OnePlus Watch 3, nuovo smartwatch con Wear OS 5 e lunga autonomia
(Adnkronos) - OnePlus ha annunciato il OnePlus Watch 3, un nuovo smartwatch con Wear OS 5 di Google. Il dispositivo offre fino a 16 giorni di autonomia in modalità risparmio energetico e 5 giorni in modalità intelligente. La ricarica rapida consente di ottenere un'intera giornata di utilizzo con una ricarica di 10 minuti. Il OnePlus Watch 3 include funzionalità per il monitoraggio della salute, tra cui battito cardiaco, ossigenazione del sangue e temperatura del polso. Un chip GPS a doppia frequenza e il supporto per oltre 100 modalità sportive migliorano il tracciamento del fitness. Il design dello smartwatch è caratterizzato da una cassa in acciaio inossidabile e una lunetta in titanio con rivestimento PVD. Il display è un LTPO flessibile da 1,5 pollici in cristallo di zaffiro 2D. Il dispositivo è conforme allo standard militare MIL-STD-810H per la resistenza ambientale e ha una certificazione IP68 per la resistenza all'acqua. Il OnePlus Watch 3 sarà disponibile in Italia dal 25 febbraio al prezzo di 349,00 €. Cinturini e base di ricarica sono disponibili come accessori opzionali. Sono previsti bundle con auricolari OnePlus Buds Pro 3 e OnePlus Nord Buds 3 Pro per un periodo limitato dopo il lancio. Ulteriori sconti saranno disponibili su bundle selezionati dal 4 al 31 marzo 2025. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ict, L'esperto: "Integrazione e formazione mix vincente per business competitivo e resiliente"
(Adnkronos) - "Agilità, integrazione, sicurezza, 5G, formazione e fiducia è questo il mix vincente per un business competitivo e resiliente nel 2025". A dirlo l'esperto Massimo Peselli, chief revenue officer, global enterprise & public sector di Verizon business. "Secondo le più recenti previsioni di Gartner, relativi alle proiezioni per il 2025 - ricorda - la spesa It a livello mondiale dovrebbe raggiungere il valore di 5,61 trilioni di dollari, con un incremento del 9,8% rispetto al 2024. In questo scenario, dove resilienza e innovazione si intrecciano per affrontare sfide globali, emergono 7 core driver per le organizzazioni che vogliono affrontare con successo le sfide e le opportunità offerte dal 2025". 1) Agilità come vantaggio competitivo: in un’epoca caratterizzata dalla volatilità dei mercati e rapidi progressi tecnologici senza precedenti, la capacità di adattamento diventa un elemento cruciale. Le realtà in grado di ridefinire strategie, modelli operativi e gestione delle risorse con rapidità saranno le più competitive. L’adozione di modelli flessibili e soluzioni "as-a-service" consente di scalare infrastrutture e servizi IT in modo dinamico, rispondendo con tempestività alle nuove esigenze e rafforzando la resilienza necessaria per una crescita sostenibile. 2) Diffusione delle reti private 5G: l’adozione delle reti private 5G sta crescendo in tutti i settori, trainata dai benefici che le aziende riconoscono nel loro impiego, quali connettività dedicata, sicura e potenziata per supportare applicazioni mission-critical e abilitare la trasformazione digitale. Il passaggio dalle soluzioni a frequenze condivise a quelle con licenza evidenzia una maggiore attenzione alla sicurezza e all’ottimizzazione delle performance; un trend che continuerà a rafforzarsi anche nei prossimi anni. 3) Integrazione di AI e edge computing per l'efficienza e l'innovazione: la convergenza tra intelligenza artificiale ed edge computing sta aprendo nuove possibilità per l'elaborazione dei dati in tempo reale e il processo decisionale. Settori come manifatturiero, logistica, retail e sanità stanno impiegando tali dispositivi per elevare l'efficienza operativa, ottimizzare la customer experience e stimolare l'innovazione. La capacità di elaborare grandi volumi di dati a livello locale, combinata con le capacità predittive e analitiche dell’AI, sta trasformando i modelli di business tradizionali e aprendo a nuove opportunità di creazione di valore. 4) Rafforzare la sicurezza informatica su tutti i livelli corporate: con l'accelerazione della trasformazione digitale, il paradigma della cybersecurity diventa sempre più complesso. Le imprese devono adottare strategie integrate per gestire i rischi e proteggersi da minacce informatiche in continua evoluzione. Questo richiede un allineamento delle politiche di sicurezza tra tutte le funzioni, dai ciso ai ceo, nonché l'adozione di protocolli solidi, senza eccezioni. Una pianificazione proattiva e l'agilità nelle risposte sono essenziali per mitigare i rischi e proteggere gli asset critici. 5) Upskilling e AI per lo sviluppo delle competenze: la rapida adozione dei device digitali impone un costante aggiornamento delle competenze e la riqualificazione dei dipendenti. Tecnologie di ultima generazione come l'intelligenza artificiale, la realtà aumentata e quella virtuale stanno rivoluzionando la formazione, potenziando la produttività e facilitando la riqualificazione dei talenti. Le imprese che investono nello sviluppo delle proprie persone saranno meglio preparate a affrontare l’era digitale, consolidando così il loro vantaggio competitivo. 6) Sostenibilità e iniziative Esg: i criteri ambientali, sociali e di governance (Esg) stanno diventando un pilastro delle strategie aziendali. Le organizzazioni stanno intensificando il loro impegno verso la sostenibilità, consapevoli che pratiche responsabili non solo favoriscono il successo a lungo termine, ma rispondono anche alle aspettative di clienti, investitori e stakeholder. Investimenti in fonti rinnovabili, riduzione delle emissioni di CO₂ e supply chain a basso impatto sono ormai elementi imprescindibili per costruire un futuro resiliente e responsabile. 7) Fiducia digitale: in un contesto sempre più digitalizzato, la capacità di garantire sicurezza, trasparenza e protezione dei dati è essenziale per mantenere la fiducia di clienti e stakeholder. Le singole società devono rafforzare la sicurezza delle proprie reti, tutelare le informazioni sensibili e adattarsi a un orizzonte normativo in continua evoluzione. Un approccio strutturato alla cybersecurity non è solo una misura difensiva, ma un elemento strategico per consolidare credibilità e competitività nel panorama digitale. "Adottare questi sette driver chiave - sottolinea Massimo Peselli - significa non solo rispondere alle sfide del presente, ma anticipare quelle del futuro. In un panorama in cui la tecnologia sta ridisegnando ogni settore, l’innovazione è la nuova moneta competitiva. Le aziende non possono più permettersi di restare ancorate a modelli tradizionali: adattarsi e trasformarsi non è più un'opzione, ma la chiave per definire il proprio ruolo nel mercato di domani". ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Il digital pr: "Pubbliche relazioni sono ponte solido tra le imprese e i media"
(Adnkronos) - "Il settore delle pubbliche relazioni in Italia presenta peculiarità e sfide uniche rispetto al panorama internazionale. E' quanto emerso dalla ricerca 'State of digital pr report 2025' di Buzzstream, che mi ha coinvolto tra 150 professionisti del settore in tutto il mondo, chiamandomi a rappresentare il mercato italiano". A dirlo all’Adnkronos/Labitalia è Simone Trebbi, co-founder del progetto di public relations Le Royale PR, autore del libro 'Forte e chiaro' (Il Sole 24 Ore) e tra i 150 professionisti al mondo selezionati da Buzzstream per la ricerca internazionale 'State of digital pr report 2025'. "Le pubbliche relazioni - spiega Trebbi - svolgono un ruolo fondamentale nel costruire e mantenere un ponte solido tra le imprese e i media. Questo collegamento strategico consente alle aziende di raccontare la propria storia, trasmettere i propri valori e consolidare la propria reputazione attraverso canali autorevoli e credibili come i media. Se ben architettata, una strategia di pr porta vantaggi a tutti: da un lato, le imprese hanno la necessità di comunicare in modo efficace con il pubblico, posizionarsi sul mercato e distinguersi dalla concorrenza. Dall’altro, i media cercano storie di valore, notizie interessanti e contenuti rilevanti per il proprio pubblico. Il ruolo delle pr è facilitare questa connessione, traducendo i messaggi aziendali in narrazioni coinvolgenti e notiziabili, adattandole al linguaggio e alle esigenze dei giornalisti, dei magazine, delle radio e delle televisioni". Tra le differenze sostanziali emerse tra il mercato italiano e quello estero, spiccano i backlinks come metro di valutazione di una campagna pr, la scarsa integrazione tra public relations e strategie Seo e la minore collaborazione con il reparto marketing. "Quello dei backlinks - prosegue l’esperto - è un problema storico delle pr italiane: nel nostro panorama giornalistico, i link sono ritenuti attività commerciali e quasi mai organiche, e sono quindi assimilabili al concetto di 'pubbliredazionale'. In altri mercati, invece, sono parte integrante degli articoli giornalistici in cui una realtà o professionista è citato come fonte. Questo rende molto più complesso calcolare il Roi di un’attività organica di pr". "Riguardo alla scarsa attenzione verso i parametri Seo nei comunicati stampa e alla poca collaborazione con i reparti marketing delle imprese, si tratta di un’implementazione sempre più importante per massimizzare i risultati delle public relations", prosegue. "Si stima - racconta - che il mercato globale delle pr ha raggiunto un valore di 107 miliardi di dollari e si prevede che possa superare i 144 miliardi di dollari entro il 2028, con un tasso annuo di crescita del 6,7%. Le spiegazioni al boom delle pubbliche relazioni sono verosimilmente da attribuirsi a queste dinamiche, a cui le pr forniscono una soluzione concreta: emergere differenziandosi nel mondo giusto è sempre più difficile, operiamo tutti nell'era della trasparenza, la reputation economy e la necessità di veicolare valori aziendali autentici sono fattori destinati a fare sempre più la differenza". ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Amazon ancora a fianco del Ministero della Cultura: Carta della Cultura Giovani e Carta del Merito utilizzabili su Amazon.it
(Adnkronos) - Amazon conferma il suo impegno a rendere la cultura più accessibile collaborando con il Ministero della Cultura. Questa partnership permette ai giovani di utilizzare le Carte Cultura Giovani e Carta del Merito per acquistare una varietà di prodotti culturali su Amazon.it. Gli utenti possono utilizzare le Carte per acquistare libri, CD, vinili, eBook Kindle, DVD Blu-ray, e strumenti musicali, tra gli altri. Questi prodotti sono selezionati per contribuire alla formazione e all'arricchimento culturale dei giovani. Per partecipare, i beneficiari devono registrarsi sul portale cartegiovani.cultura.gov.it utilizzando SPID o CIE entro il 30 giugno 2025, e possono utilizzare i codici Amazon fino al 31 dicembre 2025. Durante l'ultimo anno, i giovani hanno mostrato una predilezione per generi diversi attraverso le loro scelte di acquisto su Amazon. I libri di J.K. Rowling e i thriller di Donato Carrisi sono stati tra i più popolari, mentre la musica rap e pop ha dominato le vendite di vinili e CD. Anche il cinema fantasy e le serie TV epiche, come "Il Trono di Spade" e "Il Signore degli Anelli", hanno riscosso grande successo.
Come Utilizzare le Carte Cultura su Amazon.it
I giovani adulti che rispondono ai requisiti possono ottenere le Carte sui siti ministeriali e, successivamente, creare Buoni ministeriali per l'acquisto di prodotti idonei. I Codici Amazon ottenuti sono validi per 48 ore e permettono l'acquisto di articoli venduti e spediti da Amazon. È anche possibile richiedere il riaccredito dei Codici non utilizzati.
Per richiedere e utilizzare la Carta Cultura Giovani e la Carta del Merito, sono necessari alcuni requisiti specifici. Ecco un riassunto:
Carta Cultura Giovani
Età: Avere compiuto 18 anni nell'anno precedente alla richiesta (ad esempio, nel 2024 per il bonus 2025). Residenza: Essere residenti in Italia o avere un permesso di soggiorno valido. ISEE: Avere un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) familiare non superiore a 35.000 euro.
Carta del Merito
Età: Avere conseguito la maturità con il massimo dei voti (100/100 o 100 e lode) entro i 19 anni di età. Residenza: Essere residenti in Italia o avere un permesso di soggiorno valido. Come richiedere le carte
Per richiedere entrambe le carte, è necessario accedere al portale dedicato del Ministero della Cultura e seguire la procedura guidata. Avrai bisogno delle tue credenziali SPID o CIE.
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Spotify si prepara all'audio Hi-Fi, atteso quest'anno
(Adnkronos) - L'attesa per l'audio lossless su Spotify potrebbe essere giunta al termine. A distanza di quasi quattro anni dall'annuncio di un abbonamento ad altà fedeltà, sembra che la piattaforma di streaming musicale stia definendo gli ultimi dettagli, inclusi gli accordi sui diritti di trasmissione, in vista di un possibile lancio nel corso dell'anno. Secondo indiscrezioni il nuovo piano, potenzialmente denominato "Music Pro", potrebbe avere un costo aggiuntivo mensile di circa 5 o 6 dollari in USA, in linea con le stime del CEO Daniel Ek. Un incremento di prezzo che si andrebbe ad aggiungere agli attuali 11,99 dollari del piano Premium (10,99 euro in Italia), già oggetto di due aumenti negli ultimi anni. A differenza di concorrenti come Apple Music, che offrono lo streaming lossless incluso nel prezzo base, Spotify sembrerebbe intenzionata a giustificare il costo extra con l'offerta di funzionalità aggiuntive. Tra queste, si vocifera la possibilità di remixare brani e l'accesso prioritario a prevendite e offerte esclusive per biglietti di concerti. Recenti accordi pluriennali con importanti case discografiche, come Warner Music Group e Universal Music Group, sembrano confermare questa direzione. Questi accordi, mirati a garantire i diritti di streaming futuri e a "plasmare il futuro dello streaming audio-video", sembrano includere anche l'audio HiFi. In particolare, Universal Music Group ha lasciato intendere che un servizio musicale per "superfan" potrebbe offrire accesso prioritario a contenuti deluxe, anteprime musicali, inviti esclusivi a eventi con gli artisti e sessioni di domande e risposte. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Droga. L'esperto di dipendenze: "Torna l'eroina? Mai sparita, è cambiata la società"
(Adnkronos) - "E' finito Sanremo e si ritorna alla realtà. Muore una giovane ragazza, forse per una overdose da eroina (ma aspetterei prudentemente l'esito degli accertamenti in corso), e le cronache si riempiono di titoli allarmati sul ritorno dell'eroina. E siccome i titoli saranno anche roboanti, ma non sono a caso, significa che collettivamente pensiamo che il problema eroina si sia risolto ed ora stia tornando. Questo fa notizia. Ma è una falsa notizia. L'eroina continua ad essere venduta e comprata, come sempre. Ciò che è silenziosamente cambiato è l'atteggiamento della società nei confronti dei consumi di droga, ormai trasformati in una scelta personale, a volte condivisa a volte ignorata, basta che non dia fastidio, basta che sia lontana dagli occhi e dal cuore". E' la riflessione di Riccardo Gatti, medico specialista in psichiatria e psicoterapeuta, da anni al lavoro sul tema delle sostanze psicoattive, delle dipendenze e delle dinamiche che portano al consumo. L'esperto, commentando all'Adnkronos Salute la morte a Roma della 25enne Camilla Sanvoisin, per la quale si sospetta un'overdose di eroina, evidenzia come ormai "ciò che preoccupa, al più, è lo spaccio a cielo aperto: quando si concentra disturbando l'ordine e la sicurezza, basta spostarlo, assieme ai suoi clienti. Il concetto di droga 'pericolo pubblico numero 1', come diceva Nixon", che fu presidente degli Usa "negli anni '70, è stato dimenticato e le droghe si sono diffuse in un mass-market che sa accontentare tipologie di clienti diversi, con sostanze differenti. Un mass-market insidioso, perché diffuso, e che gradualmente prosciuga le risorse dei cittadini per permettere alla criminalità di reinvestirle, impadronendosi della società civile". "Ogni tanto qualcuno muore - incalza Gatti - in decine di migliaia si rovinano e soffrono fisicamente e mentalmente, pensando di gestire la situazione, di usare additivi che migliorano la vita, procurandosi piacere. E c'è anche il rischio che arrivino mix di sostanze che faranno rimpiangere le droghe di una volta: anche qui notizie, allarmi e titoli che fanno dimenticare ciò che già circola e si diffonde. Ci sono molti modi di morirne, anche psichicamente, ma questo non fa notizia". "Siamo in pericolo? Si lo siamo", assicura l'esperto. "Il mondo è cambiato, gli scenari della diffusione di droghe sono cambiati e cambiano sempre più velocemente e sono sempre più insidiosi, ma noi siamo fermi mentalmente al secolo scorso che pensiamo, giustamente, sia passato. Si muore ancora di eroina? Ma dai, come è possibile? Non sta tornando l'eroina, o forse sì, chissà. Ma certi fatti dovrebbero aiutarci a guardare la realtà per ciò che è. L'uso di droghe - conclude Gatti - è un pericolo reale e c'è chi, per interesse, fa di tutto per farcelo dimenticare e per distrarci con mille parole e concetti, con la proposta di soluzioni semplici, quanto impraticabili. Facciamo a sufficienza per evitarlo? Chiediamocelo, diamoci delle risposte, e agiamo di conseguenza, senza mentire a noi stessi". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Cida: "Stato ritarda pagamenti tfs/tfr a lavoratori, dirigenti pubblici tra i più penalizzati"
(Adnkronos) - Lo Stato è un datore di lavoro latitante. Il dipendente pubblico può attendere fino a sette anni per la liquidazione del rapporto di fine impiego; nel settore privato l'attesa è di pochi mesi, come è giusto che sia. Nel pubblico la normativa attuale impone ritardi e rateizzazioni che penalizzano in particolar modo i vertici della pa, ossia proprio coloro che più si sono spesi per il buon funzionamento dello Stato e del suo apparato. E' quanto si legge in una nota di Cida. “Questo sistema colpisce in modo sproporzionato i dirigenti e i professionisti pubblici, ossia quei lavoratori che hanno versato più contributi e garantito il buon funzionamento della macchina statale. Oggi gli importi inferiori ai 50mila euro vengono erogati in un'unica soluzione; per quelli compresi nella fascia tra 50mila e 100mila euro, l'erogazione avviene in due rate annuali; chi è in attesa di importi superiori ai 100mila euro deve attendere tre anni. Una prassi inaccettabile”, ha dichiarato Roberto Caruso, presidente Fp Cida, durante l'incontro convocato per denunciare il trattamento di fine rapporto dei dipendenti pubblici, organizzato oggi a Piazza Colonna, alla presenza di numerose sigle sindacali. Ma per Cida una soluzione esiste ed è economicamente sostenibile. Secondo i dati Inps, riportati nella sentenza della Corte Costituzionale n. 130 del 2023, nel rapporto annuale Inps 2024 e nella stima dei costi dell’AC 1254, il Tfs/Tfr per i dipendenti pubblici ha generato una spesa di 9,7 miliardi di euro nel 2023. La proposta di modifica contenuta nel disegno di legge n. 1254, attualmente in discussione, comporterebbe un costo iniziale di 3,8 miliardi di euro, ma consentirebbe di sostenere minori costi progressivi fino a ridurre la spesa prevista nei piani pluriennali dell’INPS per una somma pari a 1,08 miliardi di euro annui dal 2030 al 2033. “L’importo di 13,9 miliardi di euro, citato nella sentenza della Corte Costituzionale sulla base dei dati Inps, è spesso interpretato erroneamente come un costo aggiuntivo. In realtà – ha spiegato Caruso - questa somma include i 10 miliardi di euro già previsti e i 3,8 miliardi necessari per avviare la riforma, senza considerare i minori costi progressivi che il nuovo sistema genererebbe. Nei primi anni, la minore spesa sarà contenuta ma crescerà gradualmente, fino a raggiungere il pieno assestamento della riforma nel 2033. Questo dimostra – ha concluso - che la riforma non prevede una spesa insostenibile, ma un intervento che anche o soprattutto riequilibra i flussi finanziari esistenti, migliorando la gestione delle risorse pubbliche e garantendo un sistema più equo”. Stefano Cuzzilla, presidente Cida, nel sostenere le posizioni della federazione della funzione pubblica, ha voluto ribadire che “adeguare il sistema del Tfs/Tfr non è solo una questione di equità e civiltà, ma anche di sostenibilità. Garantire ai lavoratori pubblici tempi certi per la liquidazione delle loro spettanze non comporta uno squilibrio finanziario, ma rappresenta una misura di buon senso per riconoscere il valore di chi ha servito lo Stato e ha contribuito con le proprie imposte alla crescita del Paese”. Cida esorta il Governo e il Parlamento a porre fine a questa disparità con un intervento concreto che garantisca tempi certi di liquidazione per i dipendenti pubblici. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
'Bonus' diabete 2025, assegno fino a 525 euro al mese: a chi spetta
(Adnkronos) - Per chi soffre di diabete e ha determinati requisiti è possibile richiedere un contributo economico. A chi spetta il 'bonus'? Quanto vale? Cosa bisogna fare per richiederlo? Quasi 4 milioni di italiani convivono infatti con la patologia di tipo 2, circa il 6% della popolazione. Ma a questo numero - si stima - vadano aggiunte circa 1,5 milione di persone affette da malattia non ancora diagnosticata. Gli italiani con diabete di tipo 1 sono circa 300mila persone, lo 0,5% della popolazione. Sono i dati dell'Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali (OsMed) sul monitoraggio del consumo dei farmaci per il diabete contenuti nella Relazione al Parlamento 2023 sullo stato del diabete. Relazione inviata al Parlamento il 17 settembre scorso e pubblicata sul sito del ministero della Salute. "In determinati casi si può usufruire dell’assegno per il diabete - ricorda UniCiv, l'Unione invalidi civili - Il diabete va certificato dalla Commissione medica dell’Inps, che assegnerà un grado di invalidità. In virtù alla percentuale assegnata, si ha diritto a diversi aiuti di tipo assistenziale e/o economico. Per alcune agevolazioni economiche sono richiesti specifici requisiti anagrafici e reddituali. Nello specifico, le persone che possono richiedere il Bonus diabete colore che sono affetti da: diabete mellito di tipo 1 e 2, con complicanze micro-macroangiopatiche e manifestazioni cliniche di medio grado. Per questo si ha un’invalidità tra il 41% e il 50%; diabete mellito insulino-dipendente, con un mediocre controllo metabolico e iperlipidemia, non trattabili con le normali terapie. In questo caso, corrisponde un’invalidità tra il 51% e il 60%; nefropatia, retinopatia e maculopatia, considerate invalidanti tra il 91% e il 100%". "L'assegno di invalidità civile del 'bonus diabete', che spetta a coloro che hanno un’invalidità certificata superiore al 74%, ha un valore che va da un minimo di 315 euro ad un massimo di 525 euro, per 13 mensilità", ricorda l'UniCiv. Per richiederlo "la prima cosa da fare è recarsi dal proprio medico di famiglia. Quest’ultimo prescriverà una serie di esami e visite necessarie per attestare la malattia e avviare l’iter di richiesta - conclude l'associazione - Una volta in possesso degli esami medici, questi vanno consegnati al medico, che procederà ad inviarli all’Inps. In seguito a questa procedura, il medico consegnerà al paziente la ricevuta dell’avvenuta operazione e una copia del certificato medico originale". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Instagram introduce il pulsante "Non mi piace": ecco come funzionerà
(Adnkronos) - Instagram, tramite un post su Threads di Adam Mosseri, Head of Instagram, ha annunciato l'introduzione di una nuova funzionalità che potrebbe stravolgere l'interazione che abbiamo avuto fino ad oggi con i contenuti della piattaforma social: il pulsante "Non mi piace". Il tasto "non mi piace" permetterà agli utenti di segnalare, in modo del tutto anonimo, i commenti che sono considerati offensivi, irrilevanti o semplicemente non graditi. L'obiettivo di questa funzionalità è duplice: da una parte, offre agli utenti la possibilità di esprimere il proprio disaccordo senza timore di ripercussioni; dall'altra, permette a Instagram di raccogliere feedback su quali commenti potrebbero essere considerati offensivi o inadeguati dalla comunità. Mosseri ha spiegato che, in base ai risultati del test, questi segnali potrebbero essere utilizzati per modificare l'ordine dei commenti, spostando quelli con più segnalazioni "Non mi piace" verso il basso nella lista, in modo da promuovere un ambiente più positivo e rispettoso. Attualmente la sperimentazione viene effettuata su un ristretto numero di utenti. "Stiamo conducendo una prova per un nuovo pulsante che verrà posizionato accanto ai commenti su Instagram. Questa funzionalità fornirà agli utenti un metodo privato per indicare il proprio disagio verso specifici commenti. È importante precisare che si tratta di una fase sperimentale: non vi sarà alcuna visualizzazione del numero di 'Non mi piace' ricevuti e l'identità di chi utilizza il pulsante rimarrà anonima. In futuro, potremmo considerare l'uso di questi feedback per modificare l'ordine dei commenti, relegando quelli meno graditi in posizioni meno visibili. Il nostro obiettivo con questa iniziativa è di contribuire a creare un ambiente di interazione più positivo e accogliente su Instagram.", scrive Mosseri. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Oltre a vendite in calo, Tesla rischia coinvolgimento nella guerra dei dazi Usa-Cina
(Adnkronos) - Come se non bastassero il calo delle vendite globali (con un crollo verticale in alcuni mercati importanti), la disaffezione di molti clienti e le proteste davanti a numerosi concessionari - legate all'attività 'politica' di Elon Musk - ora Tesla deve fare i conti con il pericolo concreto di essere trascinato nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Come riferisce il 'Financial Times' la casa automobilistica rischia di ricevere in ritardo il via libera di Pechino alla sua tecnologia di guida autonoma: nonostante una precedente indicazione per una autorizzazione nel secondo trimestre 2025, oggi le autorità cinesi avrebbero spiegato che non è possibile fissare una data per la concessione della licenza a sperimentazione e formazioni per le funzionalità di 'guida completamente autonoma'. Non si tratta solo di una questione tecnologica: la casa guidata da Musk, infatti, punta su questo sviluppo per aumentare i ricavi (negli Usa è venduto come abbonamento a 99 dollari al mese) e sostenere le sue vendite - al momento in calo - nel più grande mercato automobilistico mondiale. Peraltro i ritardi sulla commercializzazione di questa funzione non riguardano solo la Cina ma - come spiega il FT - le autorità di Pechino stanno pensando di usare il via libera a questa tecnologia di guida autonoma come merce di scambio nei negoziati commerciali con Trump. Nonostante un impegno personale di Musk, l'imprenditore ha dovuto riconoscere a gennaio che Tesla era "in un po' di difficoltà" sull'implementazione in Cina di questi sistemi, che si basano su un sistema di apprendimento automatico alimentato con un numero enorme di ore di video per addestrare un algoritmo a prendere decisioni di guida in tempo reale. Musk si era impegnato a far circolare Tesla a guida autonoma senza supervisione sulle strade del Texas entro giugno 2025 ma non sarebbe il primo caso di mancato rispetto delle scadenze. La querelle cinese è comunque solo l'ultimo dei segnali preoccupanti sul futuro del marchio: negli ultimi anni Tesla ha presentato un solo 'vero' nuovo modello, il Cybertruck - anche questo arrivato con un discreto ritardo sulle previsioni - che, dopo l'eccitazione iniziale, si sta rivelando un veicolo difficile da vendere nella 'nuova' America di Trump: i report dei concessionari parlano di un grande numero di esemplari fermi nei parcheggi, nonostante uno sconto fino a 6 mila dollari offerto dalla casa. A complicare le cose il rischio che l'Amministrazione Usa decida di cancellare il tax credit federale fino a 7500 dollari per le nuove auto elettriche. In Europa le vendite di Tesla sono crollate in molti mercati chiave, non solo per l'attesa della versione 'aggiornata' della Model Y (che arriverà solo a marzo) ma anche per la reazione dei consumatori contro le scelte politiche di Elon Musk. Ad esempio sicuramente l'appoggio all'estrema destra di Afd è fra le cause del - 60% di vendite registrate a gennaio in Germania (solo 1.277 immatricolazioni) in un mese che peraltro ha visto il mercato tedesco delle auto elettriche crescere di oltre il 50%. In Francia, a gennaio le vendite Tesla sono diminuite del 63 percento mentre in Norvegia sono scese del 38 %. Stazionaria l'Italia che a gennaio ha visto 408 immatricolazioni (+1% annuo) ma con una quota dello 0,31% lontana dall'1% registrato nell'intero 2024. Le cose non vanno meglio in Canada (-70% immatricolazioni fra dicembre 2024 e gennaio 2025, anche per via di un consistente ritocco ai listini) e in Australia, dove a gennaio 2025 le vendite di Tesla sono scese a 739 unità (–33% su anno, -65% sul 2023). Un momento difficile che si ripercuote sull'andamento in borsa del titolo, che oggi si muove intorno ai 355 dollari con un - 25% rispetto al massimo di 480 dollari toccato lo scorso 17 dicembre. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)










