(Adnkronos) – Prenotazioni sotto data con tariffe più basse per accaparrarsi i clienti. Una 'criminalizzazione' del settore che potrebbe tanti ad abbandonarlo. E un 'duello' a suon di carte bollate in arrivo con i Comuni. E' lo scenario di questa estate 2026 per il settore degli affitti brevi che delinea, in una lunga intervista con Adnkronos/Labitalia, Marco Celani, presidentre di Aigab, l'associazione italiana gestori affitti brevi.  
Presidente Celani, come sta andando questa estate 2026 per il comparto? Quali i dati che state rilevando?
 A livello nazionale quello che vediamo è che quest'anno è cambiato il modo di viaggiare. Ci sono meno americani, meno lungo raggio, soprattutto ci manca tutto l'Est, perché dopo Dubai le prenotazioni che venivano fatte tanti mesi prima vengono a mancare. E quindi abbiamo un mondo che si sviluppa tutto quanto sotto data e le prenotazioni sono follemente vicine al momento del soggiorno. E il tasso di cancellazione delle prenotazioni prese è molto elevato, le persone sono abituate a cambiare idea. E questo fa sì che anche gli operatori tendono a tenere le tariffe più basse. Perché quando tu vedi su Roma oggi che ci sono 6.000 strutture libere, cosa fai? Cerchi di abbassare il prezzo per prendere chi prenota sotto data, no? A Milano è uguale, luglio e giugno – avverte -sono state un disastro. Il tasso d'occupazione poi sarà quest'anno più o meno in linea con quello dello scorso anno. Quindi non è che tu non riempi le notti, però le tariffe sono più basse. Perché -spiega Celani- con il fatto che tu hai le prenotazioni sotto data e tutti quanti si spaventano e si tendono ad abbassare il prezzo. Vedo che per esempio a Roma tu puoi prendere la stanza a 60 euro a notte in questi giorni, che è una cosa che non capita mai.  
Con questa tendenza, cosa si aspetta per i prossimi mesi?
 Io mi aspetto un calo del numero di annunci di affitti brevi on line anche perché i proprietari si stanno stancando, perché quello che avviene è una criminalizzazione quotidiana. Se si guardano negli ultimi giorni gli articoli che sono usciti, c'è un fervore ideologico, sembra che gli affitti brevi siano la causa di tutto. Ma in realtà mi viene da dire che sembra che ci sia una tendenza a criminalizzare la classe media.  Se i salari non crescono per un tema di produttività visto che l'Italia non sta investendo nei settori ad alta produttività; poi si dice che il turismo è responsabile di questo perché il turismo è un settore a basso valore aggiunto. Certo, ma aumenta l'occupazione. Quindi io che lavoro nel turismo non è che mi devo vergognare, e mi devo sentire in colpa perché non assumiamo scienziati nucleari.  
Come stanno impattando le ordinanze e la stretta fiscale di queste settimane dei Comuni sul settore?
 L'impatto è questo: quando una famiglia eredita una casa e non la può mettere a reddito con gli affitti brevi, hai voglia a dire lo può fare con l'affitto a lungo termine. Non c'è tutto questo mercato del lungo termine. La gente non cerca le case a Firenze o a Milano in centro. Anche perché se io dovessi guadagnare 2.000 euro da una casa e tu ne vuoi spendere 1.000, io non te la do, piuttosto la lascio vuota. Quindi dire che gli affitti brevi sono il problema degli affitti tradizionali è inutile, vuol dire non conoscere il tessuto demografico del nostro Paese, non correlare i fenomeni. Quindi quando tu impedisci agli italiani di fare gli affitti brevi nelle grandi città, quello che succede è che gli italiani o le case le lasciano vuote, o le vendono.  Perché una casa a Firenze, se tu sei stato abituato per anni ad affittarla a 2.000, 2.500, 3.000 euro, non ne accetti 1.000. Per cui semplicemente la lasci vuota. Oppure quello che succede è che la casa viene venduta. E questo sta succedendo a Milano, a Firenze, a Roma. Però se tu la vendi e non c'è un diritto di fare gli affitti brevi, quindi non la puoi mettere a reddito, chi è che te la compra? Te la compra il ricco straniero. E allora la domanda che io faccio ai sindaci è: ma siamo proprio così sicuri che è meglio avere un ricco americano, australiano, arabo come proprietario di una casa che non utilizzerà mai perché la utilizzerà una volta all'anno, una volta ogni due anni, piuttosto che un proprietario che la utilizza un po' lui, un po' i suoi amici e parenti, un po' gli affitti brevi? Stiamo di fatto impoverendo gli italiani perché li stiamo costringendo o a non metterle a reddito o a vendere agli stranieri ricchi. Quindi paradossalmente le politiche dei sindaci di sinistra otterranno un effetto contrario a quello che si propongono.  
Andiamo sui territori. Cosa succederà a Firenze sugli affitti brevi?
 C'è e ci sarà una pioggia di ricorsi. Noi stiamo per firmare il ricorso al Consiglio di Stato contro il pronunciamento del Tar. Io capisco che i sindaci cantino vittoria al pronunciamento del Tar, però noi quando abbiamo parlato con gli avvocati sapevamo benissimo che al Tar avremmo perso, perché il Tar la pensa esattamente come il sindaco, fanno parte dello stesso humus culturale. Se si legge la sentenza del Tar è una sentenza politica, non è una sentenza giurisprudenziale. Perché se nella prima riga c'è scritto: è ovvio che gli affitti brevi sono la causa di tutti i mali, è un Tar che si esprime in modo politico, non legale. Quindi faremo e stiamo facendo in tanti il ricorso al Consiglio di Stato, faremo ricorso al Tar contro l'estensione dell'area Unesco oltre le mura della città, perché non ha nessun senso andare a restringere il mercato dove non ci sono problematiche in modo preventivo. Ricordiamoci che tu restringi un diritto di qualcuno quando hai un supremo interesse di ordine generale. Se quel supremo interesse non ce l'hai, non ha senso restringere il diritto di qualcuno, stai semplicemente limitando la libertà delle persone. Questo sta accadendo dovunque, vengono fatte norme assurde e quello che succede è che la gente ricorre. 
E in Puglia?
 In Puglia si sta applicando una norma che prevede, e questa è un'assurdità, che chiunque ha una piscina deve avere anche un bagnino. In Puglia ci sono 12.000 trulli o case con piscina e quindi tu dovresti avere per poterne affittare al pubblico 24-25.000 bagnini che in Puglia non ci sono. E quindi vuol dire che tu tutte queste case non le puoi affittare al pubblico. Cosa fanno i proprietari? Chiedono la Scia per vederla rifiutata? No, dicono: 'Ascolta, io la affitto in nero la casa a questo punto'. E quindi quello che succede è che come Aigab siamo promotori dei ricorsi, però la verità è che questi sindaci di fatto stanno facendo proliferare casi di giustizia amministrativa. (di Fabio Paluccio) 
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