Galaxy S25 Ultra, la recensione
(Adnkronos) - Il Samsung Galaxy S25 Ultra si preannuncia come il nuovo punto di riferimento nel panorama degli smartphone di fascia alta per il 2025, ereditando il testimone dal già eccellente Galaxy S24 Ultra. Samsung, quest'anno, sembra aver dato un peso notevole non solo all'intelligenza artificiale, come nel modello precedente, ma anche alla qualità audiovisiva. Il Galaxy S25 Ultra si posiziona in una fascia di prezzo premium, come ci si aspetterebbe da un dispositivo di questo calibro. Nello specifico, la versione da 256GB è proposta a 1.499 euro, mentre per i modelli da 512GB e 1TB i prezzi salgono rispettivamente a 1.619 e 1.859 euro. La consueta offerta promozionale di Samsung consente di raddoppiare lo spazio di archiviazione senza costi aggiuntivi. In termini di posizionamento sul mercato, il Galaxy S25 Ultra si colloca tra i suoi principali concorrenti, superando in costo l'iPhone 16 Pro Max. Samsung mantiene una linea di continuità con il design del predecessore, pur introducendo alcune migliorie significative. La costruzione si avvale nuovamente di una combinazione di titanio e vetro, garantendo un aspetto premium e una notevole resistenza. Il display, ora protetto da un rivestimento Corning Gorilla Armour 2, offre una resistenza a graffi e fratture superiore del 29% rispetto al modello precedente. Nonostante la maggiore robustezza, il dispositivo risulta più leggero di 15 grammi, un cambiamento apprezzabile nell'uso quotidiano che rende il telefono più maneggevole. I bordi, più arrotondati, migliorano l'ergonomia rispetto all'S24 Ultra. Pur mantenendo un display piatto, le cornici sono state ridotte del 15%, aumentando la superficie dello schermo a 6,9 pollici. Nuovi dettagli estetici, come gli anelli a contrasto attorno alle fotocamere e le nuove finiture (Titanium Black, Titanium Grey, Titanium Silver Blue e Titanium Silver White), sottolineano l'appartenenza alla nuova generazione, pur mantenendo una forte somiglianza con il modello precedente. Il Galaxy S25 Ultra conferma l'approccio di Samsung di offrire un dispositivo ricco di funzionalità, sia hardware che software. L'intelligenza artificiale gioca nuovamente un ruolo centrale. Il cuore pulsante del dispositivo è il processore Qualcomm Snapdragon Elite for Galaxy, affiancato da 12GB di RAM. Questa combinazione, durante la prova, ha dimostrato una fluidità eccezionale nell'interfaccia One UI 7, basata su Android 15. Samsung garantisce ben sette anni di aggiornamenti software e di sicurezza, un impegno a lungo termine che estende la vita utile del dispositivo fino al 2032. La dicitura "for Galaxy" suggerisce una versione personalizzata del processore Qualcomm, con una frequenza di clock leggermente superiore. La serie Galaxy S25 introduce una serie di funzionalità basate sull'intelligenza artificiale progettate per migliorare l'esperienza utente. Gemini consente un'interazione senza interruzioni tra più app con un singolo comando. Ad esempio, è possibile chiedere a Gemini di trovare i biglietti aerei per Seoul nella email e aggiungerli al tuo calendario. Si può anche chiedere a Gemini di riassumere lunghi video di YouTube per una facile consultazione. L'agente può anche aiutare a trovare ricette in base agli ingredienti nel frigorifero. AI Select consente al dispositivo di comprendere e rispondere a vari input, inclusi testo, immagini, parlato e gesti. "Cerchia e cerca" fornisce risultati di ricerca contestualmente pertinenti, persino identificando brani in base all'input audio. La ricerca in linguaggio naturale consente agli utenti di trovare impostazioni ed elementi della galleria utilizzando il linguaggio colloquiale. Ad esempio, si può chiedere al dispositivo di "trovare la foto di quando abbiamo mangiato la pizza a Napoli" o "rendere il testo più visibile". Queste funzionalità si combinano per creare un'esperienza mobile intuitiva ed efficiente. Per quanto riguarda le caratteristiche audiovisive, l'S25 Ultra vanta un display Dynamic AMOLED da 6,9 pollici con frequenza di aggiornamento variabile da 1Hz a 120Hz e risoluzione Quad HD+. Questo schermo, ampio e dai colori vivaci, è un piacere da utilizzare grazie all'alta frequenza di aggiornamento. La luminosità dichiarata di 2600 nit, invariata rispetto al modello precedente, garantisce un'ottima visibilità sia in ambienti interni che esterni. Il rivestimento antiriflesso, ulteriormente migliorato rispetto al passato, ha dimostrato la sua efficacia durante la prova in un ambiente molto illuminato. La novità più rilevante in ambito audiovisivo è la funzionalità ProScaler, sviluppata in collaborazione con la divisione TV di Samsung. Questa tecnologia, ispirata ai televisori 4K e 8K di fascia alta dell'azienda, promette un miglioramento del 40% nella qualità dell'upscaling, rendendo più nitidi e dettagliati i contenuti a bassa risoluzione. Durante una prova con trailer cinematografici su YouTube, i contenuti a 1080p sono apparsi effettivamente più definiti. Il dispositivo supporta HDR10 e HDR10+, quest'ultimo recentemente adottato anche da Disney Plus per alcuni contenuti, affiancandosi a piattaforme come Amazon Prime Video, YouTube e Paramount Plus. L'audio Dolby Atmos è supportato sia tramite gli altoparlanti che tramite cuffie, mentre il nuovo formato audio immersivo Eclipsa Audio di Samsung non è purtroppo presente. Come prevedibile, manca il jack per le cuffie, rendendo necessario l'utilizzo di un adattatore USB-C o di periferiche audio wireless. Il Bluetooth 5.3 è presente, con supporto ai codec LE e A2DP. Ritroviamo la S Pen per prendere appunti e il sistema di fotocamere quadruple. Samsung ha mantenuto tre dei sensori dell'S24 Ultra (principale da 200MP, teleobiettivo da 50MP e secondo teleobiettivo da 10MP), ma ha aggiornato l'obiettivo ultra-grandangolare, portandolo da 12MP a 50MP. La batteria, da 5000mAh, è identica a quella del predecessore, che aveva già dimostrato un'ottima autonomia. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Google Maps, il Golfo del Messico diventa Golfo d'America
(Adnkronos) - La denominazione del grande specchio d'acqua situato tra la costa orientale del Messico e la Florida è stata recentemente al centro di una modifica significativa su Google Maps. A seguito di un cambiamento formale da parte dell'amministrazione Trump, la dicitura "Golfo d'America" è stata adottata in sostituzione di "Golfo del Messico" per gli utenti statunitensi, sia su piattaforma web che mobile. Tale adeguamento, come dichiarato da Google, è stato effettuato in conformità con il Geographic Names Information System (GNIS), il database statunitense di informazioni geografiche. La variazione terminologica non è tuttavia uniforme a livello globale. Per gli utenti in Messico, la denominazione "Golfo del Messico" rimane invariata, mentre nel resto del mondo, la dicitura originale è affiancata, tra parentesi, dalla nuova designazione "Golfo d'America". La localizzazione dell'utente, e di conseguenza la visualizzazione di una delle due versioni, è determinata da Google attraverso dati provenienti dal sistema operativo mobile, dalla SIM e dalla rete. Nel caso di utenti desktop, la visualizzazione è influenzata dalle impostazioni di ricerca o dalla posizione del dispositivo, qualora fornita. Diversamente da Google Maps, Apple Mappe non ha ancora implementato alcuna modifica, pur reindirizzando le ricerche di "Golfo d'America" verso "Golfo del Messico". Anche altre piattaforme di mappatura, come MapQuest, non hanno adottato cambiamenti. Waze, anch'essa di proprietà di Google, mostra entrambe le denominazioni in caso di ricerca di "Golfo del Messico", mentre non fornisce risultati per la ricerca di "Golfo d'America". Questa difformità tra le diverse piattaforme di mappatura evidenzia come l'aggiornamento dei nomi geografici possa seguire tempistiche e criteri differenti. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tutela animali in Costituzione, 'solo 20% degli atti in linea con art. 9'
(Adnkronos) - "A tre anni dall’inserimento del principio della tutela degli animali nella Costituzione, solo il 20,5% è in linea con la riforma del 2022". A fare il punto è Legambiente con un’analisi sull’attività di intervento legislativo. “Su 617 atti legislativi definitivamente approvati da metà febbraio 2022 al 31 gennaio 2024, sono 91, appena il 14,75%, quelli in cui si parla di animali. Di questi 91, quasi l’80% dei provvedimenti approvati in questi tre anni non ha dato seguito al principio costituzionale: in particolare il 67,12% degli atti legislativi non ha tenuto conto di questa novità costituzionale e il 12,33% è andato addirittura contro, peggiorando la tutela per gli animali. Solo il 20,55% degli atti approvati è andato nella direzione indicata dall’art. 9 della Costituzione”, ricostruisce l'associazione. Non solo. Un altro alert riguarda lo stallo in cui si trovano nuove proposte e disegni di legge: “Quelli migliorativi (64 pdl e 10 ddl) sono al momento quasi tutti bloccati". Inoltre, quello che emerge dall’analisi di Legambiente, è "che a livello politico l’attenzione maggiore si concentra sugli animali d’affezione. Gli animali selvatici sono invece più quelli ‘sotto attacco’ a causa del bracconaggio e ancora privi di un’efficace e proporzionata tutela penale, a partire dalle specie protette”. Per scattare questa fotografia Legambiente ha analizzato le banche dati della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, per vedere come i nuovi principi fondamentali costituzionali siano entrati (con le norme già approvate) o stiano bussando alla porta, con le proposte presentate, nell’ordinamento giuridico. L'analisi, che va dal 12 febbraio 2022 al 31 gennaio 2024, ha compreso le proposte avanzate dai governi Draghi e Meloni, dai Gruppi parlamentari, dai singoli parlamentari, nonché da iniziative di legge popolare o dei Consigli regionali. Tra gli atti approvati, parliamo di leggi, decreti legislativi, decreti-legge, decreti del presidente del Consiglio dei ministri e decreti ministeriali. Con questa analisi, Legambiente vuole lanciare un invito a governo e Parlamento per il rispetto del principio costituzionale in fatto di tutela degli animali, “superando i ritardi accumulati in questi tre anni per la sua concreta attuazione e sbloccando l’iter delle diverse proposte di legge migliorative in stallo alla Camera e al Senato”. Tre le azioni prioritarie che indica l’associazione: “Lo stop al bracconaggio con l’inserimento nel Codice penale del delitto di bracconaggio con pene da tre a sei anni di reclusione, estendendo la sanzioni anche ai traffici di specie protette, come previsto dalla direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente; un’etichetta ‘Cage Free’ per i prodotti di origine animale che, con chiarezza e trasparenza, permetta la libera scelta ai consumatori e aiuti gli allevatori che investono in pratiche più rispettose del benessere degli animali; cure veterinarie accessibili a tutti attraverso un Piano nazionale, approvato in Conferenza Stato-Regioni, per l’assunzione di veterinari pubblici, il sostegno alle cure veterinarie delle famiglie e la sterilizzazione dei randagi, come previsto dalla legge 281/1990 ma mai efficacemente attuato”. “L’Italia in fatto di tutela degli animali - sottolinea Antonino Morabito, responsabile nazionale benessere animale di Legambiente - con il voto parlamentare all’unanimità nel 2022 ha dato un bellissimo segnale all’Europa e al mondo intero: l’ha pienamente integrata nei principi fondamentali della Costituzione, accendendo il faro che deve illuminare la strada da seguire per tutta la produzione legislativa. Purtroppo, sino ad oggi, non è stato così e i dati che emergono da questa ricerca lo dimostrano. A tutte le forze politiche chiediamo un’assunzione di responsabilità per la piena attuazione del principio costituzionale richiamato dall’art.9, a partire dal ridurre l’enorme divario esistente tra noi e altri Paesi nel deciso contrasto normativo al bracconaggio e alle organizzazioni criminali che vi lucrano. L’effettiva ed efficace tutela degli animali coincide anche con la tutela della salute delle persone e dell’ambiente”. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Musk vuole comprare OpenAI per 97,4 miliardi di dollari
(Adnkronos) - Elon Musk ha annunciato una proposta di acquisizione da 97,4 miliardi di dollari per la divisione no-profit di OpenAI. L'offerta, presentata al consiglio di amministrazione, vede il coinvolgimento di figure di spicco come la stessa società di IA di Musk, xAI, Valor Equity Partners, il magnate di Hollywood Ari Emanuel e la società di venture capital 8VC, co-fondata da Joe Lonsdale. La mossa giunge in un momento cruciale per OpenAI. L'amministratore delegato Sam Altman è impegnato in complesse trattative: la trasformazione della società in una struttura a scopo di lucro, una raccolta di capitali da 40 miliardi di dollari con una valutazione di 340 miliardi e l'avvio di un progetto infrastrutturale per l'IA da 500 miliardi. Per Musk, co-fondatore di OpenAI con Altman nel 2015 e uscito dalla società nel 2019, questa offerta rappresenta la sua più audace sfida a quella che considera una deviazione dagli obiettivi iniziali di OpenAI, ovvero sviluppare l'IA in modo sicuro e trasparente, un'accusa che lo vede attualmente impegnato in una causa legale contro la stessa OpenAI. "È tempo che OpenAI torni ad essere quella forza positiva, open-source e focalizzata sulla sicurezza che era un tempo", ha dichiarato Musk in un comunicato fornito dal suo avvocato Marc Toberoff al Wall Street Journal. "Ci assicureremo che ciò accada". L'offerta complica ulteriormente i piani di OpenAI di passare al profitto, poiché il team di Musk ha promesso di pareggiare o superare qualsiasi offerta più alta. Si crea, quindi, una situazione delicata per Altman, già impegnato in negoziati con Microsoft e altri stakeholder sulla partecipazione azionaria nella futura struttura a scopo di lucro. In seguito all'annuncio, Altman ha risposto su X: "No grazie, ma se volete, noi compriamo Twitter per 9,74 miliardi di dollari". ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Royal Enfield svela la Shotgun 650, una vera limited edition
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Royal Enfield ha annunciato il lancio della nuova Shotgun 650 in edizione limitata, frutto di una collaborazione esclusiva con ICON Motosports, brand iconico nel mondo dell'abbigliamento e degli accessori per motociclisti. Questo modello trae ispirazione dalla celebre custom Always Something di ICON, precedentemente esposta all’EICMA 2024
e al Motoverse 2024.
La nuova Royal Enfield Shotgun 650 rappresenta un vero tributo alla cultura custom, pensata per chi ama distinguersi. Il design esclusivo combina dettagli sportivi ed elementi premium, tra cui: • colorazione tricromatica con grafiche ispirate al mondo racing
• cerchi con finitura contrast cut oro e molle ammortizzatori blu
• sella rossa personalizzata con logo integrato
• specchietti bar-end
Grazie alla sua anima ribelle, questa moto offre un'esperienza di guida adrenalinica, pensata per chi ricerca stile, carattere e prestazioni. La collaborazione tra Royal Enfield e ICON Motosports dimostra ancora una volta l’impegno della casa motociclistica nel promuovere la comunità custom globale, celebrando al tempo stesso il suo ricco patrimonio. Per rendere questa collaborazione ancora più speciale, ogni Shotgun 650 ICON Edition verrà fornita con la giacca Slabtown Intercept RE firmata ICON. Questo capo esclusivo è realizzato in pelle scamosciata e tessuto, impreziosito da dettagli in pelle.
Adrian Sellers, Head - Custom & Motorsport di Royal Enfield, ha commentato: "La nostra collaborazione con ICON Motosports per la Shotgun 650 in edizione limitata dimostra le infinite possibilità di personalizzazione di questo modello. La 'Always Something' di ICON è un capolavoro, e siamo entusiasti di offrire alla nostra community la stessa passione e stile con questa edizione speciale."
Sarà prodotta in soli 100 esemplari e commercializzata nel Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Polonia, Grecia, Portogallo e Repubblica
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Nissan accelera l'uso di acciaio verde per una mobilità sostenibile
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Nissan Motor Co., Ltd. sta compiendo un importante passo avanti nella riduzione delle emissioni di CO2, ampliando l’utilizzo di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto in Giappone. Entro l'anno fiscale 2025, la quantità di acciaio verde impiegata nei suoi impianti sarà cinque volte superiore rispetto al 2023. Questo investimento si inserisce nella strategia globale di Nissan per abbattere del 30% le emissioni di CO2 lungo l'intero ciclo di vita dei suoi veicoli entro il 2030, con l'obiettivo finale di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Un ruolo chiave in questa transizione è affidato alla scelta delle materie prime, con particolare attenzione alla decarbonizzazione dell’acciaio. Poiché l’acciaio costituisce circa il 60% del peso complessivo di un veicolo, il suo impatto ambientale è significativo. L’impiego di acciaio verde consente di ridurre drasticamente le emissioni direttamente nella fase produttiva, adottando materie prime a basso contenuto di carbonio e passando da altiforni a carbone a impianti elettrici di nuova generazione. A partire dal 2025, introdurrà anche l’acciaio NSCarbolex Neutral di Nippon Steel Corporation, l’acciaio JGreeX di JFE Steel Corporation e le soluzioni a basse emissioni di CO2 di POSCO.
Questi materiali sono prodotti con il metodo del bilancio di massa, che consente una riduzione significativa dell’impronta di carbonio. Nissan conferma così il proprio impegno per una mobilità più sostenibile, integrando materiali innovativi e strategie concrete per contribuire a un futuro più pulito, sicuro e inclusivo. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
BYD Atto 2: il nuovo B-SUV elettrico compatto
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BYD Atto 2 si presenta a Torino con un design moderno e tecnologie all’avanguardia. Basata sulla piattaforma e-platform 3.0, è lunga 4,31 metri, larga 1,83 metri e alta 1,65 metri, con un passo di 2,62 metri che garantisce un abitacolo spazioso. La BYD Atto 2 integra la Blade Battery da 45,1 kWh, con tecnologia Cell-to-Body, che migliora stabilità e sicurezza. Il motore elettrico da 130 kW (177 CV) assicura un’accelerazione 0-100 km/h in 7,9 secondi e una velocità massima di 160 km/h. L’autonomia è di 312 km (WLTP) e 463 km in città. La ricarica DC da 65 kW permette di passare dal 10% all’80% in 37 minuti. L’abitacolo è tecnologico e accogliente, con strumentazione digitale da 8,8” e infotainment da 10,1” o 12,8”, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto wireless. Presenti porte USB Type-C e A, oltre a un pad di ricarica wireless nella versione Boost. La BYD Atto 2 parte da 29.990 euro (27.900 euro con offerta lancio). Nei prossimi mesi arriverà la versione Long Range, con autonomia fino a 420 km.
Scattante, confortevole e insonorizzato, il compatto
SUV elettrico eredita la tecnologia dei modelli premium del marchio cinese, puntando tutto su concretezza e sicurezza. Il motore da 130 kW garantisce un'accelerazione notevole, mentre l’ampia suite di sistemi di assistenza alla guida offre al conducente e ai passeggeri un livello di sicurezza senza precedenti. Tenuta e stabilità sono elevate, l’assorbimento delle sospensioni è efficace e il comfort acustico eccellente. Non c’è aspetto dinamico che non convinca: la BYD Atto 2 è un SUV maturo, pronto a conquistare il pubblico europeo. La strumentazione è ben realizzata, completa e perfettamente visibile in ogni condizione di marcia e di luce. Interessante la possibilità di ruotare, con un semplice comando, lo schermo del sistema di infotainment: una soluzione utile nei lunghi viaggi, in particolare quando si utilizza il navigatore satellitare, poiché amplia la profondità e la quantità di informazioni visualizzate. Per l'occasione Alfredo Altavilla, Special Advisor di BYD Europe ha dichiarato: “Malgrado il mercato europeo dell’auto stia vivendo un momento di riflessione per non dire negativo, l'impegno di BYD da un punto di vista di offensiva di prodotto è davvero massiccio. Noi quest’anno lanceremo 5 nuovi modelli in Europa con un marchio completamente nuovo in un settore premium, crediamo fortemente nell'ampliamento della gamma per conquistare nuovi clienti e crediamo soprattutto nel fatto che bisogna andare incontro ad un mercato che ancora non è totalmente pronto nell’accettare la sola alimentazione elettrica. Questa è la ragione per cui abbiamo sviluppato e stiamo introducendo in Europa un ibrido DM-i che consente autonomie bel superiori ai mille chilometri, Crediamo che questa flessibilità sia un pò la chiave con la quale BYD vuole conquistare il mercato europeo, nessuno integralismo in termini di scelta tecnologica ma flessibilità per venire incontro ai gusti del cliente”
Quali sono le caratteristiche principali di BYD? “Quando si fa questa domanda al fondatore di BYD, Wang Chuanfu, la sua risposta è: BYD una tech company non un costruttore di automobili, continua Altavilla
. Credo che la tecnologia che viene istallata a bordo delle nostre vetture dimostrano che effettivamente la tecnologia è l'asset più importante di BYD in questo momento. L’azienda ha oltre un milioni di dipendenti e ben 103.000 di questi sono ingegneri ed è un numero più che doppio rispetto al secondo concorrente di riferimento. Quando si producono 42 brevetti al giorno è chiaro che la tecnologia diventa un importante elemento di offerta dell’automobile, la sfida principale è poi quella di rendere questa tecnologia più accessibile possibile ai consumatori finali”.
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Taxi a guida autonoma, Lyft annuncia il lancio per il 2026
(Adnkronos) - Il panorama della mobilità urbana si prepara a una trasformazione significativa con l'annuncio di Lyft, che prevede di lanciare una flotta di robotaxi a Dallas entro il 2026. L'azienda, in collaborazione con Mobileye di Intel per la tecnologia di guida autonoma, mira a espandere il servizio con "migliaia" di veicoli in altri mercati nei mesi successivi. Per sottolineare l'impegno in questa direzione, Lyft ha stretto una partnership con Marubeni, un conglomerato giapponese, incaricato della gestione della flotta. La mossa di Lyft arriva in un momento in cui anche Uber sta intensificando i propri sforzi nel settore dei veicoli autonomi, avendo recentemente rivelato dettagli sul suo piano di integrare i robotaxi di Waymo sulla sua piattaforma ad Austin e Atlanta nel corso dell'anno. Anche Tesla ha annunciato l'intenzione di lanciare un servizio di robotaxi ad Austin quest'estate. Lyft, in linea con la strategia di Uber, adotta un approccio che le permette di rimanere "asset light", offrendo la propria piattaforma di ride-hailing a diversi sviluppatori di tecnologie di guida autonoma. In questo modo, Lyft delega ad altre aziende la proprietà, la gestione e la manutenzione della flotta di robotaxi. La scelta di Marubeni come partner per la gestione della flotta è motivata dalla sua esperienza a livello globale nel settore, con oltre 900.000 veicoli gestiti attraverso varie filiali e joint venture. Lyft confida che Marubeni, grazie alle sue capacità di gestione della flotta, contribuirà a minimizzare i costi totali di proprietà dei veicoli e a massimizzare l'utilizzo della flotta. Sebbene Marubeni non abbia una specifica esperienza nel ride-hailing o nella gestione di veicoli autonomi, ha già collaborato con Mobileye su progetti di mobilità on-demand in Giappone. L'accordo prevede che Marubeni sarà proprietaria dei veicoli equipaggiati con la tecnologia di Mobileye. Quest'ultima, di proprietà di Intel, è un fornitore di tecnologie avanzate di assistenza alla guida per numerosi costruttori automobilistici di primo piano, tra cui Ford, Volkswagen e Toyota. L'iniziativa di Lyft rappresenta un tentativo di recuperare terreno rispetto al suo principale concorrente, Uber, nella corsa ai veicoli autonomi. Uber ha già stretto accordi con Waymo, Cruise (ora chiusa), Aurora, Motional e Avride. Lyft, dal canto suo, aveva precedentemente collaborato con Waymo (partnership conclusa) e Motional. Dopo aver inizialmente considerato lo sviluppo di propri robotaxi, Lyft ha ceduto la sua divisione di ricerca e sviluppo nel settore dei veicoli autonomi a una filiale di Toyota nel 2021. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
A2A presenta la prima ricarica city plug
(Adnkronos) - Grazie a un progetto pilota targato A2A, il palo della luce non solo garantisce illuminazione ad alta efficienza, ma si trasforma in una colonnina di ricarica per veicoli elettrici "
City Plug
". Questa soluzione è stata presentata per la prima volta a Brescia davanti a importanti personalità come la sindaca Laura Castelletti, dal vicesindaco e assessore alla Mobilità Federico Manzoni, dall’assessore ai Lavori Pubblici Valter Muchetti, dall’Amministratore Delegato di A2A Renato Mazzoncini, dall’AD di A2A E-Mobility Fabio Pressi e dal direttore generale di A2A Illuminazione Pubblica Federico Mauro.
Si tratta di normali lampioni da strada che possono però essere fatti diventare hubmultifunzionali. Oltre infatti a garantire l'illuminazione stradale, possono ospitare sistemi per la ricarica dei veicoli elettrici, dispositivi di videosorveglianza e offrire una connettività 5G.
A2A ha così installato per la prima volta in Italia 8 nuovi pali "
City Plug Lamp",
capaci di unire illuminazione pubblica ad alta efficienza, con 14 centri luminosi a LED, e ricarica a bassa potenza per veicoli elettrici con 16 prese City Plug. “Con City Plug Lamp trasformiamo un’infrastruttura essenziale come l’illuminazione pubblica in un motore di innovazione e sostenibilità" ha detto l’AD di A2A Renato Mazzoncini . "Questo progetto rappresenta una sintesi perfetta tra tecnologia, efficienza energetica e servizi per la mobilità elettrica, elementi fondamentali per accelerare la decarbonizzazione delle nostre città. L'integrazione delle colonnine di ricarica nei pali della luce dimostra come sia possibile ottimizzare le risorse esistenti, offrendo soluzioni concrete per una transizione ecologica che sia accessibile e capillare. Brescia, con questa sperimentazione, apre la strada a un modello replicabile su scala nazionale per rendere le nostre città sempre più smart, sostenibili e a misura di cittadino” . ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Volvo Cars conferma la sua partnership commerciale in Europa con Lynk & Co
(Adnkronos) -
Volvo Cars rinnova il proprio impegno nella partnership commerciale con Lynk & Co, confermando la volontà di proseguire la collaborazione nonostante la recente decisione di cedere la propria partecipazione azionaria nella società. Avviata nel settembre 2024, questa alleanza strategica ha introdotto un modello di vendita innovativo, in cui i veicoli Lynk & Co vengono distribuiti attraverso una rete selezionata di concessionari Volvo Cars in sette mercati europei. Grazie a questa formula di vendita all’ingrosso, i clienti possono acquistare i modelli Lynk & Co direttamente presso i rivenditori Volvo aderenti all’accordo. La partnership non si limita alla vendita di auto nuove, ma include anche la commercializzazione di veicoli usati, la fornitura di ricambi e un piano logistico condiviso tra le due aziende. Ufficializzata alla fine del 2024 con la creazione di una joint venture, questa collaborazione è già operativa in Svezia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Francia, Spagna e Italia, con possibilità di estensione ad altri mercati. L’intesa porta vantaggi significativi a entrambe le realtà: Lynk & Co può contare sulla consolidata rete di Volvo Cars per rafforzare la propria presenza in Europa, mentre i concessionari del Marchio svedese coinvolti acquisiscono nuove opportunità di business e crescita economica.
Arek Nowinski, President for International Markets di Volvo Cars, ha dichiarato:
"La nostra collaborazione con Lynk & Co è strutturata per durare nel tempo e portare valore a entrambe le aziende. Mentre Lynk & Co continuerà a sviluppare la propria gamma di prodotti e strategie di vendita, Volvo Cars metterà a disposizione la propria esperienza nella distribuzione retail per supportarne l’espansione in Europa. Abbiamo una visione comune che ci guiderà verso il successo di questa iniziativa”.
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