(Adnkronos) – Conti in ordine, investimenti nelle aziende dell’agroalimentare, valorizzazione dei prodotti del made in Italy a tutela dei consumatori italiani. Sono questi gli asset strategici su cui si è mossa Enpaia, Ente nazionale di previdenza per gli addetti e per gli impiegati in agricoltura, nel 2025. I prodotti agroalimentari italiani restano al centro degli interessi dei produttori, dei consumatori e degli investitori istituzionali come la cassa di previdenza del settore agricolo. Ed Enpaia si è mossa coerentemente su queste direttrici. E’ quanto emerge dalla Relazione annuale della Fondazione Enpaia presentata al Senato. Dalla Relazione, ha spiegato infatti il presidente di Enpaia, Giorgio Piazza, saltano agli occhi soprattutto tre elementi: "Il valore dei prodotti nostrani per i consumatori italiani, la centralità dei produttori nel futuro di Enpaia e la valorizzazione della filiera agroalimentare come volano per l’economia nazionale. Da qui la nostra scelta d’investire 500 milioni nell’economia reale e nell’agroalimentare di qualità". "Una scelta – ha sottolineato il direttore generale della Fondazione, Roberto Diacetti – che si è resa possibile grazie ad un bilancio solido che nel 2025 ha fatto registrare un avanzo di oltre 27 milioni di euro ed un patrimonio in crescita che consentirà di replicare, anche nel corso di quest’anno, investimenti mirati a sostegno soprattutto delle aziende italiane del settore primario. Non a caso dopo l’ingresso nel capitale di Masi Agricola (produttore del famoso Amarone della Valpolicella), di BF (la più grande azienda agricola italiana), di Granarolo (l’unico grande player del settore lattiero-caseario italiano) e di Granterre (tra le primarie aziende produttrici di salami e formaggi) puntiamo ad entrare nel capitale di altre aziende agroalimentari italiane". "Come Enpaia – ha annunciato il direttore generale della Fondazione Enpaia, Roberto Diacetti – stiamo valutando di trasferire un pezzo del nostro know how in vari Paesi che rientrano nel Piano Mattei. Ampliamo così l'ambito di aplicazione della Fondazione". "La previdenza con l'acqua e il lavoro costituiscono tre aspetti fondamentali nel quadro della costruzione e del mantenimento della sicurezza nazionale". A dirlo Massimo Gargano, consigliere Fondazione Enpaia e direttore generale Anbi, Associazione nazionale consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue. "L'acqua – ha sottolineato – non è più una variabile tecnica, ma la prima infrastruttura della democrazia. Dove l'acqua è governata, il lavoro cresce; dove il lavoro cresce, la previdenza è solida". Gargano ha poi ricordato il legame esistente tra Enpaia e Anbi: "Gli investimenti di Enpaia nelle filiere agroalimentari, nella resilienza dei territori e nella modernizzazione agricola sono parte della stessa responsabilità nazionale che Anbi ha nella gestione dell'acqua". "Le imprese agricole, Trump o non Trump, hanno dimostrato una capacità di resistere e di far fare al nostro Paese ulteriori passi in avanti di qualità". Ha precisato Annamaria Furlan, vicepresidente della Commissione parlamentare per il controllo sull'attività degli enti di previdenza. "Parliamo – ha chiarito – di un settore che ha il made in Italy in tutto il mondo, ma che allo stesso tempo ha il fenomeno del caporalato che si sta esplicitando in tutta la sua brutalità. Il caporalato si sconfigge con strumenti di controllo, certezza delle pene e ribellione. Questo si può attuare con imprese e contratti 'sani' e con presa in carico delle responsabilità. Fondamentale è anche l'azione che si fa contro il dumping contrattuale perché i primi a rimetterci sono proprio le imprese sane, i lavoratori e le lavoratrici". Per Furlan, "c'è bisogno di un mercato del lavoro che riconosca la dignità dei lavoratori e delel lavoratrici. La grande sfida è quella di sapere tenere insieme le diverse generazioni nel mercato del lavoro". "Ci troviamo in uno scenario interno – ha affermato Raffaella Buonaguro, Fai Cisl – seguito da tensioni geopolitiche che rappresenta un costo per il settore agroalimentare. Il settore ha sempre dato un supporto importante anche durante il Covid. Il nostro agroalimentare continua a dimostrare una forza che va oltre le crisi: produce valore, lavoro e qualità. La qualità del lavoro agricolo è un bene pubblico: va difesa con contratti solidi, salari adeguati e politiche che sostengano la produttività". Buonaguro, ricordando i risultati positivi della Fondazione Enpaia, ha commentato che ciò evidenza una gestione oculata e partecipata, a vantaggio di tutti gli iscritti del settore agricolo". Ricerca Enpaia-Censis Gli italiani chiedono di mangiare sano e si è anche disponibili a spendere di più (in prodotti soprattutto italiani) ma ci sono molte famiglie, con redditi bassi, che devono rinunciare al made in Italy a causa dell’aumento dei prezzi. Emerge dalla ricerca Enpaia-Censis sui ‘Consumi alimentari degli italiani’. Tra il 2021 e il 2025, secondo la ricerca, l’indice generale dei prezzi è salito del 17,1%, mentre quello dei prodotti alimentari di ben il 26,6%. Una accelerazione che produce effetti negativi sui consumi. Con i salari al palo da anni, il potere d’acquisto delle famiglie si è ridotto, anche per la spesa alimentare. E nonostante l’88% degli italiani individui nelle abitudini alimentari nazionali il modello più affidabile per nutrirsi correttamente, la rincorsa dei prezzi rischia di vanificare questo obiettivo. Per 9 italiani su 10 la filiera agroalimentare italiana viene percepita come la principale garanzia di qualità. La dieta mediterranea resta dunque un modello condiviso ma la rincorsa dei prezzi rischia di trasformarla in un privilegio più che in una abitudine diffusa. Una frattura socialeche passa per famiglie, territori e stili di vita e che rischia di ampliarsi a causa delle guerre in Ucraina e nel Medio Oriente. La dieta mediterranea resta un modello condiviso, ma la rincorsa dei prezzi rischia di trasformarla in un privilegio più che in una abitudine diffusa. Una frattura sociale che passa per famiglie, territori e stili di vita e che rischia di ampliarsi a causa delle guerre in Ucraina e nel Medio Oriente.L’obiettivo della Fondazione Enpaia è quello di garantire la solidità delle aziende italiane del settore agricolo e di conseguenza della propria base contributiva. Oltre che di sostenere l’intera filiera del settore (come nel caso Granarolo). Ed è qui che si lega la strategia degli investimenti della Fondazione con la domanda di prodotti alimentari di alta qualità da parte degli italiani, certificata dai dati della ricerca Enpaia-Censis sui ‘Consumi alimentari degli italiani’ presentata oggi a Roma. Dalla ricerca emerge, inoltre, che il 93% degli italiani considera il mangiare sano un investimento sulla salute ed oltre il 90% lo ritiene un’esigenza irrinunciabile. Enpaia conta 42.000 iscritti, 9.200 aziende associate e un patrimonio di 2,2 miliardi Tra gli obiettivi principali della Fondazione, oltre gli investimenti nell’economia reale e nell’innovazione agricola, anche la valorizzazione patrimonio immobiliare ma soprattutto la riduzione del livello di tassazione delle Casse di previdenza allineandolo a quello dei Fondi pensione. L'esercizio 2025 della Fondazione Enpaia, Ente nazionale di previdenza per gli addetti e per gli impiegati in agricoltura, si è chiuso con un avanzo di 27,1 milione di euro, superiore a quello del 2024, quando era stato pari a 22,8 milioni, +18,9%. Il risultato positivo è frutto in prevalenza della performance della gestione finanziaria, delle dismissioni immobiliari, ma soprattutto di una strategia moderna del consiglio di amministrazione e di un assetto organizzativo della Fondazione che riesce a far fronte all'instabilità e all'incertezza del contesto economico-finanziario. Il rendimento netto complessivo, calcolato sui valori di libro dell'intero protafoglio (mobiliare e immobiliare) della Fondazione, si attesta sul 38,1%, rispetto al 3,19% del 2024. Considerando il 'fair value' del protafoglio della Fondazione (mobiliare e immobiliare), il rendimento complessivo si attesta sul 3,83%, superiore al 3,24% del 2024. A consuntivo il patrimonio totale si è attestato a 2.181 milioni di euro, in crescita del 3,6% rispetto al 2024. Nello scenario economico contraddistinto da forte incertezza, i risultati della gestione previdenziale della Fondazione Enpaia nel 2025 sono migliorati rispetto all'anno precedente. I contributi accertati ammontano a 176,5 milioni di euro, in crescita del 3% rispetto all'anno 2024 (171,5 milioni di euro). La Fondazione è riuscita regolarmente ad erogare le prestazioni e a garatire tutti gli altri servizi ai propri iscritti. In particolare, nel 2025 la Fondazione ha erogato complessivamente prestazioni del Fondi Tfr previdenza e infortuni per 168, 2 milioni di euro (160,6 milioni nel 2024). I buoni risultati della gestione previdenziale sono da ascrivere alla solidità dell'agroalimentare italiano, settore che si dimostra fortemente resiliente alle incertezze del contesto geopolitico. Nel 2025 l'attività di accertamento delle entrate contributive ha prodotto un incremento dei contributi accertati rispetto all'esercizio precedente del 3%. La crescita dell'accertato per contributi è da imputare alla seconda tranche dei rinnovi contrattuali del settore agricolo e all'incremento del numero degli iscritti rispetto all'anno precedente (41.709 iscritti attivi a fine 2025, 41.033 a fine 2024, +1,6%). Analogamente agli iscritti, anche il numero delle aziende contribuenti attive nel 2025 è aumentato rispetto all'anno precedente (9.212 aziende nel 2025 rispetto alle 9.166 del 2024, +0,5%). Previdenza: Enpaia, popolazione maschile 50,1% totale iscritti, ma futuro Fondazione sempre più rosa Anche nell'esercizio 2025 la progressiva erosione del divario di genere tra gli iscritti Enpaia. La popolazione maschile, che rimane comunque, seppur di stretta misura, maggioritaria, si è attestata a 20.906 unità, pari al 50,1% del totale iscritti (50,7% nel 2024). La percentuale di donne iscritte è passata da 49,3% nel 2024 a 49,9% nel 2025. Si conferma ancora una volta la maggiore dinamicità della popolazione femminile rispetto a quella maschile, dato che l'85,2% del 676 nuovi iscritti attivi a fine 2025 è rappresentato da donne (576). In continuità con le evidenze degli ultimi anni, il contributo degli uomini all'aumento degli iscritti attivit continua a rimanere più contenuto. Il futuro della Fondazione è destinato ad essere sempre più rosa, dato che anche nel 2025 le donne hanno rappresentato il genere prevalente nelle classi di età fino a 50 anni; di contro tra gli iscritti con più di 50 anni si registra una netat prevalenza del genere maschile. Gli iscritti attivi con età pari o inferiore a 50 anni rappresentano il 63,6% del totale (26.564), di questi lavoratori il 54% (14.334) è di sesso femminile. Presumibilmente, nel giro di pochi anni, se si manterranno le dinamiche in atto nei rapporti di compensazione degli iscritti attivi, la maggioranza di essi apparterrà al genere femminile. (di Sabrina Rosci)
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