Alimenti, Altroconsumo: per 7 italiani su 10 spreco cibo al top delle perdite
(Adnkronos) - Lo spreco alimentare è considerato uno dei principali ambiti che incidono maggiormente sul nostro portafoglio, ma per il campione di italiani intervistati, lo sperpero all'interno delle famiglie non riguarda solo il cibo. Per il 72%, la causa principale di perdita di alimenti in casa è dovuta a prodotti acquistati e non consumati in tempo, quindi scaduti, oppure agli avanzi gettati dopo i pasti. E' quanto emerge da una ricerca realizzata da Ipsos nell’ambito della piattaforma 'Impegnati a Cambiare', promossa da Altroconsumo e condotta tra 1.000 persone rappresentative della popolazione. Inoltre, il 64% segnala un utilizzo eccessivo di acqua corrente, il 62% menziona un consumo eccessivo di energia elettrica, seguito dall'uso intensivo di carburanti per il 46% e dal riscaldamento eccessivo per il 37% degli intervistati. In media, in una settimana, una famiglia butta via circa 680 grammi di cibo avanzato, scaduto o non consumato. La percentuale aumenta al centro e al Sud mentre diminuisce al Nord. Se per il campione degli intervistati le cause dello spreco sono diverse - confezioni troppo grandi, poca conoscenza su come conservare i cibi, promozioni che incentivano acquisti in più, buttare il cibo anziché riscaldarlo il giorno dopo - dalla ricerca emerge un dato importante: solo il 60% del campione intervistato guarda gli ingredienti. I criteri di sostenibilità, dunque, giocano ancora un ruolo minore nella scelta dei prodotti alimentari. "Lo spreco alimentare non è solo una importante questione ambientale - afferma Federico Cavallo, responsabile relazioni esterne Altroconsumo - ma ha un impatto diretto sulle tasche delle famiglie sull’economia in generale e per l’Italia. Educare e sensibilizzare alla riduzione dello spreco indubbiamente è fondamentale per ridurre questi costi e, allo stesso tempo, contribuire alla sostenibilità del pianeta. Interventi concreti, come migliorare la conservazione degli alimenti, incentivare le donazioni da parte degli esercizi commerciali e fornire una chiara indicazione sulle etichette, possono fare la differenza sia in termini di risparmio che di impatto ambientale". Nella scelta di un prodotto alimentare, il ruolo della sostenibilità gioca un ruolo minore: il 48% degli intervistati attribuisce importanza a imballaggi sostenibili e riciclabili, il 43% presta attenzione al benessere degli animali negli allevamenti, mentre il 41% considera fondamentale che i prodotti abbiano una certificazione che ne attesti la sostenibilità, come il biologico. Inoltre, il 76% afferma di conoscere la differenza tra la data di scadenza e il termine minimo di conservazione di un prodotto alimentare. Il 78%, invece, definisce come "cibo sostenibile" quello prodotto con un uso efficiente delle risorse naturali. Nonostante le soluzioni per affrontare lo spreco alimentare non siano condivise da tutti, la maggioranza degli intervistati individua nell'educazione e nell'informazione la chiave per ridurre il fenomeno. Il 59% ritiene essenziale educare i bambini fin dai primi anni di scuola, mentre il 52% suggerisce di incentivare ristoranti ed esercizi commerciali a donare il cibo in eccesso alle associazioni benefiche. Il 50% propone di rendere più chiare le etichette, indicando meglio fino a quando il cibo può essere consumato oltre la data di scadenza. Per il 44%, sarebbe utile creare punti di raccolta per il cibo non utilizzato. Le piattaforme e le applicazioni digitali volte a ridurre lo spreco alimentare, tuttavia, sono ancora poco conosciute. Di questo tema si discute anche nella nuova puntata di Altroché, il podcast di Chora Media condotto da Francesco Oggiano, che fa parte del progetto Impegnati a cambiare e che, con la conduzione di Francesco Oggiano, vede in questa edizione la partecipazione di Andrea Fagnoni, Chief Client Officer di Ipsos e co-fondatore dell’Osservatorio Civic Brands e Lisa Casali, scienziata ambientale e scrittrice che si occupa dell’argomento sprechi alimentari da quasi vent’anni. Il podcast si può ascoltare su impegnatiacambiare.org e su tutte le principali piattaforme di audio streaming. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Le previsioni di SAS per il 2025: l'Intelligenza Artificiale tra innovazione e tendenze
(Adnkronos) - SAS, in una nota ufficiale, ha voluto analizzare qual è lo stato dell'arte dell'intelligenza artificiale e il ruolo che questa ricoprirà nel settore tecnologico durante il 2025. SAS affida previsioni e analisi delle tendenze del settore per il prossimo anno ai propri executive.
L'Addestramento più rapido dei modelli riduce l'impatto ambientale dell'AI
Bryan Harris, Chief Technology Officer di SAS, sottolinea l'importanza della velocità e dell'efficienza algoritmica per ridurre il consumo di risorse cloud. "La velocità e l'efficienza algoritmica non possono essere ignorate come leve fondamentali per ridurre il consumo di risorse cloud. Sebbene l'AI, nota per il suo elevato fabbisogno energetico, continuerà a favorire l'adozione di fonti di energia sostenibile, come il nucleare, si prevede un aumento della domanda per modelli più efficienti dal punto di vista energetico. Così come l'industria degli elettrodomestici e quella automobilistica hanno fatto notevoli progressi in termini di efficienza energetica, è essenziale che anche i modelli di AI seguano questa tendenza."
Gli attacchi dell'AI minacciano il nostro modo di vivere
Steven Tiell, Global Head of AI Governance Advisory di SAS, evidenzia le potenziali minacce dell'AI sulla società. "La capacità dell'AI di personalizzare e operare su larga scala sta cambiando il nostro modo di interagire con le informazioni, contribuendo alla diffusione di disinformazione e alla manipolazione delle norme sociali. Gli attacchi informatici basati sull'AI possono colpire individui, gruppi o istituzioni, mettendo a rischio i nostri stili di vita. In questo contesto, le società democratiche e i loro governi hanno un interesse cruciale nel salvaguardare il dibattito civile, le elezioni e le norme culturali. Per affrontare questa sfida, i leader aziendali devono assumere un ruolo attivo nel dibattito sull'uso etico dell'AI, promuovendo valori aziendali e stabilendo principi, policy, standard e controlli specifici relativi all'intelligenza artificiale."
I "Data Dumpster" alimentano il divario dell’AI
Marinela Profi, Global GenAI/AI Market Strategy Lead di SAS, mette in luce l'importanza dei dati di qualità. "Il 2025 mostrerà che alcune organizzazioni stanno prosperando grazie all'AI generativa, superando la concorrenza, creando esperienze clienti specializzate e lanciando prodotti innovativi con maggiore rapidità. Tuttavia, altre organizzazioni stanno rimanendo indietro nella corsa all'AI generativa. Stanno infatti abbandonando la serie di progetti avviati nel 2023 avendo trascurato una realtà cruciale: l'AI ha bisogno di dati di qualità. I dati scadenti infatti compromettono le performance dell’AI, e le organizzazioni devono avere il coraggio di fare un passo indietro per affrontare le loro problematiche legate ai dati."
AI Generativa: dall'hype alla realtà
Jared Peterson, Senior Vice President, Platform Engineering di SAS, invita a focalizzarsi sul valore concreto dell'AI generativa. "L'AI generativa continuerà a suscitare interesse, ma siamo giunti a un momento in cui è importante distinguere l'hype e focalizzarci sulla creazione di valore concreto per le imprese. Ciò implica semplificare i nostri approcci, le regole e i modelli, integrandoli con un uso mirato di modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) e modelli linguistici specializzati (SLM)."
Cloud Provider e utenti dell'AI condivideranno la responsabilità ambientale
Jerry Williams, Chief Environmental Officer di SAS, parla della responsabilità condivisa nella sostenibilità. "La corsa all'adozione dell'AI sta portando alla creazione di modelli inefficienti che consumano enormi quantità di risorse cloud e contribuiscono a un maggiore impatto ambientale. Non spetta solo ai fornitori di hardware e ai grandi cloud provider ridurre l'impatto ambientale; è una responsabilità condivisa con gli utilizzatori dell'AI che gestiscono dati e carichi di lavoro. Una maggiore efficienza nello sviluppo dei modelli di AI, resa possibile da piattaforme di dati e AI ottimizzate per il cloud, contribuirà a ridurre duplicazioni e sprechi inutili, minimizzando il consumo energetico."
I leader di domani si costruiscono oggi grazie all'AI
Jay Upchurch, Chief Information Officer di SAS, prevede un futuro dominato dalle organizzazioni abilitate all'AI. "Le organizzazioni completamente abilitate all'AI saranno quelle che vinceranno le battaglie IT del 2025. Con l'evoluzione dell'IA generativa, che da 'giocattolo nuovo e luccicante' diventa una forma consolidata di intelligenza artificiale, le aziende inizieranno a operazionalizzare tutte le varianti dell'AI per automatizzare compiti di routine, liberando così i dipendenti per attività a maggiore valore. Queste automazioni permetteranno di prendere decisioni più rapidamente, individuare opportunità con maggiore prontezza e stimolare innovazione rispetto ai concorrenti. In sintesi: queste organizzazioni saranno le vere vincitrici."
Gli LLM diventano una commodity e si specializzano
Udo Sglavo, Vice President, Applied AI & Modeling, R&D di SAS, sottolinea la futura commoditizzazione degli LLM. "Nel 2025, i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) diventeranno una commodity, con conseguente crollo dei modelli di prezzo per l'AI, poiché le funzionalità di base saranno disponibili gratuitamente. Il vero valore si sposterà verso servizi specializzati e applicazioni specifiche per settori, sviluppate su queste basi. Allo stesso tempo, l’ascesa degli LLM open-source metterà in discussione il predominio di alcuni provider chiave, favorendo un panorama dell'AI più decentralizzato, dove la personalizzazione e l'integrazione diventeranno i principali fattori di differenziazione."
L'accelerazione dell'AI e del Cloud innescherà una grande razionalizzazione dell’IT
Stu Bradley, Senior Vice President, Risk, Fraud and Compliance Solutions di SAS, prevede una significativa semplificazione delle infrastrutture IT. "Le aziende hanno a lungo operato con sistemi isolati, ciascuno dedicato a una funzione o a un segmento di clientela diverso. I team IT sono sotto pressione a causa di integrazioni ingombranti, incapaci di fornire l'agilità necessaria alle loro aziende. Si profila una grande razionalizzazione dell’IT, in cui i leader aziendali utilizzeranno il cloud per semplificare le infrastrutture IT e le relazioni con i fornitori, guadagnando velocità critica e riducendo i costi. Coloro che modernizzeranno su una piattaforma cloud-nativa, potenziata dall'AI e capace di supportare più funzioni, trarranno il massimo valore. Saranno in grado di acquisire capacità decisionali e di gestione dei dati integrate e democratizzate, coprendo l'intero ciclo di vita del cliente e dell'azienda nel suo complesso."
L'AI Generativa diventa personale (e più avanzata) per i marketer
Jennifer Chase, Chief Marketing Officer di SAS, evidenzia l'evoluzione dell'AI nel marketing. "Nel 2025, i marketer passeranno rapidamente da applicazioni più semplici di IA generativa, incentrate sulla produttività e sulla creazione di contenuti, a capacità di AI più avanzate che offrono vantaggi competitivi e crescita dei ricavi. Andando oltre i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), i marketer adotteranno strumenti di IA generativa come dati sintetici e digital twin, oltre a tecnologie AI consolidate come il machine e deep learning, per offrire esperienze personalizzate e campagne efficaci, rispettando al contempo la privacy dei clienti." Immagine creata con DALL-E ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Instagram down, oggi problemi: cosa è successo
(Adnkronos) - Problemi per Instagram, l'app della galassia Meta - che comprende anche Facebook e WhatsApp - alle prese oggi con un down a giudicare dalle segnalazioni su Downdetector, il sito che monitora le anomalie della rete. Le segnalazioni di problemi arrivano dall'Italia e da altri paesi: dalla Germania agli Stati Uniti, dalla Spagna al Brasile. La curva che descrive l'emergenza, però, dopo una rapida impennata si avvia a calare: problemi quindi rientrati o in fase di soluzione. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Imprese, cittadini e istituzioni italiane: ecco come rivedere il Green deal
(Adnkronos) - La cronaca di questi giorni con il dissenso di una parte dell’industria automotive e le proteste dei lavoratori sembra confermare i numeri della rilevazione effettuata da Adnkronos tra i propri utenti web e social: per il 65% il Green deal europeo andrebbe eliminato, per il 23% migliorato e solo per il 12% è una priorità. Così come viene portata avanti, secondo i 5.500 utenti che non rappresentano un campione statistico, la transizione danneggia l’economia (75%). In pochi si esprimono positivamente sull’acquisto delle auto elettriche a causa del prezzo (46%) o dei limiti per la ricarica (38%). Le risposte sono state oggetto di commento durante il convegno Adnkronos Q&A dal titolo “Trasformazione green, investimenti e strategie” che si è svolto oggi nel Palazzo dell’Informazione di Roma. Il Direttore di Adnkronos Davide Desario, introducendo i lavori, ha sottolineato l’importanza di “interrogarsi su cosa resta del Green Deal europeo e su come le politiche nazionali stanno cambiando per attuarlo. Comprendere quale sarà l'approccio della nuova Commissione Europea e a che punto siamo nella corsa alla transizione ecologica. Esaminare le iniziative delle aziende italiane che cercano di conciliare sostenibilità e competitività. Analizzare la percezione della sostenibilità da parte degli italiani, basata sulla nostra recente rilevazione. Discutere -continua Desario- anche su come la sostenibilità debba essere comunicata efficacemente e quale ruolo cruciale svolga l'informazione in questo processo. È tutto quello che, come Adnkronos, abbiamo provato a fare con questo convegno su dei temi che toccano da vicino il Paese reale e la vita di cittadini e imprenditori”. Pareri che si conciliano con le preoccupazioni della politica e delle istituzioni italiane. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha introdotto la strategia del Governo: “L’attenzione del governo è su più fronti: il lavoro in corso sui settori in cui è più difficile carbonizzare, gli incentivi per le CER, l’avanzamento delle misure al PNRR e diverse altre azioni normative semplificatorie. Sono convinto che il rinnovamento delle istituzioni europee ci permetterà di affrontare con maggiore pragmatismo anche quelle norme del green deal che si sono dimostrate molto ma molto sbilanciate”. “L’Italia non ha mai lavorato per distruggere- ha precisato il ministro Fratin - Ha voluto piuttosto migliorare, anche riuscendo, direttive e regolamenti che rischiano di lasciare indietro interi settori dell’economia. Non c’è più posto in Europa per approcci che non tengano conto di quelle che sono le evidenze scientifiche e di contesti nazionali differenti tra i 27 paesi europei. Credo che su questa linea si possa lavorare nel nuovo parlamento, nella commissione e consiglio europei. Come già fatto al G7 clima, energia e ambiente così a COP 29, che si apre tra pochi giorni, porteremo con responsabilità la voce del sistema paese espressione di valore e di eccellenza”. Di recente il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha presentato una proposta al Parlamento Europeo per anticipare la revisione del Green Deal rispetto al 2026. Tramite un messaggio trasmesso durante il dibattito, Urso ha spiegato che “in questa fase, sul settore automotive, insieme alla Repubblica Ceca, il nostro Paese si è fatto promotore di un non paper che sarà presto discusso in Commissione al fine di riesaminare le modalità che porteranno allo stop ai motori endotermici nel 2035. La transizione deve esserci ma occorrono le condizioni per raggiungerla. Il processo va sostenuto con una forte immissione di risorse pubbliche a oggi fuori dalla portata dei bilanci pubblici non solo dell’Italia ma di tutti i Paesi europei. Non solo: serve un approccio basato su evidenze empiriche e non su posizioni ideologiche, che guardi con favore alla neutralità tecnologica e all’inserimento dei biocarburanti tra le modalità per raggiungere l’abbattimento di CO2. Per questo chiediamo di anticipare alla prima metà del prossimo anno il Rapporto di valutazione previsto per fine 2026”. “Il Governo – ha concluso il ministro Urso - è consapevole che l’obiettivo della decarbonizzazione non può essere messo in discussione, ma occorre un confronto aperto su quale sia la modalità corretta per raggiungerlo”. Sulla stessa lunghezza d’onda le osservazioni espresse dal mondo delle imprese. Su questo fronte, la rilevazione tra gli utenti Adnkronos sembra andare in altra direzione: secondo il 56% tra le aziende ci sarebbe troppo green washing nella comunicazione e servirebbe più attenzione (35%). In veste di consumatori, 4 utenti su 10 tengono conto dell’attenzione alla sostenibilità per i propri acquisti. Fatti (per il 64%) e coerenza (32%) sembrano avere un maggiore impatto sulle scelte del carrello. Enrico Giovannini, direttore scientifico ASviS, ha parlato dell’Agenda 2030 e degli obiettivi da raggiungere: “Parafrasando una nota canzone di Battisti, tra pensieri parole e azioni, in questa fase, c’è una divergenza impressionante. L’Italia purtroppo sta disattendendo alla realizzazione di alcuni punti fondamentali dell’Agenda 2030: transizione digitale ed ecologica, attuazione della legge europea sul clima, pilastri sociali dei diritti, resilienza economica e sociale, difesa. Nel Piano strutturale di bilancio c’è poco di tutto questo”. “Qual è la vera prospettiva che il nostro Paese vuole conseguire? – ha proseguito Giovannini – innanzitutto c’è l’idea di ridiscutere questi obiettivi. Se pensiamo al settore della mobilità sostenibile, il Piano prevede incentivi di un solo miliardo all’anno per le auto green e il resto destinato all’automotive. È evidente come vada cambiata la prospettiva, a partire dalle modalità di reperimento delle risorse per la transizione energetica che, per esempio, potrebbero essere recuperate nei 30 miliardi di sussidi – rivelatisi dannosi per l’ambiente - che ogni anno il Governo dà alle grandi aziende. Va detto che il Governo si è impegnato a sbloccarli nei prossimi anni ma è anche vero che le modalità vanno a toccare settori complessi”. “Insomma – ha concluso Giovannini – manca coerenza nelle strategie politiche, anche perché permane ancora un approccio ideologico al Green Deal, contrariamente alla realtà, ovvero un Piano immaginato come un programma di sviluppo economico dell’Europa e non come un programma meramente ambientalista”. Hanno preso parte al convegno: Matteo Cimenti, Presidente Federchimica- Assogasliquidi; Riccardo Piunti, Presidente Conou; Andrea Diamanti, Head of Wholesale Banking ING Italia; Lucia Fioravanti, Chief Corporate Affairs Officer Polo Strategico Nazionale; Ada Rosa Balzan Founder e Presidente di ARB SB; Giangiacomo Pierini, Corporate Affairs & Sustainability Director di Coca-Cola HBC Italia; Diego Cattoni AD Autostrade del Brennero; Luigi Ferraris, AD Fibercop; Paola Aragno, Eikon Sc, Livio Livi, SostenibileOggi; Alberto Rossi DG Assarmatori. ---economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Essere genitori in Fater - Ascolta
(Adnkronos) - Come si può cambiare veramente approccio alle risorse umane? Come e con quali strumenti si possono soddisfare le esigenze di chi lavora? Soprattutto, come si possono tenere insieme scelte innovative e risultati? A queste domande sta provando a dare risposta la strategia ‘People First’ di Fater. Con Antonio Fazzari, General Manager di Fater, parliamo di politiche di welfare aziendale, di un diverso approccio al management, di una nuova interpretazione del successo, della felicità e del benessere. Parliamo anche del talento, dell’opportunità di riconoscerlo e di valorizzarlo, facendolo esprimere in tutte le sue forme. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Yoshitaka Amano, l'artista di Final Fantasy in mostra a Milano dal 13 novembre
(Adnkronos) - Lucca Comics & Games sbarca a Milano con "Amano Corpus Animae", la più grande retrospettiva mai dedicata in Occidente a Yoshitaka Amano, il visionario artista giapponese che ha segnato l'immaginario di anime, videogiochi e arte contemporanea. Dal 13 novembre 2024 al 1 marzo 2025, la Fabbrica del Vapore ospiterà oltre 100 opere originali, da Tatsunoko a Final Fantasy, ripercorrendo 50 anni di carriera di questo maestro che ha saputo fondere con maestria arte tradizionale e nuovi media. La mostra, curata da Fabio Viola per Lucca Comics & Games con la collaborazione di POLI.design per l'allestimento, offrirà un'immersione nell'universo creativo di Amano, celebrando il suo impatto globale sulla cultura pop. Adnkronos Tech&Games ha incontrato Viola per parlare di questa importante mostra e dell'impatto dell'artista giapponese sulla cultura pop e sull'arte.
Come è nata l'idea di organizzare la mostra "Amano Corpus Animae" e qual è stato il suo ruolo nel curarla?
L'idea di "Amano Corpus Animae" è nata da un incontro fortunato. Nel 2022 ho avuto il piacere di conoscere il maestro Yoshitaka Amano e di invitarlo in Italia, alla Reggia di Venaria Reale, dove all'epoca curavo la mostra "PLAY – Videogame, Arte e Oltre". Approfondendo la sua storia, umana e artistica, mi sono reso conto di un paradosso: uno dei più grandi maestri viventi, le cui opere hanno impreziosito libri, fumetti, anime e videogiochi di successo planetario, esposte regolarmente nei principali musei del mondo, non era mai stato protagonista di una grande mostra europea. Da qui l'incipit di "Amano Corpus Animae", la più grande retrospettiva mai realizzata sui 50 anni di carriera del maestro nato a Shizuoka, che si terrà dal 13 novembre 2024 al 1° marzo 2025 presso la Fabbrica del Vapore di Milano. Il mio ruolo di curatore è stato quello di fare da ponte tra l'artista e la produzione, a cura di Lucca Crea, la società che organizza Lucca Comics & Games. Negli ultimi tre anni ho studiato a fondo le opere di Amano, selezionando le oltre 130 tavole e decine di oggetti esposti a Milano, ideando il percorso esperienziale per il visitatore, redigendo i testi del catalogo e degli apparati informativi e collaborando con i professionisti e le aziende che hanno reso possibile questo progetto.
Quali sfide ha affrontato nel curare una retrospettiva così ampia sulla carriera di Yoshitaka Amano, che spazia tra anime, videogiochi, teatro e fine art?
Studiare Yoshitaka Amano è un'impresa complessa. È un artista che si muove con fluidità tra linguaggi, tecniche, materiali e stili artistici estremamente variegati. A soli 15 anni inizia a lavorare come animatore alla Tatsunoko Production, diventando in breve tempo responsabile della creazione di personaggi iconici di cartoni animati come Ape Magà, Pinocchio, Hurricane Polimar, Yattaman e Mago Pancione. Dall'animazione passa all'illustrazione, creando gli immaginari visivi di opere come Vampire Hunter D, The Sandman di Neil Gaiman e molti libri di Michael Moorcock. In quegli anni vince premi internazionali e avvia collaborazioni prestigiose, come dimostrano le copertine realizzate per eroi leggendari come Batman, Superman, Elektra & Wolverine e l'unica copertina non fotografica di Vogue, a lui affidata. I videogiochi, come Final Fantasy, lo consacrano come icona globale delle nuove arti. Eppure, nonostante i riconoscimenti e il successo commerciale, Amano è rimasto un artista poco studiato dal punto di vista curatoriale. Per colmare questa lacuna, ho viaggiato spesso a Tokyo per studiare e catalogare le sue opere, confrontarmi con lui e il suo management, con l'obiettivo di allestire una mostra che restituisse la sua straordinaria capacità di creare mitologie contemporanee.
La campagna Kickstarter per la mostra ha raggiunto il suo obiettivo in meno di tre ore. Come interpreta questa risposta entusiastica da parte della community?
Questo risultato straordinario è frutto di un eccellente lavoro di squadra coordinato da Emanuele Vietina, direttore di Lucca Crea. Un progetto così sperimentale necessitava di un forte coinvolgimento della community di appassionati, e questo ci ha spinto a intraprendere una strada atipica per una mostra d'arte. Così, la scorsa estate, è nata l'idea di una campagna sulla piattaforma di crowdfunding Kickstarter, che in poche ore ha raggiunto l'obiettivo primario, arrivando a raccogliere in circa un mese 180.000 euro da finanziatori di tutto il mondo. In cambio del loro contributo, gli appassionati hanno ottenuto esperienze esclusive, come la possibilità di vedere il proprio nome sulla parete iniziale della mostra, incontrare Amano per un aperitivo, o accedere a versioni limitate e autografate del catalogo e di alcuni disegni.
Può parlarci dell'importanza di esporre per la prima volta in Europa i disegni di Final Fantasy e quale impatto pensa avrà sul pubblico occidentale?
Con oltre 16 capitoli ufficiali, film d'animazione e merchandising, la saga di Final Fantasy è un fenomeno globale. Quasi duecento milioni di persone nel mondo hanno acquistato questo gioco di ruolo prodotto da Square Enix, di cui Yoshitaka Amano è il "padre" artistico. A Milano, per la prima volta, sarà possibile ammirare quasi cinquanta tavole che ripercorrono la storia di questo franchise dal primo capitolo del 1987 ad oggi, inclusi i loghi creati dal maestro, i disegni di personaggi come Sephiroth, Cloud e Terra Branford, e tavole dedicate alle ambientazioni e alle mappe di gioco. Il percorso espositivo metterà a confronto i disegni originali di Amano con i packaging dei giochi, creando un interessante parallelismo tra l'idea iniziale e la sua realizzazione commerciale. Quei disegni, che hanno ispirato migliaia di giovani a intraprendere la carriera di illustratori, rappresentano le radici dell'arte nei videogiochi.
Come vede l'evoluzione del rapporto tra arte tradizionale e nuovi media, come videogiochi e fumetti, nella cultura contemporanea?
Se i fumetti sono ormai considerati la nona arte, i videogiochi incarnano la decima. Su una tela digitale, nuove figure artistiche e creative danno forma a visioni e idee in un linguaggio che potremmo definire "immagine interattiva", che si differenzia dalle forme tradizionali per la possibilità offerta al pubblico di agire e interagire all'interno dell'opera. Osservando il medium videoludico, ci si accorge che è una summa di arti precedenti: in opere come The Last of Us o Final Fantasy convivono letteratura, architettura, scultura, pittura, musica e cinema, rendendo il videogioco una sorta di meta-arte. I punti di contatto con i grandi maestri del passato sono numerosi: ICO si rifà a De Chirico, Rez richiama le composizioni di Kandinsky. Da oltre un decennio, grandi musei d'arte internazionali come il MoMA di New York hanno inserito nelle loro collezioni permanenti alcuni videogiochi, istituzionalizzando questa forma espressiva nata commercialmente solo nel 1972.
In qualità di curatore della nuova area permanente Video Game Zone al Museo Nazionale del Cinema di Torino, quali obiettivi si è posto per integrare il mondo dei videogiochi in un contesto cinematografico?
L'apertura di una collezione permanente di videogiochi in un grande museo italiano è un momento storico. Grazie alla lungimiranza dell'allora direttore Domenico De Gaetano, lo scorso luglio ha aperto i battenti la Video Game Zone, uno spazio fisso al Museo Nazionale del Cinema di Torino dove è possibile ammirare materiali inediti legati al ciclo creativo e produttivo di videogiochi che hanno fatto la storia di questo medium. Attraverso un dialogo diretto con produttori e sviluppatori, il museo ha acquisito le sceneggiature originali di giochi come Heavy Rain e Detroit Become Human, carteggi e sceneggiature di Broken Sword e Final Fantasy, le tavole iniziali di Prince of Persia e persino una lavagna con i post-it di level design scritti a mano da Christian Cantamessa per Red Dead Redemption. Questo materiale non è solo esposto, ma anche studiato e catalogato, con l'obiettivo di preservare l'enorme patrimonio artistico alla base dei videogiochi, che spesso rischia di andare perduto. Tutta questa ricerca confluirà in futuro nella prima grande mostra dedicata al rapporto tra cinema e videogiochi.
Avete inaugurato la Video Game Zone con una Masterclass condotta da David Cage, fondatore di Quantic Dream e figura di spicco nel panorama videoludico internazionale, nella quale sono state esplorate le convergenze tra cinema e videogiochi. Quali sono, secondo lei, le principali sinergie tra queste due forme d'arte e come possono influenzarsi reciprocamente?
L'ultima produzione di David Cage con Quantic Dream incarna perfettamente il genere di gioco cinematografico. Detroit Become Human è un'esperienza interattiva basata su un copione di oltre 2000 pagine, con 250 attori reali, 35000 riprese cinematografiche, 74000 animazioni e oltre 5 milioni di righe di codice. Questi numeri dimostrano le ampie convergenze tra linguaggio cinematografico e videoludico, la cui storia di amore e odio inizia negli anni '70 con le licenze hollywoodiane trasformate in videogiochi e l'acquisizione di aziende come Atari da parte di colossi come Warner Bros. Nel corso degli anni, sempre più game designer hanno attinto al linguaggio cinematografico per conferire spessore narrativo e visivo alle loro produzioni, come dimostrano giochi come Dragon's Lair, che ricalca il mondo dell'animazione Disney, e le produzioni di LucasArts. Con l'avanzare della popolarità dei videogiochi, il trend si è invertito: oggi sono numerose le serie TV di successo tratte da videogiochi, come Arcane, Fallout e The Last of Us. In futuro, probabilmente, assisteremo a una sublimazione dei due linguaggi con storie sempre più interattive.
Da esperto di gamification, come ritiene che i principi del gioco possano essere applicati ai musei per rendere l'esperienza dei visitatori più coinvolgente?
I videogiochi sono ormai una forma d'arte a tutti gli effetti, ma da anni si sono affermati anche come strumenti per raggiungere e coinvolgere nuovi pubblici culturali. Nel 2018 ho fondato TuoMuseo.it per aiutare musei, biblioteche, teatri e destinazioni turistiche a integrare il gioco nelle proprie strategie. Ho avuto la fortuna di lavorare a progetti innovativi come Father and Son, un videogioco prodotto dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli che ha superato i 5 milioni di download e ha spinto quasi 100.000 persone a visitare il museo. Oggi il visitatore culturale cerca protagonismo, coinvolgimento ed esperienze interattive e personalizzate. Vuole essere spett-attore, partecipe e non più passivo. Penso a progetti come PlayAlghero, che ha trasformato la città sarda in un "playground" con oltre 10 esperienze ludiche che guidano cittadini e turisti alla scoperta dei siti culturali. La mia prossima sfida sarà a Dossena, in provincia di Bergamo, dove un mix di innovazione ludica, tecnologica e infrastrutturale mira a rivitalizzare un borgo a rischio spopolamento, trasformandolo in un hub creativo e di nuova socialità. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Minturno primo comune italiano a ottenere il riconoscimento "Tsunami Ready" dall'Unesco
(Adnkronos) - Il comune laziale di Minturno riceverà il prestigioso riconoscimento di "Tsunami Ready", diventando il primo in Italia ad ottenere questa certificazione dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell'UNESCO (IOC-UNESCO). La cerimonia di consegna vedrà la partecipazione di figure di spicco nel campo della sismologia e della protezione civile, tra cui Alessandro Amato, responsabile del Centro Allerta Tsunami (CAT) dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e presidente per il Sistema di Allarme Rapido e Mitigazione degli Tsunami dell'UNESCO. Saranno presenti anche il sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli, e la vicesindaca Elisa Venturo. Il riconoscimento sarà consegnato, tra gli altri, da Denis Chang Seng di IOC-UNESCO e da Pio Di Manna, ricercatore presso l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).
Il programma "Tsunami Ready" ha l'obiettivo di promuovere la preparazione al rischio tsunami, coinvolgendo attivamente le amministrazioni locali, la Protezione Civile e i cittadini per migliorare la sicurezza durante tutte le fasi di emergenza. Minturno ha iniziato il percorso di accreditamento nel luglio 2020, diventando il primo comune dell'area Euro-Mediterranea ad adottare questo programma di mitigazione del rischio tsunami. Minturno ha iniziato il percorso di accreditamento nel luglio 2020, diventando il primo comune dell'area Euro-Mediterranea ad adottare il programma di mitigazione del rischio tsunami. Da allora sono stati svolti vari interventi, tra cui la valutazione del rischio, l'installazione di sistemi d'allerta e simulazioni di evacuazione nelle scuole. Il percorso intrapreso dal comune di Minturno rappresenta un esempio di coesione e consapevolezza verso la riduzione del rischio, rafforzando la capacità della comunità locale nella gestione del rischio. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dal 2019 per Pirelli sul Nürburgring più di un record all’anno
(Adnkronos) - Più di un record all’anno in media dal 2019 a ogg raggiunti di volta in volta su supercar elettriche, SUV, compatte. E' la 'tabella di marcia' dei pneumatici Pirelli nel raggiungimento di nuovi primati al Nürburgring Nordschleife da parte di diverse categorie di vetture. Tutti i pneumatici della gamma P Zero, senza considerare le novità introdotte da poco sul mercato, possono vantare un giro da record sul leggendario “Ring” negli ultimi 5 anni: P Zero Trofeo R su Audi RS 3 e P Zero su Audi RS Q8 performance nel 2024; P Zero Trofeo RS su Porsche Taycan Turbo GT nel 2023; P Zero Corsa su Porsche Taycan Turbo S nel 2022; P Zero Corsa su Porsche Cayenne Turbo GT e P Zero Trofeo R su Audi RS 3 nel 2021; P Zero su Audi RS Q8 nel 2019. Ultimi in ordine di tempo i record delle Audi RS 3 e RS Q8 performance, ottenuti rispettivamente con P Zero Trofeo R, semi-slick specializzato nella guida in circuito, e P Zero, il pneumatico UHP più scelto dai costruttori per equipaggiare i modelli di fascia alta. La prima, con 7:33.123, ha abbassato di oltre 5 secondi il precedente miglior tempo nella categoria compatte, mentre la seconda è diventata il SUV di produzione più veloce sui 20,8 km dell’Inferno Verde grazie al tempo di 7:36.698, migliorando il record di oltre 2 secondi. Gli stessi modelli avevano ottenuto, sempre con P Zero Trofeo R e P Zero, i rispettivi record di categoria nel 2021 e nel 2019. Tra i circuiti più impegnativi del mondo, il Nürburgring Nordschleife - si ricorda dal gruppo - è utilizzato spesso da Pirelli per testare i propri pneumatici e portarli al limite con vetture ad altissime prestazioni, soprattutto quando si tratta di sviluppi in collaborazione con case auto tedesche. È il caso dei P Zero Trofeo RS per la Taycan Turbo GT, i pneumatici più performanti della famiglia P Zero, nati per la pista ma omologati per l’uso stradale. Nella versione specifica per la supercar elettrica, questi pneumatici hanno portato al debutto in pista il pacchetto di tecnologie Pirelli Elect, progettato per valorizzare le caratteristiche delle vetture elettriche e ibride plug-in. Con il tempo di 7:07.55, la Taycan Turbo GT ha conquistato il titolo di auto elettrica di serie con il miglior laptime, scalzando il precedente record della Taycan Turbo S ottenuto con P Zero Corsa. Quest’ultimo, dedicato ai modelli più prestazionali, era il pneumatico montato dalla Porsche Cayenne Turbo GT che deteneva il precedente record nella categoria SUV. Ed è lo stesso pneumatico che all’inizio di quest’anno ha fatto segnare un giro di 7:45.59 al crossover elettrico Hyundai Ioniq 5 N. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nuova Citroen C4, nuovo look nuova dotazione
(Adnkronos) -
Nuova Citroen C4 è stata svelata al Salone dell’Automobile di Parigi 2024.
Una novità che rappresenta per il Marchio francese, il raggiungimento di un nuovo traguardo. Con il lancio della nuova Citroen C4 la gamma “C” è stata completamente rinnovata. Nel segmento C, nel primo semestre del 2024, si è classificata al 2° posto in Europa tra le auto più vendute e al terzo posto tra quelle con motorizzazione ICE. Ancora oggi è nella Top 5 tra le compatte più vendute. Il suo stile, nel corso del tempo, ha subito una profonda evoluzione, rispondendo sempre alle tendenze e mode del momento. Un cambio look accompagnato anche da un costante aggiornamento tecnologico. Il comfort, per il Marchio del “double chevron”, ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella progettazione di un nuovo modello. Sulla C4 2025 sono stati migliorati i sedili Advanced Comfort, nuova è anche la strumentazione full digital con display da 7 pollici.
Numerosi i dispositivi di assistenza alla guida.
Uno stile completamente nuovo che trae ispirazione dal concept OLI presentato nel 2022. La griglia del radiatore è stata completamente ridisegnata e ospita al centro il nuovo logo della Casa. I gruppi ottici sono sottili e incorporano la firma luminosa del costruttore francese. Anche le protezioni laterali sono state ridisegnate. Diverse le motorizzazioni disponibili. In gamma è presente l’apprezzata unità PureTech da 130 cavalli con cambio automatico EAT8, a cui si aggiungono le versioni mild hybrid da 100 e 136 CV, con cambio e-DCS6 a sei rapporti.
Disponibile anche una versione full electric da 136 CV e da 156 CV, con batterie rispettivamente da 50 e 54 kWh. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Opel Mokka 2025, uno stile inconfondibile
(Adnkronos) - Il lancio della nuova Opel Mokka coincide con “i 125 anni di produzione automobilistica Opel”. Un modello il cui stile inconfondibile affonda le sue radici sulla compattezza e modernità. Il CEO di Opel, Florian Huettl ha affermato: “La nostra Mokka è un bestseller. Audace, pura e inconfondibile, un'auto piena di carattere che si distingue dalla massa. Ecco perché abbiamo solo aggiornato in alcuni dettagli il suo design. Contemporaneamente presentiamo il nuovo Opel Blitz. Il cambiamento più grande si trova nell'abitacolo, che ora è ancora più pulito e riprende la grafica Opel Vizor. Inoltre, il conducente ed i passeggeri della nuova Mokka possono godere di un sistema d’infotainment di nuova generazione. Gli ordini della nuova Opel Mokka sono già aperti”.
La livrea esterna sposa il motto "il nero è bello", con i rivestimenti total dark nella parte anteriore, posteriore e nei passaruota. Una “tonalità” che trasmette eleganza e sportività. Assenti le finiture cromate. In riferimento alla "Greenovation" di Opel, sul rinnovato SUV tedesco sono presenti nuovi cerchi dal design aerodinamico (Mokka Electric). Ridisegnato anche il paraurti anteriore, al fine di ottimizzare l’efficienza e ridurre la resistenza aerodinamica. Nell’abitacolo, nuovo è il sistema d’infotainment. L’impianto di navigazione si avvale degli aggiornamenti traffico in tempo reale. Lo schermo centrale è da 10 pollici ed è completamente touch. Prevista la piena compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto via wireless.
Nuova Opel Mokka sarà disponibile anche nei due allestimenti “Edition” e “GS”, che potranno essere ulteriormente personalizzati con pack tecnologici, estetici e di sicurezza. Motore termico da 136 CV, alimentazione Hybrid con tecnologia a 48V o full electric con autonomia fino a 403 km nel ciclo WLTP e potenza da 156 CV. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)









