(Adnkronos) – Si chiama 'Going Off-Script' ed è il trend del turismo prossimo venturo che emerge dall'undicesima edizione delle Travel Predictions di Booking.com. Un modo di viaggiare fuori dagli schemi, guidato dal mood, dal budget e dalla voglia di lasciarsi sorprendere. La ricerca, condotta su oltre 28.000 viaggiatori nel mondo, rivela come stiano evolvendo le scelte di viaggio: dalle destinazioni ai compagni, fino alle esperienze da vivere. Tra itinerari ispirati al proprio stato d’animo, incontri con il paranormale, Ai al servizio del tempo libero e lunghe escursioni di coppia per affrontare conversazioni difficili, nel 2027 viaggiare significherà aprirsi a nuove possibilità e abbandonare i percorsi convenzionali. Adnkronos/Labitalia ne ha parlato con Alessandro Yates, Regional Director South Emea di Booking.com.
Le previsioni di viaggio per il 2027 parlano di un viaggiatore che va 'fuori dagli schemi'. Qual è il cambiamento più dirompente che state osservando nel modo in cui le persone scelgono dove andare in vacanza?
"Un cambiamento notevole è il ruolo crescente di come i viaggiatori vogliono sentirsi quando scelgono una destinazione. La nostra ricerca per il 2027 suggerisce che l'81% dei viaggiatori sceglierebbe una destinazione in base a come vuole sentirsi, piuttosto che a dove vuole andare. Tre quarti dei viaggiatori globali utilizzerebbero uno strumento di ricerca in grado di consigliare le destinazioni in base alle proprie emozioni o al proprio umore. Questo indica modi più personali di scoprire un viaggio. Il prezzo e le date avranno ancora la loro importanza, ma i viaggiatori potrebbero cercare sempre più esperienze che riflettano ciò che desiderano dal tempo trascorso lontano da casa".
L'attenzione al budget rimane alta, ma sembra che nel 2027 i viaggiatori non siano disposti a scendere a compromessi sulla qualità del viaggio, agendo invece in modo molto selettivo su 'con chi' viaggiano. È un nuovo approccio al turismo di gruppo?
"Si potrebbe definire pragmatismo selettivo. Il budget influenza ancora dove vanno le persone e la nostra ricerca suggerisce che influenzi anche con chi ci vanno. La metà dei viaggiatori intervistati afferma di aver riconsiderato i propri compagni di viaggio per allinearli meglio alle proprie aspettative di budget. Il 38% preferisce rimodulare i propri gruppi in modo che tutti condividano le stesse priorità. Tra i genitori, il 61% afferma che prenderebbe in considerazione un viaggio senza figli per concentrare le risorse sul proprio benessere. I viaggiatori danno grande valore al proprio tempo libero e cercano viaggi che siano adatti a tutte le persone coinvolte".
L'Intelligenza Artificiale permea ormai ogni settore. Nelle vostre previsioni, emerge che l'Ia diventerà un vero e proprio 'assistente al riposo' per i vacanzieri. Come cambierà l'approccio alla disconnessione dal lavoro?
"Sappiamo che per molti viaggiatori i pensieri legati al lavoro possono insinuarsi verso la fine di un viaggio. La nostra ricerca suggerisce che l'Ia potrebbe essere d'aiuto in questo senso. Il 64% dei viaggiatori si dice interessato a utilizzare l'Ia per gestire alcune attività lavorative mentre sono via, come monitorare le e-mail, segnalare le priorità e gestire le comunicazioni di base. Inoltre, il 44% vorrebbe un riassunto generato dall'Ia al proprio ritorno, per aiutare a mantenere quella sensazione di riposo. L'Ia spesso ci aiuta a sentirci più connessi. Secondo le nostre previsioni di viaggio 2027, potrebbe anche aiutarci a staccare la spina e a essere più presenti mentre siamo in vacanza".
Di fronte a un viaggiatore che ha esigenze sempre più specifiche e personalizzate, come dovrebbe rispondere il settore dell'ospitalità, soprattutto in un mercato maturo e importante come l'Europa e l'Italia?
"L'industria dell'ospitalità può rispondere offrendo ai viaggiatori maggiore scelta e flessibilità. Chiamiamo questo cambiamento 'All-Exclusive': pacchetti che consentono alle persone di rimuovere i servizi di cui non hanno bisogno e di concentrarsi su ciò che per loro conta davvero. Nella nostra ricerca, il 66% dei viaggiatori afferma di desiderare questo tipo di flessibilità. Ciò potrebbe includere opzioni a supporto delle routine personali o delle preferenze in fatto di benessere. Offrire scelte chiare può aiutare i viaggiatori a trovare un'esperienza adatta alle loro esigenze. La tecnologia può aiutare a mettere in contatto i viaggiatori con le opzioni più pertinenti, lasciando sempre a loro la scelta finale". (di Alessia Trivelli)
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