Università: compie 100 anni Scienze Politiche della 'Sapienza', la prima in Italia
(Adnkronos) - Compie 100 anni il Dipartimento di Scienze Politiche della Sapienza Università di Roma. Nel 1925, infatti, fu fondata presso l'Ateneo romano l’allora Facoltà di Scienze politiche, la prima istituita nell’ambito della medesima disciplina in Italia. I festeggiamenti per questo centenario si apriranno con una cerimonia che si terrà il 17 febbraio, alle ore 11.30, presso l’Aula Magna del Rettorato della Sapienza. La cerimonia di inaugurazione delle celebrazioni prevede la partecipazione e l’intervento di due illustri alumni della facoltà, Paolo Gentiloni, politico e giornalista, già presidente del Consiglio dei ministri, e Rosanna Oliva de Conciliis, giurista, attivista e scrittrice italiana, nominata nel 2010 Grande Ufficiale della Repubblica italiana dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La rettrice della Sapienza Università di Roma, Antonella Polimeni, aprirà la giornata con un indirizzo di saluto, a cui seguirà l’introduzione ai lavori del preside Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione, Pierpaolo D’Urso, e della direttrice del Dipartimento di Scienze Politiche, Maria Cristina Marchetti. Le celebrazioni della ricorrenza proseguiranno, nel pomeriggio dello stesso giorno e nella mattina successiva, con un convegno dal titolo 'Scienze politiche: le sfide di oggi, il sapere di domani', che intende avviare una riflessione su alcuni grandi temi della politica contemporanea. Questo secolo di storia affonda le sue radici nel Rdl n. 527, del 27 marzo 1924, con cui fu istituita presso la Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza Università di Roma la Scuola di Scienze politiche, poi trasformata in Facoltà con il Rdl del 4 settembre 1925, n. 1604, prima Facoltà di Scienze Politiche in Italia. Già nel 1875 era stato fondato l’Istituto Cesare Alfieri di Firenze, con il nome di 'Scuola di Scienze Sociali' che divenne nel 1888 'Istituto di Scienze Politiche e Sociali'. A dicembre 1924 (poi approvato con Rd del 18 aprile 1925) l'Istituto Cesare Alfieri si configurava come 'Università libera', che conferiva la laurea in 'Scienze sociali, politiche ed economiche'. Il riconoscimento come Facoltà arrivò in seguito con Rd 1269/1938, all’interno della neo-istituita Università degli studi di Firenze. La nuova Facoltà romana si ispirava, pur nelle differenze, alle proposte avanzate già nella seconda metà dell'Ottocento da Angelo Messedaglia, matematico, statistico, economista e uomo politico, il quale, in uno scritto del 1851, aveva già evidenziato come il tradizionale ordinamento delle Facoltà giuridiche non corrispondeva più alle nuove esigenze politiche, economiche e sociali che caratterizzavano le società europee e che la vecchia amministrazione statale, basata su una cultura giuridica, non era più in grado di fare fronte alle nuove sfide. Erano così maturi i tempi per prevedere all'interno delle Facoltà di giurisprudenza due diversi percorsi: uno giuridico e uno politico-amministrativo, in linea con una nuova visione dello Stato. Si poneva una sostanziale divisione tra la politica e il diritto, tra la giustizia e l'amministrazione, nell'ambito della quale assumeva un ruolo saliente la conoscenza dei problemi economico-sociali, demografici, geo-politici, della politica internazionale, il tutto in una prospettiva storica. Altri Atenei seguirono la strada della Sapienza: nel dicembre 1924 a Padova nasce la 'Scuola di Scienze politiche e sociali', che solo nel 1933 prenderà il nome di Facoltà di Scienze politiche; nel 1926 nacque la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pavia; nel 1927 nacque la Regia facoltà fascista di Scienze politiche dell’Università di Perugia; nel 1932 la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Si delinea così un nucleo originario di Facoltà che ha aperto la strada al riconoscimento delle Scienze politiche nell’Università sia come percorso autonomo di ricerca che di didattica. Da allora i mutamenti politici, sociali, istituzionali e normativi che si sono succeduti a partire dal secondo dopoguerra fino alle soglie del terzo millennio hanno imposto alle Facoltà di Scienze Politiche un continuo riallineamento che, se da una parte ha comportamento cambiamenti a volte repentini, dall’altra le ha poste nella condizione di interpretare tali cambiamenti e di farsene interpreti. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Rivoluzione mobile con Snapdragon 6 Gen 4
(Adnkronos) - Qualcomm ha alzato il sipario sulla sua ultima creazione, la piattaforma mobile Snapdragon 6 Gen 4, un concentrato di innovazione che promette di ridefinire gli standard degli smartphone di fascia media. Questo gioiello tecnologico non solo eleva le prestazioni a livelli senza precedenti, ma inaugura una nuova era di esperienze utente, aprendo le porte a funzionalità avanzate come l'Intelligenza Artificiale generativa (Gen AI) per un pubblico ancora più ampio. Snapdragon 6 Gen 4 si distingue per un incremento significativo della potenza di calcolo, con un aumento dell'11% delle prestazioni della CPU e un'accelerazione del 29% della GPU. Tale evoluzione si traduce in un'esperienza utente più fluida e reattiva, sia nel gaming che nelle attività quotidiane. Ma non è tutto: l'efficienza energetica è stata ottimizzata, con un risparmio del 12% che si traduce in una maggiore durata della batteria e in un utilizzo più sostenibile del dispositivo. La piattaforma mobile è un vero e proprio ecosistema di innovazioni, progettato per soddisfare le esigenze di diverse tipologie di utenti. I gamer più esigenti potranno godere di una grafica di gioco più nitida e di un audio coinvolgente, grazie al supporto di immagini 4K e Snapdragon Sound. I professionisti, invece, potranno contare su una connettività 5G ultraveloce e affidabile, ideale per lavorare in mobilità senza compromessi. E i creatori di contenuti avranno a disposizione strumenti potenti per realizzare foto e video di alta qualità, sia di giorno che di notte. Deepu John, senior director, product management di Qualcomm Technologies, ha dichiarato: "Snapdragon 6 Gen 4 rappresenta un passo avanti fondamentale per gli smartphone di fascia media, grazie a progressi significativi in diversi ambiti, tra cui l'IA, il gaming e la fotografia". L'arrivo sul mercato dei primi smartphone dotati di Snapdragon 6 Gen 4 è previsto nei prossimi mesi, con realme, OPPO e Honor pronti a lanciare i propri modelli. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nel 2024 Porsche fissa un nuovo record di vendite
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Porsche Italia ha presentato i risultati di un anno straordinario 2024 appena concluso e segnando un nuovo record di consegne al cliente finale, pari a 8.223 unità, con un incremento dell’8% rispetto al 2023. “Siamo orgogliosi di inaugurare il 2025, anno del quarantesimo anniversario di Porsche Italia, annunciando il risultato di vendite più alto mai raggiunto. È un record che attesta non solo la forza dei nostri prodotti, ma anche il successo della rinnovata Client Experience, progettata per elevare l’esperienza dei clienti in tutti i nostri touchpoint”, ha commentato Pietro Innocenti, Amministratore Delegato di Porsche Italia.
Porsche Macan si conferma il modello più richiesto con 3.011 consegne seguito dalla Cayenne che registra una performance eccellente con 2.542 consegne, la 911 si attesta con 1.512 unità consegnate mentre i modelli 718 Boxster e Cayman consegnati nel 2024 sono stati 417. Panamera infone tocca le 406 unità seguita dalla Taycan, solo EV, con 335 pezzi. Lo scorso anno Porsche ha segnato un profondo rinnovamento di ben 4 linee di prodotto su 6 includendo sia motori endotermici, elettrici (BEV) che ibridi plug-in (PHEV).
Nel 2024 sono cresciute notevolmente le vendite online segnando un +15% mentre il Porsche Experience Center Franciacorta ha segnato un ulteriore record di presenze ospitando oltre 68.000 visitatori provenienti da 91 nazioni e organizzando oltre 600 eventi con più di 25.000 esperienze di guida in tre anni. Tra le iniziative più innovative del 2024, spicca The Flat by Macan, una location completamente gonfiabile inaugurata lo scorso ottobre a Milano, ispirata alla nuova Macan elettrica e al suo riconoscibile colore Provence. “Con The Flat by Macan abbiamo voluto superare la nostra zona di comfort. Per un’auto non convenzionale, serviva un’iniziativa altrettanto dirompente” commenta Innocenti. “Questo spazio innovativo, situato in una delle zone più vivaci di Milano, rappresenta appieno l’anima urbana di Macan. Dietro le porte d’ingresso, si apre un luogo che combina arte inFLATable, un ristorante, un cocktail bar e un club.”
Nel 2025 Porsche Italia festeggerà in grande stile il suoi primi 40 anni con una Market Edition speciale, realizzata in collaborazione con Ferragamo, coinvolgendo due icone come la 911 4 GTS, che verrà prodotta in appena quaranta esemplari e dodici Taycan 4S. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Hyundai IONIQ 5 N, ai MotorWeek 2025 eletta migliore auto sportiva
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Hyundai IONIQ 5 N è stata incoronata Migliore Auto Sportiva ai MotorWeek 2025 Drivers' Choice Awards durante il Chicago Auto Show. Il SUV elettrico ad alte prestazioni ha conquistato il titolo grazie alle sue straordinarie capacità dinamiche, rese possibili dalla piattaforma Electric-Global Modular Platform (E-GMP) e dalle avanzate tecnologie N motorsport. Oltre alle prestazioni di guida, la giuria di MotorWeek ha valutato anche affidabilità, valore e tendenze di mercato. "Il premio MotorWeek 2025 come Migliore Auto Sportiva dimostra che la IONIQ 5 N non solo compete con le migliori EV ad alte prestazioni, ma le supera, imponendosi tra le vetture più entusiasmanti in assoluto", ha dichiarato Ricky Lao, Direttore della Pianificazione prodotto di Hyundai Motor North America. "Si tratta dell’auto di serie più potente mai prodotta da Hyundai, progettata per offrire un’esperienza di guida emozionante sia su strada che in pista."
Il team di MotorWeek ha scelto all'unanimità la IONIQ 5 N come miglior auto sportiva dell’anno. "Essendo il primo modello elettrico della gamma ad alte prestazioni Hyundai N, gli ingegneri hanno lavorato senza compromessi per migliorare non solo l’accelerazione, ma anche la maneggevolezza, la frenata e l’esperienza di guida complessiva", ha affermato John Davis, conduttore e creatore di MotorWeek.
Tra gli elementi distintivi della IONIQ 5 N sono presenti il sistema N Drift Optimizer, che consente un controllo perfetto della derapata e un sound elettronico progettato per esaltare il coinvolgimento del guidatore. Da oltre quattro decenni, MotorWeek rappresenta un punto di riferimento nel settore automobilistico, testando ogni anno oltre 150 nuovi modelli per individuare i migliori veicoli di ogni categoria. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Bugatti Tourbillon, l’hypercar con il tachimetro meccanico rivoluzionario
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Bugatti ridefinisce il concetto di strumentazione di bordo con la Tourbillon, la sua nuova hypercar di lusso. Al posto di un comune display digitale, il conducente avrà davanti un autentico orologio svizzero meccanico, realizzato dalla prestigiosa azienda Concepto. Questo strumento di precisione, posizionato dietro il volante, è reso possibile grazie ai motori passo-passo Faulhaber, incaricati di convertire i segnali elettronici in movimenti meccanici precisi. Una vera hypercar dalle prestazioni straordinarie: velocità massima di 446 km/h, accelerazione da 0 a 200 km/h in meno di 5 secondi e un prezzo di 3,8 milioni di euro. Il suo sistema di trasmissione combina un V16 aspirato con motori elettrici e una trasmissione a doppia frizione a otto velocità. L’ispirazione per il nome Tourbillon proviene dall’orologeria di alta gamma e dall’invenzione di Abraham Louis Breguet. Concepto, leader nel settore, ha sviluppato da zero un movimento meccanico con 600 componenti, adattando le sue macchine per la produzione di parti fino all’80% più grandi del normale. Il cuore del sistema è rappresentato dagli otto motori Faulhaber, progettati per operare in condizioni estreme, da -30°C a +120°C, garantendo reattività immediata, precisione assoluta e affidabilità nel tempo.
Durante i test, i “motori” hanno dimostrato prestazioni eccellenti, superando prove di vibrazione e resistenza termica. Faulhaber continua ora l’ottimizzazione del sistema affinché il tachimetro meccanico della Bugatti Tourbillon sia perfetto per il lancio ufficiale. Questa innovazione rappresenta un connubio unico tra tecnologia automobilistica ed eccellenza orologiera svizzera, portando l’esperienza di guida a un livello senza precedenti. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Bentley inaugura il nuovo Excellence Centre for Quality & Launch
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Bentley Motors ha ufficialmente inaugurato il suo nuovo Excellence Centre for Quality & Launch, un centro all'avanguardia che giocherà un ruolo chiave nella preparazione del primo Bentley BEV. La struttura, inaugurata da Gunnar Kilian, membro del Consiglio di Amministrazione di Volkswagen AG, insieme al Board di Bentley, segna un traguardo fondamentale nella trasformazione dello storico stabilimento di Crewe, attivo da 85 anni, verso una nuova era di elettrificazione. Il piano strategico Beyond100+ di Bentley mira a rivoluzionare l’intera gamma di prodotti, supportando il passaggio a un futuro elettrico. Il nuovo stabilimento, concepito con un approccio digitale e a impatto ambientale zero, integrerà tecnologie all'avanguardia per la produzione e la qualità. L’Excellence Centre for Quality & Launch si sviluppa su due piani per un totale di 8.000 mq. Al suo interno è presente un centro tecnico dedicato all'analisi e alla sperimentazione di nuovi materiali, alla misurazione ad alta precisione, ai test di affidabilità e al rilevamento delle performance dei veicoli.
Andreas Lehe, membro del Board per la Produzione di Bentley, ha dichiarato: “L’Excellence Centre for Quality & Launch rappresenta un pilastro fondamentale per il successo della strategia Beyond100+. Questa struttura segna un passo decisivo nella trasformazione del nostro storico sito di Crewe in un centro di produzione automobilistica di lusso sostenibile a livello mondiale. Questo nuovo spazio fungerà da ambiente di lavoro collaborativo per i team Quality & Launch e avrà un ruolo cruciale nel mantenere gli standard di qualità, precisione e artigianalità che definiscono Bentley, mentre ci prepariamo a lanciare il nostro primo veicolo completamente elettrico.”
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Intelligenza Artificiale al servizio dei cittadini: l'innovativa collaborazione tra PagoPA e Spitch
(Adnkronos) - PagoPA S.p.A, la società statale dedicata alla digitalizzazione dei servizi pubblici in Italia, ha intrapreso una significativa partnership con Spitch, leader mondiale nelle soluzioni di intelligenza artificiale conversazionale.
PagoPA ha scelto Spitch come partner strategico per ottimizzare la gestione delle richieste di assistenza via telefono. Questa collaborazione mira a implementare una piattaforma omnicanale che possa gestire in modo efficiente e continuativo le interazioni con gli utenti, superando i limiti orari tradizionali e offrendo un supporto costante. L'introduzione di un Assistente Virtuale telefonico da parte di Spitch ha permesso di automatizzare e velocizzare le risposte alle richieste di assistenza. Gli utenti possono ora ottenere informazioni in tempo reale riguardo lo stato dei loro pagamenti semplicemente interagendo con l'assistente, senza la necessità di un operatore umano. Questo sistema è operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, assicurando una riduzione significativa dei tempi di attesa. “La tecnologia basata sull’Intelligenza Artificiale (IA) messa a disposizione da Spitch ci ha permesso di implementare una soluzione affidabile, ma soprattutto scalabile, che accoglie le richieste degli utenti anche in momenti di picco garantendo sempre la qualità dell’interazione” dichiara Stefano Maugeri, Responsabile dell’Area “Assistenza & Operations” di PagoPA. L'adozione della piattaforma omnicanale permette agli utenti di interagire con il servizio di assistenza di PagoPA attraverso diversi canali, sia vocali che testuali, come chatbot integrati in pagine web o app mobile, e anche tramite social media. Questo approccio non solo migliora l'efficienza ma arricchisce anche l'esperienza dell'utente, permettendogli di scegliere il canale di comunicazione preferito. Un altro aspetto fondamentale della soluzione offerta da Spitch è l'analisi delle interazioni (Speech Analytics) che aiuta a monitorare e migliorare continuamente la qualità del servizio. Inoltre, tutte le operazioni rispettano rigorosamente la normativa sulla privacy, con l'implementazione di tecnologie come il voice morphing per garantire l'anonimato dei dati personali. “La soluzione opera nel completo rispetto della normativa privacy rendendo anonimi i dati personali trattati nell’erogazione del servizio, nonché in caso di registrazioni delle telefonate, applicando il voice morphing. In questo contesto, l’operatore umano continua a giocare un ruolo chiave nell’interazione” dichiara Piergiorgio Vittori, CEO Spitch Italia e International General Manager di Spitch. “L’IA viene implementata a supporto dei processi sia automatizzati che gestiti da un operatore umano. Quanto descritto viene gestito in modo trasparente dall’orchestratore, un coordinatore di flussi che diventa l’assistente personale dell’utente. Qualunque soluzione o applicazione futura potrà essere aggiunta all’orchestratore senza cambiare il front-end, limitando così gli impatti relativi alle integrazioni tecnologiche.” In questo percorso, Spitch e PagoPA hanno collaborato con partner comuni, come Finix Technology Solutions e DGS. “L'IA attraverso l’“orchestratore” di Spitch – spiega Stefano Maugeri – ci permetterà di connettere vari moduli e modelli di machine learning, chatbot, sistemi di NLU, assistenti in tempo reale per gli agenti, modelli interni ed esterni di LLM, applicazioni presenti e future e algoritmi evoluti di analisi delle interazioni per la raccolta di dati dai vari touchpoint (sito web, app, assistenti vocali, chat, ecc.), offrendo così un'esperienza personalizzata e omnicanale per gli utenti. La soluzione di Spitch mette in primo piano esigenze e preferenze degli utenti; un approccio in linea con la vision di PagoPA: contribuire allo sviluppo di un ecosistema digitale con il cittadino al centro.” ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Gemelli, sempre meno cesarei grazie all'ostetricia personalizzata
(Adnkronos) - Il parto, una delle esperienze più forti nella vita di una donna, può in alcune circostanze andare incontro a intralci. Nel tentativo del bimbo di trovare la sua strada verso l'uscita, può verificarsi un ostacolo alla sua discesa e progressione lungo il canale del parto o può capitare che il piccolo, non tollerando bene le contrazioni dell'utero materno, possa andare incontro ad una condizione di 'sofferenza' rilevabile sotto forma di irregolarità del battito del cuore. In questi casi, il medico può vedersi costretto ad accelerare il parto con due modalità: attraverso un parto cesareo (in particolare se il bimbo non ha ancora raggiunto la parte più bassa del bacino della madre) o (se invece il bambino è già disceso nel canale del parto) ricorrendo alla ventosa, una coppetta morbida che viene applicata sulla testa per estrarlo esercitando una trazione verso l'esterno (cosiddetto 'parto operativo vaginale con la ventosa'). "L'impiego della ventosa, in mani esperte e in sale parto adeguatamente attrezzate - afferma Tullio Ghi, ordinario di Ginecologia e ostetricia all'Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della Uoc di Ostetricia e patologia ostetrica della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma - ha un tasso di successo molto alto. Tuttavia, c'è una piccola quota di casi in cui questa modalità di intervento fallisce; il medico non riesce ad estrarre il bimbo con la ventosa e si deve ricorrere ad un taglio cesareo d'emergenza, procedura che prevede l'estrazione dall'addome del feto e può esporre ad un maggior rischio di traumatismo la madre e il bimbo stesso, già incanalato nel canale del parto". "Tra i fattori di rischio che contribuiscono a questa rara eventualità del fallimento del parto operativo con la ventosa - prosegue Ghi - il principale è una malposizione del bambino che, anziché avere la nuca (l'occipite) posizionato anteriormente, cioè verso la sinfisi pubica, ha l'occipite posizionato posteriormente, verso l'osso sacro della mamma. In questi casi, la probabilità di fallimento del parto operativo con la ventosa è molto più alta". Come fare dunque per orientarsi nella scelta cesareo o ventosa, visto tra l'altro che ben il 10% dei bimbi si presenta alla nascita in 'occipite posteriore'? "Da oltre 15 anni - spiega Ghi - i centri di ostetricia di riferimento propongono l'utilizzo dell'ecografia per scegliere tra parto operativo con la ventosa e taglio cesareo, allo scopo di valutare quale sia la procedura migliorare per far nascere il bambino. L'ecografia può essere effettuata in modalità classica, cioè posizionando la sonda sulla pancia della mamma per vedere se l'occipite del bambino è posizionato anteriormente o posteriormente. Ma una modalità di ecografia più innovativa ed efficace nel caso in cui ci sia necessità di accelerare il parto è quella trans-perineale; in questo caso la sonda viene posizionata sui genitali esterni della madre e si vanno a valutare una serie di parametri, che indicano la distanza del bimbo dall'uscita. Il nostro studio ha dato una risposta chiara su come individuare i casi nei quali il parto operativo con ventosa può comportare un rischio aumentato di fallimento". Lo studio pubblicato sulla più importante rivista mondiale di ostetricia, l''American Journal of Obstretics & Gynecology', ha valutato un ampio gruppo di donne nelle quali l'ecografia addominale aveva confermato la condizione di occipite posteriore. "In questo gruppo ad alto rischio di fallimento della ventosa - illustra Ghi - abbiamo cercato di capire quale fosse il parametro più predittivo di successo o insuccesso dell'estrazione con la ventosa. Lo studio ha dimostrato che il parametro più importante è la distanza testa (del bambino)-perineo (della madre); quando in un feto con occipite posteriore questa misurazione è inferiore a 3,5 cm, il parto operativo con ventosa è sicuro e fattibile, perché il tasso di fallimento è vicino allo zero. I risultati di questo lavoro potranno essere di guida a tutti i medici che nelle sale parto del mondo eseguono parti operativi vaginali con ventosa sui feti in occipite posteriore". Non è dunque necessario ricorrere sempre al taglio cesareo. "L'ostetricia negli ultimi anni - ricorda l'esperto - ha ricevuto un impulso a recuperare la naturalità del parto e a ricorrere al taglio cesareo solo quando c'è un'indicazione clinica mandatoria. Per anni si è ritenuto che il taglio cesareo fosse una scorciatoia per ridurre il rischio di eventi sfavorevoli in sala parto. Ma poi abbiamo capito che questo eccesso di tagli cesarei procura alle donne problemi nelle gravidanze successive (in particolare le anomalie della localizzazione della placenta), per le aderenze che si formano a livello addominale; mentre i bimbi che nascono col taglio cesareo hanno un adattamento alla nascita più difficoltoso, maggior rischio di malattie autoimmuni e di asma. Oggi abbiamo tanti strumenti, tra cui anche l'ecografia trans-perineale, che possono consentirci di selezionare meglio i casi in cui il parto può avvenire per vie naturali (sia spontaneamente, che con l'ausilio della ventosa), rispetto a quelli in cui c'è l'indicazione al taglio cesareo (che in un contesto virtuoso non dovrebbe essere superiore al 20% di tutti i parti, mentre la media italiana è intorno al 32%)". "Questa forma di ecografia - conclude Ghi - per essere una valida guida deve essere effettuata da mani esperte, è necessario cioè un training appropriato. Al Policlinico Gemelli è stato donato uno speciale simulatore (che lo stesso Ghi ha contribuito a sviluppare) sul quale tutto il personale medico di sala parto, gli specializzandi e le ostetriche si addestrano. Attraverso l'ecografia trans-perineale potremo sempre più scegliere per ogni singola paziente la modalità di assistenza al parto che meglio si attaglia alle sue peculiari caratteristiche, in un'ottica di medicina personalizzata". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Medicina, 5 bambini con neuroblastoma curati al Bambino Gesù con Car-T da donatori
(Adnkronos) - Un’ulteriore nuova speranza di cura per i bambini affetti da forme di neuroblastoma refrattarie ai trattamenti o recidivanti grazie all’uso di cellule Car-T derivate da donatori (allogeniche). "Il neuroblastoma è il tumore solido extracranico più frequente dell’età pediatrica e rappresenta una sfida significativa per l’oncologia. Cinque bambini che non avevano risposto alle terapie a cui erano stati precedentemente sottoposti, sono stati trattati con cellule Car-T allogeniche. Di questi, 3 hanno raggiunto la remissione completa dalla malattia e 1 ha mostrato miglioramenti significativi". Lo annuncia l’ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma in vista della giornata mondiale contro il cancro infantile del 15 febbraio. "Questo studio è un ulteriore passo avanti nella lotta contro il neuroblastoma", commenta il professor Franco Locatelli, responsabile del Centro studi clinici oncoematologici e terapie cellulari del Bambino Gesù. "I risultati ottenuti confermano il nostro impegno nel perseguire soluzioni terapeutiche sempre più innovative e mirate alle necessità specifiche di ciascun bambino, in linea con i principi della medicina personalizzata" aggiunge il presidente dell’ospedale, Tiziano Onesti. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Nature Medicine. Il neuroblastoma "è il tumore solido extracranico più frequente dell’età pediatrica e rappresenta circa il 7-10% dei tumori nei bambini tra 0 e 5 anni. In Italia vengono formulate circa 120-130 nuove diagnosi all’anno. Questo tumore ha origine dai neuroblasti, cellule presenti nel sistema nervoso simpatico, e può insorgere in diversi distretti corporei tra cui il più frequente è la parte centrale del surrene. Ancora oggi, il neuroblastoma - ricordano i medici - ha una prognosi significativamente meno buona di altre neoplasie dell’età pediatrica, essendo responsabile dell’11% delle morti per cancro in età pediatrica: nelle forme metastatiche o ad alto rischio di ricaduta la probabilità di guarigione definitiva è del 45-50%; in caso di ricaduta o di malattia refrattaria alle cure convenzionali (chemio e radioterapia), la possibilità di sopravvivere senza malattia a 2 anni non supera il 10-15%". Le cellule Car-T autologhe sono ottenute utilizzando i linfociti T del paziente stesso, modificati geneticamente per riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Le cellule Car-T allogeniche, invece, sono ricavate da cellule prelevate da donatori. Poiché le cellule allogeniche derivano da donatori, possono presentare caratteristiche immunologiche diverse che favoriscono una loro maggior efficacia. "Le cellule Car-T allogeniche svolgono un'attività antitumorale anche superiore rispetto alle Car-T autologhe poiché i linfociti da cui sono generate provengono da soggetti mai precedentemente esposti a trattamenti chemioterapici che influiscono anche sullo stato di salute dei linfociti", spiega il professor Locatelli. Nel 2023, l’équipe guidata dal professor Locatelli aveva pubblicato sul 'New England Journal of Medicine' i risultati di uno studio clinico di fase I/II che dimostrava come il trattamento con le cellule Car-T autologhe geneticamente modificate rappresentasse un’opzione preziosa per i bambini con neuroblastoma refrattario e/o recidivante. Nell’ambito di quello studio, i pazienti con una bassa massa tumorale al momento dell’infusione avevano mostrato una sopravvivenza libera da eventi a tre anni prossima al 60%. La ricerca appena pubblicata sulla rivista 'Nature Medicine' descrive invece l'efficacia e la sicurezza delle cellule T (dirette contro il bersaglio tumorale GD2) sviluppate a partire da donatori. Lo studio ha coinvolto 5 bambini con neuroblastoma recidivante o refrattario o con linfopenia grave (una condizione caratterizzata da un basso numero di linfociti nel sangue periferico). Quattro dei 5 pazienti arruolati non avevano risposto alle altre terapie, tra cui il trapianto allogenico e il trattamento con cellule Car-T autologhe. La terapia con Car-T allogeniche, interamente progettata da medici e ricercatori del Bambino Gesù, ha coinvolto l’Officina Farmaceutica e le aree di Oncoematologia, Trapianto Emopoietico, Terapie Cellulari e Trial. L’attività di ricerca sull’uso delle cellule Car-T contro il neuroblastoma è sviluppata anche grazie al costante sostegno da parte di Fondazione Airc. Sul fronte dei risultati, dei 5 pazienti trattati, 4 hanno risposto alla terapia: 3 con la remissione completa dalla malattia, in un caso mantenuta nel tempo, 1 con miglioramenti significativi (risposta parziale). "Questi risultati rappresentano una svolta importante perché dimostrano l’efficacia e la sicurezza delle cellule Car-T allogeniche – continua Locatelli - La terapia genica allogenica ha la possibilità di affiancarsi a quella autologa per incrementare la possibilità di offrire il trattamento con cellule Car-T anche a quei pazienti che per la pregressa storia non potrebbero beneficiarne o che hanno già fallito il trattamento con le cellule Car-T autologhe". «Questo nuovo traguardo — afferma il presidente del Bambino Gesù, Tiziano Onesti — sottolinea ancora una volta l'importanza fondamentale di continuare a investire nella ricerca clinica. È la via per avanzare sempre di più nella lotta contro patologie che, fino a poco tempo fa, avevano poche possibilità di cura. Desidero esprimere la mia gratitudine al professor Locatelli e a tutti i professionisti delle aree di Oncoematologia, Trapianto Emopoietico, Terapie Cellulari, Trial e dell’Officina Farmaceutica del Bambino Gesù per questo risultato che arricchisce la qualità delle cure offerte dal nostro ospedale. Il nostro impegno è sempre più focalizzato sulle esigenze di ogni singolo bambino, con l'obiettivo di realizzare una medicina personalizzata che risponda in modo specifico alle necessità individuali. Solo così potremo garantire un futuro migliore per i nostri pazienti". Il trattamento del neuroblastoma con cellule Car-T dirette contro la molecola GD2 messo a punto dal Bambino Gesù è stato inserito nello schema Prime (PRIority MEdicines) dell’European Medicine Agency (Ema) che ha lo scopo di ottimizzare ed accelerare lo sviluppo di farmaci che hanno il potenziale di rispondere ad un bisogno clinico non soddisfatto. La designazione viene data a quei farmaci che hanno la potenzialità di fornire un grande vantaggio terapeutico rispetto alle terapie esistenti o essere di beneficio ai pazienti privi di opzioni di trattamento. È la prima volta che un prodotto Car-T contro i tumori solidi sviluppato in ambito accademico ha la designazione Prima da parte dell’Ema. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Google I/O, evento a maggio a tutta IA
(Adnkronos) - Si terrà il prossimo 20 e 21 maggio la conferenza Google I/O, appuntamento annuale dedicato agli sviluppatori, come annunciato ufficialmente dall'azienda. L'evento si svolgerà in modalità "open to everyone online", con la possibilità di seguire keynote e sessioni in livestreaming. Confermata anche la presenza di un evento fisico presso lo Shoreline Amphitheatre di Mountain View, in California, come ormai consuetudine. L'annuncio è stato preceduto da un'iniziativa ludica, un puzzle game, utilizzato da Google per svelare la data dell'evento, una pratica consolidata negli anni. Da notare la sovrapposizione, seppur parziale, con la conferenza Build di Microsoft, prevista dal 19 al 22 maggio. L'edizione precedente del Google I/O, svoltasi il 14 maggio 2024, è stata caratterizzata da un'ampia serie di annunci, tra cui nuove funzionalità e modelli per l'intelligenza artificiale Gemini, il lancio dell'assistente AI Project Astra, il modello di generazione video Veo e un'importante riorganizzazione di Google Search incentrata sull'IA. Anche l'edizione del 2023 aveva visto un focus significativo sull'intelligenza artificiale, con la presentazione di Pixel Fold, Pixel Tablet e Pixel 7A. Si prevede che anche quest'anno l'evento sarà ricco di novità e aggiornamenti. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










