Professioni, Int: certificati primi cinque tributaristi con progetto Partner 24 Ore Qualità
(Adnkronos) - Sono cinque i primi tributaristi ex Lege 4/2013 certificati in base al progetto di Certificazione Partner 24 Ore Qualità in collaborazione con Cepas - Società del Gruppo Bureau Veritas. A meno di un mese dall’avvio dell’accordo tra l’Istituto Nazionale Tributaristi (Int) e Il Sole 24 Ore per il progetto Partner 24 Ore Qualità, sono già stati consegnati 5 certificati di qualità ad altrettanti Studi di iscritti all’Int, si tratta dei tributaristi: Marco Floris (Roma), Luca Ermanno Tironi (Bergamo), Barbara Vincini (Piacenza), Antonio Pettenello e Davide Scandaletti (Padova). Soddisfazione da parte del presidente dell’Int, Riccardo Alemanno: “Sono estremamente soddisfatto dell’approccio delle colleghe e dei colleghi tributaristi a questa opportunità di certificare la qualità della gestione dei loro studi. Il tutto avviene attraverso la Certificazione Partner 24 Ore Qualità che, grazie all’accordo sottoscritto con il Sole 24 ORE, consente ai tributaristi Int di certificare la capacità dei loro Studi di erogare servizi di qualità. In base ad un rigoroso disciplinare, alla cui stesura l’Int ha contribuito, che ha recepito le specificità della professionalità degli iscritti, come l’attestato di qualità e la certificazione UNI 11511 ai sensi della Legge 4/2013. Voglio pertanto ringraziare il Direttore Generale dei Servizi professionali e formazione de Il Sole 24 Ore, Eraldo Minella, e tutto il suo staff per avere dato l’opportunità all’Istituto Nazionale Tributaristi e ai suoi iscritti di rimarcare l’attenzione alla qualità dei servizi professionali erogati, che da sempre rappresenta per noi un valore irrinunciabile". La Certificazione Partner 24 Ore Qualità non modifica le competenze o le prerogative professionali dei soggetti certificati, ma sicuramente rappresenta un importante biglietto da visita del professionista certificato nei confronti dell’ utenza, oltre ad avere l’accesso a piattaforme digitali professionali e di comunicazione dedicate e all’utilizzo del Bollino digitale Partner 24 Ore Qualità. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Medicina, prime linee guida sull'Ai per il cuore, svelerà l'infarto in 37 secondi
(Adnkronos) - Ai salvacuore. L'intelligenza artificiale è in grado di svelare un infarto in soli 37 secondi e potrà ridurre di quasi un terzo la mortalità dei cardiopatici più a rischio. Parola degli esperti della Società italiana di cardiologia, che all'85esimo Congresso nazionale Sic presentano il primo documento di consenso sull'impiego dell'Ai in cardiologia, evidenziandone ad esempio l'utilità nella diagnosi precoce di malattie come l'ipertensione o lo scompenso cardiaco, nella valutazione più accurata di elettrocardiogrammi ed ecocardiogrammi, ma anche di risonanze magnetiche e Tac. E' "una sentinella infallibile per il nostro cuore, che nel prossimo futuro potrà aiutare a diagnosticare le malattie cardiovascolari sempre prima, a prescrivere le terapie migliori, a monitorare i pazienti per scongiurare eventi cardiovascolari fatali", spiegano gli specialisti in base ai risultati degli studi, "sempre più numerosi", che dimostrano l'efficacia dell'intelligenza artificiale nella gestione delle patologie cardiovascolari. I cardiologi citano, fra gli altri, "un ampio studio su quasi 16mila pazienti, pubblicato di recente su 'Nature Medicine': ha dimostrato che la mortalità a 3 mesi può ridursi del 31% associando l'Ai all'elettrocardiogramma per identificare i casi con una maggiore probabilità di andare incontro a un evento fatale". (segue) ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Pokémon Pocket GCC: 60 milioni di download e nuova espansione in arrivo
(Adnkronos) - The Pokémon Company ha recentemente celebrato, in una nota ufficiale, per il suo Gioco di Carte Collezionabili Pokémon Pocket, di aver superato i 60 milioni di download su dispositivi iOS e Android. Questo successo arriva poco dopo la nomina del gioco alla categoria "Best Mobile Game" ai Game Awards, un riconoscimento che premia l'eccellenza creativa e tecnica nell'industria dei videogiochi a livello globale. Con l'entusiasmo ancora alto, The Pokémon Company ha rivelato alcuni dettagli su "L'Isola Misteriosa", la prossima espansione del GCC Pokémon Pocket. Questa espansione introdurrà nuove carte con illustrazioni affascinanti, inclusi il Pokémon misterioso Mew e molti altri Pokémon recentemente aggiunti al gioco. In aggiunta, saranno disponibili accessori come un nuovo raccoglitore e copertine tematiche ispirate all'Isola Misteriosa, arricchendo così l'esperienza di collezionismo e gioco.
"L'Isola Misteriosa" sarà rilasciata il 17 dicembre 2024, e permetterà ai giocatori di tutto il mondo di aggiungere alla loro collezione le nuove carte tramite l'apertura di buste di espansione o la pesca misteriosa. Ecco il trailer ricco di informazioni sull'espansione, disponibile sul canale ufficiale di Pokémon su YouTube, offrendo agli appassionati un assaggio delle novità in arrivo. Il Gioco di Carte Collezionabili Pokémon Pocket, sviluppato in collaborazione con Creatures Inc. e DeNA Co. Ltd., si distingue come un'app free-to-start che rivoluziona l'esperienza del collezionismo delle carte Pokémon in formato digitale. Questo gioco rappresenta un ponte tra la tradizione del collezionismo di carte fisiche e le moderne tecnologie digitali, offrendo un'esperienza interattiva e dinamica agli appassionati di Pokémon. Oltre alla nuova espansione, sono previsti ulteriori aggiornamenti per il Gioco di Carte Collezionabili Pokémon Pocket, tra cui un calendario festivo disponibile dal 24 dicembre 2024 che offrirà agli utenti la possibilità di ricevere buste di espansione gratuitamente. Dettagli aggiuntivi su questi e altri aggiornamenti saranno condivisi nelle prossime settimane, promettendo di mantenere alto l'interesse e l'entusiasmo nella comunità di giocatori. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Focus sulla dieta fito-chetogenica per la sindrome dell'ovaio policistico
(Adnkronos) - Dopo il grande successo delle prime 3 edizioni, ospitate in sedi prestigiose come l'Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, la Pontificia Accademia delle Scienze in Vaticano e i Cavalieri di Malta a Roma, Gianluca Mech, guru di Tisanoreica, prosegue il suo impegno nella promozione della salute e della prevenzione con l'appuntamento 'Alimentazione corretta e salute: un approccio globale alla prevenzione delle malattie metaboliche', tenutosi giovedì 12 dicembre presso il Consiglio regionale del Lazio. L'evento, organizzato dall'Associazione Lateranensis Aps e dalla Gianluca Mech Spa e moderato dalla giornalista Carmela De Rose, è stato promosso dal consigliere regionale del Lazio Maria Chiara Iannarelli e si è focalizzato sull'importanza di una corretta alimentazione nella prevenzione e gestione delle malattie metaboliche, con un focus specifico sulla sindrome dell'ovaio policistico (Pcos) e la menopausa. Tra i relatori - riporta una nota - Antonio Paoli, professore ordinario di Scienze dell'esercizio fisico all'Università di Padova e responsabile scientifico del convegno, ha illustrato i risultati della dieta fito-chetogenica, evidenziandone i benefici concreti per patologie come diabete di tipo 2, sindrome metabolica e Pcos, rispetto alle diete tradizionali. Marco De Vincentiis, professore ordinario di Otorinolaringoiatria all'Università La Sapienza di Roma, ha evidenziato come gli ultimi studi indichino una connessione tra la sindrome metabolica e gli acufeni, mentre Violante Di Donato, professore associato di Ginecologia e Ostetricia all'Università La Sapienza di Roma, ha approfondito il legame tra obesità e Pcos, proponendo la dieta fito-chetogenica come opzione terapeutica per le donne affette. L'intervento di Mech, imprenditore e divulgatore scientifico, ha posto l'attenzione sulle caratteristiche innovative dei nuovi prodotti alimentari a basso carico glicemico, evidenziandone il ruolo fondamentale nel promuovere una chetosi sana. Fra gli altri contributi di rilievo - prosegue la nota - quelli di Lorenzo Pompei, esperto assicurativo, che ha analizzato l'incidenza delle patologie legate all'insulino-resistenza sui costi assicurativi, e Carlo Novi, direttore vendite globali di FedEx Europa, che ha esaminato le soluzioni logistiche per la distribuzione dei prodotti per la salute metabolica. Un ulteriore arricchimento del convegno è stato portato da Maria Rosaria Sammarco, specialista in oftalmologia presso l'Università Cattolica Policlinico Agostino Gemelli di Roma, che ha evidenziato l'importanza degli screening per la prevenzione della retinopatia. Un momento di inclusione sociale e culturale ha ulteriormente arricchito il convegno - si legge ancora nella nota - con la partecipazione della Cooperativa sociale H-Anno zero di Roma, un ente del Terzo settore che da oltre 40 anni si occupa di servizi di assistenza per persone con disabilità e di progetti di inclusione attraverso l'arte. Giuseppe Salis e Andrea Curatolo, rispettivamente coordinatore e vice coordinatore del progetto musicale 'Scooppiati Diversamente Band', erano presenti con alcuni dei ragazzi del laboratorio di musica, una band che unisce ragazzi con disabilità a musicisti professionisti. Questa rappresentanza ha dato ulteriore significato all'incontro, sottolineando come l'inclusione sociale, unita alla musica, possa rappresentare un potente strumento per migliorare la qualità della vita e promuovere il benessere psicofisico. A conclusione dell'incontro i partecipanti hanno assistito al Concerto di Natale a cura di Giovanna Cirelli dell'Associazione Lateranensis Aps, che ha visto protagonisti il coro Centonote, diretto dal Maestro Rino Andolfi, il soprano Monica Cucca, il tenore Delfo Paone e il pianista Tei Kim. L'evento - conclude la nota - ha ribadito l'importanza della prevenzione attraverso stili di vita sani e consapevoli, mostrando come alimentazione, cultura e musica possano essere strumenti complementari per migliorare la qualità della vita e affrontare le sfide della salute metabolica. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ricerca: passo verso creazione cuore a partire da cellule staminali pluripotenti
(Adnkronos) - Il trapianto di organi rappresenta la soluzione definitiva per numerose malattie gravi, ma la disponibilità di organi è tristemente insufficiente a soddisfare le richieste globali. Solo in Italia, nel 2024, sono circa 8.000 i pazienti in lista di attesa, una situazione che rende urgente la ricerca di fonti alternative di organi. Ministero della Salute e Centro nazionale trapianti (Cnt) indicano come circa 6.000 pazienti stanno aspettando un nuovo rene, poco meno di 1.000 un fegato, circa 700 un cuore, oltre 200 un polmone e altrettanti un pancreas. Una delle soluzioni più promettenti per risolvere il problema potrebbe risiedere nella produzione di organi umani a partire da cellule staminali pluripotenti. Queste cellule, infatti, hanno la capacità di differenziarsi in qualsiasi tipo di tessuto o organo e, grazie alla loro capacità di moltiplicarsi in laboratorio, potrebbero consentire la generazione in grande quantità di organi e tessuti umani. "Il progetto 'Humanize', finanziato dalla fondazione spagnola La Caixa con 1 milione di euro per tre anni, ha l’obiettivo di sviluppare tecnologie in grado di identificare e produrre cellule staminali umane con un alto potenziale capaci di generare organi - riporta la nota dell'Università di Padova - Il cuore umano è l'organo su cui si concentra la ricerca, in quanto la sua carenza di donatori è una delle problematiche più gravi in ambito medico. Principal investigators del progetto, il cui focus sarà appunto la generazione di un cuore umano, sono il professor Graziano Martello, dipartimento di Biologia dell'Università di Padova e direttore del Pluripotent Stem cell Biology laboratory (Lab Martello), e il dottor Xabier Lopez Aranguren, ricercatore alla Cima Universidad de Navarra in Spagna". "Graziano Martello, nel suo laboratorio, ha maturato un’esperienza di 15 anni nello studio delle cellule staminali pluripotenti umane e murine e ha recentemente sviluppato modelli in vitro – in collaborazione con il professore Gianluca Amadei – che replicano le prime fasi dello sviluppo umano, fino all’organogenesi. Questi modelli, che non utilizzano embrioni o animali, permettono di studiare la formazione degli organi in modo etico e controllato, inoltre possano essere impiegate per la ricerca di base o in ambito clinico, in particolare identificando le cellule staminali umane che meglio possono contribuire alla formazione del cuore", prosegue l'Università di Padova. Studi precedenti basati su roditori hanno dimostrato che le cellule staminali pluripotenti possono generare interi organi, come cuore e pancreas, in animali che, a causa di difetti genetici, non sarebbero in grado di generarli. Tali studi hanno messo anche in luce il fatto che non tutte le cellule staminali dei roditori sono in grado di formare organi. I meccanismi molecolari alla base del chimerismo sono purtroppo ancora poco chiari. "Il chimerismo è quel fenomeno che genera un organismo composto da cellule originate da individui diversi. Grazie a un approccio multidisciplinare integrato e senza precedenti, che combina analisi informatiche e modelli in vitro, ci proponiamo di approfondire le basi molecolari del potenziale chimerico delle staminali umane – dice Graziano Martello –. Per fare questo testeremo in maniera automatizzata numerose combinazioni di composti e tipi diversi di cellule umane, al fine di identificare le combinazioni con la maggior capacità di formare organi". Xabier Lopez Aranguren ha già dimostrato, in studi su roditori, che le cellule staminali pluripotenti possono generare cuori completi in animali affetti da gravi difetti genetici. Somministrando ai roditori cellule pluripotenti, sebbene in presenza di mutazioni nel Dna che ne impedivano lo sviluppo del cuore, è stato possibile generare nei soggetti studiati un cuore interamente a partire dalle staminali. L’obiettivo del progetto 'Humanize' "è identificare staminali umane con un potenziale simile, in grado di sviluppare organi funzionali. Il passo successivo - osserva la nota - sarà verificare, tramite modelli animali, se le cellule staminali umane prodotte possano effettivamente contribuire alla formazione di organi. Le verifiche dell’ipotesi alla base del progetto, che saranno vagliate sperimentalmente in Spagna, si concentreranno su animali come i maiali i cui organi sono già utilizzati per il trapianto di valvole cardiache". L’impatto di questa ricerca "porterebbe non solo al miglioramento della qualità della vita dei pazienti in attesa di trapianto, ma anche al sistema sanitario globale. Se confermato, infatti, il potenziale di produrre organi umani a partire da cellule staminali pluripotenti potrebbe risolvere il problema della scarsità di donatori e ridurre i costi legati ai trattamenti dei pazienti in attesa di trapianto. Inoltre, lo sviluppo di tecnologie per la produzione di organi umani aprirebbe nuove opportunità nel settore biotecnologico, stimolando la nascita di nuove aziende e attività produttive in un settore ad altissima domanda", conclude l'ateneo di Padova. ---universita/ricerca-e-scienzawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Infortuni, Santonastaso (Morti di lavoro): "Trend vittime non frena, ma fa notizia solo Calenzano"
(Adnkronos) - "Il trend delle morti, delle vittime sul lavoro è immutato. Nonostante tutto quello che viene detto in occasione di eventi che richiamano l'attenzione generale, come ad esempio con quanto avvenuto a Calenzano. Il numero delle morti a dicembre è 2,5 al giorno, che è un po' più bassa di quella che abbiamo visto durante gli altri mesi. È chiaro che poi ci sono delle 'fiammate', delle accelerazioni, per esempio, negli ultimi tre giorni, escludendo oggi, abbiamo avuto 15 vittime in tre giorni, quindi praticamente un morto ogni quasi cinque ore, 488 minuti per la precisione". Così, con Adnkronos/Labitalia, Piero Santonastaso, giornalista, ideatore e curatore di 'Morti di lavoro', progetto partito su Facebook e oggi anche su Instagram e in cui racconta, e dà conto, del fenomeno degli incidenti sul lavoro al di là dei dati ufficiali. Secondo i dati raccolti da Santonastaso per 'Morti di lavoro' nel 2024 sono 1093 i morti (sul lavoro 827; in itinere 265; media giorno 3,1). Un progetto, quello di 'Morti di lavoro', che si sta sempre più allargando. "Alla fine di novembre abbiamo fatto un evento nella sede centrale di Inail insieme alla onlus Rete Iside, per la premiazione di un concorso fotografico che si chiama 'Lavoro in sicurezza', giunto alla seconda edizione. Io sono nella giuria e abbiamo premiato la serie di foto legate proprio ai problemi del lavoro e della sicurezza, e della mancata sicurezza", spiega Santonastaso. Un lavoro quotidiano, quello portato avanti con 'Morti di lavoro', che cerca di mettere in luce le criticità di tanti casi di infortuni mortali che non finiscono sulla ribalta nazionale ma raccontano di vite sfumate in un attimo, spesso, per mancato rispetto delle regole. "Dipende dall'attenzione che viene riservata dai giornali, dalla clamorosità dei casi, dal fatto, per esempio, che ci sia un'esplosione come quella di Calenzano, che accade in un punto assai critico, sul quale però nessuno ha avuto qualcosa da ridire negli ultimi 70 anni, perché quello è un deposito che sta lì dagli anni 50. Occorre sempre un incidente clamoroso perché si parli di infortuni sul lavoro. Come qualsiasi altro argomento si parli in Italia c'è un momento di grande attenzione, poi pian piano cala. Purtroppo è abbastanza normale per la nostra mentalità che possa accadere di morire facendo il proprio lavoro", commenta amaro Santonastaso. E sta diventando abbastanza normale che a perdere la vita sia qualcuno che nel mondo del lavoro si è appena affacciato. "Andrea Bedon -racconta- è morto il 3 dicembre in Veneto, in provincia di Treviso. Lui a 17 anni faceva già il meccanico ed è morto andando a lavoro in motorino, un infortunio in itinere. 50 anni fa era normale che si vedessero i 16enni, i 17enni andare al lavoro da questo o da quello, fare gli apprendisti, ma oggi a me turba abbastanza che un ragazzino di 17 anni si senta già, come dire, parte del sistema produttivo invece di pensare ad altro", sottolinea. E la storia di Andrea, purtroppo, non è l'unica che riguarda giovanissimi ad essere raccontata da Santonastaso con 'Morti di lavoro'. "Nell'esplosione della fabbrica abusiva di fuochi d'artificio che c'è stata il mese scorso in Campania, è morto un giovane padre di famiglia, aveva 19 anni. E poi un 19enne morto in Puglia che lavorava nel settore agricolo. Insomma si muore molto giovani, ma si muore, visto che si allunga l'età lavorativa, anche in età molto avanzate", sottolinea. Manca la cultura della sicurezza del lavoro, la formazione ma anche i controlli. "A Calenzano -sottolinea con rammarico Santonastaso- se fosse stato fatto tutto secondo le regole non ci sarebbero stati lavori di manutenzione in contemporanea alla normale attività di trasferimento di carburanti e quella è una bomba innescata che sta lì da 70 anni, poi c'è cresciuta una città intorno, nessuno ha pensato di spostarla. E' un cane che si morde la coda perché non ci sono i controlli, ci sono 12 mila enti che si dividono le competenze, sono tutti sotto organico", conclude. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Brembo smentisce una fake news che coinvolge la scuderia Ferrari
(Adnkronos) -
Brembo, leader globale nella progettazione e produzione di sistemi e componenti frenanti ad alte prestazioni per i principali produttori di auto smentisce riguardo le voci diffuse oggi, giovedi 12 dicembre, su alcuni organi di informazione online, che affermavano di una possibile rottura della collaborazione con la Scuderia Ferrari.
L'azienda bergamasca è fornitore di tutti i team in Formula 1 e nello specifico con Ferrari fornisce e sarà fornitore di tutti i componenti dell'impianto frenante, inclusi i disci in carbonio, nelle prossime stagioni di Formula 1. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Giubileo, Corrado Sassu (Casa a prima vista): "A Roma spinge prezzi e canoni alle stelle"
(Adnkronos) - "Vivace è dire poco. Con l’inizio del Giubileo - fissato con l’apertura della Porta Santa il 24 dicembre - il mercato immobiliare di Roma mostra segni di effervescenza senza precedenti, sia sul fronte dei prezzi di vendita, sia su quello dei canoni di locazione. Ma quanto pesa la corsa al rialzo sul portafoglio di chi cerca casa? I numeri non lasciano spazio a dubbi: i primi registrano un aumento generale del 4-5%, mentre i secondi subiscono un’impennata significativa del 15%-20%". A dirlo è Corrado Sassu, protagonista di 'Casa a prima vista', che negli ultimi anni ha visto Roma cambiare pelle, quartiere dopo quartiere. "Questo Giubileo sta creando una Roma nuova, da un lato più viva e aperta, ma dall’altro sempre più inaccessibile per chi è in cerca di un immobile da comprare o da affittare. Il boom che si respira oggi ha una portata storica paragonabile all’effetto delle grandi esposizioni universali in altre città europee. Quello che sta generando un evento dal respiro mondiale come questo è un "effetto calamita", capace di trasformare intere zone della città in contesti di lusso e turismo di alto livello, restringendo le possibilità di accesso per molti romani", afferma Sassu. "Il centro storico, come Trevi e Campo Marzio, vede una rapida escalation dei prezzi al metro quadro. Le stime prevedono che si passi da una media di 7.900 euro di novembre 2024 a una di oltre 8.100 euro del 2025. Spostandosi verso Prati, Parioli e Flaminio i valori immobiliari, che si attestano mediamente sui 5.500 euro al metro quadro, l’anno prossimo potrebbero superare i 6.000 euro circa. Nei quartieri Gregorio VII e Balduina, storicamente residenziali e meno affollati ma che risentono della vicinanza al Vaticano, i prezzi seguono la tendenza generale: si prospetta che passino da circa 4.300 euro al metro quadro a 4.600 euro stimati". "L'aumento generalizzato dei prezzi non risparmia nemmeno le zone della periferia. Da un lato i quartieri a sud di Roma, come Eur e Ostiense, che probabilmente raggiungeranno il tetto dei 4.300-4.500 euro circa al metro quadro contro i 3.800 euro di novembre. Dall’altro Trionfale e Monte Mario, che passeranno da 2.800 medi al metro quadro a 3.100 euro al metro quadro", dichiara. Se i prezzi di vendita fanno riflettere, i canoni d’affitto non sono da meno. Con l’avvicinarsi dell'apertura della Porta Santa le opzioni disponibili per chi cerca una locazione a lungo termine nella Capitale si stanno riducendo ancora di più e le poche opportunità rimaste raggiungono livelli decisamente elevati. "Se prima un monolocale nelle zone di pregio del centro storico - sottolinea - si affittava a circa 900 euro al mese, col Giubileo potrebbe addirittura superare 1.000 euro. Per non parlare di bilocali e trilocali. Mentre i primi - tradizionalmente con canoni intorno a 1.200 euro al mese - toccheranno quota 1.400 euro circa al mese, i secondi si aggireranno più o meno intorno a 1.600 euro al mese, contro i 1.400 euro al mese pre Giubileo. Per quadrilocali e appartamenti di grandi dimensioni, con canoni medi che partono da 1.850 euro al mese, le previsioni parlano di oltre 2.000 euro al mese e 5.000 euro al mese per soluzioni turistiche di lusso". Spostandosi in periferia il panorama rimane lo stesso, con canoni di locazione che, seppur più accessibili, rimangono mediamente alti. "Parliamo di cifre che si aggirano sugli 850 euro al mese per un monolocale, rispetto ai 700 euro al mese pre Giubileo. I bilocali, invece, un tempo più o meno affittabili a 850 euro al mese, probabilmente toccheranno i 1.000 euro al mese, mentre i trilocali sfioreranno i 1.300 euro al mese contro i 1.000 euro di adesso", conclude. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Studio italiano scopre causa disturbi polmonari Long Covid
(Adnkronos) - Scoperta la causa dei disturbi alla base dei disturbi polmonari nei pazienti che soffrono della sindrome Long Covid, aprendo la strada a una possibile terapia. Sono i risultati di uno studio di Monzino e Università Statale di Milano, pubblicati sul 'Journal of American College of Cardiology Basic to Translational Science' , identificano nell’infiammazione di basso grado e nell’attivazione piastrinica la causa dei danni polmonari, responsabili dei maggiori disturbi nella sindrome Long Covid, rendendo possibile una cura farmacologica personalizzata. A mettere a segno la scoperto è stato un gruppo di ricercatori dell’Irccs Centro Cardiologico Monzino e dell’Università degli Studi di Milano, guidati da Marina Camera, responsabile dell’Unità di Ricerca di Biologia Cellulare e Molecolare Cardiovascolare del Monzino e Professore Ordinario di Farmacologia presso l’Università Statale di Milano, in collaborazione con i clinici del Centro Cardiologico Monzino e dell’Istituto Auxologico Italiano. I dati della ricerca "evidenziano che in questi pazienti il danno polmonare può essere causato da uno stato infiammatorio con attivazione delle piastrine che legandosi ai leucociti formano nel sangue degli etero-aggregati. Questi etero-aggregati, entrando nel microcircolo polmonare, possono determinare danno vascolare e alveolare promuovendo deposizione di tessuto fibrotico responsabile dei principali sintomi riferiti dai pazienti con Long Covid (dispnea, dolore toracico, astenia etc etc). Mediante esperimenti in vitro effettuati con il plasma di questi pazienti, lo studio suggerisce anche che i farmaci antiinfiammatori e antiaggreganti, come la comune aspirina, sono in grado di contrastare questi processi e rappresentano dunque una potenziale opzione terapeutica". Benché l’emergenza pandemica Covid-19 sia terminata, "il virus persiste nella popolazione e gli effetti di lungo termine dell’infezione - il cosiddetto Long Covid appunto - hanno ancora un forte impatto negativo sulla qualità di vita di un’alta percentuale di soggetti che hanno contratto la malattia in forma più o meno grave. I sintomi più preoccupanti - avverte la ricerca - del Long Covid sono riconducibili alla compromissione del parenchima polmonare e possono durare anche un anno dopo la fase acuta dell’infezione. Per questo la ricerca cardiovascolare internazionale si è concentrata sulle cause della persistenza dei sintomi post-Covid". Diversi studi sostengono l’ipotesi che il danno polmonare sia causato dalla prolungata disfunzione endoteliale e dall’attivazione delle cellule immunitarie, con produzione di citochine che sostengono il processo infiammatorio. Tuttavia la fisiopatologia dei sintomi e le ragioni dello stato infiammatorio e della conseguente disfunzione polmonare non sono state del tutto chiarite. “I nostri studi hanno identificato un ruolo centrale, che nessuno aveva ancora considerato, sia dell’infiammazione cronica di basso grado che delle piastrine. Livelli anche di poco superiori ai limiti di normalità di proteina C reattiva e di interleuchina 6 possono infatti sinergizzare e sostenere l’attivazione delle piastrine. Gli aggregati che esse formano con i leucociti potrebbero dunque spiegare la disfunzione polmonare promuovendo deposizione di tessuto fibrotico che compromette la funzionalità polmonare”, afferma Marina Camera. “Nell’era Covid, fra luglio e ottobre 2020, abbiamo reclutato presso il Centro Cardiologico Monzino e l’Istituto Auxologico Italiano 204 pazienti che avevano contratto il Covid nei mesi precedenti. Escludendo chi soffriva di gravi malattie pregresse o stava assumendo una terapia anticoagulante, abbiamo identificato 34 pazienti con sintomi di Long Covid che sono stati quindi confrontati con altrettanti soggetti che non presentavano sintomi dopo l’infezione da Covid-19. A questi soggetti è stato effettuato un prelievo di sangue per la valutazione dello stato di attivazione delle piastrine. I dati ottenuti hanno chiaramente indicato come nei soggetti sintomatici il danno polmonare evidenziato dagli esami Tac sia significativamente associato a un fenotipo piastrinico pro-infiammatorio”, spiega Marta Brambilla, ricercatrice del centro Cardiologico Monzino e prima firma del lavoro. La ricerca pubblicata su 'Jacc' va a completare gli studi sull’impatto cardiovascolare del Covid-19, confermando l’eccellenza, riconosciuta a livello internazionale, del Centro Cardiologico Monzino su questo fronte. “Abbiamo dapprima identificato nel profilo procoagulante piastrinico il meccanismo responsabile delle complicanze trombotiche nei pazienti con infezione acuta da Covid-19. Abbiamo anche evidenziato che i quattro vaccini anti-Covid utilizzati durante la pandemia, pur inducendo un transiente stato infiammatorio tipico della stimolazione immunitaria, non inducono attivazione piastrinica e dunque non aumentano il rischio trombotico nella popolazione generale. Questo ultimo lavoro evidenzia infine non solo i meccanismi fisiopatologici, ma anche i biomarcatori utili per personalizzare la terapia farmacologica nella gestione della sindrome del Long Covid”, conclude Marina Camera. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Onde d'urto in riabilitazione, medici-fisiatri 'rispettare linee guida'
(Adnkronos) - La terapia riabilitativa con le onde d'urto sotto la lente dei medici-fisiatri. "L'attuale quadro di riferimento internazionale per la buona pratica clinica nella terapia con onde d’urto si basa, in particolare, sulle linee guida emanate nel 2023 dalla International Society for Medical Shockwave Treatment (Ismst). Tali linee guida stabiliscono che il trattamento con onde d’urto focali deve essere eseguito esclusivamente da personale medico qualificato e con una formazione specifica. Al contrario, il trattamento con onde radiali può essere effettuato anche da altri professionisti sanitari a seguito di una diagnosi medica e a condizione che abbiano una formazione certificata nell’ambito". Così in un documento pubblicato sul proprio sito la Società italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (Simfer) fa chiarezza e ricorda le buone pratiche sull'uso delle onde d'urto. "Ciò si è reso necessario anche a causa del crescente numero di contesti in cui vengono erogati trattamenti basati sull’applicazione di energie fisiche, considerando come vi possano essere parametri e modalità di somministrazione estremamente variabili in base alle indicazioni cliniche e alla figura professionale che esegue la terapia - avverte la Simfer - Ad esempio, le diverse combinazioni di lunghezza d’onda, durata dell’irradiazione e potenza dei laser ne hanno consentito un ampio utilizzo in ambito clinico, spaziando da applicazioni meno invasive (come avviene, ad esempio, in dermatologia e riabilitazione), ad altre maggiormente interventistiche (come accade, ad esempio, in chirurgia ed oftalmologia)". La terapia basata sull’utilizzo di onde acustiche include "le onde d’urto focali e le onde radiali. Queste si differenziano per modalità di generazione, caratteristiche fisiche (forma dell’onda, intensità e profondità di penetrazione nei tessuti corporei), effetti biologici ed indicazioni terapeutiche - prosegue la Simfer - A supporto di questa differenziazione, è utile ricordare come l’energia somministrata con le onde d’urto focali venga liberata in un’area relativamente piccola all’interno del corpo (punto focale) e sia definita in mJ/mm2. Al contrario l’effetto terapeutico delle onde radiali, la cui energia somministrata è definita in bar, ha maggiore intensità in corrispondenza della superficie cutanea". Nel 2024, la Società Italiana Terapia con Onde d’Urto (Sitod) ha pubblicato un documento di consenso contenente raccomandazioni generali e indicazioni sulla terapia con onde d’urto. Tale documento recepiva a livello nazionale le linee guida internazionali dell’Ismst e ribadiva che, sulla base di solide evidenze clinico-scientifiche e ragioni medico-legali, l’applicazione delle onde d’urto focali deve essere effettuata esclusivamente da un medico esperto. Inoltre, la Sitod indicava come, previa diagnosi, prescrizione terapeutica e definizione delle modalità di trattamento e dei parametri da parte di un medico esperto, la somministrazione della terapia con onde radiali possa essere eseguita da altri professionisti sanitari qualificati, operanti in stretta collaborazione e sotto la supervisione del medico. In linea con le proprie finalità, la Simfer "adotta e sostiene le raccomandazioni di buona pratica clinica emanate dai principali organi scientifici internazionali e nazionali in materia di onde d’urto (Ismst e sitod), riconoscendone la piena coerenza con lo strumento operativo fondamentale della presa in carico riabilitativa, rappresentato dal team multidisciplinare, composto da professionisti sanitari della riabilitazione e da personale socio-sanitario e assistenziale con specifica formazione riabilitativa, che opera sotto la responsabilità del medico specialista", conclude il documento. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)










