Giubileo, Francioni (Ryanair): "Pronti a dare contributo su connettività, su Ciampino aumentare voli giornalieri"

(Adnkronos) - "Il 2025, con il Giubileo a Roma, sarà un anno estremamente importante e Ryanair è pronta a offrire il proprio contributo per fare in modo che questa città abbia una connettività all'altezza dell'Anno Giubilare. Ryanair è presente oggi a Roma con 17 aeromobili basati, tra l'aeroporto di Ciampino e quello di Fiumicino, per un investimento complessivo di 1,7 miliardi di dollari. Il che supporta oltre 8mila posti di lavoro tra diretti e indotto con un totale di più di mille voli settimanali". Così, in un'intervista con Adnkronos/Labitalia, Fabrizio Francioni, head of communications Italy di Ryanair, sul ruolo che la compagnia irlandese vuole 'giocare' nella Capitale, in cui conta circa 10,5 milioni di passeggeri all'anno, in occasione dell'Anno Giubilare che si apre il prossimo 24 dicembre.  La spinta che Ryanair metterà in campo nel 2025 sarà infatti considerevole. "L'operativo invernale di Ryanair a Roma prevede un totale di 63 rotte, di cui 17 nuove. Tra queste rotte che hanno destinazioni ma anche luoghi di provenienza da Paesi di grande tradizione cattolica come la Polonia, ma anche la Spagna, il Portogallo, la stessa Irlanda, per fare in modo che Roma possa essere pronta e possa vivere questo Anno Giubilare al meglio, anche, se non soprattutto, sotto il profilo della connettività internazionale", sottolinea Francioni.  Per Francioni, la svolta per la connettività della Capitale può arrivare dallo scalo di Ciampino. "Ciampino -spiega- è un aeroporto estremamente importante, che può sicuramente migliorare le proprie performance e che può finalmente diventare un vero e proprio city airport per questa città. Per farlo -sottolinea- è necessario aumentare i voli, discutere e finalmente sollevare il tetto ai voli giornalieri che oggi insiste su Ciampino". E Ryanair è pronta a fare la sua parte. "Per farlo l'innovazione tecnologica e il rinnovamento della nostra flotta può sicuramente offrire un contributo straordinario. I nostri nuovi aeromobili Gamechanger sono capaci non solo di garantire delle riduzioni delle emissioni di CO2 del 20%, ma anche le riduzioni delle emissioni sonore del 50%", continua ancora Francioni.  E per Ryanair c'è un altro tema 'scottante' che frena un ulteriore sviluppo sulla Capitale e sul resto d'Italia. "L'addizionale comunale -spiega Francioni- è un tema su cui Ryanair si batte da sempre, è una tassa che oggi grava tutta sui passeggeri, in particolare sui passeggeri in partenza dagli aeroporti italiani. In Italia oggi l'addizionale comunale è di circa 6,5 euro a passeggero, a Roma è anche più alta, arriva a 7,5 euro. E' un freno alla crescita, alla connettività, allo sviluppo del turismo, non solo a Roma ma in tutte le regioni italiane e noi anche in questo caso rinnoviamo il nostro appello a eliminare l'addizionale comunale per far crescere il turismo, far crescere l'indotto che questo può generare, far crescere i posti di lavoro, aumentare la connettività e garantire sempre di più tariffe basse ai clienti, ai consumatori e ai passeggeri", sottolinea Francioni.  Su questo tema non mancano le best practice. "Questo è già stato fatto in alcune regioni italiane, l'esempio della Regione Calabria sta lì a dimostrarlo, ma anche il Friuli hanno eliminato l'addizionale comunale e oggi stanno vivendo un'esperienza di estrema e di grande crescita in termini di nuove rotte, nuovi aeromobili basati, quindi nuovi investimenti, più posti di lavoro e tariffe basse", conclude.   ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Trasporto aereo, La Compagnie: un 2024 di riconoscimenti nel 10° anniversario

(Adnkronos) - Archivia un anno di successi La Compagnie, vettore aereo francese 100% Smart Business Class, proprio in questo 2024 che segna il suo decimo anniversario. Riconoscimenti che ne testimoniano l’impegno nel panorama dell’aviazione e nel migliorare l’esperienza di viaggio dei passeggeri. Con i suoi voli da Milano, Nizza e Parigi verso New York, tratta nella quale è specializzata, la compagnia ha dimostrato, infatti, che viaggiare in business non è solo un modo di spostarsi, bensì un’esperienza da vivere. Una filosofia mossa dalla costante ricerca di offrire un servizio di sempre più elevata qualità. Così, La Compagnie si è aggiudicata il premio ‘Best Small Airline’ di Forbes Travel Guide, che nelle scorse settimane ha annunciato i suoi primi Verified Air Travel Awards, che vogliono celebrare le migliori esperienze con le compagnie aeree e negli aeroporti (decretate tramite un sondaggio che ha coinvolto 5.000 ‘well-travellers’). Mentre nella classifica delle migliori compagnie aeree internazionali stilata da Travel+Leisure, è salita sul podio, guadagnandosi il secondo posto. Un risultato ottenuto dal voto degli oltre 186.000 lettori di T+L, che hanno completato il sondaggio di quest’anno e hanno particolarmente elogiato l'ottimo rapporto qualità-prezzo, l'eccellente servizio e il cibo.  Anche nella classifica promossa da CondéNast Traveller, volta a valutare le migliori compagnie aeree estere, La Compagnie si è posizionata vicino alla vetta. I lettori della testata, infatti, hanno soprattutto premiato la programmazione di bordo, che nel corso dell’anno ha incluso degustazioni di champagne e incontri d'autore. Molto apprezzato anche il WiFi illimitato gratuito, i pasti stellati Michelin, l’accesso alle lounge aeroportuali e l’idoneità Tsa PreCheck, servizio aggiunto a marzo di quest’anno.  Era il 21 luglio 2014 quando La Compagnie lanciò il suo primo volo in 100% Business Class da Parigi a New York, avviando un modello di business unico nel mondo dell’aviazione e su una tratta molto competitiva già ampiamente coperta dalle big americane e non solo. Da allora, altre due tratte internazionali sono state lanciate (la stagionale Nizza-New York e la tratta italiana Milano-New York), per un totale di 9.000 voli effettuati e oltre 480.000 passeggeri trasportati. La Compagnie offre, quindi, esclusivamente la classe Business e opera voli transatlantici di linea regolari su New York (aeroporto internazionale di Newark), da Parigi (aeroporto di Orly) e, con servizio stagionale, Nizza (Aeroporto internazionale Nice Côte d'Azur), ma anche dall’Italia con il collegamento da e per Milano Malpensa (chi proviene da fuori Milano può comodamente alloggiare direttamente in aeroporto all’hotel Sheraton Malpensa che si trova proprio all’interno del Terminal 1). Con tariffe competitive di classe business, la flotta La Compagnie di Airbus A321neo è dotata di 76 posti reclinabili fino a posizione letto completamente orizzontale e offre servizi esclusivi, tra cui una connessione Wi-Fi illimitata e gratuita e un'esperienza culinaria unica grazie a menu ideati da rinomati chef francesi, americani e italiani. Un unicum sono gli eventi periodicamente proposti a bordo, coinvolgendo i passeggeri nell’incontro con autori famosi e rinomati chef. A disposizione dei passeggeri l’accesso alla lounge in ciascuno degli aeroporti di arrivo e di partenza del network della compagnia aerea (a Milano Malpensa la Sala Montale). Inoltre, a marzo La Compagnie ha inaugurato la sua nuova lounge esclusiva, Lounge&Co, nel Terminal B dell'aeroporto di New York Newark: un nuovo spazio accogliente dove i passeggeri di La Compagnie potranno rilassarsi dal momento dell'apertura del check-in fino alla partenza dei loro voli per Milano, Parigi o Nizza. Ogni passeggero può imbarcare gratuitamente due bagagli da 32 kg ciascuno, oltre a poter portare a bordo un bagaglio a mano e una piccola borsa o zaino, per un totale di 18 kg complessivi; trasportabili gratuitamente anche attrezzature sportive. In dieci anni, quindi, La Compagnie si è imposta come un punto di riferimento nel settore dell'aviazione business e continuerà a innovare con l’obiettivo di soddisfare le aspettative dei suoi passeggeri, come spiega il Ceo Christian Vernet: “Attualmente operiamo tre rotte verso New York Newark e abbiamo in programma di espandere la nostra rete. Crediamo che si debba sempre guardare al futuro. Inoltre, quest'anno abbiamo annunciato l'aggiunta di un nuovo aeromobile Airbus A321neo alla nostra flotta, a partire da settembre 2026. Questo aeromobile offrirà un vantaggio straordinario in termini di efficienza, riducendo il consumo di carburante del 30% rispetto ad altri aeromobili sulla stessa rotta e abbassando le emissioni di CO₂”. Quello sul fronte della sostenibilità, infatti, è uno degli impegni fondamentali della compagnia aerea. Sulla rotta Parigi-New-York le emissioni di CO₂ sono il 21% in meno rispetto ai concorrenti, mentre su Milano raggiungono il 33% in meno, grazie alla flotta di aeromobili di ultima generazione, più efficienti ma anche più silenziosi. La Compagnie utilizza anche in parte i nuovi Carburanti sostenibili per l'aviazione (Saf) estratti da fonti non fossili. L’impegno per l’ambiente prosegue anche a bordo, dove l’uso della plastica è ridotto al minimo, lo spreco alimentare limitato, niente giornali di carta e, per i menù, si predilige l’uso di prodotti stagionali e locali e di vini bio. Infine, la sostenibilità è declinata anche sul fronte dell’impegno sociale e a favore della parità di genere in azienda: basti pensare che il 57% della forza lavoro è al femminile e che il Comitato esecutivo è formato per metà da donne. “Ogni giorno - conclude il Ceo - facciamo tutto il possibile per soddisfare i nostri passeggeri, clienti esigenti che cercano un'esperienza diversa. Un'azienda che opera a misura d'uomo ed è vicina ai suoi clienti: questo è il Dna di La Compagnie”.  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ricerca, Di Luca (UniMi): "In neuroscienze per comprensione più completa cervello"

(Adnkronos) - "Condividiamo tutti l'importanza della ricerca in neuroscienze e della ricerca di base, la cosiddetta ricerca fondamentale, che ci consente di arrivare a una comprensione più completa del cervello e delle sue complessità". Così Monica Di Luca, prorettore alla Ricerca dell’università degli studi di Milano, intervenendo da remoto, oggi a Roma, all'evento promosso da Lundbeck Italia, biofarmaceutica danese specializzata nelle neuroscienze, per i 30 anni di presenza nel nostro Paese. "Le neuroscienze sono un dominio della scienza di frontiera e vedono una carrellata incredibile di avanzamenti tecnologici e di conoscenza- spiega Di Luca - Siamo sempre in continua evoluzione, con la consapevolezza che la ricerca fondamentale è ancora necessaria per una completa comprensione delle complesse funzioni cerebrali. Nonostante i considerevoli avanzamenti e i progressi delle neuroscienze fino ad oggi, purtroppo la comprensione completa della funzione cerebrale e dei meccanismi alla base di alcuni disturbi cerebrali rimangono ancora una prospettiva futura. Questo è legato alla complessità dell'organo che noi stiamo studiando. Tuttavia, affrontare questa complessità per noi è un imperativo". A tale proposito, "è necessario comprendere come funziona il cervello, come progrediscono le malattie cerebrali per trovare trattamenti adeguati e perseguire la salute del cervello. Questa necessità deve essere vista anche da parte delle istituzioni come un'impresa a lungo termine - continua la prorettrice - E questo è importante perché, a mio avviso e ad avviso di molti neuroscienziati in Europa e a livello internazionale, promuovere la ricerca e l'innovazione, potenziando gli sforzi di prevenzione, trattamento e riabilitazione e portandoli a livelli adeguati, porterebbe ad un risparmio estremamente elevato anche per la società civile: si parla di oltre 4 mila miliardi di dollari entro il 2030. Ci consentirebbe anche di rimodellare anche l'erogazione dei servizi sanitari nei diversi Stati, con un impatto sul benessere di tutta la società civile". Alla luce di questa realtà, "sentiamo tutti la responsabilità di raggiungere una migliore comprensione della fisiologia del cervello, attraverso una ricerca di alta qualità e lo sviluppo di nuovi strumenti e di nuovi approcci - sottolinea Di Luca - Ma questa complessità è anche un'opportunità, perché proprio attraverso la conoscenza e attraverso una migliore comprensione dei meccanismi patogenetici alla base delle malattie, potremmo generare innovazione e nuovi modelli. La sfida che dobbiamo affrontare è la salute del cervello, un concetto che attira una crescente attenzione non solo dal settore sanitario, ma dalla società in generale". Infatti, "la salute del cervello - rimarca Di Luca - può essere definita come uno stato permanente in cui ogni individuo può realizzare le proprie capacità e potenzialità, ottimizzare il proprio funzionamento mentale, cognitivo, emotivo, psicologico, comportamentale e motorio, per far fronte alle situazioni della vita e per contribuire al progresso e all'andamento della società. Questa è una definizione molto complessa, che va ben oltre l'assenza di malattia e abbraccia tutti gli aspetti della vita di un individuo, anche quelli sociali, necessari per far fronte alla complessità della nostra azione nella società". "L'Economist parla - continua- della necessità di un passaggio cruciale di approccio: da Brain Health, cioè salute del cervello, a Brain Capital: 2 aspetti fortemente correlati. La rivista ha poi sottolineato che le nazioni devono considerare gli investimenti sulla salute del cervello come Best Buy. Il Brain Capital va oltre il concetto di salute del cervello e può essere visto quasi come una risorsa economica che dà priorità, integra e ottimizza la salute del cervello e tutte le competenze individuali per raggiungere anche degli obiettivi socio economici, oltre che di salute".  "L'idea che viene lanciata sostiene che, per misurare il progresso di una nazione non dobbiamo utilizzare solo le misure convenzionali, come il prodotto interno lordo - sottolinea Di Luca - ma dobbiamo considerare anche il Brain Capital, che consiste in questa forte relazione tra la salute del cervello e il capitale delle competenze individuali da mettere a frutto per parlare di Brain Economy. Questo è un passaggio importante che ci insegna che dobbiamo perseguire la salute del cervello, perché non ci può essere salute senza salute del cervello". Secondo i numeri europei, "che abbiamo computato dettagliatamente a livello di European Brain Council, 1 cittadino su 3. in Europa, quindi 170 milioni di cittadini, nella propria vita ha avuto esperienze di una malattia del cervello, sia essa neurologica, psichiatrica o del neurosviluppo - spiega Di Luca - Con l'invecchiamento della popolazione, poi, la prevalenza dei più comuni disturbi neurologici e di quelli psichiatrici aumenterà drasticamente in Europa e a livello internazionale. Pertanto, dobbiamo mettere in atto, come Lundback sta facendo da tanti anni, dei mezzi efficaci per ridurre questi numeri e ritardare questo onere che grava su tutti gli individui della società civile". A livello internazionale, "le malattie neurologiche sono la seconda causa di morte, dopo le malattie cardiache. Una stima del 2017 illustra come il numero totale di anni persi per disabilità, sommando malattie neurologiche e malattie psichiatriche, è pari a 62 milioni. Il carico sociale tende ad aumentare e il costo delle malattie del cervello in Europa è stato stimato, più di 10 anni fa dall’European Brain Council, in 800 miliardi di euro all'anno per ogni anno - conclude - Sono numeri che chiedono un intervento che consiste nel supporto continuo alla ricerca e all'innovazione in neuroscienze, che deve diventare prioritario se vogliamo arrivare alla salute del cervello e al Brain Capital". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Medicina, neuroscienziato Rizzolatti: "Grazie a neuroni specchio recupero più veloce"

(Adnkronos) - "I neuroni specchio, mirror neuron, sono neuroni che si attivano sia quando agisce un animale, sia quando un animale osserva la stessa azione fatta da un altro. All'Ospedale Humanitas, a chi viene operato facciamo vedere come si cammina nel modo corretto, e il recupero è molto più rapido”. Lo ha detto il neuroscienziato Giacomo Rizzolatti, professore di Human physiology dell’università di Parma, socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, foreign member of the Royal Society e foreign member of the National Academy of Sciences Usa, oggi a Roma, partecipando all’evento per i 30 di Lundbeck in Italia. “Le neuroscienze sono vastissime. Io mi interesso delle System neurosciences, che in Italia nascono con la figura di Giuseppe Moruzzi, forse il più grande scienziato italiano del secolo scorso - aggiunge -. Moruzzi studiava gruppi di neuroni. Negli anni 60, si è cominciato a studiare il singolo neurone. Prima a Pisa, poi a Parma, abbiamo studiato le aree premotorie e qui abbiamo avuto alcune sorprese. Le aree premotorie codificano un atto motorio. C'è un vocabolario di atti motori dentro il nostro cervello, pronto ad agire nelle diverse occasioni", illustra il professore, che nel 2014 ha vinto il Lundback Brain Prize, insieme agli scienziati Stanislas Dehaene e Trevor Robbins, per le pionieristiche ricerche sulle funzioni avanzate del cervello e per l'essere stati "strumentali nell'identificare e studiare il sistema dei neuroni specchio". Quindi, "c'è stata la sorpresa maggiore - continua - I neuroni specchio si attivano sia quando si agisce che quando si osserva la stessa azione fatta da un altro. Ciò non avviene per imitazione: alla base del sistema specchio c’è la comprensione dell’azione". Questo ha dei risvolti importanti anche in malattie come il Parkinson o, addirittura, la sclerosi multipla. "Mai avrei pensato - conclude - che mostrando al paziente una persona che cammina bene, esso migliorerà nella riabilitazione". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salute, Fondazione Progetto Itaca: "In disturbi mentali importante caregiver"

(Adnkronos) - "Siamo molto contenti che l'attenzione si stia focalizzando anche sulla figura del caregiver. Noi siamo un'associazione di pazienti e familiari, quindi vediamo la malattia mentale - la depressione, l'ansia, la schizofrenia - sia dalla parte del paziente che dei familiari". Lo ha detto Felicia Giagnotti Tedone, presidente Fondazione Progetto Itaca, partecipando oggi a Roma all'evento organizzato da Lundbeck, in occasione del 30° anniversario di attività e impegno nel nostro Paese. "Abbiamo deciso di metterci all'azione con lo scopo specifico non solo di sostenere i familiari attraverso iniziative di supporto - gruppi di aiuto, ascolto telefonico e diretto - ma anche di prepararli e formarli, perché i familiari hanno bisogno di conoscere non solo le strutture a cui rivolgersi e i sintomi della malattia, ma anche di sapere come rapportarsi con il mondo della cura. Devono quindi avere un'adeguata preparazione. Siamo partiti subito con corsi di formazione e informazione per i caregiver, per dare loro gli strumenti per poter rapportarsi non solo con il proprio caro ammalato - conclude - ma anche con le istituzioni della cura con cui entrano in contatto". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salute, Sorrentino (Alce): "Mal di testa punta dell’iceberg"

(Adnkronos) - "Mal di testa è un termine che contraddistingue la nostra patologia, ma lo contraddistingue anche da un punto di vista dello stigma. Spesso si pensa che l’emicrania sia un semplice mal di testa che passa in 5 minuti. In realtà è la punta dell'iceberg, è il sintomo più evidente, ma in realtà dietro la patologia c'è molto altro. Ed è proprio su questo che credo sia importante lavorare: sullo stigma e sulla parte culturale". Lo ha detto Alessandra Sorrentino, presidente Alleanza cefalalgici (Alce), all'evento promosso oggi a Roma dall’azienda biofarmaceutica danese specializzata nelle neuroscienze Lundbeck, in occasione del 30° anniversario di attività e impegno in Italia. "Un sistema che si prende cura delle persone che soffrono di emicrania, ma anche di altre patologie invisibili, ha 3 pilastri: la politica, la medicina e la cultura. Dal punto di vista politico, l'emicrania cronica, quindi la cefalea cronica, oggi è stata riconosciuta come malattia sociale - ricorda Sorrentino - Dal punto di vista farmaceutico l'innovazione ce l'abbiamo sotto gli occhi, è evidente. Le nuove generazioni sono molto fortunate da questo punto di vista. Lo dico con tanta speranza perché io ho vissuto un'infanzia e un'adolescenza tremende, e sono felice che questo invece sia uno scenario che cambierà per le future generazioni”. La parte culturale "zoppica - aggiunge - abbiamo bisogno di lavorare sullo stigma perché è ancora difficile non vergognarsi di avere mal di testa. È ancora difficile dire ‘oggi sto a casa’ da scuola o dal lavoro perché non si riesce neanche ad alzarsi dal letto, perché la luce dà fastidio. Questo è un grande lavoro che dobbiamo fare. Se nessuno si vergogna di prendere la pastiglia per la pressione, ci sono ancora invece persone che si vergognano di prendere un giorno di malattia per la cefalea o l’emicrania, o che magari si vergognano a prendere una pastiglia di antidepressivo, perché spesso il mal di testa e l'emicrania si accompagnano ad altre patologie come la depressione e l'ansia”, conclude.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Farmaci, Riccini (Farmindustria): "Favorire l’arrivo nuovi prodotti per disturbi mentali"

(Adnkronos) - "Le neuroscienze sono paradigmatiche del modello di sviluppo che sta vivendo la farmaceutica e dei bisogni che il settore ha per adeguarsi al mondo che cambia. Credo sia molto importante valorizzare il ruolo dei corpi intermedi, ovvero le associazioni industriali e le organizzazioni sul territorio, per la costruzione di una struttura di welfare di prossimità e lavorare con le Istituzioni, come sta avvenendo da anni, per trovare nuove modalità organizzative per favorire l'arrivo e un migliore utilizzo dei prodotti. Abbiamo avuto da pochissimi giorni il dato sulla pipeline dei prodotti nel mondo e penso che conoscere cosa sta arrivando e metterlo in condivisione con le Istituzioni e con gli attori sociali interessati sia un ottimo punto da cui partire". Lo ha detto Carlo Riccini, vice direttore generale e direttore Centro studi Farmindustria, intervenendo al convegno 'La salute parte dal cervello. Le neuroscienze in Italia: passato, presente e futuro", un incontro organizzato a Roma dalla biofarmaceutica danese Lundbeck, specializzata nelle neuroscienze, che celebra così il 30esimo anniversario di attività e impegno nel nostro Paese. "I dati di domanda, a livello internazionale, di tutte le patologie legate ai disturbi mentali e al sistema nervoso centrale - spiega Riccini - indicano che sono tra le prime 3 aree dopo oncologia, diabete e obesità. Dal lato dell'offerta le neuroscienze sono la seconda area per ricerca nel mondo dopo l’oncologia, e vedono un mix di tecnologie molto evoluto, come le small molecules e i farmaci biologici o le terapie digitali, che trovano la principale area di applicazione proprio nelle neuroscienze. Dati molto importanti perché ci trasmettono l'idea di un settore proiettato al futuro".  Per quanto riguarda le neuroscienze - aggiunge - c'è un effetto delle terapie sul paziente che incide sulla sua salute, sulla minore disabilità, sulla possibilità di fare una vita attiva, di partecipare anche al lavoro. Questo incide sulla produttività sua, ma anche su quella dei caregiver. Probabilmente serve una nuova governance farmaceutica che riconosca il valore economico, scientifico e clinico legato all'effetto di cura, all'effetto di qualità della vita, all'effetto anche di benefici economici che porta, diretti e indiretti. Per farlo - conclude - credo molto al tema delle risorse, ma è anche molto importante un tema di organizzazione di reti sul territorio che guardino al futuro".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Farmaceutica, Samad (Lundbeck): "Oltre il 20% revenue in ricerca innovazione sviluppo"

(Adnkronos) - “È raro che una farmaceutica sia concentrata solo sulla salute del cervello. Oltre 8 milioni di persone assumono quotidianamente i farmaci sviluppati da Lundbeck, un impatto notevole sulla salute delle persone. Investiamo oltre il 20% dei nostri proventi in ricerca, innovazione e sviluppo per riuscire a colmare i bisogni insoddisfatti di tante malattie neurologiche”. Così Tarek Samad, senior vice president and head of Research di Lundbeck, intervenendo all’evento ‘La salute parte dal cervello. Le neuroscienze in Italia: passato, presente e futuro’, con il quale la biofarmaceutica danese specializzata nelle neuroscienze celebra il 30° anniversario di attività e impegno nel nostro Paese. “Siamo conosciuti per essere focalizzati in psichiatria e neurologia ma stiamo guardando anche ai disturbi rari neurologici - aggiunge Samad - patologie la cui biologia è ben compresa, ma che hanno un alto livello di bisogni insoddisfatti e necessità di nuovi farmaci. Stiamo infatti lavorando per rispondere a questi bisogni nel modo più rapido e migliore possibile”. Un altro aspetto da tenere in considerazione quando si parla di neuroscienze e di salute del cervello è che “la popolazione invecchia e le persone con problemi neurologici vivono da 10 a 20 anni in meno della popolazione sana - precisa Samad - Oltre 3 miliardi di persone, quasi la metà della popolazione mondiale, è interessata da disturbi neurologici di qualche tipo. Questa situazione ha anche un costo sociale enorme. Ansia e depressione da sole hanno un impatto economico di mille miliardi di dollari, il 10% del prodotto interno lordo mondiale, è impattato dai disturbi neurologici: si può misurare l’economia di un Paese guardando alla salute del cervello perché essa ha un impatto sul benessere di tutta la società”.  Parlando poi delle sfide di essere una società improntata sulle neuroscienze e le patologie neurologiche, Samad sricorda che “il cervello è un organo molto complesso, capace di milioni di operazioni al secondo mantenendo un’alta efficienza energetica. Nonostante questa sua grande complessità, gli strumenti che abbiamo a disposizione per intervenire in alcuni dei disturbi sono ancora ‘primitivi’ e questa è una grande sfida da affrontare. Tuttavia, questo non deve essere visto per forza in modo negativo, non bisogna mai scommettere contro l’innovazione scientifica e tecnologica - puntualizza - La nostra conoscenza e comprensione dei meccanismi sottostanti alcune di queste patologie stanno crescendo e questo permette di sviluppare farmaci specifici. In questo sarà utile anche l’intelligenza artificiale. Un altro elemento positivo è poi il vasto numero di opzioni su cui si può lavorare, come i farmaci biologici. Questo è infatti un momento importante per le neuroscienze, ci sono tante opportunità per i pazienti e la neurologia è uno dei campi che ha più farmaci che vengono sottoposti alle autorità regolatorie per l’approvazione. Lasciamo parlare - conclude - la biologia, le molecole e i pazienti”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dona rene a uno sconosciuto e salva 3 pazienti: la storia

(Adnkronos) -
Un uomo ha donato da vivo uno dei suoi 2 reni affidandolo alla rete nazionale trapianti, che lo ha utilizzato per dare il via a una catena di donazioni e trapianti incrociati tra coppie incompatibili che ha riportato a una vita normale 3 pazienti tra Padova, L'Aquila e Bologna. Si tratta della cosiddetta donazione samaritana, che avviene quando una persona in perfette condizioni di salute si sottopone a un prelievo di rene per destinarlo non a un proprio familiare o amico, ma a una persona completamente sconosciuta in lista d'attesa per il trapianto, il tutto in forma totalmente gratuita e anonima.   Erano oltre 5 anni e mezzo che in Italia non avveniva una donazione samaritana e complessivamente si è trattato del nono donatore dal 2015, anno in cui il Centro nazionale trapianti (Cnt) ha attivato questo specifico percorso. Donazioni e trapianti sono stati realizzati nell'arco di una sola giornata, nel novembre scorso, in perfetta simultaneità. I prelievi sono avvenuti di prima mattina in 3 diversi ospedali, poi, a donazioni effettuate, i 3 reni sono stati affidati alla polizia Stradale che ha provveduto al trasferimento immediato presso i centri di destinazione utilizzando le Lamborghini Urus e Huracan appositamente modificate per il trasporto organi, oltre a una terza vettura. Una volta consegnati alle équipe chirurgiche, i reni sono stati immediatamente trapiantati con successo nei 3 pazienti, ancora una volta in contemporanea. Le 6 persone coinvolte (tra donatori e riceventi) sono state dimesse in ottime condizioni pochi giorni dopo gli interventi.  Complessivamente sono stati 110 gli operatori sanitari coinvolti tra medici, infermieri, psicologi, biologi, personale del Cnt e dei coordinamenti regionali di Veneto, Abruzzo ed Emilia Romagna. 
Il donatore samaritano si è affidato al Centro trapianti rene-pancreas dell'Ospedale di Padova diretto da Lucrezia Furian, e prima di essere ammesso al programma di donazione ha dovuto affrontare un rigoroso iter di valutazione clinica, immunologica e psicologica. Come definito dal protocollo nazionale vigente, ben 2 commissioni di parte terza, una a livello regionale e una a livello nazionale, hanno vagliato la candidatura del volontario, fino al via libera definitivo del tribunale competente territorialmente, che ha autorizzato il prelievo da vivente, accertando la libertà e la consapevolezza della decisione. La procedura di prelievo - evidenzia il Cnt - non comporta particolari rischi per chi decide di sottoporvisi, e una volta effettuata il donatore può tornare a una vita perfettamente normale. Ottenuto l'ok del magistrato, il Centro nazionale trapianti diretto da Giuseppe Feltrin ha accettato la donazione dell'organo utilizzandola per attivare una serie di trapianti concatenati tra coppie donatore-ricevente tra loro incompatibili. Il rene del samaritano è stato assegnato a un paziente in cura presso il Centro trapianti dell'Ospedale San Salvatore dell'Aquila, diretto da Fabio Vistoli. Un familiare del ricevente aquilano (incompatibile con quest'ultimo) ha donato a sua volta un rene che è stato assegnato a un paziente del Centro trapianti di rene del Policlinico Sant'Orsola di Bologna e affidato al responsabile chirurgico Matteo Ravaioli. Anche in questo caso un familiare del trapiantato ha donato un rene che è stato destinato a un paziente iscritto nella lista d'attesa ordinaria presso il Centro trapianti di Padova. In questo modo la catena di donazioni si è chiusa con la realizzazione di 3 trapianti, tutti perfettamente riusciti. 
Quest'ultimo donatore samaritano è stato il nono ad aver effettuato questa scelta in Italia dal 2015, il primo dal 2019. In totale, grazie alle 9 donazioni samaritane sono stati realizzati 29 trapianti di rene, con il coinvolgimento nelle diverse catene di prelievi di 21 coppie donatore-ricevente. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


EasyPark monitora per Natale il ritorno a casa degli italiani

(Adnkronos) - Secondo i dati forniti da EasyPark ogni anno migliaia di italiani che vivono all'estero rientrano in Italia in occasione delle festività natalizie per riunirsi con la propria famiglia. L'analisi condotta sull'anno 2023 evidenzia che un numero significativo di utenti ha fatto ritorno nel proprio Paese d'origine durante il mese di dicembre. 
Durante il 2024, l'uso dell'app EasyPark in Italia è aumentato del 30%, con un picco particolarmente evidente durante il periodo estivo e natalizio.
 “L'analisi dei dati di EasyPark offre un'approfondita prospettiva sulla mobilità urbana contemporanea. Le informazioni raccolte rappresentano un patrimonio strategico per rendere le città più vivibili e trasformare la mobilità urbana in un'esperienza sempre più fluida, connessa e user-friendly. A dicembre si registra un notevole incremento dei viaggi di ritorno a casa per incontrare parenti e amici. Con la crescente diffusione di EasyPark e la semplificazione delle operazioni di sosta, prevediamo un ulteriore incremento dell'utilizzo della nostra app durante le imminenti festività” afferma Silvana Filipponi, Country Director Italia di EasyPark Group.
  In base ai dati di utilizzo dell'app EasyPark, nel 2023 il 31% degli italiani che guidavano verso casa per Natale proveniva dalla Svizzera, il 23% dalla Slovenia e l'8% dalla Francia. Questo per affermare che come hanno parcheggiato in altre località in europa nel corso dell'anno, la stessa app viene utilizzata in Italia senza problemi. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)