OnePlus lancia una campagna per celebrare le donne esploratrici
(Adnkronos) - In occasione della Giornata Internazionale della Donna, OnePlus, in collaborazione con tre esploratrici di fama mondiale, ha annunciato il lancio della campagna "Woman with Altitude", volta a celebrare il contributo spesso trascurato delle donne nell'esplorazione. Una ricerca condotta da OnePlus ha infatti rivelato che il 77% degli italiani ritiene che le donne esploratrici siano state spesso trascurate nella storia. La campagna prevede una spedizione in Corsica, dove le esploratrici Elise Wortley, Edurne Pasaban e Lotta Hintsa ripercorreranno il viaggio di Dorothy Pilley, una delle prime alpiniste a esplorare i Pirenei, il Monte Fuji e l'Himalaya. La spedizione sarà documentata con il nuovo OnePlus 13 e il documentario, che sarà rilasciato l'8 marzo, mira a far conoscere la storia di Dorothy Pilley e a ispirare le future generazioni di esploratrici. La ricerca di OnePlus ha inoltre evidenziato come solo una minoranza di italiani (19%) abbia appreso qualcosa sulle donne esploratrici a scuola o all'università, nonostante un diffuso interesse (72%). Quando si parla invece di esploratori uomini, l'italiano medio è in grado di citarne tra i 2 e i 3, con Marco Polo (80%), Cristoforo Colombo (61%) e Indiana Jones (58%) tra i più menzionati. Di conseguenza, il 66% degli italiani percepisce l'esplorazione come un campo tradizionalmente dominato dagli uomini, mentre il 63% ritiene che le donne siano scarsamente o per nulla rappresentate nei libri, nei media e nei materiali educativi. Nonostante le straordinarie imprese di Dorothy Pilley, una delle prime alpiniste a esplorare i Pirenei, il Monte Fuji e l'Himalaya, solo il 5% degli italiani la riconosce. Tuttavia, il 55% di chi ha sentito la sua storia si è dichiarato ispirato. Oggi, quasi metà delle donne non si sente sicura di intraprendere viaggi di esplorazione, citando paura (24%), limiti fisici o di salute (24%) e ostacoli economici (23%) come principali barriere. Guardando al futuro, il 68% degli italiani ritiene che le storie delle pioniere debbano essere raccontate più spesso per offrire modelli positivi alle giovani donne (43%) e per garantire che i contributi femminili siano adeguatamente riconosciuti (42%). ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Mutilazioni genitali, "dialogo non stigma, così aiutiamo donne a superarle", la storia di Edna
(Adnkronos) - Quello delle mutilazioni genitali femminili (Mgf) "è un tema complesso. E' più di un taglio". Entrano in gioco "fattori culturali" molto radicati, "di appartenenza alla comunità, di condivisione del dolore tra donne. Alcune persone immerse e cresciute in questa cultura ti dicono: 'L'abbiamo sempre fatto, qual è il problema, perché non lo dovrei fare?'. Sono cose sbagliate? Sì. E' una cosa che non si dovrebbe fare? Sì. Ma noi accompagniamo le persone a diventare consapevoli di questo, senza giudicarle". Edna Moallin Abdirahman ha quasi 60 anni, è una Community Trainer nell'ambito del programma 'Join our Chain' finalizzato ad aumentare la consapevolezza dei rischi delle Mgf, collabora con l'organizzazione internazionale ActionAid dal 2016 ed è stata una delle prime attiviste in Italia contro le Mgf. "Cerco di essere in mezzo tra la mia cultura e questa comunità che ci ha accolto", un 'ponte', racconta. In vista della Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili, in programma il 6 febbraio, prova a spiegare quanto il linguaggio sia importante per creare questo ponte fra culture, per stabilire un contatto. Una vita in prima linea su più fronti la sua: lavora in un centro diurno per anziani e nel campo della cooperazione internazionale. "Sono stata testimone del primo intervento cardiochirurgico pediatrico a Mogadiscio" in Somalia, racconta in un'intervista per l'Adnkronos Salute, e ha fondato un'associazione chiamata Ameb Mother & Child, con cui organizza viaggi sanitari per bambini malati di cuore, affinché dalla Somalia possano venire in Italia a curarsi. Ha due figli, una ragazza di 23 anni e un ragazzo 20. Il 6 febbraio sarà a Milano anche lei in occasione del Summit Itinerante sulle mutilazioni genitali femminili, promosso dalla Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva-rigenerativa ed estetica (Sicpre) con ActionAid. Il suo punto di forza nell'approccio con le donne sul tema delle Mgf? Sa di cosa si parla e si spende per contrastare lo stigma sociale che spesso accompagna questo tema. "Io cerco di far capire e far riflettere" queste donne. "E cerco di capire come va fatta la comunicazione" nei loro confronti. "Non bisogna dire, come mi è stato raccontato, 'siete quelle mamme cattive che fanno queste cose alle figlie'. Nessuna mamma è cattiva. Mia madre non lo è, non mi ha mutilata, ha solo cercato di inserirmi all'interno della mia comunità. Quando una persona vive all'interno di un mondo e vede solo quel mondo senza avere la possibilità di confrontarsi con qualcos'altro, le sue certezze, la giustizia che vede è correlata a quel mondo lì. Ci sono pratiche che nessuno sa da dove sono cominciate, sono una cosa che si fa da quando hanno memoria. Bisogna dunque conoscere quella realtà per poter comprendere come accompagnare le donne a capire" che sono pratiche da superare. "Il mondo va avanti, si capiscono gli errori, cambiano le modalità dei comportamenti". "Non è facile - racconta - ma per me è sempre una piccola soddisfazione quando riesco a far capire una cosa a un'altra donna. Una mamma una volta mi ha detto: 'Sono felice perché sto dicendo a voce alta quello che dicevo a voce bassa'. Questo mi colpisce e mi porta a dire: parliamone, io non ti giudico. E cominciare a parlarne è tanto di guadagnato. Io non posso dire che questa pratica non si fa più oggi, magari la si fa in modo più leggero, ho visto un calo della gravità della mutilazione", ma resta l'ancoraggio a una cultura difficile da superare. Chi ha lasciato il suo Paese "non lo fa, perché vive in un contesto diverso. Mentre le ragazze che arrivano" già più grandi "da Paesi come la Somalia ti raccontano" ancora "di aver avuto" mgf. "Quando vivono nel loro Paese d'origine - continua l'esperta - può capitare che trovi qualche donna che si chiede: 'Perché, se io l'ho fatto, mia figlia non deve farlo? Io dopotutto vivo la mia vita tranquilla, sì ho dolore, ho avuto problemi durante i primi rapporti, dolore al parto, ma fa parte del percorso di una donna'. Se tu però riesci a mettere un piccolo dubbio in questa persona sul perché farlo e far vivere lo stesso alla propria figlia, allora vuol dire che stai facendo un primo passo di prevenzione". Ma, certamente, "serve che passino più generazioni perché possa essere solo un ricordo", ammette. Edna si confronta anche "con rappresentanti di altri Paesi" che affrontano il tema delle Mgf "per condividere strategie e affrontare in modo comune questo problema. Mi sono occupata tanto anche della formazione di chi lavora in ambito sanitario", altro tassello importante, assicura. "Siamo andati nei consultori e negli ospedali, perché una professionista che vede per la prima volta una donna circoncisa sappia come rapportarsi usando le parole giuste", non stigmatizzanti. Per esempio "io vengo da una società matriarcale e sono le donne che fanno questo". Saperlo è importante, spiega, per impostare il dialogo con le pazienti nel modo più corretto e "accompagnarle in scelte" mediche finalizzate al miglioramento della qualità di vita. "C'è qualcuna che si vergogna - racconta Edna - qualcuna che si nasconde, qualcuna che si sente inferiore. Noi diciamo loro di non sentirsi così. Loro non si devono giustificare", conclude. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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(Adnkronos) - La Medaglia internazionale di eccellenza in Medicina della Bobby Jones Chiari & Syringomyelia Foundation è stata assegnata quest'anno a Massimiliano Visocchi, docente di Neurochirurgia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della Uos Giunzione Cranio-Cervicale di Fondazione Policlinico Gemelli Irccs. Si tratta di uno dei massimi riconoscimenti internazionali nel campo della neurochirurgia che, nel corso degli anni, è stata attribuita ad alcune tra le principali autorità mondiali in materia (i professori Donlin Long, Arnold Menezes, Concezio Di Rocco, Edward C. Benzel). "I suoi pionieristici contributi alla neurochirurgia, come ricordato dalle personalità premiate negli scorsi anni, hanno profondamente influenzato questo campo – recitano le motivazioni del premio - La sua leadership all’interno della nostra organizzazione e l’impegno incrollabile nel promuovere l’avanzamento della ricerca hanno ispirato innumerevoli individui. Il suo ampio portfolio di ricerca e i numerosi riconoscimenti ottenuti sono una testimonianza della sua dedizione e benevolenza nei confronti dei pazienti e delle loro famiglie". La Medaglia internazionale di eccellenza in Medicina - riporta una nota - viene conferita a soggetti di "eccezionale carattere, perseveranza e talento accademico" che hanno dato significativi contributi alla società. Il consiglio direttivo della Bobby Jones CSF "sostiene con entusiasmo la sua nomina, riconoscendo il suo valore come 'role model', il cui lavoro ha portato grandi progressi nel campo della neurochirurgia". Il riconoscimento, che viene annunciato diversi mesi prima dell’assegnazione, verrà attribuito a Visocchi il 7 novembre prossimo, durante il 15° Gala Internazionale 'Night of Lights', che si terrà quest'anno al Circolo della Caccia di Roma. "Quando ho ricevuto questa comunicazione, all’inizio ho pensato ad uno scherzo - ammette Visocchi - Quindi, avendo visto nell’elenco dei premiati il nome di Concezio di Rocco, luminare della neurochirurgia infantile nel mondo, attualmente in pensione e ispiratore di un centro di ricerca e di cura a Shanghai, l'ho chiamato per chiedergli se fosse tutto vero. Lui me lo ha confermato. Ho dedicato tutta la mia vita professionale allo studio delle patologie della giunzione cranio-cervicale, un capitolo poco esplorato, ma sul quale c’è ancora molto da investigare e da scoprire". Visocchi è autore di oltre 300 pubblicazioni indicizzate, un centinaio delle quali riguardanti la giunzione cranio-cervicale (Gcc), della quale affrontano la fisiopatologia, l’anatomia, le tecniche e gli approcci chirurgici. Da 11 anni dirige un master di II livello sulla chirurgia della giunzione cranio-cervicale, al quale partecipano anche molti studenti da Paesi a basso e Medio reddito, grazie a borse di studio dell’EANS (Società europea di neurochirurgia); è inoltre direttore del centro di ricerca di Ateneo della Chirurgia della giunzione cranio-cervicale e dirige l’UO di Giunzione cranio-cervicale di Fondazione Policlinico Gemelli. "La Gcc - spiega l'esperto - è quel segmento anatomico di passaggio tra la base del cranio e colonna cervicale, all’interno del quale possono erniare le tonsille cerebellari, provocando la malattia di Chiari e la siringomielia". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Alert su dieta liquida detox, 'in soli 3 giorni può danneggiare salute'
(Adnkronos) - Se ne parla ciclicamente, ogni volta che i social rilanciano i rumors sulle star che - armate di centrifughe o estrattori - si lanciano in diete liquide detox, a zero fibre. Ne esistono più versioni express per ripulire l'organismo e perdere qualche chilo in fretta; sono a base di verdura, frutta, o di un mix di entrambe. Ma la scienza mette in guardia sull'imitare tutte le trovate vip di questo tipo. "Pensi che la tua depurazione a base di succhi ti stia rendendo più sano?", è la domanda con cui esordiscono gli autori di uno studio pubblicato sulla rivista 'Nutrients'. "In realtà potrebbe essere il contrario", avvertono. Il team di ricercatori della Northwestern University, negli Usa, ha scoperto che una dieta a base di succhi di frutta e verdura, anche di soli 3 giorni come spesso viene proposta, può innescare cambiamenti nei batteri intestinali e orali collegati all'infiammazione e al declino cognitivo. La moda delle diete liquide detox è alla ribalta da anni, è stata associata ad attrici hollywoodiane come Demi Moore, da sempre ammirata per la sua forma fisica inossidabile, frutto però anche di tanta attività sportiva. Ma online girano anche le ricette dei 'frullati di salute' a base di mix di frutta e verdure di Gwyneth Paltrow. Fan dei 'bibitoni' secondo i gossip risultano la popstar Beyoncé, ma anche modelle come Adriana Lima sembrerebbero averla sperimentata. C'è chi la fa spicy, pepe e limone, chi punta sulla combinazione di super food. Spinaci, sedano, barbabietole, carote, mele, agrumi: finisce tutto in un bicchiere e il pasto è servito. Ma non sempre va bene. "La maggior parte delle persone pensa che bere succhi sia una forma di depurazione sana, ma questo studio offre una verifica sulla realtà", spiegano gli autori, che hanno studiato tre gruppi di adulti sani: un gruppo ha consumato solo succo, un altro ha assunto succo con cibi integrali e un terzo ha mangiato solo cibi integrali a base vegetale. Gli scienziati hanno raccolto campioni da saliva, tamponi delle guance e feci prima, durante e dopo le diete. Obiettivo: analizzare i cambiamenti batterici utilizzando tecniche di sequenziamento genico. Cosa hanno scoperto gli scienziati? Che il gruppo che assumeva solo succhi mostrava l'aumento più significativo di batteri associati a infiammazione e permeabilità intestinale, mentre il gruppo che assumeva cibi integrali di origine vegetale ha visto cambiamenti microbici più favorevoli. Il gruppo che assumeva più succhi ha avuto alcuni cambiamenti batterici, ma meno gravi rispetto al gruppo che assumeva solo ed esclusivamente liquidi. Questi risultati - concludono gli autori - suggeriscono che l'estrazione di succhi senza fibre può alterare il microbioma, portando potenzialmente a conseguenze a lungo termine sulla salute. "Consumare grandi quantità di succhi con poche fibre può portare a squilibri del microbioma che potrebbero avere conseguenze negative, come infiammazione e riduzione della salute intestinale", avverte dunque l'autrice senior dello studio, Melinda Ring, direttrice dell'Osher Center for Integrative Health alla Northwestern University Feinberg School of Medicine e medico della Northwestern Medicine. Le fibre sono importanti, spiegano gli scienziati, perché alimentano i batteri buoni che producono composti antinfiammatori come il butirrato. Ma l'estrazione del succo elimina gran parte della fibra da frutta e verdura intere. E in sua assenza i batteri amanti dello zucchero possono moltiplicarsi. L'elevato contenuto di zucchero nel succo alimenta ulteriormente questi batteri nocivi, sconvolgendo l'intestino e il microbioma orale. Lo studio suggerisce anche che un ridotto apporto di fibre può avere un impatto sul metabolismo, sull'immunità e persino sulla salute mentale. A differenza del microbiota intestinale, che è rimasto relativamente stabile, i ricercatori hanno osservato che il microbioma orale ha mostrato cambiamenti drastici durante la dieta a base di soli succhi. Gli scienziati hanno riscontrato una riduzione dei batteri benefici Firmicutes e un aumento dei proteobatteri, gruppo associato all'infiammazione. "Questo evidenzia quanto rapidamente le scelte alimentari possano influenzare le popolazioni batteriche correlate alla salute", ha affermato Ring. "Il microbioma orale sembra essere un rapido barometro dell'impatto alimentare". I risultati, concludono gli autori, sottolineano la necessità di ulteriori ricerche, soprattutto nei bambini, che spesso consumano succhi come sostituti della frutta. "La composizione nutrizionale delle diete a base di succhi (in particolare i livelli di zucchero e carboidrati), gioca un ruolo chiave nel modellare le dinamiche microbiche sia nell'intestino che nella cavità orale e dovrebbe essere attentamente considerata", avverte la prima autrice dello studio, la ricercatrice italiana Maria Luisa Savo Sardaro dell'Amato Lab, dipartimento di antropologia della Northwestern University e professoressa di microbiologia alimentare all'Università San Raffaele di Roma. Da qui un messaggio: mentre la ricerca prosegue, suggerisce Ring, "se amate i succhi, prendete in considerazione di frullarli in modo da mantenere intatte le fibre, oppure abbinate i succhi a cibi integrali per bilanciare l'impatto sul microbioma". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Salute, ogni anno perdono i sensi 2 mln di italiani, 30% sono giovani
(Adnkronos) - L'ultimo caso è quello di Filippo Tajani, figlio del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha avuto un malore in campo mentre stava giocando a calcio. Il 31enne è stato trasportato con l'elicottero dell'elisoccorso all'ospedale Gemelli di Roma ma tutto si è risolto per il meglio. Lo svenimento è un problema che riguarda un numero enorme di persone: "il 50% della popolazione è svenuto almeno una volta nella vita, uomini e donne in eguale misura. Si stimano in Italia 2 milioni di sincopi l’anno e circa il 2% degli accessi al pronto soccorso. Nella maggior parte dei casi sono anziani che si sono fatti male cadendo, ma lo svenimento si verifica di frequente anche nei giovani, che rappresentano il 30% degli accessi al pronto soccorso per sincope, presi dal timore che lo svenimento possa nascondere un problema cardiaco o neurologico". A fare il punto in occasione del 12esimo congresso nazionale del Gruppo italiano multidisciplinare sincope (Gimsi), sono i massimi esperti riuniti all’Università Cattolica di Milano, dal 5 al 6 febbraio, richiamano l’attenzione sull’impatto sociale e sanitario della sincope, una condizione clinica molto diffusa, ma trascurata, e la carenza di centri dedicati e certificati negli ospedali. Una criticità che comporta diagnosi tardive, ricoveri inutili e sprechi di risorse per il Servizio Sanitario Nazionale. I dati del Gimsi sono i risultati del censimento italiano dei centri sincope, condotto da luglio a dicembre 2024 su un campione di 158 ospedali, dal Gruppo e presentati in occasione del congresso nazionale. L’analisi ha evidenziato "che il 32% degli ospedali non ha un centro sincope, il 37% ha una struttura dedicata, ma non possiede i requisiti richiesti dalle linee guida europee, mentre i centri certificati che rispettano i requisiti internazionali, sono appena il 30% e scesi, in cinque anni, da 72 a 48". Secondo gli esperti, le 'vittime' "finiscono spesso in un vortice di esami medici inutili, con grande spreco di risorse". Un’attenta valutazione 'di come si sviene' "è essenziale per indirizzare la diagnosi, ma in Italia un ospedale su tre non ha un centro dedicato", rimarca il Gimsi. “Lo svenimento, tecnicamente chiamato sincope, è un fenomeno molto comune nella popolazione sana e riguarda circa 2 milioni di persone ogni anno. È una perdita di coscienza temporanea, in genere di qualche secondo o pochi minuti, dovuta a una riduzione dell’afflusso di sangue al cervello, da cui di solito ci si riprende in maniera completa e spontanea - spiega Andrea Ungar, presidente Gruppo Italiano Multidisciplinare Sincope e Ordinario di Geriatria all’Università di Firenze -. Nella maggior parte dei casi, non si tratta di nulla di preoccupante e lo svenimento è provocato da forti emozioni (svenimento “classico” o sincope vaso-vagale) o dall'essere rimasti troppo a lungo in piedi, soprattutto d’estate o in un ambiente caldo. Inoltre, prima di perdere coscienza ci sono quasi sempre sintomi come capogiri, nausea, pallore, sudorazione intensa, annebbiamento della vista. In altre parole, ci si accorge sempre di stare per svenire – tranquillizza l’esperto -. Solo in rari casi, invece, la perdita di conoscenza può essere dovuta a un'aritmia che rallenta o accelera troppo il battito del cuore e per questo le sincopi di origine cardiaca sono le più pericolose e non sono precedute da segnali”. “I pronto soccorso sono pieni di persone che arrivano proprio per aver perso i sensi: si tratta di circa il 2% dei pazienti accolti in dipartimenti di emergenza, pari a più di 187mila l’anno – prosegue Ungar -. Nella maggior parte dei casi sono anziani che si sono fatti male cadendo, ma lo svenimento si verifica di frequente anche nei giovani, che rappresentano il 30% degli accessi al pronto soccorso per sincope, presi dal timore che lo svenimento possa nascondere un problema cardiaco o neurologico. Fare una diagnosi precisa è, dunque, essenziale per prevenire le cadute che, soprattutto negli anziani, si traducono in traumi, fratture o ferite, con aumento della mortalità e dei ricoveri, ma anche per evitare che i pazienti finiscano in un vortice di esami medici inutili, che richiedono valutazioni su valutazioni e compromettono la qualità della vita, con grande spreco di risorse”. “Per indirizzare la diagnosi e capire da cosa sia provocato lo svenimento sono necessarie unità dedicate, le cosiddette Syncope Unit, che valutano il paziente con esami, per lo più semplici, ma specifici e mirati. Ad esempio, se si sospetta un problema cardiaco si eseguono gli accertamenti cardiologici necessari per confermare tale sospetto. Se si propende per uno svenimento classico, invece, si farà il “tilt test” nel quale il paziente viene posto su un lettino speciale inclinato, in grado di attivare il riflesso vaso-vagale, passando dalla posizione sdraiata a quella eretta”, dichiara Michele Brignole, coordinatore del censimento Gimsi, tra i massimi esperti internazionali di sincope e senior scientist presso l’Ospedale San Luca – Istituto Auxologico di Milano. “Nonostante l’Italia resti leader tra i Paesi europei nella gestione e trattamento della sincope, la situazione negli ultimi anni è peggiorata, con una riduzione del numero di Syncope Unit certificate, dalle 72 censite nel 2019 alle 48 attuali, e la mancanza di centri sincope in molte province - evidenzia Brignole -. Il motivo è da ricercarsi nella diminuzione del personale e delle risorse del Servizio Sanitario Nazionale degli ultimi anni, che ha costretto a ridurre il numero delle Syncope Unit”, sottolinea. “Non è necessario prevedere una struttura dedicata per ogni ospedale, bensì sarebbe sufficiente almeno un centro sincope per almeno ognuna delle 110 province italiane o almeno una in ogni delle 225 Asl (una ogni 266.000 abitanti) - afferma Brignole -. Tale distribuzione omogenea potrebbe contribuire a ridurre i costi sanitari, migliorare la gestione dei pazienti, limitando le conseguenze a lungo termine e offrire così un importante beneficio sia per il sistema sanitario che per la qualità di vita delle persone colpite. È infatti stato dimostrato da numerosi studi che la presenza di unità di gestione della sincope negli ospedali riduca il rischio di diagnosi errate, di ricoveri non necessari e delle spese totali”, conclude l’esperto. Ecco le raccomandazioni degli esperti Gimsi per non svenire: 1) Se si avvertono i primi sintomi della sincope, è consigliabile sdraiarsi immediatamente a pancia in su; 2) Sollevare le gambe a 45 gradi per facilitare l'afflusso di sangue al cervello e al cuore; 3) Stringere i pugni e contrarre le braccia fino alla scomparsa dei sintomi; 4) Se tutto diventa scuro e si perde la vista, in quel momento si hanno solo pochi secondi per prevenire la sincope; 5) Idratarsi correttamente bevendo circa 2 litri di liquidi al giorno e non limitare troppo l’assunzione di sale, salvo per ragioni mediche; ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Cipolletta (Aie), ''l'Ai uno strumento che può diventare perverso''
(Adnkronos) - L'intelligenza artificiale? Uno strumento come altri, come il motore di ricerca. Non ammazzerà autori e editori, ma se non ben governato può diventare uno strumento perverso. A spiegarlo all'Adnkronos è il presidente dell'Aie, l'Associazione italiana degli editori, Innocenzo Cipolletta. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Age of Empires, nuovi contenuti e piattaforme: finalmente su PS5
(Adnkronos) - Il celebre franchise di Age of Empires, punto di riferimento nel panorama dei videogiochi strategici, ha recentemente annunciato importanti novità che ne ampliano ulteriormente i confini. Il team di sviluppo ha espresso grande soddisfazione per il traguardo di 60 milioni di giocatori in tutto il mondo, un successo che testimonia la longevità e l'apprezzamento di cui la serie gode. Tale risultato è stato accompagnato dall'annuncio dell'approdo di due titoli di punta su nuove piattaforme: Age of Mythology: Retold e Age of Empires II: Definitive Edition saranno disponibili per PlayStation 5. In particolare, Age of Mythology: Retold, inclusivo dell'espansione Immortal Pillars, sarà giocabile a partire dal 4 marzo, mentre l'arrivo di Age of Empires II: Definitive Edition è previsto per la primavera. Il cross-play e la parità di contenuti tra tutte le piattaforme di gioco, incluse Xbox Game Pass e Steam, consentiranno ai giocatori di vivere un'esperienza di gioco uniforme a prescindere dalla piattaforma utilizzata. Per quanto riguarda i nuovi contenuti di gioco, Age of Mythology: Retold si arricchirà il 4 marzo con l'espansione Immortal Pillars. L'update introduce il pantheon cinese, mappe inedite, nuove unità mitologiche e migliorie di gioco. I giocatori possono già preordinare l'espansione, inclusa nella Premium Edition di Age of Mythology: Retold. Anche Age of Empires IV riceverà nuovi contenuti nel corso del 2005, con due DLC in arrivo. Knights of Cross and Rose, disponibile in primavera, permetterà ai giocatori di guidare eserciti storicamente accurati e di cimentarsi in una nuova esperienza di gioco in solitaria. I dettagli sul secondo DLC, invece, saranno comunicati in futuro. Infine, gli appassionati di Age of Empires Mobile potranno godere di un ricco calendario di eventi e novità previste per il mese di febbraio, tra cui la nuova campagna Battle of Dawn, l'evento Stellar Glory, contenuti estetici a tema San Valentino e gli eventi a tempo dedicati alla Caccia al Tesoro della Principessa Josephine. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
La salute dei Vip tra fake news e scelte shock, ma c'è chi è esempio per pazienti
(Adnkronos) - Dal letto dell'ospedale al palco del Festival di Sanremo. La top model Bianca Balti sarà co-conduttrice della seconda serata, un traguardo raggiunto dopo il tumore diagnosticato nel settembre 2022 e raccontato con foto e post sui social mostrando senza filtri la trasformazione del suo fisico. "Non ho più dato per scontata la mia vita e la mia gratitudine ha raggiunto il massimo storico. Tutto ha iniziato ad avere il sapore di una vera benedizione", ha scritto in occasione della Giornata mondiale contro il cancro. I social sono diventati da tempo una finestra sulla vita privata e non solo dei Vip, molti li usano per raccontare la quotidianità, fare chiaramente autopromozione, ma anche come filo diretto con milioni di 'follower'. Un canale che è diventato di grande attualità rispetto alla malattia. La principessa Kate Middlenton è tornata con una foto nei boschi, scattata dal figlio Louis, a ricordare a tutti il valore della speranza dopo l'esperienza della malattia, "non dimenticate di coltivare tutto ciò che va oltre la malattia", ha scritto in occasione della Giornata mondiale del cancro. Influencer, personaggi del momento, icone senza tempo e vecchie glorie: il racconto social della salute è alimentato ogni giorno da centinaia di post, video, foto, fra testimonianza ed esibizionismo. Durante la pandemia, oltre alla battaglia contro il Covid, la scienza ha dovuto fronteggiare una guerra digitale contro le bufale e le fake news che dilagavano sui social. L'Organizzazione mondiale della sanità non ha esitato a definirla 'infodemia'. Lo strascico di questa cattiva informazione è ancora vivo, anche con il contributo di personaggi - molto popolari - che sui propri profili hanno preso posizioni 'originali' rispetto alla medicina. In piena tempesta Covid, Heather Parisi ha 'condiviso' la sua decisione di non vaccinarsi: "Sono perfettamente consapevole che per questa scelta in Italia (non a Hong Kong) sarò derisa, attaccata, emarginata e che molti, in assoluta malafede, mi definiranno no-vax", ha scritto. Uno dei tanti post della showgirl e ballerina, che ha spesso 'replicato' anche al virologo Roberto Burioni generando dei botta e risposta sui vaccini anti-Covid su Twitter e poi su X. Da una parte le proprie certezze e dall'altra le prove della scienza. Le parole della modella Elle Macpherson, oggi 60enne - "ho curato un tumore al seno con la medicina non tradizionale" - avevano suscitato non poche polemiche anche se poi l'austrialiana soprannominata negli anni '90 'The Body' aveva chiarito di aver comunque seguito i protocolli oncologici. Non sono solo le Vip a 'scivolare' sul tema salute, anche i rapper 'stonano'. Lo scorso ottobre Sfera Ebbasta su Instagram ha raccontato ai suoi follower della possibilità di un check-up molto 'hi-tech' al San Raffaele di Milano. "Si chiama full body scan, è un esame che fa solo questo ospedale in questo momento, è molto innovativo". Nulla di male, ma l'esame costa qualche migliaio di euro e su questo particolare si sono scatenati gli 'haters'. Sul fronte della testimonianza l'elenco dei personaggi famosi che hanno fatto outing sui social rispetto al dolore vissuto è davvero lungo. Una su tutte: Lady Gaga. La cantante e attrice ha spesso parlato della fibromialgia nei post durante le tournée e anche in un documentario 'Five Foot Two' (2017). "I social oggi sono i mezzi di comunicazione e diffusione, hanno sostituito i giornali e la tv. Chi ha tanto seguito dovrebbe usarli con raziocinio quando affrontano temi di salute, sanità e della scienza. Come io non dovrei andare a discutere su come si costruisce un ponte o si guida un aereo, così chi di mestiere fa la soubrette, la ballerina, la cantante o l'attrice, di salute non dovrebbe discutere se non per raccontare - come ha fatto molto bene Bianca Balti - della sua malattia. Questi 'champion' o testimonial sono serviti tantissimo, penso ad Eleonora Giorgi che è fantastica e ci mette la faccia sul tumore". Così all'Adnkronos Salute l'infettivologo Matteo Bassetti che dalla pandemia Covid è diventato molto attivo anche come divulgatore scientifico tanto da ricevere minacce e insulti dal mondo no-vax.
Balti e Giorgi, "sono esempi che dovrebbero essere portati in palmo di mano perché aiutano a far capire alle persone che si può lottare e guarire dal cancro", ha aggiunto e "sono persone che fanno bene alla comunità, alla medicina e alla scienza", poi "ci sono gli esempi negativi che fanno male alle persone perché le portano sulla cattiva strada, perché usano i social per dare spazio a balle e bufale. Oggi - conclude - è questo il problema grosso della medicina e della scienza". ---spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Scoperta un'eruzione colossale ai Campi Flegrei: un passato vulcanico più violento del previsto
(Adnkronos) - Un nuovo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, e condotto congiuntamente da Cnr-Igag, Sapienza Università di Roma, Ingv e Università Aldo Moro di Bari, ha svelato un segreto nascosto sotto i Campi Flegrei: un'eruzione supervulcanica di proporzioni colossali, avvenuta circa 109.000 anni fa. Questa scoperta rivoluziona la nostra comprensione della storia geologica di questa regione e ha importanti implicazioni per la valutazione dei rischi vulcanici futuri. Grazie a un approfondito studio geologico e all'analisi di campioni di roccia, un team di ricercatori italiani ha identificato le tracce di un'eruzione di dimensioni paragonabili a quella dell'Ignimbrite Campana, la più grande eruzione avvenuta nell'area mediterranea negli ultimi 40.000 anni. Questa nuova eruzione, soprannominata "Eruzione di Maddaloni", ha proiettato in atmosfera una quantità enorme di materiale vulcanico, formando una colonna di cenere alta decine di chilometri.
Storia eruttiva semplificata dei Campi Flegrei (in alto a sinistra), mappa geologica (in alto a destra) e siti di ritrovamento dei depositi dell'eruzione di Maddaloni/X-6 (in basso)
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Nell'area dei Campi Flegrei, le testimonianze geologiche dell'attività più antica sono difficilmente accessibili perché giacciono in profondità nel sottosuolo, sotto notevoli spessori di rocce vulcaniche più recenti
",
spiegano Gianluca Sottili e Giada Fernandez, della Sapienza Università di Roma.
"La ricostruzione dell'intera storia eruttiva di questo vulcano è tuttavia cruciale per evidenziare alcuni parametri fondamentali per la definizione della sua pericolosità, quali la frequenza e la magnitudo degli eventi eruttivi. A tal riguardo, le ceneri prodotte dalle grandi eruzioni depositate in aree remote rispetto al vulcano, offrono la possibilità di estendere molto indietro nel tempo lo studio della storia eruttiva di un vulcano, consentendone una ricostruzione più completa".
Dispersione delle ceneri dell'eruzione flegrea di Maddaloni/X-6 di 109000 anni fa (in basso) con foto delle sezioni stratigrafiche di alcune località di rinvenimento (in alto).
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Come le impronte digitali o il DNA distinguono i singoli individui, alcune proprietà stratigrafiche, chimiche e cronologiche dei livelli di cenere rinvenuti nei sedimenti marini o lacustri, anche a migliaia di chilometri dal vulcano, possono consentire agli scienziati di identificare la sorgente vulcanica e, in alcuni casi, persino il singolo evento eruttivo che le ha prodotte
", aggiunge Biagio Giaccio, del Cnr-Igag di Roma. "Più precisamente, attraverso la datazione e l'analisi chimica dei micro-frammenti di pomice, di cui è costituito il materiale vulcanico trasportato dal vento in aree lontane, è possibile ricostruire l'area di dispersione della cenere di uno specifico evento eruttivo"
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La scoperta di questa eruzione così potente rivela un passato vulcanico dei Campi Flegrei molto più turbolento di quanto si pensasse in precedenza. La caldera dei Campi Flegrei, la depressione vulcanica formatasi in seguito a grandi eruzioni, risulta essere più grande e più complessa di quanto stimato in precedenza. L'identificazione di eruzioni di tale portata rivela una complessità maggiore di quanto precedentemente compreso, con impatti significativi sulle capacità di prevedere eventi futuri. Questa rivelazione sottolinea la necessità di condurre ulteriori studi per decifrare i meccanismi che innescano tali eruzioni e per affinare le stime della loro probabilità di ripetersi.
"Sorprendentemente", prosegue Antonio Costa dell'INGV, "i risultati della modellazione hanno fornito una stima di magnitudo di 7.6, cioè di poco inferiore a quella della famosa Ignimbrite Campana di circa 40.000 anni fa, definendo l'eruzione di Maddaloni come il secondo più grande evento della storia eruttiva dei Campi Flegrei".
"Il fatto che questo sistema vulcanico abbia prodotto diverse grandi eruzioni nel corso della sua storia suggerisce che la struttura della caldera, la depressione vulcano-tettonica che si forma durante le grandi eruzioni a seguito del rilascio di un ingente volume di magma in superficie, potrebbe essere molto più complesso di quanto ipotizzato finora", sottolinea Jacopo Natale, dell'Università Aldo Moro di Bari. Inoltre, è cruciale considerare le possibili conseguenze di un evento simile: un'eruzione supervulcanica avrebbe effetti devastanti non solo a livello locale ma globale, influenzando drasticamente sia l'ambiente sia le popolazioni. L'impatto di un tale evento richiede quindi un'attenzione immediata e prolungata per garantire che siamo preparati a fronteggiare una minaccia di questa magnitudine. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Infortuni e calcio: uno studio rivela le squadre europee più sfortunate
(Adnkronos) - Gli infortuni sono un aspetto inevitabile del calcio, ma il loro impatto sulle prestazioni di una squadra può essere significativo. Un recente studio, commissionato da HONOR, ha analizzato in profondità il rapporto tra infortuni e risultati sportivi, individuando le squadre europee più colpite da questo problema nella prima metà della stagione 2024/25. L'analisi, condotta da esperti di dati calcistici e matematici, ha rivelato che il Genoa è la squadra di Serie A che ha subito il maggior numero di infortuni imprevisti. Nonostante ciò, la squadra ha dimostrato una notevole resilienza, mantenendo una posizione in classifica simile a quella della stagione precedente. Lo studio ha evidenziato una correlazione diretta tra il numero di infortuni e la posizione in classifica. In media, ogni 177 giorni di infortunio comportano la perdita di un punto, mentre ogni 542 giorni corrispondono a una posizione persa in classifica.
L'analisi ha coinvolto 28 squadre europee, rivelando un quadro variegato. Alcune squadre, come la Stella Rossa di Belgrado, nonostante un numero elevato di infortuni, sono riuscite a migliorare le proprie prestazioni. Altre, invece, hanno risentito maggiormente di questi eventi.
Il caso del Genoa è particolarmente interessante. Nonostante abbia subito numerosi infortuni, la squadra è riuscita a mantenere una posizione in classifica simile a quella della stagione precedente. Questo dimostra la capacità di reagire e adattarsi alle difficoltà, un aspetto fondamentale per qualsiasi squadra di calcio. "Sono riusciti a mantenere la loro posizione rispetto alla scorsa stagione, contro ogni pronostico" ha spiegato il dott. Tom Crawford, matematico dell'Università di Oxford e appassionato di calcio. "Di conseguenza, dovrebbero orientarsi su acquisti mirati basati su fattori diversi dagli infortuni, per migliorare ulteriormente la loro posizione in classifica nella seconda metà della stagione, con l'avvicinarsi della chiusura del mercato invernale". Nonostante molte squadre abbiano superato la soglia degli infortuni estremi, alcune sono riuscite a contenere gli effetti negativi, dimostrando che gli infortuni non sempre si traducono in una perdita di punti e posizioni. Un esempio significativo è la Stella Rossa di Belgrado: pur avendo subito il maggior numero di infortuni imprevisti tra tutte le squadre europee, ha saputo reagire con grande resilienza, migliorando sia il proprio punteggio (+9) che la posizione in classifica (+1), sfidando così le previsioni e affermandosi come una delle squadre più sorprendenti dell'analisi. Anche i pesi massimi del Real Madrid hanno dimostrato una notevole solidità: nonostante una lieve battuta d'arresto con la perdita di due punti, la squadra è riuscita a mantenere la propria posizione in classifica.
Lo studio, commissionato da HONOR, sottolinea l'importanza della tecnologia nel proteggere gli atleti dagli infortuni. HONOR Magic7 Lite, con il suo display anti-caduta, rappresenta un esempio di come la tecnologia possa contribuire a prevenire danni e garantire una maggiore protezione. L'analisi evidenzia l'importanza per i club di prendere decisioni strategiche durante la finestra di mercato, al fine di costruire squadre sufficientemente resilienti da affrontare le difficoltà fisiche della stagione. Avikar Jolly, CMO di HONOR Europe, ha dichiarato: "Con la chiusura del calciomercato alle porte, è interessante osservare come i club abbiano affrontato l'impatto degli infortuni. Il calcio è uno sport duro, dove gli infortuni fanno parte del gioco, proprio come HONOR Magic7 Lite: si tratta di saper resistere ai colpi e andare avanti con forza". Il recente modello di casa HONOR presenta infatti la nuova generazione del display HONOR Anti-Caduta, in grado di garantirgli un'impressionante resistenza alle cadute da altezze fino a 2 metri. Nello specifico, il vetro ultra-temperato e lo scudo di resistenza forniscono una protezione completa, mentre il design unico con curva bézier protegge gli angoli dagli impatti. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)









