Presidente Inca Michele Pagliaro assume coordinamento attività Ce.Pa

(Adnkronos) - Per la durata di un anno Michele Pagliaro, presidente di Inca, assumerà anche il coordinamento delle attività del raggruppamento Ce.Pa che comprende i 4 principali Istituti di Patronato italiani (Acli, Inca, Inas e Ital), che complessivamente possono contare circa 6.300 operatori e quasi 3 mila sedi su tutto il territorio nazionale. Con un volume di attività di diversi milioni di pratiche previdenziali e socioassistenziali, svolte ogni anno, il raggruppamento rappresenta un presidio sociale prezioso per rispondere ai bisogni di tutti i cittadini e di tutte le cittadine. Il passaggio delle consegne, che si svolge ogni anno, è avvenuto il 24 settembre scorso.  “E’ una occasione importante - spiega Pagliaro - a partire dalle prossime settimane vogliamo caratterizzare il nostro impegno su tre sfide importanti: la riforma della legge 152/2001, la semplificazione delle procedure per il riconoscimento delle misure di welfare state, in continua evoluzione considerando i numerosi cambiamenti in corso su materie complesse, come la previdenza, la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici contro gli infortuni e le malattie professionali; il terzo filone, infine, i temi della qualità dei servizi offerti e del processo di digitalizzazione delle pratiche”.  “Temi - sottolinea - che ci stanno particolarmente a cuore e che hanno bisogno di essere sostenuti attraverso un confronto con gli enti previdenziali e il ministero del Lavoro, da cui dipende il rafforzamento di una straordinaria rete di solidarietà, come quella dei Patronati, che in tutti questi anni sono stati un presidio di prossimità e di accoglienza, soprattutto durante la pandemia, in favore dei disoccupati, lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati”.  ---lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


LinkedIn Top Startups Italia 2024: le Startup che innovano il mercato

(Adnkronos) - Il World Professional Network, LinkedIn, con una nota ufficiale, ha presentato la quinta edizione della sua lista annuale Top Startups Italia, mettendo in luce le 10 aziende emergenti che stanno lasciando un'impronta significativa nel panorama imprenditoriale del Paese e che si caratterizzano per l'integrazione dell'intelligenza artificiale con l'obiettivo di migliorare accessibilità, funzionalità ed efficienza nei vari settori di mercato. Le aziende presenti nella lista di quest'anno sono state selezionate in base a quattro criteri principali: la crescita della forza lavoro, l'interazione degli utenti con le aziende e i loro dipendenti, l'interesse da parte di professionisti in cerca di nuove opportunità lavorative e la capacità di attrarre talenti di spicco nel settore. Tra i settori più rappresentati troviamo la gestione delle risorse finanziarie, la mobilità, il digital marketing e l'organizzazione di viaggi. Al primo posto si posiziona hlpy, una startup nel settore automotive che, attraverso l'uso di AI e machine learning, si è affermata per la sua efficacia nel fornire assistenza stradale in Italia, Spagna e Francia. Seguono poi Up2You, Scalapay e Smartpricing, aziende che hanno migliorato la loro posizione rispetto all'anno precedente grazie a soluzioni software innovative per la sostenibilità e il revenue management. Una delle novità di quest'anno è SiVola, una travel tech company che ha saputo distinguersi nell'organizzazione di viaggi di gruppo, grazie all'influenza e alla competenza di noti travel influencer italiani. “Le startup rappresentano sempre più una delle forze trainanti dell'innovazione, grazie allo sviluppo di soluzioni e servizi al passo con le esigenze economiche e sociali di oggi. Attraverso l'analisi dei dati di LinkedIn”, commenta Michele Pierri, Senior Managing Editor di LinkedIn Notizie Italia, “la classifica Top Startups Italia vuole raccontare questi trend, continuando a mettere in luce una serie di aziende che stanno non solo cambiando in vario modo i loro settori di riferimento, ma anche contribuendo a plasmare il futuro del lavoro e dell'imprenditorialità, distinguendosi per la capacità di attrarre talenti, di innovare e di crescere nel loro ambito”. Tra le nuove entrate troviamo anche Freedome, un provider di attività outdoor che, operando come società benefit, pone un forte accento sul contributo al benessere delle comunità locali. Questo approccio sottolinea una tendenza crescente tra le startup di valorizzare non solo l'innovazione tecnologica ma anche l'impatto sociale. Le altre aziende che chiudono la classifica — Contents, AccessiWay e Oversonic — si concentrano su servizi IT e digital, con un forte impiego di AI per migliorare l'accessibilità digitale e l'efficienza dei processi aziendali. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Cybersicurezza: solo un’organizzazione su tre riesce a gestire la sicurezza informatica 24 ore su 24

(Adnkronos) - Il recente studio condotto da Trend Micro, leader mondiale nella sicurezza informatica, intitolato “Underfunded and unaccountable: How a lack of corporate leadership is hurting cybersecurity”, evidenzia fondamentali carenze nel settore della sicurezza informatica a livello globale. Presentato come una delle analisi più approfondite del settore, il rapporto svela una realtà in cui solo una minoranza di organizzazioni è in grado di garantire una gestione continua della sicurezza. Secondo il report di Trend Micro, solo il 36% delle aziende dispone di personale adeguato per garantire una copertura di sicurezza informatica ininterrotta, un dato che sottolinea la difficoltà di molte realtà aziendali nel mantenere standard di sicurezza elevati 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Questa carenza può avere ripercussioni significative sul grado di protezione dagli attacchi informatici, sempre più sofisticati e frequenti. 
Il 35% delle aziende impiega tecniche di attack surface management per valutare i rischi, mentre solo il 34% risulta conforme a quadri normativi consolidati come il NIST. Questi dati riflettono una generale mancanza di risorse e di strategie adeguate per fronteggiare le minacce in modo efficace, lasciando molte organizzazioni vulnerabili a potenziali falle di sicurezza.  Tuttavia una delle rivelazioni più allarmanti dello studio è la percezione della sicurezza informatica come un compito marginale per i vertici aziendali, con quasi la metà degli intervistati (48%) che lamenta un disinteresse da parte dei responsabili aziendali. Tale disattenzione si traduce in una mancanza di direttive chiare e di investimenti adeguati nella sicurezza, compromettendo l'efficacia delle misure di protezione adottate. “È importante che i Chief Information Security Officer (CISO) comunichino i rischi informatici con chiarezza, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione e coinvolgendo attivamente i Consigli di Amministrazione”, afferma Alessandro Fontana, Country Manager di Trend Micro Italia. “Per affrontare al meglio queste sfide, le aziende dovrebbero prendere in considerazione l'adozione di una soluzione integrata. Tale soluzione non solo deve proteggere l'intera superficie di attacco, ma anche permettere un monitoraggio dei rischi in tempo reale e una gestione automatizzata delle criticità. Questo approccio rafforza notevolmente la resilienza dell’organizzazione ed è inoltre cruciale che la piattaforma sia integrabile con soluzioni di terze parti, per garantire una protezione completa e una gestione più fluida della sicurezza”. La ricerca, condotta da Sapio Research nel 2024, ha coinvolto 2.600 decision maker IT in tutto il mondo. Il campione in Italia è stato di 100 intervistati.  ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Tumori, da mutazione prenatale leucemia linfoblastica acuta nel primo anno d'età

(Adnkronos) - Colpisce i bambini nel primo anno di vita. E' una particolare forma di leucemia linfoblastica acuta e, in diversi casi, è correlata all'alterazione di un gene chiamato Nutm1. L'alterazione di questo gene si verifica quando il cromosoma in cui è localizzato si rompe e si ricostituisce in una forma modificata, che caratterizza, in diversi pazienti, le cellule di questa particolare tipologia di leucemia. E', in altre parole, una mutazione che avviene prima della nascita, e non è qualcosa di ereditario, perché mamma e papà non ne sono portatori. A dimostrare per la prima volta al mondo questa origine sono stati ricercatori italiani della Fondazione Tettamanti dell'Irccs San Gerardo dei Tintori di Monza.  La scoperta, pubblicata sul 'British Journal of Haematology', è stata possibile grazie all'analisi delle cellule del cordone ombelicale di una piccola paziente che oggi sta bene, dopo aver sviluppato la malattia diversi anni fa. Il cordone ombelicale era stato conservato e donato alla ricerca scientifica dalla famiglia della bambina. La mutazione di Nutm1 è di tipo somatico, si osserva solo nelle cellule leucemiche dei pazienti e non dei genitori e per questo è un'alterazione non ereditaria. Lo studio è stato sostenuto da Fondazione Tettamanti, Comitato Maria Letizia Verga (progetto Passaporto Genetico) e Fondazione Airc per la ricerca sul cancro. "Il lavoro condotto congiuntamente dalle nostre ricercatrici Michela Bardini e Grazia Fazio è un ulteriore passo avanti nella comprensione delle componenti genetiche di questa malattia", ha osservato Giovanni Cazzaniga, responsabile dell'Unità di ricerca di genetica delle leucemie della Fondazione Tettamanti del San Gerardo. "La mutazione del gene Nutm1 fa parte delle decine di alterazioni genetiche legate all'insorgere della leucemia linfoblastica acuta e si osserva, in particolare, in circa il 5% dei bambini che ne sono colpiti nel primo anno di età. L'alterazione di Nutm1 è associata a una prognosi più favorevole della malattia, come è stato osservato in recenti ricerche internazionali, cui anche il nostro gruppo ha contribuito. Pertanto, studiare e rilevare questa mutazione, insieme alle altre alterazioni genetiche che caratterizzano questa patologia, dovrebbe consentire in futuro di definire approcci terapeutici ancora più precisi e mirati". La leucemia linfoblastica acuta è un tumore del sangue che origina da un tipo particolare di globuli bianchi, chiamati linfociti. È detta acuta perché in genere è aggressiva e a progressione rapida. La forma che si manifesta nel primo anno d'età si osserva in meno del 5% pazienti che ogni anno sviluppano questa patologia. In Italia si contano circa 35-40 nuovi casi per milione di bambini e ragazzi (fonte Aiom-Airtum). Le alterazioni genetiche associate alla leucemia linfoblastica acuta, tra cui quella nel gene Nutm1 oggetto dello studio, sono chiamate traslocazioni cromosomiche: in pratica una rottura nella struttura di un cromosoma fa sì che una parte di esso traslochi in un'altra posizione sullo stesso cromosoma o a volte, addirittura, su un altro cromosoma. In genere le cellule dei mammiferi, tra cui quelle umane, sono in grado di riparare la lesione, ripristinando la struttura originaria. In alcuni casi invece lo scambio di frammenti tra cromosomi non omologhi permane, con la possibilità che insorgano diverse patologie anche tumorali. Una specifica area della ricerca della Fondazione Tettamanti si concentra sulle mutazioni genetiche associate alla leucemia linfoblastica acuta. Grazie ai risultati di uno studio precedente, i ricercatori avevano osservato che la prognosi della malattia diagnosticata nel primo anno d'età è migliore nei pazienti in cui è alterato il gene Nutm1, mentre risulta peggiore se è coinvolto un altro gene chiamato Pax5. I risultati erano stati pubblicati nel 2020 sulla rivista 'Blood' e allo studio della Fondazione Tettamanti avevano collaborato ricercatori dell'università di Milano Bicocca e di altri centri clinici italiani. I risultati attuali sull'origine prenatale della mutazione di Nutm1, insieme alla scoperta del 2020 e ai dati raccolti in altri studi in corso in questo ambito, vanno nella direzione di terapie sempre più mirate e precise, evidenziano gli esperti. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Covid, "cervello invecchiato di 20 anni" a oltre un anno da ricovero: lo studio

(Adnkronos) - Un ricovero per Covid grave può segnare a tal punto che, dopo 12-18 mesi, ci sono ancora i segni della perdita di funzione cognitiva. L'entità dei danni osservati dai ricercatori? Come se il cervello fosse invecchiato di 20 anni. A svelarlo è il più grande studio condotto finora nel Regno Unito per fotografare l'impatto immediato e a lungo termine di Covid-19 sulla mente dei pazienti. A distanza di oltre un anno dall'ospedalizzazione queste persone hanno una funzione cognitiva peggiore rispetto ai partecipanti di controllo abbinati nello studio per operare il confronto. I risultati sono correlati con un volume cerebrale ridotto in aree chiave, osservato nelle scansioni di risonanza magnetica. Non solo: gli esperti hanno raccolto anche evidenze di livelli alti a livello anormale di proteine spie di danno cerebrale nel sangue.  Il team di ricerca che ha indagato su questi deficit cognitivi post-Covid è stato guidato dall'università di Liverpool e dal King's College London e ha coinvolto un elevato numero di scienziati anche di altri atenei come l'università di Birmingham. I risultati - ottenuti nell'ambito del consorzio Covid-Cns - sono pubblicati su 'Nature Medicine'. "Dopo il ricovero in ospedale per Covid-19, molte persone segnalano sintomi cognitivi persistenti, spesso definiti come 'nebbia cerebrale'", spiega l'autrice dello studio Greta Wood, dell'università di Liverpool. Ma "non è chiaro se vi siano prove oggettive di deterioramento cognitivo e, in tal caso, se vi siano prove biologiche di danno cerebrale. E, cosa più importante, se i pazienti guariscono nel tempo. In questa ricerca abbiamo studiato 351 pazienti Covid che sono stati ricoverati. Abbiamo scoperto che, sia quelli con complicanze neurologiche acute che quelli senza, avevano una cognizione peggiore di quanto ci si aspetterebbe per la loro età, sesso e livello di istruzione, sulla base di 3.000 soggetti di controllo". E' vero, osservano gli autori Matthew Broome e Thomas Jackson (università di Birmingham), "i deficit cognitivi post-Covid osservati in questo studio sono equivalenti a 20 anni di invecchiamento normale, ma dovremmo ricordare che" le persone studiate "sono pazienti che sono stati ricoverati in ospedale con Covid. I risultati quindi non dovrebbero essere troppo generalizzati a tutte le persone che hanno vissuto un'esperienza di Covid", rassicurano. "Tuttavia, l'entità del deficit in tutte le abilità cognitive testate e i collegamenti con lesioni cerebrali nelle scansioni cerebrali e negli esami del sangue, forniscono la prova più chiara fino ad oggi che il Covid può avere impatti significativi sulla salute del cervello e della mente molto tempo dopo la guarigione dai problemi respiratori". In altre parole, per le persone colpite da questi danni cerebrali, può essere come passare di colpo dall'avere la prontezza mentale di un 50enne a quella di un 70enne, per dare un'idea dell'entità dell'impatto. Il lavoro fa parte dello studio di neuroscienze cliniche Covid-Cns dell'Università di Liverpool, che affronta l'esigenza critica di comprendere le cause biologiche e gli esiti a lungo termine delle complicazioni neurologiche e neuropsichiatriche nei pazienti Covid ricoverati in ospedale. Un dato è ormai certo: "Covid-19 non è una patologia semplicemente polmonare. Spesso i pazienti più gravemente colpiti sono quelli che hanno complicanze a livello cerebrale - osserva l'autore corrispondente, Benedict Michael, professore di neuroscienze all'Università di Liverpool - Questi risultati indicano che il ricovero con Covid può portare a deficit cognitivi globali e oggettivamente misurabili che possono essere identificati anche 12-18 mesi dopo l'ospedalizzazione".  "L'associazione con i biomarcatori di danno alle cellule cerebrali nel sangue e il volume ridotto delle regioni cerebrali sulla risonanza magnetica indicano che potrebbero esserci meccanismi biologici misurabili alla base di tutto questo - continua l'esperto - Ora il nostro gruppo sta lavorando per capire se i meccanismi che abbiamo identificato nel Covid possono essere responsabili anche di risultati simili in altre infezioni gravi, come l'influenza". La ricerca sul lungo termine, conclude Gerome Breen del King's College di Londra, "è ora fondamentale per determinare come questi pazienti guariscono o chi potrebbe peggiorare e per stabilire se questo problema è esclusivo di Covid-19 o una lesione cerebrale comune con altre infezioni. Il nostro lavoro può aiutare a guidare lo sviluppo di studi simili su chi ha sviluppato Long Covid". Spesso questi pazienti "hanno sintomi respiratori molto più lievi e segnalano sintomi cognitivi come la nebbia cerebrale". Approfondire le dinamiche può aprire la strada "per sviluppare strategie terapeutiche". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


I Linkin Park cantano l'inno 2024 dei mondiali di League of Legends

(Adnkronos) - Il nuovo inno dei Mondiali 2024 di League of Legends è stato finalmente rilasciato. Si tratta di "Heavy Is The Crown", un potente brano interpretato dalla celebre band internazionale Linkin Park, ora disponibile su YouTube e sulle principali piattaforme di streaming musicale. Il video musicale, che accompagna la canzone, vede come protagonista il leggendario giocatore professionista di League of Legends, Lee "Faker" Sang-hyeok. Faker viene ritratto come un re appena incoronato, costretto a difendere il suo regno da un'orda di sfidanti. La narrazione, che celebra la vittoria di Faker e dei T1 ai Mondiali 2023, si intreccia con la storia di Londra, città che ospiterà la finale dei Mondiali il 2 novembre 2024, e i suoi antichi regni e dinastie. Il video è un tributo allo spirito competitivo dei giocatori di LoL e cattura l'essenza della sfida che attende i partecipanti ai Mondiali 2024. La canzone "Heavy Is The Crown" sottolinea perfettamente il peso delle aspettative e la determinazione necessaria per raggiungere la vetta. "Poter collaborare con Riot per offrire questo inno alla community internazionale di League of Legends è stata un'esperienza straordinaria", ha dichiarato Mike Shinoda dei Linkin Park. "Per noi questo brano rappresenta il culmine di una nuova era, imbriglia il nostro sound caratteristico e lo carica di nuova energia. Non vediamo l'ora che i giocatori e i fan possano ascoltarlo". ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Festival dell’Acqua 2024, il gruppo Cap è pronta a sfide del settore

(Adnkronos) - Tutelare la risorsa idrica per preservare la ricchezza del territorio, attraverso un impegno concreto e sinergico con l’obiettivo di ridurre gli sprechi di acqua e promuovere un miglioramento continuo del servizio idrico. Ma non solo: analizzare e comprendere i cambiamenti climatici che, mai come quest’anno, hanno portato a eventi estremi per rendere sempre più efficienti reti e strutture. E ancora, scommettere su innovazione ed economia circolare per creare valore. Queste le principali tematiche che Gruppo Cap, la green utility che gestisce il servizio idrico della Città metropolitana di Milano, affronterà in occasione del Festival dell’Acqua, la manifestazione organizzata da Utilitalia, la Federazione delle imprese di acqua, ambiente ed energia, che si terrà dal 24 al 26 settembre 2024 a Firenze (24/9 presso il Palazzo Vecchio – Salone dei Cinquecento, 25-26/9 presso la Fortezza da Basso). Giunto alla sua ottava edizione, il Festival proporrà tre giornate di riflessioni e approfondimenti con esponenti della politica, tecnici ed esperti del settore nazionali e internazionali, oltre a eventi e manifestazioni che coinvolgeranno la città di Firenze per riflettere sull’importanza della risorsa idrica. Gruppo Cap prenderà parte a 3 panel di approfondimento con il Direttore Generale Michele Falcone, il Responsabile settore Waste Giovanni Vargiu e il Direttore Relazioni Esterne e Sostenibilità Matteo Colle: dai macro-temi dedicati al climate change ed eventi metereologici estremi a quello dell’economia circolare, passando per il tema della resilienza idrica e rigenerazione urbana. "Mai come quest’anno abbiamo vissuto le conseguenze, sempre più evidenti, del cambiamento climatico - commenta Yuri Santagostino, Presidente di Gruppo Cap – ecco perché Gruppo Cap si impegna costantemente per sviluppare e mettere in atto soluzioni efficienti e tecnologicamente avanzate. Abilitare e guidare la transizione del territorio e proteggere la risorsa più preziosa che abbiamo è la sfida imprescindibile a cui siamo chiamati tutti noi, operatori del settore. Per fare la differenza dobbiamo mettere a fattor comune le innovazioni che utilizziamo nella gestione dei processi e la condivisione delle nostre diverse competenze". Gruppo Cap conferma ancora una volta la centralità della sostenibilità nella propria strategia di business, così come l’impegno e il dialogo costante dell’azienda con il territorio, gli stakeholder, i collaboratori, ma anche l’ambiente e la tecnologia. Proprio quest’anno, Cap ha presentato il suo nuovo Piano di Sostenibilità, un documento volto a guidare le scelte dell’azienda per i prossimi anni e che nasce dalla valutazione dei risultati raggiunti sinora, ma anche dall’analisi del contesto esterno, profondamente mutato rispetto al 2019, anno in cui la green utility ha pubblicato il suo primo piano. L’obiettivo è di garantire nel tempo la generazione del valore per gli shareholder, i collaboratori, gli stakeholder e il territorio, e porre le basi di un futuro più sostenibile per le prossime generazioni. Ed è proprio per creare sempre più valore che, sempre in questo 2024, è nata Cap Evolution, la nuova realtà di Gruppo Cap che opera nei settori del Waste, Wastewater ed Energy. Cap Evolution gestisce i 40 impianti di depurazione del Gruppo, vere e proprie bioraffinerie che, oltre a occuparsi del trattamento delle acque reflue, in molti casi possono essere utilizzati per la valorizzazione degli scarti. Gli appuntamenti di Gruppo Cap al Festival dell’Acqua 2024: mercoledì, 25 settembre (15.30 – 18.00 | Sala Tevere) Resilienza idrica e rigenerazione urbana: dalla tutela della risorsa alla valorizzazione dei territorI – VII Workshop Annuale dell’Osservatorio Idrico Oswi. Il Direttore Generale di Gruppo CAP, Michele Falcone parteciperà all’incontro volto a evidenziare il ruolo di crescente rilevanza del settore idrico nello sviluppo sociale, economico e ambientale dei territori. Giovedì, 26 settembre (9.30-13.00 | Sala Po), Prospettive per la gestione dei fanghi di depurazione. Giovanni Vargiu, Responsabile settore Waste di Gruppo CAP, prenderà parte al terzo panel dedicato a esplorare l’importanza, economica e ambientale, dei fanghi di depurazione nell’ambito del trattamento delle acque reflue che interessa le aziende del servizio idrico integrato, anche in chiave di responsabilità legali. (14.00-17.30 | Sala Arno) Servizi idrici e climate change misure di adattamento e mitigazione, riduzione perdite. Il Direttore Relazioni Esterne e Sostenibilità di Gruppo Cap, Matteo Colle sarà al tavolo di discussione durante il secondo panel per analizzare, studiare e approfondire gli effetti del cambiamento climatico e l’imperativa necessità di ripensare da un punto di vista urbanistico, tecnico e organizzativo le politiche di regolazione. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Italiani bocciati in igiene del cellulare, Ciccozzi: "Ricettacolo di germi e batteri"

(Adnkronos) - Amato e coccolato, ma poco pulito. E' lo smartphone, che ogni italiano usa centinaia di volte al giorno "appoggiandolo dove capita, sul tavolino del bar o su quello del treno, spesso viene prestato e alcuni professionisti, tipo i giornalisti, lo mettono vicino alla bocca dell'interlocutore che registrano. Se un dispositivo è usato con così grande continuità, va anche pulito e non vedo mai nessuno farlo. Mentre come abbiamo imparato durante la pandemia l'igiene delle mani è fondamentale, quindi deve esserlo anche per il proprio cellulare o per gli altri dispositivi, e va curata più volte al giorno", dice all'Adnkronos Salute l'epidemiologo Massimo Ciccozzi, anche in vista dell'arrivo della stagione influenzale.  "Portiamo ovunque i dispositivi mobili e in questo modo li rendiamo vettori di germi e batteri - avverte Ciccozzi - mentre vanno puliti ogni volta che li usiamo, come facciamo con le mani". L'esperto ricorda poi che per alcuni patologie "esistono vettori animati, dalle zanzare alle zecche, ma anche vettori inanimati che sono i piani di lavoro, i computer, gli schermi di ecografi portatili, gli endoscopi e oggetti come, appunto, gli attrezzi della palestra e i cellulari che - evidenzia - passano da una persona all'altra trasmettendo germi tramite goccioline di fluido che, se infette, si piantano sull'oggetto e possono infettare la persona che lo usa".  "In fondo serve solo un po' di accortezza, non è che possiamo detergere troppo i nostri dispositivi. Magari si può usare una miscela di acqua e alcol, o prodotti chimici appositamente creati per gli apparecchi elettronici - suggerisce Ciccozzi - che sicuramente evitano una possibile trasmissione e non danneggiano il cellulare". In passato alcuni studi avevano affrontato il tema smartphone-batteri, mostrando le immagini al microscopio dei germi sulla superificie o indicando come un cellulare potesse essere più sporco di un water. "Ma non spaventiamoci troppo - conclude l'epidemiologo - Anche se si viene a contatto con questi batteri, non è detto che si contragga un'infezione".  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Newcold-Froneri: a Ferentino nuovo 'polo del freddo'

(Adnkronos) - Un nuovo polo del freddo, che costituirà il più grande e innovativo magazzino logistico automatizzato del Centro - Sud Italia: è stata poggiata oggi a Ferentino, in provincia di Frosinone, la prima pietra del nuovo cold store di NewCold, leader globale nella logistica alimentare avanzata. Lo stabilimento, che entrerà in funzione nel 2026 e sarà determinante nella strategia della società per coprire logisticamente l’area del Centro - Sud Italia, prevederà oltre 70 milioni di euro di investimenti e creerà dai 150 ai 200 nuovi posti di lavoro.  La struttura sorgerà nei pressi dello stabilimento a Ferentino di Froneri, seconda potenza al mondo nel settore del gelato confezionato e prima della produzione di gelati a marchio del distributore, e sarà collegata a esso attraverso un tunnel dedicato: una soluzione inedita per il mercato italiano, che permetterà di ottenere importanti benefici ambientali e ridurre l’inquinamento da trasporto, supportando la crescita del business di Froneri e ampliando ulteriormente la partnership virtuosa tra le due realtà. All’evento di presentazione del nuovo Polo, svoltosi oggi sul sito in cui sorgerà il magazzino, sono intervenuti Bram Hage, founder e ceo di NewCold, Luca Quaresima, country manager Italy di NewCold, Pietro Monaco, global head of operations di Froneri e Piergianni Fiorletta, sindaco di Ferentino.  “Siamo orgogliosi di integrare questa struttura nella nostra rete italiana”, ha dichiarato Bram Hage, founder e ceo di NewCold. “Il magazzino di Ferentino stabilirà nuovi standard in termini di automazione e sostenibilità, rafforzando il ruolo dell’Italia nella filiera alimentare europea”.  “Questo progetto rappresenta un punto di svolta per la logistica in Italia”, ha aggiunto Luca Quaresima, country manager Italy di NewCold. “Non solo aumenterà l’efficienza della catena di fornitura, ma consoliderà anche la nostra posizione nel mercato in rapida espansione della catena del freddo”. "Siamo felici di essere al fianco di NewCold nella futura apertura del nuovo polo del Freddo di Ferentino”, ha infine commentato Pietro Monaco, global head of operations di Froneri. “La partnership tra le nostre due realtà dura da oltre dieci anni ormai, e non si limita all’Italia, ma coinvolge anche l’Australia, l’America e molti Paesi europei ed extraeuropei, come l’Inghilterra, la Francia, la Germania e la Polonia. Il nuovo hub di Ferentino si inserisce quindi in una collaborazione internazionale di lunga data, ma che guarda al futuro, con diversi progetti all’orizzonte: una partnership che, siamo certi, è destinata a darci ancora grandi soddisfazioni. Sia in termini di miglioramento del nostro livello di servizio, sia a livello di impatto ambientale”.  La nuova struttura - all’interno della quale, insieme ai prodotti Froneri, verranno immagazzinati in minor quantità anche i prodotti di altre aziende - sarà costruita in fasi, con la Prima Fase che fornirà 62.000 spazi pallet e supererà i 40 metri di altezza, presentando innovazioni all’avanguardia nel carico e scarico automatizzato dei veicoli, nonché l’automazione completa dei processi di prelievo. Il magazzino di New Cold sarà all’avanguardia anche dal punto di vista energetico: il nuovo hub utilizzerà infatti il 50% di energia in meno rispetto ai magazzini tradizionali, sfruttando diverse fonti energetiche rinnovabili. Il nuovo cold store si inserisce all’interno della rete in espansione di Newcold in Italia, che già include importanti centri logistici a Piacenza (Fiorenzuola d’Arda) e Borgorose. Insieme, queste strutture supporteranno una distribuzione efficiente su tutto il territorio italiano, migliorando le capacità dell’azienda nella logistica della catena del freddo con uno spazio totale per 200.000 pallet nel Paese. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Polymarket pronta al lancio del suo token?

(Adnkronos) - Dal successo con le scommesse all’ingresso nel settore fintech. Potrebbe essere questa la parabola di Polymarket, che negli ultimi anni ha conquistato gli appassionati con i suoi servizi innovativi. La piattaforma starebbe infatti preparando il lancio del suo nuovo token. Per realizzare questo sogno, l’impresa ha organizzato una raccolta fondi sul mercato finanziario. L’obiettivo è raggiungere una cifra vicina ai 50 milioni di euro, che conferirebbe una certa solidità al nuovo corso di politica aziendale. ---economia/fintechwebinfo@adnkronos.com (Web Info)