(Adnkronos) – "Esprimiamo forte rammarico per l’esclusione, ancora una volta, del lavoro domestico dal Decreto lavoro approvato in Consiglio dei ministri. Una scelta che rischia di sottovalutare il valore strategico di un settore che rappresenta un pilastro silenzioso del nostro welfare e della tenuta sociale del Paese". Lo dichiara all'Adnkronos/Labitalia Alfredo Savia, presidente di Nuova Collaborazione (associazione nazionale datori di lavoro domestico). "L’assenza di misure – spiega – dedicate alla qualificazione professionale nel lavoro di cura, presenti nelle bozze precedenti, a partire dai percorsi di formazione per gli assistenti familiari, priva il comparto di strumenti fondamentali per garantire qualità, sicurezza e dignità sia ai lavoratori sia alle famiglie. Il lavoro domestico sostiene ogni giorno la non autosufficienza e contribuisce in modo concreto all’equilibrio tra vita e lavoro di milioni di persone: per questo non può restare ai margini delle politiche pubbliche, ma richiede visione, investimenti e pieno riconoscimento del suo impatto economico e sociale. E' necessario riaprire al più presto un confronto istituzionale affinché il lavoro domestico torni al centro dell’agenda politica: non è solo una questione di settore, ma una scelta che riguarda il modello di welfare che vogliamo costruire per il futuro del Paese”. Nuova Collaborazione ricorda anche i numeri del comparto: nel 2024 i lavoratori domestici con almeno un contributo versato all’Inps sono stati 817.403, in flessione per il terzo anno consecutivo (-3% rispetto al 2023). Dopo gli incrementi registrati nel biennio 2020-2021, dovuti alla regolarizzazione spontanea legata al lockdown e al decreto sull’emersione di rapporti di lavoro irregolari (dl n. 34 del 19/05/2020 – decreto Rilancio), si registra tra il 2021 e il 2024 una perdita di circa 158mila lavoratori. 
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