Aixam sempre più protagonista della mobilità sostenibile
(Adnkronos) - Aixam-Mega, leader europeo nelle minicar, presenta la nuova e-Minauto CHIC, quadriciclo 100% elettrico e il nuovo motore diesel bicilindrico Kubota sviluppato insieme alla casa giapponese. Per l'occasione il direttore Generale Aixam-Mega Italia, Tom Faget afferma “si amplia la nostra proposta di ingresso gamma, con un duplice obiettivo: rispondere alle esigenze di un mercato che registra un progressivo aumento delle vendite di minicar elettriche e soddisfare la richiesta della crescente porzione di pubblico interessato all’acquisto di veicoli con costo contenuto ma con allestimento confortevole”.
L'allestimento per la versione CHIC è ulteriormente arricchito con nuove dotazioni di serie come il display digitale TFT da 3,5”, l’illuminazione interna ed esterna a LED e la terza luce stop a LED. L'altra importante novità riguarda il nuovo motore diesel bicilindrico che ora rispetta i requisiti previsti dalla normativa europea Euro 5+, ulteriore plus è l'aumento dell'autonomia che ora grazie al nuovo propulsore assicura una percorrenza di oltre 350 km con un pieno di carburante. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
La coppa Milano-Sanremo riconfermata nel 2025
(Adnkronos) - La XVI Rievocazione Storica della Coppa Milano-Sanremo avrà luogo il prossimo 10 al 13 aprile 2025, la manifestazione è stata presentata a Milano Autoclassica presso lo stand di ACI Storico e Automobile Club Milano. Alla conferenza stampa sono intervenuti Geronimo La Russa, presidente di AC Milano, Maurizio Cavezzali, presidente di Equipe Grand Prix e Gianpaolo Sacchini, CEO di Equipe Grand Prix.
Chi vorrà partecipare dovrà possedere vetture d'epoca immatricolate in qualsiasi nazione purché prodotte dal 1906 al 1990. Il percorso della Coppa Milano-Sanremo 2025 condurrà gli equipaggi, dopo le tradizionali verifiche tecniche e sportive nell’Autodromo Nazionale Monza, verso le pittoresche sponde del Lago d’Iseo. Successivamente, le auto d’epoca attraverseranno, come da tradizione, Rapallo e Genova per giungere la splendida Sanremo. Il ritorno sarà più diretto con partenza da Sanremo e, dopo un passaggio ad Asti, terminerà con un arrivo spettacolare a Milano, presso la sede dell’Automobile Club Milano. “Nel segno della continuità e della tradizione ospitiamo sul nostro territorio questa gara che venne ideata e organizzata nel 1906 proprio da Automobile Club Milano e che precedette di un anno la gara ciclistica che porta lo stesso nome”, afferma Geronimo La Russa, presidente di AC Milano.
“Il fascino di questa rievocazione storica risiede nel mix tra le auto d’epoca più belle e prestigiose di un passato recente e remoto, la sana competizione sportiva e la promozione delle bellezze naturali delle nostre regioni”, ha concluso La Russa.
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Iniziano i global testing & development del prototipo jaguar
(Adnkronos) - Nell’ambito di un programma globale di test e sviluppo, la strategia Reimagine di Jaguar completa una tappa importante del suo percorso attraverso i primi collaudi dei nuovi prototipi sulle strade britanniche. La prima Jaguar “re-imagined” sarà costruita a Solihull, nel Regno Unito, e sarà basata su una specifica architettura elettrica chiamata JEA (Jaguar Electric Architecture).
La prossima fase della trasformazione di Jaguar verrà svelata alla Miami Art Week il prossimo 2 dicembre 2024, nella quale avverrà il debutto della Design Vision Concept.
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Sanità, l’anestesista Faria: "Rinoplastica sicura in anestesia totale"
(Adnkronos) - “Una rinoplastica, per la sicurezza del paziente, dovrebbe essere eseguita in anestesia totale, con intubazione, che protegge le vie aeree e permette di gestire complicanze gravi, quali reazioni allergiche, shock anafilattico, o depressione respiratoria”. Così Skerdi Faria, specialista in Anestesia e rianimazione, Ceo della clinica Keit, Kirurgia estetica italiana Tirana, in Albania, commenta all’Adnkronos il caso della morte della 22enne Agata Margaret Spada, in un ambulatorio a Roma - che aveva visto su TikTok - per sottoporsi a una procedura di rinoplastica. Purtroppo, anche per questioni improntati come interventi chirurgici, si fanno le scelte basandosi “sui prezzi vantaggiosi in video promozionali sui social”. Anche se è un intervento molto pop, “si tratta sempre di una procedura di chirurgia estetica - sottolinea l’esperto - Si tende a sottovalutare il fatto che si tratti di un intervento con possibili rischi e si enfatizza l’aspetto estetico, si crede sia qualcosa di più di una procedura dall’estetista, invece è una chirurgia. Certo, ci sono interventi che possono essere eseguiti in ambulatorio - asportazione di nei, lipomi, piccole liposuzioni localizzate o blefaroplastiche - ma la rinoplastica è un intervento complesso e richiede strutture adeguatamente attrezzate”. La scelta tra anestesia totale e locale, con sedazione, “dipende dalla complessità dell’intervento e dalla struttura in cui viene eseguito - spiega Faria - La procedura ideale, in caso di rinoplastica, prevede l’anestesia totale, che garantisce maggiore sicurezza e un controllo continuo delle vie respiratorie e gestione delle complicanze, associata a sedazione e anestesia locale che, contenendo adrenalina, riduce il sanguinamento e agevola l’intervento. Un intervento eseguito solo in anestesia locale abbattei costo di 30 volte, ma aumenta i rischi che diventano ancora più gravi quando eseguiti in ambulatori, in strutture non equipaggiate per affrontare complicanze che, purtroppo, accadono”. Un intervento “di chirurgia maggiore, come la rinoplastica - chiarisce Faria - richiede una clinica con sale operatorie attrezzate, terapia intensiva e una degenza post-operatoria per monitorare la ripresa del paziente e intervenire in caso di emergenza. Certo, ci sono i social, ci sono anch’io su queste piattaforme - riflette - ma si devono anche fare delle verifiche perché il miglior chirurgo da solo non può salvare una persona in difficoltà per una reazione all’anestetico o alla sedazione”, come porterebbe essere accaduto a Margaret. Il consiglio è di “verificare che ci siano, nella struttura, sale operatorie attrezzate, una degenza per il post-operatorio - elenca l’esperto - Bisogna poi chiedere informazioni dettagliate sull’anestesia utilizzata e sulla disponibilità di terapie intensive e”, infine, “diffidare delle offerte low-cost trovate sui social media senza una verifica approfondita della sicurezza della struttura”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Lego Horizon Adventures, la recensione
(Adnkronos) - Lego Horizon Adventures trasporta l'affascinante mondo post-apocalittico di Horizon Zero Dawn nell'universo colorato e giocoso dei Lego. Questa reinterpretazione, pur mantenendo l'essenza dell'ambientazione originale con i suoi dinosauri robotici e gli scenari lussureggianti, si discosta in modo significativo dalla trama e dalla profondità del titolo di Guerrilla Games. La storia di Aloy viene ridotta all'osso, eliminando le intricate sottotrame e le sfumature narrative che hanno reso Horizon Zero Dawn così coinvolgente. L'attenzione si concentra su una missione lineare che vede Aloy impegnata a salvare la sua tribù e il mondo da una minaccia ambientale. Pur comprendendo la necessità di semplificare la narrazione per un pubblico più giovane, la scelta di sacrificare gran parte della ricchezza narrativa di Horizon appare discutibile, soprattutto considerando la capacità dimostrata in passato dai giochi Lego di trasporre fedelmente storie complesse. Dal punto di vista estetico, Lego Horizon Adventures è un vero gioiello. Gli ambienti isometrici, interamente costruiti con mattoncini, ricreano con creatività l'atmosfera di Horizon. Le animazioni in stile Lego Movie, l'illuminazione dinamica e l'abbondanza di colori contribuiscono a creare un'esperienza visiva di grande impatto, probabilmente la più affascinante mai vista in un gioco Lego. Il gameplay si concentra sull'azione frenetica, con combattimenti contro dinosauri robotici che richiedono l'utilizzo di diverse armi e abilità. Aloy e i suoi compagni possono sfruttare archi, bombe e poteri speciali per sconfiggere i nemici in modo spettacolare. Le boss battle, contro creature come il colossale Thunderjaw, offrono sfide più impegnative che richiedono pianificazione e precisione. Purtroppo, la brevità dell'avventura rappresenta un limite significativo. La campagna principale può essere completata in poche ore, soprattutto in modalità cooperativa. La mancanza di contenuti extra e la scarsa varietà di enigmi e segreti da scoprire contribuiscono a rendere l'esperienza complessivamente meno appagante. Lego Horizon Adventures è un titolo divertente e tecnicamente impeccabile, che saprà intrattenere i giocatori più giovani. La fedele riproduzione dell'ambientazione di Horizon e l'azione frenetica sono i suoi punti di forza. Tuttavia, la semplificazione eccessiva della trama, la brevità dell'avventura e la mancanza di contenuti extra rappresentano delle mancanze che potrebbero deludere i fan di Horizon e i giocatori più esigenti.
Formato: PS5 (versione testata), Switch, PC Editore: Sony Interacrive Entertainment Sviluppatore: Guerrilla Games, Studio Gobo Voto: 7/10 ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Covid, no risarcimento per morte 85enne contagiato in ospedale: "Non evitabile"
(Adnkronos) - Nessun risarcimento per la morte di un paziente di 85 anni, contagiato in ospedale, dopo un intervento per la frattura del femore, a ottobre 2020. Pur nell'evidenza che il virus era stato contratto in ospedale, la giudice del tribunale di Alessandria ha ritenuto che l'azienda sanitaria, chiamata in causa dalla moglie e dalla figlia dell'uomo deceduto, aveva adottato tutte le misure prescritte e che, in base alle consulenze tecniche, "non era possibile evitare o contenere se non molto limitatamente il rischio di diffusione del virus in ambiente ospedaliero". La sentenza, del 16 ottobre 2024, ha quindi rigettato le richieste delle familiari condannandole al pagamento di tutte le spese del procedimento. "Si tratta - spiega all'Adnkronos Salute l'avvocato torinese Federico Fossati, legale dell'azienda sanitaria pubblica di Alessandria contro la quale le congiunte del paziente deceduto avevano fatto causa - del primo provvedimento decisorio su scala nazionale di rigetto di richiesta di risarcimento per una morte da contagio da Sars-CoV-2. Ad oggi abbiamo soltanto un'altra sentenza, pronunciata dal tribunale di Padova a settembre, di segno opposto", che riguardato un anziano di 82 anni deceduto in Rsa e che si è conclusa con un maxi risarcimento da circa 500mila euro alla famiglia. "La giudice alessandrina - sottolineato l'avvocato Fossati - ha considerato il problema attraverso una lente di realtà clinica, considerando che Sars-CoV-2 non è una comune infezione nosocomiale. Inoltre ha tenuto conto anche della sequenza temporale. Il contagio è avvenuto all'interno della seconda ondata pandemica, durante la quale i controlli erano noti, erano diffusi, ma la giudice, in base ai dati, ha considerato che anche una stretta osservanza dei protocolli non avrebbe potuto scongiurare il contagio in una fase di altissima circolazione virale. La Asl è stata assolta per la richiesta di risarcimento perché il caso è stato ritenuto senza colpa dato che non poteva essere evitato". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Scacchi e ballo, le attività anti-demenza per il cervello
(Adnkronos) - Essere bilingui, avere un istruzione superiore e un lavoro di un certo livello di complessità, ballare ("più che fare le flessioni"), giocare a scacchi. Sembrano attività che non hanno molto in comune, ma un filo rosso le lega. Una missione condivisa che ha a che fare con un tesoro nel nostro cervello. Una 'riserva aurea' che si alimenta tutta la vita e per non dissiparla serve un impegno costante, soprattutto quando l'età avanza. La posta in gioco? A livello ideale il sogno dell'eterna giovinezza, ma più concretamente questo tesoretto che si costruisce con esperienze e stimoli cognitivi aiuta il cervello a compensare i danni neurodegenerativi, a spingerli più in là nel tempo, ritardando il momento in cui si faranno sentire. Una forma di prevenzione delle demenze. E come mettere questo patrimonio al sicuro in banca lo spiega una scienziata che ha studiato per decenni proprio questo. "Cos'è la riserva cerebrale? La caratteristica fondamentale del cervello è che è plastico, cioè si adatta alle situazioni esterne e interne per ottenere una risposta migliore, si modifica in accordo a stimoli sensoriali cognitivi rilevanti, all'esperienza, per modularsi a breve e lungo termine", illustra all'Adnkronos Salute Daniela Perani, neurologa e neuroradiologa, professore emerito di Neuroscienze all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che approfondirà l'argomento domani, sabato 16 novembre, aprendo l'appuntamento con la proiezione di 'Remember' di Atom Egoyan nell'ambito del festival 'Cervello & Cinema' (in corso fino al 17 novembre all'Anteo Palazzo del Cinema). Quest'anno il festival esplorerà la longevità con il titolo 'Forever Young?', presentando 7 film cult che fanno riflettere sulle sfide dell'allungamento della vita. "Il cervello è capace di cambiare nel giro di pochi secondi - assicura Perani -. Andando a studiare i topolini con la microscopia ottica si vedono le spine dendritiche che immediatamente dopo una stimolazione elettrica cominciano a formarsi, il neurone butta fuori questi bottoni che sono poi la base delle modifiche sinaptiche. La plasticità è questo: modifiche sinaptiche. Perché noi non moltiplichiamo i neuroni, per ora almeno non c'è evidenza di questo se non probabilmente nell'ippocampo, ma è una struttura unica quella. In ogni caso, la nostra corteccia si modifica per alcuni precisi motivi: si modificano la quantità dei dendriti, i punti in cui si toccano i neuroni, aumenta la vascolarizzazione cerebrale, possono anche ingrossarsi i neuroni", elenca. "La cosa importante di questa capacità plastica del cervello è che è possibile in tutto l'arco della vita. Quindi in tutto l'arco della vita possiamo creare la riserva cerebrale, che è questo nuovo assetto del nostro sistema nervoso centrale che ci permette di funzionare meglio da un punto di vista cognitivo, sensorimotorio, comportamentale, e per tante delle sue componenti".
Si chiama riserva, prosegue l'esperta, "perché oggi si sa che è legata a degli stimoli". E' come un tesoretto, appunto, perché "lo costruiamo tutta la vita e dietro c'è la plasticità. La riserva è tutte queste modifiche che oggi sappiamo però essere correlate ad alcune esperienze in particolare. Due su tutte: l'educazione e i livelli di occupazione. Se una persona fa l'Università, ha un bagaglio di esperienze e un modo di far funzionare il cervello che è diversissimo da un'altra persona che si è fermata alle elementari. L'Università, poi, genera occupazione di tipo diverso, almeno percentualmente nella storia. Certo, oggi la società sta cambiando, ma questo è quanto è stato misurato finora in persone anziane. Quindi l'occupazione della vita, se è di un livello elevato, fa sì che ci sia una quantità maggiore, anche misurabile con le tecniche di imaging, di spessore corticale, di forza della connettività dei sistemi neurali. Anche qualsiasi tipo di lavoro cognitivamente è uno stimolo. Questa è la riserva cognitiva che stimola per tutta la vita una riserva cerebrale, il cosiddetto tesoretto". L'elenco di esperienze che consentono di custodire questo tesoro in realtà non è breve: "Sapere più lingue, ad esempio - dice Perani - un aspetto su cui ho fatto diverse ricerche. Ovviamente parlarle, non imparare solo 5-10 parole. Sono lo sforzo e l'esperienza di un certo livello che incidono". Ancora: "Giocare a scacchi è impressionante come crei plasticità e quindi contribuisca alla riserva. Pure l'attività motoria è fondamentale per il cervello, perché ad esempio aumenta il fattore neurotrofico Bdnf (Brain Derived Neurotrophic Factor). Per alzare l'asticella ci vuole tanto e costante". E infatti l'attività che ha più sorpreso la specialista per l'impatto sulla riserva cognitiva è "sicuramente quella che dura tutta la vita, quindi l'educazione e l'occupazione, e abbiamo evidenze fortissime su questo. Ci sono più studi epidemiologici. Per esempio uno canadese su 6.800 soggetti seguiti per anni e per tutte le demenze - vascolare, Alzheimer, frontotemporale - mostra che più sale la scolarità più si abbatte l'incidenza di queste patologie. La riserva non ti toglie la demenza, però la rallenta". L'impatto del bilinguismo è emerso invece "studiando gli indiani: livello scolastico basso, spesso contadini, ma parlano 5 o 6 dialetti, o non potrebbero commerciare e sopravvivere. Quello di cui i neurologi si sono accorti esaminando queste popolazioni è che la demenza insorge da 6 a 7 anni dopo" nei bilingui, "quindi questo gruppo ha un'età di insorgenza che è molto più anziana. Noi abbiamo poi fatto degli esperimenti che mostrano che c'è una riserva: il cervello dei bilingui anziani e con demenza è diverso da quello dei" corrispettivi "monolingui, perché hanno network rafforzati, connettività migliore, e così via. Così come ci sono gli effetti della musica, ma sono meno misurabili rispetto a qualcosa che dura tutta la vita". Quali sono dunque i consigli per coltivare la propria riserva cognitiva? "Negli anziani vanno considerati alcuni fattori negativi - avverte la scienziata - smettere il lavoro ha un effetto deleterio, magari si associa anche a un po' di depressione reattiva, l'anziano si chiude in se stesso. Questo va combattuto. Si deve stimolare la persona a continuare a mangiare bene, ad avere una vita sociale, a trovare svaghi e divertimenti stimolanti. Non è male imparare uno strumento, una lingua, ascoltare la musica, anche con un certo approfondimento culturale, e fare moto. Quando si diventa anziani si perde massa muscolare, ma i fisiologi hanno studiato i motoneuroni della corteccia e del midollo spinale e questi si riducono, riducono le spine, la mielina degli assoni. Quindi bisogna fare moto per stimolarli". Quale tipo di movimento fisico è migliore? "Gli studi hanno anche dimostrato che l'attività motoria monotona fa bene alle fibre muscolari, certamente, ma parlando di cellule nervose si è scoperto che per esempio il ballo è la cosa migliore: ti muovi tanto, però i movimenti sono vari e devi mantenere l'equilibrio. Quindi per mantenere le cellule nervose, per quanto riguarda il sistema motorio, è meglio il ballo, che fare i piegamenti", sorride Perani. A che età cominciare? Dal giorno zero di vita, sembra essere il suggerimento. "Va detto che per esempio i bambini che sanno suonare gli strumenti sono molto bravi nel linguaggio, sulle capacità matematiche, esecutive e così via. E' tutto l'arco della vita che conta, perché il cervello si modifica. Però non bisogna mollare invecchiando, o dopo la pensione. Oggi si può vivere fino a 90-100 anni e ritardare la malattia di 6-7 anni è anche un risparmio" per il sistema sociosanitario "che vale miliardi". I neuroni vanno anche nutriti bene. "La saggezza è la cosa migliore - conclude l'esperta - fa molto male l'eccesso di cibo pieno di grassi, che è dannoso per il cuore, il sistema vascolare e quindi anche per il cervello. La carenza di vitamine è dimostrato essere un problema, e infatti la prima cosa che si fa quando arrivano dei pazienti con disturbi cognitivi è misurare la vitamina B12 per vedere se è bassa. Il cervello ha bisogno di vari meccanismi metabolici. Incide negativamente la disidratazione, la carenza di vitamine, sono fondamentali anche le proteine perdendo massa muscolare. E oggi si scopre sempre di più che magari mangiare a intervalli regolari e soprattutto lasciare lunghi periodi di digiuno sembra faccia bene, perché le cellule del corpo, per dirlo in maniera semplice, sono più in grado di organizzare le scorie, di buttarle fuori meglio, quindi di non ammalarsi e morire". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Progetto Giovani debutta in Tv con la sitcom 'Ho preso un granchio'
(Adnkronos) - C'è il latin lover di natura, chi è già influencer, c'è il musicista in erba e chi incarna debolezze, vizi e virtù: l'agofobico, la viziata, la problem solver. Scene di adolescenza che la malattia non può cambiare, nemmeno il cancro. Le racconta 'Ho preso un granchio', sitcom scritta e recitata dai ragazzi del Progetto Giovani dell'Istituto nazionale tumori (Int) di Milano. Avviato nel 2011 con l'obiettivo di creare e promuovere un modello di assistenza su misura per chi affronta una patologia oncologica nell'età più difficile, il 18 novembre il progetto debutterà in Tv su Mediaset con la serie realizzata in collaborazione con Mediafriends e con il supporto della Fondazione Bianca Garavaglia Ets. Sette episodi di 7 minuti l'uno, girati in un set speciale: l'Ambulatorio di oncologia pediatrica dell'Int, dove tutto è nato. Ai teenager colpiti da un cancro - 'apolidi' troppo grandi per essere curati come bambini, non abbastanza per essere trattati come adulti - Progetto Giovani vuole dare una casa, una 'terra di mezzo' tra l'oncologia pediatrica e l'oncologia tout court, offrendo spazi di espressione creativa che permettono di elaborare e condividere le emozioni complesse legate al percorso di cura. Tante le iniziative artistiche firmate in questi anni dai ragazzi di Andrea Ferrari, l'oncologo pediatra coordinatore di Progetto Giovani: canzoni diventate 'hit', incursioni nel mondo della moda, esperienze di scrittura e fotografia. Adesso anche la televisione, nuova avventura, stessa filosofia: parlare di paure e speranze con sincerità e ironia. "La qualità della vita è una componente essenziale - sottolinea Ferrari - tanto quanto la qualità della cura. Per questo abbiamo riservato ai nostri pazienti adolescenti spazi esclusivi dove possono partecipare a progetti che utilizzano percorsi artistici e creativi per permettere loro di raccontarsi, di esprimere paure, speranze e sogni. Questi progetti, che richiedono diversi mesi di realizzazione, offrono ai ragazzi un obiettivo verso cui tendere, una prospettiva di futuro". E intanto "servono a porre l'attenzione sulle peculiarità mediche dei pazienti adolescenti, che hanno meno probabilità dei bambini di essere curati nei centri di eccellenza e nei protocolli clinici - evidenzia Maura Massimino, direttore della Divisione di Oncologia pediatrica dell'Int - e per diverse neoplasie hanno meno problemi di guarire dei pazienti più piccoli". La nuova sitcom "è stato un progetto meraviglioso - testimonia Ferrari - I ragazzi sono stati sceneggiatori e attori. E' stato divertente, impegnativo e, soprattutto, un momento di unione e condivisione". Supervisionati da un team multidisciplinare, i ragazzi sono stati protagonisti di ogni fase creativa del progetto. Ogni episodio affronta un aspetto della vita in ospedale, dalle difficoltà di chi arriva in reparto odiandolo per poi scoprire una seconda famiglia, alla festa a base di sushi organizzata alle spalle dei medici. "Forse sorprenderanno i temi che abbiamo scelto di raccontare - dicono Edoardo e Marta - ma in realtà sono proprio quelli che per un ragazzo della nostra età contano sul serio: come ti vedi allo specchio, come ti sai o non ti sai relazionare ai tuoi amici, alle ragazze con cui vorresti provarci, ma non hai il coraggio di farlo". Partire da storie vere e "renderle comunicabili agli altri, ridendoci sopra", aggiunge Marco. "La sitcom - spiega - ci ha permesso di affrontare tematiche che, per noi, leggere e ironiche purtroppo non sono. Non è facile raccontare la propria storia di malattia, gli ostacoli che ogni giorno abbiamo affrontato o che ancora dobbiamo affrontare. Possiamo dire, in questo senso, che è stato davvero terapeutico". 'Ho preso un Granchio' debutterà lunedì in seconda serata su La 5, il canale 30 del digitale terrestre, con un episodio della serie arricchito dalla partecipazione straordinaria di Aldo, Giovanni e Giacomo, che verrà riproposto il giorno successivo alle 17 su Cine34, spiega una nota. Tutte e 7 le storie, che vedono protagonisti 25 ragazzi tra i 15 e i 24 anni, saranno invece visibili su Mediaset Infinity. Una campagna di sensibilizzazione sul tema dei giovani oncologici che durerà un anno e che sarà disponibile per tutto questo arco di tempo, gratuitamente, su Mediaset Infinity, in una sezione arricchita da contenuti extra, realizzati sempre dai protagonisti. Anche il programma di Italia 1 'Le Iene', attraverso i propri canali social, sarà parte attiva nel sostenere il Progetto Giovani dell'Int, che rappresenta un modello di eccellenza nell'oncologia adolescenziale, considerando la cura come un percorso che va oltre il trattamento clinico e includendo strumenti innovativi per migliorare la qualità della vita e favorire la resilienza. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Memorie a minor consumo e maggiore velocità. Dall'Italia arriva la rivoluzione
(Adnkronos) - Nuovi dispositivi innovativi, come memorie resistive (ReRAM) che memorizzano dati cambiando la propria resistenza, più veloci e con consumi minori se paragonati ai metodi tradizionali. Ma anche interruttori elettrici a bassa energia per ridurre i consumi dell'elettronica e migliorare così le prestazioni dei sistemi di calcolo e memoria. Sono molteplici le applicazioni di una nuova scoperta italiana che ha mostrato come i cosiddetti ‘materiali di Mott’ – ovvero un tipo di isolanti fondamentalmente diversi dagli isolanti convenzionali, in grado di passare dallo stato isolante a quello conduttivo - possono cambiare stato proprio a causa dei difetti topologici nella loro struttura cristallina.
“Abbiamo visto – dice all’Adnkronos Claudio Giannetti, coordinatore dello studio e direttore dei laboratori Interdisciplinari di Fisica Avanzata dei Materiali presso il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Cattolica di Brescia - che la trasformazione non avveniva a caso, ma in un punto preciso chiamato difetto topologico, ovvero quando il materiale è isolante forma strutture geometriche che seguono regole matematiche ben precise, un difetto intrinseco della struttura dello stesso”. Lo studio è stato svolto assieme alla fondazione Imdea Nanociencia di Madrid, la KU Leuven belga, la Sissa di Trieste e il Diamond Light Source, sincrotrone inglese, e pubblicato sulla rivista ‘Nature Communications’. La ricerca è stata condotta nello specifico su un particolare ossido di vanadio (V₂O₃) che ha mostrato come sono proprio questi difetti ad innescare la transizione. L’esperimento che ha portato alla scoperta è stato svolto presso il Diamond Light Source, nel Regno Unito. “Abbiamo preso la luce del sincrotone – spiega Giannetti – e l’abbiamo focalizzata così da vedere gli elettroni emessi, per poi passarli alla microscopia”. I ricercatori hanno potuto vedere come la trasformazione da isolante a conduttore non avveniva in maniera casuale, ma nel momento del difetto topologico: “Adesso che sappiamo che è il difetto topologico a guidare il fenomeno si possono progettare nuovi esperimenti per fissare difetti e controllare il processo di switching resistivo, con l'obiettivo di ottenere un controllo completo del processo e ingegnerizzare dispositivi in grado di funzionare a velocità senza precedenti e con una dissipazione di potenza estremamente bassa” incalza il professore.
Questi materiali vengono sintetizzati a partire dagli atomi che li compongono con tecniche che permettono di creare un cristallo estremamente sottile di materiale puro. “Lo switching resistivo è il processo fondamentale alla base del cambiamento improvviso delle proprietà elettriche nei dispositivi a stato solido sotto l'azione di campi elettrici intensi” sottolinea Alessandra Milloch dell’Università Cattolica di Brescia e prima autrice del lavoro. “Nonostante la sua rilevanza tecnologica, questo processo si pensava fosse di natura stocastica, determinato da fluttuazioni locali e incontrollabili. Abbiamo deciso di approfondire e indagare la vera natura di questo fenomeno in dispositivi planari costituiti da due contatti metallici depositati su un sottile film di V2O3, che è uno degli esempi più celebri di isolante di Mott”.
I dispositivi che potrebbero essere realizzati migliorerebbero l’efficienza e le prestazioni nei sistemi di calcolo e memoria, con molteplici applicazioni che vanno dai computer ai sistemi avanzati di intelligenza artificiale. Per Giannetti, l’idea di materiali neuromorfici rappresenta "il futuro dell’elettronica".
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Cristiano Fiorio nuovo responsabile di Alfa Romeo Marketing e Communication global
(Adnkronos) -
Cristiano Fiorio è stato nominato responsabile di Alfa Romeo Marketing e Communication global e riporta a Santo Ficili, CEO dei Brand Alfa Romeo e Maserati.
Entrato nel Gruppo Fiat Chrysler Automobiles (FCA) nel 2013, Cristiano Fiorio ha progressivamente assunto ruoli strategici di grande rilevanza: responsabile Brand Marketing Communication EMEA; responsabile advertising, digital, eventi, sponsorizzazioni e saloni di tutti i brand FCA. Dal novembre 2019, è stato anche a capo del team di lancio della Nuova 500 elettrica. Cristiano Fiorio prende il posto di Eligio Catarinella, che assume il ruolo di responsabile Sales and Marketing di Stellantis per la regione Enlarged Europe
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