(Adnkronos) – "Dal punto di vista commerciale, la guerra in Iran è stato uno shock negativo che se dovesse davvero rientrare sarebbe un bene per tutti. Con la pace cambiamenti forti per l'Italia dal punto di vista economico non credo ce ne saranno, il prezzo del petrolio non era salito come ai livelli dello scoppio della guerra in Ucraina. Quindi non mi aspetto dei grossi impatti sul Pil, però certamente c'è un alleggerimento dal punto di vista dei conti pubblici perchè il governo era stato costretto a fare delle manovre di abbassamento delle accise a compensazione degli utenti, e quindi ora avremo un risparmio per il governo e questa è una buona notizia". Così, con Adnkronos/Labitalia, l'economista Pietro Reichlin, professore ordinario di Economia alla Luiss 'Guido Carli' di Roma, spiega i possibili risvolti economici della pace tra Iran e Usa per il nostro Paese. Reichlin sottolinea che "lo stiamo vedendo in queste ore quali sono i primi effetti" della pace tra Iran e Ue, "il prezzo del petrolio scende in maniera molto forte, le Borse sono salite". "La base più certa dell'accordo è la riapertura dello Stretto di Hormuz, per quanto riguarda l'Italia il trasporto merci e petrolio attraverso di esso non è così importante come per i Paesi asiatici, però è anche vero che il blocco dello Stretto aveva posto una pressione verso l'alto ai prezzi dell'energia e questo quindi ha avuto un effetto negativo per tutti i Paesi europei. E quindi la riapertura è una buona notizia certamente", conclude. (di Fabio Paluccio)
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