LG presenta al CES 2025 una nuova soluzione di per la sicurezza dei veicoli

(Adnkronos) - In occasione del CES 2025, LG Electronics (LG), leader tecnologico nel settore della mobilità, presenterà “AI In-Vehicle Experience”, la soluzione basata sull’Intelligenza Artificiale (IA) sviluppata per garantire un’esperienza di guida più sicura e confortevole, grazie alla tecnologia Vision AI che ottimizza le condizioni all’interno dell’abitacolo in base alle esigenze dei passeggeri. “AI In-Vehicle Experience” utilizza due sistemi principali per eseguire un’analisi dell’abitacolo e del conducente: il Driver Monitoring System (DMS) e il Driver and Interior Monitoring System (DIMS). Queste simulazioni mostreranno come la tecnologia di LG è in grado di analizzare con precisione le condizioni di guida e lo stato del conducente in tempo reale. "Dotata di Affectionate Intelligence, la tecnologia empatica di LG, la nostra nuova e straordinaria soluzione di bordo offre ai produttori di auto ottime prestazioni in termini di qualità e flessibilità, garantendo al contempo a conducenti e passeggeri un’esperienza di guida più sicura e piacevole", ha dichiarato Eun Seok-hyun, presidente di LG Vehicle Solution Company.
 

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Tumori, ok a nuove terapie per neoplasie endometrio, retto e polmone

(Adnkronos) - Le agenzie del farmaco europea e americana hanno dato parere favorevole a 3 nuove terapie messe a punto da Gsk per la cura dei tumori dell'endometrio, del retto e del polmone.  Il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) - informa l'azienda farmaceutica - ha espresso parere favorevole all'indicazione in prima linea di dostarlimab in combinazione con chemioterapia (carboplatino e paclitaxel) per il trattamento di tutte le pazienti adulte con carcinoma endometriale primario avanzato o ricorrente candidate alla terapia sistemica. Ciò includerebbe le pazienti con tumori mismatch repair proficient (Mmrp)/microsatellite stable (Mss), che rappresentano il 70-75% delle diagnosi di carcinoma endometriale e che hanno opzioni di trattamento limitate. L'autorizzazione all'immissione in commercio da parte della Commissione europea è prevista nel primo trimestre del 2025. La domanda di ampliamento dell'uso di dostarlimab si basa sui risultati della Parte 1 dello studio di fase III Ruby, che ha raggiunto i 2 endpoint primari di sopravvivenza libera da progressione (Pfs) e sopravvivenza globale (Os), dimostrando un beneficio statisticamente e clinicamente significativo nell'intera popolazione delle pazienti trattate con dostarlimab più carboplatino-paclitaxel rispetto alla sola chemioterapia. Dostarlimab in associazione alla chemioterapia è l'unico regime basato sull'immuno-oncologia a mostrare un beneficio di Os statisticamente significativo in questa popolazione di pazienti. Le analisi di sicurezza e tollerabilità, nel trial Ruby, hanno mostrato un profilo di sicurezza per dostarlimab più carboplatino-paclitaxel che era coerente con i profili di sicurezza noti dei singoli agenti. L'Ema ha inoltre concesso la designazione di 'Priority medicines' (Prime) per Gsk5764227 (Gsk'227), il coniugato farmaco-anticorpo (Adc) mirato a B7-H3 in fase di valutazione per il trattamento di pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso recidivante (Es-Sclc). La designazione Prime supporta lo sviluppo di medicinali che potenzialmente offrono un importante vantaggio terapeutico per i pazienti. Tale designazione, in questo caso, è supportata dai dati clinici preliminari dello studio Artemis-001. Si tratta di uno studio multicentrico di fase I, in aperto, condotto su oltre 200 pazienti, che valuta la sicurezza, la tollerabilità e l'attività antitumorale preliminare nei tumori solidi localmente avanzati o metastatici, tra cui Es-Sclc recidivante, condotto da Hansoh Pharma. I risultati di efficacia e sicurezza di questo studio sono stati presentati alla Conferenza mondiale sul cancro ai polmoni del 2024 all'inizio di quest'anno. Gsk ha recentemente avviato uno studio globale di fase I al fine di supportare un percorso di registrazione per Gsk'227. Infine, la Food and Drug Administration (Fda) statunitense ha concesso la designazione di terapia innovativa a dostarlimab per il trattamento di pazienti affetti da carcinoma rettale localmente avanzato con deficit del mismatch repair (dMmr)/instabilità microsatellite elevata (Msi-H). La Breakthrough Therapy Designation mira ad accelerare lo sviluppo e la revisione di farmaci con il potenziale di trattare una condizione grave e in cui le prove cliniche preliminari indicano un miglioramento sostanziale rispetto alla terapia attualmente disponibile.  La designazione di Breakthrough Therapy della Fda è supportata da dati clinici preliminari dello studio collaborativo di fase II in corso, supportato da Gsk, con il Memorial Sloan Kettering Cancer Center. Nel carcinoma rettale dMmr localmente avanzato di prima linea, lo studio ha mostrato una risposta clinica completa (cCr) senza precedenti del 100% in tutti i 42 pazienti che hanno completato il trattamento con dostarlimab, per i quali non si è trovata nessuna evidenza di tumori dalla risonanza magnetica per immagini, dall'endoscopia, dalla scansione Pet e dall'esame rettale digitale. E' stata osservata una risposta clinica completa sostenuta con un follow-up mediano di 26,3 mesi (95% CI: 12,4-50,5), nei primi 24 pazienti valutati.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Codice strada, Giaretta (Assosharing): "Per monopattini servono emendamenti su assicurazione e casco"

(Adnkronos) - "Le norme sui monopattini sono inapplicabili, ci aspettiamo degli emendamenti sul tema dell'assicurazione e sul casco". Lo dice in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia Andrea Giaretta, vicepresidente Assosharing. "Il contrassegno, volgarmente definito targa, non è legato - spiega - a un numero di telaio, dovrà essere definito dai decreti ministeriali, quindi non si sa ancora come verrà fatto. Lo sharing dal 2021 segue le norme varate, le città hanno un continuo monitoraggio e si registrano zero vittime; quindi, dal nostro punto di vista, forse bastava far applicare le norme esistenti identificando un metodo di tracciamento dei trasgressori".  "In realtà - sottolinea - il ministero ha previsto normative non praticabili. In primis, il discorso assicurativo: è stata introdotta una Rc Auto, responsabilità civile auto, e non so cosa abbiano a che vedere i monopattini con le auto. Non è possibile avere un Rc Auto per i monopattini perché si tratta di una 'casistica specifica' dell'Rc terzi che vale per le auto, lo dice anche la Corte europea. E su questo ci aspettiamo che ci sia una correzione". "Per quanto riguarda, invece, il discorso casco - avverte Giaretta - non è possibile offrirlo, non c'è un sellino perché i mezzi sono per definizione privi di seduta. E inoltre i monopattini non hanno nessun tipo di bauletto o altro. E' impossibile anche sperare che ogni turista arrivi con il proprio casco, perché è proprio fuori da ogni ottimistica previsione. Forse andava identificato un perimetro in cui si possa dimostrare la sicurezza del servizio, quindi entro determinati limiti di velocità, magari lavorando anche sulle potenze dei mezzi. Ci aspettiamo degli emendamenti per rendere le cose circoscrivibili all'ambito del reale sia sull'assicurazione, sia sul discorso casco, magari legandolo alle potenze e alla velocità".  ---lavoro/normewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Revolut lancia l'IBAN italiano con nuovi servizi per i clienti in arrivo nel 2025

(Adnkronos) - Revolut, la superapp finanziaria globale con oltre 50 milioni di clienti, ha annunciato un importante passo avanti nella sua strategia di localizzazione in Italia. Con il lancio della succursale italiana di Revolut Bank UAB il 18 novembre, l'azienda ha introdotto gli IBAN italiani, offrendoli a tutti i nuovi clienti e permettendo ai clienti esistenti di migrare a un IBAN italiano a partire da gennaio 2025. Questa mossa segna un significativo avanzamento nel posizionamento di Revolut come banca principale per stipendi, bollette e addebiti diretti, rendendo le operazioni bancarie quotidiane più agevoli per i clienti italiani.
 
La succursale italiana di Revolut Bank UAB, già operativa dopo un periodo iniziale di test, gestisce i nuovi conti con IBAN italiano, garantendo la supervisione della Banca d'Italia e della Banca Centrale Europea. Questo cambio non solo facilita le transazioni bancarie ma rafforza anche la fiducia dei consumatori nella sicurezza e nella stabilità dei servizi offerti da Revolut. Oltre agli IBAN italiani, Revolut ha lanciato prestiti personali flessibili e senza costi aggiuntivi, con piani di espansione per introdurre ulteriori prodotti di credito nel 2025. Questi sviluppi sono in linea con la visione di Revolut di diventare un hub finanziario completo, integrando servizi bancari tradizionali con soluzioni innovative per rispondere alle esigenze della clientela moderna. 
Ignacio Zunzunegui, Head of Growth Sud Europa di Revolut, ha sottolineato l'evoluzione dell'offerta di Revolut: "Da una semplice carta per viaggiare a un ecosistema finanziario completo, abbiamo centrato il nostro obiettivo di innovare e creare valore per i nostri clienti. Con il lancio degli IBAN italiani, facciamo un ulteriore passo avanti nell'affermarci come la principale scelta bancaria in Italia." 
Revolut sta registrando una crescita significativa in Italia, essendo l'app finanziaria più scaricata nel 2024 e avendo raggiunto i 2 milioni di clienti a giugno anche grazie a strategie di marketing innovative e orientate ai dati per attrarre e mantenere una base di clienti diversificata. Le campagne sono focalizzate su soluzioni personalizzate e tecnologicamente avanzate, mirando a trasformare l'esperienza finanziaria degli utenti attraverso una comunicazione diretta e interattiva.
 

 
Con una proiezione di arrivare a 3 milioni nei primi mesi del 2025, la superapp dimostra la sua capacità di adattarsi e crescere in un mercato competitivo. Nel 2024, gli utenti italiani hanno effettuato 300 milioni di transazioni, con un incremento dell'86% rispetto al 2023, e quasi il 70% di queste transazioni sono state nazionali, confermando l'uso di Revolut come conto abituale. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


2WATCH chiude il 2024 con crescita record nel settore del gaming e dell'intrattenimento digitale

(Adnkronos) - 2WATCH, azienda leader nel mondo del gaming e dell’intrattenimento digitale, ha chiuso il 2024 con risultati straordinari, consolidando il proprio ruolo di leader nel settore e continuando il suo percorso di evoluzione verso un entertainment hub completo e innovativo. Con un incremento del 70% nei ricavi e un quarto trimestre estremamente significativo (+250%), l'azienda si proietta verso il futuro con l'ambizione di ampliare la propria offerta e raggiungere un fatturato di 3 milioni di euro nel prossimo anno.  “Il 2024 è stato un anno straordinario per 2WATCH, un percorso di crescita che ha consolidato la nostra leadership e ci ha spinto ad allargare il nostro posizionamento come entertainment hub a 360 gradi - afferma Fabrizio Perrone, Ceo di 2WATCH. Il nostro obiettivo è sempre stato chiaro: innovare, connettere e creare valore. Abbiamo saputo interpretare i bisogni delle nuove generazioni e costruire un ecosistema dove contenuti, talenti e tecnologie si fondono per ridefinire l’intrattenimento digitale. Guardando al futuro, il nostro focus sarà sull’espansione: puntiamo a 3 milioni di euro di fatturato e all’acquisizione di nuovi brand digitali. Continueremo ad investire sulla qualità dei contenuti e sulla scalabilità delle nostre produzioni, sfruttando tecnologie avanzate come l’IA e la virtual production” Il focus di 2WATCH per il futuro è sull'espansione, mirando a una crescita significativa del fatturato e all'acquisizione di nuovi brand digitali. L'azienda continuerà a investire nella qualità dei contenuti e nella scalabilità delle produzioni, sfruttando le ultime tecnologie come l'intelligenza artificiale (IA) e la produzione virtuale. 2WATCH si posiziona come un editore di nuova generazione, progettato per rivoluzionare la creazione di brand digitali e community attraverso la produzione di contenuti integrati in un unico ecosistema sinergico. Tra i progetti di spicco vi è "Gamethology", la più grande community di appassionati di gaming in Italia con oltre 700.000 follower, e "Kids Education", che utilizza IA e CGI per creare contenuti educativi scalabili. Inoltre, "Vico Alleria", la sit-com social che ha superato il milione di follower e conquistato il pubblico teatrale con diversi sold-out, dimostra la capacità dell'azienda di ingaggiare e intrattenere il pubblico con formati innovativi. Nel 2025, 2WATCH prevede di espandere ulteriormente la propria offerta editoriale con nuovi progetti dedicati allo sport, al food, al cinema e al contenuto visivo. La divisione Virtual Production di 2WATCH Studios rappresenta il cuore tecnologico dell'azienda, unendo innovazione e creatività. Investimenti in CGI, Motion Capture e tecnologie AI permettono di offrire produzioni all'avanguardia, da contenuti social a brand digitali. Questa infrastruttura avanzata supporta trasversalmente i progetti editoriali e i talenti dell'azienda, creando contenuti scalabili, innovativi e altamente ingaggianti. Con figure di spicco come la cosplayer Antonella Arpa (Himorta), il doppiatore di Spiderman Alex Polidori e il commentatore sportivo Michele Danese, 2WATCH continua a integrare talenti rilevanti che arricchiscono l'offerta di contenuti e l'appeal del brand. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Meeting Aiic, ingegneria clinica protagonista su dati per governance tecnologie

(Adnkronos) - "E' stato un evento di successo che ha coinciso con la pubblicazione, da parte di Agenas, dei dati sulla distribuzione delle grandi apparecchiature sanitarie in Italia nel 2024. Possiamo dire che abbiamo raggiunto l'obiettivo primario: riunire nello stesso luogo i professionisti delle grandi tecnologie ospedaliere, i referenti istituzionali regionali e delle centrali di committenza, i rappresentanti delle agenzie nazionali ed il mondo della produzione, per interrogarci tutti insieme su come contribuire alla sempre più corretta, vasta e puntuale raccolta dei dati ai fini di una programmazione efficace. Ci sembra che da qui si possa partire verso una nuova stagione della sanità". Lo ha detto Lorenzo Leogrande, past-president Aiic, Associazione italiana ingegneria clinica, che ha presieduto il quarto Meeting Aiic 'Quali dati per la governance delle tecnologie in sanità', svoltosi nei giorni scorsi a Verona. Il meeting, a cui hanno partecipato oltre 300 professionisti da tutta Italia, è stato aperto dal messaggio di Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, che ha inviato il suo plauso all'incontro "che rappresenta un'opportunità per condividere conoscenze esperienze e innovazioni nel campo dell'ingegneria clinica, settore fondamentale per la salute e il benessere della nostra società", e proposto da professionisti impegnati "nel migliorare le tecnologie ed i processi che supportano un sistema sanitario".  L'idea di fondo "da cui è partita la nostra associazione - precisa Umberto Nocco, presidente Aiic - e che abbiamo approfondito nei lavori del meeting, è che possediamo un patrimonio di informazioni consistente legato alle tecnologie installate, uno scrigno informativo destinato a crescere. Sappiamo guardare i dati, siamo in grado di approfondirli e analizzarli per fornire strumenti intesi come supporto decisionale per le aziende sanitarie. Quindi, a partire da Verona, la nostra professione si mette a disposizione di tutti gli stakeholder per essere il luogo di raccolta e di lettura di tutti quei dati utili alla gestione strategica e quotidiana della sanità territoriale". Il commento finale dell'incontro è stato proposto da Davide Fasoli, coordinatore regionale Aiic Veneto, insieme a Rudi Coatto, entrambi tra i moderatori delle sessioni dell'evento. "Avevamo lanciato una sfida - ricordano - fare un passo in avanti come professionisti su un argomento che gestiamo tutti i giorni, il dato relativo alle apparecchiature come occasione per migliorare i processi e le performance. Adesso vogliamo entrare nella fase operativa: mettere in pratica nelle nostre aziende questa responsabilità per garantire efficienza, controllo, razionalizzazione e risparmio".  Il prossimo passo, come annunciato nella sessione finale del meeting, è nelle mani del Centro studi Aiic. "Abbiamo programmato un lavoro di stesura di un position paper Aiic - conferma Stefano Bergamasco, coordinatore del Centro studi - che avrà come punto di partenza la corretta identificazione delle tecnologie biomediche come piattaforma di riferimento globale di quell'universo di dati che devono essere standardizzati, resi interoperabili ed offerti all'intera comunità della sanità, sia professionale che di governance. Per il documento ci muoveremo partendo dai precedenti testi del nostro gruppo di lavoro sulla gestione, ma tenendo conto ovviamente delle novità emerse negli anni, in particolare a livello regolatorio europeo con l'identificativo Udi e la banca dati Eudamed. Con questo approccio crediamo di poter avviare un lavoro utile non solo in chiave nazionale, ben coscienti del fatto che anche negli ultimi anni l'Italia è stata di riferimento in questo ambito, con la sua Classificazione nazionale dei dispositivi medici Cnd, avviata nel 2005, aggiornata negli anni successivi, ed ora adottata a livello comunitario come Nomenclatore su scala europea".  All'evento ci sono stati, inoltre, gli interventi di: Simona Ravizza, giornalista e autrice, insieme a Milena Gabanelli, del volume 'Codice Rosso', dedicato alle criticità, anche tecnologiche, della sanità nazionale; Alessandro Preziosa, Elettromedicali Confindustria; Guido Beccagutti, Confindustria dispositivi medici; Massimo Pulin, presidente Confimi Sanità; Callisto Marco Bravi, Aou Verona; Roberto Toniolo, Azienda Zero Veneto; Adriano Leli, Azienda Zero Piemonte; Nicola Amadori, Regione Emilia Romagna; Marco Niccolai, Regione Toscana; Massimo Di Gennaro, Estar Campania; Carmine Basilicata, ministero della Salute, ed Enrica Giarmoleo di Agenas. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Osservatorio sulla Cybersecurity: solo il 61% delle imprese ha intrapreso un cammino strutturato verso la NIS2

(Adnkronos) - Alla Sala Stampa della Camera dei deputati si è svolta stamattina lunedì 16 dicembre, la presentazione dell’Osservatorio sulla Cybersicurezza con focus sulla direttiva europea NIS2. L’iniziativa è stata promossa dall’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori in collaborazione con Tinexta Cyber con l’alto patrocinio degli Uffici del Parlamento Europeo in Italia e di Assintel Confcommercio. La Direttiva NIS2, recentemente recepita in Italia con il Decreto Legislativo 138/2024, segna una pietra miliare nella costruzione di un sistema europeo più sicuro e resiliente. La normativa non è solo un compito obbligatorio da rispettare, ma un'opportunità per le imprese di ripensare la propria visione della sicurezza e della continuità operativa, in un mondo che cambia rapidamente. Il cuore della NIS2 è il concetto di "resilienza digitale", un valore che deve permeare tutte le attività aziendali. La direttiva impone alle organizzazioni di adottare misure di sicurezza adeguate, di gestire i rischi in modo sistematico e di promuovere una cultura della sicurezza informatica a tutti i livelli. Le aziende, sia che operino nei settori critici sia che facciano parte di catene di fornitura fondamentali, sono chiamate a investire in una protezione che non solo difenda contro gli attacchi, ma che permetta loro di reagire e adattarsi in modo tempestivo e proattivo alle nuove minacce.  Non si tratta semplicemente di adeguarsi a un insieme di regole, ma di intraprendere un percorso di maturazione e di consapevolezza. “Questa analisi Tinexta Cyber rappresenta un punto di partenza essenziale per comprendere lo stato di preparazione delle imprese italiane di fronte alle sfide della direttiva Nis2. E l'incontro di oggi un'opportunità unica per un confronto diretto tra aziende, istituzioni e politica, fondamentale per orientare le azioni future in tema di cybersecurity. Un passo cruciale per creare un ecosistema in grado di proteggere i dati e garantire la continuità operativa del sistema-paese. Solo un approccio condiviso potrà rafforzare la nostra sovranità digitale e garantire una reale resilienza." – Andrea Monti, Direttore Generale di Tinexta Cyber. "Le minacce cyber si sono evolute, spostandosi dal crimine organizzato verso un contesto geopolitico sempre più teso. Il vero cambio di paradigma portato dalla Nis2 è il concetto di resilienza: non solo protezione, ma anche la capacità di mantenere continuità operativa in scenari complessi. Il nostro obiettivo deve essere quello di abbattere il rischio ove possibile e trasformare il rischio residuo in resilienza, adottando un approccio che consenta alle imprese di reagire rapidamente e mantenere la sicurezza anche in contesti imprevedibili. Il trasferimento delle best practice militari al contesto aziendale rappresenta una strategia fondamentale per affrontare le sfide attuali e future." – Pierguido Iezzi, Strategic Business Director di Tinexta Cyber. 
Ma qual è il livello di maturità delle imprese dinnanzi a questo cambiamento? Secondo l'analisi condotta da Tinexta Cyber sulle aziende italiane il livello medio di compliance è ancora lontano dalla piena conformità, con solo il 61% delle imprese che hanno intrapreso un cammino strutturato verso la NIS2. In particolare, settori fondamentali come la gestione del rischio e la formazione del personale sono ancora carenti, mettendo in evidenza una lacuna critica nella preparazione delle aziende a fronteggiare le sfide imposte dalla normativa. La riflessione che emerge da questa analisi è chiara: la compliance non è solo una questione di sanzioni o di adempimenti burocratici, ma una leva strategica per il rafforzamento della competitività. Adottare un approccio strutturato alla sicurezza significa non solo proteggere i propri asset, ma anche dimostrare una gestione responsabile dei rischi ai clienti, ai partner e alle istituzioni. In un panorama in cui la fiducia è un valore fondamentale, essere conformi alla NIS2 non è solo una questione legale, ma una dichiarazione di intenti verso un futuro più sicuro e trasparente. Questo percorso di adattamento alla NIS2 deve coinvolgere ogni livello aziendale, a partire dai vertici. Il consiglio di amministrazione (CdA) è chiamato a un ruolo attivo nella gestione dei rischi informatici, assumendo una responsabilità diretta nella definizione delle strategie di sicurezza. La crescente complessità delle minacce e l'evoluzione continua dei modelli di business impongono una visione integrata della sicurezza che deve partire dal top management, coinvolgendo tutte le funzioni aziendali, dalla governance alla gestione operativa.  I temi principali oggetto della conferenza, oltre alla presentazione dei dati dell’Osservatorio, sono state le prospettive e le azioni sul mondo innovazione, difesa e sicurezza tra imprese e pubblica amministrazione. Tra le autorità intervenute: l’On. Alessandro Giglio Vigna Presidente Commissione Affari Europei Camera dei deputati; l’On. Marco Pellegrini Commissione Difesa e Membro del COPASIR - Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica; Francesco Tufarelli Direttore Generale Presidenza del Consiglio dei ministri; Giovanni Ponti Responsabile ICT & Cybersicurezza Agenzia ENEA; il Generale Domenico Rossi, già Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito e Sottosegretario di Stato al Ministero della difesa. “Ringrazio ANGI per questa grandissima iniziativa e sono stato lieto di aver ospitato e promosso questo appuntamento nella Camera dei Deputati, la XIV Commissione permanente, che mi vede oggi presidente, ha trattato sia in fase ascendente sia in fase discendete il tema della Cybersicurezza. Il tema della Cybersecuriry è sempre più importante, oggi possiamo definirlo come uno degli asset strategici del nostro paese. Ancora una volta l'obiettivo è quello di fare rete con gli altri paesi del mondo occidentale in modo da costruire un muro difensivo digitale sempre più forte e più importante per proteggerci da Cyber attacchi e per sconfiggere fenomeni che potrebbero verificarsi di cyber terrorismo, quindi, è giusto che il nostro paese faccia squadra non solo con l'unione europea e con i paese membri ma anche con la Gran Bretagna, con i paesi del vicinato, con il mondo Transatlantico come Canada e Stati Uniti, con il Giappone, con Israele, con Taiwan e con tutti quei paesi che rientrano all'interno della grande famiglia delle Democrazie, con il cosiddetto mondo libero, ovvero l'occidente”. Così l’On. Alessandro Giglio Vigna Presidente Commissione Affari Europei Camera dei deputati. “Innanzitutto, complimenti all’ANGI e a tutte le sue rappresentanze per quello che state facendo sulla questione della cybersicurezza in Italia. È un aspetto davvero centrale e dovremmo fare il massimo per aumentare sia la sensibilità sul tema e sia predisporre tutti gli accorgimenti e le previsioni normative al fine di consentire una difesa più alta possibile verso i potenziali attacchi cyber. Tuttavia, mi sento di affermare che in questo settore, se non si fanno tutti gli investimenti necessari, come credo imponga la situazione in questo momento, passi in avanti significativi non se ne fanno. L'auspicio che io faccio è che tutte le forze politiche che compongono l'attuale maggioranza di governo, prendano coscienza della gravità del problema e quindi capiscono che solo con investimenti in infrastrutture e tecnologie si possa fare dei significativi passi in avanti, se non si fanno le ripercussioni saranno negative per i cittadini, le imprese e le istituzioni”. Così l’On. Marco Pellegrini Commissione Difesa e Membro del COPASIR - Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica. A coordinare i lavori Gabriele Ferrieri, Presidente dell’ANGI (già ForbesU30 e tra i 40under40 più influenti d’Europa sull’innovazione e il digitale) che ha così commentato: “L’innovazione passa per la cybersicurezza, elemento fondante per lo sviluppo delle infrastrutture digitali sicure delle aziende e della pubblica amministrazione e come Associazione Nazionale Giovani Innovatori siamo impegni con i principali player del settore e autorità governative preposte, tra cui l’ACN, per dare il nostro massimo contributo alla resilienza digitale e alla valorizzazione di tali sistema a difesa dell’ecosistema Paese”. In conclusione, la Direttiva deve essere vista come un’opportunità per riflettere su come la cybersecurity può essere un motore di innovazione. Le misure richieste dalla direttiva, se implementate in modo strategico, possono essere un punto di partenza per ripensare i processi aziendali, migliorare l'efficienza operativa e creare nuove opportunità di crescita. Un'azienda che investe in sicurezza non solo riduce i rischi, ma si prepara a cogliere le sfide del futuro con maggiore capacità di adattamento. In questo scenario, Tinexta Cyber si presenta come un interlocutore privilegiato per le imprese italiane che desiderano intraprendere questo percorso. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ferie non godute, Consulcesi ottiene per suoi assistiti oltre 310mila euro

(Adnkronos) - Non è più una concessione eccezionale, ma un diritto vero e proprio essere rimborsati per le ferie non godute. E' questo il messaggio del webinar organizzato da Consulcesi Club (ora disponibile online) sul tema della monetizzazione delle ferie non godute, alla luce delle ultime novità giurisprudenziali. Grazie a decenni di esperienza e competenza nel fornire supporto legale ai professionisti sanitari, la società, proprio su questa questione, ha ottenuto indennizzi per oltre 310mila euro nel 2024 a favore dei propri assistiti. Con l'ordinanza del 24 luglio 2024 (C-689/22), la Corte di Giustizia dell'Unione europea ha confermato il diritto dei dipendenti pubblici a ricevere l'indennizzo per le ferie non godute.  Al webinar, che si è tenuto lo scorso 10 dicembre - si legge in una nota - hanno partecipato gli avvocati Francesco Del Rio, Carolina Limonta e Laura Usanza, oltre che Simona Gori, responsabile Consulcesi Club, che hanno fatto il punto sulle novità normative in materia, sui diritti ormai conclamati dei professionisti e sulle possibili strategie per ottenere l'indennizzo spettante per la mancata fruizione delle ferie. Gli esperti hanno illustrato l'iter necessario per richiedere la monetizzazione, dialogando con i partecipanti per chiarire dubbi, correggere interpretazioni errate della normativa italiana e fornire consigli pratici su come procedere. Il webinar ha inoltre approfondito i doveri del datore di lavoro, le condizioni legali per presentare la richiesta e le tempistiche da rispettare, spiegando gli oneri di prova e i limiti temporali associati al diritto alla monetizzazione.  "La Corte di Giustizia europea - ha spiegato l'avvocato Del Rio nel corso del webinar - ha finalmente posto un paletto importante a un'interpretazione normativa che si trascinava da tempo e che, ancora oggi, viene talvolta citata nelle comunicazioni delle aziende sanitarie. E' stato chiarito che il divieto assoluto di monetizzazione delle ferie non godute rappresenta un'ipotesi residuale. Si tratta di un ribaltamento significativo rispetto alla visione precedente, secondo cui la monetizzazione era possibile solo in casi eccezionali e ben specificati. Ora, invece, è stato stabilito che la monetizzazione è la regola, e le situazioni in cui il lavoratore non può accedervi sono limitate e circoscritte". L'ordinanza C-689/22 della Corte di Giustizia dell'Unione europea, la più recente in materia, si allinea alla sentenza del 18 gennaio 2024 (C-218/22) e a un orientamento giurisprudenziale consolidato da oltre 10 anni. Nel corso del tempo, Consulcesi ha riportato numerosi successi in questo ambito, spesso senza dover arrivare alla fase processuale. Molte aziende, infatti, hanno scelto di avviare soluzioni transattive immediatamente dopo aver ricevuto la notifica del ricorso presentato dai legali della società di consulenza, evitando così di affrontare l'udienza davanti al giudice del lavoro e scongiurando una sconfitta pressoché inevitabile.  Consulcesi Club mette a disposizione dei professionisti sanitari una vasta gamma di servizi progettati per sostenere e semplificare la loro attività professionale. Tra i temi di maggiore interesse spicca proprio quello delle ferie non godute: i clienti che hanno avuto un contratto con il Servizio sanitario nazionale, cessato per dimissioni, pensionamento o altre ragioni, e che possiedono un residuo di ferie non utilizzate, possono accedere a una consulenza legale gratuita. Questo servizio comprende la valutazione della possibilità di richiedere la monetizzazione delle ferie e il calcolo dell'importo economico reclamabile. Per agevolare ulteriormente il processo, è disponibile un tool automatico che stima l'indennizzo spettante, rendendo la procedura semplice e immediata, oltre che un modulo scaricabile ed editabile per richiedere l'accesso agli atti e accertare il numero di ferie maturate e non godute. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Turismo: l'enogastronomia tira sempre di più,+12% viaggiatori a caccia di food&wine

(Adnkronos) - Se nel comparto turistico post Covid si evidenziano, in particolare tra i turisti italiani, i primi segnali di flessione, c’è una specifica categoria che continua a crescere e lo fa a doppia cifra: si tratta del turismo enogastronomico. A evidenziarlo è il 'Rapporto sul turismo enogastronomico italiano', presentato stamane a Parma. Questa nuova edizione, la settima nella storia del Rapporto, è stata curata come di consueto da Roberta Garibaldi, docente all’Università di Bergamo e presidente dell’Associazione taliana turismo enogastronomico, con il supporto di Visit Emilia e Valdichiana Living, il patrocinio di Federturismo, Fondazione Qualivita, Iter Vitis Les Chemins de la vigne en Europe, e la collaborazione dell’Università degli studi di Bergamo, Economics Living Lab e TheFork. I dati del Rapporto certificano che si è ulteriormente consolidato il legame tra gli italiani e il viaggio alla ricerca di cibo, vino, olio e tutte le altre tipicità agroalimentari del territorio italiano. Il 70% degli intervistati dichiara infatti di aver svolto almeno una vacanza negli ultimi tre anni con questa motivazione primaria: le risposte evidenziano un +12% sul 2023 e +49% sul 2016. E mentre il turismo domestico generalista ha segnato un calo nel corso dell’ultima stagione estiva, quello enogastronomico non ha deluso, anzi: c’è un ampio bacino di domanda, stimato in 14,5 milioni di potenziali turisti del gusto, che opta prevalentemente per mete domestiche (64%). La destinazione preferita tra gli italiani, sia per i viaggi passati (39,3%) che per quelli futuri (33,9%), è la Toscana; a seguire troviamo Emilia-Romagna e Puglia, che s’invertono nell’ordine se consideriamo le intenzioni di viaggio.  Come nei semestri passati, l’enogastronomia si conferma fra le esperienze più desiderate anche per i turisti europei: il 15,3% della popolazione del Vecchio Continente (circa 20,6 milioni di potenziali turisti) ha intenzione di affrontarle nei viaggi in programma per questa stagione invernale, a prescindere dalla tipologia di viaggio (mare, city break, culturali e outdoor). Ed è alto anche l’interesse per le mete e le attrazioni a tema cibo dei mercati long-haul: in particolare svettano le destinazioni del Far East (Giappone, Corea del Sud, Cina) e il Brasile. Oggi i turisti ricercano nell’enogastronomia in viaggio una molteplicità di aspetti, sono accomunati da motivazioni ed interessi che trascendono i tradizionali profili. Dal Rapporto emergono cinque nuove tribù enogastronomiche: i 'Ricercatori' (42,1%), che viaggiano per provare nuove esperienze enogastronomiche, entrare in contatto con la comunità locale ed immergersi nella cultura della meta visitata; i 'Festaioli' (23%), turisti che si avvicinano con una certa 'leggerezza' all’enogastronomia, vista come una 'scusa' per stare in compagnia e divertirsi; gli 'Intellettuali' (19%), il cui motto è “viaggiare per arricchire il proprio bagaglio culturale”; i 'Figli dei Fiori' (11,5%), che vedono nel viaggio enogastronomico un’occasione per pensare al proprio benessere psico-fisico e volersi bene; gli 'Edonisti' (4,3%), che decidono di compiere un viaggio enogastronomico per concedersi un lusso.  Il vino (con il 38,1% delle preferenze) è considerato il prodotto più rappresentativo dell’Italia in ambito agroalimentare. Seguono nell’immaginario collettivo nazionale delle icone enogastronomiche del Belpaese l’olio extravergine di oliva (24%), la pizza (22%), la pasta (15%) e i formaggi (11%). A questa ricchezza si unisce la percezione diffusa di un patrimonio unico, genuino, diffuso sull’intero territorio e di qualità. Grazie alla collaborazione con The Fork, il Rapporto 2024 ha mappato le cucine regionali più diffuse. In Italia spicca quella toscana (17,3% dei ristoranti della piattaforma), seguita dalla cucina piemontese e da quella siciliana. All’estero emerge la forza della cucina campana/napoletana. Ma quanto vale il turismo enogastronomico? Per la prima volta il Rapporto fornisce una risposta grazie alla collaborazione con Economics Living Lab, spin-off dell’Università di Verona. L’impatto economico e sociale è significativo, contribuendo a oltre 40 miliardi di euro all’economia italiana nel 2023 - di cui 9,2 diretti, 17,2 indiretti e 13,7 di indotto - con un rapporto benefici/costi pari a 6,9, confermandosi importante per l’economia italiana, con un forte potenziale di crescita e un ruolo non secondario nell’occupazione e nella distribuzione del reddito. Per sfruttare pienamente il potenziale del turismo enogastronomico, il Rapporto 2024 si conclude con una parte propositiva, la più corposa e completa nella storia ormai settennale dello studio ideato da Roberta Garibaldi. Dieci sono le azioni proposte. Modifiche normative per facilitare le imprese produttive nella realizzazione di un’offerta enogastronomica efficace e qualificata: occorre consentire alle imprese agricole e produttive di esercitare le attività turistiche a 360 gradi senza ostacoli burocratici (semplificazione) e approvare norme che agevolino la collaborazione flessibile con figure professionali specializzate, disponibili a chiamata, per supportare le imprese nella gestione turistica e nella creazione di esperienze e percorsi di rete. La realizzazione di infrastrutture e attrazioni dedicate: occorre creare musei nazionali del cibo, dedicati a eccellenze italiane come il vino, l’olio, la pizza e altri prodotti tipici; migliorare l’accessibilità e i collegamenti verso le aree rurali e interne, con soluzioni innovative e sostenibili; sviluppare regolamentazioni che facilitino il trasporto alternativo nelle aree interne, permettendo agli agricoltori o ai residenti di accompagnare i turisti, soprattutto in assenza di mezzi pubblici o taxi.  L’investimento in formazione e innovazione tecnologica: è necessario formare professionisti capaci di mettere in rete i produttori, creare percorsi turistici e supportare le aziende nella commercializzazione delle esperienze e favorire l’uso dell’intelligenza artificiale per migliorare la gestione turistica, garantendo supporto ai piccoli produttori per superare eventuali divari tecnologici. Un nuovo modello di governance, attraverso la creazione di un soggetto inclusivo per condividere le azioni tra gli attori coinvolti (Assessorati, Camere di commercio, Dmo, Strade del Vino, consorzi di produttori, Distretti del Cibo) per pianificare strategie e azioni di promozione comuni, razionalizzando le competenze tra i soggetti attualmente coinvolti per evitare sovrapposizioni e inefficienze. Per ultimo la realizzazione di un piano nazionale di comunicazione e promozione: è necessario sviluppare un sito nazionale dedicato all’enogastronomia, partendo dall’enoturismo, sul modello di quanto già realizzato in Francia e Portogallo, e creare un ufficio stampa internazionale dedicato alla gastronomia italiana, con il compito di organizzare media tour e valorizzare le eccellenze locali, nonché potenziare la presenza dell’Italia nei circuiti di eventi internazionali, come avverrà il prossimo anno a Torino con la presenza dei 50 Best e promuovere l’organizzazione di fiere e saloni B2B dedicati al turismo enogastronomico.  “Queste azioni - spiega Roberta Garibaldi - rappresentano i pilastri per trasformare il turismo enogastronomico in un volano di crescita sostenibile, capace di esaltare le identità territoriali, promuovere l’innovazione e garantire benefici economici, sociali e ambientali. Il successo di queste iniziative richiederà una stretta collaborazione tra istituzioni, operatori e comunità locali, ponendo il turismo enogastronomico italiano come modello di eccellenza a livello internazionale”. Simone Fornasari, presidente di Visit Emilia, osserva: “L’Emilia è una destinazione ideale per il turismo enogastronomico e il territorio di Visit Emilia, la Food Valley italiana, tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia è dal punto di vista dell’enogastronomia un vero patrimonio culturale. Grazie ai tanti prodotti tipici Dop e Igp, le eccellenze riconosciute in tutto il mondo, come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, i Salumi Piacentini, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, i vini, e grazie alle esperienze legate al cibo, organizzate dai produttori della Rete Food&Wine di Visit Emilia, i viaggiatori trovano racchiusi in pochi chilometri il meglio dell’Italia in tavola”. Anche per l’edizione 2024 della pubblicazione, la Valdichiana Senese (in Toscana) conferma il supporto al progetto attraverso la sua Dmo Valdichiana Living. “Siamo orgogliosi di contribuire nuovamente - afferma Michele Angiolini, sindaco di Montepulciano, comune capofila dell’ambito turistico Valdichiana Senese - alla pubblicazione del Rapporto. Nella nostra destinazione, il turismo enogastronomico rappresenta non solo uno strumento di sviluppo socio-economico, ma anche un valido alleato nella tutela del territorio, una necessità che avvertiamo come sempre più prioritaria in un’area rurale come la Valdichiana Senese. La ricerca di Roberta Garibaldi ci fornisce ancora una volta spunti di riflessione importanti per rendere sempre più competitiva la proposta turistico-enogastronomica locale, senza perdere di vista la necessità di preservarne le specificità”.    ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


'Sugli sci arrivare preparati', decalogo ortopedici per vacanze sicure

(Adnkronos) - Vacanze di Natale sulla neve, no al fai-da-te. Se non si vuole farsi male su sci e snowboard è vietato improvvisare, ammoniscono gli esperti della Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot). In montagna bisogna arrivare preparati, è il primo comandamento: attrezzati per le piste, ma anche allenati così da affrontare in sicurezza le discese. E poi attenzione al meteo e a non pretendere troppo da se stessi: se un giorno non ci si sente in forma, meglio deporre le racchette.  "Se si rispettano alcune regole - afferma Pietro Simone Randelli, presidente Siot e direttore I Clinica ortopedica dell'Università degli Studi di Milano, Istituto ortopedico Gaetano Pini - lo sci e lo snowboard sono sport molto divertenti e adatti anche ai bambini. Spesso però salgono sugli sci persone fuori allenamento, che non sono abituate a praticare attività sportiva: questi sono i candidati ideali a farsi male. Allenare i muscoli e fare sport durante l'anno è fondamentale per arrivare preparati in montagna. E prima di ogni discesa, oltre a indossare il casco di protezione, raccomandiamo sempre di controllare le condizioni meteo, la visibilità, la presenza del ghiaccio e anche l'eventuale affollamento delle piste". Il fattore sicurezza dipende da tante variabili, avvertono gli specialisti: "Non basta essere solo preparati atleticamente per affrontare le piste, che siano rosse, blu o nere. Bisogna tenere conto di tanti elementi e ricordare che, soprattutto i principianti e i dilettanti, devono affidarsi alla guida di professionisti che insegnino loro le basi dello sci o dello snowboard. Guai al fai-da-te".  "Uno dei segreti per sciare in sicurezza - aggiunge Randelli - è il buon senso e ascoltare il proprio corpo: se non ci si sente in forma, non bisogna sciare per forza. E poi attenzione ai materiali degli sci, che oggi sono eccellenti e permettono di raggiungere velocità elevate. Chi inizia oppure non è allenato deve andare piano", esorta il presidente della Siot, introducendo il decalogo stilato dalla società scientifica per vacanze sicure sulla neve. Ecco i 10 consigli degli ortopedici: 1. Utilizzare dispositivi di sicurezza. Indossare sempre casco, paraschiena e guanti con protezioni; l'uso è raccomandato per adulti e bambini; 2. Adeguata preparazione fisica. Durante l'anno, e soprattutto alcuni mesi prima di arrivare in montagna, è buona regola dedicarsi a un allenamento mirato per potenziare i muscoli; 3. Fare esercizi di riscaldamento prima delle discese. Ricordarsi dell'importanza dello stretching, utile soprattutto per le articolazioni; 4. Occhio al meteo. Prima di ogni discesa è importante essere bene informati sulle condizioni meteorologiche, la visibilità, le caratteristiche della neve, la presenza del ghiaccio; 5. Mai sottovalutare dolori e fastidi. Prima di partire risolvere qualsiasi tipo di dolore: si tratta di campanelli d'allarme che possono alterare il controllo sul movimento e favorire l'instabilità; 6. Buon senso e ascolto del proprio corpo. Comprendere i propri limiti e mai esagerare, fermandosi se necessario; 7. Prestare attenzione alla velocità. Mantenere una velocità moderata, prestando attenzione a un eventuale sovraffollamento sulle piste; 8. Utilizzare un'attrezzatura adeguata. Sci e snowboard devono essere in buone condizioni e avere ricevuto una manutenzione prima di essere utilizzati, facendo riferimento a un centro specializzato. Gli sci devono essere adeguati alla corporatura, al peso e alle capacità della persona; 9. Rispettare le più comuni regole degli impianti sciistici. Conoscere e rispettare la segnaletica sulle piste, mantenere le distanze che consentano di cambiare direzione o fermarsi in caso di bisogno, senza pericolo per sé e per gli altri; non avventurarsi, se non pratici, nei cosiddetti fuoripista; 10. Evitare di sciare dopo aver bevuto alcolici e no ai pasti pesanti. Mantenere sempre alto lo stato di allerta e attenzione, senza esagerare con gli alcolici prima di una discesa, orientandosi sempre verso pranzi leggeri ed equilibrati. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)