Ferrari Amalfi, la nuova Gran Turismo del Cavallino Rampante
(Adnkronos) -
Ferrari Amalfi rappresenta un nuovo capitolo nella storia delle Gran Turismo del Cavallino Rampante. Evoluzione concettuale della Roma, questa berlinetta 2+ con motore V8 biturbo centrale-anteriore ridefinisce i canoni del lusso sportivo. Linee scolpite, proporzioni equilibrate e dettagli raffinati incarnano una sportività elegante, moderna e al tempo stesso funzionale. L’estetica della nuova Ferrari Amalfi nasce da una visione minimalista ma scolpita, dove il colore Verde Costiera esalta il dinamismo della carrozzeria. Il frontale si distingue per l’ampia presa d’aria e l’ala flottante integrata, mentre la coda compatta accoglie uno spoiler attivo capace di variare automaticamente configurazione in base alla dinamica di guida. L’abitacolo adotta la configurazione a doppio cockpit con un nuovo volante fisico e l’iconico tasto di accensione. Il sistema HMI si sviluppa su tre display: un quadro strumenti da 15,6", uno schermo centrale da 10,25” e uno dedicato al passeggero. Tutti i comandi sono progettati per un’interazione intuitiva e immersiva. Al cuore della Ferrari Amalfi pulsa l’ultima evoluzione del V8 biturbo da 3.855 cm³ della famiglia F154. Con una potenza di 640 CV e 760 Nm di coppia, la vettura accelera da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi e raggiunge i 200 km/h in 9 secondi netti. Tecnologie racing come i collettori a lunghezza equalizzata, il sistema twin-scroll e il layout del silenziatore con valvola di bypass proporzionale garantiscono una risposta pronta e un sound Ferrari autentico. Il cambio doppia frizione a 8 rapporti e il carter secco lavorano in sinergia con una gestione ottimizzata della coppia, garantendo fluidità nei passaggi marcia anche nel traffico urbano. L’abitacolo della Ferrari Amalfi esprime un linguaggio moderno e pulito. Plancia, tunnel e portiere si fondono in un unico disegno fluido, arricchito da materiali pregiati, inserti in alluminio e dettagli in fibra di carbonio. I sedili comfort opzionali offrono ventilazione, funzione massaggio con 10 sacche d’aria e cinque programmi selezionabili. L’impianto audio Burmester da 14 speaker e 1.200 Watt trasforma ogni viaggio in un’esperienza sonora immersiva, mentre il sistema MyFerrari Connect consente la gestione da remoto tramite app. Sviluppata attraverso simulazioni CFD e test in galleria del vento, la Ferrari Amalfi integra soluzioni aerodinamiche d’avanguardia. Il diffusore posteriore, i generatori di vortici anteriori e le scarpette aerodinamiche migliorano l’efficienza globale. L’ala mobile posteriore, capace di lavorare in tre configurazioni (LD, MD, HD), genera fino a 110 kg di carico a 250 km/h, con un impatto minimo sulla resistenza aerodinamica. La dinamica veicolo è coadiuvata dal brake-by-wire, dal sistema ABS Evo su tutti i fondi e dal Side Slip Control 6.1, che coordina i controlli dinamici con estrema precisione. Il nuovo EPS ottimizza la stima del grip, migliorando il comportamento anche su fondi a bassa aderenza. La configurazione 2+ aumenta la praticità d’uso: i sedili posteriori possono essere utilizzati per i bambini o per aumentare la capacità di carico. Il sollevatore anteriore, attivabile fino a 35 km/h, agevola il superamento degli ostacoli urbani. Il pacchetto ADAS di ultima generazione include Adaptive Cruise Control, Lane Keeping Assist, Blind Spot Detection e molto altro. La Ferrari Amalfi rappresenta il connubio ideale tra eleganza dinamica, prestazioni elevate e usabilità quotidiana. Una sportiva autentica, raffinata nei dettagli, capace di offrire emozioni in ogni contesto. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Polestar Charge supera il milione di punti di ricarica pubblici in Europa
(Adnkronos) -
Polestar compie un importante passo nella transizione verso la mobilità elettrica espandendo il servizio Polestar Charge a oltre 1 milione di punti di ricarica pubblici in Europa. Una soglia simbolica, che consolida la rete come una delle più capillari del continente, accessibile comodamente da un’unica piattaforma digitale. In Italia, gli utenti possono contare su più di 63.000 stazioni di ricarica pubblica, di cui 4.900 incluse nell’abbonamento Polestar Charge. Quest’ultimo garantisce uno sconto fino al 30% sulle ricariche effettuate presso operatori come Ionity, Electra, Ewiva, Atlante, Becharge e Allego.
La rete integra grandi nomi internazionali, Ionity, Recharge, Fastned, Total, Tesla Superchargers, Allego, e operatori locali, offrendo una copertura ampia e servizi ottimizzati nei mercati in cui Polestar è attiva. Tutto è gestibile da un’unica app, che semplifica ogni fase del processo: dalla localizzazione della colonnina alla pianificazione del tragitto con Google Maps, fino al pagamento. Un aspetto distintivo del sistema è la tecnologia Plug & Charge, ora operativa anche in Europa per Polestar 2 Model Year 2026 e per Polestar 3. Questo sistema consente al veicolo di comunicare direttamente con la stazione abilitata, automatizzando la transazione e rendendo la ricarica ancora più fluida. Elettra Benelli, Market Director di Polestar Italia, ha evidenziato come l’espansione della rete rappresenti un ulteriore passo avanti per rendere sempre più semplice e conveniente l’esperienza di possedere e guidare una Polestar, sia in Italia che all’estero. L’abbonamento Polestar Charge, sviluppato in collaborazione con Plugsurfing, è disponibile in numerosi Paesi europei, tra cui Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. Attivo dal 2020 per i possessori di Polestar 2, il servizio si è progressivamente evoluto fino a diventare un punto di riferimento per chi cerca efficienza, accessibilità e integrazione nell’infrastruttura di ricarica pubblica elettrica. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nuovo Opel Frontera: il nuovo SUV elettrificato spazioso, versatile e accessibile
(Adnkronos) - Efficiente, elettrificato e ricco di idee pratiche, il nuovo Opel Frontera nasce per accompagnare ogni giornata con la massima versatilità. Il design squadrato e pulito non è soltanto un tratto estetico: esalta lo spazio interno, capace di accogliere comodamente cinque persone e i loro bagagli—oppure sette passeggeri nella configurazione opzionale GS (+900 €). Con 4.385 mm di lunghezza e 1.849 mm di larghezza (specchi ripiegati), il Frontera offre 460 l di bagagliaio in assetto standard. Lo schienale posteriore frazionato 60:40 si ripiega a filo, estendendo il volume a circa 1.600 l e generando un vano lungo 1.876 mm e largo 937 mm: abbastanza per valigie, attrezzi o scatole da trasloco, caricabili senza fatica grazie alla soglia a 77 cm da terra. La gamma in Italia parte da 24.900 euro chiavi in mano per la versione ibrida; chi desidera la guida a zero emissioni locali può scegliere Opel Frontera Electric da 29.900 euro. Entrambe le varianti condividono un abitacolo arioso, numerosi vani porta-oggetti e la plancia Pure Panel con infotainment connesso. Chi ha bisogno di ulteriore capacità può sfruttare gli accessori ufficiali: box da tetto di varie dimensioni, portapacchi modulari o borse studiate per organizzare al meglio il carico. Ogni elemento è progettato per integrazione aerodinamica e semplicità d’uso, aumentando volume utile e sicurezza durante il viaggio. In città, in vacanza o su strade sterrate, Opel Frontera dimostra che sostenibilità, praticità e prezzo accessibile possono convivere in un solo SUV.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Defender al fianco degli Oasis nel tour mondiale
(Adnkronos) - Oasis e Defender, due icone della cultura britannica, si ritrovano insieme nella reunion della celebre band: in particolare il marchio di Land Rover sarà l’official automotive partner di Oasis Live ’25 e accompagnerà la band in tutte le 41 date dell'attesissimo tour, in 17 località in dieci paesi, dal debutto da Cardiff, in Galles, venerdì 4 luglio, fino alla chiusura a San Paolo, in Brasile, a novembre. Per l'occasione è stata appositamente commissionata un’opera di street art visibile presso 60 Shudehill, nel Northern Quarter di Manchester. L’imponente opera d’arte di 18,5 m x 11,4 m presenta la Defender OCTA Black, nuova versione del leggendario 4x4 ad alte prestazioni Defender, che sarà lanciata proprio venerdì 4. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Rivoluzione nelle previsioni meteo, Europa lancia satellite sonda geostazionario
(Adnkronos) - Allerte più tempestive e accurate per proteggere vite umane, beni e infrastrutture: l’Europa ha compiuto un passo importante nel rafforzare la propria resilienza agli eventi meteorologici estremi con il lancio con successo del satellite Meteosat di Terza Generazione Sounder 1 (Mtg-S1). Lanciato il 1° luglio 2025, Mtg-S1 fornirà ai servizi meteorologici nazionali europei dati ad alta frequenza su temperatura, umidità e gas traccia nell’atmosfera, permettendo ai meteorologi di rilevare i primi segnali di condizioni estreme, estendere i tempi di preavviso e migliorare le previsioni. “Mtg-S1 fornirà una nuova tipologia di prodotti dati che aiuteranno gli specialisti degli stati membri Eumetsat a rilevare segnali di instabilità atmosferica ancora prima che si formino le nuvole - spiega Phil Evans, direttore generale di Eumetsat - Combinato con i dati dei satelliti di imaging Mtg, offrirà per la prima volta una visione dallo spazio dell’intero ciclo vitale delle tempeste convettive. Questo costituirà un supporto fondamentale per i servizi meteorologici nazionali, contribuendo a salvare vite, ridurre i disagi e rafforzare la resilienza. Gli effetti della crisi climatica non sono una minaccia futura: sono già evidenti in Europa, con tempeste più frequenti, ondate di calore più durature e cambiamenti nei modelli climatici. Mtg-S1 consentirà allerte più tempestive, decisioni di viaggio più sicure, risposte d’emergenza più efficaci e azioni più consapevoli. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile Mtg-S1: ai nostri team presso Eumetsat, agli stati membri, all’Unione Europea, all’Agenzia Spaziale Europea, ai servizi meteorologici nazionali e a tutti i nostri partner industriali e accademici. Questo lancio di successo è una testimonianza della forza della cooperazione europea. Ora guardiamo avanti, verso le prossime fasi e la preparazione del satellite per le operazioni a pieno regime”.
Mtg-S1 è il primo satellite meteorologico sonda geostazionario a sorvolare l’Europa e svolge due missioni principali: lo strumento Infrarossi Sounder e lo spettrometro Copernicus Sentinel-4 Ultravioletti Visibile Vicino Infrarosso dell’Unione Europea. Il Sounder a infrarossi di Mtg-S1 scansionerà ogni 30 minuti quasi 2.000 lunghezze d’onda nell’infrarosso termico per costruire profili verticali di temperatura, umidità e gas traccia. Questi dati saranno fondamentali per individuare rapidamente lo sviluppo di condizioni convettive, rivelando improvvisi cambiamenti nell’instabilità, nell’umidità o nel vento anche prima che si formino le nuvole. Combinato con le immagini dei satelliti di imaging Mtg, offrirà una visione continua del ciclo completo di una tempesta, dall’instabilità iniziale ai fulmini fino alla dissipazione. Le osservazioni di Mtg-S1 miglioreranno anche le previsioni a brevissimo termine (nowcasting), le previsioni giornaliere, i modelli che collegano meteo, qualità dell’aria e clima, oltre al monitoraggio climatico di lungo periodo.
La missione Copernicus Sentinel-4 fornirà dati orari su inquinanti e aerosol - compresi quelli derivanti da incendi boschivi ed eruzioni vulcaniche - che permetteranno agli esperti di monitorare le emissioni, migliorare le previsioni sulla qualità dell’aria e supportare le politiche pubbliche e ambientali. Copernicus è il componente di Osservazione della Terra del Programma Spaziale dell’Unione Europea. “Queste due missioni rivoluzionarie cambieranno il modo in cui prevediamo sia i fenomeni meteorologici estremi che la qualità dell’aria in Europa - spiega Simonetta Cheli, direttrice dei Programmi di Osservazione della Terra dell’Esa - Grazie al lavoro straordinario dei nostri team con Eumetsat, la Commissione Europea e decine di partner industriali europei, possiamo ora guardare a un futuro con previsioni più precise e tempestive su tempeste e inquinamento atmosferico”. “Mi congratulo calorosamente con tutti coloro che hanno partecipato al lancio di Mtg-S1 e Copernicus Sentinel-4, che miglioreranno notevolmente la capacità dell’Europa di monitorare l’atmosfera dallo spazio. Questo successo è un potente esempio di come la cooperazione europea possa fornire dati essenziali a supporto di servizi come il Copernicus Atmosphere Monitoring Service, per proteggere la salute pubblica, rafforzare il monitoraggio ambientale e migliorare la vita in Europa”, aggiunge Christoph Kautz, direttore per le Politiche Spaziali, Osservazione della Terra e Navigazione Satellitare presso la Commissione Europea. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Policlinico Campus Bio-Medico, Vincenzo Denaro confermato direttore scientifico
(Adnkronos) - Dalla chirurgia mininvasiva tramite tecnologia robotica alla medicina rigenerativa con cellule staminali, fino all’utilizzo sempre più diffuso dell’Intelligenza Artificiale. Si tratta solamente di alcune delle principali frontiere che caratterizzano l’evoluzione della ricerca della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico impegnata in questa fase nel percorso di accreditamento come Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) nella disciplina delle patologie dell’apparato locomotore. Un percorso che continuerà a essere coordinato dal professor Vincenzo Denaro che è stato confermato nel suo ruolo di direttore scientifico fino alla fine del 2026. Con questa nomina il Consiglio di Amministrazione ha rinnovato la sua fiducia nei confronti di una figura riconosciuta nel panorama sanitario nazionale e internazionale che, con il suo lavoro, ha fornito un contributo fondamentale allo sviluppo del Policlinico Campus Bio-Medico nei suoi oltre 30 anni di storia. Nella stessa occasione è stato riconfermato anche il professor Umile Giuseppe Longo, responsabile della Traumatologia dello Sport della Fondazione, nella veste di vicedirettore scientifico. Il Policlinico Campus Bio-Medico può contare oggi su oltre 60 unità operative di ricerca e vantare più di 700 studi clinici attivi con oltre 8.000 pazienti coinvolti. I progetti finanziati attraverso bandi competitivi o ricerche commissionate sono più di 60, mentre negli ultimi tre anni il numero di pubblicazioni scientifiche ha superato quota 1.400, di cui oltre 700 solo nel 2024. Ortopedico e accademico di lungo corso, Vincenzo Denaro - ricorda una nota - è primario emerito del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. In passato è stato presidente della Società italiana di chirurgia vertebrale e preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Il suo contributo è stato decisivo per la definizione di un modello avanzato di medicina traslazionale, capace di trasformare gli esiti dell’innovazione tecnologica in soluzioni terapeutiche per i pazienti. Nel ruolo di Direttore Scientifico, il professor Denaro continuerà a portare avanti i programmi di sviluppo scientifici e clinici del Policlinico, in coerenza con la missione della Fondazione, ispirata a un’integrazione profonda tra progresso, cura e centralità della persona. "Questa conferma è per me un grande onore e una grande responsabilità, ringrazio sentitamente il Consiglio di Amministrazione, il Presidente Carlo Tosti e l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Paolo Sormani - ha commentato Denaro -. La ricerca è il cuore pulsante di un policlinico universitario come il nostro, perché contribuisce non solo al progresso scientifico, ma anche alla formazione delle nuove generazioni di professionisti e alla qualità dell’assistenza sanitaria. Il nostro obiettivo resta quello di migliorare concretamente la salute delle persone attraverso la conoscenza e la formazione. Ogni giorno vediamo quanto sia importante portare in corsia i progressi della medicina, in particolare nei campi della chirurgia e della prevenzione". "La conferma del professor Denaro è in linea con la visione che guida la nostra Fondazione, secondo cui la ricerca rappresenta una delle forme più alte di cura" ha osservato il presidente del Policlinico Campus Bio-Medico Carlo Tosti, sottolineando come sia proprio "attraverso l’avanzamento scientifico che possiamo garantire una medicina sempre più vicina alla persona e capace di rispondere con competenza alle grandi sfide del nostro tempo. Nel lavoro del professor Denaro si riflettono i valori fondanti della nostra natura di Teaching and Research Hospital: un sapere che mette la conoscenza al servizio dell’essere umano e del bene comune". "La direzione scientifica svolge un ruolo essenziale nelle attività e nel percorso di sviluppo di un Policlinico come il nostro in cui ricerca, attività clinica e tecnologia avanzata si pongono in stretta correlazione tra loro”, ha aggiunto l’Amministratore delegato e Direttore generale del Policlinico Campus Bio-Medico Paolo Sormani - In questi anni anche grazie al lavoro del professor Denaro, abbiamo rafforzato l’identità del nostro istituto come luogo in cui si generano soluzioni terapeutiche innovative, con impatti concreti sulla qualità di vita dei pazienti. Oggi la sfida si gioca sull’Intelligenza artificiale, sulla medicina rigenerativa e personalizzata, sulla digitalizzazione dei percorsi di cura: ambiti strategici che richiedono competenze solide e una visione lungimirante, che sono sicuro la nostra direzione scientifica continuerà a garantire". In tal senso, la Fondazione - conclude la nota - ha anche annunciato di recente il varo del nuovo Advisory Board scientifico guidato dal Premio Nobel per la Medicina nel 2013 Randy Wayne Schekman. Un organo consultivo composto da sei esperti di fama internazionale in ambito medico-scientifico istituito con l’obiettivo di accompagnare e sostenere i progetti di ricerca, clinici e di innovazione del Policlinico. ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Calderone (Assica): "Con dazi al 10% boom costi per aziende salumi, in 2025 atteso calo export in Usa'
(Adnkronos) - "Noi siamo un Paese che trasforma, per il quale l'export è fondamentale. E quindi qualsiasi spesa aggiuntiva può ridurre i margini. Abbiamo ormai da un paio di mesi negli Stati Uniti il dazio al 10% e si tratta di spese molto alte e complesse per le aziende da assorbire. Le imprese devono incamerare questo aumento, insieme al cambio euro-dollaro che in questo momento non è favorevole. Quindi anche il 10%, che è quello che probabilmente rimarrà, non va bene per le aziende. Per il 2025 ci aspettiamo un calo dell'export di salumi made in Italy, legato anche a un effetto fisiologico per le scorte che sono state fatte non appena è iniziata a circolare la voce sui dazi". Così, con Adnkronos/Labitalia, Davide Calderone, direttore generale di Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi) aderente a Confindustria, che rappresenta uno dei fiori all'occhiello del made in Italy, con 30mila addetti e 900 aziende di trasformazione, fa il punto sugli effetti dei dazi al 10% negli Usa per i salumi italiani. Nel 2024, le esportazioni di salumi italiani verso i Paesi terzi, secondo i dati Assica, hanno raggiunto quota 66.007 tonnellate per un valore di 791,5 milioni di euro, segnando una crescita dell’11,9% in quantità e del 14,2% in valore. A trainare il risultato sono stati in particolare gli Stati Uniti, con arrivi di salumi italiani per 20.188 tonnellate (+19,9%) per 265,1 milioni di euro (+20,4%). E il 2024, sottolinea Calderone, è stato un anno sostanzialmente positivo per il comparto salumi made in Italy visto che "è aumentata la produzione e anche l'export, ma ci sono luci e ombre, visto che abbiamo un mercato interno praticamente saturo". E tornando ai dazi Usa l'attività di Assica è incessante a sostegno delle imprese italiane. "Stiamo facendo il possibile per fare la nostra parte, spiegando all'amministrazione americana che i nostri prodotti in Usa danno anche lavoro, perchè ci sono i commerciali e poi tante aziende che hanno creato stabilimenti di affettamento e confezionamento in Usa. E quindi un dazio per un prodotto che arriva in Usa diventa anche un problema per un'azienda che opera in Usa e paga le tasse nel Paese", sottolinea. Cercare strade alternative agli Usa, spiega Calderone, non è semplice. "Guardare ad altri mercati -spiega- è una frase che si può dire ma poi metterla in pratica non è così scontato. Se si pensa al mondo dei salumi possiamo dire che li facciamo solo noi, con qualche eccezione, e non è semplice questi prodotti nel mondo in popolazioni non abituate. Quindi ci vuole tempo, informazione, promozione, presenza. Ad esempio quello americano è un mercato che sta dando finora soddisfazioni, ma dietro c'è un lavoro di molti anni di investimenti e di impegno per farlo diventare così, con anche ulteriori margini di crescita", sottolinea. E in questi mesi sull'attività e l'export delle aziende continua a pesare la peste suina africana che ha colpito il nostro Paese. "A causa della peste suina africana abbiamo calcolato un mancato export di salumi made in Italy nei Paesi asiatici per 20 milioni di euro al mese, a partire da quando è scoppiata l'emergenza con i primi cinghiali malati nel 2022", sottolinea Calderone. "I Paesi che hanno chiuso all'export per colpa del virus-continua Calderone- sono il Giappone in particolare, la Cina, altri paesi con delle limitazioni, e questo è un problema che persiste ancora oggi. Con il Giappone siamo riusciti a ottenere la riapertura per i prodotti cotti al momento, visto che la cottura inattiva il virus, e stiamo trattando anche per i prodotti a lunga stagionatura che è un altro metodo di inattivare il virus", conclude. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Medici ambiente, 'aumenta età biologica organismo e la pelle è più a rischio'
(Adnkronos) - Le ondate di calore nelle città italiane, unitamente all'incremento dell'inquinamento atmosferico, accelerano l’invecchiamento della pelle e aumentano il rischio di tumori cutanei. A lanciare l’allarme è la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), che con l’innalzamento delle temperature su tutto il territorio nazionale richiama l’attenzione sulla salute della pelle. "Con l’arrivo dell’estate, la pelle si trova in prima linea: è al tempo stesso una barriera protettiva contro i raggi solari e un bersaglio vulnerabile per l’inquinamento atmosferico e il caldo estremo sempre più frequente negli ambienti urbani – spiega Sima - L’inquinamento compromette anche l’equilibrio del microbiota cutaneo, favorendo processi infiammatori e accelerando l’invecchiamento cellulare". "Uno degli studi più autorevoli in materia, pubblicato sul 'Journal of Investigative Dermatology', ha esaminato la pelle di 400 donne tra i 70 e gli 80 anni: i risultati mostrano che coloro che vivevano in aree urbane ad alta esposizione al traffico e al particolato fine (PM2.5) presentavano fino al 20% in più di iperpigmentazioni rispetto a chi risiedeva in zone meno inquinate - ricorda Sima - Un impatto paragonabile a quello del fumo di sigaretta. Anche l’ozono troposferico, un inquinante che si forma prevalentemente nei mesi estivi, è stato correlato a un aumento della profondità e diffusione delle rughe. Uno studio tedesco ha evidenziato come l’ozono degradi i lipidi protettivi della pelle e induca uno stress ossidativo persistente". Il caldo, inoltre, "agisce direttamente sul cosiddetto orologio biologico della pelle: le temperature elevate, sempre più comuni nelle estati cittadine, accelerano i processi d’invecchiamento. Una recente ricerca americana pubblicata su 'Science Advances' nel 2025 ha rilevato che l’esposizione prolungata a giornate molto calde (oltre i 32 gradi) è associata a un invecchiamento biologico precoce: a livello cellulare, chi vive in aree soggette a caldo estremo mostra un’età biologica fino a 14 mesi superiore rispetto a chi vive in zone più fresche", avvertono gli esperti. “I danni estetici rappresentano solo la punta dell’iceberg - sottolinea il presidente Sima, Alessandro Miani - L’invecchiamento cutaneo causato da inquinanti, calore e radiazioni Uv è strettamente connesso all’aumento del rischio oncologico. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre il 90% dei tumori cutanei non melanoma è attribuibile all’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti – sia naturali che artificiali. In Italia, i dati dell’Associazione italiana registri tumori confermano un trend in crescita: nel 2023 sono stati registrati circa 24.000 nuovi casi di melanoma, con un incremento del 20% negli ultimi dieci anni. Il rischio è particolarmente elevato nelle aree urbane soggette a effetto isola di calore e prive di adeguata copertura vegetale”. Cosa possiamo fare, concretamente? Proteggere la pelle non è solo una scelta estetica, ma un vero e proprio atto di prevenzione sanitaria. Ecco le raccomandazioni della Società Italiana di Medicina Ambientale, "valide soprattutto nel periodo estivo: evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore centrali della giornata (dalle 11 alle 16); applicare quotidianamente creme solari ad ampio spettro (Uva, Uvb e con filtri anti-inquinamento), anche in ambito urbano; integrare l’alimentazione con antiossidanti naturali, come vitamine C ed E e polifenoli; privilegiare la frequentazione di aree verdi e alberate, che contribuiscono ad abbassare la temperatura locale e migliorare la qualità dell’aria; monitorare i livelli di ozono e PM2.5 tramite app o bollettini Arpa, evitando attività fisica all’aperto nei giorni critici; l’uso di prodotti dermatologici contenenti prebiotici e postbiotici rappresenta una strategia innovativa, accessibile e scientificamente fondata per preservare la salute della pelle, mantenere un microbiota equilibrato e ridurre i danni da smog". “La pelle è un sofisticato sensore ambientale, ma anche un organo vulnerabile - conclude Paolo Mezzana, chirurgo plastico e Coordinatore Sima per la Regione Lazio - Le evidenze scientifiche ci confermano che vivere a contatto con la natura – anche all’interno delle città – contribuisce a ridurre il carico tossico e favorisce i processi rigenerativi. Integrare verde, acqua, ombra e biodiversità negli spazi urbani non è solo una scelta estetica, ma una vera e propria strategia di salute pubblica”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dopo cancro prostata protesi per deficit erettile 'costa meno di farmaci, va inserita nei Lea'
(Adnkronos) - La disfunzione erettile dopo un tumore alla prostata è un problema che devono affrontare molti uomini e spesso la strada è quella della terapia farmacologica. Ma potrebbe essere meno indicata da un punto di vista di costo-efficacia rispetto all'impianto di una
protesi peniena
di ultima generazione. E' la conclusione a cui sono arrivati i professori Antonio
Aversa e Gabriele Antonini che evidenziano all'Adnkronos Salute "l'inefficienza dei farmaci Pde5i nei pazienti oncologici" e lanciano un appello "per inserire l'impianto protesico nei Lea, Livelli essenziali di assistenza, perché la protesi è più efficace e sostenibile" rispetto alle terapie contro la disfunzione erettile. "Nel nostro Paese - ricordano gli esperti - migliaia di uomini che hanno subito un intervento per tumore della prostata continuano a ricevere trattamenti farmacologici rimborsati dal Ssn per la disfunzione erettile, senza però ottenere benefici clinici significativi. Un paradosso sanitario ed economico che rischia di alimentare costi inutili a carico dello Stato, a fronte di soluzioni chirurgiche più efficaci e durature". "I pazienti con disfunzione erettile su base neurogena, tipicamente dopo prostatectomia radicale, ricevono inibitori della fosfodiesterasi-5 (Pde5i) come Viagra e Cialis in
regime di nota 75, ma in oltre il 40% dei casi abbandonano il trattamento per inefficacia clinica", afferma Antonio Aversa, ordinario di Endocrinologia all'Università Magna Graecia di Catanzaro e direttore del Master in Andrologia clinica. Secondo uno studio pubblicato su 'Translational Andrology and Urology', il costo dell'impianto protesico negli Usa è risultato il più conveniente con un costo di 22mila dollari/10 anni, mentre la terapia farmacologica con Pde5i presentava costi di 53mila dollari/10 anni. "In Italia, nel nostro sistema sanitario, il farmaco è rimborsato a circa 6,30 euro per dose da 20 mg. Considerando un consumo medio di 2 dosi a settimana (40 mg/settimana), ossia la dose riabilitativa necessaria, si arriva a un consumo medio annuale di circa 104 dosi, per un costo complessivo che si aggira sui 655 euro annui - precisa Aversa - Proiettata la spesa su 15 anni, il costo supera i 9.800 euro, che con l'inflazione, arriva tranquillamente a oltre 12mila euro per paziente (considerando la media inflazionistica Istat degli ultimi 15 anni). Inoltre, a questo si aggiunge un tasso di efficacia clinica decisamente insoddisfacente". A supporto di questa visione, Gabriele Antonini, urologo-andrologo e uno dei principali specialisti a livello europeo nell'impianto di protesi peniene idrauliche tricomponenti, sottolinea che "la protesi peniena rappresenta l'unica soluzione definitiva nei casi di disfunzione erettile post-oncologica. Si tratta di un intervento mininvasivo, con accesso infrapubico di soli 2 cm, risolutivo in una singola seduta operatoria, soprattutto se eseguito in centri di altissima specializzazione". Antonini precisa che nei casi di prostatectomia per tumori localmente avanzati, in cui non è possibile risparmiare i fasci neurovascolari, "è indicato eseguire l'impianto protesico contestualmente alla prostatectomia robotica radicale, così come avviene per la mastectomia con ricostruzione mammaria nella donna. È una questione di dignità, salute sessuale e qualità della vita". L'appello dei due esperti è chiaro: "Inserire l'impianto di protesi peniena tra i Lea, per garantire a tutti gli uomini affetti da disfunzione erettile post-oncologica un accesso equo e rimborsabile a questa terapia risolutiva". "Un più ampio ricorso alla chirurgia protesica - conclude Antonini - ridurrebbe anche i costi unitari dei dispositivi, oggi a circa 8.000 euro, ma potenzialmente abbattibili fino a 3.500 come avviene già in Francia grazie alla maggiore diffusione. Più salute, meno spesa, più dignità per il paziente oncologico". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Francobollo per 60 Fondazione Airc, impegno per ricerca oncologica in Italia
(Adnkronos) - Presentato oggi il francobollo dedicato ai 60 anni della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, emesso dal Ministero nell’ambito della serie tematica 'Valori sociali'. La cerimonia si è tenuta presso il Salone degli Arazzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy con delega alla filatelia, Fausta Bergamotto. L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, del mondo della ricerca e della comunità di Airc, riuniti per celebrare l’impegno pluridecennale della Fondazione nel finanziare la migliore ricerca indipendente sul cancro in Italia e per promuovere la cultura della salute e della prevenzione nelle scuole, nelle piazze, nelle aziende e attraverso i mezzi di comunicazione. In un momento storico segnato da crescenti difficoltà per il mondo scientifico – l’impegno continuativo e indipendente di Fondazione Airc al fianco dei ricercatori si è rafforzato anno dopo anno confermandosi un presidio fondamentale per il progresso della ricerca e la formazione di una nuova generazione di scienziati. "Quando l’Airc ha iniziato la propria attività nel 1965, parlare pubblicamente di malattie oncologiche era ancora un tabù, in quanto una diagnosi oncologica era spesso priva di speranza, e il malato e la sua famiglia erano costretti a farsi carico della sofferenza dovuta alla malattia in totale solitudine, senza forme di supporto specialistico e di comprensione sociale - ha dichiarato, in apertura dei lavori Fausta Bergamotto, sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy con delega alla filatelia - Airc ha contribuito fattivamente in questi decenni a risultati molto incoraggianti. Un merito sociale nei confronti del nostro Paese che, in virtù della mia delega anche in ambito filatelico, ho deciso di comune accordo con il Ministro di riconoscere con un monumento indelebile, qual è l’emissione fila-telica che a breve andremo a disvelare, e per la cui realizzazione e supporto ringrazio l’Istituto Poligra-fico e Zecca dello Stato e Poste Italiane". "Il primo luglio per Airc è una data importante, perché proprio in questo giorno, sessant’anni fa, venne costituita l’Associazione Italiana per la Promozione delle Ricerche sul Cancro, diventata poi Fondazione Airc per la ricerca sul cancro Ets. Oggi Airc rappresenta il primo polo privato di finanziamento della ricerca indipendente sul cancro in Italia. Una responsabilità che sentiamo molto forte, consapevoli che il 70% della ricerca competitiva in Italia è sostenuta dalla nostra Fondazione. L’emissione di questo francobollo è un riconoscimento importante perché vuole celebrare l’impegno di una comunità compo-sta da migliaia di persone – ricercatori, volontari e sostenitori – che in sessant’anni hanno contribuito a trasformare la ricerca sul cancro da sogno pionieristico a solida realtà scientifica, competitiva a livello internazionale – dichiara il Presidente di Fondazione Airc, Andrea Sironi. Dalla sua nascita, Airc ha destinato oltre 2,5 miliardi di euro alla ricerca competitiva, contribuendo a risultati concreti: oggi il 50% delle persone colpite da tumore guarisce, recuperando la stessa aspettativa di vita di chi non si è ammalato". A rappresentare gli oltre 5.400 medici e ricercatori sostenuti dalla Fondazione, e coerentemente con l’illustrazione del francobollo, è intervenuta la dottoressa Lisa Salvatore, medico oncologo presso il Policlinico Gemelli e titolare di un My First Airc Grant. "Essere qui oggi significa moltissimo per me. È un vero onore - ha detto Salvatore - poter rappresentare tutti i ricercatori e le ricercatrici sostenuti dalla Fondazione, per i quali AIRC è un punto di riferimento prezioso: non solo finanzia le nostre ricerche, ma ci incoraggia ogni giorno a dare il meglio". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










