Sostenibilità, Riciclo di Classe: 200 bambini protagonisti a Castelporziano

(Adnkronos) - Una giornata immersi nella natura per apprendere, sperimentare e crescere nel segno della sostenibilità. Oggi, venerdì 30 maggio 2025, la Tenuta presidenziale di Castelporziano ha ospitato 200 bambine e bambini delle scuole primarie italiane nell’ambito di Riciclo di Classe, il progetto di educazione ambientale promosso da Conai - Consorzio Nazionale Imballaggi, in collaborazione con Globe Italia e con l’ospitalità da parte del Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica. Un evento che ha unito formazione, esperienze sul campo e impegno civico, rafforzando il ruolo strategico dell’educazione ambientale per la transizione ecologica.  Gli alunni hanno partecipato a laboratori, giochi, attività immersive e momenti di condivisione all’aperto, con l’obiettivo di stimolare la curiosità e il senso civico. Attraverso laboratori interattivi e attività all’aperto, gli studenti hanno potuto approfondire il valore del riciclo, della raccolta differenziata di qualità e della tutela del patrimonio naturale. Un’occasione per sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente e per promuovere comportamenti responsabili, in un contesto unico come quello della Riserva Naturale Statale di Castelporziano. La Tenuta Presidenziale, una delle tre residenze della Presidenza della Repubblica, è infatti un’oasi naturale tutelata e simbolo dell’equilibrio tra conservazione ambientale, ricerca scientifica, gestione e fruizione consapevole del territorio.  “Ospitare oggi le scuole che hanno partecipato al progetto Riciclo di classe dà impulso e nuova forma alle variegate attività di accoglienza ed educazione alla sostenibilità che la Tenuta sostiene con forte motivazione soprattutto quando rivolte al coinvolgimento attivo degli studenti; il progetto infatti favorisce - con competenza scientifica ma anche con l’insegnamento di abitudini civiche che passano dai piccoli gesti individuali - il dialogo intergenerazionale rivolto ai temi legati all’ambiente. I giovani ricercano e apprezzano l’informazione guidata, già ben consapevoli dell’importanza della cura collettiva del Pianeta per un futuro sano e salubre per tutti", ha dichiarato Giulia Bonella, direttrice della Tenuta Presidenziale di Castelporziano. “Educare i più giovani alla sostenibilità - ha dichiarato Ignazio Capuano, presidente Conai - significa costruire oggi le basi per un domani più equo e rispettoso del nostro pianeta. Progetti come Riciclo di Classe sono parte integrante dell’impegno che Conai porta avanti da anni nel mondo della formazione, un impegno che prosegue anche nelle università e nella formazione dei futuri professionisti della transizione ecologica. Supportare il processo di cultura e di educazione, a partire dai più giovani, è infatti fondamentale per costruire una società consapevole, preparata e capace di contribuire concretamente agli obiettivi di economia circolare”.  Avviato nel 2017 e realizzato in collaborazione con il Corriere della Sera, Riciclo di Classe è rivolto alle scuole primarie di tutta Italia. Coinvolge alunni, insegnanti e famiglie in percorsi di educazione alla cittadinanza ambientale, con l’obiettivo di promuovere una corretta gestione dei rifiuti e una cultura del riciclo come atto di responsabilità civile.  Accanto a Conai, Globe Italia, da sempre impegnata nella promozione dell’educazione scientifica e ambientale, ha contribuito alla realizzazione dell’evento. “Crediamo che ogni percorso educativo debba fondarsi sul contatto diretto con la natura e sull’esperienza concreta partendo dalle generazioni più giovani, da qui l’idea di questo evento - ha dichiarato Matteo Favero, presidente di Globe Italia - Portare 200 bambini in un luogo bello e simbolico come Castelporziano significa offrire loro un’esperienza formativa autentica, che lascia un segno profondo”.  ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sismicità in Italia: online il database DISS con sorgenti aggiornate

(Adnkronos) - L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha annunciato, per mezzo di una nota ufficiale, un aggiornamento significativo per il Database of Individual Seismogenic Sources (DISS), lo strumento italiano di riferimento per la mappatura delle sorgenti sismogenetiche. La nuova versione, la 3.3.1, è ora disponibile online e rappresenta un passo avanti cruciale per migliorare la comprensione della sismogenesi in Italia e per affinare la stima della pericolosità associata agli eventi sismici. Il DISS, concepito originariamente nel 1997 da ricercatori dell'allora Istituto Nazionale di Geofisica (ING) e successivamente affinato per quasi tre decenni, è una risorsa unica che raccoglie, organizza ed elabora i risultati della ricerca condotta dai suoi autori e le conoscenze pubblicate nella letteratura specialistica. Attraverso una sistematizzazione approfondita delle informazioni relative alla geologia, alla tettonica attiva e alla sismicità storica e attuale del territorio nazionale, gli ideatori del DISS riescono a identificare le sorgenti sismogenetiche, ovvero le faglie responsabili dei forti terremoti, stimandone il potenziale sismico. Queste sorgenti sono definite in modo tridimensionale all'interno della crosta terrestre, con una descrizione dettagliata sia delle loro proprietà geometriche (dimensioni e posizionamento spaziale di ciascuna faglia) sia cinematiche (modalità e velocità del movimento della faglia). Con l'ultima release, il Database si arricchisce dei principali risultati scientifici pubblicati tra dicembre 2021 e marzo 2025. Questo include non solo l'integrazione di nuove sorgenti sismogenetiche, ma anche l'aggiornamento e la revisione di quelle già esistenti, riflettendo le più recenti acquisizioni nel campo della ricerca sismologica. La nuova versione del DISS si configura come un progresso importante nel miglioramento del modello sismogenetico dell'Italia e di una vasta porzione del Mediterraneo centrale. La sua continua evoluzione conferma il DISS come uno strumento moderno ed efficace, indispensabile per innumerevoli ricerche in campo sismologico. Inoltre, si afferma come un punto di riferimento fondamentale per la valutazione della pericolosità sismica, applicabile a diverse scale e attraverso differenti approcci metodologici. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salute, RimiWellness riporta al centro il benessere intimo femminile

(Adnkronos) - La salute intima femminile trova voce, spazio e rispetto a RiminiWellness 2025, il più importante evento internazionale dedicato a fitness e benessere, con Vaginaverso, l'ecosistema educativo promosso da Bayer Italia attraverso il brand Gyno-Canesten Inthima Cosmetic Lenitivo, nato con l'obiettivo di abbattere i tabù legati alla salute intima femminile e supportare una cultura dell'informazione chiara, inclusiva e accessibile. Fino al 1 giungo saranno molteplici le occasioni di incontro con contenuti, attività e condivisione per riportare al centro dell'attenzione il benessere intimo della donna. "Con Vaginaverso - spiega Cristina Tomasoni, Brand Lead Bayer Consumer Health - vogliamo promuovere la salute intima femminile e favorire un'informazione chiara ed accessibile. Per questo ci impegniamo in attività educative e di confronto non solo digitali, ma anche sul territorio. Eventi come Riminiwellness, dove il benessere fisico e mentale si incontrano, rappresentano per noi un’occasione imperdibile per dare visibilità al benessere intimo della donna e non solo".  Nel dettaglio - informa una nota - lo stand di Vaginaverso accoglierà il pubblico in uno spazio interattivo pensato per informare, ascoltare e coinvolgere, ma anche per prenotare consulenze gratuite e riservate con la psicoterapeuta e sessuologa Sabina Fasoli e con la ginecologa Monica Calcagni (info su vaginaverso.it). Entrambe le specialiste sono volti noti del Vodcast di Vaginaverso, on-air da aprile e punto di riferimento per un racconto autentico e accessibile sul benessere intimo femminile. Allo stand sarà inoltre possibile incontrare le farmaciste di Atìda eFarma, per ricevere consigli personalizzati. Non mancheranno momenti di edutainment e gaming pensati per abbattere insieme i tabù sulla salute intima e sul benessere femminile. La presenza si estenderà anche sul palco Devayogamynd School, dove ogni giorno si terranno talk pubblici con le dottoresse Fasoli, Calcagni e la C-Iayt yoga therapist Sayonara Motta, per approfondire temi legati a sport, benessere intimo, sessualità, corpo femminile e salute mentale. Questa sera è previsto un appuntamento speciale: una sessione gratuita di Yoga Terapeutico al tramonto con Sayonara Motta.  Quella di Vaginaverso a RiminiWellness - conclude la nota - non è solo una presenza fieristica, ma un vero e proprio invito a cambiare prospettiva: restituire spazio, voce e visibilità a un tema centrale per il benessere femminile, attraverso l’ascolto, il confronto e la condivisione. ---sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Libri, 'Il saper fare italiano': "L'artigianalità sta lentamente scomparendo"

(Adnkronos) - L’artigianalità sta lentamente scomparendo creando grossi problemi anche al nostro famoso Made in Italy. E' questo il grido di allarme che è stato lanciato durante la presentazione del libro di Maurizio Carucci 'Il saper fare italiano' edito da Over. Il dibattito avvenuto presso il Dida (Design campus) dell’Università di Firenze con la presenta di Giuliano Sanna, Nhrg, Maurizio Carucci, giornalista, Debora Giorgi, presidente del corso di laurea Tessile e Moda, Davide Turrini professore associato, ha sollevato uno dei problemi che sta facendo soffrire, in questo momento, una delle nostre eccellenze: il Made in Italy. Le cifre parlano chiaro. Secondo uno Studio di Altagamma Unioncamere nella moda il fabbisogno è di 75.000 unità e la stima di occupati nel 2028 è di 483.000 unità. Le imprese del mondo della moda mostrano difficoltà nel reperire il personale ricercato nel 50% dei casi, soprattutto per la mancanza di candidati. Sarti, ricamatori, orlatori, tagliatori artigianali, modellisti, prototipisti sono i profili maggiormente ricercati e le aziende della moda senza questi profili di alta artigianalità rischiano di non essere in grado di produrre. Ma la sparizione dell’artigianalità porta anche altre conseguenze come la perdita del patrimonio culturale immateriale, l’impoverimento dei centri storici, La conclusione è che in un’epoca in cui i consumatori cercano più prodotti unici, sostenibili e di qualità, l’artigianato può rappresentare una risorsa strategica per il futuro economico e culturale del paese, ma servono politiche mirate, una nuova mentalità imprenditoriale e un rinnovato rispetto per chi lavoro con le mani e il cuore. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ambiente, Stati Generali: premiati tre giovani influencer

(Adnkronos) - Premiati tre giovani influencer agli Stati Generali sull’Ambiente 2025 (29-30 maggio), alla Mostra d’Oltremare di Napoli. Ieri, nell’ambito del talk 'La comunicazione ambientale in epoca di social media e social networking', si è svolta anche la cerimonia di premiazione della prima edizione del 'Tuffatore', premio promosso dalla Regione Campania e moderato da Claudia Conte.  La giuria presieduta da Paolo Mieli, storico e giornalista, e composta da Valeria Angione, autrice e content creator, e Padre Enzo Fortunato, direttore dei progetti speciali della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano, ha assegnato i premi, tra circa 100 candidati, a influencer e content creator che si sono distinti per la loro divulgazione meritevole in materia ambientale.  Si sono aggiudicati la targa nella categoria 'Educazione ambientale' Giorgia Pagliuca per aver coniugato creatività digitale e impegno civile sui temi della biodiversità e del rispetto per il territorio; in quella 'Rispetto per gli animali', Silvia Gambi per aver promosso una cultura fondata sul benessere degli animali; nella categoria 'Cambiamenti climatici', Federica Gasbarro per aver sviluppato un linguaggio innovativo e inclusivo nel raccontare cause e conseguenze della crisi climatica. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Export manager alla prova tra dazi e instabilità globale

(Adnkronos) - In un’economia globale sempre più segnata da instabilità e tensioni commerciali, il ruolo dell’export manager ha subito una trasformazione profonda e irreversibile. Quello che fino a pochi anni fa poteva essere considerato un presidio operativo legato alle vendite internazionali è oggi un nodo strategico fondamentale per la sopravvivenza e la crescita delle imprese. Le dinamiche protezionistiche, l’irrigidimento dei regimi doganali, l’adozione di dazi straordinari e misure di controllo all’esportazione ancora più rigide rendono l’accesso ai mercati esteri più complesso. Le imprese italiane che vogliono competere nei mercati internazionali non possono più affidarsi a modelli statici. Serve una nuova visione, in cui competenze doganali, capacità strategiche, aggiornamento normativo e soft skills siano integrate in modo coerente. L’export del futuro sarà sempre più sfidante, ma anche ricco di opportunità per chi saprà affrontarlo con strumenti nuovi. La trasformazione è già in atto e riguarda tutti, come confermano esperti e operatori. “Gli export manager e i responsabili doganali delle aziende attive nel commercio internazionale - evidenzia Sara Armella, direttore scientifico di ARcom Formazione e presidente Commissione Dogane & Trade Facilitation-Icc Italia - si trovano oggi a operare in un contesto fortemente instabile, in cui misure protezionistiche, dazi straordinari, clausole contrattuali gravose e barriere non tariffarie rappresentano fattori di rischio quotidiano. A ciò si aggiunge la nuova riforma del diritto doganale che richiede un ulteriore salto qualitativo nella gestione dell’import-export poiché introduce rilevanti novità in materia di contrabbando, rendendo indispensabile per le imprese che operano a livello globale l’aggiornamento dei propri modelli di business e l’adozione di procedure di mitigazione dei rischi".  "In questo scenario, è fondamentale dotarsi di competenze specialistiche in materia di diritto doganale, trade compliance e fiscalità internazionale, per strutturare processi aziendali capaci di prevenire sanzioni, contenziosi e ritardi doganali, ma anche per cogliere le opportunità offerte dalla rete di accordi preferenziali stipulati dall’Unione europea. Una corretta pianificazione doganale e l’ottenimento dello status di Operatore economico autorizzato (Aeo), ad esempio, possono determinare un vantaggio competitivo significativo, in termini di affidabilità, semplificazioni e accesso agevolato ai mercati esteri", sottolinea. Investire oggi nella formazione - prosegue - è una scelta strategica per garantire la continuità operativa dell’impresa e tutelare i margini di profitto in un’economia globale sempre più frammentata e complessa. Per questo, con ARcom Formazione abbiamo scelto di lanciare la prima Masterclass ‘Trade War: come gestire l’Export’, per fornire alle imprese italiane un percorso formativo avanzato, interdisciplinare e immediatamente operativo, capace di integrare le funzioni aziendali coinvolte nell’export (legale, logistica, vendite e acquisti) attraverso un approccio strategico e conforme agli standard internazionali”.  L’evoluzione dello scenario globale sta influenzando in modo significativo la professione legale, soprattutto in ambito internazionale. La crescente volatilità determinata da nuove politiche tariffarie, controlli all’export e riforme normative non è più un’eccezione, ma una condizione strutturale con cui aziende e consulenti devono imparare a convivere. In questo contesto, anche il ruolo dell’avvocato d’impresa deve mutare paradigma: non più solo interprete delle norme, ma parte attiva nella strategia di mitigazione del rischio, come osserva Valentino Durante, responsabile del dipartimento di diritto internazionale dello studio legale Casa & Associati: "L’incertezza è ormai una condizione strutturale e non più eventuale, complessa perché significa mutare il proprio paradigma di riferimento sia a livello professionale, che come elemento partecipativo delle scelte di mitigazione del rischio di impresa".  "Sul piano professionale, la consapevolezza della volatilità del contesto - avverte - ci spinge a prediligere una struttura del contratto più flessibile e più cooperativa, contribuendo a mitigare le spinte all’azzardo o alle pressioni derivanti dalle posizioni di forza temporanee. A livello consulenziale, significa invece capire che la parte legal è ormai stabilmente legata alla comprensione dei mutamenti geopolitici globali e delle sue ricadute giuridiche, come nel caso delle norme transnazionali doganali e delle regole di export control, rispetto alle quali la logica del team multidisciplinare è ormai una necessità diffusa e non più una semplice opzione presente nel solo territorio delle grande imprese o dei grandi studi legali”.  Ma l’evoluzione non è solo normativa. È soprattutto culturale e professionale. “L’export manager moderno deve dominare supply chain, automazione, strumenti digitali e contesto geopolitico, oltre a saper leggere i dati in chiave strategica. Il problema? Figure così complete sono rarissime. Il mercato chiede professionisti ibridi, ma il sistema formativo è ancora fermo a un export ‘da fiera’. Senza una rivoluzione culturale e formativa, continueremo a rincorrere le sfide globali con strumenti del passato”, fa notare Alberto Stecca, ceo di Silla Industries, azienda italiana dell’e-mobility. Questa dissonanza tra domanda e offerta di competenze è oggi uno degli ostacoli principali alla crescita dell’export Made in Italy. Alcuni settori, come il tessile e la moda, stanno vivendo in modo particolarmente accentuato l’impatto di questa trasformazione. “Nel fashion, il ruolo dell’Export Sales Manager sta vivendo una profonda evoluzione: è una figura che oggi si trova ad affrontare un panorama in rapida evoluzione, dove si intersecano una serie di fattori: pressioni ambientali, nuove normative doganali, tensioni geopolitiche, digitalizzazione e cambiamento delle abitudini di consumo. Oggi questa figura deve essere in grado di gestire una supply chain sostenibile e tracciabile, interpretare correttamente regolamenti in costante aggiornamento, trend di consumo, padroneggiare strumenti digitali e piattaforme e-commerce, e cogliere i segnali di trasformazione nei comportamenti dei consumatori globali", afferma Luigi Castellani, presidente di Suitex International, punto di riferimento da oltre 40 nella ricerca e selezione del personale nei settori del fashion, design e beauty. "In questo settore non basta più esportare un prodotto: occorre costruire una relazione di valore con il cliente, valorizzare l’identità del brand all’estero e saper presidiare i mercati con visione strategica. Ogni azienda ha peculiarità organizzative e obiettivi diversi: per questo è essenziale che l’Export Manager sia capace di inserirsi in modo coerente, flessibile, con un approccio su misura e una forte attitudine al cambiamento. Senza dimenticare poi la crescente importanza delle soft skills. Le conoscenze tecniche ed organizzative sono imprescindibili ma poi c’è tutto il resto che amplifica e rende vincente l’operatività dell’Export Sales Manager. In questo momento l’unicità di ogni selezione è ancora più importante ed evidente”, conclude.  ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


"Basta stigma sul cancro al cervello", parla il medico che opera i pazienti da svegli, cos'è l'awake surgery

(Adnkronos) - Operare un tumore al cervello mentre il paziente è sveglio e suona il sassofono. E' l''awake surgery', che consente di mappare con estrema precisione durante l'intervento chirurgico i network neuronali che sottendono alle diverse funzioni cerebrali come suonare, parlare, muovere, ricordare, contare. A sceglierla e portarla avanti è il neurochirurgo Christian Brogna, responsabile Neurochirurgia del Paideia International Hospital di Roma. Dottor Brogna, perché, ancora oggi, c'è uno stigma attorno ai tumori del cervello? "Lo stigma nasce da una paura profonda - risponde il medico all'Adnkronos Salute - quella che il tumore possa intaccare non solo la salute, ma l'essenza stessa della persona. Il cervello è il nostro centro: è lì che vivono la memoria, il linguaggio, le emozioni, l'identità. Quando qualcosa minaccia questa sede così intima, il timore va oltre il piano clinico. Si entra in un territorio emotivo e culturale ancora difficile da affrontare apertamente". "Proprio per questo con la Fondazione Brain's Get Famous, di cui sono vicepresidente, lavoriamo per cambiare lo sguardo su questa malattia. Non solo sul piano scientifico, ma anche umano, culturale, sociale. Ogni anno, il 14 ottobre, illuminiamo i municipi di oltre 20 città nel mondo, da Los Angeles a Madrid, dal New Mexico a Roma, per accendere - in senso reale e simbolico - la luce sulla consapevolezza dei tumori cerebrali. E' un gesto semplice, ma potente: un modo per dire che non si è soli, che il silenzio si può rompere, che lo stigma può e deve essere superato", continua il neurochirurgo. "Dietro ogni intervento che faccio, dietro ogni storia che incontro - racconta - c'è questa convinzione: parlare di cervello non deve far paura. Deve far riflettere, unire e, soprattutto, accendere speranza". 
L'awake surgery, la chirurgia a paziente sveglio, ha rivoluzionato l'approccio in molte aree. Che opportunità offre ancora? "L'awake surgery non è solo una tecnica - precisa Brogna - ma è una filosofia. Permette di operare in aree altamente eloquenti del cervello mantenendo il paziente vigile, così da mappare in tempo reale le funzioni più delicate. E' uno strumento straordinario per tutelare ciò che rende unico ogni individuo. Le opportunità sono ancora immense: oggi possiamo non solo rimuovere un tumore, ma farlo proteggendo al massimo le funzioni cognitive, emotive e relazionali della persona. Questo approccio apre una nuova frontiera nella neurochirurgia: più precisa, più umana, più personalizzata".  
E i giovani medici si stanno avvicinando a questa 'specialità nella specialità'? "Per quanto riguarda i giovani medici", Brogna rileva "un interesse crescente e questo mi incoraggia. Ma l'awake surgery richiede molto più della tecnica: servono empatia, capacità di ascolto, collaborazione interdisciplinare. Non tutti sono pronti a dialogare con un paziente mentre gli stanno operando il cervello. Eppure, è proprio in quel dialogo che si trova la vera essenza di questa professione", sottolinea il chirurgo.  In una sua intervista ha detto: "Mi interessa che il paziente, dopo l'operazione, sia esattamente come prima, che nulla della sua personalità si modifichi". Come si raggiunge questo obiettivo? Ha una sua roadmap? "Sì, ho una roadmap ben precisa. Ma non è fatta solo di esami e tecnologie: è fatta di relazioni umane - puntualizza - Prima ancora di entrare in sala operatoria, devo conoscere profondamente il mio paziente: chi è, cosa ama fare, cosa teme, a che punto della sua vita si trova. Voglio sapere cosa per lui o per lei è essenziale preservare. C'è chi mi dice 'dottore, l'importante è che io possa continuare a parlare con mia figlia', oppure 'devo poter suonare il mio strumento'. Queste parole guidano il mio intervento quanto e più delle immagini radiologiche". 
"La parte tecnica è ovviamente fondamentale: utilizziamo risonanze funzionali, tractografie, test neuropsicologici. Durante l'intervento, grazie all'awake surgery, stimoliamo le aree cerebrali e monitoriamo le risposte del paziente in tempo reale. Ma tutto questo ha senso solo se lo uniamo a un ascolto autentico e profondo. Il mio obiettivo non è solo rimuovere un tumore. E' proteggere la persona nella sua interezza: la memoria, le emozioni, il senso dell'umorismo, la capacità di amare, di ricordare, di essere. Perché ogni cervello è unico. Ma soprattutto, ogni essere umano lo è", rimarca Brogna. 
Da robot sempre più efficienti all'avanzare dell'intelligenza artificiale: come cambia la chirurgia? E come si deve preparare uno specialista oggi? "Il futuro è già presente. I robot ci aiutano ad essere più precisi, più stabili, a ridurre l'invasività. L'Ia sta già rivoluzionando la pianificazione preoperatoria, la lettura delle immagini, il supporto alle decisioni. Ma ciò che nessuna macchina potrà mai sostituire è il giudizio umano, la responsabilità clinica, la relazione medico-paziente", risponde il neurochirurgo.  "Lo specialista del futuro - conclude - dovrà essere tecnologicamente competente, certo, ma anche profondamente umano. Capace di integrare algoritmi e intuizione, dati e compassione. Dovrà sapere lavorare in équipe, dialogare con ingegneri, neuroscienziati, psicologi. E allo stesso tempo, guardare il paziente negli occhi e capire cosa davvero conta per lui. La tecnologia ci offre strumenti straordinari. Ma il fine resta sempre lo stesso: curare senza mai dimenticare la persona".   ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sostenibilità, Tapella (Uiops): "Promuovere corretta informazione su nutrizione"

(Adnkronos) - "L’indagine di Cittadinanzattiva e Engageminds Hub ha evidenziato con chiarezza che i cittadini chiedono informazioni più chiare e affidabili e che esiste una domanda forte e crescente di trasparenza. Solo una comunicazione basata su dati scientifici e verificabili potrà restituire al consumatore il ruolo attivo e consapevole che merita". Così Vincenzo Tapella, presidente dell’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile a margine dell’evento 'Nutrizione sostenibile e lotta agli sprechi' organizzato ieri a Roma da Cittadinanzattiva Aps.  “Parlare di sostenibilità senza coinvolgere il cittadino in un percorso di consapevolezza significa perdere una parte fondamentale della sfida - ha proseguito Tapella - Troppo spesso assistiamo a campagne di disinformazione che generano allarmismi e decisioni sbagliate. L’esempio dell’olio di palma, demonizzato per anni, è emblematico. Il risultato? Scelte meno sostenibili e un’informazione sempre più confusa. Siamo grati a Cittadinanzattiva per averci coinvolto in questo progetto così rilevante. Promuovere la corretta informazione e sensibilizzare i cittadini su una nutrizione realmente sostenibile è un obiettivo comune che condividiamo pienamente. Il confronto aperto tra istituzioni, scienza, industria e cittadini è la strada giusta”.  “La semplicistica demonizzazione dell’olio di palma non porta necessariamente vantaggi né nutrizionali né in termini di sicurezza o impatto ambientale. Inoltre, grazie alla sua stabilità, l’olio di palma consente di migliorare la shelf life degli alimenti, contribuendo così a diminuire lo spreco alimentare e riducendo la necessità di conservanti”, ha aggiunto. Sul piano ambientale, Tapella ha ricordato che "sostituire l’olio di palma può aumentare la pressione su altri ecosistemi. Un recente studio pubblicato dalla Fondazione EuroMediterranea per i Cambiamenti Climatici Cmcc ha confermato che sostituire l’olio di palma con oli alternativi potrebbe avere conseguenze ambientali non volute, tra cui un aumento della pressione sull’uso del suolo, della deforestazione e delle emissioni di gas serra. Serve un approccio olistico, scientifico e globale ed è cruciale garantire una produzione sostenibile per tutti gli oli vegetali e l’aderenza a standard di certificazione per catene di approvvigionamento sostenibili prive di deforestazione”.  Tapella ha infine ribadito: “Circa il 95% dell'olio di palma che viene importato in Italia è un olio certificato Rspo, è importante che i cittadini ne siano ben consapevoli e comprendano perché è la migliore alternativa per il pianeta e per le persone. Per questo invitiamo le istituzioni e la società civile a lavorare insieme per promuovere una cultura del consumo consapevole”. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sostenibilità, indagine: cittadini attenti a dieta green e allo spreco alimentare

(Adnkronos) - Più di un cittadino su due afferma di seguire un’alimentazione sostenibile, che intende principalmente come attenta alla salute e all’ambiente, mentre fatica a ricondurre ad essa anche gli aspetti etici e sociali. Tuttavia quasi l’80% non conosce la corretta ripartizione calorica di una dieta bilanciata e il 10% non intende cambiare abitudini alimentari, anche se dannose. In tema di spreco alimentare, la maggior parte si dichiara preoccupato per le implicazioni ambientali e sociali: il 50% presta attenzione alla riduzione degli scarti in ambito domestico, percentuale che sale al 56% tra i cittadini attivi (sulla base della conoscenza e partecipazione alle attività di Cittadinanzattiva, sono stati definiti tre cluster: cittadini attivi, mediamente coinvolti e disingaggiati). Sono alcuni dei dati e dei temi che emergono dall’indagine presentata ieri, a Roma, dal titolo 'Nutrizione sostenibile e lotta agli sprechi', realizzata da Cittadinanzattiva con la collaborazione scientifica dell’EngageMinds Hub dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’obiettivo del progetto è promuovere modelli di produzione e consumo sostenibili facendo leva sul cambiamento prima individuale e poi collettivo, evidenziando il valore aggiunto della partecipazione civica attiva e puntando ad aumentare la consapevolezza dei consumatori. Attraverso un questionario online, che ha coinvolto un campione composto complessivamente da 3.978 cittadini - di cui oltre 2.900 attivati tramite i canali fisici e digitali della rete di Cittadinanzattiva e poco più di 1.000 rappresentativi della popolazione italiana generale - sono state esplorate diverse variabili: interessi per la salute, preoccupazione ambientale, comportamenti alimentari, uso delle etichette, fiducia nella comunicazione pubblicitaria e percezione dell’efficacia dell’azione individuale.  I comportamenti quotidiani adottati contro lo spreco riguardano in misura maggiore l’attenzione alle scadenze (63%) e l’acquisto calibrato (49%). Tuttavia, anche tra i soggetti più sensibili permane una bassa conoscenza su soluzioni emergenti, come gli alimenti 'upcycled' - creati recuperando ingredienti o sottoprodotti considerati scarti e trasformandoli in nuovi alimenti di alta qualità - noti solo al 18% del campione (30% nel caso dei cittadini attivi). La comunicazione rivolta ai consumatori gioca un ruolo cruciale: il 40% degli intervistati (61% nel caso dei cittadini attivi) dichiara di aver dubitato della veridicità delle affermazioni pubblicitarie relative alla sostenibilità o ai benefici salutistici dei prodotti alimentari.  Particolarmente significativa la percezione che il consumatore ha rispetto al contributo e al ruolo che potrebbe giocare nell’ambito del sistema agroalimentare: sebbene il 47% si percepisca ancora come attore passivo rispetto all’offerta di prodotti presenti sul mercato, oltre il 70% ritiene di poter incidere con le proprie scelte sull’offerta e sull’impatto ambientale del cibo e contribuire in modo determinante alla riduzione dello spreco alimentare.  Sul piano informativo, le etichette non svolgono un ruolo significativo in quanto solo il 20% degli intervistati dichiara di leggere molto frequentemente le informazioni riportate sulle confezioni degli alimenti durante la spesa (27% nel caso dei cittadini attivi). Chi non lo fa è perché lamenta difficoltà nel capirne il contenuto o impossibilità di leggerle a causa delle piccole dimensioni del carattere. Importante nelle diverse fasi della filiera alimentare è il ruolo dei distributori nella lotta contro gli sprechi: la maggior parte dei consumatori ritiene che i distributori debbano adottare programmi di riduzione degli sprechi alimentari e donazioni (35%), fornire informazioni per ridurli (32%), supportare la raccolta di rifiuti con punti di raccolta (32%) e promuovere prodotti di qualità a impatto zero (32%).  "I risultati della nostra indagine - dichiara Tiziana Toto, responsabile nazionale delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva - evidenziano che i cittadini più attivamente coinvolti hanno una maggiore consapevolezza dei temi trattati, un senso più sviluppato di responsabilità personale e una più marcata disponibilità ad adottare comportamenti virtuosi. Allo stesso modo, i dati mostrano un desiderio di protagonismo da parte dei consumatori e segnalano anche l’esigenza di poter migliorare l’efficacia dei loro comportamenti attraverso campagne specifiche. Per questo pensiamo che sia necessario investire in processi di sensibilizzazione, informazione e coinvolgimento civico. Se puntiamo ad un cambiamento sistemico, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, le istituzioni, le imprese e le organizzazioni civiche hanno il compito comune di creare un contesto in cui il cittadino-consumatore sia non solo destinatario di messaggi, ma vero attore del cambiamento attraverso la partecipazione attiva".  "La sostenibilità sta diventando per i consumatori italiani un criterio di scelta sempre più concreto. La maggioranza dei cittadini si interroga circa le ricadute delle sue scelte di consumo alimentare sull’ambiente, sulla salute e sul benessere animale e riporta l’aspettativa di ricevere maggiori informazioni per percepirsi sempre più efficace nelle proprie decisioni quotidiane. In particolare, le persone che scelgono di aderire ad iniziative di sensibilizzazione e di partecipazione attiva risultano più informate e consapevoli. Si tratta di segnali importanti che ci dicono di una popolazione sempre più critica e desiderosa di una collaborazione autentica con gli attori del sistema agroalimentare al fine di contribuire ad una migliore sostenibilità complessiva della filiera", dichiara Guendalina Graffigna, direttore di EngageMinds Hub. "La sostenibilità richiede innovazione e l’innovazione richiede nuovi prodotti, processi e comportamenti. In molte filiere agroalimentari le aziende e le grandi catene di distribuzione si stanno muovendo nella giusta direzione per attuare i cambiamenti necessari. Cambiamenti che vanno comunicati ai consumatori in maniera adeguata per consentire loro di operare scelte consapevoli e valorizzare, con le proprie decisioni d’acquisto, chi si muove nella giusta direzione", dichiara Carlo Alberto Pratesi, presidente Eiis - European Institute of Innovation for Sustainability.  Il Progetto 'Nutrizione sostenibile e lotta agli sprechi' è realizzato da Cittadinanzattiva, in collaborazione con l’EngageMinds Hub dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e con il contributo non condizionato di Unione Italiana Olio di Palma Sostenibile. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Agsm Aim, crescono utili e dividendi: gruppo si rafforza e amplia l'impegno sul territorio

(Adnkronos) - E' di 28,9 milioni di euro il dividendo per i due soci (18,24 milioni al comune di Verona e 11,56 milioni al comune di Vicenza) a fronte dei 53 milioni di utile netto, quasi 15 milioni di euro erogati in bonus sociali a oltre 70 mila clienti, 5,71 milioni di euro destinati ad art bonus e più di un milione di euro a sostegno di eventi e manifestazioni del territorio. Sono questi alcuni dei dati del Bilancio consolidato e della Rendicontazione consolidata di sostenibilità di Agsm Aim del 2024, presentati il 29 maggio dall’Assemblea dei soci. Novità di quest’anno la rendicontazione di sostenibilità, obbligo introdotto dalla direttiva Csrd che ha altresì inserito i nuovi standard europei Esrs che, insieme alla analisi di doppia materialità, sono in grado di fornire un’accurata descrizione dei risultati conseguiti e degli obiettivi di miglioramento che il Gruppo intende perseguire in ambito ambientale, sociale ed economico. Nel 2024 Agsm Aim ha realizzato investimenti pari a 137 milioni di euro (+17%), destinati principalmente al potenziamento, all’estensione e alla digitalizzazione delle reti elettriche e del gas, alla trasformazione digitale destinata a migliorare i processi a beneficio dei clienti, allo sviluppo di nuovi impianti per la generazione da fonti rinnovabili, all’efficientamento dell’illuminazione pubblica, alla promozione della mobilità elettrica e all’ammodernamento degli impianti e mezzi per la raccolta dei rifiuti. Prosegue anche l’impegno profuso dal Gruppo Agsm Aim verso la transizione energetica, come dimostra l’incremento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili rispetto al 2023 (+28,1%). Grazie ai propri impianti idroelettrici (+76,8% Gwh prodotti rispetto al 2023), eolici e fotovoltaici (+2,4%), nel 2024 Agsm Aim ha prodotto 317,5 GWh di energia elettrica rinnovabile (56,6% del totale, comprensivo della cogenerazione di energia elettrica e calore per il teleriscaldamento). Grazie alla produzione green, il Gruppo Agsm Aim ha contribuito a evitare circa 64 mila tonnellate di CO2 e che sarebbero stata generate e immesse in atmosfera se la stessa quantità di energia fosse stata prodotta utilizzando gas metano. Interessante anche la performance del teleriscaldamento. L’energia termica prodotta e immessa in rete (309,3 GWht) ha visto un incremento del 3,6% nonostante le temperature invernali mediamente più alte registrate nel 2024. Le reti di teleriscaldamento, con una lunghezza di 200 km, sono gestite dalla Bu Calore nelle città di Verona e Vicenza e permettono di servire l’equivalente di 68.935 appartamenti e 140.910 abitanti (dati stimati considerando un’unità abitativa residenziale con superficie commerciale e volumetrica rispettivamente pari a 80 m2 e 224 m3). Sul fronte dei servizi smart e di efficienza energetica, Agsm Aim gestisce 82 mila punti luce (+3,6% rispetto all’esercizio 2023), il 90% dei quali è stato efficientato grazie all’uso di fonti luminose a Led rendendo possibile un elevatissimo risparmio in termini non solo di inquinamento luminoso, ma anche di emissioni di gas serra. Il 2024 è stato caratterizzato anche da significativi investimenti nella mobilità elettrica. Sono 227 i punti di ricarica veloce gestiti da Agsm Aim, in aumento del 28,2% (+50 punti) rispetto al 2023. L’energia erogata dagli impianti di ricarica nel corso dell’esercizio è stata pari a 733 MWh e ha permesso di evitare emissioni per circa 550 tonnellate di CO2e (stima riferita ad autovettura di medie dimensioni con alimentazione diesel). V-Reti si è confermata nuovamente fra gli operatori della distribuzione più virtuosi d’Italia per standard e qualità del servizio erogato grazie alla ridotta durata media delle interruzioni annue e al contenuto numero medio di interruzioni annue per cliente, ampiamente inferiori ai valori/obiettivo definiti dall’Autorità competente. Ne hanno beneficiato tutti i cittadini e le imprese allacciate alla rete di distribuzione dell’energia elettrica e del gas gestita dalla società V-Reti nei comuni di Vicenza, Verona, Grezzana e Treviso (quest’ultima solo rete gas). Sul fronte ambientale, nel 2024 sono state gestite 229,1 mila tonnellate di rifiuti negli impianti di lavorazione del Gruppo, in forte crescita (+32,5%) rispetto al periodo precedente e in coerenza con il piano di sviluppo e i principi di economia circolare a cui Agsm Aim si ispira. Anche la raccolta di rifiuti è cresciuta del 4,6% nei comuni italiani serviti (per complessivi 313,3 mila tonnellate) e, ancor più significativamente, nel comune di Tirana dove sono state raccolte 220,3 mila tonnellate di rifiuti (+139,3%), a seguito dell’estensione del servizio a tutto al territorio comunale a beneficio dei quasi 900.000 abitanti della capitale albanese. Capitolo centrale quello sulle persone che lavorano in Agsm Aim e nelle aziende controllate. L’attenzione ai collaboratori, infatti, è testimoniata dalla stabilità e tutela dell’occupazione per le 2.347 risorse del Gruppo (+529 nuovi ingressi nel 2024), il 98,2% delle quali è assunta con un contratto a tempo indeterminato e che per il 58,5% sono residenti in Veneto. Nel 2024 il Gruppo ha destinato 97 milioni di euro al costo del personale, di cui 85,7 milioni (pari al 88,4%) riferito a collaboratori residenti in Veneto. Ai lavoratori e alle lavoratrici sono state erogate circa 45 mila ore di formazione, registrando un forte aumento di quelle pro-capite rispetto all’anno precedente (+29,7%). Ma è sull’impatto sociale e territoriale che si vede la vocazione civica e distintiva del Gruppo. Nel corso del 2024 Agsm Aim ha erogato bonus sociali per complessivi 14.906 mila euro a beneficio di 70 mila utenti (famiglie o individui bisognosi) per i loro consumi di energia elettrica e a 52 mila utenze per consumi di gas. Anche nel 2024 Agsm Aim ha aperto le porte dei propri impianti di produzione energetica alle scuole del territorio. Sono stati 400 gli studenti che hanno visitato le centrali, tra cui il parco eolico di Rivoli veronese, la centrale di cogenerazione di borgo Trento a Verona, la diga di Chievo e l’impianto idroelettrico di Tombetta, scoprendone le principali caratteristiche. Altri 500 alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado hanno partecipato a laboratori didattici in classe, dove hanno potuto approfondire i temi del riciclo delle materie prime e dei processi energetici. I laboratori hanno impiegato solo materiali di scarto per la realizzazione di piccoli prodotti utili. Nel corso del 2024 la proposta educational di Agsm aim si è arricchita ulteriormente grazie alla pubblicazione del secondo volume delle fiabe “Dorotea e Luigi” intitolato “Il dono di Termos”, che si affianca al primo volume "Il dono di Flò" pubblicato nel 2023. Tramite questa collana di storie illustrate per bambini il Gruppo vuole sensibilizzare i più piccoli sui temi delle energie rinnovabili. Le erogazioni liberali ammontano a 6 milioni di euro e sono state per la maggior parte devolute tramite art bonus (5,7 milioni). Inoltre, sono stati assegnati progetti di sponsorizzazione per finalità sociali, culturali, ambientali, sportive e musicali per ulteriori 1,1 milioni di euro. Per essere veramente vicino al territorio, il Gruppo Agsm aim ha scelto di sostenere principalmente realtà culturali di piccole dimensioni, associazioni sportive amatoriali e di portatori di disabilità, onlus e gruppi che valorizzano le tradizioni locali. Le iniziative sostenute dal Gruppo Agsm aim tutelano e valorizzano il patrimonio storico, culturale e incentivano l’istruzione e la formazione dei giovani e le attività sportive. Tra le principali iniziative sostenute ci sono La Grande Sfida Onlus, LILT Verona, la Pia Società di Don Nicola Mazza, il Festival internazionale dei giochi di strada Tocatì, Verona Piano Festival, Vicenza in festival e Incontro sulla Tastiera. Di particolare rilievo anche il sostegno alle numerose associazioni sportive come Scaligera Basket e Rugby Vicenza. La forte vocazione territoriale del Gruppo si ritrova anche nell’indotto economico (64 milioni di euro) destinato ai circa 840 fornitori con sede nel territorio Veneto (33 milioni ai 470 fornitori di Verona, 18 milioni ai 230 di Vicenza). "I numeri che abbiamo presentato oggi dimostrano che è possibile coniugare solidità economica, attenzione al territorio e impegno verso la sostenibilità. Il risultato record in termini di utili e dividendi va di pari passo con la nostra volontà di generare valore condiviso per le comunità di Verona e Vicenza, attraverso investimenti concreti, sostegno alle realtà locali e servizi sempre più innovativi ed efficienti. Il nostro Gruppo continua quindi a crescere come punto di riferimento energetico e sociale in un contesto di grandi trasformazioni", sottolinea Federico Testa, presidente di Agsm Aim. Questo bilancio, sottolinea Stefano Fracasso, vice presidente di Agsm Aim, "testimonia il ruolo sempre più centrale di Agsm aim nel sostenere lo sviluppo del territorio, non solo attraverso le risorse economiche distribuite ai Comuni soci, ma anche tramite un impegno concreto sul fronte sociale, culturale e ambientale. I bonus sociali, le sponsorizzazioni a favore delle associazioni, i progetti educativi e i servizi per la transizione energetica sono la prova tangibile di una multiutility che vuole essere vicina alle persone, alle famiglie e alle imprese in ogni fase del cambiamento". ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)