(Adnkronos) – L'arrivo di Mario Tennis sulla nuova ammiraglia Nintendo non era privo di dubbi da parte dei giocatori. Il timore che la serie potesse scivolare definitivamente verso una deriva esclusivamente online, tracciata dal precedente capitolo, era concreto: Mario Tennis Aces aveva sacrificato gran parte del fascino storico della progressione in singolo sull'altare del ranking mondiale. Con l'approdo su Switch 2, Mario Tennis Fever smentisce queste preoccupazioni, segnando un ritorno alle origini che sa di boccata d'ossigeno per i fan di una delle serie sportive arcade più amate. Il primo segnale di questo cambio di rotta risiede nel roster. Dei 38 personaggi disponibili, molti richiedono di essere sbloccati attraverso sfide e modalità specifiche, recuperando quel loop di gameplay semplice ma efficacissimo che mancava da tempo. Non si tratta solo di estetica: ogni abitante del Regno dei Funghi, dai classici Mario e Peach fino a comprimari come Spunzo e Kamek, deve essere guadagnato sul campo, spingendo il giocatore a esplorare ogni angolo dell'offerta ludica. La vera rivoluzione tecnica è rappresentata dalle Racchette Frenesia. A differenza del passato, dove ogni personaggio godeva di un colpo speciale unico, qui è la racchetta scelta a determinare l'effetto del super tiro. Questo sistema introduce una profondità strategica inedita, permettendo di combinare le caratteristiche fisiche dei tennisti con poteri peculiari, come la Racchetta Melma o la Racchetta Ghiaccio. Accoppiare la precisione di un personaggio tecnico con una racchetta capace di generare ostacoli sul campo crea sinergie che trasformano ogni scambio in una partita a scacchi ad alta velocità. Sul fronte delle modalità, l'offerta è finalmente generosa. Sebbene la modalità sroeia soffra di un ritmo a tratti incostante e di un tutorial prolungato, l'introduzione delle Torri delle Sfide alza sensibilmente l'asticella della sfida per i veterani. A questo si aggiunge la sezione Regole speciali, che con varianti come il Campo flipper garantisce quella varietà necessaria a spezzare la tensione dei tornei classici. Questi ultimi rimangono forse l'unico punto debole, risultando troppo brevi e privi di una variante "purista" senza potenziamenti, opzione invece presente nel comparto multiplayer. Visivamente, il titolo sfrutta l'hardware di Switch 2 per offrire un'esperienza fluida e dai caricamenti quasi istantanei, mantenendo lo stile colorato e carismatico tipico delle produzioni Camelot. Mario Tennis Fever non è solo un ottimo gioco sportivo, ma la dimostrazione che Nintendo ha ritrovato la formula magica per i suoi spin-off: unire l'accessibilità immediata a una struttura solida che premi la dedizione del giocatore singolo. 
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