Apple celebra il Black History Month con la nuova Black Unity Collection

(Adnkronos) - Apple ha lanciato la Black Unity Collection, una serie di prodotti in edizione speciale per celebrare il Black History Month e la cultura afroamericana. La collezione, ispirata al "ritmo dell'umanità", comprende un cinturino Sport Loop per Apple Watch, un quadrante e sfondi per iPhone e iPad. Il cinturino Sport Loop Black Unity, dal prezzo di €49, presenta un design unico con un intreccio di fili neri, verdi e rossi che richiamano la bandiera panafricana. L'effetto lenticolare delle strisce crea un dinamismo cromatico che si modifica ad ogni movimento del polso. Il quadrante Ritmo dell'unità, abbinato al cinturino, si anima grazie al giroscopio integrato nell'Apple Watch. Alzando il polso, i numeri, composti da filamenti colorati, prendono forma da una serie di pennellate astratte. Il quadrante offre anche segnali ritmici distintivi ad ogni ora e mezz'ora. Completano la collezione gli sfondi Ritmo dell'unità per iPhone e iPad, con la scritta "Unity" che cambia orientamento in base allo stato del dispositivo. La Black Unity Collection è frutto della collaborazione di creativi Apple appartenenti alla comunità nera. Con questa iniziativa, Apple ribadisce il proprio impegno nel promuovere opportunità economiche, educative e creative nelle comunità di tutto il mondo. A tal fine, l'azienda sosterrà diverse organizzazioni internazionali che operano nei settori della musica, dell'arte e della cultura, tra cui l'Ellis Marsalis Center for Music di New Orleans e il Battersea Arts Centre di Londra. Il cinturino Sport Loop Black Unity è disponibile per l'acquisto sull'Apple Store online e negli Apple Store. Il quadrante e gli sfondi saranno disponibili con un prossimo aggiornamento software. Il quadrante Ritmo dell'unità richiede un Apple Watch Series 6 o successivo e un iPhone Xs o successivo. Gli sfondi sono compatibili con iPhone Xs o successivo e con diversi modelli di iPad, tra cui iPad Pro, iPad Air e iPad mini. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Cinque anni fa i primi casi Covid in Italia, Ciccozzi: "Più impegno in salute globale ma dentro Oms'"

(Adnkronos) - "L'Oms nella pandemia Covid ha dimostrato una inadeguatezza incredibile, causando anche dei ritardi. Ma che facciamo? Visto quanto accaduto il principio oggi sarebbe quello di cambiare e migliorare l'Oms da dentro. E' una istituzione necessaria se vogliamo ragionare in termini di salute globale, abbiamo visto quanto è accaduto con l'Mpox dall'Africa al Nord Europa. Ciò che succede negli altri paesi deve interessarci, sempre. L'Oms è una di quelle organizzazioni che fa questo, ma uscirne per risparmiare quattro soldi non è la soluzione. Quindi l'anniversario del ricovero della coppia cinese cinque anni fa allo Spallanzani di Roma, deve farci capire l'importanza dell'azione coordinata tra stati sulla salute globale. Rimaniamo nell'Oms, non scappiamo e cambiamola dall'interno". Così all'Adnkronos Salute l'epidemiologo Massimo Ciccozzi.  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Uap: "Tar Lazio su nuovo tariffario può evitare Ssn di seria A e B"

(Adnkronos) - "Il 28 gennaio è una data cruciale per la tutela della salute dei cittadini, perché il Tar Lazio è chiamato a pronunciarsi sulla sospensione del nuovo nomenclatore tariffario, approvato dal ministero della Salute durante la Conferenza Stato-Regioni del 14 novembre e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre, impedendo così la possibilità di appellarlo, che con i tagli ai rimborsi previsti mette a rischio la vera medicina territoriale di precisione. Confidiamo nella magistratura per evitare di creare una sanità di serie A: quella delle regioni più virtuose, che non essendo in piano di rientro possono integrare le tariffe, e quella di serie B delle regioni in piano di rientro, che si troveranno presto nell’impossibilità di erogare numerose prestazioni (almeno 58 tipologie di esami saranno a rischio perché rimborsate con tariffe inferiori ai costi medi di produzione) o peggio che rischiano il fallimento, ma soprattutto per la tutela dei nostri cittadini, che rischiano di perdere le proprie strutture sanitarie territoriali di riferimento, che conoscono il paziente e la propria storia clinica". Così in una nota l'Uap, l'Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata.
 "I dati parlano chiaro - continua la nota -Per l’esame del Psa Reflex (Psa + Psa Free), esame necessario per l’individuazione di una patologia tumorale, il precedente tariffario prevedeva un rimborso di 14,82 euro (tariffa ferma da 20 anni), oggi l’attuale nomenclatore prevede un rimborso per entrambi gli esami di soli 3,95 euro. Per l’esame del D Toxoplasma (anticorpi IgG e IgM) con eventuale test di avidità è previsto un rimborso di 8,50 euro a fronte del precedente rimborso di 23,37. Per la visita cardiologica comprensiva di Ecg, il precedente tariffario prevedeva un rimborso di 24,53 ed oggi l’attuale nomenclatore prevede un rimborso di 17,90. Il comunissimo test delle Beta Hcg per la diagnosi di gravidanza prima rimborsato 9,98 ora è rimborsato 3,55". Per tali ragioni l’Uap, rappresentativa di oltre 27.000 strutture, "continua la sua battaglia per garantire giustizia e trasparenza, per una medicina di precisione appropriata e per proteggere dal fallimento le strutture sanitarie private accreditate e per tutelare gli ospedali pubblici delle Regioni in piano di rientro, che non sono in grado di risanare i loro bilanci". "Si spera che il nuovo nomenclatore tariffario sia stato il frutto di errori fatti in buona fede e che i codici elaborati siano stati il frutto di errori contabili o di valutazione e che non celino in realtà disegni mirati a far fallire le imprese italiane e basisce che l’Avvocatura di Stato abbia dichiarato al Tar Lazio, a tutela del ministero della Salute per ottenere la sospensiva, che il nomenclatore con i relativi codici erano in atto già da tempo, perché tale affermazione non risponde assolutamente a verità. "Confidiamo, quindi, nella magistratura, affinché sospenda immediatamente l’attuale nomenclatore con il ritorno delle tariffe previste nel Decreto Balduzzi, ferme da oltre 20 anni, così come già proposto durante il tavolo di confronto avuto con il ministero nei mesi precedenti", conclude l'Uap.   ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Cinque anni fa i primi casi Covid in Italia, Vaia: "Non dimentichiamo gli operatori Ssn"

(Adnkronos) - L'anniversario dei primi casi Covid in Italia e in Europa, la coppia cinese di Wuhan ricoverata all'Inmi Spallanzani di Roma cinque anni fa, "ci ricorda che abbiamo imparato sulla nostra pelle cosa significa la globalizzazione, anche sanitaria, ovvero guardare oltre il nostro cortile. Abbiamo imparato che tutto ciò che accade in luoghi apparentemente lontani - ma oggi cosi vicini - ci riguarda. Ora sappiamo che l' impreparazione di un paese fa danni gravi e come ogni tragedia dovremmo fare in modo che non accada più". Così all'Adnkronos Salute l'ex direttore dell'Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, torna a 5 anni di distanza a quei giorni difficili dove la piazza con la fontana dello Spallanzani divenne per i romani e per tutti gli italiani un luogo simbolo della lotta alla pandemia.  
Il medico, tra i pochi a parlare con ottimismo agli italiani durante la prima ondata, lancia un appello alla politica, "non dimentichiamo il personale sanitario". Seconda Vaia, gli operatori "non sono mai stati degli angeli ma soltanto persone che hanno svolto il loro lavoro ma è arrivato il momento di mettere mano, per davvero, ad una rivalutazione di tutte le figure professionali sanitarie e sociosanitarie, ad una loro migliore retribuzione e ad una riflessione sulla attività intramoenia che, così come è oggi, accanto alle liste d'attesa anche da questa prodotte, sono la vera vergogna di questo tempo". 
Oggi però la sfida per Vaia - dimessosi dalla direzione della Prevenzione del ministero della Salute e nominato tra i componenti dell'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità - è tornare tra le persone e occuparsi dei diritti dei più fragili e dei disabili. "Vanno tutelati i loro diritti. In un paese sempre più anziano bisogna lavorare per un invecchiamento attivo e in salute. Serve un maggior impegno nella prevenzione delle malattie croniche e croniche-degenerative che producono le nuove disabilità. Abbiamo, forse, appreso che siamo indietro, molto indietro nel welfare e che è il momento di superare la vecchia dicotomia tra sociale e sanitario", conclude Vaia.  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Marino (Unindustria): "Nuovo tariffario mette a rischio servizi sanitari"

(Adnkronos) - "È doveroso richiamare i tre princìpi fondamentali su cui si fonda il nostro Servizio sanitario nazionale: universalità, uguaglianza e solidarietà". Sono "principi che hanno reso possibile la costruzione di un sistema sanitario tra i più inclusivi al mondo, con l’obiettivo di garantire livelli uniformi di assistenza su tutto il territorio nazionale, un accesso equo ai servizi per tutti i cittadini e una solidarietà fiscale a supporto del finanziamento del sistema”. Così Luca Marino, vicepresidente della sezione Sanità di Unindustria alla vigilia della pronuncia del Tar che si esprimerà domani sottolinea, in una nota, che il nuovo nomenclatore tariffario mette a rischio i Servizi sanitari". Come è noto "il nostro sistema sanitario si avvale, per evadere tutte le necessità assistenziali dei cittadini - continua Marino - delle strutture pubbliche e delle strutture private accreditate che, operando in convenzione con il Ssn, garantiscono le prestazioni alle stesse condizioni delle strutture pubbliche. Queste aziende, però, pur essendo parte integrante del sistema sanitario, restano realtà private con obblighi organizzativi e gestionali significativi: costi del personale medico e amministrativo, aggiornamento costante delle apparecchiature, spese di gestione degli immobili, utenze, imposte e il naturale rischio d’impresa. L’entrata in vigore del nuovo nomenclatore tariffario, il 30 dicembre 2024 - aggiunge - rappresenta un importante passo avanti per il cittadino, ampliando il numero di esami e prestazioni erogabili in convenzione. Tuttavia, questa riforma porta con sé un grave paradosso: le tariffe di rimborso, anziché essere adeguate al contesto attuale, sono state drasticamente ridotte, con tagli medi del 30% e in alcuni casi fino all’80%". Un paio di esempi su tutti - dettaglia la nota - una risonanza magnetica alla colonna che prima veniva rimborsata 231,60 euro, ora verrà rimborsata 133,20. Il comunissimo test delle Beta Hcg per la diagnosi di gravidanza prima rimborsato 9,98 euro ora 3,55. "L’impatto di questa riduzione delle tariffe è evidente - rimarca Marino - Le strutture private accreditate, di ogni dimensione, si troveranno presto nell’impossibilità di erogare numerose prestazioni – si stima che almeno 58 tipologie di esami saranno a rischio – perché rimborsate con tariffe inferiori ai costi medi di produzione".  Certo, "è vero che, in teoria, le Regioni potrebbero intervenire per colmare questo gap con fondi propri - osserva Marino - ma tale soluzione è concettualmente inaccettabile e strutturalmente insostenibile. Le Regioni in piano di rientro o in difficoltà finanziaria non saranno in grado di far fronte a questo onere, generando così inevitabilmente una sanità di serie A e una di serie B. Il rischio concreto è che vaste aree del Paese si ritrovino prive di presidi di cura di prossimità, veri e propri baluardi di assistenza primaria per i cittadini". Al vicepresidente di Unindustria Sanità "preme precisare che non si tratta di una mera rivendicazione economica. Come operatori della sanità, siamo consapevoli degli oneri e delle responsabilità che derivano dal convenzionamento con il Ssn. Tuttavia, ogni contratto deve rispondere a criteri di possibilità, liceità e sostenibilità economica. Le nuove tariffe, in molti casi - rimarca - rendono impossibile la prosecuzione delle attività, minando alla base l’equilibrio del sistema e il diritto dei cittadini a un’assistenza sanitaria uniforme". ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Professioni, tributaristi: "Bene strategia Ue per maggiore circolazione beni e servizi"

(Adnkronos) - La Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica, a cui ha partecipato l’Istituto nazionale tributaristi (Int), sulla strategia volta a promuovere la circolazione delle prestazioni di servizi e delle merci a livello transfrontaliero. La UE si adopererà per garantire la piena attuazione delle norme esistenti, eliminare gli ostacoli normativi e amministrativi esistenti ed evitare che ne sorgano di nuovi. L’Int, nella nota depositata nel portale di consultazione, per mano del suo presidente Riccardo Alemanno, ha scritto: "non possiamo che essere totalmente d’accordo, poiché ogni limitazione e/o riserva, salvo necessità di effettivo pubblico interesse, vanno a detrimento della concorrenza e della libera circolazione di beni e di servizi, creando un aggravio di costi ai cittadini consumatori. Per cui ben venga una strategia di promozione della circolazione dei servizi professionali a livello transfrontaliero, come programmato dalla Commissione Europea, a cui auspichiamo che tutti gli Stati membri si attengano rigorosamente".  La volontà della Commissione Europea espressa nella strategia annunciata, diventa un ulteriore supporto all’ iniziativa dell’Istituto Nazionale Tributaristi che prima con eurodeputati, ora con parlamentari nazionali, sta promuovendo una serie di incontri volti a evidenziare i rischi derivanti da riforme di attuali normative di categorie professionali, che ambiscono a monopolizzare aree operative libere e /o condivise con altre professionalità, sia associative ex lege 4/2013 che ordinistiche.  Il documento dell’Int, infatti, si è soffermato in particolar modo sui servizi professionali come si evince dallo stralcio che segue: "nello specifico vogliamo puntualizzare alcuni concetti e anomalie nell’ambito delle prestazioni di servizi, in particolare per quelli del settore contabile e della consulenza economico-tributaria. I servizi in ambito contabile erano già stati oggetto di precedente raccomandazione e più precisamente nell’anno 2017, con relativa consultazione pubblica a cui l’Istituto scrivente aveva partecipato evidenziando già in allora come in tale settore i servizi professionali rientrassero nella libera attività, anche in Italia, e che questo favoriva evidentemente la circolazione e la concorrenza in ambito UE".  "Dobbiamo evidenziare - precisa - come in alcuni Paesi dell’Unione vi siano tentativi di monopolizzare, da parte di talune categorie, i servizi e la consulenza professionale in ambito contabile, amministrativo e tributario, in particolare in Italia dove l’attribuzione di nuove funzioni nel settore e/o le riforme di albi professionali di settore rappresentano l’esatto contrario di quanto indicato nella raccomandazione oggetto di consultazione pubblica. La creazione, da parte di un Paese membro, di attività e/o funzioni riservate in ambito contabile che riguarda adempimenti che il contribuente può svolgere direttamente o delegare a persona di sua fiducia, crea un grave ostacolo non solo all’interno del territorio nazionale, ma impedisce la circolazione e lo stabilimento di figure professionali nei Paesi membri. Ciò è stato ribadito alla Commissione europea dalla Corte dei Conti europea nella relazione speciale del 2024, in cui ha stigmatizzato l’eccesso, in ambito UE, di regolamentazione e di riserve professionali che oltre a ledere la concorrenza, rendono difficile, se non impossibile, la circolazione dei professionisti europei tra uno Stato e l’altro". "E’ necessario quindi - avverte il presidente Alemanno - per evitare ulteriori riserve in ambito professionale che creerebbero un regime di monopolio, evidentemente deleterio per i cittadini consumatori e per le altre categorie professionali, un controllo dell’applicazione negli Stati Membri della direttiva (UE) 2018/958 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 giugno 2018, relativa a un test di proporzionalità prima dell'adozione di una nuova regolamentazione delle professioni o di modifiche di quelle già esistenti, direttiva recepita integralmente dallo Stato italiano con il decreto Legislativo 16 ottobre 2020, numero 142".  "Per la circolazione delle prestazioni di servizi in ambito comunitario - continua - è indispensabile un equilibrio tra attività regolamentate e attività libere (in Italia già rappresentato dal sistema duale che norma il settore professionale ovvero quello ordinistico e quello associativo previsto dalla Legge n. 4 del 2013, recentemente oggetto di sentenza del Consiglio di Stato che ha ribadito la legittimità delle Associazioni di rappresentanza professionale e della loro compatibilità con la contestuale presenza di ordini professionali)".  ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Cinque anni fa i primi casi Covid in Italia, Girardi (Spallanzani): "C'è ancora molto da imparare"

(Adnkronos) - Mentre c'è chi vuole far uscire l'Italia dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sono passati 5 anni dai primi casi di Sars-CoV-2 in Italia: la coppia cinese di Wuhan - Xiangming Liu e Yamin Hu - che il 29 gennaio fu ricoverata all'Inmi Spallanzani di Roma. L'inizio della pandemia Covid in Italia e in Europa. Da quel giorno sono cambiate molte cose, oggi il bollettino settimanale passa quasi inosservato e i numeri sono bassissimi. Ma quell'esperienza è rimasta nella mente e nel lavoro di chi l'ha vissuta. A parlare con l'Adnkronos Salute è Enrico Girardi, direttore scientifico dell'Inmi Spallanzani di Roma e all'epoca direttore del Dipartimento di Epidemiologia clinica. "L'interesse scientifico per il Sars-CoV-2 rimane vivo ed elevato con studi e ricerche che vanno avanti, anche se la percezione comune e dei media è che non ci sia più e tutto sia risolto - afferma - Quello che resta, dal nostro punto di vista, è che essendo stata la prima pandemia in un mondo con elevati livelli tecnologici possiamo capire tantissimo da ciò che è successo. Abbiamo dettagli importanti su come si è svolta, cosa è stato fatto, cosa ha funzionato e quali gli strumenti su cui prepararci. Da un punto di vista scientifico e di organizzazione sanitaria la verità enorme è che c'è ancora molto da imparare".  
Cinque anni fa la coppia fu soccorsa in un albergo del rione Monti al centro di Roma. Il marito appena ricoverato mostrava una polmonite interstiziale bilaterale, la moglie aveva all’inizio sintomi lievi, ma entrambi si sono aggravati in poco tempo. La coppia fu sottoposta a una terapia a base di antivirali combinati e cortisone. Dopo quasi 3 mesi, dopo aver fatto la riabilitazione tra marzo e aprile al San Filippo Neri, vengono dimessi il 21 aprile per tornare in Cina. La coppia ha ringraziato lo Spallanzani e pochi mesi dopo arrivò anche una donazione "per riconoscenza".  "C'è tutta una parte che riguarda il Covid su cui va mantenuta l'attenzione - continua Girardi - Non sposiamo la posizione di chi dice che tutto è stato perfetto 5 anni fa, né di chi dice che è stato tutto sbagliato, ma diciamo che abbiamo fatto tantissimo ed è una grande occasione per continuare ad imparare. Essere pronti anche culturalmente agli eventi è tutto, perché non si possono prevenire così facilmente. Capisco chi è stanco dell'emergenza ed è giusto, dobbiamo però trattare certi eventi in modo sistematico. Il mondo in cui viviamo favorisce alcune epidemie ad una velocità maggiore, avere una logica emergenziale è ahimè un fallimento perché andiamo dietro ad ogni piccola avvisaglia o focolaio. Mentre dobbiamo organizzare il sistema per mitigare possibili conseguenze di questi eventi". Ma si può fare a meno dell'Oms? "E' impossibile fare a meno della cooperazione internazionale, non si può credere alla ricerca senza credere alla cooperazione internazionale", chiarisce Girardi.  
Se domani dovesse arrivare una 'malattia X' quello che è stato fatto 5 anni fa sarebbe riproponibile? O serve un modello nuovo? "Penso che quello che è stato fatto si possa applicare oggi ma più rapidamente - risponde Girardi - La scoperta della coppia cinese positiva a Roma in un certo senso ci ha favorito, perché l'Italia ha avuto un mese quasi tra questi primi due contagi e il caso zero a Codogno. Un mese fondamentale. La lezione di questa storia - anche se poi lo Spallanzani veniva anche dall'emergenza Ebola - è che quel mese ci ha permesso di preparaci, di allenarci in condizioni favorevoli. Il modello è stato quello di riconvertire rapidamente. Abbiamo imparato che a volte il sistema sanitario è stato più rapido ad aumentare il proprio livello di impegno e attenzione e più lento nell'abbandonare alcune cose. Faccio un esempio, abbiamo imparato che ogni azione ha un costo: se io chiudo le visite dei parenti in ospedale o in Rsa non è una cosa gratis ma una decisione importante che deve essere giustificata e che io devo essere rapido nel prendere e rapido nel rimuoverla. Come anche la Dad per gli studenti, alcune cose sono state abbandonate con lentezza".  
Ritornando su alcune misure prese in pandemia, "se io dovessi sintetizzare siamo stati più bravi e coraggiosi nel prendere alcune decisioni che nel toglierle. Forse servirebbe un sistema che si interroga sempre su cosa fare e non fare, cosa sospendere e cosa attivare. Ora - precisa il direttore scientifico - è facile dirlo ma sono riflessioni che vanno fatte senza pensare alla lista dei buoni e dei cattivi. L'eredità è oggi un sistema che ha la capacità di adattarsi e rispondere".  In quegli anni lo Spallanzani è stato un baluardo contro la pandemia e ha segnato ogni tappa dell'uscita dall'emergenza. E' stato sequenziato il virus ed è stato somministrato il primo vaccino anti-Covid, ad esempio. Oggi avrebbe lo stesso ruolo? "Il lavoro fatto in quegli anni è stato il frutto dell'impegno in tempi non emergenziali - conclude Girardi - La nostra visione è di continuare e migliorare, affinare gli strumenti e l'offerta. Più recentemente abbiamo presentato una gara per i nuovi laboratori, speriamo entro l'anno di attivare il nuovo laboratorio di alto biocontenimento. Il ministero della Salute e la Regione Lazio ci stanno sostenendo in quest'opera di rinnovamento delle offerte. Noi vogliamo continuare ad offrire il nostro supporto al sistema sanitario. Lavoriamo nella logica di mantenere la nostra capacità di operare a livelli sempre migliori aumentando la sicurezza. Lo stesso sulla ricerca clinica sul Covid, pensiamo a nuovi strumenti terapeutici e alle sfide del long Covid. In qualche misura abbiamo 'giocato' le carte che nel 2020 avevamo accumulato negli anni. Non siamo il centro del mondo ma una componente utile". (DI FRANCESCO MAGGI) ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Aixam cresce ancora in Italia e in Europa

(Adnkronos) - Nel 2024 il mercato europeo vede Aixam Mega ancora una volta come primo brand in assoluto con una quota di mercato pari al 30,6%, si tratta di una forte crescita grazie a quasi 64.000 veicoli immatricolati nella categoria dei quadricicli leggeri. Il Direttore Generale di Aixam Mega Italia Tom Faget ha voluto sottolineare come “questi siano i risultati migliori raggiunti dalla fondazione dell’azienda nel 1983 a oggi. L’ingresso di nuovi attori ha diversificato e rafforzato le dinamiche del mercato e noi abbiamo saputo trarne pieno vantaggio. Sul piano della produzione l’avvio del terzo stabilimento ci ha permesso di raggiungere - e di stabilizzare da settembre 2024 in poi - livelli record di produzione settimanale.
 
"Gli importanti investimenti realizzati ad Andancett" continua Farget  "sono la concreta risposta di Aixam Mega alla crescente domanda di prodotto. Aixam Mega e la sua rete di distributori inoltre hanno saputo adattarsi con prontezza ed efficacia alla diversificazione della clientela e alla progressiva transizione verso la motorizzazione elettrica, che rappresenta oltre il 50% del mercato europeo e oltre il 60% del mercato italiano. Ricordiamo che siamo stati il primo produttore a dotare le proprie minicar di un propulsore 100% elettrico. Il cliente ha libertà di scelta, a favore del veicolo più adatto alle proprie esigenze e al proprio stile di vita, sempre nel rispetto dell’ambiente. Per questo continueremo ad incrementare progressivamente la produzione di veicoli ad alimentazione elettrica, mantenendo però l’alternativa della motorizzazione termica”.
 

 In Italia Aixam Mega detiene una quota di mercato pari al 25,1% grazie a ben 4.358 unità immatricolate nel 2024.
 
Aixam Mega è al momento l’unico costruttore ad aver ottenuto l’omologazione Euro 5+ sull’intera gamma di veicoli termici. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Motor Bike Expo 2025: oltre 170.000 visitatori

(Adnkronos) - L’edizione 2025 del Motor Bike Expo ha registrato numeri da capogiro, con oltre 170.000 visitatori. Ben 700 espositori hanno partecipato all’evento, presentando più di 15 modelli in anteprima mondiale. Trentatré grandi marchi, oltre 3.000 moto esposte: numeri impressionanti che consolidano il ruolo del Motor Bike Expo come punto di riferimento per gli appassionati di moto in tutta Europa.  
Yamaha ha festeggiato il suo 70° anniversario a Verona, confermando la sua presenza con uno spazio espositivo di 1.000 metri quadrati. Durante l’evento sono stati presentati gli ultimi modelli road e off-road, accompagnati dalle più recenti innovazioni tecnologiche, come il cambio robotizzato Y-AMT, già disponibile su MT-09, MT-07 e TRACER 9. Grande protagonista è stata l’anteprima mondiale del nuovo Yamaha UMQ, un innovativo veicolo a quattro ruote leggero a zero emissioni, che apre nuovi orizzonti per la mobilità sostenibile.  La Casa di Mandello ha conquistato il cuore degli appassionati del Motor Bike Expo. La gamma V7, completamente rinnovata nel motore e nella ciclistica, ha riscosso grande interesse, con la V7 Sport in evidenza. Questo modello presenta una forcella a steli rovesciati, doppio freno a disco e pinza radiale. Grazie all’acceleratore ride-by-wire, la V7 Sport è dotata di un riding mode personalizzato, che garantisce maggiore prontezza, divertimento e un’erogazione più immediata di coppia e potenza. L’estetica è stata ulteriormente raffinata con dettagli di pregio. Accanto alla V7 Stone, la V7 Special si distingue per un look contemporaneo, con carrozzeria dalle tinte ricercate, dettagli cromati e ruote a raggi. Suzuki ha portato a Verona due novità molto apprezzate: la DRZ-4 S enduro, pensata per il fuoristrada, e la DRZ-4 SM, dedicata all’asfalto. Entrambi i modelli hanno riscosso grande interesse tra gli appassionati.  Le modern classic Meguro S1 e W230 sono state tra le piacevoli sorprese dello stand Kawasaki al padiglione 6. Questi modelli hanno attirato grande attenzione, così come la celebre Z900RS, proposta nelle versioni base e SE. Quest’ultima, in particolare, ha colpito il pubblico grazie alla ciclistica di alto livello. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Hyundai Motor Group amplia il Centro di Ricerca e Sviluppo in Europa

(Adnkronos) -
Hyundai Motor Group espande il Centro di Ricerca e Sviluppo in Europa per accelerare il percorso verso la sostenibilità. Questo investimento riflette l’impegno del marchio verso una strategia di mobilità sostenibile e orientata al futuro. Hyundai Motor Group prevede inoltre di ampliare il test-center al Nürburgring e di inaugurare un nuovo Square Campus entro marzo 2025.  Nel 2011, il Gruppo ha introdotto i test di durata al Nurburgring e, nel 2013, ha inaugurato un vero e proprio test-center, sottolineando così il suo impegno nell’innovazione, coinvolgendo anche i marchi Kia e Genesis.
 "Questa espansione rappresenta un passo importante nella creazione delle infrastrutture necessarie per il futuro della mobilità", ha dichiarato Tyrone Johnson, Managing Director dello Hyundai Motor Europe Technical Center. "Riflette la nostra fiducia nella crescita del settore dei veicoli elettrici e il nostro impegno a guidare l’innovazione sostenibile. È una testimonianza concreta del nostro percorso verso l’elettrificazione in Europa".
 Presso lo Hyundai Motor Europe Technical Center, nelle prossime settimane, sarà inaugurato il nuovo Square Campus, una struttura all’avanguardia di 25.000 metri quadri situata in Germania, nella regione del Reno-Meno. Questo sito ospiterà lo sviluppo di sistemi avanzati di assistenza alla guida, nuove tecnologie per l’elettrificazione, innovazioni nel campo dell’infotainment e il miglioramento continuo dei veicoli elettrici. Queste strutture confermano l’impegno del Gruppo a raggiungere l’obiettivo di una gamma interamente a zero emissioni allo scarico entro il 2035 in Europa, e a promuovere lo sviluppo di soluzioni di mobilità sostenibile. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)