Genesis svela Magma GT concept
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Genesis ha svelato Magma GT Concept, una concept car che segna l’ingresso del brand in una nuova era ad alte prestazioni e definisce il perimetro tecnologico e stilistico che guiderà la sua strategia per il prossimo decennio. Non un esercizio di stile, ma un manifesto di intenti che anticipa il futuro ingresso nelle competizioni GT.
Il progetto si inserisce nella roadmap presentata lo scorso settembre a New York. “Magma GT Concept rappresenta l’apice della nostra visione nelle elevate prestazioni”, ha dichiarato Luc Donckerwolke, Presidente e Chief Creative Officer di Genesis. “Non è definita da aggressività pura, ma da equilibrio e connessione istintiva con il guidatore. La performance diventa naturale, senza sforzo: l’auto non chiede capacità, le esalta”.
La vettura interpreta la filosofia della “Effortless Performance”, privilegiando equilibrio, finezza dinamica e potenza controllata rispetto all’ostentazione. Tra gli elementi di maggior rilievo:
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Cayenne Electric: il debutto a Dubai tra tecnologia e potenza nel deserto
(Adnkronos) - Nel cuore di Dubai, dove lo skyline futuristico incontra la vastità del deserto, la nuova Porsche Cayenne Electric si è mostrata al pubblico per la prima volta, portando in scena un’interpretazione inedita del concetto di SUV elettrico ad alte prestazioni. Il modello ha attirato l’attenzione degli appassionati presenti all’evento Icons of Porsche, grazie a una combinazione di design innovativo e capacità dinamiche che superano i tradizionali confini della guida elettrica. Le prove condotte a pochi chilometri dalla città hanno evidenziato come il SUV sappia affrontare con sorprendente sicurezza anche i terreni più impegnativi. La nuova Cayenne Electric nasce con l’obiettivo di coniugare efficienza, versatilità e sportività. Su asfalto offre la precisione tipica delle vetture Porsche, mentre fuori dalle strade battute mette in mostra una sorprendente adattabilità, specie nella versione Turbo. Qui emerge l’inedito sistema di trazione elettrica capace di raggiungere fino a 850 kW e 1.500 Nm, valori che assicurano una risposta immediata, essenziale soprattutto nelle condizioni a bassa aderenza tipiche del deserto. La modalità di guida “Sand” lavora in sinergia con i motori elettrici a bassa inerzia e con un acceleratore particolarmente sensibile, permettendo un controllo millimetrico della potenza. Nelle aree caratterizzate da pendenze elevate e temperature oltre i 40 gradi, la vettura ha confermato un’elevata stabilità grazie alle sospensioni pneumatiche adattive con sistema PASM, che possono incrementare l’altezza da terra fino a 245 mm. Un risultato ottenuto senza ricorrere a pneumatici specialistici, ma con gomme estive standard, a conferma della solidità del progetto. Nella variante Turbo, il sistema Porsche Active Ride aggiunge un ulteriore livello di controllo: le sospensioni attive limitano l’inclinazione della carrozzeria, mantenendo il carico sulle ruote più uniforme anche sulle superfici sabbiose più profonde. Tutto ciò si traduce in una guida più precisa e sicura, sia nei tratti veloci sia nei passaggi tecnici tra le dune.
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Mazda accelera sulla cattura della CO2: il nuovo sistema debutta nel Super Taikyu 2025
(Adnkronos) - Mazda compie un passo decisivo nella ricerca di soluzioni tecnologiche capaci di ridurre l’impatto ambientale dei motori termici. La Casa giapponese ha portato in pista una Mazda3 da competizione equipaggiata con la nuovissima tecnologia Mazda Mobile Carbon Capture, un sistema progettato per filtrare e immagazzinare l’anidride carbonica direttamente dai gas di scarico. Il debutto è avvenuto in occasione del settimo round del Super Taikyu 2025, sul celebre circuito del Fuji International Speedway, dove il prototipo ha affrontato una gara di quattro ore in condizioni estreme. Durante l’appuntamento giapponese, la tecnologia ha dimostrato la capacità di operare in uno scenario reale e altamente stressante, confermando la solidità del sistema e la possibilità di integrarlo in futuri programmi di sviluppo. Mazda continuerà a perfezionarlo anche nel corso della prossima stagione sportiva, con l’obiettivo di aumentare la quantità di CO2 recuperata durante l’utilizzo della vettura. Il cuore del dispositivo è una struttura porosa in zeolite che assorbe la CO₂ dai gas di scarico e la convoglia in un apposito serbatoio. Una volta immagazzinata, la CO₂ potrà essere destinata alla produzione di materiali carboniosi ad alte prestazioni oppure impiegata nell’arricchimento dell’aria delle serre agricole, favorendo la crescita delle colture. Per massimizzare l’efficienza complessiva, la vettura è stata alimentata con HVO100, un biocarburante a zero emissioni di carbonio. L’avanzamento di questa tecnologia si inserisce nella strategia multi-solution di Mazda, che affianca all’elettrificazione una costante evoluzione dei propulsori termici. La Casa continua infatti a sviluppare sistemi mild hybrid, full hybrid, plug-in hybrid ed elettrici, senza rinunciare a soluzioni innovative capaci di rendere più sostenibile l’uso dei motori a combustione interna. Con questo approccio diversificato, Mazda ribadisce la volontà di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 e rispettare pienamente gli obiettivi europei fissati per il 2030 e il 2035.
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Hyundai CRATER Concept: il nuovo volto dell’off-road debutta a Los Angeles
(Adnkronos) - Hyundai presenta un prototipo che segna un punto di svolta nel mondo dell’avventura: CRATER Concept. Un modello che nasce nei centri stile californiani del brand e che anticipa un nuovo modo di intendere il fuoristrada, con un design muscolare, soluzioni tecniche innovative e una filosofia progettuale pensata per chi affronta gli sterrati con spirito autentico. Il concept inaugura inoltre una nuova fase del linguaggio XRT, destinato ai modelli più estremi della casa coreana. Il CRATER Concept si distingue per un’estetica scolpita e immediatamente riconoscibile, definita dal nuovo corso stilistico “Art of Steel”. La carrozzeria compatta è modellata per resistere agli scenari più duri, valorizzando volumi pieni, superfici tese e proporzioni studiate per la guida in ambienti ostici. I cerchi da 18 pollici e gli pneumatici da 33 pollici sottolineano la sua attitudine a superare ostacoli e pendenze impegnative, mentre la protezione sottoscocca di ampie dimensioni è stata concepita per affrontare terreni irregolari senza compromessi. Elementi come i cavi esterni tra cofano e tetto, la roof platform modulare e le piastre di protezione enfatizzano un carattere estremamente funzionale. Le luci parametriche, segno distintivo dei modelli Hyundai, assumono qui una tridimensionalità che aggiunge profondità e tecnicità a tutto il frontale. Non mancano richiami all’avventura anche nei dettagli più curiosi, come il gancio di recupero che funge da apribottiglie o le telecamere laterali utilizzabili come torce portatili. L’abitacolo segue un’impostazione robusta ma contemporanea, con materiali resistenti, sedili tecnici e un’impostazione che sfrutta l’approccio BYOD per rendere completamente personalizzabile l’esperienza digitale. Il cruscotto con lamiera piegata, la retroilluminazione filtrante e il display integrato nel volante confermano un’attenzione al design che non rinuncia alla praticità.
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Sos prostata, l'urologo: "Psa da solo non basta, educare i giovani alla prevenzione"
(Adnkronos) - La Fondazione Pro (Prevenzione e ricerca in oncologia), in occasione del 'Movember' - la campagna internazionale sulla prevenzione al maschile - richiama l'attenzione sulla scarsa adesione degli uomini italiani alla prevenzione urologica. "Per ogni uomo che fa prevenzione, 30 donne la fanno regolarmente - spiega Vincenzo Mirone, urologo, presidente della Fondazione Pro e responsabile dell'Ufficio pazienti della Società italiana di urologia - Il maschio non fa prevenzione per paura di scoprirsi 'sesso debole'. Serve un cambio culturale: in Italia solo il 23% della popolazione si definisce realmente proattiva verso la prevenzione". Il tumore della prostata rappresenta la neoplasia più frequente negli uomini, con 40.192 nuovi casi stimati nel 2024 e una sopravvivenza a 5 anni del 92%, grazie alla diagnosi precoce. Inoltre, circa 485mila uomini convivono attualmente con una diagnosi di tumore prostatico. A livello mondiale, i nuovi casi sono destinati a raddoppiare entro il 2040. Secondo Mirone, "il percorso corretto di prevenzione prevede visita urologica, dosaggio di Psa e testosterone, ecografia prostatica transrettale, con eventuale ricorso a risonanza multiparametrica e biopsia quando indicato". Avverte lo specialista: "C'è un grande equivoco attorno al Psa. Il dosaggio del Psa, da solo, non basta a fare diagnosi di tumore alla prostata. Si tratta di una proteina prodotta normalmente dalla ghiandola e il suo valore può aumentare anche per fenomeni non oncologici come infiammazione o ipertrofia prostatica benigna. E' un indicatore dell'attività dell'organo, non un marcatore tumorale". "Il fattore di rischio più importante è la familiarità - sottolinea Mirone - Una semplice domanda in famiglia può aprire scenari fondamentali di prevenzione. Chi ha un fratello con tumore alla prostata ha un rischio del 30% di ammalarsi entro i 75 anni, contro il 13% della popolazione generale. Il rischio cresce fino al 48% per chi ha due parenti di primo grado colpiti. La familiarità del tumore alla prostata si intreccia con quella del tumore della mammella, poiché condividono geni come Brca1 e Brca2. Per chi ha fattori di rischio familiari l'età dei controlli scende a 45 anni". "Le neoplasie prostatiche sono purtroppo asintomatiche - osserva l'urologo - ed è per questo che la prevenzione è la nostra arma più potente. Diverso è il caso delle prostatiti e dell'ipertrofia prostatica benigna, che si manifestano con frequenza minzionale aumentata, bruciore, risvegli notturni, senso di mancato svuotamento o dolori del pavimento pelvico. Anche in questi casi informazione ed educazione sono fondamentali". Da tenere alta anche l'attenzione sul tumore del testicolo, che è la neoplasia più comune tra i 15 e i 50 anni. In Italia si registrano ogni anno 1.000-1.500 nuovi casi. "L'autopalpazione è un gesto semplice e fondamentale - rimarca Mirone - La sopravvivenza è del 95% e se diagnosticato in tempo la guarigione sfiora il 99%. Dobbiamo educare i ragazzi a prendersi cura di sé e coinvolgere le famiglie: non si può lasciare la salute nelle mani del 'dottor Google'". La salute, come ricorda l'Oms, "è un concetto olistico - conclude l'urologo - Una mente sana riduce lo stress e migliora la risposta immunitaria, mentre un corpo sano supporta l'equilibrio psicologico. Parlare di prevenzione maschile significa occuparsi sia del benessere fisico che di quello mentale".
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Giornata contro la violenza sulle donne, da RigeneraDerma 500 terapie pro bono per curare le cicatrici
(Adnkronos) - La violenza sulle donne continua la sua drammatica escalation con un aumento nel 2025 rispetto all'anno precedente. Ma dietro questo dato spaventoso, ce n'è un altro che fa ugualmente paura: quello delle donne che provano a liberarsi da un partner violento che non accetta la decisione e si vendica infliggendo una punizione per l'abbandono e segni indelebili che cambieranno per sempre la vita della vittima. In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne che ricorre il 25 novembre, il progetto RigeneraDerma, nato da un'idea di Maurizio Busoni, ricercatore e docente del master di Medicina estetica dell'università di Camerino e dell'università di Barcellona, offrirà a 500 persone la cura gratuita delle cicatrici con Biodermogenesi, metodologia per la rigenerazione dei tessuti cutanei al 100% italiana presente in 32 Paesi nel mondo. Un percorso di rinascita che ha già aiutato Filomena Lamberti, Maria Antonietta Rositani e Pinky: tutte hanno beneficiato delle cure gratuite del progetto RigeneraDerma che si pone un nobile obiettivo: riparare il danno funzionale per migliorare la vita delle donne vittime di violenza di genere. Chi può aderire? Oltre alle donne vittime di violenza - spiega una nota - il progetto è aperto anche a persone di entrambi i sessi economicamente svantaggiate. Per tutti le terapie saranno erogate interamente pro-bono. Non potranno essere coinvolti: pazienti affetti da dismorfofobia; pazienti psicologicamente non stabili; pazienti non sani; pazienti con reddito medio, medio/alto o alto. "RigeneraDerma ci mette di fronte persone devastate da coloro che dichiaravano di amarle. Il nostro obiettivo è aiutarle giorno dopo giorno a ritrovare fiducia in se stesse e negli altri, intraprendendo un percorso destinato a migliorarne le cicatrici, a mitigarne le conseguenze psicologiche e a migliorare il loro livello di qualità della vita", dichiara Busoni. La nota ripercorre le storie di alcune delle donne che RigeneraDerma ha aiutato. Filomena Lamberti è stata la prima donna in Italia vittima di acido, che le fu versato nella notte dall'ex marito su testa, volto, mani e décolleté. Dopo essere stata tra la vita e la morte ed essere stata sottoposta a ben 30 interventi, Filomena presentava anche danni funzionali e problemi respiratori per via della retrazione del naso. A 10 anni di distanza da quel tragico episodio, grazie ai trattamenti pro bono ha riacquistato la sensibilità dei tessuti, tanto da riuscire a "sentire nuovamente il vento sul volto", come lei stessa ha raccontato. I risultati ottenuti sono stati pubblicati su una rivista specialistica, 'Bioengeneering'. Maria Antonietta Rositani è scampata al tentativo di omicidio da parte dell'ex marito che le diede fuoco nel 2019 a Reggio Calabria. Dopo 20 mesi in ospedale tra terapia intensiva e decine di interventi chirurgici, la donna presentava ustioni di III grado sull'80% del corpo, diffuse sugli arti inferiori, con fibrosi estese e profonde. Aveva difficoltà a muovere le gambe e problemi anche semplicemente a stare ferma in piedi. Grazie alle cure ricevute, oggi racconta commossa: "Ora inseguo felice la mia nipotina". Da un punto di vista clinico sono state documentate la ricomparsa del reticolo venoso superficiale, ripresa della sudorazione e della sensibilità, ricomparsa dei peli. Un risultato mai registrato in letteratura medica prima d'ora, si evidenzia nella nota, pubblicato su 'Bioengeneering'. Parvinder Aoulakh, nota a tutti come Pinky, è la donna di origine indiana, cresciuta in Italia, aggredita dall'ex marito con un combustibile e poi con le fiamme davanti ai propri figli di 2 e 5 anni. L'India - si legge - è un Paese in cui, purtroppo le donne sono quotidianamente aggredite con acido e date alle fiamme dai mariti, anche semplicemente perché il coniuge è stanco di loro e per poterle ripudiare ha prima bisogno di sfigurarle. "RigeneraDerma si pone una mission nobile, cui ogni medico dovrebbe voler aderire, quasi come se fosse una volontà istintiva - afferma Salvatore Marafioti, senologo, chirurgo generale ed estetico, tra i primi ad aderire pro bono a RigeneraDerma - Sulle vittime di violenza abbiamo ottenuto risultati incredibili. Il contatto con queste donne, con le loro storie e il loro dolore ha arricchito me e i colleghi che hanno messo a disposizione pro bono tempo e professionalità, sia da un punto di vista professionale che sotto il profilo umano. Non credo esistano altre realtà di supporto in grado di ottenere risultati di questa portata". Dallo scorso 3 novembre Biodermogenesi, con il progetto RigeneraDerma, è partner ufficiale della Polizia di Stato per offrire un aiuto concreto alle donne vittime di violenza. Secondo il protocollo d'intenti, "il progetto RigeneraDerma, volto alla terapia pro-bono delle cicatrici di donne oggetto di violenza di genere o domestica, basato sull'uso di Biodermogenesi, è partner ufficiale della Polizia di Stato, con la quale collabora al fine di curare tali donne e di organizzare e promuovere attività di formazione ed informazione, convegni, workshop, tavole rotonde, con il coinvolgimento di primari esponenti del mondo scientifico e accademico, per promuovere la cultura della prevenzione e la tutela delle fasce più deboli, ma anche della comunità tutta, contro lo stalking, mobbing e bullismo, attraverso l'interazione di più professionisti con competenze diverse, che si interfacciano per offrire strumenti di risoluzione del problema a 360 gradi".
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Prevenzione cardiovascolare gratuita in 28 città, riparte 'Truck tour Banca del cuore'
(Adnkronos) - Ritorna dall'1 dicembre in 28 città italiane la campagna nazionale di prevenzione cardiovascolare 'Truck tour Banca del cuore 2025-2026', promossa dalla Fondazione per il Tuo cuore dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) e parte del più ampio progetto nazionale di prevenzione cardiovascolare 'Banca del cuore'. Dal primo dicembre - informa una nota - il jumbo truck di Banca del cuore, appositamente allestito, tornerà a fare tappa in tutta Italia per offrire ai cittadini la possibilità di sottoporsi a uno screening cardiologico completo e gratuito che prevede: screening di prevenzione cardiovascolare comprensivo di esame elettrocardiografico e screening aritmico; stampa dell'elettrocardiogramma con tutti i valori pressori e anamnestici presenti su BancomHeart; screening metabolico con il rilievo estemporaneo di 9 parametri metabolici con una sola goccia di sangue: colesterolo totale, trigliceridi, colesterolo Hdl, rapporto colesterolo Hdl/Ldl, colesterolo Ldl, colesterolo non Hdl, glicemia fast, emoglobina glicata e uricemia; stampa del profilo glicidico, lipidico, uricemico e del proprio rischio cardiovascolare; consegna del kit di 23 opuscoli di prevenzione cardiovascolare realizzati dalla Fondazione per il Tuo cuore; rilascio della card BancomHeart attiva. Durante la permanenza del truck nelle singole città, inoltre, sono previsti dibatti e incontri sul tema della prevenzione e delle malattie cardiovascolari con i cittadini e con i medici locali. Grazie al progetto Banca del cuore, ideato e coordinato da Michele Gulizia per la Fondazione per il Tuo cuore, a tutti i cittadini che afferiranno al truck verrà consegnata una BancomHeart personale, una card unica al mondo che permette l'accesso 24 ore su 24 al proprio elettrocardiogramma, ai valori della pressione arteriosa, alle patologie sofferte, alle terapie assunte, agli stili di vita praticati e a tutti gli esami cardiologici e di laboratorio eseguiti. Tutti i dati verranno custoditi in una 'cassaforte' virtuale che consente, attraverso una password segreta conosciuta solo dall'utente, di connettersi dall'Italia e/o dall'estero alla Banca del cuore per consultare o scaricare i propri dati clinici ogni volta che lo si desidera, o metterli a disposizione del proprio medico curante o a quello di un pronto soccorso in caso di emergenza sanitaria. Il truck attraverserà l'Italia e sosterà per 3 giorni nelle più belle piazze nazionali per raggiungere il cuore dei cittadini direttamente a casa loro, ponendo così l'attenzione sulla prevenzione cardiovascolare, spesso considerata in modo ancora troppo superficiale, con l'obiettivo di ridurre le morti cardiache che restano ancora oggi la prima causa di morte nel nostro Paese. Quest'anno le 28 città coinvolte saranno Udine, Guastalla, Roseto degli Abruzzi, L'Aquila, Roma, Cittadella, Rovigo, Montecatini Terme, Firenze, Siena, Terni, Campobasso, Salerno, Bari, Brindisi, Matera, Cosenza, Taverna, Polistena, Catania, Vittoria, Trapani, Cagliari, La Spezia, Torino, Biella, Varese e Trento. "La Banca del cuore - afferma Michele Massimo Gulizia, responsabile del Settore operativo autonomo Banca del cuore e direttore della Cardiologia dell'ospedale Garibaldi-Nesima di Catania - è il più grande progetto nazionale di prevenzione cardiovascolare in Italia, unico al mondo, che permette ai cittadini italiani di avvantaggiarsi di uno screening cardiovascolare completo, rapido e immediatamente condivisibile con il proprio medico curante o con altri specialisti in tutto il mondo, in tempo reale e con una copertura 24 ore su 24. Rappresenta un modo innovativo per conoscere il proprio stato di salute cardiovascolare e il miglior mezzo per prevenire concretamente l'insorgenza di un infarto al cuore, di una patologia cardiovascolare come l'ipertensione arteriosa, la fibrillazione atriale e lo scompenso cardiaco, e permette inoltre la prevenzione e il controllo del diabete mellito e delle sue complicanze cardiache e neurologiche. Inoltre, la campagna di prevenzione Truck tour Banca del cuore ci consente dal 2017 di andare direttamente a casa degli italiani per svolgere questo importante screening gratuito di prevenzione cardiovascolare, di portata finora mai realizzata nel nostro Paese. Fino a oggi, grazie a questa diffusione capillare, sono state distribuite oltre 84mila BancomHeart ad altrettanti cittadini italiani e probabilmente molte vite sono state salvate a cittadini inconsapevoli a rischio di morte cardiaca improvvisa per anomalie cardiache a trasmissione genetico-ereditaria riscontrate grazie all'esame elettrocardiografico. Il mio augurio è che i cittadini possano sfruttare questa importante opportunità di screening, diventando consapevoli dei propri rischi e adottando stili di vita più sani per proteggere il loro cuore e il loro futuro". "Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la prima causa di morte a livello globale e nel nostro Paese, con oltre 20 milioni di decessi ogni anno nel mondo - sottolinea Domenico Gabrielli, presidente Fondazione per il Tuo cuore e direttore della Cardiologia dell'ospedale San Camillo di Roma - ma è possibile ridurre drasticamente il rischio attraverso la diagnosi precoce e agendo sui fattori modificabili. Per tale ragione la prevenzione è importantissima e va attuata il prima possibile. L'identificazione delle persone a rischio cardiovascolare è oggi uno degli obiettivi principali della prevenzione primaria al fine di agire tempestivamente sui fattori di rischio modificabili, attraverso il cambiamento dello stile di vita o l'intervento farmacologico laddove necessario". "Il Truck tour Banca del cuore, che anche quest'anno vede il coinvolgimento a titolo gratuito dei cardiologi ospedalieri Anmco, rappresenta una preziosa opportunità per tutti i cittadini che desiderano sottoporsi a uno screening cardiologico completo - commenta Massimo Grimaldi, presidente Anmco e direttore della Cardiologia dell'ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) - Con questa iniziativa desideriamo riaffermare con forza l'importanza cruciale della prevenzione come strumento fondamentale per contrastare questa epidemia silenziosa e migliorare la salute pubblica, poiché nonostante i grandi progressi della medicina i dati indicano che una percentuale significativa dei decessi per malattie cardiovascolari potrebbe essere evitata attraverso misure preventive ed un'adeguata sensibilizzazione sui fattori di rischio". La campagna sarà attiva anche sui social con l'hashtag #bancadelcuore2025.
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3Bee: decennale e obiettivi 2030 per la rigenerazione della biodiversità
(Adnkronos) - Dieci anni fa, i co-fondatori Niccolò Calandri e Riccardo Balzaretti intuirono l'urgenza di proteggere le api, considerate bioindicatori fondamentali, attraverso strumenti digitali. Da questa premessa nacque Hive-Tech, il primo dispositivo di 3Bee, ideato per monitorare in tempo reale i parametri ambientali e la salute dell’alveare. L'intuizione tecnologica iniziale ha dato il via al progetto "Adotta un alveare", un'iniziativa che ha permesso a cittadini e imprese di partecipare attivamente alla tutela degli impollinatori. Questa prima connessione tra tecnologia e preservazione della natura ha poi evoluto la missione di 3Bee, culminando nella creazione e gestione delle Oasi della Biodiversità. Queste Oasi, veri e propri habitat per flora autoctona e impollinatori, sono costantemente monitorate grazie all'implementazione della tecnologia IoT. L'impegno decennale si è tradotto in risultati tangibili e misurabili su vasta scala. In tutta Europa, sono state realizzate oltre 100 Oasi della Biodiversità, attrezzate con più di 10.000 dispositivi IoT per il monitoraggio ambientale. Affiancando questi sistemi con l'app Biodiversa, uno strumento di citizen science per il riconoscimento delle specie vegetali. 3Bee ha raccolto oltre 2 milioni di scatti e censito più di 6.000 specie tra animali e piante. L'ampliamento del network include oggi 1.500 partner tra aziende, municipalità e parchi naturali, supportati da una rete di 150 Coltivatori di Biodiversità (apicoltori e grower) che impiegano le tecnologie XNatura. L'evoluzione più recente di 3Bee è rappresentata dal lancio di XNatura, la divisione di nature intelligence. Questa piattaforma all'avanguardia combina Intelligenza Artificiale (AI), sensori IoT e dati satellitari per offrire alle imprese strumenti predittivi per la gestione del rischio ambientale, stabilendosi come consulente chiave nel settore.z
L'impatto di 3Bee si estende inoltre alla sfera formativa, con una community che ha raggiunto 140.000 adottatori. Il progetto "A scuola di biodiversità" ha coinvolto oltre 500 istituti, agendo sulla sensibilizzazione degli studenti per formare "cittadini consapevoli del domani e i nuovi promotori della sostenibilità ambientale."
In occasione del decennale, 3Bee ha fissato tre obiettivi strategici per i prossimi cinque anni, portando la sua missione a un livello superiore:
raddoppiare il numero di Oasi della Biodiversità create, estendendo l'impatto rigenerativo sul territorio. decuplicare le osservazioni attuali, puntando a raggiungere 50 milioni di osservazioni totali e classificando oltre 10.000 specie diverse di flora e fauna. aumentare a 1.500 il numero di scuole coinvolte nei progetti educativi, per consolidare l'impegno formativo.
Il CEO di 3Bee | XNatura, Niccolò CalanLa celebrazione, incorniciata dalla Giornata Mondiale del Suolo, non solo riafferma l'importanza vitale del suolo come elemento chiave per la biodiversità e la sostenibilità, ma conferma l'apertura di un nuovo capitolo in cui la tecnologia è protagonista della rigenerazione ambiedri, ha commentato la traiettoria futura: “Dieci anni fa è nata l’idea di unire tecnologia e natura per proteggere le api e, partendo da loro, gli impollinatori. Oggi 3Bee è un’azienda che non si limita più a osservare la biodiversità, ma si impegna attivamente per rigenerarla. I prossimi cinque anni saranno decisivi per scalare il nostro impatto. Raddoppieremo gli sforzi nella rigenerazione, dimostrando che l'investimento nella biodiversità è l'unica strada per un futuro resiliente.” ntale.
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KrateoCon 2025: l'open source italiano incontra il cloud native e la sovranità digitale UE
(Adnkronos) - La community italiana della tecnologia si prepara a due giornate dedicate interamente al Platform Engineering e alle architetture Cloud Native. L'appuntamento, denominato KrateoCon 2025, è organizzato da Krateo PlatformOps e si terrà in live streaming gratuito il 25 e 26 novembre sui canali ufficiali LinkedIn e YouTube dell'azienda. L'evento digitale rappresenta la prosecuzione di un dialogo costante con decisori e utenti finali, rafforzato dai precedenti workshop tenuti in collaborazione con Microsoft. La scelta del formato interamente digitale per la KrateoCon 2025 è strategica, finalizzata a "abbattere le barriere logistiche e permettere una fruizione flessibile dei contenuti, disponibili anche on-demand". La prima giornata, con inizio previsto per le ore 9.00 del 25 novembre, sarà dedicata all'esposizione di prospettive pratiche e all'analisi di esperienze concrete nel Platform Engineering. Protagonisti saranno case study provenienti da settori ad alta intensità tecnologica come le telco, il manifatturiero, il bancario e i servizi IT. Questo approccio mira a trasformare il confronto teorico in una condivisione di soluzioni operative.
Diego Braga, CTO di Krateo PlatformOps, ha sottolineato l'importanza di questo scambio diretto: "La KrateoCon 2025 chiude un anno di dialogo intenso con la community italiana. Dopo i workshop in presenza con Microsoft, il formato online ci permette di continuare il confronto senza barriere logistiche. Crediamo nel valore dello scambio diretto: ascoltare casi d'uso reali, condividere soluzioni che funzionano, costruire insieme un approccio più pragmatico al Platform Engineering." La seconda mattinata assumerà un carattere prettamente tecnico, con il team Krateo che svelerà le ultime evoluzioni della piattaforma. Tra le novità di maggiore risalto figurano le nuove funzionalità FinOps, dedicate a una gestione proattiva e intelligente dei costi cloud, e l'introduzione di Autopilot, un agente basato sull'Intelligenza Artificiale progettato per automatizzare le operazioni di Platform Engineering. Saranno inoltre presentati miglioramenti al core provider, con nuovi upgrade e integrazioni, prima che la sessione si concluda con la presentazione della roadmap futura. La KrateoCon 2025 si svolge in un periodo critico per la strategia digitale europea, coincidente con il rafforzamento dell'impegno dell'Unione Europea in materia di sovranità digitale. Krateo PlatformOps essendo una soluzione 100% open source italiana, è in grado di soddisfare il 75% dei requisiti dell'EU Cloud Sovereignty Framework out of the box. Questo rende la piattaforma una valida alternativa agli strumenti di automazione e gestione delle infrastrutture cloud tradizionali.
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Kirby Air Riders è l'anti Mario Kart di Switch 2
(Adnkronos) - Ventidue anni dopo Kirby Air Ride su GameCube, Nintendo ha deciso che era il momento giusto per riportare in pista uno dei suoi cult più amati e, allo stesso tempo, più “dimenticati”. Nasce così Kirby Air Riders, un seguito che non si limita a rimettere in moto la creatura del 2003, ma la trasforma in qualcosa che oggi mancava davvero nel panorama racing. Il tutto grazie alla collaborazione tra Bandai Namco Studios e Sora, che sembra aver rimesso le mani su un frammento di storia e averlo rifinito con la sicurezza di chi conosce a memoria i segreti del genere. All'annuncio del gioco, tra i primi ad essere presentato per Switch 2, si è pensato a un rivale diretto di Mario Kart World. Kirby Air Riders, invece, non cerca scontri diretti: li evita con eleganza, proponendo qualcosa di diverso, più libero, più sperimentale. E soprattutto più vasto. È il classico titolo in cui si entra pensando di fare “una partita veloce”, e due ore dopo si stanno ancora esplorando le varie modalità, provando veicoli improbabili e scoprendo scorciatoie. Un racing semplice, ma pieno di cose da fare La forza di Kirby Air Riders si percepisce dopo due curve: è immediato da capire, ma sorprendentemente profondo. L’accelerazione è automatica, e tutto ruota attorno a un singolo pulsante che governa drift, boost e l’iconica abilità di risucchiare i nemici, grazie alla quale qualunque pilota, non solo Kirby, può assimilare poteri speciali. Un secondo tasto interviene solo in momenti specifici, per scatenare abilità uniche o saltare su un nuovo veicolo nella modalità City Trial. Il risultato è un ritmo fluido, quasi privo di frizioni, in cui si può iniziare a giocare senza configurare nulla, senza aiuti alla guida, senza tutorial eterni. Eppure, sotto questa superficie morbida e accessibile si muove un universo di micro-regole che fanno la differenza: non tutti i veicoli sanno volare (e quando lo fanno, cambia tutto), le scorciatoie nascoste premiano l’occhio attento, le abilità copiate si intrecciano con le caratteristiche dei kart, e la vastissima varietà di combinazioni spinge a sperimentare continuamente. Sebbene le corse classiche offrano già 18 tracciati e un’esperienza completa, è City Trial il cuore pulsante del gioco. Lo era già nel 2003, ma oggi torna in forma smagliante: una gigantesca città aperta da esplorare per cinque minuti, durante i quali fino a 16 giocatori accumulano upgrade, cambiano veicoli, si sabotano a vicenda e reagiscono agli eventi folli che compaiono casualmente sul campo di gioco. Al termine dello sprint cittadino, il gruppo viene catapultato in una sfida finale casuale, dal sapore quasi party game, che decide il vincitore. È un sistema geniale, capace di trasformare ogni sessione in una storia diversa: atterraggi UFO, miniboss, tempeste improvvise, crateri esplosi dal nulla. City Trial è anche il modo migliore per imparare tutto senza fatica: cambiare mezzo al volo, capire le dinamiche delle abilità, sperimentare senza pressioni. La longevità emerge in modo naturale: con così tanti veicoli, abilità, modalità e segreti, Kirby Air Riders è il tipo di titolo che si continua ad avviare “per provare qualcosa veloce”, ma che poi intrattiene per settimane. Il nuovo lavoro di Masahiro Sakurai non vuole essere il prossimo Mario Kart, quanto piuttosto un Super Smash Bros. su pista. Insegue un’altra idea di racing: più creativa, più folle, più libera.
Formato: Switch 2 Editore: Nintendo Sviluppatore: Sora, Bandai Namco Studios Voto: 9
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