(Adnkronos) – In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, svoltasi presso la Tenuta Presidenziale di Castelporziano alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, il Consiglio nazionale delle ricerche, la Fondazione Marevivo e il National Biodiversity Future Center hanno formalizzato le linee guida per la protezione degli ecosistemi marittimi. L'iniziativa ha richiamato i principi sanciti dall'Articolo 9 della Costituzione italiana, che riconosce la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi come valori fondanti dell'ordinamento repubblicano, delineando un quadro programmatico in cui la ricerca scientifica diventa lo strumento centrale per contrastare gli effetti della crisi climatica e il degrado antropico dei bacini idrici.  

Crediti Uffici stampa Quirinale

 

 

  Il percorso divulgativo e scientifico sviluppato all'interno della tenuta ha permesso di illustrare l'impatto delle attività umane sui sistemi naturali attraverso progetti di monitoraggio e campagne europee di citizen science, come il programma Plastic Pirates – Go Europe condotto dal Cnr con il coinvolgimento attivo delle istituzioni scolastiche. All'interno degli spazi espositivi, il Cnr ha presentato una selezione di contenuti tratti dalla mostra interattiva Antropocene, mentre il National Biodiversity Future Center ha esposto l'indagine scientifica sul viaggio negli ecosistemi italiani, affiancata dalle installazioni dedicate alla transizione ecologica. Il fulcro normativo della giornata si è concretizzato nella consegna al Capo dello Stato della Carta per la tutela della Biodiversità Marina, un documento programmatico volto a promuovere l'applicazione della Legge numero 60 del 2022, nota come SalvaMare, e a valorizzare il ruolo strategico delle 32 Aree Marine Protette italiane come laboratori stabili di ricerca, formazione e divulgazione scientifica.  

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   La convergenza tra educazione e rigenerazione ambientale costituisce il nucleo delle strategie proposte dai vertici delle organizzazioni coinvolte. Rosalba Giugni, Presidente di Fondazione Marevivo, ha sottolineato la rilevanza formativa del progetto: “Siamo convinti che l'educazione ambientale sia un punto cardine nella formazione dei cittadini, perché non si può proteggere ciò che non si conosce. Ogni giovane può diventare custode del mare e il futuro dell'oceano si scrive oggi, nelle aule scolastiche e nelle scelte quotidiane. Ricerca, Educazione, Partecipazione, Norme e Cura sono le parole-chiave della rotta da seguire. Il mare ci ha generati. Tocca a noi, ora, educare al suo futuro per difendere la vita sul pianeta”. Questa visione si inserisce nel quadro delle attività di monitoraggio condotte dai ricercatori, come confermato dal Presidente del Cnr Andrea Lenzi: “La tutela della biodiversità, sancita in questi giorni anche dal rinnovo dell'Accordo tra Cnr e il Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, rappresenta una responsabilità collettiva e una priorità imprescindibile del nostro impegno quotidiano di ricercatori. Significa difendere il patrimonio ambientale, economico e culturale del nostro Paese, uno dei più ricchi di biodiversità a livello mondiale”.  

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    L'evoluzione dei modelli di protezione ambientale impone il superamento della vecchia concezione puramente vincolistica della tutela, per approdare a un sistema in cui il ripristino della natura si configuri come un fattore di sviluppo economico e stabilità sociale. Luigi Fiorentino, Presidente del National Biodiversity Future Center, ha precisato questa transizione metodologica: “La sfida di oggi è passare dalla tutela dell'ambiente ad una cultura della biodiversità, dove il ripristino della natura non è visto come un costo, ma come un atto di civiltà, necessario motore di un differente sviluppo. In questa prospettiva, l'obiettivo di NBFC è riuscire a portare la tutela e il ripristino della biodiversità fuori dal recinto di un'operazione tecnica, per divenire un'ambizione e una pratica comune”. La tracciabilità dei dati sulla salute marina, l'implementazione dei corridoi ecologici e il coinvolgimento degli istituti tecnici nautici nei programmi di monitoraggio testimoniano la volontà di strutturare una rete permanente di sorveglianza ambientale, capace di garantire il ricambio generazionale nelle professioni legate alla biologia marina e alla gestione sostenibile del territorio. 
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