“Dimagrisco… e poi riprendo tutto: perché non reggo nel lungo periodo”
Questa è una delle confessioni più frequenti che ricevo:
“Coach, ci riesco. Perdo peso. Mi vedo meglio. E poi… torno indietro.”
Me lo dicono con un misto di rabbia e vergogna, come se fosse la prova di un difetto personale. Ma, nella maggior parte dei casi, non è una questione di “non sono capace”. È una questione di come quel dimagrimento è stato ottenuto.
Quasi sempre la storia ha lo stesso copione: durante la fase “forte” la persona stringe tutto. Taglia, controlla, si irrigidisce. L’energia mentale è altissima, ma è una modalità che il corpo e la mente reggono per un tempo limitato. E quando finiscono le risorse (stress, lavoro, ciclo, imprevisti, stanchezza), non è che “manca la motivazione”: crolla il sistema.
Da coach, vedo tre dinamiche scientificamente prevedibili dietro al “riprendo tutto”:
1) La strategia era basata sulla forza di volontà, non su una struttura.
La forza di volontà è una risorsa limitata. Se l’intero percorso dipende dall’essere perfetta ogni giorno, basta una settimana pesante per far saltare tutto. E quando salta, molte donne entrano nella mentalità “ormai è andata”: non si torna alla normalità, si passa all’opposto.
2) La restrizione produce compensazione.
Non parlo solo di cibo. Parlo di tutto: sonno sacrificato, vita sociale ridotta, allenamenti vissuti come punizione, controllo costante. Il corpo e la mente rispondono a lungo con adattamenti: più fame, più pensieri sul cibo, più desiderio di gratificazione immediata. Non è fragilità: è un sistema nervoso che cerca equilibrio.
3) L’obiettivo era un numero, non un’identità.
Molte mi dicono: “Quando ero a dieta ero bravissima”. Ecco il punto: era una parentesi. Finita la parentesi, torna la vita di prima. Se non cambia la relazione con il movimento, con il recupero, con lo stress e con le scelte quotidiane, il corpo torna coerente con lo stile di vita che lo ha creato.
E poi c’è una verità che non sempre piace sentire, ma è onesta: se non c’è una volontà reale di fare ciò che serve per stare meglio, il percorso resta un tentativo. Non perché devi diventare “ferrea”, ma perché stare meglio richiede priorità, decisioni ripetute, e una certa dose di responsabilità. Nessuno può farlo al posto tuo.
Il punto non è dimagrire “una volta”. Il punto è non dover ricominciare ogni tre mesi. E questo succede quando il cambiamento smette di essere una prova di resistenza e diventa un modo di vivere: non perfetto, ma stabile. Non rigido, ma coerente. Non eroico, ma ripetibile.
Se ti ritrovi in questa confessione, sappi che non sei “sbagliata”. Probabilmente stai solo cercando un risultato duraturo con un metodo pensato per il breve periodo. E lì, sì: serve un riferimento. Serve una guida. Serve un sistema.




















