Corridoio economico Italia-Arabia Saudita: siglato MOU da 500 miliardi di dollari per le imprese italiane
(Adnkronos) - Un’importante intesa strategica è stata siglata tra la Saudi Export–Import Bank (Saudi EXIM) e la MS Desk Italy – Saudi Italian Business Chamber Association, definendo un nuovo e significativo corridoio economico tra Roma e il Regno. L'atto formale, concretizzato attraverso un Memorandum of Understanding (MOU), garantisce alle imprese italiane l’accesso diretto a un mercato stimato in oltre 500 miliardi di dollari di investimenti programmati entro il 2030, pilastro della Vision 2030 saudita. L’alleanza si configura come uno dei passi economici più rilevanti dell’anno nelle relazioni bilaterali, consolidando il ruolo dell’Italia come partner strategico nella fase di profonda trasformazione industriale del Regno. L'architettura finanziaria dell'accordo prevede l'immediata attivazione di linee di credito dedicate ammontanti a 1,2 miliardi di dollari, con la possibilità di un ampliamento futuro legato all’andamento della domanda. Il meccanismo finanziario è stato studiato per ridurre drasticamente il rischio operativo per gli esportatori e gli investitori italiani. A tal fine, la Saudi EXIM Bank metterà a disposizione strumenti finanziari e assicurativi in grado di offrire coperture fino al 90% dell’esposizione. Questo elemento rappresenta un vantaggio competitivo fondamentale, facilitando l'inserimento delle aziende italiane nei grandi tender sauditi in una fase in cui il Regno sta investendo complessivamente oltre 3.000 miliardi di dollari nella diversificazione della propria economia. L’efficacia dell'accordo è potenziata dalla presenza strutturata di MS Desk Italy sul territorio nazionale. L'associazione fungerà da interfaccia operativa, garantendo alle imprese interessate un supporto continuo essenziale per la navigazione del complesso mercato saudita: assistenza tecnica, relazioni istituzionali, selezione delle opportunità, preparazione ai tender e coordinamento diretto con gli stakeholder sauditi. I flussi di investimento non si limitano all'entità monetaria, ma si concentrano su aree di sviluppo strategico con un alto potenziale di crescita. Le opportunità di rendimento per le imprese italiane sono infatti stimate in una forbice tra il 12% e il 16% nei primi tre anni di attività e risultano specificamente indirizzate verso settori ad alto valore aggiunto. Tali ambiti includono la manifattura avanzata e il design industriale, cruciali per la diversificazione produttiva saudita, le tecnologie per l’efficienza energetica e la produzione di Idrogeno Verde, in linea con gli obiettivi di sostenibilità. Completano il quadro l'agroalimentare premium e la progettazione e realizzazione di smart city, aree in cui l’eccellenza e il know-how italiano possono giocare un ruolo di primissimo piano. L'interesse primario è rivolto ai mega-progetti in corso, come NEOM, Red Sea Development e Diriyah Gate, dove è prevista una sensibile crescita della partecipazione italiana. Le prime missioni imprenditoriali congiunte sono attese già nei prossimi mesi.
Giuseppe Lepore, Presidente di MS Desk Italy – Saudi Italian Business Chamber Association, ha evidenziato la portata storica dell'intesa: “Questo accordo segna un passaggio storico per le imprese italiane. Per la prima volta avranno accesso diretto a strumenti finanziari strutturati con un attore internazionale della portata di Saudi EXIM Bank. Non si tratta soltanto di facilitare l’export, ma di un nuovo modello di cooperazione industriale che permette alle aziende italiane di inserirsi nei progetti della Vision 2030 come protagoniste. Le opportunità sono eccezionali: se il sistema Italia saprà coglierle, potremo generare un impatto economico senza precedenti.” L’MOU rafforza un ponte strategico che amplifica la proiezione internazionale delle imprese italiane nei mercati ad alta crescita del Golfo Persico.
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Fortnite incontra Kill Bill in un episodio mai visto nel film
(Adnkronos) - Fortnite non è nuovo ai crossover titanici. L’attuale stagione dominata dai Simpson ha già dimostrato quanto lontano possa spingersi l’immaginario del battle royale di Epic Games. Ma il colpo di scena che si profila all’orizzonte per il Capitolo 7 è qualcosa che travalica ogni logica: Kill Bill sta entrando nel gioco, e non con un semplice set di skin. Fortnite sarà il luogo in cui verrà (finalmente) raccontato un pezzo di storia mancante del film di Tarantino. La miccia si accende da un poster promozionale del prossimo capitolo: l’immagine mostra Gogo Yubari e The Bride, mentre le parole “The Lost Chapter: Yuki’s Revenge” campeggiano sopra il logo di “Fortnite After Dark”. La scelta non è casuale. “Yuki’s Revenge” è un capitolo scritto da Tarantino per Kill Bill Vol. 1 ma mai girato. Nella sceneggiatura originale avrebbe introdotto Yuki, la sorella di Gogo Yubari, pronta a vendicare la morte di quest’ultima dando la caccia a The Bride. La situazione si è fatta ancora più surreale quando Quentin Tarantino e Uma Thurman sono comparsi ieri a un evento, posando davanti a un enorme banner di Fortnite e alla replica della Pussy Wagon. Una scena che ha il sapore del delirio collettivo, soprattutto perché nessuno sa esattamente che cosa sia stato presentato: resta il dubbio se il misterioso capitolo sia stato effettivamente girato o se sarà parte dell’annunciata sequenza animata di sette minuti che accompagnerà la riedizione cinematografica. Resta il nodo centrale: dove e come verrà raccontata questa “Lost Chapter”? Fortnite potrebbe integrarla in una missione narrativa o trasformarla in un evento live sugli schermi interni all’isola. Di certo arriveranno skin, personaggi e una generosa quantità di katane. Epic Games svelerà il tutto il 29 novembre alle 20 ora italiana.
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Call of Duty: Black Ops 7, la recensione
(Adnkronos) - La saga di Black Ops ha sempre occupato un posto speciale nel cuore dei fan per la sua capacità di intrecciare narrazioni fantapolitiche a derive psicologiche surreali, e Black Ops 7 non fa eccezione, confermando la volontà di Treyarch di esplorare i confini della mente umana in contesti di guerra. Ambientato nel 2035, il gioco funge da sequel diretto degli eventi di Black Ops 2, proiettandoci in un futuro distopico a dieci anni dalla morte di Raul Menendez, dove la società è tenuta sotto scacco dalla corporazione tecnologica The Guild. Il protagonista è nuovamente David Mason, questa volta interpretato da Milo Ventimiglia che sostituisce lo storico Rich McDonald, affiancato da una squadra "Specter One" che mescola vecchie glorie come Mike Harper e nuovi volti come la letale Leilani Tupuola. Nonostante le premesse intriganti e il ritorno di un'atmosfera allucinatoria in cui la paura viene usata come arma tramite la sostanza chimica Cradle, la narrativa inciampa a causa di un antagonista principale, la CEO Emma Kagan, che risulta essere una figura piatta e priva di quel carisma minaccioso che ci si aspetterebbe da un cattivo di questo calibro, sprecando il talento dell'attrice Kiernan Shipka. L'esperienza della campagna si distingue per una struttura ibrida che tenta di modernizzare la formula classica, sebbene con risultati alterni. Treyarch ha puntato tutto sulla cooperativa a quattro giocatori, una scelta che porta con sé conseguenze strutturali pesanti, come l'obbligo di essere sempre online e l'impossibilità di mettere in pausa il gioco anche durante le sessioni in solitaria. Sebbene sia possibile affrontare la storia da soli, godendo appieno dei momenti più scriptati e delle sequenze oniriche che richiamano i traumi passati di Frank Woods, l'assenza di una selezione manuale della difficoltà rappresenta un compromesso discutibile; il gioco scala la sfida in base al numero di partecipanti, ma in solitaria l'intelligenza artificiale nemica può risultare soverchiante, costringendo il giocatore a un uso smodato dei kit di auto-rianimazione. Le missioni oscillano tra i classici corridoi lineari, dove la regia di Treyarch brilla per tensione e spettacolarità, e nuove sezioni open-world ambientate nella mappa di Avalon. Queste ultime, purtroppo, appaiono spesso come riempitivi poco ispirati che ricordano troppo da vicino le meccaniche di Warzone, diluendo il ritmo narrativo con obiettivi di saccheggio che poco aggiungono alla drammaticità della trama. Una volta completata la storia, il gioco confluisce naturalmente nell'Endgame, una modalità sandbox PvE che utilizza la stessa mappa di Avalon e funge da ponte per i contenuti stagionali. Ispirata alle meccaniche di estrazione viste in DMZ e nella modalità Zombi di Modern Warfare 3, questa sezione propone un gameplay ad alto rischio in cui squadre di giocatori devono completare obiettivi e sopravvivere per estrarre il bottino. Sebbene al lancio la mappa possa sembrare a tratti vuota e l'intelligenza artificiale mostri comportamenti altalenanti, alternando una mira infallibile a errori grossolani, l'Endgame offre un potenziale enorme per la cooperazione e il livellamento delle armi. È qui che il concetto di progressione condivisa mostra il suo valore: ogni punto esperienza e ogni accessorio sbloccato nella campagna o nell'Endgame viene trasferito direttamente nel multiplayer e nella modalità Zombi, creando un ecosistema unificato che premia il tempo investito dal giocatore in qualsiasi modalità. È però nel comparto multigiocatore che Black Ops 7 sembra aver trovato la sua forma migliore, rispondendo alle critiche di stanchezza del franchise con un design delle mappe e un sistema di movimento decisamente rinvigoriti. Abbandonando le ambientazioni anni '90 per un futuro hi-tech, il multiplayer introduce un nuovo sistema di movimento arricchito dalla possibilità di effettuare salti sui muri, una meccanica che aggiunge verticalità e nuove linee di tiro. Infine, la modalità Zombi tenta di scuotere le fondamenta della sopravvivenza a ondate con la mappa più grande mai realizzata per questa tipologia di gioco. Dall'atmosfera cupa e opprimente, la mappa è strutturata come un percorso stradale a forma di otto da attraversare a bordo di un veicolo speciale. Questa dinamica trasforma il ritmo della partita, costringendo i giocatori a proteggere e riparare il mezzo mentre respingono ondate di nuovi nemici.
Formato: PC (versione testata), PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series Editore: Activision, Koei Tecmo Sviluppatore: Treyarch, Raven Software, Infinity Ward Voto: 8
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L’Europa allenta la presa sulla burocrazia nell'hi-tech
(Adnkronos) - Dopo anni trascorsi a ergersi come il baluardo della regolamentazione tecnologica globale, l’Unione Europea fa un passo indietro. La Commissione ha presentato una proposta che rivede profondamente il GDPR e ammorbidisce alcune delle norme dell’AI Act, nel tentativo dichiarato di snellire la macchina normativa e rianimare un’economia che fatica a tenere il ritmo dell’innovazione americana e cinese. Una mossa che arriva dopo pressioni insistenti da parte dei colossi tecnologici e del governo statunitense. Il cuore della revisione tocca quello che per anni è stato il simbolo della rigida postura europea: il GDPR. La Commissione vuole facilitare la condivisione di dati personali sotto anonimato e pseudonimo, aprendo la porta a un utilizzo più ampio da parte dell’industria, incluse le società che sviluppano modelli di intelligenza artificiale. Proprio l’IA diventa infatti la cartina di tornasole di questa nuova stagione normativa: sarà possibile usare dati personali per addestrare i modelli, purché restino rispettati gli altri obblighi del regolamento. Una formula che, sulla carta, punta a sostenere la competitività europea senza scalfire la protezione degli utenti. Parallelamente, l’AI Act, entrato in vigore nel 2024, ma con molte parti ancora in attesa di applicazione, viene alleggerito. Le norme destinate ai sistemi considerati “ad alto rischio”, inizialmente previste per l’estate del prossimo anno, slittano in avanti fino a quando non saranno pronti gli standard tecnici necessari. Un rinvio che concede respiro alle aziende, ma che per gli osservatori più critici suona come un compromesso al ribasso. Per gli utenti europei, il cambiamento più tangibile potrebbe essere quello che riguarda i banner dei cookie: il simbolo più visibile e odiato del GDPR. Le nuove regole ridurranno drasticamente la comparsa dei pop-up, lasciando che siano i browser a gestire in modo centralizzato molte preferenze. Una semplificazione che, paradossalmente, mette d’accordo quasi tutti. Nel pacchetto digitale, ribattezzato Digital Omnibus, confluiscono anche altre modifiche: meno burocrazia per le piccole imprese chiamate a documentare i loro sistemi IA, un’interfaccia unica per segnalare incidenti di cybersicurezza e un ruolo più centrale dell’AI Office europeo nel coordinare la supervisione. Ora la proposta passa nelle mani del Parlamento europeo e dei 27 Stati membri, dove servirà una maggioranza qualificata per procedere. Un percorso lungo, accidentato, e che potrebbe trasformare ancora una volta il testo. Non a caso, le bozze trapelate hanno già acceso la protesta di associazioni per i diritti digitali e di diversi eurodeputati, convinti che Bruxelles stia cedendo alla pressione di Big Tech. E le pressioni, negli ultimi mesi, non sono mancate: dai giganti americani dell’IA fino al governo Trump, passando per figure interne di grande peso come Mario Draghi, che hanno chiesto con insistenza un semplificazione normativa per rilanciare la competitività dell’UE. Per molti, questa revisione rappresenta un tentativo di recuperare terreno in una corsa tecnologica dominata da Stati Uniti e Cina, dove player come DeepSeek, Google e OpenAI dettano ormai l’agenda globale.
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Gruppo Cap: accordo con associazioni consumatori per gestione segnalazioni
(Adnkronos) - Gruppo Cap, la green utility che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, ha siglato un accordo di collaborazione con le associazioni dei consumatori per la gestione informale delle segnalazioni degli utenti. L'intesa nasce dalla volontà di rafforzare il dialogo con le organizzazioni che tutelano i diritti dei cittadini, creando un canale operativo diretto che consenta di affrontare e risolvere le problematiche in modo tempestivo, prima di ricorrere alle procedure formali di conciliazione. L'accordo prevede che le associazioni dei consumatori possano trasmettere le segnalazioni ricevute dai cittadini attraverso un canale a loro dedicato, gestito dall'Ufficio sostenibilità di Gruppo Cap. Una volta ricevuta la richiesta completa di tutte le informazioni necessarie, l'azienda si impegna a fornire una risposta scritta entro 15 giorni. Questo meccanismo non sostituisce i canali ufficiali previsti dalla normativa, né limita in alcun modo il diritto degli utenti di attivare la procedura di conciliazione, che rimane sempre praticabile secondo quanto stabilito dalle norme di settore. L'accordo rappresenta uno strumento operativo di confronto collaborativo, che le parti si impegnano a monitorare e aggiornare nel tempo per migliorarne l'efficacia. Gruppo CAP organizzerà infatti almeno un incontro all'anno con le associazioni firmatarie -Federconsumatori Regionale Lombardia Aps, A.i.Con. Lombardia Aps, Movimento consumatori nuovo comitato regionale lombardo Aps, Casaconsum Lombardia, Assoutenti Lombardia Aps, Codici Lombardia, U.di.Con. Lombardia, Unione nazionale consumatori Lombardia, Coniacut, Adiconsum Milano e Lombardia, Confconsumatori Lombardia Aps, Acu-Associazione consumatori utenti, Casa del consumatore Aps, Adoc Lombardia, Altroconsumo, Cittadinanzattiva Lombardia Aps, Movimento difesa del cittadino, Lega consumatori, Codacons Lombardia- per mantenere vivo il dialogo su tematiche prioritarie e condividere best practice utili. L'obiettivo è rendere più efficiente la risoluzione delle criticità, riducendo tempi e complessità nell'interesse sia dei consumatori sia dell'azienda, in un'ottica di apertura, trasparenza e miglioramento continuo della relazione con i cittadini. "Questo accordo testimonia la nostra volontà di costruire un rapporto sempre più solido e trasparente con chi rappresenta i cittadini -ha dichiarato Yuri Santagostino, Presidente di Gruppo Cap-. Crediamo fortemente nel valore del dialogo preventivo e nella collaborazione con le associazioni dei consumatori, che svolgono un ruolo fondamentale nella tutela dei diritti degli utenti. Con questa iniziativa vogliamo dimostrare che è possibile affrontare le problematiche in modo costruttivo, mettendo al centro le esigenze dei cittadini e la qualità del servizio". "L'apertura di un canale ancora più diretto con le associazioni dei consumatori rappresenta un passo concreto verso una gestione più efficace e condivisa dei reclami", le parole di Matteo Colle, direttore relazioni esterne e sostenibilità di Gruppo Cap. "Il nostro obiettivo è semplificare i processi e ridurre i tempi di risposta, garantendo al contempo il massimo rispetto per i diritti dei consumatori. Questo accordo non è un punto di arrivo ma l'inizio di un percorso di collaborazione strutturata, che intendiamo consolidare attraverso il confronto costante e il monitoraggio dei risultati". Tutte le informazioni trattate nell’ambito dell’accordo saranno gestite nel pieno rispetto del Regolamento (Ue) 2016/679 (Gdpr) e della normativa italiana in materia di protezione dei dati personali.
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Design: Assobagno, bagno sempre più spazio centrale della casa e del benessere personale
(Adnkronos) - Il bagno si conferma sempre più come uno spazio centrale della casa e del benessere personale. Non è più percepito come un ambiente puramente funzionale, ma come un luogo dedicato alla cura di sé e alla qualità della vita quotidiana. È quanto emerge dal 'Bathroom Design Monitor 2025', la ricerca condotta da Niq-GfK Italia per Assobagno di FederlegnoArredo, che ha coinvolto tremila consumatori in Italia, Francia e Germania, tutti impegnati in una recente ristrutturazione del bagno o intenzionati a realizzarla nei prossimi 18 mesi. Oltre la metà degli intervistati - 54% a livello europeo e 57% in Italia - considera il bagno il fulcro del benessere domestico: un ambiente in cui si investe, non solo economicamente, per ottenere qualità, estetica e funzionalità. Non a caso, il percorso d’acquisto si rivela sempre più informato e articolato. Il negozio fisico si conferma in ogni caso protagonista assoluto: il 90% degli acquisti avviene ancora in negozio/punto vendita, dove la competenza del personale è essenziale per la decisione finale. Parallelamente, cresce la quota di consumatori che integra canali fisici e digitali: un pubblico esigente, ma che rappresenta una grande opportunità per le imprese che si dimostrano capaci di integrare al meglio mondo fisico e digitale. La presentazione dei risultati della ricerca si è svolta nell’ambito di una giornata organizzata da Assobagno, che ha ospitato anche una tavola rotonda dedicata al tema della distribuzione. Al confronto hanno partecipato Maurizio Lo Re (presidente Angaisa), Ferdinando Napoli (Ceo & co-founder Archiproducts) e Tommaso Moroni (direttore generale Arky powered by Leroy Merlin), in un dialogo coordinato dal giornalista Filippo Poletti, LinkedIn Top Voice. “Il Bathroom Design Monitor nasce per offrire agli operatori strumenti concreti per interpretare l’evoluzione dei comportamenti d’acquisto. La ricerca mostra un consumatore più informato e consapevole, che si muove con naturalezza tra fisico e digitale. Il punto vendita resta un riferimento essenziale, ma la decisione inizia molto prima, online. Per aziende e distribuzione significa garantire coerenza, competenza e servizio lungo tutto il percorso”, afferma Elia Vismara, presidente di Assobagno di FederlegnoArredo. Il fatturato alla produzione del Sistema Arredobagno si attesta intorno ai 4,2 miliardi di euro, secondo i Consuntivi del Centro Studi di FederlegnoArredo. Francia e Germania si confermano i principali sbocchi esteri, ciascuno con circa 260 milioni di euro di valore, pari a più del 15% dell’export. Il mercato interno, stabile, rappresenta il 60% del totale. In questa cornice, la proroga dei bonus edilizi e del bonus mobili fino al 2026 incentiva l’investimento nel bagno come spazio di benessere e facilita l’accesso a prodotti di qualità made in Italy. La ricerca evidenzia un consumatore moderno, informato, in cerca di ispirazioni e soluzioni personalizzate, che affronta l’acquisto dell’arredobagno come un processo attento, che spesso prevede l’integrazione di diversi canali (sia fisici che digitali) nella raccolta di informazioni e nella finalizzazione dell’acquisto. Il 97% dei consumatori europei si informa prima di acquistare e il 44% lo fa online, una pratica ormai trasversale a tutte le fasce d’età. I principali strumenti utilizzati sono motori di ricerca (64%), siti e app dei retailer (58%) e dei produttori (48%). In Italia spicca il ruolo di architetti e designer (28%) e delle riviste specializzate (29%), mentre in Germania l’online risulta ancora più determinante (49%). Il negozio fisico resta il canale predominante negli acquisti di arredobagno: il 90% dei consumatori europei acquista infatti in negozio. La quota di consumatori che nell’ultima ristrutturazione hanno acquistato sia in negozio che on-line tuttavia è molto significativa - 41% in Europa, 37% in Italia, 50% in Germania - confermando l’importanza, da parte delle aziende, di adottare una strategia multicanale. In Italia, il personale del punto vendita è il principale fattore che guida le scelte: competenza tecnica e capacità di ascolto sono determinanti per costruire fiducia. L’online - recensioni ed esperti - viene consultato, ma incide meno sulla decisione finale. L’88% ha acquistato offline e l’84% prevede di farlo anche in futuro. L’e-commerce cresce (21% ha acquistato online, 41% lo farà), ma converte solo in parte le intenzioni, confermando solidità e valore del punto vendita. I consumatori cercano funzionalità e robustezza, con grande attenzione alla durata dell’investimento. Completano il quadro design e qualità costruttiva, elementi chiave nella scelta del prodotto.
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Natale, torna a Roma il Festival Panettone Maximo
(Adnkronos) - Si terrà domenica 30 novembre, dalle ore 11.00 alle ore 20.30, presso il Salone delle Fontane (via Ciro il Grande 10 - Roma Eur), la VII edizione di Panettone Maximo, festival nazionale del panettone artigianale, ideato da Fabio Carnevali e organizzato dalla E20 Events Factory e Ristoragency, con il contributo della presidenza della Regione Lazio e dell’Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio) e il patrocinio dell’assessorato ai Grandi Eventi del Comune di Roma. Panettone Maximo rappresenta ormai non solo il più grande evento nazionale dedicato ai grandi lievitati ma un appuntamento imperdibile del periodo natalizio. Del resto i numeri sempre crescenti delle precedenti sei edizioni stanno a testimoniarlo e l’ultima, tenutasi lo scorso 1 dicembre al Salone delle Fontane, è stato un successo, con circa 4.000 presenze. “Oggi il Panettone artigianale sta vivendo una popolarità straordinaria, tutti lo vogliono. Panettone Maximo ha una formula vincente perché unisce il contest alla degustazione dei panettoni in gara e tante altre tipologie non in gara - spiega l’organizzatore Fabio Carnevali - e di tante altre eccellenze enogastronomiche in degustazione agli oltre 70 banchi di assaggio provenienti da tutta Italia, gli show cooking con pastry chef iper stellati e il Christmas Village dedicato ai più piccoli. Insomma, Panettone Maximo può essere considerato a tutti gli effetti l’unico evento di Natale a Roma che unisce veramente adulti e bambini”. Accederanno alle pre-finali, che si terranno lunedì 24 e mercoledì 26 novembre, tutte le 48 pasticcerie e forni iscritte al contest provenienti da ogni regione d’Italia. Qui le due giurie (in versione ridotta rispetto a quelle del 30 novembre) avranno il non facile compito di valutare i 96 panettoni - 48 per il panettone tradizionale e 48 per il panettone al cioccolato - e decretare i 20 finalisti per ogni categoria che saranno poi al vaglio della giuria domenica 30 novembre nel corso dell’evento finale al Salone delle Fontane. Prenderanno comunque parte all’evento del 30 novembre tutte le 48 pasticcerie e forni iscritte al contest. La giuria sarà inoltre chiamata a valutare i lievitati in gara per il premio 'Panettone Gourmet', creati da chef stellati e grandi pizzaioli. Ma solo tre di loro finiranno sul podio il 30 novembre. L’assegnazione dei premi speciali 'Miglior packaging', 'Miglior comunicazione digitale' e 'Premio stampa estera' sarà frutto della valutazione di specifiche e competenti giurie; il 'Premio del pubblico' delle votazioni del pubblico intervenuto. Anche quest’anno, per la seconda volta, ci sarà l’assegnazione del premio per il 'Miglior Panettone Gourmet' tra i 10 concorrenti in gara di una selezione di chef stellati e pizzaioli 'tre spicchi'.
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MegaZeraora: il Pokémon fulmirapido debutta in Leggende Pokémon: Z-A – Megadimensione - Il video
(Adnkronos) - The Pokémon Company International, per mezzo di una nota ufficiale, ha svelato ufficialmente MegaZeraora, una Megaevoluzione mai vista prima del Pokémon misterioso Zeraora, che farà il suo debutto nel pacchetto di contenuti scaricabili a pagamento (DLC) Leggende Pokémon: Z-A – Megadimensione. L'introduzione di MegaZeraora rafforza l'impegno verso l'espansione delle dinamiche di gioco e introduce un nuovo livello di potere nel roster disponibile.La Megaevoluzione ha potenziato drasticamente le capacità di Zeraora, trasformandolo in un concentrato di energia elettrica senza precedenti. Il corpo di MegaZeraora è ora in grado di immagazzinare una carica elettrica pari a dieci fulmini. L'accumulo di questa energia si manifesta in specifiche protuberanze situate sulla fronte, sul petto, sulla schiena e sul dorso delle mani, punti che emettono costantemente un fascio di luce azzurro pallido. Ecco il video di presentazione Di seguito le specifiche ufficiali del nuovo Pokémon: Categoria: Pokémon Fulmirapido Tipo: Elettro Altezza: 1,5 m Peso: 44,5 kg Data di Rilascio e Risorse Ufficiali MegaZeraora sarà disponibile in esclusiva per i possessori dei contenuti scaricabili Leggende Pokémon: Z-A – Megadimensione, il cui lancio è previsto per il 10 dicembre 2025. Il DLC sarà compatibile sia con le console Nintendo Switch che con la più recente Nintendo Switch 2.
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COP30: l’Italia lancia i “Territori Viventi”, un nuovo paradigma di resilienza climatica
(Adnkronos) - La Conferenza delle Parti sul clima ospita la presentazione di una proposta italiana ambiziosa e strategica: il modello dei "Territori Viventi". L’iniziativa mira a ridefinire in modo innovativo il rapporto tra natura, infrastrutture e comunità, proponendo un paradigma capace di rendere le aree geografiche italiane più resilienti, adattive e prosperanti di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici. La forza del progetto risiede nella sua alleanza istituzionale trasversale. L'iniziativa, promossa da RemTech Expo, vede la partecipazione congiunta di realtà cruciali per la gestione e lo sviluppo nazionale: RSE – Ricerca sul Sistema Energetico, Regione Friuli Venezia Giulia, Regione Umbria, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), ARPA e OICE – Aavanzate ssociazione delle Organizzazioni di Ingegneria e Consulenza Tecnico-Economica. Questo fronte comune conferisce solidità tecnica e profondità strategica al modello, che ambisce a diventare un riferimento a livello europeo. Il modello dei Territori Viventi si fonda sulla necessità di superare gli interventi emergenziali in favore di una strategia integrata basata sulla prevenzione e l'innovazione.
Silvia Paparella, Direttore Generale di RemTech Expo, ha sottolineato la portata della proposta: "Il modello dei Territori Viventi rappresenta un salto culturale e operativo nella gestione del territorio. Non è un progetto di RemTech Expo, è un progetto del Paese. Lavoriamo insieme a regioni, enti tecnici, agenzie ambientali e al Ministero per proporre una visione che unisce rigenerazione degli ecosistemi, innovazione infrastrutturale e qualità della vita. Mai come oggi la forza sta nella collaborazione." La partecipazione congiunta alla COP30 rafforza la credibilità internazionale dell’approccio: le Regioni portano esperienze concrete di gestione del rischio; ARPA e RSE forniscono competenze nel monitoraggio ambientale e nello sviluppo tecnologico; OICE rappresenta la filiera dell'ingegneria necessaria per la traduzione operativa. Il paradigma proposto mira a superare la storica contrapposizione tra sviluppo economico e tutela ambientale, suggerendo una governance che capitalizza sui servizi ecosistemici. Gli strumenti fondamentali per aumentare la resilienza e la vivibilità dei territori sono l'integrazione di monitoraggio continuo, la digitalizzazione e la rinaturalizzazione. In un contesto in cui gli eventi climatici estremi si moltiplicano, il modello spinge verso una strategia che parte dalla prevenzione e si basa sull'innovazione scientifica. "La forza di questa iniziativa è la coralità,» ha ribadito Paparella. "Solo mettendo insieme le competenze delle regioni, degli enti tecnici, delle agenzie ambientali, della ricerca e della filiera professionale possiamo costruire territori davvero capaci di adattarsi al futuro." La Conferenza delle Parti a Belém segna l'avvio di un percorso comune: nei prossimi mesi, l’alleanza avvierà la produzione di report, linee guida e progetti pilota in diverse regioni italiane. L'obiettivo è sperimentare metodologie replicabili che mettano al centro sicurezza, innovazione, identità e coesione dei territori italiani, definendo la nuova frontiera della gestione ambientale e infrastrutturale.
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Al via XXIV Convegno nazionale Int, al centro Ia e deontologia
(Adnkronos) - Domani, giovedì 20 novembre, si terrà il XXIV Convegno nazionale dell’Istituto Nazionale Tributaristi (Int) dal titolo 'Tributaristi e Intelligenza Artificiale regole, deontologia e opportunità', in presenza e in streaming dalla Sala Cristallo dell'Hotel Nazionale in piazza Monte Citorio a Roma. Live sul canale YouTube INT https://www.youtube.com/@istitutonazionaletributa.../streams e sulla pagina facebook dell’Istituto Nazionale Tributaristi https://www.facebook.com/istituto.tributaristi in modalità libere e accessibili a tutti. Per l'acquisizione di 4 crediti formativi da parte dei tributaristi Int visione esclusivamente su piattaforma digitale zoom come da indicazioni nella newsletter quotidiana. L'apertura dei lavori e i saluti istituzionali saranno a cura di Paola De Maio, consigliere nazionale e delegato provinciale di Roma, e del presidente Riccardo Alemanno, che proseguirà con l’illustrare brevemente una “strana, ma proficua conversazione con l’IA”, al termine della quale si terrà la conferenza stampa della presidenza nazionale su obiettivi raggiunti e nuove sfide. Enrico Molinari, professore universitario e giornalista di innovazione sistemica ed economia sostenibile, tratterà l’argomento "Della nuova coscienza collettiva nell’era dell’IA: ridefinire la dimensione umana delle professioni come atto creativo di ‘Intelligenza Artigianale’"; seguirà il dibattito a cui parteciperanno Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni e dell’Osservatorio Italiano sull’Intelligenza Artificiale di Enia, Eraldo Minella, direttore generale Servizi Professionali e Formazione del Gruppo Sole 24 Ore, e Riccardo Alemanno, su “IA e studi professionali: un’opportunità da gestire con cura”. Il Convegno nazionale proseguirà con un intervento tecnico dal titolo “Il sistema duale del settore professionale Associazioni e Ordini - Le garanzie e la regolamentazione della Legge 4 del 14/01/2013”, a cura di Salvatore Cuomo, consigliere nazionale e pubblicista. Verranno poi illustrati strumenti operativi e formativi per i tributaristi Int da parte Eraldo Minella e Riccardo Alemanno, con una presentazione tecnica a cura di Morena Torciani Project Manager del Gruppo Sole 24 Ore. Interverranno i parlamentari Debora Serracchiani (Commissione Giustizia), Massimo Garavaglia (presidente Commissione Finanze e Tesoro) e Luigi Marattin (Commissione Attività Produttive). Il Presidente Alemanno ha voluto sottolineare, alcuni aspetti della conferenza stampa annuale: “Sarà focalizzata su quanto svolto nel 2025 dall’Istituto Nazionale Tributaristi e su alcuni obiettivi del 2026, ma anche sulla Manovra di bilancio con un’analisi delle proposte contenute nella memoria depositata in Commissione Bilancio del Senato, in tema di famiglie, professioni e semplificazioni. Ma non potrò non rinviare al mittente talune affermazioni fuorvianti sulle attuali funzioni professionali e sulle tutele per l’utenza garantite dai tributaristi Int, mi riferisco in particolare alle ultime notizie fuorvianti su presunte esclusive ordinistiche sul visto di conformità, cosa non vera poiché oltre un terzo dei nostri iscritti è abilitato per legge a quella funzione, quale tributarista iscritto nei ruoli dei periti e degli esperti in tributi al 30 settembre '93”.
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