Ricerca: scoperto potenziale trattamento per autismo e sindrome X fragile

(Adnkronos) - Dai laboratori dell’Università di Roma Tor Vergata e della Fondazione Santa Lucia Irccs una nuova scoperta sui meccanismi alla base dei comportamenti ripetitivi autistici e sui bersagli molecolari utili per il loro trattamento farmacologico. Lo studio è stato ideato, diretto e condotto da Ada Ledonne, ricercatrice in Farmacologia presso l’Università di Roma Tor Vergata e la Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma ed è stato pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry.  Comportamenti ripetitivi, come movimenti stereotipati, manipolazione ripetitiva di oggetti e comportamenti autolesionistici, sono sintomi caratteristici dei disturbi dello spettro autistico, evidenti anche nella sindrome dell'X fragile, la principale causa monogenetica di autismo e disabilità intellettiva. I comportamenti ripetitivi autistici interferiscono con le normali attività quotidiane e possono essere anche dannosi per i pazienti. Ad oggi non ci sono farmaci approvati per il loro trattamento e questo dipende da una scarsa conoscenza dei meccanismi patologici cerebrali che li provocano.  Lo studio diretto Ledonne - riporta una nota - rivela che una disfunzione dei neuroni dopaminergici dell’area cerebrale denominata substantia nigra compacta è associata all’insorgenza dei comportamenti ripetitivi autistici di un modello murino di sindrome dell’X fragile; lo studio ha anche svelato il meccanismo molecolare alla base della disfunzione dei neuroni dopaminergici nigrali e identificato una nuova strategia farmacologica che è risultata efficace nel ridurre i comportamenti ripetitivi autistici in un modello animale.  "Abbiamo scoperto che i neuroni dopaminergici nigrali di topi modello di sindrome dell’X fragile sono iperattivi e tale disfunzione promuove l’insorgenza di comportamenti ripetitivi autistici - spiega Ledonne - L’iperattività dei neuroni dopaminergici nigrali, finora mai riscontrata nella sindrome dell’X fragile, è causata da un aumento dell’espressione dei recettori del glutammato mGluR1 e dei recettori ErbB4 e ErbB2, che mediano l’azione di fattori di crescita e differenziamento neuronale noti come Neureguline". Le Neureguline e i recettori ErbB4 e ErbB2 - riferisce la nota - sono essenziali per il corretto sviluppo del sistema nervoso centrale e per la regolazione delle funzioni cerebrali anche nel cervello adulto, in quanto modulano l’attività neuronale, la neurotrasmissione e la plasticità sinaptica. La disfunzione dei recettori ErbB non era stata finora riconosciuta come meccanismo patologico alla base dei comportamenti ripetitivi della sindrome dell’X fragile e dell’autismo. L’equipe di ricerca ha sperimentato nel modello animale di sindrome dell’X fragile un approccio farmacologico innovativo utilizzando un inibitore dei recettori ErbB per attenuare la disfunzione dei neuroni dopaminergici e le alterazioni comportamentali autistiche. "I nostri risultati dimostrano – prosegue Ledonne - che l’inibizione dei recettori ErbB è una strategia farmacologica efficace nel recuperare le disfunzioni dei neuroni dopaminergici nigrali e ridurre i comportamentali ripetitivi autistici del modello murino di sindrome dell’X fragile. Pertanto, le nostre evidenze contribuiscono all’avanzamento della comprensione dei meccanismi molecolari alla base dei sintomi autistici e rappresentano una base solida per proporre valutazioni cliniche dell’efficacia dell’inibitore ErbB per il trattamento di comportamenti ripetitivi in pazienti con sindrome dell’X fragile e autismo". Allo studio hanno anche contribuito Nicola Mercuri, ordinario di Neurologia all’Università di Roma Tor Vergata e responsabile del laboratorio neurologia sperimentale della Fondazione S. Lucia, Claudia Bagni, ordinaria di Biologia applicata presso l’Università di Roma Tor Vergata e l’Università di Losanna (Svizzera) e i loro gruppi di ricerca. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


In Hyundai Italia arriva un nuovo capo del Dipartimento PR & Events

(Adnkronos) -
Hyundai Italia annuncia la nomina di Giulio Marc D'Alberton a Head of PR & Event Department.
 Laureato in Economia e Commercio con Master di specializzazione nell’automotive, D'Aberton ha ricoperto diverse posizioni negli anni passati in ambito Marketing, Sales, Business dell’usato e Comunicazione in primari gruppi automobilistici come Toyota, PSA, Stellantis e Renault.
 Il nuovo direttore riporterà direttamente a Francesco Calcara, Presidente e CEO di Hyundai Italia, e si occuperà di implementare la strategia PR del brand come capo dell’Ufficio Stampa nel Paese, e di sviluppare eventi sul territorio con il supporto di Davide Bagno.
 

"Diamo un caloroso benvenuto a Giulio nella squadra italiana di Hyundai. In un periodo di grandi cambiamenti e sfide per l’industria automobilistica, sappiamo di avere le carte in regola per continuare a crescere e cogliere tutte le opportunità che si presenteranno anche grazie a un rinnovato impegno nella comunicazione. Sono sicuro che Giulio, grazie a una consolidata esperienza nelle PR ed una grande passione per l’automotive, ci aiuterà a trasmettere al pubblico italiano i nostri valori, quelli dei nostri prodotti e del futuro a cui aspiriamo, portando a maggiori riconoscibilità e apprezzamento del brand".
ha dichiarato Francesco Calcara.

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Credito, Izzo (GA.FI): "In 2023-2024 -30 mld prestiti a imprese, centrale ruolo garanzia Confidi"

(Adnkronos) - "La spinta inflazionistica ha portato la Bce ad un significativo aumento dei tassi di interesse, con quelli reali che hanno toccato anche la doppia cifra, che hanno inasprito le condizioni di accesso al credito per le imprese, in particolare per quelle di piccole e medie dimensioni. Con l’aumento del costo del denaro è quasi inevitabile che anche le imprese richiedano meno soldi in prestito e che il rischio di un mancato rimborso del prestito stesso aumenti. Si stima che nel biennio 2023-2024 le erogazioni di prestiti alle imprese siano diminuite di circa 30 miliardi di euro, evidenziando una contrazione che colpisce in modo particolare quelle meno strutturate e organizzate, ovvero le ditte individuali e le società di persone". E' l'analisi, con Adnkronos/Labitalia, di Michele Izzo, direttore generale di Garanzia Fidi Scpa (GA.FI), intermediario finanziario vigilato da Banca d’Italia ai sensi dell’art. 106 del nuovo Testo Unico Bancario, presieduto da Rosario Caputo, e che opera da circa 60 anni con le pmi del Mezzogiorno e ne associa oltre 4.500 di tutti i settori economici.  Secondo Izzo quindi "il contesto economico ha sicuramente messo a dura prova le imprese italiane fino ad oggi. Le recenti fluttuazioni dei tassi di interesse, le politiche della Banca Centrale Europea (BCE) e le dinamiche interne al sistema bancario hanno reso il panorama economico complesso e incerto".  Per il direttore generale del Confidi GA.FI, "inutile nascondere che sono tempi difficili per le imprese e lo spettro di un nuovo credit crunch inizia a materializzarsi in tutta Europa, così come i default sono tornati a salire dopo oltre un decennio. Da un lato le imprese sono a corto di liquidità, ma dall’altro sta anche diventando più difficile l’accesso al credito per tamponare questa situazione".  "Le imprese, quindi, stanno attraversando un periodo di significativa complessità, costrette a fronteggiare una serie di sfide che ne compromettono la crescita, la stabilità e, per quelle più piccoli, la sopravvivenza. Se le famiglie possono decidere di rinviare una richiesta di credito a quando i tassi di interesse saranno diminuiti, le imprese hanno costi non rinviabili e un bisogno di liquidità permanente", sottolinea. Per Izzo, per aiutare le pmi a superare le criticità principali "se l’analisi finanziaria rimane imprescindibile, non è più possibile oggi guardare al profitto come l’unico scopo dell’attività imprenditoriale. La sfida posta dal cambiamento non solo climatico, ma anche culturale, impone di considerare l’impresa anche in base all'impegno verso la società e l’ambiente in cui è inserita. L’innovazione nei prodotti finanziari, l’integrazione dei criteri Esg e il sostegno mirato alle pmi saranno elementi chiave per rafforzare la resilienza e la competitività del tessuto imprenditoriale italiano nei prossimi anni".  Sempre più centrale il ruolo dei Confidi. "Il rafforzamento dell’attività dei Confidi nel business dei finanziamenti diretti alle imprese non ci farà perdere i connotati distintivi che da sempre hanno caratterizzato queste realtà. Ossia essere istituzioni di garanzia e anelli fondamentali di una catena di raccordo tra banche e imprese. Ciò comporta che, nell’ambito dell’attività di finanziamento diretto, i Confidi devono operare con una logica attenta e prudenziale nel controllo dei rischi aumentati con una operatività più frazionata e senza snaturare l’attività tradizionale di concessione di garanzie a favore delle imprese", sottolinea.  Positivo il 2024 di GA.FI. "Ci possiamo ritenere soddisfatti dei risultati conseguiti dal nostro Confidi nel 2024. Infatti, prevediamo di chiudere l’anno con un incremento dell’attività di oltre l’80% rispetto al 2023. Su questo risultato ha inciso anche il ritorno a minori coperture da parte del Fondo di Garanzia per le pmi che, dopo la fase emergenziale, ha valorizzato il nostro ruolo di garanti qualificati e quindi ha permesso una più diffusa allocazione del credito alle piccole e medie imprese da noi assistite. La riforma del Fondo di Garanzia, in atto dal 2025, dovrebbe prevedere ulteriori riduzioni di garanzia pubblica offrendo – di fatto - nuove opportunità ai Confidi per la loro attività core", rimarca.  "Il 2024 -aggiunge ancora- è stato per GA.FI. un anno importante, nel corso del quale abbiamo capitalizzato il grande sforzo di riqualificazione professionale e di specializzazione consulenziale fatto nel 2023, mettendo a disposizione delle pmi una struttura, in particolare quella commerciale, con una adeguata dimestichezza con i nuovi strumenti di finanziamento e con i servizi innovativi proposti alle aziende. Non solo garanzie, dunque, ma anche: finanziamenti diretti, fideiussioni, servizi e consulenza finanziaria, finanza agevolata, fintech e piattaforme digitali, cybersecurity, analisi della centrale rischi, valutazione dimensionale del fondo centrale di garanzia, valutazione del rating esg, business plan, informazione periodica, formazione finanziaria, e molto altro ancora", continua.  E nella manovra economica del governo "apprezziamo, ritenendolo un valore da preservare, l’attenzione posta sui conti pubblici, in coerenza con un quadro di politica fiscale volto a centrare gli obiettivi fissati dal recente Piano Strutturale di Bilancio. Il punto è che nella Manovra manca il sostegno agli investimenti e alle imprese che li realizzano. In quest’ottica, i soli interventi degni di nota sono quelli di proroga e rifinanziamento del credito d’imposta per gli investimenti nella Zes Unica, cui si affiancano il rinnovo del credito d’imposta per la quotazione delle pmi e il rifinanziamento della 'Nuova Sabatini'", sottolinea Izzo.  "Questa Finanziaria -continua Izzo- necessita di essere rafforzata soprattutto sul versante dell’accesso al credito. Si tratta di un ambito connesso a quello degli investimenti e il cui andamento, negli ultimi anni, è stato penalizzato per via degli alti tassi d’interesse".  E per Izzo "a prescindere dalla Finanziaria, negli ultimi tempi abbiamo ricevuto alcuni segnali positivi dalla politica e dalle istituzioni con crescente attenzione al ruolo che possiamo svolgere in questo delicato momento, in qualità di soggetto garante. Ciononostante, l’azione dei Confidi rimane fortemente limitata da una Legge Quadro che risale al 2003, diventata nel tempo anacronistica e che necessita di un processo di modernizzazione non più procrastinabile, affinché si possano cogliere le nuove opportunità del mercato e rendere i Confidi sempre più vicini alle imprese e alle loro esigenze", sottolinea.  "Una proposta legislativa di autoriforma -ricorda Izzo- è stata attentamente elaborata da Assoconfidi e Fedart Fidi e presentata alle istituzioni competenti. La nuova proposta consentirebbe di rendere il sistema dei Confidi ancora più dinamico e professionale perseguendo un principio di sostenibilità e individuando soluzioni per un sistema più unitario che non rinuncia ai propri principi fondanti: mutualità e assenza di scopo di lucro".  "Oggi, quindi, più che mai è giunto il tempo delle scelte. Le imprese hanno bisogno di decisioni rapide per affrontare le sfide del futuro e i Confidi sono pronti a fare la propria parte in un contesto normativo rinnovato e moderno", aggiunge ancora.  In conclusione Izzo ribadisce il ruolo centrale dei Confidi a sostegno delle pmi. "E' bene ricordare -spiega- che i Confidi sono stati determinanti sia in periodi di crisi che nelle successive fasi di ripresa e crescita, assicurando la continuità di accesso al credito altrimenti difficilmente ottenibile, soprattutto per le imprese più piccole. Poi in uno scenario in cui i prestiti sono progressivamente diminuiti, in conseguenza dell’aumento dei tassi, ed il numero degli sportelli bancari si è ridotto di oltre un terzo negli ultimi quindici anni, i Confidi si configurano sempre più come soggetti affidabili e presenti per un credito di prossimità".  "Sono gestori di risorse pubbliche destinate al fenomeno di prevenzione dell’usura e hanno rafforzato il proprio posizionamento affianco alle micro e piccole imprese con continua consulenza e formazione destinata ad accrescere la cultura finanziaria e d’Impresa per evitare di incorrere in situazioni di difficoltà economica ed assicurando loro servizi consulenziali per una migliore gestione delle risorse disponibili e delle proposte di mercato", conclude.  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Tecnocasa, in ripresa mercato immobili industriali e commerciali, effetto Giubileo nella capitale

(Adnkronos) - "Il segmento degli immobili per l’impresa si inserisce in un quadro economico in leggera ripresa. La crescita del Pil per fine anno è attesa intorno a +0,8%. In questo contesto la nostra rete ci restituisce un mercato comunque caratterizzato da una buona domanda che interessa capannoni, negozi e uffici". Così Fabiana Megliola, responsabile ufficio studi Gruppo Tecnocasa, in occasione della conferenza stampa 'Immobili per l'impresa'. Crescono i prezzi e i canoni di locazione dei capannoni nella prima parte del 2024. La motivazione è una carenza di offerta, soprattutto di nuova costruzione. In particolare, le aziende della logistica sono alla ricerca di immobili efficienti, meglio se certificati. Sempre più, infatti, le nuove costruzioni sono sostenibili, edificate secondo criteri di efficienza energetica e con il minor impatto possibile sul territorio. L’aumento dei costi di costruzione ha però rallentato le operazioni di sviluppo destinate alla locazione e, per questo motivo, le aziende quando possono acquistano il terreno e commissionano la costruzione dell’immobile. Per chi opera nella logistica è fondamentale la vicinanza a importanti arterie di collegamento ma, anche in questa prima parte del 2024, si conferma la saturazione delle location prime che spinge le aziende a spostarsi nelle posizioni secondarie.  Occorre sempre ricordare che ci sono comuni che hanno previsto nei propri piani regolatori un limite all’insediamento di strutture logistiche nel loro territorio. Il Veneto, la Lombardia e l’Emilia-Romagna, sono tra le principali regioni italiane interessate da sviluppi e progetti a vocazione logistica, anche alla luce della presenza di importanti arterie di collegamento. Nella prima parte del 2024 si sono registrate difficoltà per alcune realtà del settore fashion, automotive e con relazioni commerciali con la Germania e, in alcune aree, si è segnalato un rallentamento dello sviluppo di piani industriali a causa del difficile reperimento di manodopera specializzata. Cresce la ricerca di spazi da destinare a data center e di terreni su cui installare impianti fotovoltaici. L’Agenzia delle Entrate conferma, nella prima parte del 2024, la crescita delle compravendite: +12,6% per i capannoni.  I dati del Gruppo Tecnocasa confermano che è aumentata la percentuale di chi acquista queste tipologie, passata da 28,3% della prima parte del 2023 a 35,4% dello stesso periodo del 2024, grazie alla possibilità di acquistare a prezzi più bassi vista la diminuzione che si è avuta negli ultimi 10 anni: -10,5% per le tipologie usate e 7,6% per quelle di nuova costruzione. Tra le motivazioni dell’acquisto prevale lo stoccaggio merce ma c’è un buon 10,3% che ha interessato aziende di produzione. Sul versante della locazione la finalità di stoccaggio merci arriva al 64,8%; I canoni di locazione invece negli ultimi dieci anni sono aumentati del 15,6% per le tipologie usate e del 6,7% per quelli di nuova costruzione. I tagli più acquistati e locati hanno una metratura inferiore a 500 mq.  Nelle grandi città continua la ricerca di capannoni finalizzata al cambio d’uso in residenziale, laddove ci siano le condizioni per farlo. Quasi sempre si tratta di strutture industriali obsolete, posizionate all’interno di aree in cui si segnala un forte recupero del segmento residenziale. Le città più attive in questo senso sono Milano e Torino, anche se questo mercato fa sempre più i conti con l’aumento degli oneri di costruzione e di conversione. Anche il segmento del retail evidenzia una ripresa dal lato delle compravendite, sono infatti in crescita nella prima parte del 2024 secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate: +6,0% rispetto allo stesso periodo del 2023. Anche i dati diffusi dalle agenzie del Gruppo Tecnocasa forniscono indicazioni in tal senso, evidenziando però un calo della componente per investimento che pasa da 50,5% a 44,2% restando comunque la motivazione principale resa possibile dal ribasso dei prezzi avvenuto negli ultimi dieci anni: -25% per le soluzioni in via di passaggio e -28,7% per quelle in via non di passaggio. Tiene bene il retail nelle vie di pregio, nelle top location e di alto passaggio delle metropoli, soprattutto se interessate da importanti flussi turistici. Questi ultimi, danno una spinta soprattutto alla ristorazione che è sempre alla ricerca di immobili dotati di canna fumaria e di dehor esterno.  Si conferma la richiesta di immobili di qualità da poter pubblicare sui social per aumentarne l’attrattività. Sul versante della locazione, (il 74,9% dei contratti stipulati dalle agenzie del Gruppo Tecnocasa), è in deciso aumento la ricerca di spazi da destinare alla cura della persona, passata da 14,9% a 23,4%. Cresce anche la ristorazione che passa da 9,8% a 11%. Il 15,3% dei negozi è affittato per realizzare studi professionali. Questi ultimi, quasi sempre, si insediano su strade di basso transito scelte anche da chi avvia start up oppure recupera visibilità sui social. La maggioranza dei negozi locati o compravenduti è inferiore a 100 mq. Nelle vie di alto passaggio si paga sempre la key money essendoci bassa vacancy.  Si segnalano difficoltà per i negozi di vicinato che, dopo il boom del periodo della pandemia, stanno facendo i conti con l’aumento dei canoni di locazione, con la concorrenza dell’e-commerce e dei centri commerciali. Rallenta lo sviluppo di supermercati di vicinato. I canoni di locazione sono comunque diminuiti negli ultimi dieci anni: -19% per le posizioni in via di passaggio e -18,4% per quelle in via non di passaggio. Il mercato degli uffici continua a dare segnali di miglioramento. Cresce la richiesta di spazi in affitto alla luce della riorganizzazione di numerose aziende e alla rimodulazione dello smart working. Resta prioritario per le aziende il benessere dei lavoratori. Si cercano soprattutto tagli inferiori a 100 mq. I potenziali inquilini sono sempre molto attenti al contenimento delle spese di gestione, ragione per cui prediligono le soluzioni all’interno di centri direzionali efficienti e di ultima generazione. In alternativa si cercano uffici usati ma in buono stato, luminosi e con impianti a norma. Piacciono sempre le zone più esterne, facilmente raggiungibili, dotate di parcheggi o servite da metropolitana o altri mezzi di trasporto. Le location centrali delle metropoli sono scelte per insediare uffici di rappresentanza. Resistono in alcune città gli studi associati mentre sembra esserci un ridimensionamento del fenomeno del co - working. Il ribasso dei prezzi, avvenuto negli anni scorsi, sta portando i professionisti a valutare l’acquisto dell’immobile. Infatti, negli ultimi dieci anni gli uffici hanno perso il 21,3% del loro valore (nuovo) e il 22,8% se usati. I dati dell’Agenzia delle Entrate segnano +6,5% di incremento di compravendite. Si consolida l’interesse per gli uffici obsoleti e inseriti in contesti residenziali, al fine di sottoporli a cambio di destinazione d’uso in abitativo. Sono interessate al fenomeno soprattutto le grandi metropoli dove il mercato residenziale è in decisa ripresa anche se gli investitori devono fare i conti con regolamenti urbanistici sempre più severi. Questo fenomeno, negli anni, ha portato anche a una riduzione dell’offerta di uffici con cui adesso la domanda deve fare i conti. Anche gli affitti sono diminuiti nell’ultimo decennio: -9,2% per le soluzioni usate e 10,2% per quelle di nuova costruzione che però iniziano a segnalare un recupero.  L’andamento dell’economia italiana potrà incidere sul segmento degli immobili per l’impresa. Dovrebbe resistere il segmento dei capannoni, in particolare per quello logistico di cui c’è ancora carenza di offerta. Sui negozi ci aspettiamo una tenuta sulle vie di lato passaggio e nelle top location. Una maggiore difficoltà è attesa nelle aree non soggette ad alto passaggio e per i negozi di vicinato. Sul direzionale alla luce del forte interesse per la tematica Esg ci attendiamo un calo dei valori nelle strutture più obsolete e una valorizzazione di quelle di nuova generazione”. Il Giubileo cambia il volto immobiliare commerciale della capitale; infatti l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa rileva un’intensa la ricerca di negozi nel quartiere Prati in attesa del Giubileo, in particolare a Prati-Borgo, in via della Conciliazione. Si cercano piccoli spazi per aprire prevalentemente ristoranti, nonostante la contingentazione delle licenze, e locker per bagagli. In questa zona si affitta a 1920 euro al mq annuo. Sempre molto apprezzata via Cola di Rienzo, dove nel tratto più interessante, a ridosso di piazza Risorgimento si affitta a 2400 euro al mq annuo. Cercano prevalentemente attività di vendita al dettaglio di abbigliamento, accessori. I canoni di locazione verso piazza Libertà oscillano da 840 euro fino a 1200 euro al mq annuo.  Nei quartieri Tuscolana e Tiburtina buona la domanda di chi avvia attività di servizi. Le vie di maggior passaggio sono via Tuscolana, viale San Giovanni Bosco e via dei Consoli nel quartiere Tuscolano. Qui si toccano i valori più elevati che arrivano a 1200 euro al mq annuo e si insediano i brand più importanti. Via Tiburtina è un’altra importante arteria, molto richiesta con presenza di metrature molto ampie.  I professionisti delle agenzie Tecnocasa e Tecnorete Immobili per l’impresa hanno notato nell’anno in corso una discreta fiducia degli imprenditori che hanno optato per l’acquisto di immobili strumentali, dove hanno concentrato l’attività; spesso si tratta dello stesso in cui già operano. A Ostiense, in particolare nella zona di Porto Fluviale, tiene la ristorazione e sono in aumento le richieste di spazi per aprire attività di questo tipo che non riescono a insediarsi nelle zone più centrali dove c’è il contingentamento delle licenze.  A Magliana e Marconi tiene sempre il food e si segnala una ripresa di ricerca di spazi da parte di franchising del settore arredamento/casa. Le vie di maggior passaggio sono via della Magliana, viale Marconi e viale dei Colli Portuensi. Il tratto più richiesto è viale Marconi fino a Lungotevere degli Inventori dove un locale commerciale si loca a 480 euro al mq annuo. I prezzi sono di 7000 euro al mq. A sud della città continua ad esserci interesse da parte di sviluppatori di supermercati per la ricerca di spazi oltre i 200 mq.  Nel quartiere Nomentano-Ionio il mercato dei locali commerciali evidenzia una buona domanda di soluzioni in affitto. Su corso Trieste, viale Libia, viale Eritrea si ricercano spazi di piccole medie dimensioni (non oltre 100 mq) per insediare attività legate al food, servizi alle persone (come centri estetici) e alle imprese. Negli ultimi tempi si segnala una ricerca di spazi in vie non di transito da parte di imprenditori immigrati che avviano attività artigianali. Per quanto riguarda gli immobili industriali, in particolare i capannoni, in provincia abbiamo notato una sofferenza dal lato dell’offerta, soprattutto nel polo industriale di Santa Palomba. C’è carenza di tagli compresi tra 800 e 1500 metri quadrati. La richiesta di aziende nel settore della logistica rimane molto vivace e cresce la domanda da parte delle imprese che operano nel settore delle energie rinnovabili e delle aziende di nicchia. A Pomezia, a fine anno, su un terreno industriale di circa 97 mila metri quadrati, sarà operativo un nuovo polo logistico di circa 26.000 metri quadrati. Sorgerà in un’area strategica per il territorio di Roma. Sarà certificato 'Breeam very good' grazie a un impianto fotovoltaico da 2,8 MW. Le aree verdi progettate, oltre a contribuire al miglioramento della biodiversità locale, potranno essere godute anche dalle persone che vi lavorano.  Il mercato immobiliare per l’impresa a Milano città, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa resa nota oggi in occasione della conferenza stampa 'Immobili per l'impresa', segna sia per la vendita che per la locazione un trend positivo. Il comparto il più interessante mercato per volumi è quello dei negozi, che vede incrementi di valore rispetto alle rilevazioni dello scorso anno pari al 4 al 5,5% per vie di passaggio e non; stessa tendenza i canoni di locazione che mostrano un aumento per le posizioni più centrali. I negozi insieme ai laboratori sommano circa il 50% delle compravendite in città.  La ristorazione e la somministrazione prevalgono nelle richieste delle zone centrali di Milano. I Navigli sono sempre più frequentati da turisti e la rete non segnala negozi vuoti, stessa tendenza nella zona di Porta Ticinese che conta anche la richiesta di negozi di abbigliamento. In crescita anche il quartiere di Porta Romana che si sta affermando come alternativa, frequentata più dai milanesi, alla più gettonata zona navigli pervasa da turisti. Vantaggio legato alle presenze di due importanti università. Spicca anche via Orti, una traversa di Porta Romana dove si sono insediati numerosi ristoranti. A Porta Ticinese si vende a 8500-6000 al mq, mentre si scende a 5000 nella zona di Porta Romana. Su via Torino continua l’interesse per la ristorazione, anche da asporto e la ricerca di spazi da parte di brand di abbigliamento giovane. Prezzi da 6500 a 14500 euro al mq, canoni da 550 a 1400 euro al mq annuo. Esiste un discreto turnover soprattutto nel tratto di via Carrobbio. Chi opera nella ristorazione è sempre alla ricerca di locali 'd’appeal' per pubblicarli sui social.  Il mercato leggermente più periferico di Dergano si qualifica sempre la ristorazione ma anche per attività di servizi persona e, in alcune vie, sta prevalendo la presenza di attività artigianali. La Bovisa, con la spinta dell’università del politecnico, trascina un mercato a prezzi più competitivi per la ristorazione e i volumi sono ottimi. Nella zona sud-orientale si cercano prevalentemente negozi da acquistare per la buona redditività, chi apre un’attività commerciale si orienta nelle aree di forte passaggio pedonale e veicolare come viale Corsica, viale Montenero, corso di Porta Romana e corso Lodi. L’area ovest si conferma la zona più apprezzata su molte vie come corso Vercelli via Belfiore difficilmente si liberano posizioni, mentre nella zona di via Marghera, Ravizza e Sanzio si segnala più turnover. Sull’acquisto la zona ovest la fa da padrona con prezzi al metro quadrato attorno ai 10.000 euro al mq.  Stessa logica segue il mercato delle locazioni con valori massimi di 700/1200 euro al mq per la zona ovest nelle vie più belle (via Vercelli, via Belfiore), 700 euro mq l’anno nelle zone più turistiche (come Ticinese) e 600 al mq nella zona di Porta Romana. Occorrerà capire le future tendenze in alcune zone, un provvedimento di salvaguardia ha definito una nuova disciplina per le attività di somministrazione di alimenti e bevande nonché la vendita di prodotti alimentari, l’obiettivo sembrerebbe mirare alla minor concentrazione di molteplici esercizi commerciali della cosiddetta movida dove l’afflusso di avventori risulta particolarmente intenso. Quello degli uffici è l’altro segmento immobiliare che trascina il mercato con circa il 25%. Milano si attesta in prima posizione tra le città d’Italia in termini percentuali, frutto anche di un crescente avanzamento del settore terziario. Da rimarcare che Milano e la sede dove si concentrano numerosi interventi di nuova costruzione che ospiteranno le sedi di importanti aziende. Edifici tutti caratterizzati da un’alta attenzione alla sostenibilità ambientale ed energetica, alla riorganizzazione di spazi in modo tale da facilitare le interazioni tra chi li vive. Vivace anche la domanda di professionisti della finanza e di studi legali alla ricerca di soluzioni di rappresentanza. Prediligono le posizioni presso la metropolitana.  “Il Gruppo Tecnocasa - afferma Emanuele Leggieri, responsabile Rete immobili per l’Impresa - ha da sempre l’obiettivo di offrire al cliente un servizio efficiente e completo, anche quando si tratta di immobili non residenziali. E lo fa mettendo in campo competenze qualificate e un modello organizzativo con una rete, unica in Italia, specializzata esclusivamente nel settore immobili per l’impresa con professionisti dedicati solo alla gestione di soluzioni industriali e commerciali. Ad oggi sono 138 le agenzie affiliate a marchio Tecnocasa e Tecnorete Immobili per l’Impresa, distribuite sul territorio nazionale, per un totale di circa 590 operatori attivi tra collaboratori, affiliati, coordinatrici e responsabili. Il dato segna una crescita del 13% rispetto al 2023 e prevediamo una crescita graduale e sostenibile della rete. Per il 2025 sono previste circa 20 nuove aperture. Questo nostro comparto si rivolge al mondo dell’imprenditoria offrendo consulenza per acquisto, vendita, locazione e valorizzazione di immobili ad uso terziario, industriale e commerciale. Abbiamo chiaro quanto sia importante per un’azienda trovare il giusto immobile, individuare la corretta collocazione per la propria attività e capire quali spazi lavorativi siano funzionali al business, all’efficienza e anche al benessere delle persone che ne fanno parte. Vogliamo contribuire così alla crescita delle aziende supportando gli imprenditori, piccoli o grandi che siano, ascoltando le loro esigenze e rispondendo a tutte le necessità inerenti alla definizione dell’immobile, negozio, ufficio o capannone in cui si insedieranno. Avere un partner solido come Tecnocasa che conosce in maniera approfondita il territorio e che è in grado di guidare il management o la proprietà nella scelta della location, permette di risparmiare tempo e di gestire al meglio l’intero patrimonio immobiliare”.     ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Eventi meteo estremi, dati sempre più accurati per le previsioni grazie a Meteosat-12

(Adnkronos) - Dati per la previsione di eventi meteorologici estremi grazie ad osservazioni sull'Europa ogni due minuti e mezzo e sull'intero disco terrestre, che copre l'Europa e l'Africa, ogni 10 minuti, con una risoluzione molto elevata. Oggi, il primo dei satelliti Meteosat di terza generazione (Mtg) di Eumetsat è diventato pienamente operativo. Per celebrare l’occasione, l’Mtg-Imager 1 riceve anche un nuovo nome: Meteosat-12. I due strumenti principali a bordo di Meteosat-12, il Flexible Combined Imager (Fci) e il Lightning Imager (Li), svolgono un "ruolo cruciale - spiega Eumetsat, organizzazione europea per l’esercizio dei satelliti meteorologici - nel consentire ai servizi meteorologici di contribuire alla protezione delle vite umane e dei mezzi di sussistenza, fornendo dati accurati e ad alta risoluzione per la previsione di eventi meteorologici gravi".  I dati provenienti dagli strumenti di Meteosat-12 vengono ora diffusi ai servizi meteorologici nazionali e ad altri per uso operativo e si prevede che avranno un impatto significativo sulle previsioni meteorologiche e sulla comprensione del nostro clima. “Mtg è uno dei sistemi satellitari meteorologici più innovativi e complessi mai costruiti - ha dichiarato Phil Evans, direttore generale di Eumetsat - Abbiamo collaborato con i servizi meteorologici dei nostri Stati membri per garantire che possano sfruttare al meglio i dati, essenziali per affrontare una delle principali sfide: il rilevamento rapido e la previsione di condizioni meteorologiche avverse, in modo che i cittadini, le autorità civili e i primi soccorritori ricevano avvisi tempestivi. Quando l'intera costellazione di Mtg sarà operativa, sarà possibile, per la prima volta, osservare l'intero ciclo di vita di una tempesta convettiva, da prima che si formino le nubi fino al rilevamento dei fulmini". Più nel dettaglio, “i Flexible Combined Imagers - spiegano gli esperti di Eumetsat all’Adnkronos - consentiranno osservazioni sull'Europa ogni due minuti e mezzo e sull'intero disco ogni 10 minuti, con una risoluzione molto elevata. I dati in tempo quasi reale e ad alta risoluzione del Lightning Imager miglioreranno la pertinenza e l'utilità degli avvisi meteorologici ad alto impatto, soprattutto per i settori che si affidano molto alle previsioni del tempo, come l'aviazione, i trasporti in generale, l'energia, le assicurazioni, ecc… Questo grande aumento della quantità e della frequenza dei dati disponibili sarà fondamentale per migliorare l'accuratezza e la risoluzione dei modelli meteorologici numerici predittivi, in particolare a breve termine, dalle ore successive fino al giorno, che vengono utilizzati per anticipare le condizioni meteorologiche ed emettere avvisi. Si prevede che diventeranno più precisi e affidabili per gli utenti finali". Anche perché “il nowcasting, cioè la previsione fino a 6 ore, è ‘l'ultima linea di difesa’ per proteggere le vite e le proprietà dagli impatti più gravi degli eventi meteorologici, come fulmini, venti forti, precipitazioni intense e inondazioni improvvise, e grandine”. “L'Fci e il Lightning imager, più specificamente, sono destinati a migliorare il modo in cui possiamo rilevare e tracciare tempeste con conseguenze potenzialmente catastrofiche e mortali, e contribuire ad avviare allarmi e azioni di mitigazione. Eumetsat non ha il compito di prevedere eventi meteorologici estremi né di lanciare allarmi: queste sono responsabilità dei nostri Stati membri. Tuttavia, i dati del Mtg permetteranno loro di migliorare la risoluzione e la precisione dei loro modelli, guadagnando così tempo prezioso per lanciare prima gli allarmi”, concludono gli esperti.   L'uso efficiente e impattante di questi nuovi dati sarà fondamentale anche per il progetto Space for Early Warnings in Africa, finanziato dall'Ue e realizzato con la Commissione dell'Unione Africana. Oggi il Consiglio ha approvato il coinvolgimento di Eumetsat attraverso un accordo con la Commissione europea. "A partire dal gennaio 2025, il progetto migliorerà la capacità africana di accedere ai dati di osservazione della Terra e di elaborarli, rafforzando i sistemi di allerta precoce e la resilienza ai fenomeni meteorologici gravi", spiega Eumetsat.  Oltre all'Fci e al Li, Meteosat-12 trasporta anche il Data Collection and Retransmission Service (Dcs) e il transponder Geostationary Search and Rescue Relay (Geosar). Il Dcs acquisisce osservazioni e dati ambientali da piattaforme meteorologiche terrestri nel suo campo visivo e li trasmette al segmento terrestre Mtg. Il transponder Geosar acquisisce i segnali dei radiofari di soccorso nel suo campo visivo e li trasmette ai servizi di soccorso. Un'anomalia significativa in un modulo del Flexible Combined Imager ha fatto sì che la sua fase di messa in servizio sia durata più a lungo del previsto quando il veicolo spaziale è stato lanciato a metà dicembre 2022. “Un enorme impegno, dedizione e ingegnosità sono stati necessari per superare l'anomalia mentre il satellite si trovava già in orbita a 36mila km sopra la Terra", ha spiegato Evans. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Tumori, contro melanoma il virus dell'herpes modificato funziona: lo studio

(Adnkronos) -
L’iniezione nel melanoma di un virus dell’herpes simplex geneticamente modificato è in grado di eliminare le cellule cancerose sia direttamente, ma anche indirettamente rilasciando molecole che stimolano l’attività del sistema immunitario. È questo il meccanismo d'azione di Rp1, immunoterapia a base dei cosiddetti ‘virus oncolitici’ che, in combinazione con un farmaco immunoterapico (nivolumab), può ridare speranza a un terzo dei pazienti con una forma avanzata di melanoma e che non rispondono più all’immunoterapia standard. I risultati dello studio clinico di fase 2 Ignyte su questa cura hanno portato la Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia americana che regolamenta i farmaci, a designare il trattamento come Breakthrough Therapy per il trattamento di pazienti adulti con melanoma avanzato precedentemente trattati con immunoterapia.  Una denominazione che ha l'obiettivo di accelerare lo sviluppo e la revisione di terapie per malattie gravi quando le prove cliniche preliminari indicano che queste possono fornire un miglioramento sostanziale rispetto a quelle esistenti. A presentare, per la prima volta in Italia, questa nuova frontiera dell'immunoterapia sono gli specialisti riuniti da oggi a Napoli, in occasione della XV edizione del Melanoma Bridge e della X edizione dell’Immunotherapy Bridge. "Sebbene le opzioni di trattamento per il melanoma avanzato siano migliorate, molti pazienti non traggono alcun beneficio dalle terapie attualmente approvate", spiega Paolo A. Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e del convegno, anche direttore dell’Unità di oncologia Melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative dell'Istituto Pascale di Napoli.  "In particolare, alcuni pazienti trattati con immunoterapia anti-Pd1 non rispondono dall'inizio a questa immunoterapia e altri rispondono inizialmente e poi sviluppano una resistenza. Per questi pazienti sono disponibili opzioni di trattamento limitate e questo rappresenta un chiaro bisogno medico insoddisfatto per i pazienti, a cui la terapia a base di virus oncolitici come Rp1 potrebbe rispondere".  I virus oncolitici sono una forma di immunoterapia che utilizza virus per infettare e distruggere le cellule tumorali. Rp1, prodotto da un’azienda farmaceutica americana, la Replimune, è un trattamento che si basa su un ceppo del virus herpes simplex progettato e geneticamente ‘armato’ con due molecole (Galv-Gp R e Gm-Csf) che puntano a massimizzare la capacità di eliminare il tumore, l’immunogenicità della morte delle cellule tumorali e l’attivazione di una risposta immunitaria antitumorale sistemica.  "Nello studio Ignyte – prosegue Ascierto – la combinazione di Rp1 a nivolumab ha prodotto risposte durature e clinicamente significative con un profilo di sicurezza gestibile nei pazienti con melanoma avanzato che erano progrediti durante la precedente terapia anti-Pd-1".  Dei 140 pazienti coinvolti, infatti, i ricercatori hanno registrato un tasso di risposta globale superiore al 30% e un tasso di risposta completa del 15%. "Le attuali evidenze dimostrano che RP1 e nivolumab rappresentano una combinazione promettente che produce risposte oggettive in un terzo dei pazienti, con risposte durature, pari a quasi due anni. I dati indicano che si tratta di un trattamento sicuro e che la sopravvivenza è molto promettente. Tutto questo è stato considerato sufficientemente incoraggiante per avviare uno studio di fase 3, Ignyte-3: attualmente è in corso il reclutamento con l'obiettivo di valutare ulteriormente la combinazione di RP1 con nivolumab in pazienti con melanoma avanzato che è progredito dopo le terapia con anti–Pd-1 e anti–Ctla-4", conclude Ascierto. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Cni: "Ingegneri disponibili per stesura casi studio su contratto Partenariato pubblico privato"

(Adnkronos) - "Il Ministero dell’economia e delle finanze (Ragioneria generale dello Stato), Anac ed Enea hanno presentato il contratto-tipo in partenariato pubblico privato Epc (energy performance contracts), una guida per la Pubblica amministrazione impegnata a realizzare interventi di efficientamento energetico dei propri edifici. All’incontro, in rappresentanza del Consiglio nazionale degli ingegneri, ha partecipato la consigliera Ippolita Chiarolini, delegata all’ingegneria economica e al Ppp (Partenariato pubblico privato)". E' quanto si legge in una nota del Consiglio nazionale degli ingegneri. Nel corso del confronto la Chiarolini è stata invitata ad esprimere il parere del Consiglio nazionale sull’articolo 193 del codice che vede un allungamento dei tempi e, stante la dovuta e opportuna volontà di favorire la concorrenza leale tra gli operatori, rischia di disincentivare le proposte: “La documentazione elaborata dal promotore - ha detto - viene resa disponibile ad altri proponenti fornendo un vantaggio competitivo, ma senza riconoscerne allo stesso un valore. In questo modo si rischia di disincentivare l’elaborazione delle proposte. Siamo certi che si possa trovare una giusta soluzione procedurale”. “Far crescere la cultura del Ppp, in tutte le sue forme, non soltanto il project financing o finanza di progetto - ha aggiunto la Chiarolini - consentirebbe di disporre di uno strumento efficace per la realizzazione di opere pubbliche”. In questo senso, il Consiglio nazionale si è reso disponibile per la stesura di ‘casi studio’. Al contratto tipo, non obbligatorio, che rappresenta un importante riferimento, si potrebbe aggiungere uno schema di Pef tipo, proprio al fine di agevolarne la comparabilità. "In coerenza con il nuovo Codice degli appalti e le indicazioni di Eurostat sulla contabilizzazione degli investimenti in Epc - ricorda - il contratto-tipo di prestazione energetica costituirà un utile supporto per le amministrazioni pubbliche nella predisposizione di contratti di efficientamento energetico secondo lo schema del partenariato pubblico privato". "Per la redazione del contratto-tipo - - precisa il Cni - ci si è avvalsi del contributo determinante di un tavolo interistituzionale, coordinato dal dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, a cui hanno preso parte, oltre ad Anac ed Enea, anche il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipe), Istat, Corte dei conti, Agenzia per la coesione territoriale, Fondazione Ifel e Università Bocconi. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Energia, Federmanager: Energy transition manager figura chiave per transizione 'giusta'

(Adnkronos) - Il settore industriale è alle prese con una profonda trasformazione energetica che richiede competenze manageriali specifiche. Da qui, il progetto Federmanager di consolidare la classe ma­nageriale, attraverso attività di formazione specifica e certificazione, incentrata sulla figura di Energy transition manager - Etm. "Al di là di mode e vincoli incombenti, la strada verso la sostenibilità e verso una transizione energetica giusta richiede un approccio pragmatico e neutrale rispetto alle diverse tecnologie che concorreranno alla decarbonizzazione", spiega Valter Quercioli, presidente di Federmanager, aprendo i lavori di presentazione a Roma del Rapporto realizzato da Federmanager e Aiee (Associazione italiana economisti dell’energia), dal titolo 'Riflessioni sul Piano nazionale integrato energia clima 2024'. "Come Federmanager, stiamo lavorando alla formazione e alla certificazione di quelle competenze manageriali innovative che oggi il mercato richiede e che possono costituire la chiave per l’attuazione degli scenari descritti nel Pniec. È importante - aggiunge il presidente Federmanager - che le imprese, in particolare le pmi, così come la Pubblica amministrazione, si dotino di figure qualificate come quella dell’Energy transition manager, per guidare la transizione nei settori industriali".  Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha indirizzato un messaggio scritto all’evento di oggi, sottolineando che "il Pniec è infatti uno strumento di fondamentale importanza per il nostro Paese e per lo sviluppo sostenibile del nostro sistema produttivo. Viviamo in un'epoca di grandi trasformazioni, dal clima agli equilibri geopolitici - prosegue il Ministro nella nota - e la necessità di garantire sicurezza e indipendenza energetica, tutela della biodiversità e misure di adattamento e contrasto ai cambiamenti climatici ci impone di investire non soltanto su nuove professionalità, ma soprattutto sull’adeguamento costante delle competenze e delle conoscenze dei protagonisti della nostra industria. Per questo, sono fermamente convinto che il contributo dei manager e delle alte professionalità che voi rappresentate sia cruciale per individuare strategie e collaborazioni efficaci". Il Rapporto 'Riflessioni sul Pniec 2024' presentato oggi dal Consigliere Aiee, Carlo Di Primio, evidenzia dati e politiche energetiche favorendo soluzioni attuabili. A partire da un’attenzione alla crescita del contributo delle rinnovabili che - nota il Rapporto - non potrà prescindere dallo sviluppo di una rete elettrica affidabile e capace di accogliere la nuova produzione. Altre istanze strategiche riguardano il tema della riassegnazione delle concessioni dei grandi impianti idroelettrici e la semplificazione del permitting per accelerare la creazione di nuovi impianti di energia rinnovabile. Con l’obiettivo di sburocratizzare al massimo le procedure mantenendo comunque grande attenzione sotto il duplice profilo, della sicurezza e della legalità. Infine, spazio anche all’opzione nucleare, con un’apertura decisa della Federazione a offrire un contributo di competenze per lo sviluppo del Programma nazionale per il nucleare sostenibile. "Per determinare impatti positivi sul Pil nazionale, servono investimenti consistenti e un quadro normativo che offra chiarezza. Occorre anche tutelare il settore rispetto alla concorrenza asimmetrica dei Paesi extra-Ue, salvaguardan­do la competitività del tessuto industriale nazionale e la sicurezza energetica", chiosa Quercioli.  Durante il convegno, a discutere dei contenuti del Rapporto, sono intervenuti gli onorevoli Luca Squeri e Marco Simiani, alcuni operatori del settore e delle istituzioni tra cui Modestino Colarusso, direttore generale Confindustria Energia, Massimo Sessa, presidente Consiglio superiore dei lavori pubblici presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Roberto Tatò, dirigente divisione iii energia e imprese, economia e tecnologie verde, economia del mare del ministero delle Imprese e del Made in Italy e Michele Vitiello, segretario generale World Energy Council - Italia. La visione dei manager è espressa dai contributi di Antonio Amato, coordinatore commissione oil & gas Federmanager, Gaetano Iaquaniello, componente commissione oil & gas Federmanager e Alberto Zanobini, coordinatore commissione sistema elettrico Federmanager, dirigenti di grande esperienza del settore che hanno collaborato alla stesura del Rapporto presentato oggi. Il direttore generale di Federmanager, Mario Cardoni, a chiusura dei lavori della giornata, ribadisce che "l’orizzonte che il Paese ha di fronte richiede un’ampia diversificazione delle fonti produttive. Non si deve quindi cedere ad approcci ideologici miopi, che non guardano ai progressi tecnologici registrati negli anni e rischiano così di minare la competitività del Paese, a svantaggio di cittadini e imprese".  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Taylor Swift domina le classifiche di Apple Music nel 2024

(Adnkronos) - Apple Music ha annunciato che Taylor Swift è l'artista più ascoltata del 2024, con "The Tortured Poets Department" che si aggiudica il titolo di album più streammato dell'anno. La notizia è stata accolta con entusiasmo dalla cantautrice, che ha condiviso la sua gioia con i fan tramite una storia su Instagram. Il successo di Swift non sorprende. Il suo undicesimo album in studio ha trascorso 15 settimane in cima alla classifica Billboard 200, trainato dal singolo di apertura "Fortnight" (con Post Malone), che ha dominato la Billboard Hot 100 per due settimane. "The Tortured Poets Department" si è classificato al 23° posto nella lista dei 100 migliori album del 2024 di Rolling Stone, ricevendo elogi per la sua fusione tra l'intimità di "Folklore" ed "Evermore" e il synth-pop di "Midnights".  Nonostante l'intenso anno, che l'ha vista impegnata nel tour mondiale di maggior incasso di tutti i tempi, Swift ha trovato il tempo di pubblicare "The Eras Tour Book" e "The Tortured Poets Department: The Anthology" in vinile e CD il 29 novembre. Questo nuovo riconoscimento di Apple Music si aggiunge al titolo di Artista dell'Anno che Swift aveva già ottenuto sia da Apple Music che da Spotify nel 2023. Quest'anno, il titolo di Apple Music è andato a Billie Eilish, per il suo terzo album "Hit Me Hard and Soft", uscito a maggio. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Fiat Professional, Ducato e Doblò leader nel mercato italiano

(Adnkronos) -
Fiat Professional conferma la sua leadership nel mercato dei veicoli commerciali. Con una quota di mercato che sfiora il 24%, sono oltre 43.000 le unità consegnate nei primi 11 mesi dell’anno.  Nel solo mese di novembre, Fiat Professional ha immatricolato oltre 3.500 veicoli commerciali. Un primato che le spetta anche nei veicoli commerciali elettrici con una quota superiore al 32%.  È il nuovo E-Ducato, veicolo commerciale elettrico interamente sviluppato in-house e prodotto anche nello stabilimento italiano di Atessa in Abruzzo, a detenere la leadership. Con una batteria di seconda generazione da 110 kWh, la sua autonomia è di 424 km nel ciclo WLTP.  Con una quota di mercato pari al 24,3%, nel segmento dei veicoli commerciali di grandi dimensioni, Fiat Ducato mantiene saldamente la prima posizione tra i mezzi più venduti.  Ottimo anche il riscontro di pubblico per il Doblò, con 11.386 unità consegnate da inizio anno nel segmento dei van compatti, è al primo posto. Secondo gradino del podio, in termini di vendite, per lo Scudo.  Grazie a una capillare rete di vendita e assistenza, Fiat Professional mantiene la leadership sul mercato italiano. La presenza anche di alimentazioni elettriche e batterie di seconda generazione, unitamente a un’offerta completa di servizi connessi, consente al Marchio di soddisfare le esigenze dei clienti. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)