(Adnkronos) – Il progetto PARLA CHIARO dell'Università degli Studi di Napoli Federico II è stato selezionato tra i 16 vincitori europei della LINGUA Open Call, un'iniziativa dell'AI for Good Lab di Microsoft finalizzata a colmare il gap linguistico e promuovere la sovranità digitale in Europa. L'obiettivo è raccogliere dataset vocali e testuali di alta qualità per garantire che le varianti regionali siano integrate correttamente nel futuro dell'AI.
L'esigenza di un sistema capace di comprendere i dialetti nasce da evidenze statistiche e cliniche: secondo i dati ISTAT, circa il 42% della popolazione italiana utilizza il dialetto in ambito relazionale. Questa variabilità linguistica è particolarmente marcata nel rapporto medico-paziente, specialmente tra le fasce più anziane o nelle aree rurali. I modelli linguistici standard, addestrati prevalentemente sull'italiano formale, possono generare errori o "allucinazioni" interpretative, compromettendo l'affidabilità della telemedicina e della documentazione clinica automatizzata. Il progetto si concentra inizialmente su napoletano, siciliano e romanesco. Attraverso la collaborazione tra ingegneri del DIETI, linguisti e specialisti clinici, verrà sviluppato un Dialect-Aware Warning System. Questo strumento sarà in grado di individuare espressioni dialettali ambigue, suggerendo chiarimenti o avviando traduzioni semiautomatiche per evitare fraintendimenti diagnostici. "PARLA CHIARO nasce per affrontare un rischio concreto e spesso invisibile: l'esclusione dei parlanti di dialetti italiani dai benefici di un'Intelligenza Artificiale sicura e affidabile, in particolare in ambito sanitario", ha spiegato Vincenzo Moscato, Responsabile Scientifico del progetto. L'iniziativa mira a prevenire incomprensioni che, in contesti medici, potrebbero trasformarsi in danni per la salute. Oltre all'applicazione clinica, le tecnologie sviluppate potranno supportare la pubblica amministrazione e gli uffici URP nei territori a forte diffusione dialettale. Il sostegno di Microsoft, che opera in collaborazione con il progetto APERTUS e in consultazione con il Consiglio d'Europa, garantisce l'accesso a fondi e competenze tecnologiche avanzate. Come sottolineato da Irene Sardellitti, National Technology Officer di Microsoft Italia: "L'obiettivo è assicurare che "il ricco patrimonio linguistico e culturale europeo sia pienamente rappresentato nella prossima generazione di modelli di AI".
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