La Cina contesta nuove misure Usa su controllo export semiconduttori
(Adnkronos) - La Cina ha espresso una netta opposizione alle recenti misure di controllo delle esportazioni di semiconduttori imposte dagli Stati Uniti, etichettandole come un esempio di coercizione economica e una pratica non conforme ai principi di mercato. Il Ministero del Commercio cinese, in una dichiarazione ufficiale, ha criticato duramente gli Stati Uniti per il loro approccio contraddittorio e l'abuso delle misure di controllo delle esportazioni, accusandoli di comportamenti di bullismo unilaterale. Le nuove regolamentazioni, secondo la Cina, sono un'estensione eccessiva del concetto di "sicurezza nazionale" da parte degli USA, che minacciano seriamente la stabilità delle catene industriali e di approvvigionamento globali. L'industria dei semiconduttori, estremamente globalizzata, subisce conseguenze negative a causa di questi interventi regolatori, che ostacolano gli scambi economici e commerciali normali tra le nazioni e compromettono le regole del mercato e l'ordine economico e commerciale internazionale. L'impatto di tali misure si estende oltre i confini cinesi, colpendo anche le aziende statunitensi del settore dei semiconduttori. Di fronte a queste circostanze, la Cina ha annunciato che adotterà le misure necessarie per difendere con determinazione i suoi diritti e interessi legittimi, rispondendo in modo risoluto alle azioni degli Stati Uniti. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Aids, infettivologi: "Confermato successo di terapia e prevenzione nella lotta all'Hiv"
(Adnkronos) - Nuovi successi della terapia antiretrovirale contro l’Hiv nella soppressione del virus e nella Profilassi Pre-Esposizione: questo è il messaggio che emerge dagli studi più recenti presentati al 23esimo congresso della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) a Napoli. Grazie a questi trattamenti, infatti, l’infezione da Hiv può essere cronicizzata garantendo sopravvivenza e qualità di vita sempre più simile alla popolazione generale. Inoltre, la regolare assunzione della terapia permette di rendere il virus non trasmissibile, come rilevato dall’evidenza scientifica U=U (Undetectable=Untransmittable). Gli sviluppi più recenti aprono ulteriori prospettive, con la possibilità di prevenzione a lungo termine e con una minore infiammazione del sistema immunitario. I risultati straordinari raggiunti con la terapia antiretrovirale permettono di valutare diverse possibilità terapeutiche in base alle caratteristiche del paziente. "Recentemente è emersa l’opportunità di individualizzare il trattamento con la terapia a due farmaci invece di tre, ma entrambe le strategie presentano vantaggi specifici, da valutare caso per caso – spiega Giovanni Di Perri, professore ordinario di Malattie infettive, università di Torino –. La terapia a tre farmaci bictegravir + emtricitabina + tenofovir alafenamide rappresenta il massimo punto di sviluppo di ogni categoria (emivita lunga, potenza intrinseca, forgiveness), con livelli di potenza e tollerabilità tali da affrontare anche una non perfetta adesione. Una mancata aderenza del 20%, ad esempio, che in passato poteva costare il fallimento terapeutico, oggi con questa terapia diventa sostenibile. Questi dati ci devono indurre a valutare i benefici della triplice terapia nella definizione di un trattamento individualizzato e preciso per la persona con Hiv". Come rilevano i dati Unaids- riporta una nota - circa il 76% delle 39 milioni di persone nel mondo che vivono con l'Hiv riceve la terapia antiretrovirale, e circa il 71% di esse ha il virus soppresso dalle terapie. Tuttavia, per frenare la diffusione dell’epidemia occorre ampliare queste percentuali. "Anzitutto, è necessario aumentare gli screening per far emergere il sommerso, favorire diagnosi precoci e avviare al trattamento chi si scopra infetto – sottolinea Massimo Andreoni, direttore scientifico Simit – Se le persone sono trattate con successo, infatti, non trasmettono più l’infezione. Inoltre, è possibile effettuare prevenzione nei soggetti non infetti ma ad alto rischio di contrarre l’infezione: non esiste un vaccino, ma è dimostrato che le terapie antiretrovirali sono estremamente efficaci nella Profilassi Pre-Esposizione (PrEP). Gli ultimi progressi della ricerca ci hanno consegnato un farmaco che si somministra ogni due mesi; nel prossimo futuro avremo un farmaco in grado di estendere la protezione fino a sei mesi". La terapia antiretrovirale da sola riesce a controllare molto bene la carica virale, ma non sempre riesce a intervenire del tutto sul recupero del sistema immunitario, mettendo le persone a rischio di patologie cardiovascolari, ossee, nefrologiche, che possono inficiare la durata e la qualità della vita. "Tra le terapie antiretrovirali più diffuse, quella con BIC/FTC/TAF ha dimostrato in vari trial clinici grande efficacia nel ridurre alcuni marcatori infiammatori e nel migliorare il funzionamento del sistema immunitario – spiega Giulia Marchetti, professore ordinario di Malattie infettive università di Milano, Ospedale San Paolo – Questo risultato rappresenta un grosso passo avanti nella somministrazione della terapia antiretrovirale, poiché queste molecole permettono alle persone con HIV, soprattutto quando iniziano la terapia precocemente con un sistema immunitario ancora robusto, di mantenere una buona qualità di vita e una sopravvivenza simile a quella della popolazione generale". Le novità in ambito di Hiv sono al centro del 23esimo congresso Simit, in corso a Napoli fino al 5 dicembre presso il Centro Congressi Stazione Marittima con oltre mille infettivologi presenti. Tra i vari temi: antibiotico resistenza e infezioni correlate all’assistenza, vaccinazioni nell’adulto e nel soggetto fragile, Covid-19 nell’immunodepresso, gestione del sommerso delle epatiti croniche, ruolo dei cambiamenti climatici nelle arbovirosi e nelle altre infezioni. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Spotify Wrapped 2024: Geolier domina gli streaming in Italia
(Adnkronos) - Spotify ha rilasciato Wrapped 2024, la tradizionale panoramica annuale che rivela le tendenze musicali e i contenuti più apprezzati dagli utenti della piattaforma. Con oltre 640 milioni di utenti in tutto il mondo, Wrapped offre uno spaccato significativo dei gusti e delle preferenze musicali globali. In Italia, il 2024 è stato dominato da Geolier, che si aggiudica il titolo di artista più ascoltato con oltre 1,2 miliardi di stream. Il rapper napoletano, reduce dal successo sanremese, si posiziona al primo posto anche con il brano "I p' me, tu p' te", seguito da "Come un tuono (feat. Guè)" di Rose Villain e "Tuta gold" di Mahmood. L'album "Dio lo sa" di Geolier si conferma il più ascoltato in Italia, seguito da "Icon" di Tony Effe e "Vera baddie" di Anna, che si afferma come l'album più ascoltato di un'artista italiana. A livello globale, Taylor Swift mantiene la corona di artista più ascoltata per il secondo anno consecutivo, con oltre 26 miliardi di stream. "The Tortured Poets Department: the Anthology" è l'album più ascoltato al mondo, seguito da "Hit Me Hard and Soft" di Billie Eilish e "Short n’ Sweet" di Sabrina Carpenter. Tuttavia, la canzone più ascoltata a livello globale è "Espresso" di Sabrina Carpenter, che si consacra come artista rivelazione dell'anno. Wrapped 2024 conferma il successo del rap italiano, con artisti come Lazza, Tedua e Kid Yugi ai vertici delle classifiche. A livello internazionale, i Maneskin si riconfermano gli artisti italiani più ascoltati all'estero per il terzo anno consecutivo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dall'app per predire le emicranie alla pillola contro l'eiaculazione precoce. I partecipanti all'incubatore Open Accelerator 2024
(Adnkronos) - Nuovi prodotti con proprietà antinfiammatorie e analgesiche, dispositivi contraccettivi intrauterini non ormonali di ultima generazione, un app che sfrutta l’intelligenza artificiale per il monitoraggio predittivo dei sintomi dell’emicrania, biomarcatori per la rilevazione dei rischi di parto prematuro e il controllo dei fenomeni di eiaculazione precoce. Sono queste le idee presentate all’edizione 2024 di Open Accelerator promosso da Zcube – Zambon Research Venture per sostenere l’innovazione nel settore delle scienze della vita. Una manifestazione che ha visto 185 candidature provenienti da 35 paesi differenti, dagli Stati Uniti a Israele. L’edizione di quest’anno di Open Accelerator ha chiamato a raccolta startup e idee imprenditoriali internazionali dedicate allo sviluppo di servizi e prodotti per il benessere e la salute delle donne. Un mercato in continua evoluzione e crescita a livello globale (il trattamento dei dieci problemi più comuni affrontati dalle donne è un mercato da 120 miliardi) in risposta a una maggiore attenzione verso i bisogni di salute insoddisfatti delle donne e alla valorizzazione dell’assistenza specifica per genere. Si stima che affrontare il divario sanitario che riguarda la salute femminile, attraverso un aumento della spesa pubblica e degli investimenti di mercato, potrebbe dare un impulso all’economia globale per un valore di 1 trilione di dollari all’anno entro il 2040, un aumento dell'1,7% del pil pro capite. Un traino decisivo potrebbe sicuramente arrivare dal mercato del femtech, alla frontiera tra tecnologia e cura delle malattie esclusivamente femminili, che nell’ultimo periodo sta vivendo una fase molto vivace della sua crescita. Il mercato globale, infatti, potrebbe arrivare a valere più di 65 miliardi di dollari entro il 2027. Cinque le startup che sono arrivate "in finale" e selezionate per questa edizione: Agorà Pharma, Intimo Medical, Kadence Bio, Rea Diagnostics e Wizermed. Agorà Pharma è una start-up italiana che sta sviluppando prodotti basati sul cbd (cannabidiolo) per combattere la vulvodinia e molti altri dolori intimi. Intimo Medical, società israeliana che sta sviluppando un contraccettivo intrauterino senza ormoni, strutturato per essere indolore e sicuro per l’utilizzo a lungo termine. Gli inglesi di Kadence Bio hanno invece presentato ai potenziali investitori una pillola che, sciolta sotto la lingua, contrasterebbe i fenomeni di eiaculazione precoce. Rea Diagnostics è al lavoro sul primo self test in grado di monitorare i rischi di una nascita prematura. Simile nelle modalità di utilizzo ad un test per il Covid, nel caso risultasse negativo non c'è da aspettarsi rischi per i successivi 7 giorni; se è positivo la futura madre è opportuno si rechi in ospedale. Wizermed sta invece sviluppando un algoritmo che aiuta le donne a predire e prevenire le emicranie, un problema che interessa 1 miliardo di persone in tutto il mondo, ma tre volte più spesso le donne rispetto agli uomini. Wizermed propone un’applicazione connessa ad uno smartwatch che può predire l’arrivo di un’emicrania grazie all'utilizzo dell'intelligenza artificiale. "Open Accelerator - ha detto il presidente di OpenZone, Andrea D'Alessandro - conferma il nostro impegno per creare un ecosistema aperto in cui innovazione, ricerca e imprenditorialità possano convergere". Un impegno continuo a supporto di progetti imprenditoriali che "non solo sviluppano tecnologie all’avanguardia, ma che contribuiscono concretamente anche a migliorare la qualità della vita di moltissime persone". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Mercedes, consegnata a Francesco la prima Papamobile elettrica
(Adnkronos) - Arriva in Vaticano la prima Papamobile completamente elettrica: ed è naturalmente una Mercedes: il marchio tedesco fornisce infatti auto alla Santa Sede da 94 anni e negli ultimi 45 anni il Papa si è mosso su esemplari personalizzati tutti basati sulla celebre Classe G. Oggi, in linea con la trasformazione del mercato automobilistico, anche la Papamobile si trasforma e diventa a zero emissioni. Un esemplare unico che Ola Källenius, CEO di Mercedes-Benz, e i membri del team coinvolti hanno consegnato personalmente a Papa Francesco, in Vaticano, guardando ai suoi spostamenti per il Giubileo del 2025. Il veicolo soddisfa i più elevati requisiti ed è stato sviluppato in stretta collaborazione con il Vaticano proprio per l'utilizzo del Papa. La sua trasmissione elettrica, adattata alle velocità particolarmente basse richieste per le apparizioni in pubblico, contribuisce alla realizzazione dell'enciclica ‘Laudato Si’’. In essa, Papa Francesco sostiene, infatti, la necessità di uno sviluppo sostenibile. In occasione della consegna Källenius ha ringraziato il pontefice "per la fiducia": "È un grande onore per la nostra azienda e con questa Papamobile lanciamo anche un chiaro appello alla mobilità elettrica e alla decarbonizzazione". La consegna del mezzo - al quale un team di specialisti di Roma (gestione), Graz (trasmissione) e Sindelfingen (carrozzeria e interni) e Roma (Italia) ha lavorato per circa un anno - è stata seguita da un'udienza privata con il Papa, che ha voluto in Vaticano anche i rappresentanti dei gruppi di lavoro. Il veicolo - verniciato ovviamente nel classico bianco perla - è basato sulla nuova G580 con tecnologia EQ adattata per sfruttare appieno i vantaggi della trazione integrale con quattro motori elettrici sulle singole ruote per lo scopo speciale dei viaggi lenti in occasione di manifestazioni pubbliche. Nella parte posteriore, il sedile a panchetta è stato sostituito da un sedile singolo, posizionato centralmente e regolabile in altezza che consente di muoversi in modo flessibile e di rivolgersi al pubblico da diverse angolazioni. Dietro il sedile centrale, sono stati integrati due sedili singoli a sinistra e a destra per ulteriori passeggeri. Il tetto è stato rimosso all'altezza del montante B e il montante B stesso è stato integrato nella parete laterale per creare un profilo inconfondibile. In caso di pioggia o condizioni meteorologiche avverse, un hardtop separato offre protezione agli occupanti. Il primo veicolo fornito da Mercedes a un pontefice per i suoi spostamenti fu una Nürburg 460 Pullman Saloon per Papa Pio XI nel 1930. Negli anni '60, Giovanni XXIII ricevette una 300 Landaulet con cambio automatico e passo allungato. Il suo successore Paolo VI utilizzò inizialmente una Landaulet 600 Pullman e successivamente una 300 SEL, anch'essa Landaulet. Negli anni '80, Giovanni Paolo II utilizzò il primo veicolo ufficialmente chiamato Papamobile per gli eventi in Piazza San Pietro, una Classe G serie 460 modificata. Dal 2002 ha utilizzato una G 500 serie 463, utilizzata anche dai suoi successori Benedetto XVI e Francesco. A volte sono state utilizzate anche auto appositamente progettate sulla base della Mercedes-Benz Classe M e della GLE. Dopo il ritiro dal servizio, alcune Papamobile sono state esposte in Vaticano e nel Museo Mercedes-Benz di Stoccarda. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sesso. Il ritocco sotto gli slip? Lui lo fa anche a 70 anni
(Adnkronos) - Non è mai troppo tardi per innamorarsi di nuovo. E non è mai troppo tardi, neanche superata la mezza età, per risolvere "un cruccio di gioventù e regalarsi" una 'seconda vita' più serena pure sotto le lenzuola. E' "in costante aumento" l'età degli uomini che sotto gli slip vorrebbero misure più generose. Parola di Alessandro Littara, medico chirurgo, andrologo e sessuologo, specialista in chirurgia plastico-estetica genitale maschile. "L'ultimo paziente che abbiamo operato qualche giorno fa, per esempio, aveva 73 anni", racconta all'Adnkronos Salute alla vigilia della presentazione - domani a Milano - del libro 'Questione di misure', scritto con la giornalista e scrittrice specializzata in campo medico-scientifico Minnie Luongo. "Circa il 60% dei nostri pazienti hanno tra i 30 e i 50 anni, ma c'è un buon 20% che va dai 50 ai 60 e un altro 10% che è sopra i 60", spiega l'esperto, pioniere del 'sex design' che ha all'attivo oltre 6mila procedure chirurgiche di allungamento e ingrossamento del pene ed è anche autore dello studio scientifico pubblicato con la più ampia casistica al mondo su questi interventi. La fetta rimanente, continua, è rappresentata da "ragazzi più giovani, dai 20 ai 30 anni". Ma guardando alla fascia d'età più avanzata, qual è la molla che spinge ad affrontare il ritocco intimo? "Tanti mi raccontano che hanno sempre vissuto con questo cruccio e che dopo tanto tempo vogliono risolverlo. In realtà, molte volte indagando si scopre anche che si sono ritrovati a rimettersi in gioco dopo la fine di un matrimonio o di una lunga relazione, o che in tarda età hanno cominciato una nuova storia, con una compagna talvolta più giovane. Così anche a 70 anni decidono di sottoporsi a procedure che prima si facevano magari a un'età più giovanile. A frenarli fino a quel momento può essere stato un senso di vergogna o l'aspetto economico, perché questi interventi non sono passati dal Ssn", se non in rari casi di misure patologiche. Del resto, riflette Littara, "viviamo nella società dell'immagine, gli uomini come le donne ci tengono sempre di più, nelle palestre si vedono fisici scolpiti, non pochi fanno trattamenti estetici di altra natura, e ovviamente anche le proporzioni" sotto gli slip "rappresentano fonte di vanto o di preoccupazione, perché magari con la palestra puoi modificare certe parti del tuo corpo, ma la dotazione sessuale rimane tale". L'esperto rileva dunque sia "un aumento degli uomini che chiedono queste procedure, e poi una maggiore attenzione alle proporzioni del proprio corpo".
L'identikit di chi si rivolge al 'sex design'
E' un mondo variegato quello degli uomini che si rivolgono al sex design. Il motore principale è un disagio che sperimentano. "Sembra un argomento futile quello delle dimensioni, se contano o meno, ma in realtà è qualcosa che affligge un certo numero di uomini", fa presente Littara. "Il 65% di chi chiede queste procedure - calcola - lo fa perché vive un disagio che può essere riferito sia al mostrarsi al partner sia alla cosiddetta 'sindrome dello spogliatoio'", che si riferisce a quel momento delicato, della doccia in palestra, quando ci si spoglia e, giocoforza, scatta il confronto con altri uomini. "Per un 25% il motivo è invece puramente estetico. Ci capitano uomini che non hanno francamente problemi ma magari hanno l'esempio della propria compagna che si è rifatta il seno e anche loro colgono lo spunto per aumentare la loro dotazione. E nella casistica abbiamo pure un 10% di pazienti, in aumento, che vengono nel nostro centro in coppia, in compagnia del partner, anche se la metà circa del totale è single". Infine, "c'è un 5% di persone reduci da interventi chirurgici che hanno avuto come effetto la riduzione delle dimensioni intime. Ci sono ad esempio malattie che provocano una placca o un incurvamento del pene e quando si va a correggere chirurgicamente il problema si perde un po' di lunghezza. E questo spesso è anche uno degli effetti collaterali dell'intervento alla prostata". Ma ci può essere anche la motivazione 'professionale': fra i pazienti capitano infatti "anche attori porno che, pur essendo dotati, lo fanno per una questione competitiva nei confronti dei colleghi". E' un tema delicato, in relazione al quale entrano in gioco diversi fattori e pesano false credenze e falsi miti, amplificati anche "dalla pornografia sempre più facilmente accessibile", ragiona lo specialista. "Mi è capitato tempo fa - racconta ancora Littara - che un giovane venisse in studio con la foto di un attore, per essere precisi non del volto ma delle sue parti intime, chiedendo un risultato uguale. Ecco questo è uno dei casi in cui il chirurgo deve dire no. Quando ci sono aspettative irrealistiche, l'esito non soddisferà mai e vale la pena di indirizzare il paziente verso un altro percorso, indirizzandolo verso un sessuologo ad esempio. Lo studio della motivazione è sempre importante. Poi va precisato che una misura in più può sempre aiutare. C'è un vecchio detto, verissimo, che dice che un centimetro in più" sotto gli slip "equivale a un km in più nella psiche". Insomma, "tutto si può migliorare, ma bisogna anche sapersi accettare". Pur non essendoci dati ufficiali sul numero esatto di interventi che si fanno ogni anno in Italia ("una stima attendibile potrebbe essere sui 1.500-2mila), "sappiamo però che i Paesi in cui si fanno più interventi di questo tipo sono proprio il nostro Paese e la Germania in Europa, e gli Stati Uniti nel mondo". Nel Belpaese le richieste arrivano un po' da tutto il territorio nazionale, ma soprattutto dal Sud ("e spesso dalla Campania, ho osservato", dice Littara). Per completare l'identikit, fra chi chiede il 'ritocco intimo' "c'è un 35% di impiegati e un 25% di liberi professionisti, come ingegneri, avvocati, e così via. Abbiamo anche manager (15%)". Quali sono le procedure del sex design? "C'è la falloplastica combinata (allungamento più ingrossamento), pari al 70% circa dei nostri interventi, che resta la scelta chirurgica incontrastata per chi desidera aumentare le misure del pene in modo duraturo", sottolinea Littara. Si tratta di una tecnica che permette un allungamento compreso tra 2,5 e 4 cm e un incremento della circonferenza tra il 20 e il 30%. Sempre più richiesto anche il penisfiller, trattamento ideato e brevettato proprio dall'andrologo: "Una metodica non chirurgica, a base di acido ialuronico - spiega - che offre risultati non permanenti ma di lunga durata (almeno 18-24 mesi) e consente un incremento medio della circonferenza del pene tra il 15 e il 30%. In alcuni casi questa scelta diventa un vantaggio perché la persona può verificare se il risultato piace e scegliere se rifare la procedura o no". E' davvero una questione di misure? Resta da affrontare però 'la domanda delle domande': quale dovrebbe essere la lunghezza giusta? E la circonferenza? Sulla base degli studi disponibili, risponde Minnie Luongo, si può dire "che la lunghezza media globale del pene umano è di 14 cm, mentre la circonferenza media corrisponde a 11,7 cm. Ma più centimetri non corrispondono necessariamente a una virilità maggiore, come sa bene lo specialista che, in presenza di casi di una vera ossessione dei pazienti, coinvolge uno psicologo sessuologo competente, come per esempio Marco Rossi". In realtà, puntualizza Littara, "non sono i centimetri in sé che contano, ma le proporzioni. Se una persona si guarda allo specchio e vede che queste proporzioni non sono in sintonia con il proprio corpo, può sperimentare un disagio". Perché dedicare un libro a questi argomenti? "Per due motivi - illustra l'esperto - fornire informazioni alle persone che le cercano altrimenti in Rete, dove si trova di tutto e non sempre l'informazione corretta". Il rischio è anche il fai-da-te: "Ho visto diversi casi di uomini che si sono rivolti a personale non specializzato, sottoponendosi a tecniche fantasiose, in ambienti non sterili con alto rischio di infezione. E anche persone che vanno all'estero per abbattere i costi, in Paesi emergenti su questo fronte, come Tunisia e Turchia". L'altro motivo che ha spinto Littara a scrivere questa sorta di 'guida ragionata', "è cercare di sdoganare questo argomento perché non se ne parla da nessuna parte e quindi le persone che hanno un problema reale di questo tipo non sanno fondamentalmente con chi relazionarsi". Littara invita a non sottovalutare la questione delle misure. "Una statistica diffusa tempo fa segnalava che, in risposta a una domanda fatta durante la visita di leva ai ragazzi, un 30% di loro ammetteva di essere insoddisfatto delle proprie dimensioni. Ora, questo può essere un lieve disagio che non porta a nessun tipo di conseguenza pratica, però ci sono persone che vivono questa cosa con angoscia, hanno un disagio che può essere medio-grave, di diverso tipo, ma che non fa loro vivere in una maniera spontanea e tranquilla la propria sessualità e di riflesso ovviamente la vita di relazione". In questo ambito, però, non c'è stata quella 'rivoluzione' che si è avuta invece con il seno delle donne: "Circa 50 anni fa" i chirurghi plastici "cominciavano a fare la mastoplastica additiva, e all'inizio il mondo medico era contrario, si diceva che la donna si deve accettare com'è, che si interviene solo per correggere un problema" di salute, "non per un motivo estetico. Adesso le cose sono cambiate e una donna su tre negli Stati Uniti si rifà il seno. Ecco" sul ritocco intimo per lui, "pur essendo tanti anni che si fanno questi interventi, resta un po' un tabù, non se ne parla proprio. Nonostante tutto, le richieste sono andate crescendo. Il primo balzo clamoroso? Negli anni '80". Lo si potrebbe definire 'effetto Basic instinct': "Un giornalista chiese all'attrice protagonista" dello storico film, "Sharon Stone, se contavano più le misure del cervello o quelle intime. E lei rispose che, senz'altro, contano di più quelle del cervello, anche se a letto certe misure non disturbano. Tanto è bastato a far impennare negli Usa le richieste" di ritocchi intimi per lui. "E oggi sono sempre di più i chirurghi in tutto il mondo che eseguono anche queste procedure". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Spotify Wrapped 2024: scopri la musica che hai ascoltato di più durante l'anno
(Adnkronos) - Il ritorno di Spotify Wrapped segna un altro anno di trionfi musicali e podcastivi, diventando un appuntamento imperdibile per gli utenti di Spotify desiderosi di scoprire le loro abitudini di ascolto annuali. Lanciato per la prima volta nel 2017, Spotify Wrapped si è rapidamente affermato come un evento culturale digitale, offrendo agli utenti una panoramica ricca e colorata delle loro preferenze musicali e dei contenuti più ascoltati nel corso dell'anno. Proprio oggi 4 dicembre Spotify ha rilasciato Spotify Wrapped 2024, disponibile sia per gli utenti di dispositivi mobili iOS e Android che per quelli desktop. Accedere a questa funzione è semplice: gli utenti possono trovare il Wrapped 2024 cliccando sull'icona apposita posizionata in alto nella schermata principale dell'app, oppure tramite un banner dedicato che appare nella homepage.
Una delle caratteristiche più apprezzate di Spotify Wrapped è la possibilità di condividere i risultati sui social network. Spotify ha ottimizzato questa funzionalità, offrendo formati specifici per le storie e i post su piattaforme come Instagram, TikTok e Facebook, permettendo agli utenti di condividere facilmente le loro statistiche musicali con amici e follower. Spotify Wrapped non è una vera e propria analisi culturale che riflette le tendenze e gli umori dell'anno. Con milioni di utenti che aspettano con impazienza questo momento, Wrapped diventa un fenomeno globale che influisce non solo sulle abitudini di ascolto, ma anche sulla scoperta di nuova musica e nuovi artisti. Il servizio di streaming utilizza sofisticate tecnologie di data analytics per generare queste panoramiche, dimostrando l'impatto crescente dell'intelligenza artificiale e dell'apprendimento automatico nel settore dell'industria musicale. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Hitachi Vantara e Virtana per potenziare l'infrastruttura cloud ibrida con automazione AI-Powered
(Adnkronos) - Nell'ambito delle infrastrutture IT e della gestione del cloud ibrido, Hitachi Vantara, una filiale di Hitachi, Ltd., ha annunciato una significativa collaborazione con Virtana, azienda leader nel monitoraggio e nell'osservabilità AI-powered per ambienti infrastrutturali ibridi. Questa partnership mira a integrare la Virtana Platform con il portafoglio Hitachi EverFlex, una soluzione infrastructure-as-a-service (IaaS), per offrire servizi innovativi ai propri clienti. Le aziende contemporanee, di fronte alla crescente complessità dei loro ambienti IT, si trovano ad affrontare sfide significative in termini di costi e inefficienze operative. L'adozione crescente dell'AIOps, sostenuta da un'automazione avanzata supportata dall'intelligenza artificiale, si sta rivelando una risposta efficace a queste problematiche, permettendo una gestione più agile e meno onerosa dei carichi di lavoro e delle operazioni di cloud ibrido. Una delle novità più rilevanti introdotte da questa alleanza è EverFlex Control, una piattaforma software-as-a-service (SaaS) che funge da portale di integrazione e gestione centralizzato per le infrastrutture IT. Questo strumento fornisce una visibilità dei dati in tempo reale e automatizza il dimensionamento delle risorse, permettendo alle aziende di ottimizzare costi e gestire efficacemente le operazioni IT. Grazie alla combinazione delle capacità di EverFlex Control con gli insight forniti dalla Virtana Platform, le aziende possono godere di una visione olistica della loro infrastruttura ibrida, beneficiando di scalabilità adattiva e automazione avanzata. Questo consente una gestione più efficace delle complessità associate agli ambienti cloud ibridi, un fattore critico per mantenere l'agilità aziendale in un mercato in rapida evoluzione. “La piattaforma Virtana è un perfetto complemento alla nostra offerta EverFlex Control”, ha dichiarato Jeb Horton, Senior Vice President of Global Services di Hitachi Vantara. “Le loro funzionalità intelligenti e la profonda conoscenza nel campo dell'infrastruttura forniscono le indicazioni necessarie per migliorare e automatizzare l'infrastruttura IT, offrendo un eccezionale valore ai nostri clienti e partner.” “Siamo entusiasti di collaborare con Hitachi Vantara, un'azienda che condivide il nostro impegno a fornire soluzioni innovative che aiutino i clienti a raggiungere i propri obiettivi di business”, ha dichiarato Paul Appleby, CEO di Virtana. “Questa partnership offre una soluzione efficace con le competenze necessarie per ottimizzare gli ambienti cloud ibridi e accelerare i percorsi di trasformazione digitale”. “L’IA sta cambiando il modo in cui le aziende gestiscono le proprie infrastrutture cloud ibride. Poiché le imprese si trovano ad affrontare una crescente complessità nell'ottimizzazione, migrazione e monitoraggio dei carichi di lavoro delle applicazioni in vari ambienti cloud, fare leva sugli insight AI-powered diventa essenziale”, ha dichiarato Scott Sinclair, practice director for cloud, infrastructure and DevOps di ESG. “Questo rapporto consente alle aziende di affrontare queste sfide in modo più efficace e migliorare la loro efficienza operativa complessiva”. La collaborazione con Virtana arricchisce in modo significativo il portafoglio Hitachi EverFlex. All'inizio di quest'anno, Hitachi Vantara ha annunciato una nuova generazione di soluzioni IaaS avanzate progettate per semplificare le operazioni IT e ridurre i costi grazie all'automazione guidata dall'intelligenza artificiale. La nuova iterazione di Hitachi EverFlex è focalizzata sul fornire alle aziende soluzioni cloud ibride scalabili, flessibili ed efficienti dal punto di vista dei costi per soddisfare le loro esigenze IT in continua evoluzione. Inoltre, Hitachi Vantara ha stretto una partnership con Cisco per rafforzare ulteriormente le potenzialità dell'offerta, assicurando alle aziende la possibilità di integrare, ottimizzare e proteggere in maniera fluida i loro ambienti di cloud ibrido con soluzioni di rete e di calcolo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Oscar dell’Innovazione, premio ANGI: a Roma il gotha delle istituzioni e delle imprese italiane
(Adnkronos) - Si è tenuta oggi a Roma la 7ª Edizione del Premio Nazionale ANGI – Oscar dell’Innovazione, presso la storica Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, nella Camera di Commercio. L’evento, organizzato dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori, è stato un importante momento di celebrazione dell’eccellenza italiana nel mondo dell’innovazione, con l’assegnazione di oltre 30 premi. La cerimonia ha visto la partecipazione di più di 15 startup e numerosi opinion leader provenienti dai settori istituzionale, imprenditoriale e della ricerca, protagonisti indiscussi di questa straordinaria giornata dedicata al progresso e al talento. La premiazione, nella cornice della storica Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano di Roma, ha visto la partecipazione delle istituzioni, italiane edLa giornata è stata aperta dall’intervento di Gabriele Ferrieri, Presidente ANGI: “Siamo lieti della straordinaria presenza delle istituzioni e delle imprese che hanno sostenuto questa iniziativa. Un ringraziamento particolare va al Sindaco di Roma, al Ministro dell'Istruzione e a tutte le autorità che, con la loro partecipazione, hanno sottolineato l'importanza di investire nei giovani e nell'innovazione, dando lustro alla missione di ANGI. Questa mattinata ci ha permesso di ricordare come talento e meritocrazia debbano essere al centro dell'economia per le nuove generazioni. Il nostro impegno deve mirare a valorizzare questa crescita, lavorando per ampliare gli strumenti dedicati alla ricerca e allo sviluppo. Rivolgiamo questo appello al governo Meloni e alla Commissione Europea, affinché si continui a investire in un futuro basato su competenza e innovazione”. Intervento del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri: "Ringrazio Gabriele Ferrieri per questo importante lavoro, che ha contribuito a creare un momento di sta da persone che credono nell’importanza di sostenere i giovani talenti. Le istituzioni devono collaborare per promuovere aggregazione in una comunità sempre più ampia, comporre momenti di crescita e innovazione. A Roma crediamo fortemente in questi valori. Mi sento molto a casa qui e desidero che i giovani, le startup e i talenti che ANGI premia e sostiene possano collaborare sempre di più anche con la nostra città. La cultura dell’innovazione e l’apertura al cambiamento sono per noi centrali. Stiamo lavorando per realizzare una trasformazione di Roma, anche attraverso lo sviluppo di infrastrutture digitali che abilitino una comunità più ampia e connessa. Questo include la realizzazione di una nuova infrastruttura digitale, con una rete 5G di ultima generazione, sensori IoT e strumenti per sfruttare il digitale e l’intelligenza artificiale in ambiti come la sicurezza e il monitoraggio della città”. Intervento del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara: “Abbiamo cercato di mettere al centro lo studente. È la prima volta che in Italia si discute di questo tipo di riforme, introducendo le figure del docente tutor e del docente orientatore, che hanno il compito di valorizzare i talenti di ogni giovane. Questi docenti devono contribuire a far emergere quelle straordinarie abilità insite in ogni studente, che meritano di essere evidenziate. Abbiamo stanziato risorse significative affinché le scelte dei giovani siano orientate e coerenti con i loro talenti, anche in vista del percorso lavorativo successivo. Inoltre, c’è il tema straordinariamente importante della riforma dell’istruzione tecnica e professionale, pensata per offrire una prospettiva di successo lavorativo a molti giovani e, al contempo, aumentare la competitività delle imprese.” Tra i partecipanti alla cerimonia, si segnalano - tra gli altri - Carlo Corazza (Direttore degli Uffici del Parlamento Europeo in Italia), Mauro Battocchi (Direttore Generale per la Direzione Generale per la promozione del sistema Paese al Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale), Lorenzo Galanti (Direttore Generale dell’ICE), Riccardo Di Stefano (Delegato Confindustria Education & Open Innovation), Mario Nobile (Direttore Generale AGID – Agenzia per l’Italia Digitale), Riccardo Luna (giornalista e uno dei massimi esperti italiani di evoluzione e sviluppo digitale), Francesco Billari, Rettore Università Bocconi, Alessandro Moricca, Amministratore Unico PagoPA; Alfredo Becchetti, Presidente di Infratel e Bruno Frattasi, Direttore Generale ACN. Un momento di grande rilievo è stata la partecipazione del Cardinale Angelo Comastri, Arciprete emerito della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano, che ha approfondito i temi legati al Giubileo del 2025. Hanno inoltre arricchito il dibattito Paolo Benanti, Presidente della Commissione AI per l’Informazione della Presidenza del Consiglio, membro del New Artificial Intelligence Advisory Board delle Nazioni Unite e Professore alla Pontificia Università Gregoriana, e Fra Giulio Cesareo, Direttore dell’Ufficio Comunicazione del Sacro Convento di Assisi, con i loro interventi di grande spessore che hanno spaziato dai temi dell’innovazione a quelli dei valori etici irrinunciabili. Durante la premiazione è stato presentato il VII Osservatorio ANGI Ricerche, realizzato in collaborazione con Lab21.01. Roberto Baldassari, Direttore del Comitato Scientifico ANGI, e Adelina Chiara Balsamo, Partner di Lab21.01, hanno illustrato i principali risultati della ricerca, che ha evidenziato come per i giovani la mancanza di esperienza (64%) e la sovraqualificazione dei laureati (32%) siano tra le principali difficoltà che trovano nell’accedere al mondo del lavoro, mentre per promuovere la trasformazione tecnologica e arrestare la fuga di cervelli, secondo gli intervistati c’è bisogno di maggiori investimenti in alta formazione digitale (33%), aumentare la competitività economica italiana rispetto ai paesi UE (25%) e incentivare il rinnovamento tecnologico (15%). Le startup premiate sono: Roberto Demarchi, CEO e founder di UTwin, Lucio Ciabattoni, CEO e founder di Revolt, Luigi Fidelio, founder di Messagenius, Ibrahim Osmani, CEO e founder di Synchropal, Giulia Baccarin, CEO di MIPU, Francesco Gaetarelli, founder di Komete, Italo Pasotti, CEO di Niverbec, Pierre Ponchione, founder di Eflyke, Lazzaro Di Biase, neurologo - Brain Innovations Lab, Marco Musumeci, CEO di Flowy, Alessandra Bonavina, founder di Lunar City, Arianna Burloni, socio fondatore di Cosmos XP, Beatrice Carolina Iaia, CEO di Bio Titan, Stefano Cavaleri, founder di Foorban, Andrew Albert Maria Gask, CEO di iThanks. Per le menzioni speciali sono stati premiati, ErionVeliaj, Sindaco di Tirana, Philip Baglini Olland, Editor in chief London One Radio, Claudia Laricchia, President and co- founder S.M.I.L.Y. Academy Global, Paolo Privitera, Co-Founder and CEO Evensi, l’onorevole Alessandro Giglio Vigna, Presidente Commissione Affari Europei della Camera dei deputati, Giordano Fatali, founder CEOforLIFE e Corrado Maria Daclon, Segretario Generale Fondazione Italia Usa.
Viviana Bacigalupo, Direttrice Generale Intesa Sanpaolo Innovation Center: “Intesa Sanpaolo Innovation Center è da sempre impegnata ad intercettare e sostenere le realtà innovative più meritevoli del nostro Paese, per promuovere un’economia più competitiva, dinamica e sostenibile. La nostra consolidata partecipazione al premio ANGI si inserisce a pieno titolo fra le iniziative a supporto dell’imprenditoria innovativa e siamo orgogliosi di vedere tra le realtà premiate startup che abbiamo sostenuto e sosteniamo nel loro percorso di crescita”.
Andrea Monti, Direttore Generale di Tinexta Cyber:"L’innovazione non può prescindere dalla sicurezza. In un ecosistema digitale in continua evoluzione, la cybersecurity rappresenta il pilastro fondamentale per garantire una trasformazione digitale sostenibile e sicura. Come Tinexta Cyber, siamo orgogliosi di premiare il successo delle startup italiane – parte del nostro stesso DNA – supportando il talento e la leadership innovativa del nostro Paese. Il Premio Nazionale ANGI celebra non solo il merito, ma anche il potenziale di un futuro digitale più sicuro e collaborativo. Siamo pronti a continuare questo dialogo per costruire insieme un’Italia all’avanguardia nella tecnologia e nella sicurezza.
Daniele Lombardo, Direttore Marketing, Relazioni Istituzionali e Comunicazione di TeamSystem: “In uno scenario sfidante per l’Europa e per il paese dal punto di vista economico e geopolitico siamo chiamati a ripensare la strategia industriale per rilanciare la competitività del sistema, puntando sulla capacità di innovazione che da sempre ci contraddistingue. La capacità di trasferire competenze e strumenti di digitalizzazione alle imprese è una responsabilità condivisa a livello pubblico e privato. Questo vale in particolare per l’Intelligenza Artificiale, il cui impiego rappresenta oggi un importante boost di competitività per imprese e professionisti, impossibile da lasciarsi sfuggire per competere all’interno del proprio mercato di riferimento, liberando tempo alle risorse e fungendo da vero e proprio “abilitatore” di semplicità e produttività. Come TeamSystem, crediamo da tempo alle potenzialità di questa tecnologia, specie se inserita, studiata e perfezionata all’interno di un contesto di Open Innovation che garantisca la possibilità di “contaminazioni” continue, favorendo l’accrescimento del know-how tecnologico e la scoperta nuove applicazioni dell’AI, che portiamo agli oltre 2 milioni di nostri clienti”.
Alberto Lenza, Ceo di tNotice: “Per tNotice partecipare agli Oscar dell'innovazione è un privilegio ed un onore. Siamo una start up che ce l'ha fatta ed è un piacere poterne premiare un’altra a cui auguriamo lo stesso successo che ha riscosso la nostra. Questa è la dimostrazione che oggi, esistono ancora storie vincenti, fatte di passione progresso e innovazione”.
Fabio Minoli, Head of Communications, Public Affairs & Sustainability di Bayer Italia: “Fa piacere che molti giovani si impegnino con creatività e metodo nella ricerca di soluzioni innovative. Questi contributi vengono osservati con molta attenzione da Bayer che intende implementare le proprie proposte di cura, puntando al sviluppo di nuove terapie. La nostra presenza al Premio Angi, conferma l'impegno del Gruppo nel valorizzare la creatività portata avanti da giovani che, attraverso le loro idee, contribuiscono a migliorare il settore delle Life Science." L’evento ha ottenuto prestigiosi patrocini istituzionali, tra cui: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Commissione Europea, Parlamento Europeo, AGID - Agenzia per l’Italia Digitale, ENEA, AIDP - Associazione Italiana per la Direzione del Personale, Regione Lazio, Roma Capitale, Assintel e Anitec-Assinform. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Welfare, investimenti imprese non convincono dipendenti? 8 azioni per 'recuperare' fiducia
(Adnkronos) - Se da un lato aumentano gli investimenti nel benessere dei lavoratori, dall’altro le loro condizioni di salute, soprattutto mentale, mostrano segnali di peggioramento, evidenziando un disallineamento tra le risorse stanziate e l’effettiva efficacia delle iniziative proposte. Ecco che quindi si parla di 'carewashing', un termine che indica la discrepanza tra la retorica dell’azienda sulla cultura della cura e la reale esperienza quotidiana dei dipendenti: alcune aziende tendono sostanzialmente a costruire un’immagine di realtà attenta al benessere dei propri dipendenti, seppure non sempre supportata da azioni concrete in tal senso. “Questa mancanza di coerenza - commenta Marika Delli Ficorelli, head of hr di Zeta service, azienda italiana specializzata nei servizi hr e payroll e pluripremiata in termini di welfare e gestione flessibile dei dipendenti - è molto spesso la causa dell’insoddisfazione delle persone. Ad esempio, promuovere un workshop sulla salute mentale nel quale vengono fornite indicazioni su come stabilire confini appropriati tra lavoro e vita privata e, al contempo, non monitorare i carichi di lavoro, inducendo le persone a sacrificare il proprio tempo personale per rispondere a scadenze serrate, mostra come un’iniziativa potenzialmente virtuosa, possa al contrario rivelarsi un boomerang per l’azienda che l’ha promossa. La fiducia verso il management e la capacità di guardare al proprio futuro con positività vengono drasticamente compromesse, rendendo inefficaci anche le migliori iniziative di benessere”. Un disallineamento, dunque, che si riflette nella crescente sfiducia verso le politiche dichiarate dai datori di lavoro: secondo un’indagine Gallup, la percentuale di lavoratori che a livello globale percepisce un sincero impegno dell’azienda verso il proprio benessere è crollata drasticamente, passando dal 49% nel 2020 al 21% nel 2024, con una riduzione del 57%. Il 79% dei dipendenti, dunque, ritiene che la propria azienda non si preoccupi davvero del proprio benessere complessivo. Infatti, negli ultimi anni, i dipendenti hanno sperimentato livelli sempre più alti di emozioni negative quotidiane sul posto di lavoro, come stress (41%), preoccupazione (38%), tristezza (22%) e rabbia (21%). Disimpegno e demotivazione sono le conseguenze, con costi per l'economia globale di 8,9 trilioni di dollari, ovvero il 9% del PIL mondiale. Non a caso l'occupazione è associata ad alti livelli di soddisfazione quotidiana e a bassi livelli delle emozioni negative. Inoltre, venendo meno l’impegno e il benessere dei dipendenti, il turnover diventa sempre più frequente: secondo il report State of the Global Workplace” di Gallup, i cosiddetti 'quiet quitters' hanno infatti indicato che il miglioramento del benessere sul lavoro è considerato un obiettivo più importante rispetto all'aumento della retribuzione. “La sfida - commenta Delli Ficorelli - è costruire un ambiente di lavoro permeato da trasparenza, coerenza e fiducia, in cui le persone percepiscano un reale ascolto delle proprie esigenze e si sentano in questo senso valorizzate, un ambiente nel quale gli obiettivi di produttività che l’azienda si pone riescano a dialogare costantemente con l’impatto che questi avranno sulle persone. Dobbiamo infatti avere chiaro che il benessere non solo influisce sull’engagement delle persone, ma ha anche un impatto diretto sulla performance complessiva dell'azienda In questo senso risulta essenziale costruire una people strategy che parta dall’ascolto delle persone e che guidi la realizzazione di azioni che sappiano rispondere agli specifici bisogni”. Per evitare il carewashing, le organizzazioni devono costruire una cultura aziendale autentica, basata su fiducia reciproca, empatia, sicurezza psicologica e integrità. Ma per raggiungere questi obiettivi ci sono otto azioni concrete che Zeta Service suggerisce a leader e aziende. 1) Garantire coerenza tra parole ed azioni: l’impegno e l’investimento delle aziende dovrebbero essere coerenti con i valori sui quali si fondano. 2) Coinvolgere le proprie persone: creare un clima di ascolto autentico e condurre valutazioni periodiche che permettano di comprendere le esigenze delle persone e di monitorare l’impatto delle proprie iniziative coinvolgendo collaboratori e collaboratrici, clienti e fornitori nelle decisioni che riguardano i benefit ed i servizi. Questo può avvenire tramite sondaggi, tavoli di lavoro e consulenze aperte, che rendono l’impegno aziendale più partecipato e reale. Per questo motivo Zeta Service ha sviluppato, con il supporto dell'Università Sapienza di Roma, Eleva people value, uno strumento che consente di analizzare e monitorare il clima aziendale, offrendo alle imprese dati concreti per predisporre poi interventi mirati. 3) Rendere trasparente l’impatto delle proprie iniziative: pubblicare dati dettagliati e report trasparenti sui risultati delle iniziative. Questo può includere il monitoraggio e la pubblicazione di indicatori chiave di performance che permettano di dimostrare con concretezza i progressi e i risultati raggiunti. 4) Dare risposte diverse a seconda dei bisogni: personalizzare la proposta di valore con iniziative customizzate, evitando risposte standardizzate su un’idea avulsa dal contesto e dal target di riferimento. 5) Favorire lo sviluppo di una leadership consapevole: l’impegno verso pratiche autentiche dovrebbe essere parte della cultura aziendale. Investire in programmi di formazione, prima sulle linee di leadership e a seguire sul resto della popolazione, può aiutare a diffondere i valori sociali e ambientali e a far sì che l’intera azienda si muova in modo coerente. 6) Investire in progetti a lungo termine: impegnarsi in programmi di lungo periodo, con un impatto reale e sostenibile, evitando iniziative o promozioni legate a eventi specifici e trend del momento. 7) Ottenere certificazioni e standard esterni da enti indipendenti: certificazioni come la ISO 9001 o la UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere, che per loro natura prevedono un monitoraggio costante interno e assessment di verifica annuali, offrono garanzie per collaboratori e collaboratrici, clienti e fornitori, migliorano e garantiscono la credibilità delle iniziative, validando l’impegno dell’azienda verso standard sociali e ambientali. 8) Favorire la responsabilità e l’accountability: rendere responsabili le figure chiave per i risultati può aiutare a mantenere l’impegno e la trasparenza a lungo termine. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)









