Ultrasuoni per trattare cancro al fegato, start-up pisana vince premio
(Adnkronos) - Un dispositivo robotico che utilizza gli ultrasuoni per il trattamento del cancro al fegato, una delle principali cause di morte nel mondo, con oltre 900mila casi annuali. La start-up pisana Soundsafe Care si è aggiudicata il primo premio della Startup Marathon 2024. Il contest per start-up promosso da Area Science Park, UniCredit e Fondazione Comunica si è concluso martedì 26 novembre, con un evento ospitato nella sede UniCredit di Milano. Dieci le finaliste selezionate da una giuria di imprenditori, investitori ed esperti del settore, a partire da una rosa di più di 60 star-tup e pmi innovative iscritte al contest da incubatori, acceleratori, centri di ricerca e università di tutta Italia. Attive nei settori dell’intelligenza artificiale, dei materiali innovativi, della nutraceutica, dell’agritech, dell’healthcare, del gaming, della mobilità elettrica e dell’innovazione medicale, le dieci startup si sono contese l’accesso al programma di accelerazione UniCredit Start Lab. Ad aggiudicarsi la vittoria finale è stata Soundsafe Care, realtà supportata dal Polo Tecnologico di Navacchio: "utilizzando ultrasuoni focalizzati, il dispositivo sviluppato dalla start-up offre un'alternativa non invasiva e senza farmaci per il trattamento del cancro al fegato, riducendo complicazioni e costi ospedalieri", sottolineano i ricercatori. Grazie a una tecnologia avanzata di imaging e automazione, "migliora la precisione del trattamento e riduce i tempi di intervento". Soundsafe Care si è aggiudicata anche il premio come migliore startup a maggioranza femminile, che garantisce la partecipazione al programma di internazionalizzazione BoostHerUp, promosso da Area Science Park. Al secondo posto un’altra startup med-tech, la torinese Impavid, candidata al contest da G-Factor, incubatore di Fondazione Golinelli. Impavid sviluppa un innovativo patch cardiaco biodegradabile per contrastare l'insufficienza cardiaca post-ischemica. "Il patch, biomimetico e bioriassorbibile, ricrea la struttura del tessuto miocardico, favorendo il recupero delle cellule e adattandosi al ritmo del cuore. Destinato inizialmente a interventi di bypass, offre una soluzione sicura e meno invasiva per migliorare la qualità della vita dei pazienti. Con un forte potenziale nei mercati Usa ed Europa, il prodotto risponde alla crescente domanda di tecnologie avanzate in cardiologia", evidenziano gli autori. Classificata al terzo posto, la leccese BeadRoots – supportata da Eatable Adventures – sviluppa "un idrogel naturale e biodegradabile derivato dalle alghe, capace di trattenere e rilasciare l’acqua in modo efficiente per migliorare la produttività agricola e ridurre gli sprechi idrici, specialmente nelle aree colpite dalla siccità". Rispetto ai prodotti sintetici, il gel è ecologico e supporta i microrganismi del suolo senza impatti negativi. Le startup a podio avranno la possibilità di usufruire di un accesso privilegiato alla preselezione per la missione nazionale al Ces di Las Vegas. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Andrologi, 'barrette e drink iperproteici potrebbero danneggiare spermatozoi'
(Adnkronos) - "Il consumo eccessivo di barrette e drink proteici o una dieta troppo ricca di proteine potrebbero danneggiare la fertilità maschile e avere un impatto sul numero e la buona qualità degli spermatozoi". A far emergere questo potenziale nuovo fattore di rischio, sono gli esperti della Società italiana di Andrologia (Sia), in occasione del VI Congresso natura, ambiente, uomo (Nau) appena concluso nelle Langhe. Sotto la lente degli specialisti, non soltanto un elevato apporto proteico derivante da fonti alimentari naturali, ma soprattutto i cibi addizionati con proteine che molto spesso si trovano sugli scaffali dei supermercati: dall’acqua arricchita, agli snack e ai dolci 'pro'. “Una dieta sana ed equilibrata, che comprenda un'adeguata assunzione di proteine, è importante per la salute riproduttiva complessiva. La produzione di sperma richiede, infatti- spiega Alessandro Palmieri, presidente Sia e professore di Urologia all’Università Federico II di Napoli - un adeguato apporto di aminoacidi essenziali ottenuti da fonti proteiche alimentari. Quando queste sono carenti si può incorrere in una riduzione del numero e della qualità degli spermatozoi. Ma se la carenza ha effetti negativi, anche l’eccesso potrebbe costituire un fattore di rischio per la fertilità. Un consumo eccessivo di proteine non si traduce necessariamente in un aumento del numero di spermatozoi, al contrario, un'elevata assunzione di proteine potrebbe aumentare lo stress ossidativo nell'organismo, con un conseguente impatto negativo sulla concentrazione e sulla qualità degli spermatozoi. Tuttavia le risposte individuali all’assunzione di proteine possono variare, poiché la genetica, lo stile di vita, le condizioni di salute in generale, possono influenzare il modo in cui l’elevato apporto proteico influisce sulla buona qualità del liquido seminale”. “Quando si parla fertilità, è fondamentale seguire una dieta bilanciata – sottolinea Serena Capurso, biologa nutrizionista commissione scientifica Sia -. Per gli uomini sani, al di sotto dei 65 anni, la quantità giornaliera di proteine necessaria all’organismo è di 0,9 grammi per chilogrammo di peso corporeo. Un individuo normopeso, dunque, ha bisogno di circa 54-63 grammi di proteine al giorno – prosegue -. Con l’introduzione di alimenti 'pro', la quantità di proteine assunte sale di molto sopra questi numeri, con conseguenze non solo sulla fertilità, ma anche sulla salute maschile a tutto tondo. Una dieta iperproteica può portare a squilibri di nutrienti essenziali, come vitamine e minerali. Concentrandosi esclusivamente sulle proteine, si rischia infatti di trascurare altre importanti sostanze, con conseguenze sulla salute a lungo termine. Inoltre, un eccesso di proteine aumenta la carica di acido urico e può predisporre a problemi renali. Ma non solo, consumare un numero elevato di alimenti “pro” contribuisce anche a un aumento del rischio di patologie cardiovascolari e di osteoporosi: troppe proteine alterano il metabolismo del calcio causando malassorbimento osseo”. “Sebbene l'assunzione di proteine svolga un ruolo fondamentale nella conta spermatica, la moderazione e una dieta equilibrata sono essenziali per mantenere una salute ottimale degli spermatozoi. Gli uomini dovrebbero quindi puntare a una alimentazione completa che includa fonti di proteine di alta qualità, come carni magre, pesce, uova, latticini e proteine di origine vegetale, senza eccedere in alimenti addizionati e senza dimenticarsi di tutte le altre sostanze nutritive fondamentali per la salute”, conclude, Fabrizio Palumbo, urologo e andrologo presso l’Unità Operativa complessa di Urologia dell’ospedale 'Di Venere' di Bari. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Confprofessioni, Marco Natali è stato eletto presidente
(Adnkronos) - Marco Natali è stato eletto presidente di Confprofessioni dal consiglio generale della Confederazione, che riunisce le associazioni di categoria. Con questa nomina, si chiude l’era di Gaetano Stella, sotto la cui guida Confprofessioni ha consolidato la propria stabilità, credibilità e capacità di rappresentanza. Natali si prepara a inaugurare una fase di evoluzione per Confprofessioni, con l’obiettivo di adattare l’organizzazione ai mutamenti socioeconomici e di trasformarla in un punto di riferimento sempre più dinamico e innovativo per i professionisti italiani. Nel suo discorso d’insediamento, il neopresidente ha presentato un programma ambizioso, incentrato su due pilastri fondamentali: le persone e la rappresentanza. “Questo è il momento di osare. E' tempo di costruire sul lavoro svolto finora e di guardare a nuovi orizzonti con determinazione e visione strategica. Ringrazio il presidente Stella e la sua squadra per l’impegno e la dedizione con cui hanno guidato la Confederazione, lasciando un’eredità di crescita e solidità, preziosa base per il futuro”, ha dichiarato Natali. Lo sguardo sarà rivolto al superamento delle sfide attuali come la transizione green e digitale, l’internazionalizzazione, l’evoluzione dei modelli organizzativi e il potenziamento del welfare dedicato ai professionisti e ai loro dipendenti, nonché al rafforzamento delle relazioni con stakeholder strategici come sindacati, politica e rappresentanze professionali. Azioni importanti per valorizzare il ruolo centrale del professionista nella società. Accanto a Marco Natali lavorerà una giunta esecutiva caratterizzata da una forte presenza femminile rispetto al passato, e composta da esponenti di spicco del settore: vice presidente - Andrea Dili (Adc), Salvo Barrano (Ana), Luigi Carunchio (Ungdcec), Giole Semprini Cesari (Andi), Paola Cogotti (Ancl), Alessandro Dabbene (Fimmg), Paola Fiorillo (Anf), Maria Pungetti (Assoingegneri), Dominella Quagliata (PlpP) e Ezio Maria Reggiani (Anc). Tra gli altri incarichi assegnati, il consiglio generale ha nominato Raffaele Loprete (Ungdcec) - presidente, Roberto Accossu (Fidaf) e Carmen Colangelo (Cipa come revisori, e il nuovo collegio dei probiviri, composto da Vilma Iaria (Adc) come presidente, Ennio Bucci (Anf) e Marina Brinchi (Plp) come componenti effettivi, e Sandro Spella (Ungdcec) e Fernando Tebaldi (Ancl) come supplenti. “L’Italia può contare su professionisti dalle competenze straordinarie, capaci di essere il motore della crescita economica e sociale del Paese. Confprofessioni deve essere la voce di queste eccellenze, creando nuove opportunità e affrontando con coraggio le sfide che ci attendono”, ha concluso Natali. Sotto questa nuova guida, Confprofessioni punta a rafforzare il proprio ruolo come interlocutore autorevole a livello nazionale ed europeo, lavorando per un futuro in cui l’aggregazione delle competenze, il networking internazionale e l’innovazione tecnologica siano al centro del cambiamento. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Food, Sabrina Bai: impresa al femminile e arte dell’ospitalità nel 1° ristorante kaiseki a Roma
(Adnkronos) - Una storia di imprenditorialità al femminile, ma anche un visione di ampio respiro che unisce culture diverse. Da questo binomio nasce Kohaku, primo e unico ristorante di cucina kaiseki a Roma. A fondarlo Sabrina Bai, 28enne nata a Brescia da una famiglia di origini cinesi, trasferitasi a Roma con i suoi genitori, titolari di un’impresa di import export, dove abbraccia gli studi di Economia e management. Poi un viaggio in Giappone, che tocca le corde del suo cuore aprendole gli occhi su un panorama diverso. E' da qui che nasce il desiderio di portare quell’angolo di Oriente a Roma. E lo fa attraverso una passione innata, quella per il mondo della gastronomia, che condivide con suo padre, che diventerà il suo più importante compagno di viaggio e di studi nell’approfondimento della cucina giapponese. Dopo diversi corsi e stage in Giappone, la prima avventura gastronomica di Sabrina Bai si chiama Shiroya, ristorante della tradizione giapponese in stile Izakaya, la trattoria nipponica, aperto nel 2019 a soli 23 anni, che subito ottiene la menzione nella Guida Michelin. I viaggi e gli studi di approfondimento continuano e scopre un mondo più vasto, quello della cucina kaiseki, nata in occasione del diffondersi in Giappone della cerimonia del te, in cui il cibo diviene un importantissimo mezzo di comunicazione, non solo tra gli uomini, ma anche tra l’uomo e la divinità, tra l’uomo e la natura. Da qui l’idea di costruire il suo nuovo locale dove l’omotenashi (l’arte dell’ospitalità giapponese) scandisce il tempo e il canone estetico del wabi sabi, con le sue linee essenziali e i materiali naturali, trasporta l’ospite in una dimensione culturale diversa e unica. Così, a Roma, in zona via Veneto (via Marche 66), nasce Kohaku, primo e unico ristorante ad aver portato l’autentica cucina Kaiseki nella capitale, segnalato in guida Michelin a soli 4 mesi dall'apertura, e unico ad ottenere i Tre Mappamondi nella Guida dei Migliori ristoranti del Gambero Rosso sia per l’anno 2024 che per il 2025 e le Tre bacchette nella Guida Sushi del Gambero Rosso. Ogni giorno, dal lunedì al sabato, Kohaku accoglie i suoi ospiti con percorsi che si rinnovano con il proseguire delle stagioni. Un viaggio alla scoperta di un rituale antico e l’autentica esperienza della cucina kaiseki è ciò che accoglie il cliente che varca la soglia di Kohaku. “Qui si viene per provare un elegante pasto della tradizione che si snoda attraverso un importante percorso che alterna tante portate gastronomiche realizzate attraverso le tecniche culinarie e i principi della filosofia kaiseki”, racconta Sabrina Bai, alla guida di Kohaku che, nella lingua nipponica, vuol dire 'ambra'. "L’ambra - spiega - è una pietra dalla 'perfetta imperfezione' (o 'wabi sabi'), criterio che sta alla base del canone estetico giapponese e che si è sviluppato unitamente alla cucina kaiseki nel XII secolo. E come l’ambra, bellissima, si forma lentamente dalla resina, goccia dopo goccia, così il progetto culinario di Kohaku avrà bisogno del suo tempo per essere pienamente compreso e radicarsi". "Sia i romani che gli stranieri hanno accolto con grand e curiosità ed entusiasmo il nostro progetto per vivere, senza spostarsi dalla città, un’esperienza gastronomica autentica vocata all’alta cucina giapponese, che permette di compiere la scoperta della cultura del Sol Levante, partendo dalla tavola", sottolinea la proprietaria. All’ospite è data la scelta dell’esperienza da vivere: quella più immersiva del Kohaku Sushi Kaiseki al bancone oppure il menu degustazione, Kohaku Kaiseki da dieci o sei portate, seduti al tavolo in una formula ugualmente autentica che però permette sia di affidarsi allo chef (omakase) che di scegliere alla carta. Il rapporto esclusivo e diretto con lo chef è l’elemento che caratterizza l’esperienza del Kohaku Sushi Kaiseki ed è un rituale che si svolge sotto gli occhi dell’ospite, il quale riceve le pietanze, preparate espressamente per lui, direttamente dalle mani del cuoco. Il percorso di degustazione conduce gli ospiti in Giappone ed è vergato a mano su un foglio di pergamena dal cuoco stesso, che firma questo 'memoir' culinario. Ha inizio così un cammino complesso che (portata dopo portata, preparata espressa e presentata dallo chef con aneddoti e curiosità) propone un menu ideato per catapultare il commensale in uno dei più rinomati ristoranti kaiseki di Tokyo o Kyoto. Si viene accompagnati dalla musica giapponese tra il jazz e il lofi, che invita alla concentrazione, grazie a una playlist creata ad hoc per Kohaku dal sound designer Yiming Zhou. La cena kaiseki sushi completa comprende 12 portate, servite in un ordine rigoroso che segue un alternarsi del gusto e delle consistenze. Il calore del legno, i toni del verde salvia e dell’arancio Hermes delle sedute accolgono l’ospite, invece, nella sala del Kaiseki destinata alla degustazione della linea calda. Due sono i menu degustazione possibili, da dieci o sei portate, oppure si può optare per scegliere liberamente alla carta uscendo però dal percorso più propriamente kaiseki. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
La future mobility all'innovation district a Ibe Rimini Fiera
(Adnkronos) - Ibe Intermobility and Bus Expo si è chiusa nei giorni scorsi con un grande successo di pubblico e di contenuti, un importante aumento lato espositori e una grande visione d'insieme sul mondo mobilità. Fiore all'occhiello di questa nuova edizione 2024 è stato l'innovation district e l'area startup che ha visto l'Angi - Associazione Nazionale Giovani Innovatori come main partner. 10 i progetti di eccellenza selezionati e presentati nel corso della fiera nell'area startup, con un importante approfondimento attraverso le voci dei protagonisti grazie agli innovation talk promossi dai giovani innovatori dell'Angi. Con infine la consegna degli innovation awards sia alle tre startup più meritevoli che ai progetti più innovativi tra gli espositori della fiera. "Siamo lieti del grande risultato raggiunto qui a IBE con il nostro innovation district e area startup realizzato con Italian Exhibition Group dove ANGI è main partner e con la collaborazione del Tecnopolo di Rimini, Fondazione per lo sviluppo sostenibile e EIT Urban Mobility - così Gabriele Ferrieri Presidente Angi - Abbiamo dato spazio al meglio delle eccellenze sulla mobilità del futuro promuovendo una visione di open innovation in cui innovazione, talento e tecnologia sono state alla base del progetto e del successo raggiunto." Conclude il Presidente Ferrieri. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Speranza anti-Parkinson, impiantati neuroni da staminali embrionali umane
(Adnkronos) - Dalla ricerca europea sulle cellule staminali embrionali alla prima fase di sperimentazione clinica nell’uomo di una terapia per il Parkinson. È questo il risultato chiave – tutto 'made in Ue' – degli studi condotti, a partire dal 2008, nel contesto di tre consorzi di ricerca finanziati dall’Unione Europea (con bandi del settimo programma quadro e Horizon 2020), coordinati dal 'Laboratorio di Biologia delle Cellule Staminali e Farmacologia delle Malattie Neurodegenerative', dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano & Istituto Nazionale di Genetica Molecolare, diretto dalla professoressa e senatrice a vita Elena Cattaneo. "Non saremmo mai arrivati a questo traguardo di sperimentazione per il Parkinson se l’Ue non avesse realizzato uno spazio comune della ricerca, stimolando gli studiosi a unire idee, competenze e traiettorie in modo trasparente, libero e competitivo e premiando collaborazioni e sinergie", ha affermato Cattaneo nel suo intervento durante il convegno 'Stem cell revolutions for neurodegenerative diseases' che si è svolto questa mattina nella Sala Napoleonica dell’Università degli Studi di Milano. "La sperimentazione clinica attualmente in corso, la prima in Europa, consiste nel trapianto di neuroni prodotti in laboratorio a partire da cellule staminali embrionali umane in pazienti affetti da Parkinson, per sostituire i neuroni danneggiati a causa della malattia. Qualora gli esiti di questi test dovessero risultare positivi, si aprirebbero nuove prospettive per il trattamento di altre malattie neurodegenerative, tra cui l'Huntington, da sempre al centro dell'attività di ricerca della professoressa Cattaneo", sottolinea la nota dell'Università degli Studi di Milano. La prima fase dei test clinici è partita a febbraio 2023: i trapianti sono stati eseguiti in Svezia e Regno Unito, fino a ottobre 2024, in otto pazienti che saranno seguiti per almeno 12 mesi dopo il trapianto. I dati preliminari sugli esiti dei test potranno essere disponibili all'inizio del 2026. L’incontro di oggi è stato l’occasione anche per sottolineare l’importanza della dimensione europea della ricerca, in particolare la Cattaneo ha ricordato come questi 16 anni di collaborazione siano stati “densi di lavoro, esperimenti, prove e verifiche” e sottolineato “il ruolo fondamentale dell'Europa, da sempre motore di innovazione e luogo libero e inclusivo in cui immaginare prospettive di sviluppo e crescita per il futuro della scienza, dell’economia e della società". I lavori sono stati aperti dall’intervento della Rettrice Marina Brambilla: “La ricerca europea costituisce un importante strumento capace di accelerare innovazione, conoscenza e cooperazione internazionale, e in quanto tale rappresenta una straordinaria occasione di coesione e di unità, proponendo un modello di cooperazione di grande valore etico e civile, oltre che naturalmente scientifico. L’Università degli Studi di Milano - ha ricorcato Brambilla - è un grande ateneo pubblico e interdisciplinare, un ecosistema ideale per consentire ricerca di qualità in discipline e realtà diverse, tale da assicurare l'equilibrio tra la spinta alla ricerca di base, il libero esercizio della curiosità scientifica e il trasferimento di valore sul territorio, necessario per affrontare le più importanti sfide che la società civile ci pone. La collaborazione internazionale tra le équipe di ricerca di diversi Paesi e discipline rappresenta un valore assolutamente fondamentale per la nostra Università e per ogni ateneo: ci aiuta a competere a livello mondiale; a dare respiro e prospettiva ai nostri progetti di ricerca; a rendere internazionale la dimensione della nostra formazione, oltre che della nostra ricerca; ad insegnare ai nostri studenti il valore della collaborazione e della competizione basata sul merito”. Durante il convegno sono state ripercorse le tappe principali dei tre consorzi scientifici europei: dallo sviluppo di protocolli per 'trasformare' le cellule staminali embrionali, in laboratorio, in neuroni simili a quelli che degenerano nel cervello dei pazienti affetti dalla malattia di Parkinson, alla dimostrazione della loro sicurezza dopo trapianti in modelli animali; dallo studio dell’efficacia delle cellule trapiantate all’autorizzazione dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) per la sperimentazione clinica nell’uomo. Sul tema del ruolo dell’Unione europea nel promuovere la ricerca scientifica, è intervenuta anche Maria Leptin, presidente dello European research council (Erc): “Di fronte all'incertezza economica, alla competizione tecnologica e alle sfide climatiche, l'Ue dovrebbe affidarsi al ruolo trasformativo della ricerca di frontiera nel trainare innovazione e competitività. Solo investendo nell'eccellenza scientifica, mantenendo un equilibrio tra gli obiettivi a breve e quelli a lungo termine, sostenendo i ricercatori e costruendo capacità di ricerca e sviluppo l'Europa riuscirà ad assicurarsi la leadership futura nelle tecnologie globali”. Fra i relatori del convegno, i neuroscienziati dell’Università di Lund in Svezia, Anders Björklund, pioniere della strategia di trapianto cellulare per il trattamento della malattia di Parkinson che ha ricordato come “la scoperta delle cellule staminali embrionali 25 anni fa è stato l'inizio di un percorso scientifico che promette di rivoluzionare il nostro approccio al trattamento delle malattie degenerative del cervello”, e Malin Parmar, già sua allieva e ora leader di 'Stem-PD', la prima sperimentazione clinica europea che studia nell’uomo l'efficacia del trapianto di neuroni da staminali embrionali in pazienti con malattia di Parkinson. Parmar, nel suo intervento, ha ricordato l’importanza essenziale della collaborazione tra il mondo accademico e l'industria “per portare una scienza di alta qualità dal laboratorio ai pazienti”. Roger Barker, neuroscienziato clinico dell'Università di Cambridge, che sta conducendo la sperimentazione insieme ai colleghi svedesi, presente al convegno insieme a uno dei pazienti partecipanti, ha espresso l’auspicio che quella in corso “sia solo la prima di molte sperimentazioni di terapie sviluppate a partire da cellule staminali per il trattamento di malattie del cervello”. Il convegno, infine, ha rappresentato la necessità di superare definitivamente, alla luce degli avanzamenti scientifici odierni, il divieto di derivare cellule staminali embrionali dalle blastocisti sovrannumerarie in ogni caso destinate ad un "congelamento distruttivo". Divieto introdotto venti anni fa dalla legge 40/2004 che, ancor oggi, costringe i nostri scienziati - pena il carcere - a importare dall’estero queste cellule per poterle studiare. ---universita/ricerca-e-scienzawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Pokémon, Guinness World Record con maratona di unboxing da 20 mila carte
(Adnkronos) - The Pokémon Company International ha annunciato di aver conquistato ufficialmente il titolo del Guinnes World Record per l'unboxing più lungo in diretta video. L'impresa è stata realizzata grazie alla collaborazione di numerosi content creator provenienti da tutta Europa, che si sono riuniti per una maratona di 24 ore di apertura di prodotti Pokémon. Durante la diretta, sono stati aperti oltre 1.500 pacchetti e articoli a licenza Pokémon, per un totale stimato di oltre 20.000 carte svelate. L'Italia è stata rappresentata da Eleolivieri e Toto96, che hanno partecipato all'iniziativa per due ore. Al termine della maratona, è apparso anche Pikachu per celebrare il raggiungimento del record e accettare il certificato ufficiale del Guinness. L'evento è stato organizzato per celebrare il lancio della nuova espansione del Gioco di Carte Collezionabili Pokémon (GCC), "Scarlatto e Violetto – Scintille Folgoranti", disponibile presso tutti i rivenditori autorizzati. Le decine di migliaia di carte estratte durante il livestream saranno donate a diverse organizzazioni benefiche in vista delle festività natalizie, tra cui Barnardo’s, KidsOut, Fondazione Banco Alimentare Onlus, Tafel Deutschland e Fundacion Tomillo. "È stata una straordinaria maratona di 24 ore di apertura di pacchetti, e siamo entusiasti di aver raggiunto un obiettivo così ambizioso insieme a un team incredibile di content creator”, ha dichiarato Peter Murphy, Senior Director Marketing di The Pokémon Company International. I fan che desiderano rivivere l'emozione dell'evento possono guardare la registrazione completa sul canale Twitch di Pokémon. Inoltre, nei prossimi giorni i content creator coinvolti organizzeranno giveaway di prodotti Pokémon sui loro canali. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
La filiera delle due ruote in Italia vale 14,8 miliardi di euro
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Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) presenta l’inedito studio condotto da Bain & Company Italia sul comparto moto, bici e accessori. La ricerca accende un riflettore inedito sul valore economico generato dalla produzione, dall’assemblaggio, dai servizi e dalla distribuzione di parti, componenti e prodotto finito nel settore, oltre che sul contributo concreto che l’industria di riferimento offre alle nuove domande di mobilità. Dallo studio emerge che solo il settore del motociclo attesta il suo fatturato a 9,5 miliardi di euro, confermando il proprio primato in Europa anche nella produzione e per i numeri di mercato. Riguardo la bicicletta lo studio di Bain & Company Italia mette innanzitutto in risalto gli effetti opposti che la pandemia di Covid e il bonus bici hanno avuto sul mercato. Qui nonostante il calo dei volumi, la filiera bici ha comunque registrato un aumento significativo del fatturato, spinto anche dall’aumento dei prezzi e dal successo delle e-bike, attestandosi a 2,7 miliardi di euro nel 2023. Corre sempre e segna un saldo positivo l’export, a dimostrazione della forte domanda delle cici con il marchio Made in Italy sui mercati internazionali. Per l'occasione il presidente di ANCMA Mariano Roman ha rimarcato “la volontà dell’associazione di accendere un riflettore su un settore rilevante e primario in Europa, che crea indotti significativi con le manifestazioni sportive e l’eccellenza fieristica internazionali di EICMA, che offre occupazione, mobilità sostenibile, che contribuisce con un gettito vicino a 180 milioni di euro alle entrate tributarie. Oggi produciamo il 17% delle bici costruite e assemblate in Europa (2 milioni), mentre il settore moto esporta motocicli, scooter e ciclomotori per 2 miliardi di euro e produce 422mila pezzi in Italia, occupando saldamente il primo posto nell’eurozona, dove si confronta con i 161mila della Germania, le 124mila unità dell’Austria e le 89mila della Francia”.
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KTM annuncia un piano finanziario strategico
(Adnkronos) -
KTM in poco più di 30 anni è passata da 160 dipendenti e una produzione di 6.000 unità a 5.000 dipendenti e una capacità di 1.000 motociclette al giorno. Si tratta di una vera e propria rivoluzione sia in termini di produzione che finanziaria, per superare questo cruciale periodo il management dell’azienda ha avviato un processo di ristrutturazione in regime di auto amministrazione, supervisionato dal tribunale.
KTM pensa di concludere il processo entro 90 giorni e posizionare l'azienda in maniera che sia pronta ad affrontare i prossimo anni in maniera più strutturata.
Gottfried Neumeister, Co-CEO di KTM AG ha dichiarato “L'entusiasmo dei nostri dipendenti è il vantaggio competitivo più importante. La loro passione è la ragione per cui KTM è sinonimo di performance a livello globale. Costruiamo motociclette affidabili e robuste, in grado di affrontare ogni sfida e primeggiare su ogni terreno. Ora si tratta di rendere l'azienda più forte, per fronteggiare al meglio il futuro e tornare a concentrarci su ciò che sappiamo fare meglio: realizzare le motociclette più cool del mondo.”
Il CEO di KTM AG Stefan Pierer ha inoltre puntualizzato riguardo l'arrivo di Gottfried Neumeister qualche settimana fa nel Consiglio di Amministrazione “Gottfried Neumeister ha portato un'esperienza impressionante e una ventata di aria fresca in KTM, e sta fornendo un contributo significativo per affrontare la situazione attuale. Sono convinto che insieme rimetteremo l'azienda sulla strada del successo.”
“Negli ultimi tre decenni, continua Pierer, siamo cresciuti fino a diventare il più grande produttore di motociclette in Europa e con i nostri prodotti ispiriamo migliaia di motociclisti in tutto il mondo. Ora, in un periodo di importanti sfide economico-finanziarie, abbiamo deciso di fare un PIT STOP, una sosta ai box per garantire un solido futuro all’azienda. KTM rappresenta per me il lavoro di una vita e lotterò per garantirne la solidità.”
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Zero Motorcycles, sulla riforma del Codice della Strada
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Zero Motorcycles accoglie con entusiasmo la riforma del nuovo Codice della Strada che in Italia introduce una serie di novità che riguardano anche i veicoli elettrici a due ruote. La riforma del Codice della Strada introduce in Italia la possibilità per le moto elettriche con una potenza superiore ai 6 kW, di accedere a tangenziali e autostrade, nel caso alla guida ci sia un maggiorenne. In passato questa possibilità era riservata esclusivamente alle moto con una potenza superiore ai 11 kW.
Zero Motorcycles con ANCMA Ciò significava escludere una serie di scooter e moto con potenza inferiore ma sicuramente adatte alla circolazione su questa tipologia di strade. La tecnologia anche nel campo delle due ruote ha fatto passi da gigante negli ultimi anni. Mezzi con potenza superiore ai 6 kW sono sicuramente adatti ad affrontare trasferimenti a medio e lungo raggio.
Luca Conti Country Manager Italy and MEA & SEE Zero Motorcycles, si è dichiarato soddisfatto di questa novità, soprattutto visto che la nuova riforma tutela i motociclisti: “Ringraziamo Confindustria ANCMA per essere stata portavoce degli interessi del settore al cospetto del Governo italiano e per aver rappresentato la necessità di diverse modifiche anche nella direzione della tutela dei motociclisti”.
Umberto Uccelli, Vice President e Managing Director EMEA Zero Motorcycles: “Ampliare il raggio d’azione dei motocicli a zero emissioni rappresenta una spinta propulsiva verso il loro utilizzo, dunque un supporto al mercato che ha enormi potenzialità di crescita, sia sotto il profilo della mobilità individuale, sia in relazione al segmento delle flotte. Ringraziamo dunque Il Governo italiano e Confindustria ANCMA per il traguardo raggiunto”.
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