiva agonistica - commenta Ugo Giordano, responsabile dell’Unità operativa di Medicina dello sport del Bambino Gesù - si conferma dunque un’ottima opportunità per identificare precocemente cardiomiopatie e altre patologie che aumentano il rischio di morte improvvisa in giovani atleti apparentemente sani. Le eventuali anomalie della ripolarizzazione, segnalate dall’inversione dell’Onda T, vanno sempre indagate e approfondite rivolgendosi a centri specializzati. In Italia i protocolli di valutazione per l’accesso all’attività sportiva agonistica sono giustamente molto rigorosi. La visita specialistica per il rilascio dell’idoneità prevede la visita cardiologica, l’elettrocardiogramma a riposo e sotto sforzo, l’esame spirometrico e un referto di esame delle urine. Per l’attività sportiva non agonistica, malgrado non vi sia un obbligo in questo senso, il consiglio dei medici dello sport è quello di effettuare sempre l’elettrocardiogramma a ogni visita per il rilascio del certificato, in considerazione del suo valore quale strumento di screening per la salute". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


REMTECH Expo 2024: incontro tra tradizione agricola e innovazione per un futuro sostenibile

(Adnkronos) - Si apre mercoledì 18 settembre alle ore alle 15:30 (Sea Room - pad. 4) l’edizione 2024 di REMTECH Expo per Confindustria Cisambiente con l’evento "Dal Paesaggio Rurale alla nuova Economia", organizzato nell’ambito della fiera ferrarese. L’Associazione degli industriali dell’Ambiente affiderà le conclusioni al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, la cui attenzione per il sistema agricolo guarda anche all’efficientamento e allo sviluppo attraverso le potenzialità offerte dal biometano. La tutela dei paesaggi rurali di interesse storico, la promozione del patrimonio agricolo e delle conoscenze tradizionali, fattori di identità territoriale, diventano veicolo per forme di sviluppo locale, attraverso il turismo rurale e la promozione dei prodotti tipici locali, senza escludere la possibilità di creare anche un marchio che dia forza nel mercato alla produzione caratteristica di queste aree, considerando le possibilità energetiche del mondo agricolo. I paesaggi rurali di interesse storico rappresentano il nostro passato contadino che ha posto le basi per il mondo industriale che vede, oggi, nella filiera alimentare e nel turismo naturalistico alcuni dei cardini della nostra economia basata su una stretta correlazione tra territorio, agricoltura e ambiente. La salvaguardia dei paesaggi e la riqualificazione ambientale delle aree degradate mediante le operazioni di bonifica sono il pilastro di uno sviluppo che tenga conto del rispetto delle specificità ambientali e del rilancio delle economie locali. “Vogliamo evidenziare gli elementi centrali dell’identità territoriale e dello sviluppo di nuovi modelli economici in grado di convivere in modo armonico e vantaggioso. – dichiara il Direttore Generale di Confindustria Cisambiente Lucia Leonessi – Sono centrali la bonifica delle discariche, il risanamento e la rigenerazione dei territori che tornano ad essere fruibili, favorendo nuove opportunità di crescita economica. Post mortem le discariche diventano negli anni delle vere e proprie miniere da cui ricavare materie prime importanti e persino rare. La presenza del Ministro Pichetto Fratin, che ringrazio per la grande capacità e competenza, conferma una condivisione di intenti e la volontà di procedere sulla strada della valorizzazione dei rifiuti”. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)