Prevenzione cancro al seno, ad ottobre torna 'Nasto rosa' di Lilt

(Adnkronos) - Con oltre 56mila nuove diagnosi registrate nel 2023, il cancro al seno si è confermato il tumore femminile più frequente in Italia, rappresentando quasi il 30% di tutte le neoplasie nelle donne e, purtroppo, la prima causa di morte nella fascia d'età compresa tra i 35 e i 50 anni. Mentre alcuni fattori di rischio, come l'età, la storia riproduttiva e la familiarità, non sono modificabili. Uno degli obiettivi principali della campagna 'Lilt for Women-Nastro Rosa 2024' è "sensibilizzare le donne sui fattori di rischio modificabili, grazie a una maggiore consapevolezza e corretta informazione". Oggi la presentazione a Roma al ministero della Salute con la partecipazione del ministro Orazio Schillaci. La campagna promossa dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori è incentrata sulla prevenzione, sulla diagnosi precoce e sulla solidarietà tra donne. Con il claim Join the Fight, le tre protagoniste di Lilt for Women - Nastro Rosa 2024 invitano le donne a "unirsi nella battaglia contro il cancro alla mammella, sottolineando l'importanza della cura del proprio seno in ogni fase della vita, perché la prevenzione non ha età". Durante il mese di ottobre, questa mobilitazione coinvolge l'intero territorio nazionale grazie alle numerose iniziative promosse dalle oltre 100 associazioni della Lilt ed ai suoi circa 400 ambulatori e spazi di prevenzione.Tra queste, la possibilità di effettuare visite senologiche presso gli ambulatori aderenti, prenotabili al numero verde 800-998877 (da lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 15), e la distribuzione di materiale informativo per diffondere conoscenza su questa crescente patologia e promuovere la prevenzione, unica arma attualmente vincente, come stile di vita. "L'impegno costante della Lilt - ha spiegato Francesco Schittulli, presidente nazionale della Lilt- è investire in salute, consapevoli che l'eliminazione di cattive abitudini come il consumo di tabacco, l'abuso di alcol, l'errata alimentazione e la sedentarietà potrebbero prevenire il 40% dei casi di cancro e ridurre la mortalità nella stessa misura, grazie alla partecipazione agli screening senologici, ancora oggi in stato di sofferenza. Queste evidenze ci spingono ad adottare un approccio trasversale per raggiungere l'obiettivo: mortalità zero per il cancro al seno. Puntiamo quindi a incentivare la prevenzione primaria attraverso la promozione di stili di vita sani e a rafforzare le azioni di prevenzione secondaria per contrastare il ritardo diagnostico, incoraggiando visite specialistiche e l'adesione ai programmi di screening".  "Grazie ai progressi diagnostici e al crescente interesse attivo delle donne, oggi la maggior parte dei cancri viene scoperta nella fase iniziale, quando il trattamento chirurgico è meno invasivo e le terapie più efficaci, a tal punto da parlare sempre più di guaribilità. Questo ha portato a un tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di oltre l'85% - ricorca la Lilt in una nota - Il tumore al seno è uno dei tre tumori per cui il calo della mortalità è stato più evidente negli ultimi decenni (insieme ai tumori dello stomaco e del colon-retto), con circa un milione di donne viventi in Italia dopo diagnosi e terapie. Parallelamente, l'approccio alla cura è in continua evoluzione, diventando sempre più mirato e personalizzato, con trattamenti appropriati in base alle caratteristiche biomolecolari del tumore della paziente: una presa in carico multi-interdisciplinare con una maggiore attenzione alla qualità della vita". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Jony Ive, il padre del design di Apple al lavoro con OpenaAI sul device del futuro

(Adnkronos) - Jony Ive, noto per il suo ruolo chiave nel design di prodotti iconici come l'iPhone, ha confermato di essere al lavoro con Sam Altman, CEO di OpenAI, su un progetto hardware incentrato sull'intelligenza artificiale e ChatGPT. La notizia è stata rivelata in un recente servizio su Ive pubblicato sul New York Times, quasi un anno dopo le prime indiscrezioni su una possibile collaborazione tra i due. I dettagli sul progetto sono ancora scarsi. Secondo quanto riportato, Ive avrebbe incontrato Altman tramite Brian Chesky, CEO di Airbnb, e l'iniziativa sarebbe finanziata da Ive e dall'Emerson Collective, la società di Laurene Powell Jobs. Il Times suggerisce che il progetto potrebbe raccogliere fino a un miliardo di dollari di finanziamenti entro la fine dell'anno, ma non fa menzione di Masayoshi Son, CEO di SoftBank, che si diceva avesse investito un miliardo di dollari nel progetto lo scorso anno. Attualmente il team conta solo 10 dipendenti, ma include figure chiave come Tang Tan ed Evans Hankey, che hanno lavorato a stretto contatto con Ive sullo sviluppo dell'iPhone. LoveFrom, la società di Ive, sta guidando il design del dispositivo. Il team opera da un ufficio di circa 3.000 metri quadrati a San Francisco, parte di una serie di proprietà immobiliari per un valore di 90 milioni di dollari acquistate da Ive nella città. Per quanto riguarda il dispositivo stesso, il Times riporta che Ive e Altman hanno discusso di come l'IA generativa possa consentire la creazione di un nuovo tipo di dispositivo informatico, in grado di offrire agli utenti funzionalità superiori rispetto al software tradizionale grazie alla sua capacità di gestire richieste complesse. Lo scorso anno si vociferava che il dispositivo potesse essere ispirato alla tecnologia touchscreen e all'iPhone originale. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Violenza maschile ripetuta deteriora il cervello delle donne, studio

(Adnkronos) - Oltre a lividi e cicatrici, episodi ripetuti di violenza provocano sul corpo femminile alterazioni comportamentali e neuronali. In particolare, causano un deterioramento dell’ippocampo, un’area coinvolta in modo cruciale nei processi cognitivi come la memoria, l’apprendimento di nuove informazioni e nei meccanismi della navigazione, ma anche nella regolazione dell’umore e delle emozioni. Lo dimostra uno studio condotto su un modello animale da un team internazionale di ricerca guidato dall’Università di Padova, in collaborazione con la Johns Hopkins University di Baltimora, nel corso progetto europeo Pink (Marie Skłodowska-Curie Actions), e pubblicato sulla rivista 'iScience'. Lo ricerca ha evidenziato come, a seguito di attacchi violenti e reiterati, l’organismo femminile mostri una drastica riduzione della formazione di nuove cellule neuronali nell’ippocampo, e possibilmente in altre aree del cervello, accompagnata da un aumento della morte delle cellule neuronali. Secondo Jacopo Agrimi, del Dipartimento di Scienze biomediche dell’università di Padova e primo autore della ricerca, e i colleghi, i soggetti sottoposti nell'esperimento a violenza psicologica e fisica sviluppano nel tempo comportamenti di tipo ansioso-depressivo, a cui è associata una drastica riduzione di uno dei sottotipi dei recettori degli estrogeni, ovvero i cosiddetti recettori beta.  "Con l’aiuto dei colleghi neuroscienziati del Cnr Marco Brondi e Claudia Lodovichi, attraverso studi preclinici, abbiamo dimostrato l’effettiva esistenza di un nesso causale tra la mancanza di questo tipo di recettori per gli estrogeni e lo sviluppo di anomalie del comportamento - spiega Agrimi -. Abbiamo poi esaminato lo stato di una proteina chiamata brain-derived neurotrophic factor (Bdnf), fondamentale per la crescita, lo sviluppo e il mantenimento della struttura e funzionalità delle cellule nervose adulte; nell’essere umano, i livelli normali di Bdnf sono essenziali per il controllo dell’umore, per mantenere le capacità cognitive, e per reagire a diverse forme di stress. Non sorprende aver riscontrato che mimare la violenza tra partner in modelli sperimentali animali porta a una riduzione nell’ippocampo anche di questo fattore, il Bdnf. Questa eventualità potrebbe spiegare ancor meglio perché donne vittime di violenza domestica possano sviluppare nel tempo gravi patologie psichiatriche e neurologiche".  Fino ad oggi - ricordano i ricercatori - pochi studi sperimentali hanno affrontato il problema di quali possano essere le conseguenze strutturali di una ripetuta violenza fisica e psicologica, esercitata ad esempio da un partner, sul sistema nervoso centrale femminile. Se infatti, in molti modelli sperimentali, è stato valutato l’impatto dello stress imposto da un maschio su un altro maschio, la violenza maschile su una donna sembrerebbe avere conseguenze diverse e molto più profonde. Questo studio ha esaminato per la prima volta le ripercussioni che possono derivare in specifiche aree del cervello femminilee del possibile abbattimento di meccanismi fisiologici di protezione che salvaguardano il mantenimento e quindi la funzionalità delle sue cellule. "Restano ancora da validare le evidenze ottenute nel modello sperimentale sull’essere umano e valutare le conseguenze 'strutturali' a lungo termine della violenza domestica - concludono Marco Dal Maschio e Nazareno Paolocci, ultimi autori dello studio - Nello specifico, resta da spiegare da un punto di vista meccanicistico come questa forma di violenza reiterata aumenti nelle donne, tra molte altre condizioni di malattia, il rischio di contrarre varie forme di tumore, malattie cardiovascolari e neurodegenerative. L’università di Padova è impegnata fortemente anche su questo fronte, in concerto con altre strutture all’avanguardia nel trattamento delle donne che hanno subito violenza come il centro antiviolenza dell’ospedale Policlinico di Milano". Sull’onda di questi risultati, la professoressa Gaya Spolverato, del Dipartimento di scienze chirurgiche, oncologiche e gastroenterologiche e delegata alle Politiche per le pari opportunità di UniPD (nonché co-autrice dello studio), ha dato l’avvio ad un nuovo filone di ricerca sperimentale incentrato sui meccanismi che potrebbero legare la violenza domestica reiterata ad una maggiore incidenza di alcune forme tumorali. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salute, 36 società scientifiche per un ambiente a misura di bimbo, nasce Ambo

(Adnkronos) - Cambiamenti climatici e inquinamento (strettamente interconnessi) stanno minacciando il benessere delle future generazioni, rendendo più urgente che mai un intervento concreto. Per contribuire a rispondere a questa sfida, nasce l'Alleanza per un ambiente a misura di bambino (Ambo), un'iniziativa che ha come capofila la Società italiana di pediatria (Sip), e che unisce, nell'ambito dell'area pediatrica, 36 società scientifiche e associazioni, oltre a gruppi di lavoro e singoli esperti, in un'azione congiunta per un futuro più sano e sicuro per i bambini. L'Organizzazione mondiale della sanità stima che entro il 2050, a causa di malnutrizione, diarrea, malaria e stress da caldo, la crisi climatica provocherà 250mila morti in più all'anno con una spesa di 2-4 miliardi di dollari l'anno, e che a pagare il prezzo più alto saranno i bambini sotto i 5 anni sia nei Paesi in via di sviluppo che in quelli sviluppati. Parte da questi dati il progetto Ambo che si propone di stimolare, in collaborazione con le istituzioni nazionali e locali, lo sviluppo di iniziative concrete volte a migliorare la salute pediatrica. L'alleanza affronterà temi cruciali come cambiamento climatico, inquinamento, interferenti endocrini, onde elettromagnetiche ed esposizione ai cellulari fin dalla prima infanzia. L'obiettivo è creare linee guida e materiali educativi per le famiglie, formare pediatri e personale sanitario e coinvolto nella cura dei bambini. Ambo, inoltre, proporrà raccomandazioni per ridurre l'esposizione di donne e neonati agli interferenti endocrini nelle neonatologie, considerata la particolare sensibilità agli effetti tossici in epoca perinatale. Saranno infine sviluppati progetti di ricerca su temi specifici che coinvolgono l'età evolutiva.  "Non possiamo più permetterci di ignorare l'impatto dell’ambiente sulla salute dei bambini. Ambo rappresenta un impegno concreto per invertire la rotta", afferma la presidente della Sip, Annamaria Staiano. "Il pediatra e il personale sanitario devono ritenersi co-responsabili della salute nell'età evolutiva, contribuendo a diffondere una corretta conoscenza delle conseguenze di atteggiamenti scorretti", dicono i coordinatori di Ambo Sergio Bernasconi e Gianni Bona. "E' più che mai necessaria un'azione congiunta e concreta delle varie associazioni e società scientifiche dell'area pediatrica, con il forte coinvolgimento dei decisori politici e degli amministratori locali". I materiali informativi prodotti da Ambo saranno resi disponibili al personale sanitario e alle famiglie attraverso il sito web della Società italiana di pediatria e delle società scientifiche e associazioni coinvolte.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


World Payments Report 2025: la trasformazione digitale è alle porte

(Adnkronos) - Il World Payments Report 2025 del Capgemini Research Institute, pubblicato recentemente, ha evidenziato una fase significativa di riconfigurazione del settore, i pagamenti istantanei e account-to-account (A2A) risultano aver acquisito stanno un ruolo sempre più dominante. Secondo le proiezioni del report, i pagamenti istantanei rappresenteranno il 22% delle transazioni non-cash globali entro il 2028. Questa crescita è sostenuta dalla preferenza dei consumatori per soluzioni di pagamento rapide e senza frizioni, oltre che dalla crescente diffusione dell'e-commerce che richiede sistemi di transazione efficienti e immediati. L'introduzione della direttiva europea sui servizi di pagamento (PSD2) nel 2018 ha segnato un punto di svolta, aprendo la strada all'open banking e, di conseguenza, all'open finance. Quest'ultimo, pur trovandosi ancora nelle fasi iniziali di adozione a livello globale, è destinato a ridefinire il panorama finanziario, promuovendo maggiore trasparenza e competitività tra gli operatori del settore. L'analisi del Capgemini Research Institute svela inoltre come le soluzioni di pagamento A2A stiano sfidando i sistemi tradizionali, potenzialmente riducendo la quota di mercato delle transazioni effettuate con carte di credito. Questa tendenza pone le basi per una revisione delle strategie commerciali delle istituzioni finanziarie, le quali dovranno adattarsi a differenti opportunità di innovazione o diversamente affrontare i rischi di perdita di introiti derivanti dalle commissioni interbancarie. Nonostante l'entusiasmo per l'innovazione, molti istituti bancari hanno manifestato e manifestano una crescente preoccupazione relativa alle frodi e altri rischi operativi associati ai pagamenti istantanei. Allo stato attuale, il rapporto sottolinea come effettivamente solo una ristretta minoranza delle banche sia in grado di gestire pienamente tali pagamenti, evidenziando una lacuna significativa in termini di preparazione infrastrutturale e tecnologica. Il World Payments Report sottolinea la necessità per le banche di adattarsi rapidamente ai cambiamenti in corso, soprattutto in vista delle scadenze normative imminenti come il regolamento sui pagamenti istantanei dell'UE del 2025. Le istituzioni finanziarie saranno chiamate a garantire la piena funzionalità dei pagamenti istantanei, promuovendo al contempo l'integrazione dell'open finance nel loro modello operativo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Diagnosi di Hiv, in un podcast i consigli su come affrontarla

(Adnkronos) - La diagnosi di positività all'Hiv oggi non deve più essere vissuta come una condanna, ma deve essere affrontata con consapevolezza e fiducia. Infatti, chi segue la terapia secondo lo schema prescritto dal medico con costanza e regolarità, può avere un'aspettativa di vita sovrapponibile a chi non ha l'infezione. Eppure, il momento della diagnosi può rappresentare un trauma per chi la riceve: un momento in cui si affollano angosce, paure e domande che devono trovare una giusta risposta. Solo così sarà possibile affrontare il percorso terapeutico in modo corretto, arrivando ad avere una carica virale non rilevabile, che consente di non essere più contagiosi e di ottenere una buona qualità di vita. Come affrontare una diagnosi di Hiv è l'argomento del secondo episodio del podcast 'A voce alta - Dialoghi sull'Hiv', realizzato da OnePodcast in collaborazione con Gilead Sciences, da oggi disponibile al link https://open.spotify.com/show/3WO4OGtxxupBJBiR7Oy1sz.  Sulla piattaforma - ricorda una nota - è già disponibile la prima puntata, uscita a giugno e dedicata ai temi dell'aderenza terapeutica e dello sviluppo di resistenze ai farmaci e al concetto di U=U. I due podcast fanno parte di 'Hiv. Parliamone ancora!', iniziativa nell'ambito di 'Hiv. Ne parliamo?', la campagna di sensibilizzazione promossa da Gilead Sciences con il patrocinio di 16 associazioni di pazienti, della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e dell'Italian Conference on Aids and Antiviral Research (Icar).  In Italia, nel 2022, sono state effettuate 1.888 nuove diagnosi di infezione da Hiv. Circa il 60% dei neo-diagnosticati aveva una compromissione del sistema immunitario e, tra questi, più del 40% con una diagnosi di Aids conclamata. "Questi numeri ci dicono che la maggior parte delle persone arriva alla diagnosi di Hiv in una fase avanzata, quando ha già dei sintomi, anziché per un'abitudine al controllo del proprio stato di salute - afferma Alessandro Lazzaro, Dipartimento di Sanità pubblica e Malattie infettive Sapienza Università di Roma - Purtroppo, non c'è adeguata informazione sul test Hiv, che può essere effettuato attraverso un prelievo di sangue oppure tramite il test rapido - salivare o capillare, con una goccia di sangue - a cui seguirà un'analisi più specifica in caso di positività".  I test rapidi si possono fare anche nei 'check point', centri gestiti da persone con Hiv, dove gli utenti trovano un ambiente senza pregiudizi, familiare, che offre un servizio d'eccellenza. "Al momento della diagnosi le persone pensano che la loro vita cambierà per sempre e non sarà più recuperabile. Non è così - spiega Daniele Calzavara, Milano Checkpoint Ets - Oggi è possibile vivere una vita libera, come quella di tutte le altre persone. E' importante però che fin da subito le persone vengano informate correttamente. Nei check point si può avere un confronto tra pari, che permette di normalizzare fin da subito il vivere con Hiv".  Una volta ottenuta la diagnosi, le persone vengono prese in carico da un centro specializzato e lì intraprendono il loro percorso, che ha come obiettivo quello di iniziare la terapia il prima possibile per poter raggiungere l'abbattimento della carica virale e lo stato di U=U, ovvero Undetectable=Untransmittable. Questo vuol dire che, se il virus non è rilevabile nel sangue, allora non può essere trasmesso. "Raggiungere questo stato è molto importante per le persone con Hiv perché consente di riappropriarsi della propria vita e di viverla liberamente - sottolinea Maria Aurora Carleo, Unità operativa complessa Malattie infettive e Medicina di genere dell'Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli - E' necessario però che venga capita l'importanza di assumere la terapia con regolarità e costanza. Per questo diventa fondamentale parlare con il medico".  Insieme al podcast - continua la nota - è stato realizzato anche un nuovo opuscolo informativo che sarà reso disponibile per i medici a supporto della loro comunicazione con i pazienti. L'opuscolo affronta il tema del paziente neo-diagnosticato, con informazioni utili per affrontare al meglio questo momento. Sulla landing page della campagna - hivneparliamo.it - sono inoltre disponibili le storie dedicate a tutte le tematiche toccate in questi mesi di attività: il benessere mentale, l'aderenza terapeutica, lo sviluppo di resistenze ai farmaci e diversi altri aspetti legati alla quotidianità del vivere con Hiv. Tutti gli strumenti messi a disposizione da 'Hiv. Ne parliamo?' hanno l'obiettivo di promuovere il dialogo fra i medici e le persone con Hiv, per una migliore qualità di vita. "In questi quasi 40 anni di attività a fianco delle persone con Hiv abbiamo lavorato per far sì che la diagnosi di positività all'infezione non fosse più una condanna, e ci siamo riusciti. Oggi chi vive con Hiv, grazie alle terapie, può avere un'aspettativa di vita paragonabile a chi non ha l'infezione e una buona qualità di vita", dichiara Gemma Saccomanni, Senior Director Public Affairs Gilead Sciences. "Ma possiamo e vogliamo fare ancora di più - aggiunge - e ci impegniamo ogni giorno a sviluppare nuovi farmaci, sempre più efficaci e a promuovere una corretta informazione e un maggior dialogo tra medici e pazienti, fin dal momento della diagnosi. Un obiettivo che è anche alla base di 'Hiv. Ne parliamo?', una campagna che offre strumenti concreti a clinici e persone che vivono con questa infezione per costruire un rapporto di fiducia".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Presentato alla Rome Future Week il libro "Algoritmi, Sicurezza ed Etica dell'Innovazione"

(Adnkronos) - Durante la Rome Future Week, la settimana dedicata all’innovazione e al futuro, svoltasi dal 16 al 22 settembre, è stato presentato, presso la libreria indipendente Blue Room, il libro “Algoritmi, Sicurezza ed Etica dell’Innovazione – La persona al centro della transizione digitale”, scritto da Alessandro Alongi e Fabio Pompei, edito da Tab Edizioni. Il volume, prefato dal commissario Agcom Massimiliano Capitanio, ha avuto come protagonisti i suoi due stessi autori, entrambi con un passato da amministratori locali nella Capitale.  Durante la presentazione, i due autori hanno sottolineato l’importanza di questo progetto per riaffermare Roma come centro nevralgico dell’innovazione a livello nazionale, con l’obiettivo di posizionare la città al centro del processo di transizione digitale del Paese.  
La strategicità delle politiche europee nel contesto dell’innovazione
  L’evento di debutto del testo, svoltosi lo scorso anno presso la sede dell’Ufficio italiano del Parlamento Europeo, ha goduto dell’Alto Patrocinio dello stesso Parlamento UE. L’esordio ufficiale è stata arricchita dal patrocinio di altre istituzioni prestigiose, tra cui l’Ordine dei Giornalisti del Lazio, l’Università eCampus, e la Confederazione Italiana dell’Unione delle Professioni Intellettuali - Unionquadri, organizzazione presente sia al CNEL che al CESE di Bruxelles.  
Contenuto del libro
  Il testo affronta temi importanti e attuali legati all’impatto delle tecnologie digitali e dell’Intelligenza artificiale nella società contemporanea. I benefici derivanti dall’uso degli algoritmi di IA sono innegabili, ma gli autori evidenziano anche i rischi connessi, come la perdita di controllo dei dati personali e la crescente esposizione dei cittadini a sollecitazioni artificiali.  Vengono affrontate questioni delicate come il furto di dati nelle pubbliche amministrazioni e il ruolo ambiguo dell’IA nel fomentare disuguaglianze e riprodurre i pregiudizi di chi crea i software. Gli autori, però, suggeriscono come, attraverso una gestione consapevole degli algoritmi, sia possibile sfruttare il loro potenziale in modo etico e responsabile, mettendo sempre al centro l’essere umano.  
Gli autori
  Alessandro Alongi, docente presso l’Università Mercatorum e specializzato in diritto parlamentare, è un giornalista attivo su tematiche di innovazione e privacy, mentre Fabio Pompei, ingegnere informatico e giornalista, ha una lunga carriera accademica e aziendale nel settore delle telecomunicazioni.  Entrambi autori di numerosi saggi, tra cui “Conversione Digitale” (2016), “Il valore dei dati nell’ecosistema digitale” (2019), “Fakedemocracy” (2020), “Diritto della privacy” (2021) sono figure di riferimento nel panorama dell’innovazione tecnologica italiana. Con questo nuovo testo, Alongi e Pompei puntano a sensibilizzare i lettori sui rischi e le opportunità della transizione digitale, offrendo una guida per vivere l’ambiente digitale in modo consapevole nel mondo degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


iPhone 16 è nato vecchio? Le indiscrezioni sul super display di iPhone 17

(Adnkronos) - ## iPhone 17: Un primo sguardo alle indiscrezioni L'iPhone 17 è ancora lontano dal suo lancio ufficiale, ma il mondo della tecnologia è già in fermento per le prime indiscrezioni che emergono sullo smartphone Apple dell'anno prossimo. Non a caso, c'è sete di novità: una delle critiche più aspre mosse all'azienda dopo la presentazione della linea iPhone 16, è stata la poca voglia di innovare l'hardware, ormai migliorato in modo incrementale di anno in anno. Per quanto riguarda iPhone 17, potrebbe portare con sé una novità molto attesa: una delle voci più insistenti suggerisce che Apple stia pianificando di dotare anche il modello base di un display a 120 Hz, un significativo passo avanti rispetto ai 60 Hz dell'attuale iPhone 16. La frequenza di aggiornamento più elevata si tradurrebbe in un'esperienza utente notevolmente migliorata, con immagini più fluide, animazioni più realistiche e schermo sempre acceso anche in standby. Un'altra indiscrezione che ha catturato l'attenzione degli appassionati riguarda il design dell'iPhone 17. Sebbene i dettagli siano ancora scarsi, si vocifera che Apple stia lavorando a un nuovo look, più sottile e leggero rispetto ai modelli precedenti. Questo potrebbe significare cornici ancora più sottili, un modulo fotocamera meno prominente e una sensazione di leggerezza ancora maggiore quando si tiene il telefono in mano. Come ogni anno, ci si aspetta che l'iPhone 17 sia alimentato da un nuovo processore, ancora più potente ed efficiente dal punto di vista energetico rispetto al suo predecessore. Questo chip di nuova generazione consentirebbe di gestire senza sforzo le applicazioni di intelligenza artificiale, che per l'anno prossimo dovrebbero essere disponibili anche in italiano. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


"Visi ritoccati con l'Ai belli senz'anima", l'allarme del chirurgo

(Adnkronos) - Quante volte, guardandosi allo specchio, qualche ragazza insoddisfatta della propria immagine avrà pensato: chissà come sarebbe avere lo sguardo intenso di Salma Hayek e il sorriso sensuale di Penelope Cruz? La risposta è: niente di che, almeno a giudicare dal risultato ottenuto da un esperto di 'morphing', mixando con effetti digitali i tratti di queste due indiscusse bellezze latine. L'esito della loro fusione è ovviamente il volto di una bella donna, sulla carta perfetta, ma senza il fascino dell'una e dell'altra. Com'è possibile? E nell'era dell'intelligenza artificiale sempre più presente in medicina, i ritocchi 'guidati' dall'algoritmo correranno questo stesso rischio? L'obiettivo di un intervento estetico deve essere "eliminare il difetto" che crea problemi al paziente "lasciando l'individualità, la personalità, le altre caratteristiche della persona - avverte il chirurgo plastico Paolo Santanchè in un'intervista all'Adnkronos Salute. "Il naso perfetto - spiega per esempio - non esiste. C'è il naso adatto a quel viso e a quella persona".  Ed è proprio in questo che potrebbero nascondersi le insidie dell'Ai, su cui l'esperto vuole mettere in guardia. Ritocchi sulla carta rispondenti con la precisione di una macchina ai canoni della simmetria e dell'ideale di perfezione, ma 'belli senz'anima'. "Sicuramente l'intelligenza artificiale in tutti i campi, se usata correttamente, può portare aiuto e benefici. Potrà presentare al medico tutte le possibili diagnosi differenziali di alcuni sintomi e consentire che nessuna possibilità diagnostica venga trascurata o sottovalutata. E tanto altro. Ma nel campo della chirurgia estetica ho qualche perplessità".  Per spiegare il suo pensiero Santanchè fa un salto indietro nel tempo: "Quando ho cominciato la mia attività in questo campo non c'erano neanche i computer. I maestri" della chirurgia plastica "ci avevano insegnato a fare delle fotografie al paziente, e per esempio per la rinoplastica, poi con la matita si disegnava un nuovo naso da far vedere all'interessato. Ma il naso che disegnato su una foto piaceva al paziente, non era mai quello giusto per il paziente". Inseguendo quel disegno si sarebbe fatto "sempre un naso troppo piccolo, troppo finto, non adatto". Dopo la matita è arrivato il computer con "software che consentono di modificare l'immagine", sempre più realistici e precisi. Ma c'è un ma, avverte: "L'estetica ha una componente non solo tecnica e psicologica, ma anche artistica che è fondamentale. Difficilmente potremmo chiedere all'intelligenza artificiale di creare capolavori come quelli di pittori e scultori del passato, perché mancherà l'anima dell'artista". 
UNICITA' DEI VOLTI A RISCHIO? - Questo dunque il timore dell'esperto: "Non mi sono mai piaciuti gli strumenti che sembrano sistemi per convincere il paziente a far qualcosa - ragiona Santanchè - Chi si rivolge al chirurgo lo fa perché ha un problema che vuole risolvere, un difetto con cui non riesce a convivere. E questo può capitare a chiunque, anche alle persone più equilibrate. Chi vuole cambiare aspetto, e chiede di avere il naso di Brad Pitt piuttosto che assomigliare a qualche attrice va guidato verso la scelta giusta, che non è quella di essere accontentati. Il chirurgo avventuriero sarà ben contento di fare un intervento in più e magari userà l'Ai per facilitarsi in questo. Presentare un'immagine bella e pronta è molto più veloce che dedicare tempo a parlare col paziente e capirne il problema. Ma noi siamo medici e il nostro obiettivo deve essere curare un disagio. Se il chirurgo plastico non è un bravo 'psicologo', difficilmente avrà un paziente soddisfatto, pur se è tecnicamente bravissimo".  Tornando alle promesse dell'Ai, porsi il problema di come si possa sposare con la chirurgia plastica non è peregrino, considerato che non si parla di un futuro lontano e qualche esperimento è già stato fatto. "Tempo fa - racconta Santanchè - ho visto un'operazione interessante: qualcuno ha preso delle fotografie di personaggi universalmente considerati bellissimi, come Brad Pitt o Sandra Bullock, e le ha sottoposte all'intelligenza artificiale perché li perfezionasse. Sono saltate fuori facce perfette assolutamente insignificanti". Questo perché, analizza, "la bellezza non è perfezione. La bellezza è l'alchimia di un insieme di piccoli difetti che si sposano con una tale armonia da creare un risultato particolarmente piacevole, interessante".  
IL FATTORE UMANO DIETRO AL BISTURI - "E difficilmente l'Ai, almeno da quel che vediamo oggi, riuscirà ad avere l'anima per capire questo - avverte Santanchè - Si rischia di appiattire, omologare, creare perfette copie senz'anima. Il chirurgo ha una persona davanti, deve vederla, parlarci, capirne il carattere, cosa vuole esprimere il suo viso. Al posto di quel difetto che crea disagio, non va creata la cosa perfetta ma quella più adatta. Noi siamo asimmetrici, irregolari. Ma, tante volte, questi difetti messi insieme danno un risultato eccezionale. Se poi vogliamo guardare il lato tecnico e medico-legale e assicurativo, quando si fanno le simulazioni modificando un naso o un seno va precisato chiaramente che quella è solo un'idea, che è impossibile rappresenti il reale risultato dell'intervento. Un conto è fare le cose al computer, un conto è farle col bisturi".  Per cui - conclude Santanchè - se il chirurgo, "invece che applicarsi per ottenere un miglioramento della situazione, promette uno specifico risultato e poi non lo ottiene, il paziente può fargli causa. E l'assicurazione non pagare". Il rischio dunque è che l'aiuto della tecnologia si trasformi in scorciatoie pericolose, oltre che nemiche dell'unicità. "Col paziente invece si deve parlare. C'è una componente psicologica e interpretativa delle sue aspettative che solo un umano con esperienza e pazienza può fare". Con buona pace dei 'robot'. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Motori Capitale, alla Fiera di Roma il motorismo storico riaccende la passione

(Adnkronos) - I motori sono tornati alla Fiera di Roma. Dopo una attesa di diversi anni, la prima edizione di Motori Capitale ha mobilitato dalle prime ore del mattino migliaia di appassionati delle due e quattro ruote d'epoca che hanno affollato i tre padiglioni della Fiera di Roma in un appuntamento che evidenzia la grande fortuna del settore. Come ha sottolineato - in un incontro ospitato dall'ASI - Automotoclub Storico Italiano - il consigliere Mariano Angelucci, Presidente XII Commissione Turismo, Moda, Relazioni Internazionali, "da tempo mancava un evento così: il motorismo storico fa parte della storia di Roma e da parte della maggior parte dell'amministrazione di Roma Capitale c'è la volontà di supportarlo oggi e in futuro" come dimostra la possibilità per le auto storiche "della completa liberalizzazione della circolazione di sabato e domenica più 60 ingressi" nell'area a circolazione limitata. L'expo di veicoli d’epoca a due e quattro ruote ha visto nella prima delle due giornate dell'evento anche una serie di appuntamenti presso lo stand dell'Automobile Club d'Italia, dove è stata presentata la prima indagine scientifica “Il motorismo storico nel Lazio”, realizzata dalla Fondazione Filippo Caracciolo, Centro Studi della Federazione ACI. Una analisi che testimonia - fra l'altro - anche il valore economico del fenomeno, che sposta - solo nella regione - quasi 600 milioni di euro fra spese di gestione, manutenzione, partecipazione a eventi e manifestazioni.  Come ha sottolineato il Segretario Generale dell’Automobile Club d’Italia e Direttore di ACI Storico, Vincenzo Leanza, "il motorismo storico non è una passione per pochi, ma un movimento che unisce intere generazioni, e la missione di ACI Storico è preservare e diffondere un patrimonio anche culturale, che non deve appartenere solo al nostro passato, ma anche al nostro futuro”. E il motorismo storico è anche un 'motore' di occupazione come testimonia la presenza allo stand Aci di oltre 50 studenti del Centro di Formazione Professionale “Teresa Gerini” di Roma, che seguono percorsi di sviluppo delle competenze tecniche e pratiche per il mantenimento delle auto d’epoca. Giovani animati da passione e che tradizionalmente sono oggetto di interesse da parte delle aziende.  Fra gli altri appuntamenti il “2° Raduno Youngclassic”, organizzato dalla redazione delle testate motoristiche di ACI Editore (“L’Automobile”, “L’automobileclassica” e “Youngclassic”), dove i lettori della rivista dedicata ai giovani, a bordo delle proprie auto dagli anni ’70 agli anni 2000, hanno ricevuto i riconoscimenti assegnati da una giuria di esperti. Un altro incontro molto seguito il talk “Campioni romani del volante” che ha ripercorso le gesta di Piero Taruffi e dei suoi 'eredi' fino ai piloti romani del periodo contemporaneo, ricordati negli interventi di Emanuele Pirro e Prisca Taruffi.  Quanto all'Asi - presente anche attraverso i numerosi stand dei suoi club federati - l'agenda ha visto oggi la presentazione della mostra di ModenArt - già proposta nei mesi estivi nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy - che comprende sette opere in alluminio, ferro e legno realizzate dagli stessi maestri carrozzieri modenesi che negli anni ’50 e ’60 costruirono nella celebre Carrozzeria Scaglietti le più iconiche e vincenti auto sportive (Ferrari su tutte), oggi contese dagli appassionati di tutto il mondo.  Domani invece verranno illustrati i prossimi grandi eventi ASI come la Giornata Nazionale del Veicolo d’Epoca del 29 settembre e l’ASI Show atteso a Pesaro (Capitale Italiana della Cultura 2024) dal 18 al 20 ottobre, oltre a un incontro con i rappresentanti della Fondazione Bulgari, una delle realtà italiane più importanti ad operare per la storia del motorismo, presente a Motori Capitale con una serie di modelli iconici e perfettamente conservati, come la Cadillac Double Eight 16 cilindri o la Oldsmobile 88. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)