Fidocommercialista, sempre più voglia di diventare freelance? Ecco come gestire partita Iva

(Adnkronos) - Negli ultimi anni, il fenomeno delle dimissioni volontarie in Italia ha mostrato un incremento significativo. Questa tendenza è principalmente guidata dalla ricerca di un migliore equilibrio tra vita lavorativa e privata, dalla richiesta di maggiore flessibilità e dall'insoddisfazione legata a cattive pratiche di management. Inoltre, il 33% dei lavoratori italiani ha dichiarato di voler cambiare lavoro entro l'anno, secondo il Global rework report 2023 di Kelly services. Il fenomeno è particolarmente accentuato tra i lavoratori altamente specializzati e nei settori dell'informatica, marketing e vendite, dove i dipendenti cercano opportunità più in linea con le loro priorità personali e professionali e ad aumentare a tal proposito, è il passaggio dal lavoro dipendente all'autonomia professionale specialmente nei settori digitali e creativi.  Questo fenomeno è stato accelerato dalla pandemia di Covid-19, che ha spinto molti professionisti a riconsiderare il loro percorso lavorativo, incentivando la scelta dell'autoimpiego e del freelancing. Le piattaforme digitali e gli strumenti di lavoro a distanza hanno giocato un ruolo cruciale in questo cambiamento, facilitando l'accesso a opportunità globali per freelance e lavoratori autonomi in settori come il marketing digitale, la grafica, la programmazione e i media. In Italia, il timore legato all'apertura di una partita Iva però è un fenomeno diffuso, soprattutto tra i giovani imprenditori e i professionisti. Tra i motivi principali vi è la complessità della burocrazia, il peso delle tasse e anche le scarse conoscenze riguardo alla gestione fiscale e finanziaria di una propria attività.  "Anche se esistono agevolazioni, come il regime forfettario che permette di pagare un'aliquota del 5% per i primi 5 anni di attività, molti giovani continuano a percepire le barriere burocratiche e fiscali come un ostacolo significativo. Questo è aggravato dalla percezione di scarse tutele previdenziali e assistenziali, che rende la partita Iva meno attrattiva rispetto al lavoro dipendente", spiegano Nicola e Filippo Primieri, i founder di Fidocommercialista (https://fidocommercialista.it/), startup che semplifica la burocrazia e fiscalità quotidiana delle partite Iva ed imprenditori supportandoli ad aprire e gestire un'attività in Italia.  Per i freelance, massimizzare le detrazioni fiscali e gestire correttamente la partita Iva è fondamentale per mantenere i costi sotto controllo e rispettare gli obblighi fiscali. Fidocommercialista ha sette suggerimenti pratici per ottenere il massimo dalle detrazioni e ridurre il rischio di errori comuni.  1) Scelta del regime fiscale adeguato: valutare attentamente il regime fiscale più vantaggioso tra il regime forfettario e quello ordinario, poiché ogni opzione offre vantaggi fiscali specifici. Il regime forfettario, ad esempio, consente di applicare un'imposta sostitutiva con aliquota ridotta (5% per i primi 5 anni), ma prevede dei limiti di fatturato e restrizioni sulle deduzioni e detrazioni. “Proprio per orientare correttamente la scelta verso il regime fiscale più conveniente - spiegano i founder di Fidocommercialista - offriamo la possibilità di prenotare una consulenza gratuita sul nostro sito con un dottore commercialista, per orientare correttamente la scelta verso il regime fiscale più conveniente”. 2) Identificare tutte le spese che possono essere detratte, come i costi di acquisto di beni strumentali (computer, software), spese di viaggio e formazione professionale. Nel regime ordinario, le spese sostenute per l'attività lavorativa possono essere dedotte nella misura in cui sono correlate al business, aiutando a ridurre la base imponibile. 3) Monitorare le spese deducibili per l’auto e il telefono: le spese per l’auto, quando utilizzata per lavoro, e il telefono cellulare sono deducibili, ma con limitazioni specifiche. Ad esempio, l’uso promiscuo dell’auto consente la deduzione del 20% dei costi, mentre per le utenze telefoniche, la percentuale deducibile può arrivare fino all’80%. 4) Organizzazione delle fatture e della documentazione: conservare tutte le fatture e i documenti di spesa in modo organizzato, poiché queste prove sono essenziali in caso di controllo fiscale. Una gestione digitale delle ricevute e delle spese può facilitare il monitoraggio e la documentazione accurata delle deduzioni. “Nella nostra piattaforma per esempio - precisano Nicola e Filippo Primieri - Le fatture emesse e ricevute vengono automaticamente archiviate nei nostri sistemi cloud. Inoltre, ogni utente dispone di uno spazio di archiviazione dedicato, accessibile sia a lui che al suo consulente, dove possono essere caricati ulteriori documenti contabili”. 5) Evitare errori nell’Iscrizione e nella gestione della Partita Iva: errori frequenti includono l’errata scelta del codice Ateco, che può portare a oneri fiscali più elevati o limitare l’accesso ad agevolazioni specifiche. Inoltre, è importante rispettare scadenze e adempimenti annuali, come il pagamento dei contributi previdenziali, per evitare sanzioni. 6) Uso di software gestionali e piattaforme di supporto: utilizzare un software di contabilità digitale semplifica la registrazione delle spese, l'emissione delle fatture elettroniche e l’archiviazione della documentazione, consentendo di gestire la contabilità in modo accurato e ridurre il rischio di errori.  “A tal proposito - precisano i founder di Fidocommercialista - mettiamo a disposizione una piattaforma tecnologicamente avanzata e integrata, che consente di gestire con facilità tutti gli aspetti contabili e fiscali della propria attività. Tra le sue molteplici funzionalità, spicca il software di fatturazione elettronica integrato, la dashboard per tenere sotto controllo la propria attività e la possibilità di richiedere consulenze con un esperto con un click”. 7). Consultazione periodica con un consulente fiscale: un consulente può suggerire strategie fiscali personalizzate e aiutare a tenersi aggiornati su eventuali modifiche normative. Ciò assicura che si possa beneficiare di ogni detrazione disponibile e adattarsi prontamente a nuove regole fiscali".  “Tramite la nostra app ed in pochi click - aggiungono - è possibile contattare il proprio consulente per fissare un appuntamento telefonico o in videocall e richiedere una consulenza per approfondire un aspetto specifico”.  ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dragon Ball Sparking! ZERO - Il video del nuovo aggiornamento gratuito

(Adnkronos) - Bandai Namco Europe, attraverso una nota ufficiale, ha annunciato un aggiornamento gratuito per DRAGON BALL: Sparking! ZERO, arricchendo l'esperienza di gioco con nuove funzionalità e importanti modifiche al sistema di combattimento.  La versione 2006.005.003.004.003 introduce notevoli miglioramenti e nuove funzioni pensate per arricchire il gameplay di DRAGON BALL: Sparking! ZERO.  Tra le novità più rilevanti, troviamo un cambiamento significativo nella modalità di gioco: tutti i livelli sono ora accessibili nelle battaglie offline P1 contro P2, mentre vengono aggiunte nuove opzioni per modificare il metodo di visualizzazione dei personaggi e una funzione "My Sets" per i membri del team. Ecco il video dell'aggiornamento Il team di sviluppo ha poi apportato alcuni aggiustamenti al sistema di battaglia, con l'introduzione della Dash del Drago ad Alta Velocità, una nuova azione rapida per muoversi velocemente verso l'avversario. Allo stesso modo sono state apportate modifiche al funzionamento degli attacchi Smash e alle difese contro i colpi Rush Ki. È stata inoltre migliorata la performance generale del gioco e l'usabilità di diverse caratteristiche. L'applicazione di questo aggiornamento è obbligatoria per il gioco online, e una connessione internet è necessaria per l'applicazione dello stesso. Dragon Ball Sparking! ZERO è disponibile su PlayStation5, Xbox Series X|S e STEAM ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dall’olio esausto ai carburanti, la ricetta inglese

(Adnkronos) - Friggere e fare il pieno in un colpo solo, si può? Sì, stando a quanto affermato dagli esperti del King’s College di Londra in un articolo recentemente comparso sulle colonne della rivista di settore “Green Chemistry”. Gli scienziati sarebbero infatti riusciti a scomporre gli acidi grassi presenti nell’olio da cucina, ricavando da questi ultimi gli elementi costitutivi di benzina e diesel. Anche se sono necessarie ulteriori ricerche e conferme, questa scoperta potrebbe contribuire alla transizione ecologica dell’industria automobilistica. ---sostenibilita/tendenzewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ict, Engineering e Oracle siglano nuovo accordo quadro rafforzando collaborazione in Italia

(Adnkronos) - Engineering, leader nei processi di digitalizzazione per aziende e pubblica amministrazione, e già da tempo membro dell’Oracle Partner Network, annuncia di aver siglato un nuovo accordo quadro con Oracle, uno dei principali attori globali nel cloud computing, per accelerare la trasformazione digitale delle imprese italiane e della Pa. L’accordo non solo amplia l’offerta di soluzioni di Engineering basate su Oracle Cloud Infrastructure (Oci) a disposizione dei clienti che vogliono evolvere le loro infrastrutture e applicazioni, ma mira anche a dar vita a nuove sinergie tra le competenze avanzate di Engineering e la tecnologia all'avanguardia di Oracle. Tra i benefici che i clienti potranno ottenere: miglioramento delle prestazioni rispetto alle soluzioni on-premises più tradizionali e costi Tcp inferiori rispetto ad altre piattaforme cloud; sicurezza e Sla migliorati, con controlli di accesso, monitoraggio e auditing semplificati che massimizzano efficienza operativa, disponibilità, gestibilità e prestazioni; disponibilità globale, grazie al facile accesso a nuove aree geografiche sfruttando la distribuzione globale di Oracle Cloud Infrastructure in 85 regioni cloud; scalabilità on demand e time-to-market più rapido (essendo Oracle Cloud una piattaforma altamente scalabile, è in grado di supportare le crescenti esigenze aziendali di Engineering e dei suoi clienti). Le competenze di Engineering, insieme alle tecnologie Oracle, consentiranno anche di sviluppare soluzioni personalizzate e innovative che uniscono le capacità avanzate del cloud di Oracle con l'esperienza pluriennale nella gestione di progetti complessi di Engineering, creando un vantaggio competitivo concreto per i clienti. “In Engineering ci impegniamo a creare sinergie con i più importanti player tecnologici attraverso partnership strategiche con cui realizzare un ecosistema integrato, che faciliti l’implementazione di soluzioni digitali agili, sicure e scalabili, in grado di rispondere alle sfide di ogni settore industriale. La collaborazione con Oracle permette di offrire ai clienti soluzioni che non solo ottimizzano e innovano la loro infrastruttura IT, ma anche in grado di potenziare anche la loro capacità di evolvere, crescere e competere a livello globale”, ha dichiarato Fabio Momola, Executive vicepresident di Engineering. “In un momento come questo, in cui è più importante che mai avere la piattaforma cloud più sicura e performante anche dal punto di vista dei costi, ad esempio per addestrare algoritmi di Ai che portino valore alle organizzazioni, sono certo che la collaborazione rinnovata e rilanciata oggi con questo accordo quadro porterà i vantaggi del cloud di Oracle sia a Engineering stessa che ai suoi e ai nostri clienti”, ha aggiunto Andrea Sinopoli, vp e Cloud Tech Country Leader di Oracle Italia. Oltre ai benefici immediati in termini di offerta cloud, l’accordo va ben oltre un'intesa commerciale: anzitutto rafforza le basi per lo sviluppo delle competenze di Engineering su Oci, con programmi di formazione dedicati, e in secondo luogo dà vita a un’ampia collaborazione che si estenderà a marketing e innovazione congiunti: le nuove iniziative di certificazione e upskilling mirate per i professionisti di Engineering rafforzeranno ulteriormente le loro competenze su Oci, garantendo che i team abbiano le capacità necessarie per affrontare sfide sempre più complesse in ambito tecnologico; Oracle attiverà appositamente team e ambienti di laboratorio dedicati, per supportare Engineering nello sviluppo e nella gestione di nuove soluzioni basate su Oracle Cloud, garantendo così un servizio finale eccellente ai clienti. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


AirPods Pro 2, arriva il test dell'udito con gli auricolari Apple

(Adnkronos) - Apple ha introdotto anche in Italia una nuova funzionalità per gli AirPods Pro di seconda generazione: il test dell'udito. L'innovazione offre agli utenti la possibilità di valutare la propria capacità uditiva in modo semplice e accessibile, direttamente dalle proprie cuffie. L'ipoacusia, ovvero la riduzione o perdita dell'udito, è un problema globale in crescita. L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che circa 1,5 miliardi di persone nel mondo ne soffrano, con una proiezione di 2,5 miliardi entro il 2050. Le conseguenze dell'ipoacusia non trattata possono essere significative, con un impatto negativo sulla salute generale, sul benessere psicologico e un aumento del rischio di isolamento sociale e demenza. Il Test dell'udito integrato negli AirPods Pro (solo sul modello di seconda generazione) si basa sull'audiometria tonale, un metodo clinico standard per la valutazione dell'udito. Il test, della durata di circa cinque minuti, può essere eseguito da casa utilizzando gli AirPods Pro di seconda generazione e un iPhone o iPad compatibile con iOS o iPadOS 18.2 o successivi. La procedura, basata su principi di acustica avanzata, è stata progettata per essere intuitiva e user-friendly. Al termine del test, l'utente riceve un report di facile comprensione che include un valore numerico che rappresenta il livello di udito per ciascun orecchio, la classificazione del livello di udito, eventuali raccomandazioni in base ai risultati ottenuti e un audiogramma, ovvero una rappresentazione grafica dei risultati del test. I risultati del test vengono archiviati in modo sicuro e confidenziale nell'app Salute dell'utente e possono essere condivisi con un professionista sanitario per una valutazione più approfondita. Oltre al Test dell'udito, gli AirPods Pro (2a generazione) offrono altre funzioni volte a proteggere e migliorare l'esperienza uditiva degli utenti, a partire dalla riduzione suoni intensi, attiva di default nelle modalità Trasparenza e Audio adattivo, riduce l'intensità dei rumori forti, come quelli provenienti da sirene o lavori edili, preservando la qualità audio generale. La riduzione del rumore avviene sia passivamente, grazie al design dei copriauricolari, sia attivamente, tramite il chip H2 che elabora il suono a 48.000 volte al secondo.  Abbiamo inoltre un nuovo algoritmo multiband ad alta gamma dinamica, che ottimizza l'ascolto di eventi dal vivo, come concerti, rendendo il suono più naturale e coinvolgente. A causa di restrizioni normative, Apple non ha potuto rilasciare la funzione apparecchio acustico per AirPods Pro 2 in nuove nazioni al momento. Già disponibile in USA, questa funzione supporta l’assistenza all’udito per gli utenti con calo della capacità uditiva da lieve a moderato. Apple sta collaborando con gli organi competenti nella speranza di rendere disponibile questa esperienza il prima possibile. Infine, le nuove funzionalità degli AirPods Pro si integrano con l'ampia gamma di strumenti e servizi Apple dedicati alla salute uditiva e all'accessibilità, tra cui: app Rumore e notifiche su Apple Watch, monitoraggio dei livelli audio delle cuffie, musica aptica, riconoscimento suoni, ascolto dal vivo, avvisi sensoriali, sottotitoli e trascrizioni. La funzione Test dell'udito è disponibile per gli utenti di età pari o superiore a 18 anni e richiede AirPods Pro 2 con l'ultimo aggiornamento del firmware, abbinati a un iPhone o iPad compatibile con iOS 18.2 o iPadOS 18.2 e successivi. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Alert sulle onde d'urto in riabilitazione, medici-fisiatri: "Rispettare linee guida"

(Adnkronos) -
La terapia riabilitativa con le onde d'urto sotto la lente dei medici-fisiatri. "L'attuale quadro di riferimento internazionale per la buona pratica clinica nella terapia con onde d’urto si basa, in particolare, sulle linee guida emanate nel 2023 dalla International Society for Medical Shockwave Treatment (Ismst). Tali linee guida stabiliscono che il trattamento con onde d’urto focali deve essere eseguito esclusivamente da personale medico qualificato e con una formazione specifica. Al contrario, il trattamento con onde radiali può essere effettuato anche da altri professionisti sanitari a seguito di una diagnosi medica e a condizione che abbiano una formazione certificata nell’ambito". Così in un documento pubblicato sul proprio sito la S
ocietà italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (Simfer) fa chiarezza e ricorda le buone pratiche sull'uso delle onde d'urto.  "Ciò si è reso necessario anche a causa del crescente numero di contesti in cui vengono erogati trattamenti basati sull’applicazione di energie fisiche, considerando come vi possano essere parametri e modalità di somministrazione estremamente variabili in base alle indicazioni cliniche e alla figura professionale che esegue la terapia - avverte la Simfer - Ad esempio, le diverse combinazioni di lunghezza d’onda, durata dell’irradiazione e potenza dei laser ne hanno consentito un ampio utilizzo in ambito clinico, spaziando da applicazioni meno invasive (come avviene, ad esempio, in dermatologia e riabilitazione), ad altre maggiormente interventistiche (come accade, ad esempio, in chirurgia ed oftalmologia)". La terapia basata sull’utilizzo di onde acustiche include "le onde d’urto focali e le onde radiali. Queste si differenziano per modalità di generazione, caratteristiche fisiche (forma dell’onda, intensità e profondità di penetrazione nei tessuti corporei), effetti biologici ed indicazioni terapeutiche - prosegue la Simfer - A supporto di questa differenziazione, è utile ricordare come l’energia somministrata con le onde d’urto focali venga liberata in un’area relativamente piccola all’interno del corpo (punto focale) e sia definita in mJ/mm2. Al contrario l’effetto terapeutico delle onde radiali, la cui energia somministrata è definita in bar, ha maggiore intensità in corrispondenza della superficie cutanea". Nel 2024, la Società Italiana Terapia con Onde d’Urto (Sitod) ha pubblicato un documento di consenso contenente raccomandazioni generali e indicazioni sulla terapia con onde d’urto. Tale documento recepiva a livello nazionale le linee guida internazionali dell’Ismst e ribadiva che, sulla base di solide evidenze clinico-scientifiche e ragioni medico-legali, l’applicazione delle onde d’urto focali deve essere effettuata esclusivamente da un medico esperto. Inoltre, la Sitod indicava come, previa diagnosi, prescrizione terapeutica e definizione delle modalità di trattamento e dei parametri da parte di un medico esperto, la somministrazione della terapia con onde radiali possa essere eseguita da altri professionisti sanitari qualificati, operanti in stretta collaborazione e sotto la supervisione del medico. In linea con le proprie finalità, la Simfer "adotta e sostiene le raccomandazioni di buona pratica clinica emanate dai principali organi scientifici internazionali e nazionali in materia di onde d’urto (Ismst e sitod), riconoscendone la piena coerenza con lo strumento operativo fondamentale della presa in carico riabilitativa, rappresentato dal team multidisciplinare, composto da professionisti sanitari della riabilitazione e da personale socio-sanitario e assistenziale con specifica formazione riabilitativa, che opera sotto la responsabilità del medico specialista", conclude il documento.  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Beam Ventures lancia un fondo da 150 milioni di dollari per il gaming ad Abu Dhabi

(Adnkronos) - Abu Dhabi si posiziona come un futuro polo di riferimento nel settore del gaming con l'annuncio di un significativo investimento da parte di Beam Ventures. L'azienda ha infatti lanciato un fondo da 150 milioni di dollari con l'obiettivo di sostenere lo sviluppo di promettenti studi di gioco. Questa iniziativa si inserisce in una strategia più ampia volta a consolidare la città come un centro nevralgico per l'industria videoludica a livello globale. Un elemento centrale di questa operazione è l'integrazione di un programma acceleratore, focalizzato sulle start-up emergenti nel dinamico contesto del gaming web3 e dell'intelligenza artificiale (AI). Il programma offrirà opzioni di partecipazione sia in presenza che a distanza, ampliando così l'accessibilità a un vasto panorama di realtà innovative. Beam Ventures si distingue per essere il primo fondo di investimento qualificato con un focus specifico sul gaming con sede ad Abu Dhabi. Pur non avendo ancora finalizzato investimenti in studi di gioco, la sua missione primaria è quella di alimentare la crescita di start-up con un elevato potenziale di impatto sull'industria del gaming e in settori affini, con particolare attenzione all'intersezione tra AI e videogiochi. La visione di Abu Dhabi come hub strategico per il gaming è stata ribadita da Mark Borsten, Chief Strategy Officer di Beam Ventures, il quale ha sottolineato l'importanza dell'innovazione come motore trainante dell'iniziativa: “L'innovazione è sempre stata il nostro motore e la nostra Stella Polare – ecco perché siamo entusiasti di portare la nostra ricerca dell'innovazione ad Abu Dhabi, una città che ha dimostrato ripetutamente di condividere il nostro approccio." La convinzione che Abu Dhabi si affermerà come un epicentro per l'innovazione tecnologica e ludica nei prossimi anni è condivisa dai principali attori coinvolti. Beam Ventures, da sempre orientata alla ricerca delle frontiere dell'innovazione, considera questa partnership come un'importante opportunità per raggiungere tale obiettivo. 
HE Saeed Al Fazari, executive director per gli affari strategici del dipartimento di cultura e turismo di Abu Dhabi, ha evidenziato gli sforzi profusi negli ultimi anni per costruire una solida infrastruttura per il gaming nella città:“Negli ultimi tre anni, abbiamo costruito un'infrastruttura robusta per il gaming ad Abu Dhabi e l'istituzione di un fondo dedicato al gaming è un passo fondamentale per garantire che questo ecosistema continui a prosperare." ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


ANFIA spinge verso una transizione fattibile e razionale

(Adnkronos) - Si è svolta a Roma l’Assemblea Pubblica ANFIA 2024, intitolata “Ritrovare la strada. Insieme per affrontare la transizione”. L’evento ha riunito Associati, imprenditori del settore, rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee e stakeholder. La sintesi dei lavori è stata che occorre lavorare immediatamente su due piani ben distinti e tra loro interdipendenti: quello europeo e quello più specificamente nazionale. Riguado il versante europeo è stato ribadito il pieno supporto al non-paper predisposto dal governo italiano e ceco per ridisegnare in maniera efficace e credibile il percorso di transizione che porterà alla decarbonizzazione dei vettori energetici per i veicoli al 2035.
 Per quanto riguarda il nostro Paese, a partire dall’analisi dello studio automotive sono state individuate alcune misure da implementare in maniera immediata a favore delle aziende della filiera, in particolare circa la riduzione del costo dell’energia per le imprese, un credito d’imposta per la ricerca e l’innovazione e misure specifiche di sostegno al settore dei veicoli commerciali leggeri, che, nel nostro Paese, hanno un peso produttivo rilevante.  Infine, bisogna urgentemente prevedere degli ammortizzatorisociali straordinari per i prossimi 3 anni, perché, con la scadenza degli attuali, sonomolte le aziende che rischiano di non aver alternative ai licenziamenti. “Proporre soluzioni per il nostro settore, sia a livello europeo che italiano, significa avere ben presenti le complessità degli scenari relativi al mercato, alla produzione, alla crescita impetuosa dell’Asia nel nostro settore e della regolamentazione europea" ha dichiarato Roberto Vavassori, Presidente ANFIA. "L’inestricabile dipendenza tra costruttori di veicoli e filiera dei componentisti impone di studiare soluzioni industriali nella chiave della competitività da ritrovare, in una cornice di aiuto fattivo e tempestivo a livello europeo secondo le linee indicate dal non-paper proposto in Europa dal nostro governo e da quello ceco. Scelte sbagliate o intempestive o, ancor peggio, il rifiuto ideologico di ammettere che decisioni prese nel 2018 non stanno oggi conseguendo i risultati attesi, condannerebbero l’intero settore automotive europeo all’estinzione, vittima a livello mondiale con l’impossibilità di esportazione e a livello continentale con l’arrembante crescita dell’industria veicolistica cinese.
 
"Per quanto riguarda il nostro Paese, ancora più complessa la situazione, continua Vavassori,  che vede la presenza di un unico Costruttore di volume che deve ‘riappassionarsi’ in maniera razionale al nostro Paese, alla filiera dei suoi componentisti, ai suoi stabilimenti e mirare alla conquista di oltre 1 milione di consumatori che oggi scelgono vetture non prodotte nel nostro Paese".
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Ford Mustang GTD, record al Nurburgring

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Ford Mustang GTD è l’auto dei record. Prima ancora di entrare in produzione, ha già stabilito un primato incredibile lungo uno dei circuiti più ostili e difficili al mondo.  Con un tempo inferiore ai sette minuti, al Nurburgring la Ford Mustang GTD ha girato in 6:57.685. La sportiva americana entra così a far parte del ristretto club delle sei vetture prodotte in serie, capaci di infrangere sull’Inferno Verde la barriera dei sette minuti.  Un’auto che deriva direttamente dalla versione da corsa GT3 ma che è stata modificata per ottenere l’omologazione stradale.  Tantissime le modifiche che i tecnici Ford hanno apportato alla GT3 per renderla idonea alla circolazione stradale, ma anche per consentirle prestazioni al limite. I freni sono in carbonio ceramico, l’aerodinamica è attiva, le sospensioni semi-attive, la carrozzeria in fibra di carbonio.  
Jim Farley, Presidente e CEO di Ford, ha dichiarato: “Il team che ha sviluppato Mustang GTD ha capitalizzato decenni di esperienza sui circuiti di tutto il mondo per progettare una Mustang in grado di competere con le migliori supercar. Siamo orgogliosi di essere la prima casa automobilistica americana con un'auto in grado di fare un giro del Nurburgring in meno di 7 minuti, ma non siamo soddisfatti. Sappiamo che Mustang GTD ha ancora del potenziale inespresso. Torneremo”.
 L’esemplare che ha stabilito il record sul giro al Nurburgring era dotato di un sedile da competizione con cinture a cinque punte e di roll cage. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Mercedes-Benz, massima protezione contro i furti di auto

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Mercedes-Benz offre una serie di tecnologie in grado di proteggere l’auto da furti e tentativi di scasso.  Ancora una volta la tecnologia viene in aiuto per chi vuole dormire sogni tranquilli ed evitare di svegliarsi privo della propria auto. Nel 2023 i furti di auto in Italia sono stati quasi 100.000. In casa Mercedes-Benz la vettura più rubata è la Classe A 180. Il Marchio della Stella a Tre Punte ha introdotto una serie di presidi tecnologici in grado di amplificare l’efficacia di tre dispositivi: • Connect Package, di serie su tutti i modelli Mercedes-Benz • Protezione vettura Guard 360° plus • Pacchetto parcheggio con telecamera 360°.  Per chi acquista una nuova vettura della Stella, il Mercedes-Benz Connect Package è gratuito per i primi tre anni. Offre oltre 40 Digital Extras suddivisi in cinque categorie principali: servizi remoti, servizi di navigazione, servizi di intrattenimento, servizi di personalizzazione e sicurezza e servizi di navigazione EV.  
Sebastian Guayacan, Product Manager Digital Extras, Charging & EVA2 di Mercedes-Benz Italia: “Grazie a questo sistema di dispositivi, oltre alla funzione di antifurto con protezione volumetrica dell’abitacolo, protezione antirimozione e allarme acustico in caso di urto o effrazione, viene automaticamente inviato sullo smartphone del proprietario, attraverso l'App Mercedes-Benz, un alert con la segnalazione del furto. In questo caso, dopo le opportune procedure di autenticazione, la chiamata di allarme viene trasferita al service partner autorizzato, Vodafone Automotive, che inoltra i dati di localizzazione della vettura direttamente alle forze dell’ordine. Le indagini possono quindi iniziare immediatamente, aumentando le probabilità di far tornare velocemente l’auto nelle mani del legittimo proprietario. Per ragioni di sicurezza e per non interferire nelle operazioni di polizia, una volta avviata la procedura, tutte le funzioni di localizzazione visibili dal cliente attraverso l’App vengono inibite”.
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