(Adnkronos) – Le Terme di Diocleziano hanno ospitato la firma di un accordo di collaborazione scientifica tra il Museo Nazionale Romano (MNR) e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). L’intesa, siglata dalla Direttrice Federica Rinaldi e dal Presidente Fabio Florindo, definisce un programma quadriennale volto a integrare le scienze geofisiche, fisiche e chimiche nelle strategie di salvaguardia del patrimonio culturale della Capitale. L'iniziativa si focalizza sulla protezione dei beni dai rischi naturali e antropici, coinvolgendo non solo le strutture architettoniche ma anche le opere esposte e i reperti conservati nei depositi. Uno dei pilastri tecnologici di questa sinergia riguarda il contrasto al degrado causato dalle emissioni urbane. "Le attività congiunte tra INGV e Museo Nazionale Romano prenderanno il via con studi innovativi di biomonitoraggio magnetico dell'inquinamento atmosferico", ha spiegato il Presidente dell’INGV, Fabio Florindo. La metodologia prevede l'applicazione di tecniche di paleomagnetismo a foglie e licheni, utilizzati come "sensori naturali capaci di tracciare la diffusione del particolato metallico prodotto dal traffico automobilistico e ferroviario". Questo approccio, basato su soluzioni Nature-Based, permette di mappare l'impatto degli inquinanti sulle aree interne e circostanti i complessi museali senza ricorrere a metodi invasivi. L'accordo risponde alla necessità di monitorare l'inquinamento atmosferico, considerato una minaccia diretta per l'integrità del materiale lapideo. Le quattro sedi del Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo, Terme di Diocleziano, Crypta Balbi e Palazzo Altemps, saranno oggetto di una manutenzione programmata supportata dai dati scientifici. Secondo la Direttrice Federica Rinaldi: "l’adozione di moderne tecniche di conservazione permetterà di monitorare e prevenire i danni causati dall'inquinamento atmosferico sul materiale lapideo delle opere in collezione e nei depositi". L'obiettivo è trasformare la conservazione da intervento d'emergenza a pratica di prevenzione costante. Oltre alla ricerca scientifica, il protocollo prevede lo sviluppo di eventi espositivi, mostre e progetti educativi dedicati alla storia della scienza applicata ai beni culturali. L’integrazione tra competenze archeologiche e geofisiche apre nuove prospettive per la tutela del patrimonio, garantendo che le moderne tecnologie di indagine tecnica diventino uno standard operativo nella gestione dei siti storici. La collaborazione si inserisce in un quadro di valorizzazione internazionale, promuovendo la diffusione di conoscenze tecniche avanzate per la trasmissione del patrimonio alle future generazioni.  Immagine di cover: Il momento della firma dell'Accordo di collaborazione scientifica tra INGV e MNR. Da sinistra: Fabrizia Buongiorno, Direttrice del Dipartimento Ambiente dell'INGV, Fabio Florindo, Presidente dell'INGV, Federica Rinaldi, Direttrice del Museo Nazionale Romano, e Aldo Winkler, referente INGV dell'Accordo 
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