(Adnkronos) – Il dibattito sulla trasformazione digitale si sposta nelle sedi istituzionali con un focus sulla necessità di consolidare l'autonomia tecnologica europea e nazionale. Presso Palazzo Giustiniani, rappresentanti del Governo, delle agenzie di sicurezza e del comparto industriale si sono riuniti per analizzare l'impatto dell'intelligenza artificiale e della cybersicurezza sugli asset strategici del Paese. L'incontro ha delineato come la competizione globale non riguardi più esclusivamente i domini fisici, ma si estenda in modo pervasivo al cyberspazio e alla gestione dei flussi informativi, rendendo la protezione dei dati un pilastro della stabilità economica. La transizione verso un modello industriale avanzato richiede, secondo le analisi emerse, una visione di lungo periodo che superi la gestione delle emergenze. Il senatore Gianluca Cantalamessa ha evidenziato come l’attuale esecutivo miri a recuperare il distacco rispetto ad altri Paesi in settori chiave, sottolineando che l’ambizione è quella di "tornare ad avere una visione di politica industriale, partendo da asset fondamentali come banche dati, intelligenza artificiale e tecnologie avanzate". Questa prospettiva si intreccia con l'esigenza di un ecosistema dell'innovazione integrato, dove la sovranità digitale europea diventa l'obiettivo comune per garantire competitività e sicurezza. “L’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale incidono sulla competitività del Paese. È necessario rafforzare l’ecosistema dell’innovazione con la collaborazione tra istituzioni, imprese, università e giovani talenti, per consentire all’Italia di partecipare alla costruzione della sovranità digitale europea”, ha affermato il Presidente dell’ANGI Gabriele Ferrieri. Nel panel si è discusso di intelligenza artificiale, sicurezza informatica e competizione tecnologica tra Stati. Il ruolo dell'etica e dei valori democratici nell'implementazione degli algoritmi è stato uno dei punti cardine della discussione tecnica. La difesa digitale non viene più intesa solo come una barriera tecnica, ma come un processo che deve riflettere i principi civili occidentali. L'analista politico Guido George Lombardi ha infatti spiegato che la priorità deve essere "l'integrazione di un solido sistema di valori all'interno dei processi di Intelligenza Artificiale", aggiungendo che è necessario "dotare le macchine di una 'coscienza normativa' e di sensori capaci di leggere la realtà esterna in modo oggettivo". In questo contesto, l'innovazione deve procedere di pari passo con la sicurezza per evitare che l'IA diventi un fattore di rischio imprevedibile. Infine, l'attenzione si è spostata sulla natura multidimensionale della minaccia cibernetica, che oggi include il cosiddetto "dominio cognitivo". Le informazioni e la percezione dei dati sono diventate strumenti di confronto tra Stati, rendendo indispensabile il potenziamento della cyber threat intelligence. Giuseppe Mocerino, presidente di Netgroup S.p.A., ha ribadito che la cybersicurezza è ormai una "dimensione strategica della sicurezza nazionale", sottolineando quanto sia decisivo "rafforzare il legame tra ricerca, industria e istituzioni e investire in intelligenza artificiale". L’incontro si è concluso con la consapevolezza che solo attraverso il trasferimento tecnologico e il potenziamento delle competenze specifiche l'Italia potrà rispondere con resilienza alle sfide della geopolitica digitale. 
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