Alfa Romeo Junior: oltre 22.000 ordini, un successo oltre le aspettative
(Adnkronos) - A pochi mesi dal lancio, l'Alfa Romeo Junior ha già superato ogni previsione commerciale, registrando oltre 22.000 ordini. Un risultato che conferma l’attrattiva del nuovo modello e l’efficacia della strategia del marchio. Tra gli ordini ricevuti, spicca un dato significativo: il 21% dei clienti ha scelto la
variante 100% elettrica (BEV), dimostrando un crescente interesse verso l’elettrificazione anche nel segmento delle compatte sportive. L’arrivo della versione ibrida
Q4 segna inoltre un passo strategico per l’espansione globale del brand: Alfa Romeo Junior è pronta a debuttare in Giappone e Australia, due mercati dal forte potenziale per il Biscione.
Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo, ha commentato con entusiasmo i risultati ottenuti: “All’inizio dell’anno, al Salone di Bruxelles, avevamo fissato un obiettivo ottimistico di 20.000 unità entro fine gennaio. Superare questa soglia è la prova della bontà del progetto e dell’ottimo lavoro della nostra rete di concessionari. Siamo grati a tutti coloro che hanno scelto Junior e ora ci concentriamo sul suo debutto in Giappone e Australia. Qui, insieme a Giulia, Stelvio e Tonale, Junior sarà protagonista di una nuova fase di crescita per Alfa Romeo.” L’entusiasmo per Alfa Romeo Junior non si limita solo a questo modello. Il suo successo sta infatti rafforzando l’intera gamma, Giulia, Stelvio e Tonale, che continuano a rappresentare nel mondo i valori distintivi del marchio: italianità, sportività e passione.
Con risultati in costante crescita e un’espansione internazionale mirata, Alfa Romeo Junior si conferma una scommessa vincente, pronta a ridefinire il segmento delle compatte premium ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Polmonite 'ab ingestis' e reflusso, ecco perché serve microbiota in equilibrio
(Adnkronos) - I segni clinici premonitori possono essere "la disfonia, cioè un’alterazione del timbro della voce, la disfagia, cioè una soggettiva sensazione di difficoltà a deglutire, un ingravescente raclage, cioè un fastidio alla gola che porta alla tosse e ad una sensazione di soffocamento, talvolta una percezione di dolore laringeo che si accentua durante l’assunzione di alimenti o farmaci per via orale, fino ad arrivare, nei casi in cui materiale estraneo dovesse pervenire nelle basse vie respiratorie, ad una vera e propria dispnea con ipossiemia correlate al quadro clinico di una polmonite 'ab ingestis'". Lo spiega all'Adnkronos Salute l'immunologo clinico Mauro Minelli, docente di nutrizione alla Lum. "Tra le cause possibili di questa condizione morbosa, al di la di eventuali patologie esofagee o laringee, malattie neurologiche, procedure anestesiologiche, convulsioni o episodi violenti di vomito, va certamente menzionato il reflusso gastro-esofageo - precisa - clinicamente caratterizzato da bruciore di stomaco, rigurgito acido con possibile mal di gola, raucedine, tosse, sapore metallico, alitosi". "In tutti i casi di malattie acido-correlate come, appunto, la malattia da reflusso o la gastrica cronica o l’ulcera peptica complicata o meno da infezione da helicobacter pilory, gli inibitori di pompa protonica (Ipp), comunemente indicati con il termine rassicurante di 'gastroprotettori', sono i farmaci più usati, talvolta per tempi straordinariamente lunghi, molto più lunghi di quanto ragionevolmente si potrebbe e si dovrebbe immaginare - prosegue Minelli - E però le nuove scienze del microbioma ci pongono di fronte a quadri patologici insospettati magari caratterizzati dalla classica fenomenologia reflussiva per la quale la terapia con i cosiddetti gastroprotettori potrebbe essere inefficace se non addirittura controproducente. Nello specifico il riferimento è alla Sibo (Small Intestinal Bacterial Overgrowth o Sovraccrescita Batterica Intestinale), una condizione clinica molto più frequente di quanto non si possa immaginare, spesso scambiata per malattia da reflusso gastro-esofageo ed invece causata da un aumentata concentrazione di microorganismi nell’intestino tenue". La Sibo, "oltre che a quadri patologici intestinali, quali la celiachia, la Snas o la diverticolosi, può essere associata a pratiche chirurgiche come, ad esempio, i by-pass gastro-intestinali, le aderenze post-chirurgiche, le resezioni ileo-coliche con eliminazione della valvola ileo-cecale. Ma la causa più frequente di Sibo è legata proprio alla terapia di lungo corso con inibitori della pompa protonica. È il basso livello di acido nello stomaco che consegue all'uso prolungato di questi farmaci, che favorisce la Sibo - osserva Minelli - È noto, infatti, che l'acido dello stomaco aiuta a scomporre il cibo, ma se questa azione viene bloccata ovvero 'inibita' dai prazoli, gli alimenti, soprattutto quelli fermentabili, raggiungeranno indigeriti i tratti più profondi dell’intestino, fornendo ricco nutrimento ai batteri che in quei tratti albergano con conseguente iperfermentazione a sua volta in grado di provocare meteorismo, flatulenza, diarrea, ma anche strane tachicardie, extrasistoli, tosse, talvolta dispnea e alterazioni del timbro della voce. È proprio allora che si rende indispensabile un approccio diagnostico, terapeutico e nutrizionale accurato e competente per gestire con efficacia un problema montante, e talvolta invalidante, che potrebbe non essere imputabile al classico reflusso gastro-esofageo e che paradossalmente, in mancanza di una diagnosi corretta, potrebbe essere 'curato proprio con i farmaci che concorrono a peggiorarlo". "Ritorna, dunque, un tema che alla luce delle evidenze più emergenti non può non essere considerato. Che un microbiota intestinale in equilibrio sia fondamentale per una serie di funzioni, a partire da quelle immunitarie per arrivare all’assorbimento degli alimenti e alla corretta esecuzione dei processi digestivi, è un fatto oramai ampiamente acquisito. Ma perché la complessa macchina del microbiota possa adeguatamente assolvere alle sue funzioni, occorre garantire il persistente mantenimento, nell’ambiente intestinale, di condizioni favorevoli. E tra queste condizioni, figura la giusta acidità dello stomaco, indispensabile dunque non solo per i processi digestivi, ma anche per il mantenimento di un microbiota efficiente", conclude il medico. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sostenibilità, Cataldi (Ungdcec): "Commercialisti sempre più protagonisti su bilanci Esg"
(Adnkronos) - Uno sguardo sempre più attento verso i temi della sostenibilità e della Esg. E' quello dei commercialisti, professionisti tra i più coinvolti nei cambiamenti legati alla transizione ecologica, come racconta, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Francesco Cataldi, presidente dell'Unione nazionale giovani dottori commercialisti (Ungdcec). "I commercialisti sono oggi al centro della transizione ecologica grazie alla recente evoluzione normativa che li vede protagonisti nella rendicontazione di sostenibilità e nei bilanci Esg, soprattutto per le imprese di maggiori dimensioni", sottolinea. E secondo Cataldi "il nuovo ruolo di certificatori e revisori Esg impone competenze tecniche sempre più avanzate, anche nel ruolo di facilatatori per le aziende nella comprensione di queste nuove materie e obblighi. I commercialisti devono essere in grado di anticipare i cambiamenti, evitando che l’incertezza politica freni le opportunità offerte dalla sostenibilità". E in questo periodo di grandi cambiamenti è centrale per i professionisti l'attenzione alla formazione e alla competenze. "L'aggiornamento formativo per i commercialisti -spiega Cataldi- è diventato sempre più gravoso negli ultimi anni, essendo sorti nuovi albi ed elenchi, ciascuno con i propri costi e la propria formazione obbligatoria, che in precedenza era ricompresa nella formazione generale. Per cui, accanto alla formazione generale di 90 ore in ciascun triennio, prendendo in considerazione la necessità annuale di mantenere l’iscrizione in numero di albi che può arrivare oltre i 10, secondo le stime dell’Ungdcec, occorrerebbero oltre alle 90 ore standard, altre 115 ore di formazione", sottolinea. Specializzarsi è fondamentale. "Per questo le specializzazioni -continua- sono senza dubbio un valore aggiunto per il professionista; tuttavia, l'esistenza di numerosi albi potrebbe limitare piuttosto che favorire lo sviluppo professionale: è’ necessario coordinare la formazione per le varie iscrizioni che è sovente ripetitiva e causa notevoli difficoltà e perdite di tempo per i colleghi. Occorre quindi coordinare bene la qualifica di professionista specializzato, non solo con l’accesso diretto ai rispettivi albi, registri ed elenchi ma anche con gli obblighi formativi di aggiornamento professionale", sottolinea ancora. "Una gestione centralizzata, o almeno ben coordinata, potrebbe non solo semplificare l'accesso alle informazioni -aggiunge ancora Cataldi- ma anche garantire una maggiore coerenza nelle politiche di formazione, mantenimento e aggiornamento, favorendo una visione d'insieme che attualmente manca e promuovendo la qualità, l'integrazione e le specializzazioni, generando così impatti positivi per la categoria". Ma quali sono gli argomenti più attuali e richiesti nella formazione dei commercialisti oggi? "Normativa fiscale e aggiornamenti legislativi; digitalizzazione, software gestionali ed intelligenza artificiale; pianificazione fiscale e tax planning internazionale; finanza aziendale e consulenza per imprese in crisi; sostenibilità e bilanci esg; finanza agevolata, crowdfunding e nuove forme di finanziamento", spiega ancora. E Cataldi ricorda che "tutti i commercialisti sono assoggettati ad un obbligo di formazione obbligatoria generale, a cui affiancare quella specifica prevista in relazione alle specializzazioni svolte. Per quanto riguarda l'offerta formativa, sia da parte degli Ordini, che delle associazioni come l'Unione giovani, è in genere piuttosto variegata e ricca, per cui si trova un’offerta di formazione sia gratuita che a pagamento". E le possibilità per formarsi sono sempre più ampie. "Da diversi anni è possibile formarsi su materie differenti anche da remoto, con strumenti che anche l’Unione usa quotidianamente per i propri eventi. Siamo consapevoli della forza e della capillarità della digitalizzazione nella formazione e delle continue evoluzioni negli strumenti che stanno cambiando il modo di far fruire i contenuti, nonostante riteniamo che la formazione di persona abbia sempre maggiore qualità", continua. E l'intelligenza artificiale sta impattando notevolmente sulle attività dei professionisti. "L’intelligenza artificiale sta trasformando la professione del commercialista, automatizzando attività ripetitive e ampliando le possibilità di analisi strategica dei dati. Come evidenziato nel nostro Manifesto sull’Ia, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale non è più una scelta, ma una direzione obbligata per restare competitivi. I commercialisti devono sviluppare competenze in data analysis, interpretazione dei risultati generati dall’Ia e consulenza strategica basata sui dati. L’elemento distintivo non sarà la tecnologia in sé, ma la capacità di usarla per generare valore per clienti e imprese. La chiave del futuro è unire competenze tecniche, soft skills e capacità consulenziali", conclude. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Come parlare di peso con i figli senza timori, la guida dei pediatri
(Adnkronos) - Parlare di peso con i figli è un problema per molti genitori: il timore di ferirli, trasmettere insicurezze o innescare sentimenti di vergogna spesso porta a evitare l’argomento. Eppure, il silenzio non aiuta. Per questo il Gruppo di studio adolescenza della Società italiana di Pediatria (Sip) ha realizzato una guida per supportare le famiglie nel dialogo con i bambini e i ragazzi in sovrappeso tra i 4 e i 14 anni. L’obiettivo? Superare tabù e paure, promuovendo la salute senza stigma o colpevolizzazioni. "Affrontare il tema del peso in famiglia può essere complesso, ma evitarlo non protegge i bambini, anzi, può farli sentire soli e incompresi. Con questa guida vogliamo offrire ai genitori strumenti concreti per parlarne in modo costruttivo, con rispetto ed empatia", afferma Rino Agostiniani, presidente della Società italiana di Pediatria. Un linguaggio inadeguato o battute dette con leggerezza possono lasciare segni profondi, alimentando insicurezze e, nei casi peggiori, disturbi alimentari. La guida della Sip aiuta le famiglie a trovare le parole giuste per trasformare il dialogo in un'opportunità di crescita. "Il focus deve spostarsi dal peso alla salute, promuovendo abitudini sane e un rapporto sereno con il cibo e il movimento, senza generare stigma", spiegano le curatrici della guida, Vita Cupertino e Rita Tanas. "Evitare il tema non è la soluzione: affrontarlo con rispetto aiuta i ragazzi a sentirsi compresi e supportati". Cosa propone la guida: 1) Consigli pratici per iniziare il dialogo. È meglio affrontare l'argomento in modo naturale, inserendolo in conversazioni quotidiane, come durante la spesa o la preparazione dei pasti. La guida suggerisce di evitare discorsi giudicanti e di concentrarsi su aspetti positivi, come i benefici dell'attività fisica e quelli di un'alimentazione sana; 2) Parole che costruiscono e parole che feriscono. Anche in famiglia, commenti apparentemente innocui possono ferire profondamente. Frasi come 'Non stai più nei pantaloni!' vanno evitate, preferendo proposte costruttive come 'Andiamo a fare una passeggiata insieme?' per creare un clima di sostegno e comprensione; 3) La collaborazione familiare. La guida sottolinea l'importanza di coinvolgere l'intera famiglia in uno stile di vita più sano, dal cucinare insieme al promuovere attività ludiche. Questo approccio non solo migliora la salute fisica, ma rinforza i legami affettivi; 4) Affrontare lo stigma. I bambini possono essere derisi per il loro peso già in età molto precoce, anche in ambito familiare e questo impedisce loro la costruzione di una forte e positiva identità sociale. La guida spiega come contrastare lo stigma, aiutando i figli a sviluppare un'immagine corporea positiva e a comprendere che il peso non definisce il valore di una persona. "La guida si arricchisce con le storie di famiglie che hanno affrontato questa sfida, dimostrando come piccoli cambiamenti condivisi possano fare la differenza. Come Alberto che, grazie al supporto della mamma e del pediatra, ha trovato fiducia e serenità. Oppure Luca, un padre che ha coinvolto tutta la famiglia in abitudini più sane, dimostrando come piccoli cambiamenti condivisi possano fare la differenza. Questi racconti offrono spunti pratici e incoraggianti per i genitori, mostrando che non esistono soluzioni perfette, ma percorsi costruiti nel tempo insieme ai figli, basati sull’ascolto, il rispetto e il sostegno reciproco", conclude la nota della Sip. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Aviaria, -94% carica infettiva virus H5N1 con onde elettromagnetiche, lo studio
(Adnkronos) - Uno studio pubblicato su 'Nature Scientific Reports' riporta dati positivi sull'efficacia delle onde elettromagnetiche per inattivare il virus dell'influenza aviaria, utilizzate con una opportuna combinazione di frequenza, tempo di esposizione e intensità minima di campo elettrico. Secondo il lavoro, firmato dal team di ricerca ed innovazione di Elt Group, l'esposizione controllata di particelle virali aerosolizzate del virus A H5N1 a queste onde elettromagnetiche generate secondo parametri specifici è in grado di ridurre del 94% la carica infettiva del patogeno. I risultati che emergono dallo studio - il cui articolo finale ha visto il contributo di Silvio Brusaferro del Dipartimento di medicina dell'università di Udine, di Gaetano P. Privitera, professore emerito di Igiene e Medicina preventiva dell'università di Pisa e di Alberto Sangiovanni Vincentelli, professore di Ingegneria elettrica e informatica all'Università della California, Berkeley - aprono ad applicazioni in ambienti ad alto rischio, umano ed animale, come gli allevamenti, dove il controllo della trasmissione aerea del virus è fondamentale, non solo per minimizzare il contagio tra gli stessi animali, ma anche per ridurre il rischio di 'spillover', cioè per evitare il salto di specie (per esempio da animali ad essere umano). L'efficacia di questo approccio, ricordano gli esperti, era già stata testata sul virus Sars-CoV-2, compresa la variante KP.3, e sui virus H1N1 (responsabile dell'influenza stagionale) e Rsv (virus respiratorio sinciziale, responsabile della bronchiolite), "portando a risultati di inattivazione in aria superiori al 90%", si legge in una nota che riporta i risultati della nuova ricerca. Da tempo si studia l'impatto di queste tecnologie per l’inattivazione dei virus respiratori presenti nell'aria grazie all'azione delle onde elettromagnetiche. Si tratta di un approccio che "ha rappresentato un'innovazione" per la tutela della salute pubblica. L'obiettivo è "impiegare e ottimizzare questa tecnologia anche come strumento per affrontare il problema della prevenzione e controllo della trasmissione di patogeni infettivi (inclusi gli eventi epidemici) mediante un approccio 'one-health' (singola soluzione per mondo umano e animale)", si legge nella nota. Elt Group ha lavorato su questo approccio sviluppando la tecnologia 'e4shield', lanciata nel 2022 e inclusa tra le tecnologie innovative che devono essere considerate nel futuro dell'Ue per garantire un incremento della qualità dell'aria negli ambienti indoor. Ora la newco nata dalla joint venture tra Elt Group e Lendlease, e4life, punta ad ampliare l'applicazione ad altri virus respiratori e si è posta fra gli obiettivi quello ambizioso di ottenere efficacia "anche nei confronti di altri microrganismi", come "i batteri". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Salutequità: "Assistenza domiciliare da garantire in tutte le Regioni"
(Adnkronos) - Per garantire un'assistenza sanitaria adeguata agli anziani con malattie croniche, l'Assistenza domiciliare integrata (Adi) è fondamentale, ma negli ultimi anni, nonostante l'aumento del numero di assistiti, la qualità del servizio non è migliorata in modo proporzionale. A tale proposito è importante garantire in tutte le Regioni il rispetto degli standard su autorizzazione e accreditamento e puntare su qualità delle cure e complessità assistenziale. Così, un editoriale pubblicato sul sito ufficiale di Salutequità fornisce una prima analisi della situazione, delle criticità e della ‘storia’ dell’assistenza domiciliare integrata, partita negli anni ’70, ma ancora mai del tutto a regime. Nonostante i progressi normativi, l'integrazione dell’Adi nel sistema sanitario nazionale è ancora insufficiente. Dal 2014 al 2023 - si legge nel sito - la copertura Adi è salita dal 1,95% al 3,89%, con l'obiettivo di raggiungere il 10% entro il 2026, grazie a risorse significative dal Pnrr, che prevede assistenza per 842 mila over 65. Le Regioni devono migliorare l'intensità e la qualità dell'assistenza perché sia conforme alle normative recenti, come il Dm 77/2022. Il decreto ministeriale del gennaio 2023 ha enfatizzato l'importanza di fornire cure domiciliari tramite enti pubblici e accreditati. A fine 2022, solo circa il 66% degli obiettivi di assistenza è stato raggiunto, con 12 Regioni che non hanno rispettato le aspettative. Inoltre, la Corte dei Conti ha messo in dubbio la validità dei risultati ottenuti e la capacità delle Regioni di attuare i requisiti di accreditamento. Infine, una nuova legge del 2024 ha sospeso le disposizioni in materia di accreditamento, rimandando la revisione a future intese tra Stato e Regioni entro la fine del 2026. Undici giorni dopo l'emanazione della legge sulla concorrenza, il decreto Milleproroghe (DL 27 dicembre 2024, n. 202) ha concesso alle Regioni un ulteriore anno, fino al 31 dicembre 2025, per adeguare i propri sistemi di accreditamento, generando così un ‘cortocircuito normativo’ che potrebbe complicare l'implementazione necessaria. Il testo è attualmente in esame presso la 1a Commissione Affari Costituzionali, e sono stati proposti emendamenti per modificarlo o eliminarlo. Un'altra problematica - evidenzia l’analisi di Salutequità - riguarda le tariffe per l’Adi: nonostante l'accordo del 2021, meno della metà delle Regioni ha pubblicato le proprie tariffe. A questo proposito, il Decreto del Ministero della Salute del 13 marzo 2023 ha stabilito un costo medio di 1.977,94 euro per la presa in carico a domicilio, ma questa è solo una soluzione temporanea. Una volta esaurite le risorse del Pnrr, la questione tariffaria rimarrà irrisolta, rischiando di compromettere la qualità delle cure. E ancora, nel 2023, l'Adi ha registrato risultati migliori rispetto al passato, superando l'obiettivo di nuovi assistiti (526 mila) con un incremento del 101%. Tuttavia, le performance sono state molto disomogenee tra le Regioni, con PA Trento, Puglia, Toscana e Umbria che hanno eccelso, mentre Sardegna, Sicilia, Calabria e Campania hanno faticato a raggiungere i propri obiettivi. Solo 9 Regioni hanno rispettato l'accordo Csr n. 151/21 entro i termini previsti, e diverse hanno visto le novità rimanere sulla carta a causa della mancanza di controlli e verifiche. Attualmente, solo Sicilia, Lombardia e Lazio dispongono di un sistema di accreditamento completamente operativo. È quindi fondamentale - conclude il report - migliorare l'Adi attraverso investimenti nel capitale umano e nelle tecnologie, potenziando la formazione e rafforzando la valutazione delle cure. È necessario promuovere una maggiore integrazione tra i servizi sanitari e sociali e innovare i modelli organizzativi, coinvolgendo enti pubblici e privati accreditati in un'efficace governance. L'obiettivo è utilizzare le risorse del Pnrr per potenziare l'attività assistenziale domiciliare, specialmente per i pazienti con complessità maggiore, evitando di limitarsi a monitorare i risultati attuali. ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Magic: The Gathering diventa un universo cinematografico, Legendary e Hasbro uniscono le forze
(Adnkronos) - Magic: The Gathering, il celebre gioco di carte collezionabili, sta per diventare un vero e proprio universo cinematografico. Legendary Entertainment e Hasbro hanno infatti annunciato, attraverso una nota ufficiale, una partnership per realizzare un lungometraggio e una serie televisiva basata su questo iconico franchise. Legendary, nota per la sua capacità di trasformare franchise di successo in film e serie TV di grande impatto, ha scelto di collaborare con Hasbro per portare sul grande schermo l'universo di Magic: The Gathering. Questa partnership promette di creare un prodotto di alta qualità, in grado di soddisfare le aspettative dei fan più appassionati e di conquistarne di nuovi.
Creato nel 1993, Magic: The Gathering è il primo gioco di carte collezionabili al mondo. I suoi personaggi avvincenti, i suoi mondi fantastici e il suo gameplay profondamente strategico e altamente personalizzabile hanno conquistato più di 50 milioni di fan di tutte le età in tutto il mondo.
Mary Parent, Chairman of Worldwide Production di Legendary, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di essere custodi attenti di proprietà intellettuali uniche e amate, e nessuna proprietà intellettuale si adatta meglio a questa descrizione di MAGIC: THE GATHERING. Insieme al fantastico team di Hasbro, non vediamo l'ora di creare un universo multimediale che entusiasmi i fan di lunga data e crei un'ampia ondata di nuovi fan.”
Zev Foreman, Head of Film di Hasbro Entertainment, ha dichiarato: “Si tratta di una partnership entusiasmante e complementare, che unisce uno dei marchi più iconici del mondo con un produttore potente e collaudato. MAGIC: THE GATHERING ha ispirato decenni di world-building epici e di narrazione creativa. È una combinazione perfetta per l'approccio diversificato di Legendary alle IP di rilievo e siamo entusiasti di lavorare insieme per costruire un nuovo universo di MAGIC: THE GATHERING” Magic: The Gathering, con i suoi mondi fantastici, i suoi personaggi carismatici e le sue storie avvincenti, offre un terreno fertile per la creazione di un universo cinematografico ricco e complesso. La partnership tra Legendary e Hasbro mira a sfruttare tutto il potenziale di questo franchise, creando un prodotto che sia fedele alle origini del gioco e al tempo stesso innovativo e coinvolgente. I piani iniziali prevedono la realizzazione di un lungometraggio, seguito da una serie di serie televisive e altri contenuti. Questo approccio permetterà di esplorare a fondo l'universo di Magic: The Gathering, presentando ai fan nuovi personaggi, nuove storie e nuovi mondi da scoprire. Legendary ha dimostrato in passato di saper trasformare franchise di successo in film di grande successo. Basti pensare a Dune, Godzilla e Pokémon: Detective Pikachu. L'esperienza e la creatività di Legendary sono una garanzia per la riuscita del progetto Magic: The Gathering. Anche Hasbro sta investendo molto nella creazione di contenuti originali basati sui suoi marchi più iconici. Oltre a Magic: The Gathering, l'azienda sta sviluppando progetti legati a Cluedo, Monopoly e molti altri. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Medico di famiglia "digitale" e aiutato dall'Ai. L'esperto: "Così starà vicino ai pazienti"
(Adnkronos) - Non si spengono i riflettori sui medici di famiglia. Lo stesso ministro della Salute, Orazio Schillaci, ne ha parlato a margine di un evento a Roma, evidenziando che si deve "migliorare il Ssn con delle riforme", che "bisogna avere il coraggio di cambiare alcune cose". E rispetto alla volontà di alcuni presidenti di Regione di far entrare i medici di famiglia nel Ssn come dipendenti si stanno "aspettando le proposte delle Regioni". Il dibattito è aperto, ma il punto di partenza per gli esperti deve essere uno: come è cambiato in questi anni il medico di famiglia e cosa potrà diventare nel futuro? Prova a raccontarlo all'Adnkronos Salute Francesco Longo, responsabile scientifico del Rapporto Oasi, Cergas SDA Bocconi. Con una premessa: "Dobbiamo ripensare a che cos'è la prossimità nella contemporaneità". Perché, avverte, la vicinanza al paziente non è solo questione di geografia. I medici di famiglia oggi, spiega Longo, "lavorano tantissimo, lo abbiamo visto con il nostro Osservatorio: gestiscono in media 50 persone (accessi) al giorno. Alcuni arrivano anche a 70-80. Ciò è legato largamente al fatto che il 40% della popolazione italiana è fatta di cronici", quindi su 1.500 assistiti un medico di medicina generale (Mmg) ne avrà intorno a 600. "E il paziente cronico ha frequentemente bisogno di farsi valutare l'esito degli accertamenti diagnostici, di avere consigli in generale e prescrizioni, visite, farmaci. Quindi il motivo per questa crescita strutturale degli accessi è che adesso il 25% degli italiani sono anziani e il 40% cronici". Ma oltre a lavorare molto i medici di famiglia "lavorano prevalentemente da remoto perché sono i pazienti che si rivolgono loro prevalentemente da remoto. Lo vediamo in tre contesti geografici molto diversi tra loro, cioè la provincia di Lecco, la provincia di Forlì e Scampia (Napoli): 16mila gli accessi osservati, il 70% sono da remoto", indipendentemente dall'età del medico e dei pazienti ("anche gli anziani si rivolgono al medico così"). E' un accesso a distanza multicanale: via telefono, app, WhatsApp, e-mail. Questo cosa implica? "Intanto, che il lavoro da remoto va organizzato a questi volumi - osserva Longo - Abbiamo scoperto che i medici di medicina generale più generosi hanno scelto strumenti di risposta sincroni, come ad esempio WhatsApp, salvo non riuscire a smaltire questa pressione di contatti. Contatti che possono continuare anche il sabato sera o quando si è in famiglia o con amici, con rischio burnout. Quindi tutti i canali devono confluire in un unico contenitore digitale e poi bisogna privilegiare modalità e strumenti asincroni". Ma i contatti da remoto bastano a vicariare la capillarità della presenza sul territorio, che sta venendo un po' meno con la crescente carenza di camici bianchi e lo spopolamento degli studi in aree isolate e periferiche? Per Longo va capito il fenomeno: "Oggi c'è da un lato una indisponibilità progressiva dei professionisti a vivere fuori da contesti cittadini, se non addirittura metropolitani". E poi c'è un fattore legato alla trasformazione della società: "Oggi è possibile che non si viva la prossimità intesa come la medicina a un passo da casa nostra. Oggi il nostro negozio più vicino è Amazon, facciamo la spesa da remoto, ordiniamo la pizza da remoto, compriamo i biglietti del treno online, parliamo con i nipoti che sono in Inghilterra o in giro per il mondo attraverso uno schermo. Se la sanità è l'unica cosa che rimane solo fisica, risulta paradossalmente incoerente con la nostra prassi e lontana da come noi interpretiamo cos'è un servizio". Insomma, "l'immaginario dell'anziano che vuole andare in sala d'attesa del medico a chiacchierare credo non esista più, oggi è cambiato anche l'identikit - dice l'esperto - Molti over 65 pensionati stanno bene, viaggiano e si muovono spesso, magari vanno a trovare i figli che vivono lontani. Sono i protagonisti della 'Silver Age', e anche in questo caso il contatto con il medico lo preferiscono da remoto. Noi dobbiamo decidere se stiamo o non stiamo nella contemporaneità e parlare di fattibilità di un sistema. Se i dati ci dimostrano che i cittadini al 70% preferiscono essere serviti da remoto questa cosa va valorizzata. E attraverso il contatto da remoto possiamo anche capire quel 30% che non è disponibile a un'interazione di questo tipo cosa desidera e servirlo al meglio. I pazienti che devono essere visti di persona potremmo concentrarli, se non sono urgenti, in uno o due giorni a settimana. Il professionista che non sta stabilmente in un contesto decentrato può così raggiungerlo in giorni stabiliti. Se invece la situazione è urgente e il medico di famiglia non serve, grazie al contatto da remoto si fa intervenire chi è giusto che intervenga. Possiamo quindi ridisegnare i servizi di prossimità in modo da dare risposta a tutti nel modo migliore". In questo cambio di paradigma però, conclude Longo, "c'è una conseguenza di policy importantissima. Questo lavoro da remoto ci permette a questo punto di introdurre un clinical decision support system, ovvero uno strumento basato sull'intelligenza artificiale che aiuta il medico a definire la diagnosi e la terapia. L'Agenas ha bandito una gara molto importante per milioni di euro che sono finanziati dal Pnrr, per mettere a disposizione un sistema di questo tipo ai medici di medicina generale. Avrebbe dei vantaggi straordinari. I pazienti otterrebbero sempre la terapia giusta, coerente con la migliore evidenza scientifica, il Ssn potrebbe uniformare i comportamenti dei professionisti, perché tutti userebbero finalmente lo stesso standard. E anche il medico avrebbe un vantaggio perché questi strumenti in automatico lo tengono aggiornato e accelerano di tantissimo il suo lavoro. Così non diventerebbe un problema gestire 1.500 assistiti. E ovviamente se questo sistema lo realizza il Ssn, allora avremo tutte le migliori garanzie, diverso è se a fornirlo è un provider esterno, sarei meno tranquillo". ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Studio su pescatori laguna Marano, 'mercurio sotto soglia effetti avversi'
(Adnkronos) - I pescatori della laguna di Marano e Grado hanno concentrazioni di mercurio più alte se confrontate con quelle di un agricoltore delle Dolomiti e lievemente sopra il limite raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità, ma dentro la soglia sotto cui non sono stati osservati finora effetti avversi sulla salute umana. Sono i risultati principali di uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica 'Science of the Total Environment', resi noti dall'Asugi (Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina), secondo cui "la situazione attuale si può considerare di relativo equilibrio e non controindica il consumo di pesce della laguna, anche perché il pesce veicola pure il selenio, elemento chimico con azione antagonista al mercurio. Tuttavia, è raccomandabile che donne in gravidanza e bambini in fase di crescita limitino il consumo di pesce fresco a non più di un pasto a settimana". L'indagine condotta da Luca Cegolon (Igiene e Medicina Preventiva dell'Asugi) in collaborazione con Giuseppe Mastrangelo (Università di Padova), il gruppo di ricerca MercuRILab dell'università di Trieste (diretto da Stefano Covelli) e la Uco di Medicina del Lavoro di Asugi (diretta da Francesca Larese Filon), ha rilevato i livelli di mercurio nei capelli di pescatori e lavoratori dell'indotto della pesca di Marano Lagunare, piccolo centro costiero che si affaccia sulla rispettiva laguna. La laguna di Marano e Grado era stata individuata come Sito di interesse nazionale (Sin) a causa di una contaminazione storica plurisecolare da mercurio sotto forma di cinabro riversato dal fiume Isonzo - drenante il distretto minerario di Idria in Slovenia (secondo deposito naturale più grande al mondo dopo Almaden in Spagna) e in forma inorganica da scarichi industriali incontrollati. Più recentemente la denominazione Sin di Laguna di Grado e Marano è stata modificata in 'Caffaro di Torviscosa' a seguito anche di una riperimetrazione. Nel settore orientale della laguna, in corrispondenza della foce del fiume Isonzo, studi precedenti avevano rilevato concentrazioni di mercurio nei sedimenti fino a 11 mg/kg, che si riducevano progressivamente a 5 mg/kg nel settore centrale e 0.7 mg/kg nel settore occidentale della stessa. L'indagine dell'università di Trieste, condotta nei primi mesi del 2024 a Marano Lagunare, ha confrontato la concentrazione di mercurio nei capelli di 73 pescatori (32 di mare aperto, 30 di laguna e 11 misti) e 83 residenti locali lavoratori dell'indotto della pesca con 93 residenti del Bellunese (prevalentemente agricoltori o malgari). L'indagine si è concentrata su pescatori e lavoratori della pesca - spiegano gli esperti - perché, secondo la letteratura, hanno inevitabilmente maggiore accesso e disponibilità al consumo di pesce rispetto alla popolazione generale. Residenti di un'area montuosa sono stati scelti come categoria di confronto per il motivo opposto, essendoci meno disponibilità di pesce in montagna (dove tra l'altro costa anche di più) e la cucina locale è prevalentemente basata su cibi a base di carne. Il livello mediano di mercurio rilevato nei pescatori (2.56 mg/kg) e nei lavoratori dell'indotto della pesca (2.31 mg/kg) era significativamente superiore a quello degli agricoltori delle Dolomiti (0.58 mg/kg) e aumentava col consumo di pesce locale, in particolare quello fresco, ed in categorie come pescatori, venditori ittici o ristoratori. Sebbene questi valori di concentrazione di mercurio nei capelli rilevati nei pescatori e nei lavoratori della pesca di Marano siano leggermente superiori al limite (2 mg/kg) raccomandato dall'Oms per la popolazione, confermano gli autori dell'indagine, tali concentrazioni "sono ancora ben inferiori a 11.5 mg/kg", limite sotto cui non sono stati osservati finora effetti avversi sulla salute umana. Si tratta, conclude Asugi, "della prima indagine che quantifica e documenta l'esposizione al mercurio tramite consumo di pesce locale in categorie a maggior rischio fra i residenti costieri della laguna di Marano e Grado, una delle più grandi lagune in Europa. Lo studio informa anche sul livello di esposizione a mercurio nella popolazione generale di una area a basso rischio quale le Dolomiti. Viene quindi fornita una risposta ai legittimi dubbi, diffusi a livello di popolazione generale, circa l'impatto della contaminazione ambientale da mercurio nella laguna di Marano e Grado, rilevando un'esposizione relativamente limitata nell'uomo". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Giornata raccolta farmaci, Consulcesi in prima linea a Roma e Milano
(Adnkronos) - Ogni confezione di farmaci donata rappresenta una speranza concreta per chi vive in condizioni di fragilità. Nell'edizione del 2024, la Giornata di Raccolta del Farmaco ha permesso di raccogliere oltre 600.000 confezioni, per un valore superiore a 5 milioni di euro, offrendo sollievo a 430.000 persone in difficoltà e supportando 2.012 enti assistenziali. Quest'anno, dal 4 all'8 febbraio 2025, Fondazione Consulcesi rinnova il suo impegno partecipando attivamente alla Grf promossa dal Banco Farmaceutico. I volontari della Fondazione, insieme ai dipendenti del Gruppo Consulcesi, sono presenti nelle farmacie aderenti di Roma e Milano per invitare i cittadini a donare farmaci da banco destinati agli enti assistenziali del territorio. Ogni anno, migliaia di persone in Italia rinunciano a cure essenziali perché non possono permettersi farmaci di uso quotidiano. Tra i più richiesti ci sono farmaci per malattie comuni, come antinfiammatori, antipiretici e decongestionanti nasali, ma anche presidi specifici per la cura di ferite, disturbi gastrointestinali o patologie croniche. Da qui l'invito di Fondazione Consulcesi rivolto ai cittadini a donare alcuni dei farmaci più richiesti da enti assistenziali e unità mobili impegnate nell'assistenza sanitaria ai più fragili. "In particolare – spiega Alessandro Falcione, Coordinatore dell’Unità Mobile 'Salute ed Inclusione' della Fondazione Consulcesi in collaborazione con Fimmg Lazio – abbiamo necessità di antidolorifici e antinfiammatori, assolutamente i più utili e richiesti. Questi farmaci sono fondamentali per affrontare le numerose problematiche croniche dolorose con cui si convivono la stragrande maggioranza dei nostri utenti". I farmaci raccolti - riporta una nota - saranno distribuiti alle persone in difficoltà che usufruiscono dei servizi socio-sanitari offerti dall'Unità Mobile della Fondazione Consulcesi e da altri enti del territorio. L'Unità Mobile rappresenta un progetto chiave della Fondazione: solo nel 2024, questa struttura itinerante ha fornito assistenza sanitaria a oltre 3.500 persone senza fissa dimora o in condizioni di estrema vulnerabilità, realizzando più di 8.000 interventi, tra cui vaccinazioni, visite mediche e distribuzione di farmaci essenziali. Recentemente, l’Unità Mobile, in collaborazione con la Fimmg Lazio, è stata protagonista di una campagna vaccinale antinfluenzale, raggiungendo decine di persone senza fissa dimora, dimostrando quanto sia cruciale portare cure direttamente a chi non ha accesso ai servizi sanitari tradizionali. "La lista di farmaci donati non è solo un elenco, ma un simbolo delle piccole grandi necessità che possiamo aiutare a soddisfare – commenta Simone Colombati, presidente della Fondazione Consulcesi. – Ogni farmaco rappresenta una possibilità di migliorare la vita di chi è più fragile. La salute è un diritto, non un privilegio". Attraverso iniziative come la Grf e "il lavoro sul campo dell’Unità Mobile, vogliamo garantire cure e dignità a chi vive ai margini della società. Ogni confezione donata può davvero fare la differenza. Aspettiamo tutti nelle farmacie aderenti per trasformare insieme un piccolo gesto in una grande opportunità di solidarietà" conclude. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)









