(Adnkronos) – Ad un mese dalla prima rilevazione, il mercato del turismo organizzato italiano registra un deciso peggioramento, con un passaggio da fase di difficoltà a fase di contrazione diffusa e strutturata. E' quanto emerge dall’aggiornamento dell’Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria, realizzato ieri 21 aprile, su un campione di 336 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale, e che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare in anteprima.  I dati evidenziano deterioramento rapido e generalizzato rispetto alla precedent rilevazione: il 94,3% degli operatori segnala un calo del business (era l’83,5%); il 70,3% registra un calo marcato, contro l’11,5% rilevato poche settimane prima; nessun operatore (0%) prevede una crescita nel 2026. Un’evoluzione che, come evidenziato nell’analisi dell’Osservatorio, segna il passaggio da una fase di incertezza a una condizione di difficoltà consolidata del mercato . Oltre alle vendite in contrazione, all’aumento di richieste di sicurezza e garanzie (26,4%), emerge fortemente il fenomeno del rallentamento delle decisioni da parte dei clienti. Il posticipo delle decisioni di acquisto è stato riscontrato dal ben il 61% delle agenzie. Non si tratta quindi di una crisi della domanda, ma di una crisi di fiducia, che coinvolge il 67,5% dei clienti. 
L'allarme jet fuel
 Nonostante il contesto geopolitico, il cliente delle agenzie di viaggi continua a desiderare il viaggio, ma lo affronta con una logica difensiva, valutando ogni scelta in termini di rischio, secondo l'Osservatorio Uno degli elementi più critici emersi nell’aggiornamento riguarda l’impatto dell’informazione, in particolare sul tema del carburante aereo. La disinformazione e l’allarme jet fuel hanno esercitato un tragico effetto amplificatore: il 53% dei clienti manifesta preoccupazioni legate al jet fuel, più che per il conflitto in sé (30,4%) e per l’aumento dei costi (15,7%). Nel complesso, i clienti appaiono più confusi (63,7%), più prudenti (15,4%) e con una accresciuta esigenza di consulenza generale (14,5%). Secondo l'indagine, il 100% degli operatori segnala un impatto significativo dei media sulla domanda (il 77% gli attribuisce un ruolo determinante nel calo delle vendite), il 93% dichiara di dover correggere informazioni errate o distorte Secondo Aidit, "si evidenzia quindi un fenomeno nuovo: il cliente arriva già informato, ma spesso su basi non corrette, con un effetto diretto sulla propensione all’acquisto". "Questo genera: maggiore complessità nella gestione commerciale; aumento dei tempi di consulenza; ulteriore rallentamento delle decisioni. Le agenzie diventano sempre più un punto di riferimento per: interpretare il contesto; rassicurare il cliente; guidare le scelte", sottolinea l'associazione. 
La 'nuova geografia turistica'
 E' una nuova geografia turistica quella che emerge, dopo lo scoppio del conflitto tra Iran, Israele e Usa, dall’aggiornamento dell’Osservatorio, secondo cui, oltre all’annullamento pressoché totale del Medioriente, soffrono in particolare l’Egitto (45%) e la Turchia (37,8%). Non recupera posizioni neanche il Nord America, la destinazione Usa resta molto sottotono (10,5%), contrariamente a quello che ha da sempre rappresentato per il turista italiano. Pur non riuscendo a compensare i cali sulle destinazioni penalizzate, risultano in crescita soprattutto: Italia (57,7%); Europa – short break – 18,1%; crociere 12,9%. Si consolida quindi una scelta orientata a prossimità e stabilità percepita. In questo contesto, emerge con forza, secondo l'Osservatorio, il ruolo della distribuzione organizzata: cresce la richiesta di supporto e accompagnamento; il 96,1% degli operatori richiede strumenti mediatici per contrastare la disinformazione. Gli agenti di viaggio in questo momento, poi, avvertono di vedere pubblicamente riconosciuto il loro ruolo dalle istituzioni (49,1%), il bisogno di linee guide ufficiali da condividere con i clienti (35,5%) e di poter utilizzare più accessibili salvaguardie assicurative (9,35). "I dati evidenziano un peggioramento netto e rapido del mercato, ma anche una chiave di lettura precisa: non siamo di fronte a una crisi della domanda turistica, ma a una crisi di fiducia che blocca il processo decisionale", dichiara Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria.  "In questo contesto, l’esposizione mediatica su temi come il jet fuel sta contribuendo ad amplificare l’incertezza, generando percezioni non sempre allineate alla realtà operativa. Il risultato è un cliente più informato, ma anche più disorientato", conclude. (di Fabio Paluccio) 
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