Pubg Mobile e Tekken 8, collaborazione fino al 31 ottobre

(Adnkronos) - PUBG Mobile, uno dei titoli più giocati nel panorama mobile, ha annunciato una nuova collaborazione con Tekken 8, il più recente capitolo della celebre serie di picchiaduro. L’iniziativa, attiva dal 1° ottobre fino al 31 ottobre 2024, offre ai giocatori di PUBG Mobile una serie di contenuti esclusivi ispirati ai combattenti iconici del gioco di Bandai Namco. I partecipanti potranno accedere a premi tematici attraverso il Prize Path, tra cui set che permettono di personalizzare il proprio personaggio come alcuni dei lottatori più noti di Tekken 8, tra cui Jin Kazama, Kazuya Mishima e Nina Williams. I set consentiranno ai giocatori di impersonare i protagonisti della saga mentre competono nelle battaglie. La collaborazione introduce inoltre nuove emoticon, come la Tekken 8 Collaboration Entry Emote e la Victory Results Emote, progettate per arricchire l’esperienza di gioco, consentendo ai giocatori di celebrare le loro vittorie. Tra i contenuti esclusivi figura anche una skin per l’arma PP-19 Bizon, ispirata a Jin Kazama, destinata a chi desidera personalizzare ulteriormente il proprio stile. Durante l'evento, saranno disponibili ulteriori oggetti a tema Tekken 8, tra cui graffiti, regali a tema (come l’edizione speciale Jin vs Kazuya), avatar e cornici per avatar, offrendo ai giocatori diverse opzioni per mostrare il loro supporto ai due franchise. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dengue, Burioni su focolaio a Fano: "Situazione fuori controllo"

(Adnkronos) - La Dengue a Fano? "Situazione fuori controllo (le infezioni sono come minimo il doppio). Speriamo nell'arrivo del freddo. Di nuovo, pensate fosse successo a giugno". E' la riflessione postata su Facebook dal virologo Roberto Burioni dopo le news relative al focolaio nelle Marche.  
I casi accertati nell'area di Fano sono ormai a quota 102 e l'esperto evidenzia come vada considerato anche il sommerso. La chiave, ammonisce, è "eliminare le zanzare tigre che trasmettono la malattia". Dal punto di vista medico, spiega il professore di virologia e microbiologia dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, sentito dall'Adnkronos Salute, "dove ci sono uomini non ci devono essere zanzare tigre. Fine del discorso. Se poi per altri motivi si decide di non eradicarle (magari di non provarci neanche) la questione è politica, e bisogna in questo caso essere pronti a pagare il prezzo della diffusione evitabile di queste malattie. Non dimentichiamo che nel 1946 abbiamo eradicato dall'Italia la zanzara anofele, e con essa la malaria". Burioni tiene a precisare che "la Dengue non è, come hanno improvvidamente detto alcuni, una semplice influenza. Nella maggioranza dei casi la malattia, pur gravata da sintomi estremamente fastidiosi (in molti Paesi la chiamano 'febbre spaccaossa', e questo è esemplificativo), guarisce spontaneamente. Ma in un paziente su 20 ha un decorso molto più grave e può essere addirittura fatale. Non abbiamo farmaci specifici e abbiamo da pochissimo un vaccino, che però è inutilizzabile nel contesto italiano e sembra non avere un'efficacia altissima". La Dengue, ricorda, "viene trasmessa esclusivamente dalle zanzare tigre (non le altre specie), che pungono un individuo infetto (che in oltre il 50% dei casi è asintomatico), si infettano a loro volta e rimangono in grado di trasmettere la malattia per tutta la loro vita, che è di un mese circa".  Per fortuna, riflette Burioni, "nella situazione di Fano un aiuto ci dovrebbe arrivare dall'abbassarsi delle temperature. Sotto i 16 gradi le zanzare tigre diventano molto meno attive e quindi meno efficaci nel trasmettere l'infezione. Però pensiamo cosa sarebbe successo in una zona a vocazione turistica se questa situazione si fosse verificata non ai primi di ottobre, ma in giugno. In questo momento, se io fossi un turista a Fano, me ne andrei immediatamente. Questa volta probabilmente ci è andata bene, ma impariamo per il futuro". E' ovvio, continua il virologo, "che in questo contesto il modo per controllare la Dengue è agire sul vettore, quindi sulla zanzara tigre. Dobbiamo usare repellenti (quelli veri, non quelli 'naturali'), far sì che le zanzare non possano deporre le uova e quindi proliferare (quindi eliminare tutti i ristagni di acqua, anche se minimi). Ovviamente quando è in corso un focolaio epidemico diventa indispensabile uccidere le zanzare adulte e potenzialmente in grado di trasmettere l'infezione, per cui bisogna agire con grande energia".  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Awarè, una storia made in Italy su amicizia, musica e potere delle parole

(Adnkronos) - Awarè è un nuovo fumetto italiano targato Star Comics, una pubblicazione che pone l'accento sull'importanza delle parole e sulle loro conseguenze nella vita delle persone. Scritto dagli sceneggiatori esordienti Alessandro Atzei e Manuele Morlacco, e illustrato da Lidia Bolognini, Awarè si distingue per la sua trama originale e il particolare contesto narrativo in cui si sviluppa. Ambientato sull'Isola di Muòn, il fumetto introduce una società in cui la comunicazione verbale è quasi del tutto scomparsa. Gli abitanti dell'isola, dotati di caratteristiche fisiche zoomorfe, hanno scelto di rinunciare alla propria voce a seguito di eventi traumatici legati all'uso delle parole, culminati in un episodio denominato "quella notte", che ha segnato profondamente la loro storia. Le discriminazioni e persecuzioni verbali hanno indotto la popolazione a optare per una comunicazione scritta, riducendo il potere distruttivo del linguaggio. Il protagonista della storia è Awarè, un giovane orfano con una coda da panda rosso, uno dei pochi abitanti ancora in possesso della capacità di parlare. La sua particolarità, che lo rende un outsider all'interno della comunità, si riflette anche nella sua passione per la musica, elemento centrale dell'opera. Awarè si trova a intrecciare la sua vita con quelle di due ragazze, Rebi e Moroi, il cui rapporto è stato spezzato da episodi di bullismo. La storia esplora il percorso che il protagonista intraprende per ricucire il legame tra le due, cercando di riportare armonia nelle loro vite. Awarè rappresenta una novità nel panorama editoriale di Star Comics, trattandosi della prima pubblicazione realizzata da autori italiani esordienti. La nascita di questo progetto ha seguito un percorso atipico: gli autori hanno inviato una proposta direttamente alla casa editrice, che ha deciso di investire su di loro. Questo segna un ulteriore passo verso l'apertura di nuove opportunità per giovani talenti nel settore del fumetto italiano. Il fumetto, oltre a raccontare una storia di amicizia e riconciliazione, tocca anche il tema della musica, una passione condivisa dagli stessi autori, che hanno integrato l'elemento musicale nella trama e nei personaggi. È disponibile in fumetteria, libreria e negli store online, al prezzo di 11,90 euro. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Al via Trauma Meeting, esperti a confronto su fratture e complicanze

(Adnkronos) - Al via, domani, al Palazzo dei congressi di Riccione il 16.esimo Trauma Meeting targato Otodi. Gli oltre 2mila ortopedici e traumatologi ospedalieri italiani racconteranno, fino al 4 ottobre, le ultime novità su due temi scientifici: le pseudoartrosi asettiche con particolare riguardo alle cause di questa complicanza ed alle metodiche moderne di trattamento; le fratture malleolari e del pilone tibiale, di frequente osservazione nei reparti di traumatologia, il cui corretto trattamento è fondamentale per evitare l'insorgenza di artrosi di caviglia precoce.  In ortopedia - spiegano gli esperti - una delle patologie più difficili da trattare è la pseudoartrosi postraumatica, una complicanza che può richiedere più interventi chirurgici per ottenere la consolidazione definitiva della frattura. La soluzione migliore è prevenire la comparsa di una pseudoartrosi e perciò bisogna conoscere quali sono le cause che possono determinare la sua insorgenza. I processi che possono impedire la consolidazione di una frattura possono essere legati alle condizioni generali del paziente, ma anche alle condizioni locali. Durante il congresso, si discuteranno anche le tecniche chirurgiche per affrontare la pseudoartrosi, coadiuvate da vari dispositivi da utilizzare per favorire la sintesi ossea: dai fattori di crescita ossea agli scaffold, dal Psp al trapianto autologo di cellule mesenchimali totipotenti e la matrice ossea demineralizzata. Il secondo focus del Trauma Meeting 2024 riguarda le fratture distali di tibia. Fratture gravi perché interessano la caviglia, una articolazione complessa sottoposta al carico e difficile da trattare chirurgicamente. Il terzo distale di gamba risente molto dell'impatto traumatico non solo sull'osso, ma anche sui tessuti circostanti e può risentire in maniera negativa dell'ulteriore danno ischemico legato all'atto chirurgico, soprattutto se non viene scelto attentamente il timing dell'intervento stesso, avvertono gli esperti di Otodi. La complessità della lesione, spesso articolare, la precaria vascolarizzazione e la scarsa copertura dei tessuti molli, contribuiscono ad un tasso relativamente alto di complicanze dopo la sintesi di queste fratture. Il trattamento chirurgico, anche se permette un buon allineamento dei frammenti, è spesso associato a una percentuale molto elevata di deiscenza della ferita chirurgica, infezione e quindi fallimento. Si discuterà anche delle modalità di trattamento degli esiti di queste fratture e cioè della artrosi post traumatica di caviglia che oggi sempre più spesso si avvale della possibilità di utilizzo di protesi di caviglia.  Inoltre, in quest'edizione per la prima volta nella storia del Trauma Meeting e di Otodi (nata nel 1969) si apriranno le porte alla comunità internazionale di Iota (International Orthopaedic Trauma Association) per discutere di linee guida internazionali del trauma in vista della convention di Montreal del 24 ottobre. E ancora, i giovani al centro come ogni anno nel Trauma Meeting: il bootcamp con oltre 300 medici specializzandi del I e del II anno lavoreranno a confronto con i senior di Otodi con una dinamica di apprendimento già collaudata nell'ultimo decennio anche negli altri eventi formativi. Inoltre vi sarà una sessione organizzata e gestita dai medici più giovani, i componenti del gruppo 'Otodi Young' che si confronteranno con i maestri della traumatologia. Anche gli infermieri avranno una sessione formativa a loro dedicata ed organizzata dagli infermieri di sala operatoria, collaboratori indispensabili nell'affrontare le sfide della traumatologia moderna. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Iss, over 65 risorsa da tutelare, il 28% d'aiuto attivo per collettività

(Adnkronos) - Tutt'altro che un peso, anzi: una risorsa per la società, da proteggere e tutelare. Sono gli over 65 italiani, che nel 28% dei casi non si risparmiano nel fornire aiuto ad amici, familiari e alla collettività nel suo complesso. Tuttavia, c'è ancora molto da fare per promuovere un invecchiamento attivo e in salute: un ultra 65enne su 4 ha almeno 2 malattie croniche all'attivo. E' l'identikit che emerge dagli ultimi dati disponibili della sorveglianza 'Passi d'argento' dell'Istituto superiore di sanità. L'occasione per fare il punto sul benessere e lo stato di salute degli over 65 è la Giornata internazionale delle persone anziane che si celebra oggi.  Nel dettaglio. Il 17% degli anziani si prende cura di parenti con cui vive, il 14% di familiari o amici con cui non vive e il 5% partecipa ad attività di volontariato. Questa capacità o volontà di essere risorsa è una prerogativa femminile (31% fra le donne rispetto al 24% negli uomini) e si riduce notevolmente con l'avanzare dell'età (coinvolge il 34% dei 65-74enni ma appena il 13% degli ultra 85enni), ed è minore fra le persone con un basso livello di istruzione e tra chi ha difficoltà economiche. La vulnerabilità legata all'avanzare dell'età, secondo gli esperti, rende ancora più importanti le scelte di prevenzione: ad esempio, serve tenere alta la protezione vaccinale contro l'influenza, che ha avuto un aumento con la pandemia e poi ha subito un calo. Nel biennio 2022-2023, quasi il 10% degli intervistati dà un giudizio negativo del proprio stato di salute, riferendo che la propria salute 'va male' o 'molto male'.  Il 13% riferisce di aver trascorso nel mese precedente l'intervista almeno 2 settimane in cattive condizioni di salute a causa di problemi fisici, il 10% di aver avuto la stessa esperienza ma a causa di motivi legati alla salute psicologica e il 7% dichiara di avere avuto limitazioni nel normale svolgimento delle proprie attività, per motivi fisici o psicologici. Questi valori crescono con l'età e sono più alti fra le donne. Un over 65 su 4 ha almeno un problema di tipo sensoriale (fra vista, udito o masticazione) che non risolve neppure con il ricorso ad ausili, come occhiali, apparecchio acustico o dentiera. Si tratta di condizioni che aumentano velocemente con l'età: i problemi di vista coinvolgono il 3,5% dei 65-74enni ma salgono al 25,5% fra gli ultra 85enni; i problemi di udito coinvolgono il 7,3% dei 65-74enni e salgono al 35,5% fra gli ultra 85enni, e analogamente i problemi di masticazione riguardano il 7,2% dei 65-74enni e arrivano a coinvolgere il 27,3% degli over 85.  L'adesione al consumo di 5 porzioni al giorno di frutta e verdura differisce in base all'età, riducendosi dal 10,7% fra i 65-74enni al 5,9% fra gli ultra 85enni. Perdere autonomia nelle funzioni della vita quotidiana rende l'individuo più vulnerabile e rappresenta un precursore o comunque un fattore di rischio per la fragilità e la disabilità. In Passi d'argento si definisce anziano fragile la persona non autonoma nello svolgimento di 2 o più funzioni della vita quotidiana. La fragilità è una condizione che non mostra significative differenze fra uomini e donne, ma cresce progressivamente con l'età e se riguarda l'8,9% dei 65-74enni raggiunge il 32,7% fra gli ultra 85enni; la quasi totalità delle persone con fragilità riceve aiuto per svolgere le funzioni delle attività della vita quotidiana per cui non è autonomo e questo aiuto è sostenuto per lo più dalle famiglie (94,9%).   Il 20,9% degli intervistati ha subito una caduta nei 12 mesi precedenti l'intervista, di cui quasi la metà (45,7%) ha riportato una frattura.   Riguardo l'attività fisica, quasi il 40% degli over 65 autonomi riesce a svolgere attività di svago, sportive (sia strutturate che non) o domestiche (come lavori di casa, giardinaggio, cura dell'orto o assistenza a persone), raggiungendo così i livelli di attività raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità. Il 22,3% pratica qualche forma di attività fisica, ma non raggiunge i livelli raccomandati, e viene quindi definito "parzialmente attivo". Il restante 37,7% risulta completamente sedentario.  La maggioranza degli italiani ultra 65enni non fuma o ha smesso di fumare da oltre 1 anno (26,8%), ma una persona su 10 è ancora fumatore (10,9%). Con l'avanzare dell'età diventa più difficile intercettare chi mantiene questa abitudine o l'ha avuta in passato, perché gli effetti infausti dell'esposizione al fumo di sigaretta vanno manifestandosi. Così dalla classe di età 65-74 anni a quella degli over 85 la quota di fumatori scende dal 15,7% al 2,5% e la quota di ex fumatori passa dal 28% al 20,9%.    Nel biennio 2022-2023 il 17,4% della popolazione ultra 65enne risulta avere un consumo di alcol definito 'a rischio' per la salute (pari mediamente a più di una unità alcolica al giorno). Decisamente più frequente fra gli uomini, tale consumo si riduce con l'età (passando dal 21,4% fra i 65-74enni al 9,3% fra gli ultra 85enni). Fra chi fa un consumo di alcol a rischio per la salute, più della metà non supera le 2 unità di alcol al giorno.  Questo fa pensare che si tratti del bere alcol durante i pasti, abitudine acquisita nel corso della vita che, probabilmente, non viene percepita come rischiosa per la salute. Preoccupante poi il numero di ultra 65enni che assume alcol pur avendo una controindicazione assoluta: quasi una persona su 3 (28%) fra le persone affette da malattie del fegato dichiara di consumare alcol.   ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Balzanelli: "Soddisfazione per misure anti-violenze, ora potenziare 118"

(Adnkronos) - L'arresto in flagranza differita di chi aggredisce i sanitari "è legge che, finalmente, tutela in modo notevolmente più efficace, rispetto a qualsiasi altra misura legislativa varata in passato, medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari e sociosanitari. Accogliamo questa importante misura legislativa con grande soddisfazione, perché tutti noi che abbiamo scelto di dedicare la nostra vita professionale al servizio del prossimo, in particolare di chi soffre, non ne possiamo davvero più di correre rischi, anche pesantissimi, di andare incontro, per i più svariati motivi, ad episodi sempre più frequenti di aggressioni, verbali e fisiche, queste ultime talvolta brutali e potenzialmente vulneranti che, in alcuni casi, hanno determinato anche esiti nefasti, solo perché ci preoccupiamo, e nel nostro caso - quali operatori del Sistema di emergenza territoriale 118 - ci precipitiamo a tutte le ore del giorno e della notte, nel soccorso tempo dipendente alle vittime di qualsivoglia malore o trauma, compiendo - semplicemente - il nostro dovere". Così in una nota Mario Balzanelli, presidente nazionale Sistema dell'emergenza territoriale (Sis 118).  "Ringraziamo quindi, sentitamente, la Fnomeo, ed in particolare il suo presidente, Filippo Anelli, per aver pensato e proposto questa 'storica' misura legislativa, e ringraziamo quindi il ministro della Salute, Orazio Schillaci, insieme al Governo, per averla accolta e tradotta, immediatamente, in legge dello Stato - prosegue Balzanelli - Auspichiamo, contestualmente, che tale fondamentale novità legislativa di tutela degli operatori sanitari si accompagni però alla presa di coscienza, da parte del Governo, dell'urgenza storica per cui si rende necessario ed urgentissimo porre basi legislative e normative autorevoli e concrete per un drastico potenziamento, e miglioramento continuo della qualità, intanto percepita, dei servizi pubblici essenziali ad elevato impatto sociale della sanità del Paese, a partire dal Sistema dell'emergenza territoriale 118, perché - avverte - la documentata crescente esasperazione dei cittadini di fronte alle crescenti severe, pluridecennali e purtroppo irrisolte - quanto mai evidenti e peraltro innumerevoli volte segnalate - criticità trovi, questa volta, il riscontro favorevole di risposte istituzionali di alto profilo, alla pari fondative di nuove e più efficaci garanzie di tutela della salute di ciascuno, come peraltro, si debba incessantemente perseguire fedelmente a quanto sancito, molto chiaramente, dalla Costituzione".  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Anziani, da ospedale virtuale a cure integrate, le Asl raccontano i nuovi modelli sperimentati

(Adnkronos) - La Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) ha presentato oggi al ministero della Salute il volume, 'La persona anziana protagonista del suo tempo e della sua salute', edito da Edra, in cui sono raccolti e raccontati differenti modelli di presa in cura dei fragili anziani sperimentati e, dunque, replicabili nelle aziende del Servizio sanitario nazionale per l'implementazione della legge delega 33 del 2023 in favore delle persone anziane. La mattinata di lavori è stata aperta dal saluto del ministro della Salute, Orazio Schillaci, e dagli interventi del presidente della Commissione per l’attuazione della riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana, monsignor Vincenzo Paglia e della viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci.  Nel corso del 2024 si è infatti svolto un lungo e articolato confronto in seno alle oltre 50 aziende associate Fiaso, che hanno aderito al Gruppo di lavoro ‘Assistenza agli anziani’, promosso dalla Federazione sul solco della Legge delega 33 del 2023, in materia di politiche in favore delle persone anziane, su cui il governo ha marzo ha emanato il decreto legislativo attuativo (Dlgs 29/2024 'Politiche attive in favore delle persone anziane'). "È nata dunque una comunità di pratica che ha permesso di raccogliere una serie di contributi di grande qualità a viva testimonianza dell’importante patrimonio di professionalità del Servizio sanitario nazionale e della sua capacità di innovare, guardare avanti e prendersi cura. I contributi - sottolinea la Fiaso - sono stati la base su cui la Federazione, col supporto di un comitato scientifico formato da esperti di comprovata competenza, ha costruito due modelli di gestione, uno sulle cure diffuse virtual hospital e l’altro sulla filiera assistenziale integrata". Due direttrici metaprogettuali lungo cui si sono sviluppati indicazioni e innovazioni grazie alle esperienze aziendali raccolte. Un utile vademecum di riferimento per le aziende, che potranno implementare o rinnovare i propri servizi assistenziali e nuove attività di cura per il paziente anziano sul modello di quanto già realizzato altrove. “Le aziende sanitarie – spiega il presidente della Federazione, Giovanni Migliore – sono il più importante laboratorio di innovazione del Servizio sanitario nazionale anche riguardo ai nuovi modelli di presa in carico delle persone anziane, e testimoniano vivacità culturale e passione dei nostri professionisti che ogni giorno, tra mille difficoltà, si impegnano per tutelare la salute dei cittadini. Le sperimentazioni gestionali raccolte nel volume Fiaso, che oggi presentiamo, dimostrano che il rinnovamento da tutti invocato nella sanità può essere realizzato solo grazie all’impegno del management sui processi organizzativi, e che la disponibilità di infrastrutture o di soluzioni tecnologiche particolarmente avanzate rappresentano solo un presupposto, certamente utile, ma non indispensabile per una reale trasformazione. Abbiamo accettato come Fiaso la sfida della Riforma per l’assistenza alle persone anziane, cogliendo l’occasione per disegnare in modo pragmatico questa nuova modalità di presa in carico dei pazienti, a partire proprio da quelli più fragili e complessi. Siamo convinti che sia indispensabile estendere questo metodo di lavoro, per raggiungere anche tutti gli altri cittadini, le famiglie e i giovani, accelerando sul versante della prevenzione, unica opportunità per garantire sostenibilità".  "Oggi - evidenzia il presidente - grazie alle grandi infrastrutture di comunicazione è realmente possibile rinnovare le cure primarie in tutte le età della vita, ma occorre anche ribadire che le riforme richieste dal Dm 77 e la sanità di prossimità rimarranno sempre concetti astratti senza la declinazione territoriale che solo le aziende sanitarie possono assicurare. Dipende da noi. Se saremo in grado di abbandonare l’inerzia corporativa che ha caratterizzato le ultime stagioni del Ssn, riusciremo a raggiungere l’obiettivo, al contrario, assisteremo con ignavia al declino più o meno lento di uno dei pilastri della nostra democrazia”, conclude Migliore. “La storica collaborazione della Commissione per l’attuazione della riforma sociosanitaria per la popolazione anziana con la Federazione Fiaso, ha accompagnato negli anni l’iter della riforma e oggi prosegue con il lancio delle sperimentazioni”, sottolinea monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Commissione per l’attuazione della riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana. “A me pare - aggiunge Paglia - che la svolta strategica propiziata da questa alleanza sia un movimento dal basso che rompe la logica dei silos e dei particolarismi e lancia tanto dialogo e tante collaborazioni. Potremo dimostrare che i servizi integrati e continuativi di assistenza domiciliare non solo sono quelli più graditi agli anziani, ma disegnano un modello sostenibile per il futuro di tutti”. Per il professor Leonardo Palombi, segretario della Commissione per l’attuazione della riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana, “Siamo finalmente a una svolta: le tante aziende che con Fiaso hanno aderito alla proposta della Commissione per l’attuazione della riforma sociosanitaria per la popolazione anziana di far avanzare la legge 33/2023 per sperimentazioni lanciano un nuovo patto per la realizzazione di un modello di sanità integrata e un continuum assistenziale che spazia dall’ospedale, ai territori e fino alle abitazioni degli anziani”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salute, +10% bebè allattati al seno negli ultimi 12 anni, al via Settimana mondiale

(Adnkronos) - 'Closing the Gap. Breastfeeding Support for All' è il tema della Settimana mondiale dell’allattamento materno 2024, che si celebra in Italia dall’1 al 7 ottobre e che quest’anno si concentra sulla necessità di migliorare il sostegno all’allattamento al seno per ridurre le disuguaglianze esistenti nella nostra società, con particolare attenzione ai tempi di emergenze e crisi. "Negli ultimi 12 anni, il numero di bambini di età inferiore ai sei mesi esclusivamente allattati al seno è aumentato di oltre il 10%. Ciò significa che il 48% dei neonati in tutto il mondo ne beneficia (dati Oms - Unicef), con centinaia di migliaia di vite salvate grazie all'allattamento al seno. Il latte materno rappresenta, infatti, uno 'scudo prezioso' che protegge i piccoli, non solo nei primi mesi, ma per tutto l’arco della vita, riducendo, ad esempio, l’incidenza di malattie cardiovascolari e metaboliche, dall’ipertensione al diabete". Lo ribadisce la Società italiana di Neonatologia (Sin) in una nota I benefici dell’allattamento al seno, però, vanno oltre la salute fisica. "Rappresentando un elemento di continuità tra l’utero materno e il mondo esterno, favorisce la simbiosi tra mamma e bambino, che ritrova nel latte di mamma qualcosa di molto simile, per composizione, consistenza e odore, al liquido amniotico", aggiunge la Sin. “Ribadiamo in queste giornate quanto raccomandato dall’Oms, ovvero l’importanza di garantire l’allattamento esclusivo almeno per i primi sei mesi di vita e il nostro impegno per eliminare i tanti ostacoli (gap) ancora esistenti”, afferma Luigi Orfeo, presidente della Sin. “Serve, infatti, una migliore rete di sostegno familiare e lavorativo, ma anche la possibilità del 'rooming-in' del bimbo - aggiunge - insieme alla mamma in tutti gli ospedali, per favorire un buon avvio dell’allattamento già dai primi momenti. Ancora oggi, purtroppo, almeno una struttura su tre non lo consente o lo consente solo in modo parziale”. Proprio con l’obiettivo di incrementare il tasso di allattamento in ospedale, la Sis, da sempre in prima linea per la promozione e il sostegno dell’allattamento materno, ha avviato il progetto Policy Aziendale sull’Allattamento (Paa), cui hanno già aderito 62 Aziende Sanitarie, con complessivi 108 Punti Nascita, appartenenti a 14 su 21 Regioni e/o Province Autonome italiane. Al progetto triennale, che si completerà a metà 2025, partecipano le Società scientifiche che si occupano dell’assistenza perinatale e le Federazioni Nazionali delle ostetriche e degli infermieri e nello specifico: la Società Italiana di Neonatologia (Sins), la Società Italiana di Pediatria (Sip), la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo), la Società Italiana di Nutrizione Pediatrica (Sinupe), l’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (Aogoi), la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (Fnopo), la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi), la Società Italiana di Neonatologia Infermieristica (Sin inf), la Società Italiana di Pediatria Infermieristica (Sipinf), d’intesa con l’associazione dei genitori Vivere Ets. "Tra gli interventi mirati del progetto - ricorda la Sin - c’è la maggior diffusione delle pratiche facilitanti l’avvio e la durata dell’allattamento, come ad esempio il contatto pelle a pelle sin da subito in sala parto. L’efficacia del contatto pelle a pelle è stata confermata anche da un recente studio osservazionale prospettico, condotto dalla Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell'Ospedale Policlinico di Bari e dall'ospedale San Giovanni di Dio di Melfi. Sono stati arruolati complessivamente 160 neonati, di cui 79 (49,4%) sottoposti al contatto pelle a pelle. È emerso che, a tre mesi di vita, la percentuale di allattamento al seno esclusivo era maggiore (71 %) nei neonati sottoposti a contatto pelle a pelle alla nascita, rispetto ai neonati non sottoposti a questa pratica (53 %)". Un altro strumento risultato molto efficace per la promozione ed il sostegno dell’allattamento è il tele-supporto ai genitori, di ulteriore aiuto oltre alle usuali visite degli operatori effettuate in presenza. L’incremento del tasso di allattamento esclusivo a 3 mesi dal parto aumenta del 25% col tele-supporto, mostrando un effetto positivo anche fino ai 6 mesi. Su queste basi, la Sins ha realizzato e diffuso una Position Statement sul Tele-supporto all’Allattamento, coordinata dal Riccardo Davanzo, presidente della Commissione Allattamento della Società Italiana di Neonatologia (Comasin). “Con il sostegno e il supporto giusti, la mamma può essere aiutata a superare eventuali difficoltà iniziali. Ne vale la pena, visto che la pratica naturale dell’allattamento è voucher di salute per il lattante, ma anche per sé stessa - conclude il presidente Orfeo - Il latte materno, infatti, rappresenta l’alimento ideale, perfetto per il neonato, ma allattare a lungo porta benefici anche alla donna, proteggendola ad esempio dal tumore alla mammella e all’ovaio. È ben comprensibile come nei primi giorni l’allattamento possa diventare la pratica centrale nella triade mamma-papà-neonato, alla quale anche il padre può e deve contribuire, in maniera convinta e sicura”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Auto, nasce BYD Renting per noleggio a lungo termine a privati e aziende

(Adnkronos) - Arval Italia, società specializzata nel noleggio a lungo termine e in soluzioni di mobilità e parte del Gruppo BNP Paribas, e BYD, leader mondiale nella produzione di veicoli a nuova energia e di batterie, hanno siglato un’intesa che ha dato vita a BYD Renting. BYD Renting è già disponibile presso la rete di concessionari BYD in Italia e può essere proposto a tutti i clienti privati e business, che potranno quindi accedere al servizio di noleggio a lungo termine Arval dell’intera gamma di veicoli BYD. Una gamma di prodotto ricca e articolata in diversi segmenti, composta da vetture premium accessibili, tutte a nuova energia: dai modelli 100% elettrici Atto3, Han, Seal, Dolphin e Seal U, fino all’ultima novità, la Seal U DM-i, il primo veicolo ibrido plug-in (PHEV) con tecnologia Super DM (Dual Mode) di BYD in Europa. Il servizio BYD Renting si può sottoscrivere presso tutta la rete commerciale BYD in Italia, che oggi conta 19 showroom distribuiti sul territorio nazionale e che prevede ulteriori nuove aperture nel corso dei prossimi mesi, con l’obiettivo di arrivare a 40 entro la fine dell’anno. Il noleggio a lungo termine è un servizio di mobilità semplice e accessibile, che permette di avere la disponibilità di un’auto senza doverla acquistare ma noleggiandola per un periodo tra i 25 e i 60 mesi. Oltre all’auto, nel canone fisso mensile, sono poi inclusi molteplici servizi per facilitare la gestione del veicolo, come la copertura assicurativa, la manutenzione ordinaria e straordinaria, l’assistenza h24 e il soccorso stradale, l’eventuale valutazione e ritiro dell’usato e, per i clienti privati, anche 100.000 chilometri. L’accordo di white label tra Arval Italia e BYD rafforza la collaborazione tra le due realtà già formalizzata a inizio anno grazie alla partnership a livello internazionale sottoscritta nel mese di febbraio tra Arval e BYD, che identifica alcune aree chiave di collaborazione con l’obiettivo di supportare i consumatori privati nel passaggio ai veicoli elettrici e favorire la strategia di elettrificazione delle flotte aziendali. “L’accordo che abbiamo sottoscritto in Italia con BYD per proporre il nostro prodotto di noleggio a tutti i clienti privati e business della casa auto è per noi motivo di grande soddisfazione. BYD è una delle aziende leader nelle auto elettriche ed elettrificate e questo ci permetterà di contribuire attivamente a una maggiore diffusione di auto a basso impatto ambientale, che è un obiettivo condiviso, rendendo accessibili i veicoli di BYD a un ampio pubblico attraverso una rete di esperti sul territorio. Arval ha target ambiziosi, definiti dal nostro piano strategico Arval Beyond, che prevedono il raggiungimento di 700.000 veicoli elettrificati, di cui 350.000 elettrici, nella flotta globale entro il 2025. L’accordo con BYD ci aiuterà a raggiungerli” dichiara Alessandro Pigazzi, Direttore Retail e Partnership di Arval Italia. “BYD Renting amplia l’offerta commerciale di BYD con un prodotto che ci consente di offrire sempre di più soluzioni tailor made, per soddisfare qualsiasi esigenza e tipologia di cliente. Offerte competitive come quella di Seal U DM-i, che viene proposta alla clientela business a prezzi molto competitivi, senza anticipo, sono in grado di rassicurare anche i clienti più resistenti verso la transizione elettrica. Crediamo che la qualità e l’affidabilità dei nostri veicoli a nuova energia, unite all’esperienza di Arval nel noleggio a lungo termine, possano offrire soluzioni competitive e adatte a tutti i nostri clienti, business e privati.” afferma il portavoce di BYD. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Giuseppe Bitti è il nuovo Presidente & CEO di Kia Italia

(Adnkronos) - A partire dal 1° ottobre 2024 Giuseppe Bitti ricoprirà il ruolo di Presidente & CEO di Kia Italia S.r.l., succedendo a Key Young Choi, che porterà la propria esperienza internazionale in Kia Austria. La nomina di Giuseppe Bitti alla guida di Kia Italia testimonia l'importante ruolo di crescita del management italiano all’interno del Gruppo coreano ed è un ulteriore riconoscimento per il lavoro svolto e l’impegno e i risultati raggiunti in questi anni.   ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)