Polini a EIMCA 2024, la E-Bike senza cambio
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Polini da anni protagonista nel mondo delle E-Bike, presenta a EICMA 2024, una nuova bici elettrica senza cambio. Pedalare senza dover cambiare marcia, un plus che offre innegabili vantaggi in termini di comfort e riduzione dello stress, così Polini presenta in occasione di EICMA 2024, una E-Bike dalla guida più intuitiva. Più fluida, divertente e soprattutto adatta a tutti, anche ai meno esperti, con la rivoluzionaria E-Bike priva di cambio, gli utenti non dovranno più preoccuparsi di ulteriori costi di manutenzione e assistenza. La Polini E-Bike è spinta da un motore E-P3+ ed offre ben cinque livelli di assistenza che consentono di affrontare lunghe trasferte con poco sforzo. Ad EICMA 2024, l’azienda italiana presenta la sua visione di un futuro sempre più green. Nuove soluzioni che non solo offrono una libertà assoluta di spostamento ma assolvono anche a un ruolo principale nella mobilità del futuro. In occasione della Fiera internazionale dedicata ai cicli e motocicli, Polini presenterà anche le sue ultime novità dedicate ai motori a 2T e a 4T. Non solo E-BIKE ma anche soluzioni interessanti per ciclomotori, scooter e moto. Polini propone kit motore nuovi e aggiornati, ma anche una gamma accessori, in continua evoluzione. Una delle poche realtà italiane che continuano a offrire kit di trasformazione per propulsori a 2T e 4T, prodotti realizzati per un impiego stradale dei mezzi e only track, solo pista. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Bosch a EICMA 2024, nuove soluzioni hardware e software per moto
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BOSCH a EICMA 2024 promuove la sicurezza, offrendo soluzioni innovative. Comfort ma anche sostenibilità, BOSCH presenta a EICMA 2024, diverse soluzioni fatte su misura per qualsiasi tipologia di veicolo a due ruote, da quelli con propulsione termica a quella con alimentazione elettrica. Nel 2023, l’azienda specializzata in sicurezza, innovazione e nei nuovi strumenti di mobilità, ha presentato il Motorcycle Stability Control (MSC) per le moto più piccole. Con l’introduzione dell’ABSi, Bosch compie un ulteriore passo in avanti verso la sicurezza, favorendo l’adozione del sistema di controllo della stabilità in diversi segmenti di mercato. Si tratta di un ABS dotato di unità inerziale integrata. Una tecnologia che consente di prevenire un incidente su sei sulle sole strade tedesche, i nuovi sistemi avanzati di assistenza alla guida per il motociclista (ARAS), mirano a raggiungere un obiettivo ambizioso, quello di un traffico a zero incidenti. Quattro si basano sull’adozione di un radar anteriore: • Adaptive Cruise Control - Stop and Go • Group Ride Assist • Riding Distance Assist • Emergency Brake Assist. Due si basano sulla presenza di un radar posteriore: • Distance Warning • Rear Collision Warning.
Tutte queste funzioni debutteranno sulla nuova KTM 1390 Super Adventure S Evo.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
GIVI Canyon in anteprima a EICMA 2024
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GIVI presenta a EICMA 2024 la nuova gamma Canyon.
Risponde esattamente alle esigenze di carico di chi pratica l’off-road, la nuova gamma borse GIVI Canyon offre la massima impermeabilità, un’alta resistenza ai raggi UV e soprattutto alle abrasioni. Rispetto alla precedente generazione, GIVI ha lavorato sull’aspetto tecnico, offrendo con la nuova gamma, un sistema modulare di carico che non necessita di alcun telaio di fissaggio. Una coppia di borse laterali da 25 a oltre 35 litri, le borse GIVI Canyon GRT225 si fissano al telaio della moto tramite il sistema Monokey CAM-Side e sono realizzate in Nylon Cordura.
Sopportano un carico massimo di 10 kg. Internamente le borse sono dotate di rinforzi in plastica rimovibile. Presente anche una pratica maniglia ergonomica per il trasporto a mano e motivi rifrangenti per una migliore visibilità. Le GIVI GRT721B possono essere montate in diverse configurazioni e sono dotate di un sistema di carico bagagli modulare a ferro di cavallo. Non occorre nessun telaio per la loro installazione. Realizzate in Nylon Cordura, sono resistenti ai raggi UV. GIVI propone anche un set di tre borse da moto, due laterali da 16 litri e una posteriore da 12 litri. Nella dotazione è presente una cinghia di fissaggio con morsetto in acciaio per la massima tenuta.
Il sistema con asole MOLLE consente il fissaggio anche di altri modelli della gamma GTR730. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Fiere, Federlegnoarredo a Ecomondo: le imprese italiane alla sfida dell’economia circolare
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FederlegnoArredo torna per il secondo anno a Ecomondo, la fiera internazionale dedicata all'ambiente, alla sostenibilità e all'economia circolare in programma dal 5 all’8 novembre a Rimini. Sarà l’occasione per incontrare istituzioni, stakeholder, operatori del settore e condividere con loro il percorso che la Federazione, insieme alle imprese associate, sta portando avanti sui temi della green economy, della responsabilità estesa del produttore, del riuso, del riciclo e della riparabilità dei prodotti e per discutere di normative che impatteranno sul futuro delle nostre aziende e di obiettivi previsti dal Green Deal. Ma Ecomondo sarà anche l’occasione per il settore legno-arredo di misurarsi e misurare il proprio grado di consapevolezza sui temi della transizione circolare, con un occhio rivolto al presente e uno al futuro. E lo ha fatto grazie a un’indagine che ha condotto con altri partner, nell’ambito del progetto Furncircle (circular economy guidelines and tools for application in the EU furniture sector) finanziato dall’Unione Europea, il cui obiettivo è guidare le aziende del settore verso un futuro più sostenibile e misurare i livelli di maturità delle imprese nel tempo, tenendo conto anche del tessuto imprenditoriale che caratterizza la manifattura italiana composta da aziende micro, piccole, medie e grandi. L’obiettivo è identificare tendenze e possibili scenari, fotografando la situazione attuale e spingendosi a fare previsioni al 2027. Dal campione di aziende italiane analizzate, si evidenzia che attualmente il 44% ha implementato politiche di ecodesign e l'81% prevede di farlo entro il 2027. Il Regolamento Espr, approvato nel 2024 dal Parlamento europeo, prevede infatti che il settore dell'arredamento sarà tra i primi a essere interessato, con mobili e materassi considerati prioritari nella definizione di regole specifiche per prodotto. Sul medesimo tema la ricerca evidenzia però che solo il 14% delle aziende è attualmente informato sul Regolamento Ecodesign e ne implementa i requisiti, ma questo dato è destinato a crescere, con previsioni che parlano di un 65% entro il 2027. Impossibile per le aziende, data la portata dei cambiamenti richiesti, prescindere dal capitolo formazione: attualmente, il 44% offre programmi di formazione sulla sostenibilità e le aziende interessate saliranno al 79% entro il 2027. Una sfida significativa, specialmente per le micro e piccole imprese, che risultano essere più in ritardo e in affanno rispetto alle aziende di medie e grandi dimensioni. In attesa che la pubblicazione del Bilancio di sostenibilità dal prossimo anno diventi obbligo di legge, dalla ricerca si evince che il 37% delle aziende ne pubblica già uno verificato, ma il 77% prevede di farlo entro il 2027. Analizzando le diverse dimensioni delle aziende risulta però che solo il 14% delle micro-piccole imprese italiane pubblica un bilancio di sostenibilità, contro il 52% delle aziende medio-grandi. Entro il 2027, questa percentuale salirà al 48% per le micro-piccole imprese e al 97% per le medio-grandi. Solo il 23% delle aziende monitora le emissioni di gas serra (ghg), con una previsione del 47% entro il 2027, mentre il 42% valuta i fornitori in base a criteri di sostenibilità con un aumento previsto al 79% nel 2027. “Consapevolezza - commenta Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo - obiettivi, azioni. Sono questi i concetti che meglio sintetizzano il percorso della nostra filiera sui temi dell’economia circolare e che i dati raccolti dalla ricerca evidenziano. Da sempre sensibile ai temi dello sviluppo sostenibile e spesso anticipatore di processi, il legno-arredoambisce a performare al meglio e per farlo parte da un’autoanalisi, quale base per future azioni concrete. Non a caso il settore si dimostra attento ai temi della formazione quale punto di partenza per la messa in atto della trasformazione green e digitale. La dimensione, spesso piccola delle nostre aziende, le rende in alcuni casi più lente nel recepire e attuare processi di cambiamento tanto complessi, motivo per cui l’azione di supporto e indirizzo della Federazione risulta altamente strategica. Il livello di conoscenza e attuazione delle politiche di Ecodesgin e gli obiettivi del 2027 rendono evidente come l’approccio del settore sia ormai davvero improntato al ‘pensiero circolare’, in cui progettazione, realizzazione, produzione, riuso e smaltimento rifiuti fanno parte di un unico ingranaggio che si muove secondo i principi di una sostenibilità ambientale economica e sociale”. La ricerca evidenzia inoltre che il 20% delle aziende ha già effettuato un'analisi del ciclo di vita (Lca), mentre ben il 65% sta considerando di farlo. Questo è un segnale positivo che dimostra la crescente consapevolezza riguardo l'importanza delle certificazioni e dei sistemi di gestione. A oggi, infatti, il 34% delle imprese offre prodotti idonei a progetti Leed e il 32% sta valutando di allineare i propri prodotti ai requisiti Leed. Ad oggi, il 57% delle micro-piccole imprese monitora anche la soddisfazione dei propri clienti sui temi della sostenibilità, utilizza i feedback e li coinvolge nel percorso di miglioramento, rispetto al 74% delle medio-grandi. Nel 2027 le percentuali saliranno rispettivamente all'86% e al 94%. E di rapporto con il cliente parla anche quel 16% riferito alle aziende che nel 2024 ha offerto la possibilità di acquistare pezzi di ricambio per estendere la vita della maggior parte dei propri prodotti e servizi post-vendita, con una crescita prevista al 25% entro il 2027. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Apple Vision Pro, modello economico nel 2027: funzionerà con iPhone
(Adnkronos) - Secondo l’analista di Bloomberg Ming-Chi Kuo, Apple ha posticipato il lancio di un visore Apple Vision più economico, inizialmente previsto per il 2025. La nuova versione a costo ridotto potrebbe ora richiedere alcuni anni in più per raggiungere il mercato. In precedenza, le indiscrezioni suggerivano che Apple avesse intenzione di introdurre un visore Apple Vision più accessibile già il prossimo anno. Questo dispositivo, pensato per ampliare la platea di utenti di tecnologie di “computing spaziale,” sarebbe stato caratterizzato da materiali meno costosi, schermi a risoluzione inferiore e l’assenza della funzionalità EyeSight. Tuttavia, stando alle ultime valutazioni di Kuo, tale progetto non sarà realizzato nei tempi previsti. Kuo sostiene inoltre che Apple lancerà comunque una nuova versione di Apple Vision Pro nel 2025, dotata del chip M5 e di funzionalità avanzate di Apple Intelligence. Non è ancora chiaro se il dispositivo includerà ulteriori aggiornamenti hardware. L’analista ha paragonato l’idea di un Apple Vision economico all’introduzione dell’HomePod mini, spiegando che, nonostante l’offerta di uno smart speaker più economico, Apple non è riuscita a fare di questo prodotto un dispositivo di massa. Secondo Kuo, anche un visore da circa 2.000 dollari non garantirebbe automaticamente una diffusione ampia del sistema operativo visionOS. Secondo altri rumor, Apple starebbe considerando l’idea di sviluppare un visore meno costoso che trasferirebbe gran parte della potenza di calcolo direttamente all’iPhone dell’utente. Questa soluzione vedrebbe il visore Apple Vision principalmente come un dispositivo con display e batteria, sfruttando le capacità dell’iPhone per le operazioni di calcolo. Un prodotto di questo tipo potrebbe ricordare altre soluzioni già presenti sul mercato, come gli occhiali Xreal, che mostrano contenuti provenienti dall’iPhone attraverso i loro display. Secondo gli analisti, un visore che dipenda dall’iPhone consoliderebbe ulteriormente il ruolo centrale di quest’ultimo all’interno dell’ecosistema Apple. Grazie ai margini di potenza garantiti dai chip di prossima generazione, questa idea potrebbe rivelarsi non solo tecnologicamente fattibile, ma anche vantaggiosa in termini di accessibilità e costo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Turismo: in Estonia fra gallerie d'arte e manieri, riti e natura, la Strada della cipolla è una nuova meta
(Adnkronos) - “Una regione, due lingue, tre culture”. E’ il motto della ‘Strada della cipolla’, un network nato 15 anni fa, in Estonia, nella zona che costeggia il Lago Peipus, al confine con la Russia, oggi diventata una destinazione turistica sempre più attrattiva. E che chiude una stagione molto animata grazie al grande progetto che ha visto Tartu, seconda città estone, detenere il titolo di Capitale europea della cultura nel 2024, insieme ad altri 20 comuni del Sud Estonia. Un titolo ‘allargato’ al territorio, quindi, che ha permesso di valorizzare e promuovere non solo la parte urbana ma anche i centri rurali, tutti da scoprire. Come i ‘villaggi di strada’ che si susseguono lungo il Lago Peipus: chilometri senza soluzione di continuità di case colorate, affacciate sulla via principale e separate solo dai loro giardini e cortili. E’ qui che si coltivano le famose cipolle di Peipus, simbolo del patrimonio culturale e gastronomico della regione, che crescono nei terreni sabbiosi e ricchi di humus vicino all’acqua: di colore giallo dorato, vengono conservate in trecce o ghirlande appese fuori dalle porte delle case o dei ristoranti e nei tanti chioschi e mercatini più o meno improvvisati che si incontrano lungo la via, soprattutto tra agosto e settembre, a fine raccolto, pronte per essere vendute e conservate per il freddo inverno. Un ciclo di coltivazione, quello della cipolla, che dura quattro anni, e di cui si può conoscere tutto visitando la Kostja Onion farm. Si apprende così che della cipolla si usa ogni parte, non solo il bulbo ma anche le foglie, che vengono tritate e mescolate con la panna acida per condire le insalate e non solo. E sono diversi gli impieghi in cucina, dalle zuppe ai contorni, fino all’immancabile torta di cipolla, realizzata in infinite versioni, con tanto di competizione che ogni anno vede sfidarsi ristoratori e privati per aggiudicarsi il primo posto. In epoca sovietica le cipolle coltivate in questa zona rifornivano i mercati di San Pietroburgo; con il crollo del regime la produzione si è rivolta solo al mercato interno e, da qualche anno, anche a quello turistico. Grazie all’iniziativa di istituzioni, privati ed esercenti, infatti, è nato nel 2009 il network di oltre 30 attività turistiche che prende il nome da questo prezioso prodotto. La ‘Strada della cipolla’ (in estone ‘Sibulatee’) è stata creata con lo scopo di lavorare insieme e fare sinergia per promuovere la regione, oggi sempre più apprezzata dai turisti estoni e internazionali, con quanto ha da offrire tra natura e tradizioni, strutture ricettive e centri culturali. A mezz’ora da Tartu, la ‘Strada della cipolla’ si estende da Varnja a Kallaste, e corre lungo il Lago Peipus, il quinto più grande in Europa e il maggiore del paese, che segna il confine tra Estonia e Russia. Affacciandosi su uno dei punti belvedere per ammirare la lunghissima sponda frastagliata e le ampie spiagge, non si direbbe che a una manciata di chilometri, al largo di questo enorme specchio d’acqua calmissimo, corre una invisibile barriera, impenetrabile anche per i pescatori locali, oltre la quale l’Unione europea finisce e il mondo cambia. Sarà forse anche perché qui, se da un lato il vecchio dominatore sovietico che pure è tornato a fare paura appartiene ad anni cupi della storia del paese, dall’altro in questa terra di confine la convivenza tra popoli e lingue (il russo viene parlato correntemente) viene da lontano. Alla comunità locale di contadini estoni, con il loro dialetto e i loro costumi, si è mescolata infatti fin dalla fine del 1600 quella dei ‘Vecchi credenti russi’, una minoranza religiosa ortodossa fuggita dalle persecuzioni in Russia per non aver accettato la riforma liturgica, e rifugiatasi sulla costa estone del lago. Sono loro che hanno iniziato la coltivazione delle cipolle e la pratica della pesca; e sempre loro hanno fondato numerosi villaggi, ciascuno con la sua ‘Casa di preghiera’, dove si svolgono le funzioni religiose. Per 300 anni, attraversando anche il periodo sovietico ostile alla pratica della religione, hanno mantenuto inalterati il loro rito e la loro cultura e ancora oggi queste antiche tradizioni, ‘rinate’ con la nuova indipendenza estone, sono ben vive lungo le sponde del lago dove tuttora abita la minoranza. Ma c’è una terza cultura che ha segnato la storia e l’architettura in particolare di questa regione: quella dei tedeschi del Baltico, arrivati in Estonia e in Lettonia fin dal XIII secolo in seguito alle Crociate del Nord, e insediatisi poi come élite commerciale e politica. Questi abitanti di etnia tedesca rimasero sempre separati dalla popolazione locale: una sorta di aristocrazia a cui furono concessi privilegi e diritti di amministrazione, fino alla fine dell’Impero russo e all’indipendenza dell’Estonia, nel 1919, quando i tedeschi-baltici fecero in massa ritorno in Germania. Lasciandosi però alle spalle tracce della loro permanenza e del loro potere ben visibili in diverse parti del paese, e in particolare nella regione Peipsimaa, come le dimore nobiliari di gusto occidentale che si erano fatti costruire. Tra le più famose è il Castello di Alatskivi, risalente al XVI secolo ma fatto ricostruire a fine 1800 in stile neogotico, sul modello della residenza reale scozzese di Balmoral, da Arved von Nolcken, barone tedesco-baltico che visse qui con la sua famiglia, in un’atmosfera fatta rivivere con il recente restauro avvenuto tra il 2005 e il 2011, tra arredi, tappezzerie e boiserie. Il Castello, dalla facciata bianca incastonata fra torrette, è circondato da un ampio parco dove sorgono anche altri edifici, che ancora attendono una destinazione d’uso. Una gemma architettonica che oggi ospita un hotel esclusivo, con pochissime camere, un ristorante con menu multiculturale che periodicamente ospita anche cene a tema, e due musei: nei sotterranei un’originale rivisitazione che racconta la vita della servitù che lavorava per i nobili e al piano superiore una raccolta di strumenti, oggetti e cimeli appartenuti al compositore e condottiere estone Eduard Tubin, originario di questa zona che ha dato i natali a diversi eroi del paese. Sempre nella struttura è aperto un laboratorio di ceramica dove si può imparare la tecnica di lavorazione, comprare un souvenir o crearsi il proprio da riportare a casa. Un’ampia scelta di oggetti vintage e d’antiquariato si trova anche all’entrata del Castello, nella galleria Alatskivi Antiques, gestita da un olandese, dove si può fare un vero e proprio tuffo nel passato. Una visita al Castello di Alatskivi, che fa parte della ‘Strada della cipolla’, oltre a testimoniare gesta gloriose, offre quindi anche un’esperienza variegata al visitatore, così come altre strutture che fanno parte del network, dove si può al tempo stesso avere una testimonianza storica e culturale ma pure sperimentare una tradizione mantenuta viva. Per raccontare la storia e i costumi dei ‘Vecchi credenti russi’ è stato realizzato il museo di Kolkja, recentemente rinnovato, dove sono ricreati diversi ambienti di una casa tipica ed esposti vestiti tradizionali e oggetti di uso quotidiano. Al piano superiore, di fronte alla fedele ricostruzione di una cappella, con l’ausilio di un visore in 3d si può assistere a una celebrazione liturgica secondo l’antico rituale ortodosso che da secoli questa minoranza pratica e difende. In una vera casa dei ‘Vecchi credenti russi’ si può poi entrare visitando la Samovar House, dove la famiglia proprietaria custodisce gelosamente una collezione di samovar, il contenitore dotato di rubinetto, antesignano del moderno bollitore, tradizionalmente usato in Russia e in altri paesi slavi e orientali per scaldare l’acqua. Ce ne sono oltre 200 esemplari, antichi e moderni, colorati e metallici, di diverse misure e forme, prevalentemente provenienti dalla Russia ma non solo. Oltre a perdere lo sguardo per cogliere ogni minimo dettaglio che differenzia uno dall’altro, si può anche degustare un tè preparato con l’acqua bollita all’interno di un samovar, accompagnato da biscottini tradizionali al profumo di zenzero. Unica condizione, come spesso accade da queste parti, togliersi le scarpe all’ingresso e indossare un paio di pantofole, anch’esse tipiche e caldissime. Un’altra casa del 18° secolo ospita il Peipsimaa Heritage Centre e Chicory Museum: una miscellanea di cultura locale e un’esperienza in sé, arricchita dall’incontro con Heikki Põldma, artista e inventore ma soprattutto anima di questo luogo insieme alla moglie Kairi Güsson, che si occupa dell’angolo ristoro dove, nella bella stagione, si può assaggiare un panzerotto alla cipolla o bere un raro caffè di cicoria. Sì, perché in questo centro culturale, che racconta le mille sfaccettature del mix di tradizioni nato dalla convivenza con i ‘Vecchi credenti russi’, si trova anche il piccolo museo della cicoria, dove si apprende che la coltivazione di questa erba, che veniva usata al posto del caffè perché più economica e coltivabile anche in un clima freddo, è cominciata in Italia nel 18° secolo, e dove si può vedere ancora in funzione un vecchio forno per l’essiccazione. Estimatori e curiosi di questa bevanda, considerata peraltro molto salutare, potranno anche comprare sacchetti di cicoria essiccata per prepararla a casa nello shop del centro culturale. Un bazar in miniatura dove si trovano articoli di artigianato locale, compresi quelli realizzati nel laboratorio presente al secondo piano, dove si tengono workshop per apprendere le tecniche di pittura a stampa su tessuto utilizzate dai ‘Vecchi credenti russi’, la cui memoria è tramandata anche nella collezione sottostante di icone e altri oggetti sacri. La visita al Peipsimaa Heritage Centre non può dirsi completa se non si dà un’occhiata a tutte le creazioni ingegnose esposte nel dehors che ripropongono vecchi marchingegni. Altro luogo speciale, che guarda però al contemporaneo, è la Voronja Gallery, galleria d’arte aperta una decina d’anni fa in un edificio di un ‘villaggio di strada’ comprato per caso e d’istinto dai fondatori e curatori, Kaili Kask e Raul Oreskin. La coppia in estate si trasferisce da Tartu in questo loro secondo domicilio che è diventato un tempio di arte moderna e un inno alla sostenibilità. Una casa privata, adibita in parte a galleria e in parte a caffè, che è un mondo da esplorare, con i suoi interni di design illuminati da una vetrata composta da un puzzle di vecchie cornici che dà sul giardino: un parco di sculture moderne e oggetti di modernariato che si confondono con i tavoli all’aperto a disposizione degli ospiti; persino la sauna, immancabile in ogni casa estone, è trasformata in spazio espositivo. In questo luogo, che è una continua scoperta, ogni cosa è distrattamente al suo posto e ogni dettaglio parla di una grande passione. La galleria propone ogni anno una mostra diversa; quella di quest’anno si intitola ‘Visioni del futuro’ ed è parte del programma di Tartu2024. I proprietari, che accolgono personalmente i visitatori, quest’anno trascorreranno tra l’altro un periodo in Italia per una residenza d’artista. E chissà che non si innamorino di qualche ambiente nostrano dove ricreare un format che da noi letteralmente ‘spopolerebbe’. Esperienze varie e variegate, quelle che si incontrano lungo la ‘Strada della cipolla’, dove arte e cultura si fondono con la natura. A farla da padrone, infatti, è sicuramente il paesaggio che spazia dal lago alla foresta, ricca di funghi e frutti rossi. Attività come bird watching, pesca sportiva, biking e trekking sono molto praticate. Da non perdere, naturalmente, l’esperienza della sauna, che fa parte del Dna degli estoni e si declina in varie ‘scuole’, da quella finlandese a quella russa. Ma c’è anche una vera rarità, la sauna di fumo o ‘smoke sauna’ come la chiamano con espressione inglese: una tradizione baltica legata ad antichi rituali di medicina tradizionale considerata un toccasana per la pelle. Si può provare, ad esempio, in una delle strutture ricettive che offrono alloggio in caratteristici bungalow in legno in mezzo al bosco. Un’opzione, questa, percorribile ovviamente solo in estate. Ma anche nel lungo, freddo e buio inverno sono molte le attività e le esperienze che si possono trovare lungo la ‘Strada della cipolla’. Quando il lago è ghiacciato si può andare comunque a pesca, e c’è persino chi ha pensato a costruire delle cabine coperte con apposita apertura per gettare l’amo e tentare la cattura di una delle 37 specie di pesci che vivono in queste acque. Insieme alla cipolla, infatti, il pesce è l’altro ingrediente top della regione, proposto in ristoranti, pub e come street food. Conservato prevalentemente con l’affumicatura, viene appeso, come le cipolle, fuori dalle case e nei banchetti che colorano e accompagnano chi percorre questa lunga e sorprendente Strada ai confini dell’Europa. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Horizon Zero Dawn Remastered per PS5, la recensione
(Adnkronos) - Horizon Zero Dawn Remastered rappresenta un’operazione di ammodernamento del celebre titolo di Guerrilla Games, pubblicato per la prima volta nel 2017 su PS4 e successivamente disponibile su PC. Nonostante il gioco abbia già beneficiato di un aggiornamento per PS5, questa versione remaster intende sfruttare appieno il potenziale della console per offrire una qualità visiva superiore e alcuni miglioramenti tecnici. Tuttavia, è importante chiarire che si tratta di un remaster e non di un remake: il gameplay e i contenuti restano sostanzialmente invariati rispetto all’originale. Il principale punto di forza di Horizon Zero Dawn Remastered risiede nella straordinaria qualità grafica. I paesaggi naturali, già affascinanti nella versione originale, vengono ulteriormente arricchiti da dettagli avanzati nella vegetazione, nei corsi d’acqua e negli effetti di luce. Guerrilla Games ha integrato opzioni di framerate flessibili, con 30, 40 e 60 fps, che permettono un’esperienza fluida e stabile. La qualità visiva, in molti aspetti, si avvicina al livello di un remake, conferendo al gioco un aspetto che si colloca tra i migliori del catalogo PS5. Uno degli aggiornamenti più significativi riguarda i tempi di caricamento. Grazie alla tecnologia SSD della PS5, i caricamenti e i viaggi rapidi sono praticamente istantanei, garantendo un’esperienza di gioco più scorrevole. Anche il comparto audio trae vantaggio dalle caratteristiche del sonoro 3D, che rende il suono più immersivo, mentre il controller DualSense introduce un’interazione più profonda attraverso i trigger adattivi e la risposta tattile. In particolare, l’uso dell’arco di Aloy risulta più realistico grazie alla resistenza variabile dei grilletti. Alcune migliorie di “qualità della vita”, come l’opzione di disattivare l’animazione di raccolta degli oggetti, rendono il gameplay più snello, evitando interruzioni inutili. Inoltre, i giocatori possono ora rimuovere il casco dai costumi di Aloy, permettendo di vedere meglio il volto del personaggio durante le scene di gioco. Tuttavia, mancano alcune delle funzioni introdotte in Horizon Forbidden West, come il parapendio, che avrebbe aggiunto ulteriore dinamismo agli spostamenti. L’assenza di queste caratteristiche può risultare limitante per chi ha apprezzato la fluidità del sequel. La possibilità di trasferire i salvataggi dal PS4 è una comodità, ma ha presentato occasionalmente alcuni problemi di compatibilità, come crash isolati durante i viaggi rapidi in specifiche aree. Inoltre, per i collezionisti di trofei, non è presente il trasferimento di quelli già sbloccati su PS4, rendendo necessario ricominciare il gioco da zero su PS5 per completare nuovamente la lista di trofei. Horizon Zero Dawn Remastered è una celebrazione visiva e tecnica di un titolo che ha segnato una generazione. I miglioramenti grafici e tecnici lo rendono un’esperienza visiva superlativa su PS5, ideale per chi non ha ancora avuto occasione di esplorare il mondo di Aloy. Tuttavia, per i veterani, l’assenza di aggiornamenti significativi al gameplay e di alcune funzionalità del sequel può sollevare interrogativi sull’effettiva necessità di questa remaster, che comunque viene venduta a 50 euro (coloro che sono in possesso del gioco originale possono eseguire l'upgrade alla remastered al prezzo di 10 euro). Se l’obiettivo era dimostrare le capacità grafiche della console, Horizon Zero Dawn Remastered raggiunge brillantemente il suo scopo, ma lascia aperto il dibattito sulla tempistica della sua uscita.
Formato: PS5 (versione testata), PC Editore: Sony Interactive Entertainment Sviluppatore: Guerrilla Games Voto: 8/10 ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Call of Duty: Black Ops 6, la recensione
(Adnkronos) - Call of Duty: Black Ops 6 segna l'attesissimo ritorno della celebre subsaga di Activision, sviluppata da Treyarch. Nata nel 2010, la serie Black Ops si è distinta per le sue trame avvincenti ambientate durante la Guerra Fredda, ricche di intrighi, cospirazioni e colpi di scena. Con personaggi memorabili come Alex Mason e Frank Woods, Black Ops ha esplorato il lato oscuro delle operazioni militari clandestine, offrendo un'esperienza intensa e cinematografica. Black Ops 6 si inserisce in questo filone narrativo, promettendo di portare avanti l'eredità della subsaga con una nuova storia ricca di azione e suspense. Call of Duty: Black Ops 6 si presenta come un titolo che cerca di riportare la serie alle sue radici, offrendo un'esperienza solida e divertente che strizza l'occhio ai fan di vecchia data. Pur senza rivoluzionare la formula consolidata, Black Ops 6 introduce alcune novità interessanti e affina gli elementi che hanno reso celebre la saga. Il gameplay del gioco si basa sulle meccaniche classiche della serie, offrendo un'esperienza frenetica e immediata. Il tempo di uccisione (TTK) è piuttosto basso, il che rende gli scontri rapidi e intensi, ma forse a discapito di una maggiore profondità tattica. Vengono introdotte alcune novità, come lo spostamento omnidirezionale e lo scudo umano, che aggiungono un pizzico di varietà al gameplay, pur senza stravolgerne l'anima. Tuttavia, l'evoluzione del sistema di gioco appare limitata, lasciando trasparire una certa mancanza di innovazione in un comparto che forse necessiterebbe di una ventata d'aria fresca. Dal punto di vista tecnico, Black Ops 6 ripropone quanto visto nelle precedenti iterazioni della serie, con una grafica di alto livello, animazioni fluide e un comparto sonoro eccellente. La colonna sonora è coinvolgente, il doppiaggio (in inglese) di ottima qualità e il design audio impeccabile, come da tradizione per la serie. Dopo alcune campagne deludenti del passato, Black Ops 6 sorprende con una modalità single player di tutto rispetto. La storia, ricca di intrighi e colpi di scena, riporta in auge l'atmosfera della Guerra Fredda che ha caratterizzato i primi capitoli della subsaga Black Ops. Le missioni sono varie e ben strutturate, alternando sezioni stealth, sparatorie adrenaliniche e momenti di pura azione cinematografica. La campagna di Black Ops 6 si dimostra un'esperienza appagante e divertente, in grado di intrattenere il giocatore dall'inizio alla fine. La modalità Zombie torna in Black Ops 6, offrendo un'esperienza classica e frenetica. Affrontare orde di non morti in compagnia degli amici si conferma un'attività divertente e coinvolgente, grazie anche alla presenza di nuovi nemici speciali e potenziamenti. Pur senza particolari innovazioni, la modalità Zombie si dimostra solida e godibile, in linea con le aspettative dei fan. Tuttavia, il cuore pulsante di Call of Duty rimane il multigiocatore, e Black Ops 6 non fa eccezione. Il gameplay frenetico e il Time To Kill ridotto rendono le partite online intense e competitive. Tuttavia, il bilanciamento non è perfetto: il matchmaking, pur migliorato, presenta ancora qualche criticità. Nel complesso, il multigiocatore di Black Ops 6 offre un'esperienza divertente e coinvolgente, con ampi margini di miglioramento. Call of Duty: Black Ops 6 è un titolo solido che riesce a divertire e intrattenere, pur senza stravolgere la formula consolidata della serie. La campagna single player si rivela una piacevole sorpresa, mentre il multigiocatore e la modalità Zombie offrono un'esperienza in linea con le aspettative. Il gioco rappresenta un passo nella giusta direzione per la saga, e un buon punto di partenza per il futuro della serie.
Formato: PS5, Xbox Series (versione testata), PC Editore: Activision Sviluppatore: Treyarch, Raven Software Voto: 7/10 ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tecnologia al servizio degli oceani: NetApp collabora con le istituzioni francesi
(Adnkronos) - La preservazione degli ecosistemi marini è oggi una delle sfide più urgenti e complesse per la comunità scientifica. Per rispondere a questa necessità, il Museo di Scienze Naturali di Parigi e l’Istituto Nazionale di Ricerca Marina Integrata (Ifremer) hanno avviato una collaborazione con NetApp, leader nella gestione dei dati, per costruire una base di archiviazione e analisi dati ad alte prestazioni. Attraverso la tecnologia di NetApp, queste istituzioni possono monitorare e conservare le specie marine, utilizzando sistemi di archiviazione all’avanguardia che permettono un approccio sostenibile e sicuro.
Il Museo di Scienze Naturali a Parigi.
Fondato nel 1793, il Museo di Scienze Naturali di Parigi possiede una delle più grandi collezioni di dati naturalistici al mondo, con informazioni su oltre 16 milioni di specie. Grazie alla collaborazione con NetApp, il museo ha potuto digitalizzare questi dati e garantirne l’accessibilità alla comunità scientifica in un ambiente sicuro e scalabile. Con i sistemi di archiviazione NetApp, il museo può suddividere i dati in base alla frequenza d’uso, rendendo immediatamente disponibili le informazioni consultate più spesso e immagazzinando in sistemi meno intensivi quelle meno richieste. Questo non solo riduce l’impatto ambientale dell’infrastruttura, ma permette anche una gestione più efficace e sicura delle risorse digitali. Uno dei progetti chiave supportati da NetApp è il monitoraggio dei coralli. Grazie alla tecnologia di intelligenza artificiale e all’analisi delle immagini, ogni volta che una foto di un corallo viene caricata online, il sistema è in grado di analizzarla per identificare eventuali segni di deterioramento o malattia. “La nostra collaborazione con NetApp ci permette di raccogliere e analizzare una mole di dati visivi senza precedenti, offrendo un quadro in tempo reale dello stato dei coralli nei diversi oceani,” spiega il museo. Analogamente, i dati acustici raccolti attraverso microfoni subacquei presenti su imbarcazioni in navigazione vengono immagazzinati e gestiti tramite i sistemi NetApp. Questa tecnologia permette di monitorare i movimenti dei cetacei, tracciarne i flussi migratori e studiare il comportamento delle balene in vari ecosistemi. NetApp ha fornito una piattaforma di archiviazione solida e scalabile, che consente di analizzare rapidamente i dati acustici e ottenere informazioni cruciali per la conservazione delle specie marine. L’Ifremer, che conta oltre 1.500 scienziati distribuiti in 24 sedi in tutto il mondo, collabora intensamente con NetApp per sviluppare e sostenere progetti di ricerca di grande portata. “Abbiamo scelto NetApp per la loro capacità di gestire enormi volumi di dati con un livello di sicurezza e flessibilità elevato, cosa essenziale per il nostro lavoro,” dichiara Benoît Morin, responsabile del progetto Datarmor presso Ifremer e ingegnere specializzato in intelligenza artificiale. Morin aggiunge che NetApp ha permesso a Ifremer di implementare sistemi di archiviazione che garantiscono l’accesso ai dati in modo rapido e sicuro, pur mantenendo un’alta sostenibilità. Per questo progetto, Ifremer ha ridotto i suoi sei sistemi di archiviazione a due, grazie alla capacità dei sistemi NetApp di ottimizzare lo spazio e di semplificare la gestione. “Un sistema unico e robusto come quello di NetApp riduce il rischio di guasti e consente una maggiore efficienza operativa, che è cruciale per la nostra attività di ricerca,” spiega Morin. Con i dati raccolti, Ifremer sta sviluppando un atlante genetico marino che coprirà oltre 4.500 specie, un progetto reso possibile grazie all’infrastruttura di archiviazione fornita da NetApp. “Grazie al supporto di NetApp, possiamo offrire ai nostri scienziati una capacità computazionale senza precedenti, il che ci consente di accumulare e analizzare dati in modo molto più veloce,” conclude Morin. L’approccio di Ifremer alla “economia blu”, ossia una sostenibilità economica e ambientale applicata agli oceani, beneficia in modo significativo della tecnologia NetApp. Il sistema di NetApp, che consente di allocare risorse computazionali a seconda delle esigenze di ogni progetto, garantisce che gli scienziati possano accedere ai dati solo per il tempo necessario, liberando poi spazio per nuovi studi. “Grazie a NetApp, possiamo distribuire le risorse in maniera flessibile, rendendo disponibile l’infrastruttura a un numero maggiore di progetti e ottimizzando i costi e l’efficienza,” spiega Morin. La collaborazione tra il Museo di Scienze Naturali di Parigi, Ifremer e NetApp rappresenta un esempio innovativo di come la tecnologia possa supportare la ricerca scientifica e la sostenibilità ambientale. L’uso avanzato dei sistemi di archiviazione di NetApp ha trasformato la gestione dei dati, offrendo a scienziati e ricercatori la possibilità di monitorare e proteggere le specie marine come mai prima d’ora. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Cosa bisogna sapere sui funghi, 10 proprietà poco conosciute
(Adnkronos) - 'Allarme intossicazioni da funghi', 'mangia i funghi raccolti nel prato ma erano tossici': inizia la stagione della raccolta e purtroppo sono tanti i casi di intossicazioni anche letali raccontati dai media. Ma cosa bisogna sapere sui miceti? "I funghi sono noti fin dalla notte dei tempi. Popoli antichi come Aztechi e Maya li utilizzavano nelle loro cerimonie sacre. Assidua è anche la presenza dei funghi nella letteratura per ragazzi, con tante favole di fate e di streghe, dove i funghi erano rappresentati sotto forma di rassicuranti rifugi o, diversamente, sotto forma di ingredienti di insidiose pozioni magiche. Nella realtà dei fatti, analizzandoli sul piano nutrizionale, i funghi si presentano come prodotti ipocalorici, ricchi di proteine con una completa dotazione di aminoacidi essenziali. Basso è, invece, l'apporto di grassi e anche l'impatto glicemico". A rispondere è l'immunologo Mauro Minelli, docente di dietetica e nutrizione all'Università Lum. "Sul piano clinico, al di là delle proverbiali controindicazioni - ricorda Minelli che propone 10 brevi focus - sono tante e diverse sono le proprietà benefiche dei funghi": 1) "Al primo posto sono da menzionare le proprietà antiossidanti dovute alle tante sostanze ‘anti-radicali liberi’ di cui i funghi sono ricchi, come i polifenoli, i carotenoidi ed il selenio, in grado di favorire importanti processi di riparazione cellulare". 2) Proprietà antitumorali. "Sono strettamente legate alle attività anti-ossidanti e risultano specialmente incentrate sulla prevenzione del cancro della vescica, ma anche dello stomaco e del colon". 3) "Proprietà anti-obesogeniche e anti-colesterolo-trigliceridi sono state chiaramente dimostrate in modelli animali, certamente correlate all'abbondanza di fibre". 4) "Proprietà antidiabetiche, fibre e alcuni polisaccaridi attribuiscono ai funghi funzioni ipoglicemizzanti". 5) "Proprietà anti-ipertensive. Appartiene a talune varietà di funghi una cospicua dotazione di inibitori dell'Enzima di Conversione dell'Angiotensina (Ace- inibitori) che intervengono nella regolazione e nel controllo della pressione arteriosa". E ancora: 6) "Proprietà epatoprotettive: ben documentate sono pure le azioni di supporto alle attività metaboliche e digestive del fegato, grazie ad alcune sostanze che proteggono l'organo e concorrono alla riparazione degli epatociti eventualmente danneggiati". 7) "Proprietà antimicrobiche: da menzionare è anche il contributo di alcuni princípi appartenenti ai funghi nel contrastare l'azione di batteri e virus. Alcune biomolecole come i triterpeni, per esempio, si sono dimostrate utili nel combattere l'Hiv". 8) "Proprietà energizzanti: praticamente completo è, nei funghi, lo spettro degli aminoacidi, tra i quali spicca il triptofano, importante precursore del neurotrasmettitore serotonina nota per intervenire in maniera determinante nella regolazione del tono dell'umore, dei ritmi 'sonno-veglia' e 'fame-sazietà'. 9) "Proprietà immunomodulanti: grazie ad un ricco patrimonio di lectine, terpeni, potassio, fosforo, selenio, ferro, vitamine del gruppo B, come la B2 e la B3 che sono soprattutto fornite dai funghi porcini, i funghi sono in grado di potenziare le funzioni cellulari del nostro sistema immunitario. 10) "Controindicazioni e misure precauzionali. A qualche rischio, tuttavia, i funghi si accompagnano. Essi non vanno bene per chi soffre di calcoli renali o per chi ha problemi digestivi, a causa della micosina che può renderli indigesti. Non vanno mangiati dai bambini al di sotto dei tre anni e vanno gestiti con attenzione dai soggetti allergici, sia perché alla famiglia dei funghi appartengono anche muffe e lieviti, sia perché il loro consumo non è indicato nelle allergie a metalli come nichel o timerosal", conclude Minelli. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)









