Dragon Ball: Sparking! Zero, la recensione
(Adnkronos) - Dragon Ball: Sparking! Zero segna il ritorno su console e PC della serie Budokai Tenkaichi dopo quasi 15 anni di assenza, presentandosi con un nuovo nome e una promessa ambiziosa: essere il miglior picchiaduro di Dragon Ball mai creato. Il sistema di combattimento di Sparking! Zero, pur condividendo alcune somiglianze con titoli più recenti come Xenoverse e Kakarot, si distingue per un ritmo più frenetico e dinamico. Gli attacchi base ruotano attorno alle "rush attack", combinazioni di pugni, calci e proiettili di energia che permettono di sopraffare l'avversario. La gestione del Ki è cruciale, poiché le mosse speciali, come le "Ki Blast" e le due potenti abilità uniche per ogni personaggio, consumano la barra energetica. Ricaricare il Ki al momento giusto diventa quindi fondamentale per avere la meglio negli scontri. Ma il sistema di combattimento offre molto di più: schivate, contrattacchi, blocchi e la capacità di volare arricchiscono le opzioni tattiche a disposizione. Entrando nello stato Sparking!, ottenibile caricando il Ki oltre il limite, è possibile potenziare le combo e scatenare attacchi devastanti in grado di ribaltare le sorti della battaglia. Sparking! Zero offre una vasta gamma di modalità di gioco, sia online che offline. La modalità storia permette di rivivere le battaglie più iconiche della saga attraverso gli occhi di diversi personaggi, con l'aggiunta di interessanti scenari "What if?". Se da un lato questa modalità offre un'esperienza appagante per i fan, dall'altro non è ideale per chi si avvicina per la prima volta alla storia di Dragon Ball. La modalità per personalizzare le battaglie offre scenari aggiuntivi con condizioni e restrizioni speciali, con la possibilità di creare e condividere le proprie sfide. Completano l'offerta le classiche modalità di allenamento e battaglia rapida, oltre alle modalità online che includono partite classificate, scontri tra giocatori e tornei. Uno dei punti di forza di Sparking! Zero è la quantità impressionante di contenuti, a partire dal roster di circa 180 personaggi giocabili. È vero che molti sono varianti dello stesso personaggio, ma ognuno presenta caratteristiche uniche che lo rendono interessante. Inoltre, è possibile personalizzare i propri combattenti modificandone l'abbigliamento o equipaggiando oggetti che ne potenziano le abilità. Anche la selezione degli stage è generosa e, insieme alle numerose opzioni di personalizzazione disponibili, contribuisce a rendere l'esperienza di gioco longeva e appagante, soprattutto per i fan di Dragon Ball. Nonostante le sue qualità, Sparking! Zero presenta alcune piccole imperfezioni. La telecamera a spalla, ad esempio, non sempre offre una visuale ottimale dell'azione, e alcuni aspetti del gameplay non sono spiegati in modo esaustivo. I neofiti dovranno dedicare del tempo alla modalità allenamento per padroneggiare tutte le meccaniche. In definitiva, Sparking! Zero si posiziona tra i migliori giochi di Dragon Ball, un picchiaduro 3D frenetico e divertente con una profondità sorprendente e una grafica di alto livello. Grazie al roster di personaggi senza precedenti e all'abbondanza di modalità di gioco, è un titolo imperdibile per i fan della saga e un'esperienza potenzialmente interessante anche per gli appassionati di picchiaduro in generale.
Formato: PS5 (versione testata), Xbox Series, PC Editore: Bandai Namco Sviluppatore: Spike Chunsoft Voto: 8/10 ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Until Dawn su PS5 e PC, la recensione
(Adnkronos) - Until Dawn, l'horror interattivo di Supermassive Games che ha affascinato i giocatori nel 2015, torna su PlayStation 5 con una veste grafica rinnovata e diverse migliorie. L'atmosfera che permeava l'originale è stata fedelmente ricreata, immergendoci nuovamente in un'esperienza che omaggia i classici film slasher. Vestiamo i panni di un gruppo di adolescenti in un isolato chalet di montagna, preda di un misterioso assassino. Le nostre scelte, i dialoghi e i quick time event determinano il destino di ogni personaggio, creando una trama ramificata con finali multipli. L'effetto farfalla è il cuore pulsante dell'esperienza: anche la decisione apparentemente più insignificante può innescare una catena di eventi con conseguenze imprevedibili. Un dialogo brusco può incrinare un rapporto, un oggetto raccolto può rivelarsi cruciale per la sopravvivenza, un quick time evento fallito può portare alla morte di un personaggio. Questa costante sensazione di incertezza e la consapevolezza che ogni scelta può avere ripercussioni drammatiche, contribuiscono a creare un'atmosfera di tensione e suspense che ci accompagna per tutta la durata del gioco. La trama si ramifica in molteplici direzioni, offrendo un alto livello di rigiocabilità e invitandoci a esplorare diverse strade per scoprire tutti i possibili finali. In definitiva, siamo noi gli artefici del destino dei protagonisti, e questo ci rende partecipi attivi di un'esperienza horror coinvolgente e memorabile. Ballistic Moon, lo studio che si è occupato di questa versione PS5, ha svolto un lavoro encomiabile nel migliorare l'aspetto grafico. I modelli dei personaggi sono ora molto più dettagliati e realistici, con texture definite e animazioni facciali più espressive. Il nuovo sistema di illuminazione con ray tracing dona profondità e atmosfera agli ambienti, mentre la telecamera a spalla, in sostituzione delle inquadrature fisse dell'originale, ci avvicina ai personaggi e intensifica la sensazione di claustrofobia. Tuttavia, non mancano i difetti. Nonostante il lifting grafico, alcune animazioni risultano ancora legnose e poco naturali, in particolare nei movimenti dei personaggi. La sensibilità eccessiva del giroscopio, utilizzata in alcuni quick time event cruciali, può portare a fallimenti frustranti. Inoltre, il prezzo di lancio, pari a quello di un gioco nuovo, potrebbe scoraggiare chi ha già giocato la versione PS4, considerando che non si tratta di un remake completo ma di un'edizione migliorata. Tra le novità, troviamo un prologo ampliato che approfondisce la storia e le relazioni tra i personaggi, nuovi collezionabili e trofei, e interessanti contenuti extra, come interviste con il cast originale. Purtroppo, l'implementazione delle funzionalità del DualSense è piuttosto limitata, un'occasione sprecata considerando il potenziale del controller nel rendere l'esperienza ancora più immersiva. In definitiva, Until Dawn su PS5 è un ritorno gradito, che offre un'esperienza horror solida e coinvolgente. La grafica migliorata e i nuovi contenuti lo rendono un acquisto consigliato per i fan del genere che non hanno ancora avuto modo di giocarlo. Per i veterani, la decisione è più complessa: se siete disposti a rivivere l'incubo con una veste grafica aggiornata e qualche novità, potreste considerare l'acquisto. In caso contrario, forse è meglio aspettare un'offerta o accontentarsi della versione originale.
Formato: PS5 (versione testata), PC Editore: Sony Interactive Entertainment Sviluppatore: Ballistic Moon Voto: 7/10 ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Fiere: il mondo del caffè si ritrova a Trieste dal 24 al 26 ottobre per il Triestespresso Expo 2024
(Adnkronos) - Il mondo del caffè si ritrova a Trieste dal 24 al 26 ottobre, al Generali Convention Center all’interno del Porto Vecchio, per il Triestespresso Expo 2024, l’unica fiera mondiale dedicata all’espresso con visitatori già confermati da 48 Paesi. L’evento, giunto all’undicesima edizione, arriva dopo due anni da quella precedente, nel segno della cadenza biennale che contraddistingue l’expo, una scommessa della Camera di commercio Venezia Giulia e degli imprenditori del caffè che ripropongono con un appuntamento ricco di opportunità e novità. L’evento nel Generali Convention Center è organizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia attraverso la sua società in house Aries Scarl, in collaborazione con l’Associazione Caffè Trieste e con la co-organizzazione e il contributo del Comune di Trieste. L’internazionalità è uno dei punti forti e sono già confermati visitatori provenienti, tra gli altri, da Corea del Sud, India, Uganda, Arabia Saudita, Etiopia, Burundi, Lettonia, Cina, Ruanda, Serbia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia, Romania, Germania, Austria, Croazia e molti altri. La manifestazione è stata presentata oggi, nella sede di Trieste della Camera di commercio Venezia Giulia. Il presidente camerale Antonio Paoletti, ha spiegato che “per questa edizione che andrà a completare tutte le hall disponibili sono stati selezionati espositori con stand di varie dimensioni e di qualità, proprio per dare un tratto distintivo all’expo dell’espresso rispetto alle edizioni precedenti e ad altri eventi dedicati al caffè presenti in Italia e nel mondo!”. “A Trieste – ha proseguito Paoletti - arriveranno da tutto il mondo, per una fiera ancora più importante nel 2024 considerando il momento storico e il regolamento contro la deforestazione al quale dedichiamo un dibattito, per dare notizie fresche e aggiornate a tutti i produttori, espositori e soggetti interessati. Inoltre abbiamo portato per la prima volta buyers dei vari Paesi del mondo per incontri b2b con gli espositori, che rappresentano grande valore aggiunto. Sarà quindi un’edizione innovativa, importante e con un indotto significativo per la città”. Il sindaco Roberto Dipiazza ha evidenziato che “è un momento straordinario per la città, Trieste è piena di iniziative di valore e di successo. Triestespresso Expo è una di queste, un evento d’eccellenza per Trieste e il territorio”. Anche l’assessore regionale al Patrimonio, Sebastiano Callari, ha rimarcato che “Trieste sta vivendo un rinascimento straordinario, basta vedere tutti gli eventi che si susseguono. Questa manifestazione di settore in particolare entra nel Dna della città, ed è importante perché Trieste è nata proprio in seguito ai traffici legati al caffè e al Porto franco. Senza dubbio è un evento straordinariamente importante. Un grande grazie va al presidente Paoletti e a tutta la Camera di commercio Venezia Giulia per tutte le attività portate avanti negli ultimi anni”. Arianna Mingardi, presidente dell’Associazione Caffè Trieste, si è detta “onorata di far parte della nuova edizione di Triestespresso Expo, per il lavoro che abbiamo fatto, un’edizione che si aprirà con un congresso che ritengo molto importante. Un argomento che sta tenendo banco nel mondo del caffè, il famoso regolamento contro la deforestazione. Dobbiamo essere già pronti a partire se entrerà in vigore, perché comporterà enormi costi alle aziende della filiera, e tutti dovranno adeguarsi. Noi siamo pronti, nel convegno, a parlarne e a spiegare cos’è questo regolamento e cosa sta succedendo a livello europeo”. “Abbiamo messo in piedi alcuni momenti tecnici all’interno dei Triestespresso Expo - ha detto il presidente del Gruppo Italiano Torrefattori Caffè, Omar Zidarich - perché il sistema delle fiere sta cambiando, sono diventate anche occasioni importanti come punti informativi. Per i workshop, in particolare, abbiamo scelto di portare sempre grande qualità nelle varie tavole rotonde che si svolgeranno, che creeranno sicuramente curiosità e che già stanno suscitando tanto interesse. La kermesse è in un momento storico fondamentale e c’è massima attenzione per tanti degli argomenti che affronteremo”. Alberto Polojac, del Trieste Coffe Festival, ha ricordato che “il festival che organizziamo si affianca al Triestespresso Expo, e nasce per completare l’offerta triestina nel panorama caffè e per legare ancora di più la città al settore. Ma anche per dare dignità a una filiera e a una bevanda talvolta poco considerata tal volta nella sua importanza. Il nostro evento, giunto alla decima edizione, quest’anno ha voluto puntare in particolare sul digitale”. Federica Suban, presidente della Fipe Trieste, ha evidenziato che “i locali della città sono molto contenti di essere coinvolti, saranno offerti piatti dedicati al caffè, presente non solo nei dolci, anche nelle ricette salate, sia nei bar che nei ristoranti. Siamo felici di far parte di questa esperienza e di far vivere alla gente la nostra tradizione, con il caffè anche a tavola, nelle nostre preparazioni”. Per Guerrino Lanci, presidente di Federalberghi Trieste, “grazie a manifestazioni come Triestespresso Expo, la città continua il trend positivo anche dopo la Barcolana, con gli alberghi al completo. Tutto il tessuto cittadino legato al turismo sta lavorando molto, con una crescita importante che determina anche una ricaduta positiva sul territorio. Eventi come questo portano visibilità, qualità e risorse economiche di livello a Trieste”. Per il segretario generale camerale e direttore generale dell’azienda in house camerale Aries, Pierluigi Medeot “la fiera è frutto della collaborazione del “sistema Trieste”, tra Comune, Region e Generali Convention Center, insieme a tutte le realtà attive nel mondo della caffè, è una fiera che coinvolge più ambiti, commerciale, economico, turistico e culturale. Accentuato, quest’ultimo, ancora di più nel 2024, per sottolineare ancora di più come anche questo asset sia vincente”. Patrizia Andolfatto, direttore operativo di Aries ha spiegato che “ci saranno molti appuntamenti di rilievo all’interno della fiera, solo per citarne alcuni penso ai workshop e agli approfondimenti curati da illycaffè. E poi avremo anche alcune competizioni, come il moka contest e la Capo in B Championship, in collaborazione con il Trieste Coffee Festival. Quest’ultima gara, che si concretizza in una sfida tra baristi, è da sempre molto apprezzata e sentita in città”. Triestespresso Expo 2024 sarà una edizione che porterà l’alta qualità dell’espresso italiano nel mondo all’interno del Generali Convention Center con espositori di peso e migliaia di buyer e professionisti provenienti da decine di Paesi. Alla parte espositiva di alto livello viene affiancata, come sempre, anche un’azione informativa e formativa di attualità e qualità. Si partirà, infatti, con un convegno dedicato al tema normativo del European deforestation-free products regulation (EUDR), il regolamento dell’Unione Europea (Ue) contro la deforestazione: manca pochissimo tempo a questo cambiamento epocale ma le problematiche sono davvero molte. Differentemente dalle edizioni precedenti è stato identificato come Paese ospite non un Paese di produzione ma uno in cui vi è un elevato consumo e che per questa edizione è stata scelta la Turchia, storicamente mercato di grande consumo del caffè, con un’importante rete di collegamenti commerciali con i Paesi “astan”, Afghanistan, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan, Turkmenistan ed Uzbekistan, e connessioni logistiche storiche con Trieste e il suo porto, e che ha già ottenuto il riconoscimento Unesco per il suo caffè preparato con l'Ibrik, ovvero una piccola pentola a manico lungo progettata specificamente per la preparazione del cosiddetto “caffè alla turca”. Novità commerciale introdotta quest’anno è l’organizzazione di sessioni di business B2B e workshop con rappresentanti dei Paesi d’origine, coinvolgendo la rete Enterprise Europe Network per predisporre durante la fiera un B2B matching aperto sia ad espositori e visitatori sia anche ad altri soggetti. L’expo si colloca in un periodo storico importante per il settore. Tra l’introduzione dell’Eudr, sulla quale la decisione di un eventuale slittamento dell’entrata in vigore da inizio 2025 verrà presa entro dicembre, e gli aumenti dei costi di materia prima, la fiera si posiziona in un momento fondamentale per un dialogo e un confronto che riguarda tutti gli attori della filiera, e in particolare i torrefattori, per una riflessione e uno studio su nuove possibili strategie commerciali e nuovi listini. Un approfondimento che si rivela utile proprio a Trieste, dove l’internazionalità della fiera consentirà di mettere a confronto realtà e mondi diversi, con un approccio concreto a tutte le tematiche che riguardano il settore del caffè. 'Eudr: siamo veramente pronti all’entrata del nuovo Regolamento europeo?', giovedì 24 ottobre, Illy Hall 27 Ore 11.00 – 12.30, è il titolo del convegno inaugurale, dedicato ai chiarimenti sulla Regolazione Europea per un caffè senza deforestazione, un’occasione per esplorare le implicazioni future e impostare le strategie funzionali al settore. Un altro appuntamento importante sarà il workshop 'Opportunità dal mondo: Il mercato del caffè in Turchia - situazione attuale e di sviluppo' dove protagonista sarà la Turchia e il consumo del caffè all’interno del Paese, venerdì 25 ottobre, Sala Illy Hall 27 Ore 10.30 – 12.00. A completare gli approfondimenti tornano i workshop, come quelli realizzati ad hoc per la fiera da Illycaffè, e una tavola rotonda, che riprenderà il tema dell’Eudr. Sabato 26 ottobre, nell’area Workshop & Events hall 27, ore 10.00-17.00 si svolgerà il campionato mondiale Latte Art Grading Battle Championship, mentre in collaborazione con il Trieste Coffee Festival saranno organizzati la 'Capo in B Campionship' e il 'Moka contest'. La 'Capo in B Championship', l’apprezzata e sempre seguitissima sfida tra baristi della città che si svolgerà presso la Workshop & Competition Area, venerdì 25 ottobre hall 27 dalle 14.00, ed è realizzata in collaborazione con la FIPE di Trieste, e prevede la valutazione dei caffè da parte di una giuria di esperti che analizzeranno l’aspetto visivo, le proporzioni tra caffè e schiuma e il gusto di quattro preparazioni, che dovranno essere realizzate in un tempo massimo di 5 minuti, dando prova di abilità manuale e spirito artistico. Sabato 26 ottobre, alle 15.00, sarà invece il momento del 'Moka Contest', aperta agli appassionati di caffè con la moka. A disposizione 10 minuti di tempo per ogni partecipante. La preparazione del caffè può essere sia già macinato che in grani e macinato all’istante. La moka (ad induzione) può essere portata da casa così il come caffè. Chi ne sarà sprovvisto potrà utilizzare l’attrezzatura fornita dall’organizzazione. Trieste Coffe Festival è organizzato da Freshmedia srls, in collaborazione con l’Associazione Caffè Trieste, Camera di commercio Venezia Giulia e Aries Scarl, con il patrocinio di Confcommercio Trieste, Fipe Trieste e io SONO FVG. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
A tavola tale genitore tale figlio, ecco gli errori da evitare
(Adnkronos) - Tale genitore tale figlio, anche a tavola. "Le abitudini alimentari si formano in famiglia e si riflettono nell'età adulta", perché "oltre all'essenziale funzione del nutrimento per l'organismo, il cibo è un elemento di condivisione, educazione e crescita emotiva. Di più: l'alimentazione è uno dei primi mezzi di interazione fra genitori e figli, fin dall'allattamento". In altre parole, in fatto di dieta gli errori dei padri e delle madri ricadono sui figli. Alla vigilia della Giornata mondiale dell'alimentazione in calendario il 16 ottobre, gli esperti di 'Dottore, ma è vero che...?', il sito anti-bufale della Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri - Fnomceo, spiegano come e perché, nel bene e nel male, le abitudini alimentari di mamma e papà influenzano quelle del bambino già dai primi giorni di vita. Saperlo può aiutare a capire gli sbagli da non fare per ridurre il rischio di malattie difficili da combattere, come l'obesità e i disturbi del comportamento alimentare. "La ricerca psicologica - illustrano i camici bianchi - da tempo prova a classificare gli stili alimentari familiari per individuare comportamenti corretti e scorretti. Un team di ricerca britannico formato da psicologi ed esperti del neurosviluppo ha seguito nel tempo circa mille bambini di età compresa fra i 3 e i 6 anni. Grazie ai loro genitori, che hanno fornito informazioni sulla dieta seguita a casa, sono stati individuati 4 comportamenti alimentari". C'è il "profilo tipico, caratterizzato da un comportamento a tavola equilibrato, razionale". E poi ci sono i profili "avido, che comporta il rischio di ridotta sazietà ed è correlato alla tendenza a prendere peso; emotivo, nel quale il cibo è un modo per regolare le emozioni, al di là del senso di fame o di sazietà; evitante, cioè guidato dalla selettività e dall'incapacità di apprezzare ciò che si mangia". Secondo lo studio, "i genitori con un determinato profilo tendono a trasmettere le stesse modalità ai figli". Una correlazione che "è particolarmente forte negli stili meno equilibrati, come il comportamento avido e quello evitante". Ne va della salute del bambino, perché "i comportamenti avidi ed emotivi, studiati nel tempo, hanno permesso di riscontrare casi di sovrappeso e obesità più frequenti". E non è solo una questione di metodi educativi, ma anche di scelte, considerando che "i profili più dannosi sono stati associati a una scarsa disponibilità di cibo sano in casa". Ma ci sono prove scientifiche a supporto di questi studi di psicologia? "Da tempo - confermano i dottori anti-fake nwes - sappiamo che il rapporto con il cibo si struttura nel corso dei primi anni di vita. Si tratta di un processo che ha inizio anche in fase prenatale: sono cruciali i primi mille giorni, cioè dal concepimento al compimento di 2 anni di età. Secondo l'Accademia americana di pediatria, l'obesità, il rischio di diabete e l'ipertensione possono avere origine proprio dallo stile nutrizionale appreso nell'infanzia. Non solo: se la mamma è in sovrappeso, questi rischi aumentano". L''emulazione alimentare' dei figli comincia subito. "Allattare al seno, per esempio - sottolineano i medici - influenza il modo in cui il neonato reagisce ai segnali di fame e sazietà e aiuta l'autoregolazione e l'accettazione di alimenti diversi negli anni successivi. Il bambino impara osservando e imitando gli adulti, e forma i suoi giudizi, positivi o negativi, giorno per giorno in questo modo". Ecco perché "ogni famiglia dovrebbe avere disponibilità di un'ampia scelta di alimenti sani con i quali comporre una dieta variata e stimolante, evitando di ricorrere a imposizioni" - perché da una revisione di diversi studi emerge che "l'eccessiva pressione su bambini svogliati crea emozioni negative che portano al rifiuto" - o "di utilizzare il cibo come ricompensa o punizione", raccomandano i camici bianchi. "Allo stesso modo - avvertono - negare completamente alcuni alimenti ricchi di zuccheri e grassi è controproducente: i cibi proibiti diventeranno i più allettanti". Altre abitudini scorrette descritte dagli studi? Un errore è mangiare 'a turno', genitori e figli separatamente. "E' importante che i genitori siano presenti a tavola: questa regolarità - precisano gli esperti di 'Dottore, ma è vero che...?' - impedisce di saltare i pasti e aiuta il consumo di alimenti sani e di porzioni equilibrate. Particolarmente importante è il momento della colazione che, più di altri pasti, tende a essere saltata per mancanza di tempo o di appetito. In Italia un bambino su 10 non fa colazione e uno su 3 segue una dieta sbilanciata al mattino, con la conseguenza di arrivare al pranzo affamati o di ricorrere a merende povere di nutrienti sani. E' invece fondamentale condividere questo momento fin dalla preparazione del pasto. I benefici non ricadono solo sulla salute dell'organismo, ma anche sulle capacità cognitive, sull'apprendimento". Ma se il piccolo di casa i cibi sani non li vuole proprio vedere? Se respinge frutta e verdura? La premessa è che, "in generale, funzionano i modelli nei quali i genitori propongono l'approccio 'fai come faccio io' e non 'fai come dico io'". Poi è vero che "il comportamento evitante è molto frequente, interessa circa il 20-30% dei bambini. Fin dallo svezzamento - è il consiglio dei medici - occorre introdurre progressivamente nuovi alimenti. L'esposizione precoce, non forzata, a frutta, verdure e fibre abitua il bambino ad apprezzare i sapori diversi, associando il gusto e i benefici sull'organismo a emozioni positive che dureranno nel tempo. Occorre inoltre variare le proposte a tavola, senza insistere troppo con alimenti che il bambino ha più volte rifiutato; la dieta monotona può portare a carenze nutrizionali". Ed è bene "incoraggiare il bambino a consumare i pasti della mensa scolastica, che garantisce varietà, equilibrio in un ambiente condiviso con i propri compagni. Infine, occhi attenti e guardia alta. "Osservare i comportamenti dei bambini a tavola - concludono i dottori anti-bufale - può rendere evidenti altri tipi di difficoltà e disagi. I fattori di rischio connessi alle cattive abitudini alimentari (sovrappeso, obesità, ipertensione, diabete, per esempio) sono modificabili ed è importante agire sin dall'infanzia. Cambiare il comportamento alimentare da adulti o in presenza di disturbi dell'alimentazione è molto più difficile". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Jake Paul vs Mike Tyson: un nuovo trailer infiamma l'attesa per il match dell'anno
(Adnkronos) - Manca solo un mese al mega-evento di pugilato che promette di essere uno degli incontri più attesi degli ultimi anni. Netflix e Most Valuable Promotions (MVP) hanno annunciato, con una nota ufficiale congiunta, che Jake "El Gallo" Paul (10-1, 7 KO), celebrità internazionale e fenomeno dei social media, affronterà l'iconico Mike Tyson (50-6, 44 KO), noto come "l'uomo più cattivo del pianeta". L'incontro si terrà sabato 16 novembre 2024 alle ore 2:00 italiane presso l'AT&T Stadium di Arlington, Texas, con una capienza di 80.000 spettatori, e sarà trasmesso in diretta mondiale esclusiva su Netflix.
Ecco il trailer rilasciato da Netflix
A rendere la serata ancora più imperdibile, nel co-main event l'indiscussa campionessa mondiale dei superleggeri Katie Taylor (23-1, 6 KO) difenderà il suo titolo contro la pioniera della boxe femminile Amanda "The Real Deal" Serrano (47-2-1, 31 KO). Si tratta della rivincita più attesa nella storia della boxe femminile, in un incontro previsto su 10 round da due minuti ciascuno. La prima sfida tra le due atlete aveva già segnato un momento storico, e questo secondo confronto promette di essere ancora più avvincente.
La serata offrirà anche altri incontri di grande interesse per gli amanti del pugilato. Tra questi, un match di 12 round per il titolo WBC dei pesi welter tra il campione in carica Mario "El Azteca" Barrios (29-2, 18 KO) e Abel Ramos (28-6-2, 18 KO). Inoltre, si terrà un incontro di 6 round nei pesi supermedi tra Neeraj Goyat (18-4-2, 8 KO), il pugile numero uno dell'India e primo ingaggio internazionale di MVP, e la superstar brasiliana dal talento multiforme Whindersson Nunes (record combinato di 2-2-1, 1 KO). In preparazione all'evento, Netflix ha annunciato "COUNTDOWN: PAUL VS. TYSON", una serie documentaristica in tre parti che offre un accesso esclusivo dietro le quinte dei campi di allenamento dei due pugili. Gli episodi 1 e 2 saranno disponibili in anteprima su Netflix dal 7 novembre, mentre l'episodio 3 sarà rilasciato il 12 novembre. La docuserie porterà gli spettatori nel cuore della preparazione fisica e mentale di Paul e Tyson, mostrando la grinta, la determinazione e l'impegno necessari per affrontare un evento di tale portata. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Canapa e altre fibre naturali, con Roger il vaso biodegradabile ed economico
(Adnkronos) - Biodegradabile, economico, sostenibile. E' il nuovo vaso in fibre naturali, canapa industriale in primis, realizzato dall'azienda italiana Roger, con l'obiettivo di rivoluzionare, in modo sostenibile, il settore florovivaistico, sostituendo i vasi in plastica. "Il settore florovivaistico, da una decina d'anni -racconta ad Adnkronos/Labitalia Giampaolo Teti, fondatore e amministratore di Roger, Master di I Livello in Sostenibilità socio ambientale delle reti agroalimentari ed esperto nella prima lavorazione e trasformazione della canapa industriale- affronta delle importanti difficoltà a cui deve far fronte. In primis, il riscaldamento climatico e di conseguenza tutte le leggi europee che stanno spingendo verso una transizione ecologica entro il 2050. Stiamo parlando di tasse sul consumo di plastica che ovviamente si riflettono sui vari prodotti utilizzati nel florovivaismo, tra cui in particolare il vaso in plastica, che ovviamente è quello che ne determina un consumo maggiore". E in questo bisogno di transizione si inserisce l'idea innovativa di Roger, nata in provincia di Cuneo, in Piemonte. "Sono appunto anni che si cerca un sostituto al vaso di plastica -spiega Teti- e la difficoltà è competere con la sua economicità e resistenza. Esistono oggi dei vasi biodegradabili commercializzati, ma il nostro vaso in fibre naturali si presenta come unico in questo scenario perché grazie al suo materiale in fibra naturale riesce ad essere resistente e altrettanto economico. La resistenza avviene grazie al processo innovativo proposto, che ne realizza un semilavorato con spessori che possono variare e collanti naturali utilizzati che possono essere scelti sulla base dei tempi di biodegradabilità richiesti, a differenza delle diverse destinazioni del prodotto". Un'idea innovativa che si candida a 'spazzare' il vecchio vaso in plastica, che soffre già da un po' per diverse ragioni. "I prezzi dei vasi in plastica -sottolinea Teti- sono aumentati, e poi c'è l'impatto dei costi di trasporto e di smaltimento, visto che è un rifiuto speciale, deve seguire le logiche di smaltimento e non tutti i vivai hanno quantitativi minimi per potersi muovere indipendentemente. E il vaso in plastica obbliga anche a un travaso e comporta ulteriori costi in quanto ovviamente da un vaso più piccolo si passa a un vaso più grande", fa notare. E la proposta di Roger nasce già con un'idea di uso trasversale. "È un semilavorato -sottolinea- biodegradabile compostabile che può assumere qualsivoglia forma tridimensionale. Quindi abbiamo un ventaglio molto ampio che può inserirsi in più settori. Il settore florovivaistico è stato scelto proprio perché c'è un forte bisogno, imminente, a risolvere, delle problematiche importanti per loro consumo eccessivo di vasi in polietilene". Ma non finisce qui: il nuovo vaso di canapa industriale e altre fibre naturali può avere un ruolo decisivo nella sostenibilità dell'ambiente. "Le fibre utilizzate -dice Teti- arrivano da colture ad ampio assorbimento di anidride carbonica. Parliamo, ad esempio, del bambù, del kenaf o della canapa industriale. Quest'ultima è quella fibra che ci permette di andare ad impattare economicamente, ci permette di offrire un prodotto vaso economico. Questo perché la coltura della canapa industriale è una coltura molto povera, che però produce per ogni ettaro un'ampia quantità di biomassa secca. Per fare un esempio concreto e diretto, stiamo parlando di un ettaro che produce quanto quattro ettari di bosco. E' una pianta che cresce in un ciclo di sei mesi e, in certi territori e contesti ambientali, si possono fare anche due cicli di produzione annuali, al contrario del bosco che ovviamente cresce in almeno dieci anni. Questo serve per rendere l'idea della quantità della fonte rinnovabile che può produrre". E il vaso in fibre naturali è ormai già qualcosa in più che un'idea. "Abbiamo chiuso i primi due anni di ricerca e sviluppo, e ora abbiamo avviato la comunicazione e la ricerca fondi per avviare il progetto industriale. Parallelamente abbiamo realizzato il prodotto vaso che ha superato la fase di prototipo. Abbiamo un piccolo impianto, quello con il quale abbiamo fatto la ricerca e sviluppo, e che allo stesso tempo è operativo e può produrre una produzione di vasi, ovviamente in piccola scala che ci permette di inserirci nel mercato del piccolo consumatore di città, dell'amante delle piante e dei fiori", ricorda Teti. L'obiettivo è conoscere e farsi conoscere, per far 'camminare' una proposta che dalla sua, secondo Teti, ha una parola chiave: concretezza. "La nostra idea è di una sostenibilità concreta. A monte andiamo a utilizzare non solo, appunto, una coltura che può impattare a livello economico e quant'altro, ma una coltura ad ampio assorbimento di energia carbonica. Quindi che già ci permette di impattare e bilanciare le emissioni che si creeranno nel processo produttivo. Una produzione che è esclusivamente di prodotti compostabili e biodegradabili, e che vanno oltre il vaso. Quindi stiamo parlando di inserirci in più settori con più coltura ubiquitaria, ovvero coltivabile in qualsiasi parte del mondo. E quindi stiamo parlando di una moltiplicazione degli impianti in distretti e regioni differenti, andando quindi a rifornire le produzioni e le aziende limitrofe", osserva. L'obiettivo, per Teti, è chiaro, con vantaggi per gli operatori e per il Pianeta. "Se a monte acquisiamo un'ampia quantità di energia carbonica, a valle andiamo invece a eliminare i costi, non tanti i costi di trasporto, quanto le emissioni per il trasporto, creando quindi una perfetta economia circolare concretamente sostenibile. Proprio perché, come ad esempio con il vaso biodegradabile, noi andiamo in tutto e per tutto a sostituire un prodotto inquinante con un prodotto che invece torna alla terra e che apporta dei vantaggi ambientali, salutari e anche economici per tutti, per il mondo, per la sua sostenibilità. E la pianta stessa, per tornare al vaso, gode di vantaggi per il suo sviluppo. Ad esempio, evitare il travaso gli evita uno shock da trapianto. E al vivaista, perché non solo entra in una perfetta economia circolare, con l'eliminazione di tasse sulla plastica e i costi di smaltimento, ma riesce a eliminare anche alcune fasi di lavoro, come ad esempio il travaso", conclude. ---lavoro/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Fisco, Int a Leo e Ruffini: "Occorre proroga al 30 novembre per concordato preventivo biennale"
(Adnkronos) - Il presidente dell'Istituto nazionale tributaristi (Int), Riccardo Alemanno, ha inviato una nota al vice ministro all’Economia e alle Finanze, Maurizio Leo e al direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, richiedendo la proroga della scadenza dell’adesione al concordato preventivo biennale, alla luce delle novità normative e dei tempi ristretti, nonché per le difficoltà che si stanno riscontrando per acquisire i dati per il ravvedimento speciale dal cassetto fiscale del contribuente. E' quanto si legge in una nota dell'Int. "Non era mia intenzione -si legge nella nota- intervenire nel dibattito sulla scadenza dell’ adesione al concordato preventivo biennale, per cui già nel luglio scorso in sede di audizione presso le Commissioni finanze di Camera e Senato si era indicata nel 30 novembre una data di scadenza più adeguata a una valutazione ponderata del nuovo istituto concordatario, ma oggi alla luce delle recenti modifiche normative, delle nuove valutazioni da fare in merito al collegamento con il ravvedimento speciale e soprattutto per l’oggettiva difficoltà di scaricare i dati di supporto inseriti dall’Agenzia delle entrate nel cassetto fiscale dei contribuenti ISA, devo ribadire la necessità di una proroga dell’adesione al concordato e pertanto la richiesta di rinvio al 30 novembre della presentazione della dichiarazione dei redditi”, sottolinea. E Alemanno poi precisa: "Non sono un fan delle proroghe, ma la valutazione e l’acquisizione dei dati forniti dall’Amministrazione finanziaria il contribuente ISA le fa attraverso il proprio professionista intermediario fiscale, quindi se si vuole che ci sia un’ attenta valutazione della proposta concordataria e del collegato ravvedimento speciale si deve concedere un maggior lasso di tempo, questa non è solo una mia riflessione ma è la fotografia concreta della realtà e dell’ intasamento che si sta verificando negli studi e nel collegamento con il sito dell’Ade. E se è vero che i dati sul ravvedimento speciale sono di supporto, se l’intermediario fiscale incaricato non riesce ad accedervi dovrà recuperarli anno per per anno, dal 2018 al 2022, dai propri archivi o addirittura dai supporti cartacei, laddove non avesse seguito per tutto il quinquennio il contribuente, considerando inoltre che le società di software a tutt’oggi non hanno comunque avuto il tempo di fornire programmi di supporto per l’acquisizione dei dati elettronici archiviati", aggiunge ancora. Il presidente dell’Int in conclusione della missiva afferma: “Una situazione che evidenzia la necessità di più tempo per garantire una consulenza adeguata all’assistito con il rischio di non aderire al Cpb per impossibilità di valutarne gli effetti. Sono certo che la richiesta della proroga sarà da Voi attentamente valutata alla luce delle nuove esigenze operative, ricordando che la proroga per essere efficace, sia per il contribuente che per l’ erario, deve essere tempestiva", conclude. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ricerca, difetti genetici digestione carboidrati influiscono su intestino irritabile
(Adnkronos) - Uno studio pionieristico pubblicato sulla rivista 'Clinical Gastroenterology & Hepatology' suggerisce che le variazioni genetiche negli enzimi umani responsabili della digestione dei carboidrati (hCAZymes) possono influenzare l'efficacia di una dieta a ridotto contenuto di carboidrati nei pazienti con sindrome dell'intestino irritabile (Ibs). La ricerca potrebbe portare a trattamenti personalizzati per l'Ibs, utilizzando marcatori genetici per prevedere quali pazienti trarranno beneficio da specifici interventi dietetici. La sindrome dell'intestino irritabile - spiega una nota - è un disturbo digestivo che colpisce fino al 10% della popolazione mondiale, caratterizzato da dolore addominale, gonfiore, diarrea o stitichezza. Nonostante la sua prevalenza, il trattamento dell'Ibs rimane una sfida poiché i sintomi e le risposte agli interventi dietetici o farmacologici variano in modo significativo. I pazienti spesso collegano i loro sintomi al consumo di determinati alimenti, in particolare carboidrati, e la loro riduzione o eliminazione dalla dieta è emersa come un'opzione terapeutica efficace, sebbene non tutti i pazienti sperimentino gli stessi benefici. La ricerca, coordinata da Mauro D'Amato del Dipartimento di Medicina e chirurgia dell'Università Lum 'Giuseppe Degennaro' e del gruppo di Genetica gastrointestinale dell'istituto Cic bioGune, ha indagato il ruolo di geni hCAZymes in relazione all'Ibs. Attraverso un'ampia collaborazione internazionale (il consorzio GenMalCarb) e i dati dello studio Domino, il team ha evidenziato che gli individui con varianti ipomorfiche (difettose) nei geni hCAZyme hanno maggiori probabilità di trarre beneficio da una dieta a ridotto contenuto di carboidrati. Nel dettaglio, lo studio ha coinvolto 250 pazienti con Ibs confrontando due trattamenti: una dieta a basso contenuto di carboidrati (low-Fodmap) e il farmaco antispasmodico otilonio bromuro. Sorprendentemente, dei 196 pazienti che hanno seguito la dieta, quelli portatori di geni hCAZyme difettosi hanno mostrato un netto miglioramento, rispetto ai non portatori, e l'effetto è stato particolarmente pronunciato nei pazienti Ibs con diarrea predominante (Ibs-D), che avevano una probabilità 6 volte più alta di rispondere alla dieta. Al contrario, questa differenza non è stata osservata nei pazienti trattati con il farmaco, sottolineando la specificità della predisposizione genetica nell'efficacia del trattamento dietetico. "Questi risultati - commenta D'Amato, autore senior dello studio - suggeriscono che le variazioni genetiche negli enzimi hCAZyme, che svolgono un ruolo chiave nella digestione dei carboidrati, potrebbero diventare indicatori chiave per la progettazione di una dieta personalizzata nel trattamento dell'Ibs". Questa "è una condizione eterogenea e multifattoriale, con ambiente, dieta, microbiota, genetica e fattori legati al sistema immunitario che giocano tutti un ruolo importante. E' difficile da diagnosticare e trattare perché meccanismi diversi predispongono all'insorgenza di sintomi che si presentano sostanzialmente indistinguibili da un punto di vista clinico. Studiamo ormai da anni la predisposizione all'Ibs - prosegue il professore - sperando di identificare fattori genetici che possano consentire una stratificazione dei pazienti in diverse tipologie e gruppi 'molecolari' per una migliore precisione terapeutica. Come nelle forme ereditarie di intolleranza ai carboidrati, quali i deficit di lattasi o saccarasi, stiamo scoprendo che alcuni difetti genetici negli hCAZymes possono predisporre all'Ibs attraverso una maldigestione dei carboidrati. Ciò può essere affrontato da un punto di vista terapeutico attraverso la loro riduzione o eliminazione dalla dieta, focalizzando l'attenzione sugli individui geneticamente predisposti". In futuro, l'integrazione della conoscenza del genotipo hCAZyme nella pratica clinica potrebbe consentire ai medici di identificare in anticipo quali pazienti hanno maggiori probabilità di trarre beneficio da specifici interventi dietetici. Ciò non solo eviterebbe diete restrittive non necessarie per coloro che difficilmente ne trarrebbero beneficio, ma aprirebbe anche la porta alla medicina personalizzata nell'Ibs. Il gruppo di ricerca ha sottolineato la necessità di ulteriori studi per convalidare questi risultati e approfondire i meccanismi biologici in gioco. Se confermato, questo approccio potrebbe migliorare notevolmente il trattamento dell'Ibs e di patologie gastrointestinali simili, rendendo le strategie dietetiche e terapeutiche più precise ed efficaci. Lo studio ha coinvolto ricercatori e clinici provenienti da Italia (Università Lum e Università di Napoli), Spagna (Cic bioGune), Germania (Ikmb e Università di Medicina veterinaria di Hannover), Belgio (Targid) e Regno Unito (Università di Nottingham), e ha ricevuto finanziamenti dal governo spagnolo, dal ministero federale tedesco per l'Istruzione e la ricerca e dal Medical Research Council Uk, sotto l'egida del programma europeo di programmazione congiunta 'A Healthy Diet for a Healthy Life' (Jpi Hdhl) e dell'Era-Net Era-Hdhl, e del Belgian Health Care Knowledge Centre. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Iss, più spazio ai congedi dei padri per migliorare salute figli e mamme
(Adnkronos) - "Riformare i congedi per i padri per assicurare la salute e il benessere delle bambine e dei bambini e correggere l’ineguale distribuzione della cura e favorire l’occupazione femminile, e dunque anche la natalità, allineando l’Italia, che è uno dei Paesi europei con il minor numero di giorni di congedo adeguatamente retribuiti per i padri e con il massimo divario fra congedi materni e paterni, al resto d’Europa". E' la proposta, con un pacchetto di misure, che arriva viene progetto europeo 4e-Parent, ed è stata recentemente presentata ai politici in vista della legge di bilancio durante una conferenza dal titolo 'Il tempo dei papà'. Il progetto vede l’Istituto superiore di sanità (Iss) capofila e la partecipazione di diversi partner. "Sono diversi - spiegano gli esperti - i vantaggi che derivano da un maggiore coinvolgimento del padre nell’accudimento, soprattutto nei ‘primi mille giorni’. Bambine e bambini il cui padre sia stato attivamente coinvolto in età evolutiva mostrano ad esempio più elevati livelli di competenza cognitiva e sociale, maggiore capacità di empatia, migliore autoregolazione e autostima e migliori progressi scolastici. La presenza partecipe del padre sin dai primi momenti inoltre diminuisce i rischi durante la gravidanza e il parto, può contribuire all’aumento della occupazione femminile e promuove le ‘mascolinità accudenti’, diminuendo il rischio di violenza domestica. I promotiri chiedono anche di cambiare il nome da 'congedi parentali' a 'congedi genitoriali'. “Non dovrebbero servire prove per dimostrare che la partecipazione dei padri all’accudimento è vantaggiosa per l’intera famiglia - osserva Angela Giusti, ricercatrice del Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità e responsabile del coordinamento scientifico del progetto - Eppure, queste prove le abbiamo”. Le proposte 4e-parent. 1) Estendere il congedo di paternità obbligatorio dagli attuali 10 giorni a 22 giorni lavorativi, di cui almeno 10 da fruire consecutivamente nel primo mese dalla nascita, eliminando l’obbligo di preavviso di cinque giorni al datore di lavoro e ammettendo invece la possibilità di trasmettere una certificazione entro 48 ore dall’avvio della fruizione del congedo. 2) Applicare ai congedi di paternità i medesimi criteri di obbligatorietà esistenti per il congedo di maternità. 3) Estendere la platea degli aventi diritto al congedo di paternità e al congedo genitoriale ai padri freelance, iscritti alla Gestione separata, calcolando il compenso sulle ultime due dichiarazioni dei redditi precedenti all’anno di inizio della gravidanza. 4) Portare dall’80 al 100% la retribuzione del congedo obbligatorio di maternità. 5) Prevedere quattro mesi di congedi genitoriali retribuiti all’80%, di cui due riservati alle madri e due ai padri. 6) Prevedere l’anticipo da parte dello Stato dei compensi per i congedi alle aziende, per venire incontro alle esigenze della piccola e media impresa. 7) Introdurre dei premi per le aziende con certificazione di genere che, a loro volta, premiano i fornitori che avviano il processo di certificazione di genere. 8) Rilevare le modalità di utilizzo dei giorni di congedo di paternità fruiti nei primi cinque mesi di vita di bambini e bambine. 9) Avviare una campagna di informazione pubblica che illustri i benefici dell’utilizzo dei congedi riservati ai padri e dell’accudimento paterno fin dai primi mesi di vita di figli e figlie. 10) Incentivare il lavoro agile per i genitori, se fruito da entrambi. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Stile di vita sano, Amway e Nutrilite a sostegno della Longevity Run di Roma
(Adnkronos) - All’interno del Villaggio della Salute, in occasione della Longevity Run 2024 di Roma, evento dedicato all’importanza del benessere, organizzato dal Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, saranno presenti, in uno stand dedicato, dal 19 al 20 ottobre, Amway, e Nutrilite, rispettivamente, l’azienda leader nella vendita di vitamine e il brand di riferimento degli integratori alimentari distribuito in esclusiva da Amway. La corsa, non competitiva e lunga 5 km - informa una nota - si svolgerà a Roma, domenica 20 ottobre, all’interno della Mezza Maratona, con partenza alle 9.30 dal Circo Massimo. Nella giornata di sabato 19 ottobre, i visitatori dello stand di Amway e Nutrilite troveranno esperti del brand disponibili a illustrare l'importanza di una corretta alimentazione e il suo impatto sulla vita quotidiana. Inoltre verranno presentate le ultime novità dell’azienda dedicate all’integrazione e al ritrovo di energia quotidiana e costante, anche in occasione di momenti dedicati allo sport. La partecipazione di Amway e Nutrilite a un evento che rispecchia la loro missione, permette di consolidare ulteriormente la loro posizione nel settore del benessere, promuovendo un concetto di salute olistica e uno stile di vita sano ed equilibrato. L’evento Longevity Run, infatti, ha la finalità di sensibilizzare i cittadini sull'importanza dell'attività fisica e della nutrizione, per una vita lunga e sana e sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari. La corsa della prossima domenica conclude, nella Capitale, un tour che ogni anno attraversa l’Italia con tappe da Nord a Sud. Oltre alla corsa, i visitatori potranno accedere al villaggio Eataly nelle giornate di venerdì e sabato con la possibilità di usufruire di check-up medici gratuiti, sessioni di yoga, allenamenti funzionali e workshop dedicati a nutrizione, gestione dello stress e salute mentale.Per maggiori informazioni longevityrun.it ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)










